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voce: agosto


vignetovigna Cristo-Bacco, Epicuro e Khayam vino (21) 21-Vite (Vitis vinlingua latingreco | foto vigneto | audiolibro | vino-artigianale_salterio_spagna.mp4 | frutteto_vigna_potature.mp4 | frutteto_vite_potare5regole.mp4 |musica musica_vino-serafino.mp4
bietaBiete scalare, reca ferro e cura piaghe (29) 29-|BIETA consola lingua italico | foto spinaceto | audiolibro | ortoverno_bieta.mp4 | bieta_brassiche_cardi_cicorie.mp4 | bietola-o-borrago-o-mandrago.mp4 |musica 30_Rota.mp3
pomodoroPomodori sanmarzano e pizza Margherita (42) 42-|Tomatl leggendlingua italico | foto tomato | audiolibro | ortomipa_pomodori_moltiplicazio.mp4 | pomodori_legatura-sfemminellatura.mp4 |  |musica 990_NAC_Sioux_03.mp3
cocomeloneMeloni e Cocomero, rinfrescano estate (47) 47– Amici mangialingua arabindi | foto ortomilpa | audiolibro | frutti_melone_cimatura.mp4 | frutti_melone-anguria-cimatura.mp4 |  |musica canto_madonnanera_f.m4a
nepalSeba a Kodari tra thanka sherpa jhakri (63) 63-Ogni essere umalingua indocina | foto indionesia | audiolibro | paesi_nepal-rurale.mp4 | popoli_nepal_saman-nuit.mp4 | film_milarepa1973.mp4 |musica 01_shirdi_policeman_sadhu.mp4
psilocybeMontezuma e fiabe, di elfi con berretto (83) 83-La Strega dal clingua mescahuatl | foto funghi | audiolibro | film_dune-primo.mp4 | funghi_psi-semilancia.mp4 | film_dune-figli2003.mp4 |musica 12_CapitanHarlock.mp3
arachidiArachidi e Taro, oppur semi di Loto (117) 17-Fior di Loto crlingua cinese | foto ladeki | audiolibro | fioreloto_liberato.mp4 | arachidi_vaso_corea.mp4 |  |musica 07_Tero-nam.mp3
daparadisoLuce che orienta il cammino (172) 72-Dante attraverslingua alchemico | foto umanstoria | audiolibro | med_storia-perduta-terrapiana4.mp4 | med_storia-perduta-terrapiana5.mp4 | med_storia-perduta-terrapiana6-7.mp4 |musica 41_eu_caminhando.mp3
dantaristoParmenide e Dante confutano i sofisti (174) 74-Dante viaggio tlingua alchemico | foto filosofi | audiolibro | filosofi_pitagora369.mp4 | diogene_il_cane.mp4 | platone-risveglio_carrozza-gurdjieff.mp4 |musica musica_cruzeirinho-mestre-irineu.mp4
gelsominoTempo del fiore e tempo del seme (179) 79-Il nome gelsomilingua popè | foto erbefiori | audiolibro | flora_rinco-falsogelsomino_pota.mp4 | flora_gelsomino-bianco-giallo.mp4 | iboga_chiarisce_europa.mp4 |musica 15-Mozart03.mp3
danieleDaniele muta i sogni in coscienza (198) 58-lume198-REGRESSlingua alchemico | foto umanstoria | audiolibro | film_bibla_giosia_legge-antiabomini.mp4 | film_bibla_daniele_e_nabucco.mp4 | film_bibla_regina_ester.mp4 |musica sdaime_livrinho_apocalisse_valdete.mp4
piccioneLa rondine torna a volare dopo il dolore (241) 65-lume241-VIANDANlingua italico | foto uccelli | audiolibro | uccelli_cinceallegra-famiglia_doc.mp4 | uccelli_rondine-africa.mp4 | fauna_cicinnurus.mp4 |musica uccelli_campane acqp.m4a
acquadolceacqua dei santi cura orfani e piante (252) 02.䷁ lume252 |Illingua alchemico | foto acquaetere | audiolibro | acqua_e_frequenzebis.mp4 | doc_Acqua_60minIT.mp4 | acqua_cannello.mov |musica arpaviggiano_tarantella_valdagri.mp3
saliceSalice sfiamma, Ginko Magnolia e Pioppo (277) 29.䷜ lume277-Il lingua italico | foto arboreto | audiolibro | flora_pioppo-tremulo-populus.mp4 | salcio-lunacalante_e_salice-aspirina.mov | cesto_artigianale_spagna.mp4 |musica marius9.mp3
fotovoltaiEnergia solare aiuta l'acqua a pompare (282) 35.䷢ lume282-Il lingua slavonico | foto acquaetere | audiolibro | lakosky_oscillatore-ritrova-italia.mp4 | tesla-ighina1.mp4 | tesla-ighina2.mp4 |musica ancilla2020_1sem.m4a
pescoPesco: crescere attraverso la cura (289) 42.䷩-lume289-L'Alingua latingreco | foto drupociliegio | audiolibro | frutteto_pesco_3regole-pota.mp4 | qigong_esercizi-cura-miopia-occhiali.mp4 |  |musica 80_Yemanja_mia_Rainha.mp3
cornioloCrognole, quando l'aspro matura (310) 64.䷿-lume310-Prilingua slavonico | foto arboreto | audiolibro | flora_corniolo_completo.mp4 | corniolo_oliverosse.mp4 |  |musica 24_santo_ostensorio.mp3
gelsoGelsi bianco-nero vinsanto e gelso Noni (318) 08-lume318 |Ama-Telingua cinese | foto morogelseto | audiolibro | frutteto_gelsi-neribianchi_benefici.mp4 | frutti_morinda_noni_poling.mp4 | gelso_more-buonissime.mp4 |musica 52_Rei_ayahuasca.mp3
spezieNocemoscata Curcuma Chiodi Cardamomo (345) 07.VII -lume345 Lelingua latingreco | foto cibospezie | audiolibro | flora_nigella-damascena_pardini.mp4 | flora_nigella_drbianchi.mp4 | nigellasativa-cuminonero-fiori-usi.mp4 |musica 995_ma-devi-shango.mp3
basilicoTulsi a cefalea, Polmonaria tosse catarro (347) 09.IX -lume347 |ERlingua latingreco | foto cibospezie | audiolibro | basilico-fiori-essiccati-uso.mp4 | pulmonaria_cura-polmoni.mov | basilico-rosmenta-sprayantizanzara.mp4 |musica musica_arpa-nziengui.mp4
frassinoBetulla drena scorie, Manna è zuccherino (359) 21-lume359-Ornielllingua italico | foto arboreto | audiolibro | flora_frassino-manna_raccolta.mp4 | flora_frassino-manna.mp4 | frassino-manna_giulio-gelardi.mp4 |musica 15-Vivaldi.mp3

(): 21 quid censiti


21:lume021-Vite (Vitis vinifera) nasce selvatica, con piccoli acini acidi, e viene addomesticata nell'area del Mar Nero. Diffusa dai popoli mediterranei, diventa pianta sacra a Bacco e simbolo di vita, fertilità, energia e convivialità. Accompagna la diffusione di grano, olivo, lino e canapa. Le foglie sono usate in cucina, la linfa primaverile favorisce la cicatrizzazione, i vinaccioli producono un olio ricco di omega, mentre viticci e vinacce trovano impiego in erboristica; gemmoterapia e Fiori di Bach usano germogli ed essenza della vite. Uva fragola (Vitis labrusca) del Nord America, resiste meglio a freddo e malattie, i suoi vini, come il fragolino, sono ottimi ma asenti nel commercio europeo. La vite predilige sole, terreni asciutti e ricchi di potassio, teme ristagni, gelate tardive e umidità eccessiva. Potatura, orientamento, consociazioni e clima influenzano resa e qualità: tra le principali avversità vi sono oidio, botrite e fillossera, che portò all'innesto delle varietà europee su radici americane. Il ciclo vegetativo comprende germogliamento, sviluppo dei pampini, fioritura, allegagione, invaiatura e maturazione, con accumulo di zuccheri, antociani e aromi. |Luglio soleggiato fà vino assicurato, zappa vigna ad agosto ad aver buon mosto, Settembre inclemente, vino quasi niente, se |poti-a-Luna-calante avrai uva abbondante. La |vendemmia è una festa comunitaria: raccolta, pigiatura e fermentazione del mosto uniscono lavoro, tradizione e socialità. Lieviti, temperatura, travasi e affinamento determinano il vino, tannini e invecchiamento ne modellano struttura e gusto, mentre l'eccesso di ossigeno favorisce la trasformazione in aceto. |Settembre29 per |sanMichele l'uva è come il miele, a estate |sanMartino ogni mosto è vino. Il vino è un alimento culturale dall'effetto ambivalente: consumato con moderazione accompagna la convivialità, sostiene benessere e buon umore. Epicuro dice: il vino preso con misura è igiene, medicina e sollievo, capace di rallegrare il cuore e illuminare la mente dopo la fatica del giorno; l'abuso invece stordisce e come alcool distillato, può causare gravi danni alla salute e alla vita sociale. La vite insegna il mistero dell'unità: tralcio unito al ceppo porta frutto, così l'uomo, senza radice nel divino, si inaridisce.| Nel giardino di Epicuro, il vino diventa medicina dell'anima, capace di sciogliere ipocrisie, miserie e dolori. Dioniso, che muore e rinasce, simboleggia il ciclo del tempo e la forza liberatrice dell’ebbrezza. L'economia di schiavi e la crudeltà dei potenti vengono riscattate dal vino e dalla filosofia, che spegne l'odio e cura con il quadrifarmaco: assenza di dolore, di paura, misura nei desideri e ricerca dell'amicizia. Epicuro stesso, morendo, chiede vino e lascia ai discepoli il rimedio di felicità. Antiche civiltà – ittiti, etruschi, mongoli – hanno venerato il vino come dono divino. Nel mito, Noè pianta la vite dopo il diluvio, tra prove di mansuetudine, forza e intemperanza. Gilgamesh, cercando immortalità, beve il vino e incontra Osiride, che come vite muore e rinasce. Iside e Bastet, dee del vino e della fertilità, intrecciano danze, resurrezioni e misteri. Il vino diventa legame sociale, dono degli dèi, fonte di gioia e catarsi. Raseno, come Epicuro e Khayyam, affronta la morte con l'ultima coppa, dissolvendosi nel tempo del sogno e lasciando agli amici il rito conviviale. L'umorismo insegna che morte e dolore sono illusioni, mentre la gioia condivisa resta reale.# Giardino di |EPICURO, nasce presso tralci, Vino liber colpa, da strategia di ego, categorie etichette, e imposte sorti umane, ebriulare la ragione, oltre arte ipocrisia, è divina impresa, a scioglier falsità, malesseri svelati, di scarna sussistenza, di bimbi oppur anziani, barbon disoccupati. Dioniso in follia, muore e poi rinasce, compie ciclo tempo, del Colosseo di stragi, nato da espansione, di vizi e crudeltà, su popolo che geme, di fame e libertà, economia di schiavi, degrada sensazione, reca depressione, o svilisce nel rancore. Epicuro pedagogo, spegne roghi odio, col nettare di vino, e sua filosofia, quadrifarmaco cibo, uomo fa danzare, 1 comune sentimento, vive gioia invito, dilegua individuo. Epicuro in punto morte, và |tinozza calda, chiese vino e bevve, poi agli amici disse, siate memori felici, spiro mio pensiero, quadruplice rimedio, io vi lascio e bevo: felice mangia e bevi, motto degli Ittiti, etrusci e turcomanni, mongoli con scizi, re Suppiluliuma, lo chiama Dio tempesta, iniza le sue danze, con Uva sulla testa, Dioniso Zagreo, che arriva da lontano, sconvolge città, con Vino fermentato, trapiantano slavi, su terre di coloni, vite olivi e frutti, a rallegrare cuori. Epicuro ricorda, che un dolore in corpo, al tempo vien legato, se acuto porta morte, se breve è passato, se leggero si allevia, tramite terapia, amicizia guarisce, radice di malattia: 1 morale imposta, è malattia + grave, son tutte malattie, malesser di morale, sorgenti di morale, dentro vai cercare, filosofo Kant, ci aiuta ricordare; sostanza vero cosmo, è illuminazione, pace del mio cuore, è liberazione, mi accompagna pure, nel morire-uscire, senza + paure, assenza del soffrire: imparo umorismo, morte non esiste, scopro riso eterno, libero mio triste, cosciente dio Eterno, vive dentro Me, un giorno morirò, in paradosso Zen; viaggio fuori tempo, via dal calendario, in indie navigando, fino al cuore umano, accompagnato io, dai canti senza tempo, al rito degli amici, scaldo cuore eterno: 4 paure vinci, spiriti e aldilà, paura della morte, paura del dolore, morte nulla è, se ci sono io, se sta lei non io, problema non si pone, meno si possiede, meno si teme, dolor fisico leggero, salva gioie interne, acuto passa presto, acutissimo è morte; mali anima prodotti, da opinioni storte, errori bene cura, saggia filosofia, pratica e teoria, felice reca via, sublima irrequietezza, assenza di paure, a mezzo della fede, e misura desideri. Raseno canta il |VINO, bacche medicina, scritto in |ditirambo, Enki Dio saggezza, usa vino festa, per donne accoppiare, le scalda le scioglie, su Olimpo presso il mare, i Re con le Regine, per figli generare, in dinastie tartarie, banchetto è interazione, tra sudditi e sovrano, fonte regno umano. Quando buon Vino, entra in cultura, 1 via di commerci, stabilisce con cura, medicinale diviene, una merce preziosa, buon socializzante, che al culto si sposa. Beviamo diamo al vento, i torbidi pensier, Thera beve onda, che piove giù dal ciel, il Sole beve il mare, la Luna i raggi sole, felici noi beviamo, cantiamo e celebriamo. Beviam lieti beviam, insieme pur cantando, Turanna dea di Amore, letizia tien in mano, in grembo la dolcezza, lenisce amarezza, dilegua ogni tormento, ritorna la purezza. Vita fato incerto, io bere vò di certo, saper nulla importa, se fato tutto porta, quel che sarà di me, Dio Bacco conviene. |Poeti etrussi e turchi, cantan stesso vino, allevia ogni dolore, quel liquido rubino, scaccia via veleni, è medico dei cuori, toglie inibizione, primo igiene dei dottori: se vino murratum, si dava ai condannati, ad annebbiar coscienza, di pene capitali, i vini medicinali, aggiungono al mosto, Pino e Melagrana, o spezie del posto. Vite rinacque, dal sangue dei giganti, Noè la reinterrò, dopo gran diluvio, |Sirio-Cane amico, è stella che rivela, prossima vendemmia, di stagione intera. Noè piantava vigna, Satana gli offrì, suo aiuto consiglia, sgozza in sacrifico, una tua Pecorella, innaffia con sangue, zolla barbatella: chi berrà quel vino, avrà pensier mansueti, come i canarini; uccise poi 1 Leone, bagna attorno a fusto, cosi chi ancor berrà, lavorerà robusto, ma infine Satanasso, gli fà 1 burlonata, ripete col Maiale, la stessa sceneggiata, chi da quel momento, troppo berrà il vino, sfrenata intemperanza, avrà del porcellino. |Gilgamesh cercava, Lungo vie canzoni, sua immortalità, presso mare trova, Sicuri a fermentar, donna della vigna, tiene bimbo in grembo, mortem lui moriendo, in vitam resurgendo: seduto Gilgamesh, mentre beve Vino, si maschera si incarna, in Dioniso felino, gira in processioni, con musici danzanti, suona tamburi, corni e fiati ansanti. Gilgamesh arriva, sul delta fiume Nilo, Osiris mascherato, appare in quel convito, rinasce come Horus, aruspice Dio-Falco, trapianta la sua Vite, delta Egitto alto. In libro sapienziale, aruspice fa elenco, cose necessarie, alla vita di ogni tempo, riparo ferro e sale, acqua legno e cibo, latte e succo uva, miele olio vestito. Isis braccia alate, è Siduri sua compagna, specchio del viaggio, sale su montagna, sale fin la testa, separa Notte e Giorno, riunisce Nume caldo, in utero suo forno. Dea Iside poi cerca, svelar identità, fallo risveglia, con succo Lattucar, col Vino lo riscalda, torna a circolare, la linfa dei misteri, lo fà resuscitare. Nefti la sorella, riflette Dea tramonto, lei vuole aver bebè, ubriaca Osiri sposo, entra nel suo letto, e Anubi concepisce, ma Seth ingelosito, Osiride smembra. Osiride è Vite, giace addormentata, ucciso come Uva, da Settembre settimana, rinasce nel banchetto, alluvion di vino, sangue e succo uva, mutano nel rito. Iside si muta, in leonessa Dea felina, o nera Dea Bastèt, benevola gattina, porta vino in festa, e maschere di danze, diviene protettrice, delle umane istanze. Bast flauto suona, e melodie + vaste, adorata sulle barche, alla città Bubastis, gatti addomesticati, nutriti nei templi, controllan roditori, granai di magri tempi. Gatta con + seni, vien da clan di Nubia, seguendo il fiume Nilo, assieme Anubi guida, porta irrigazione, o inondazion selvagge, in viaggio iniziazione, confine di due acque: sovran sempre sarò, solo nel deserto, Corpo sarà ombra, respiro sarà vento, cavalcherò con ali, di polvere di dune, ovunque tenderò, oblio mi rende immune. |Raseno in punto morte, estingue paura, felice fa il salto, quan soffio si ferma, scompare identità, liberato in vino, come un Epicuro, od Omar |Khayam, riunì ancor suoi amici, ultimo convito, a condivider sogno, |Terabuti giardino: se ci siamo noi, non vi è la morte, se vi è la morte, non ci siamo noi, Morte è privazione, di sensazioni, oltre barriera, di vibrazioni; anima vento caldo, vir mana diffuso, in tutto tuo corpo, gli atomi separa, cessa sensazioni, scompone la persona, in rivoli ulteriori. Raseno ci ha lasciato, ultima esperienza, in piena coscienza, 1 gallo lo ha seguito, noi facciam convito, 1 gesto 1 parola, 1 bicchiere suo vino; bere tutti insieme, ci porta al tempo sogno, dove Lui è tornato, dissolto senza corpo, presso gli antenati, guida i nostri passi. Taras già prepara, veglia attorno al fuoco, mentre suono ngombi, narra la sua vita, veglia e reverie, leggo sue poesie: bevi oh pifferaio! dimentica il destino, sorseggia il vino, Tu sei quel sapore, nel corpo invasato, di attore forsennato. Tu non sei cristiano, ebreo o musulmano, di oriente occidente, ma solo coppa vino, io son venuto al mondo, per soffiare sabbia, come fece il vento, sol mi riconosco, al cuore beneamato, ubriaco ed esaltato, danzo Dio rinato: son Vino di balchè, ebbra Luna in Bosco, che desta 1 cuore fosco, se resto spettatore, catarsi mi succede, poi recito 1 attore. Son io distaccato, in grazia di coppa, ogni azion che feci, fu esente da colpa, è stupido ordinare, a chi no sa obbedir, peggio poi sarebbe, se Dio va incollerir. Raseno amò Khayam, suo vino Rubiyyat, nei versi di ebbro vino, natur sa rivelar, se ogni cosa materiale, nel nulla finisce, stai a cuore lieto, tutto infin perisce. E vennero Profeti, a gruppi di cento, ragionano di luce, mondo a loro attento, ma uno a uno poi, chiudono gli occhi, dileguano in ricordi: io ho attraversato, fino a sette porte, sù dalla radice, a conoscere la sorte, molti nodi scioglier, seppi per la via, quel di umana sorte, mai trovai la via. Tutto tu vedi, ma ciò che vedi è nulla! ti parlano tutti, ciò che ascolti è nulla, i mondi percorri, ciò che impari è nulla, mediti e pensi, e pure questo è nulla! perchè tanta foga, a indagare avvenire, stai allegro e bevi, questo mondo è da prima, nessuno è rimasto, andarono e andremo, altri pur andranno; salutando i corpi, anima tua e la mia, gettano nei forni, la terra tua e la mia, Noi siamo i burattini, il Ciel burattinaio, gioca il breve gioco, al nulla ricadiamo; entrammo lieti al mondo, tristi ripartimmo, e dammo vita al Vento, nulla riverimmo, porgi il bicchiere, che ogni mondo è fiaba, porgilo in fretta, la vita passa e sfiata. Essere e non essere, salvezza e destino, cielo e inferno poi, son parolaio fino, in tutto il mio studiare, vidi il confino, restava in verità, profondo solo il vino: quando Eterno, mi impastò a sua guisa, mia sorte intera, aveva già decisa, il bene o male, lo feci a suo servizio, perchè dunque, un giorno del giudizio? se io mi ribello, dove è onnipotenza? se io pecco o svio, dove è la prescienza? se tutto il cielo, si deve a obbedienza, dove è che val Signore, la tua clemenza? ognuno Ti cerca, non sa che Ti possiede, come sale in mare, ci sei e non Ti vede, Ti chiama e Tu sei, là nel suo chiamare, Daime Eboga Vino, già nel mio cantare; in moschea e madrasa, chiesa e sinagoga, temon fuoco e inferno, e cercan paradiso, il seme a tali idee, vedo mai germoglia, in teste di chi beve, 1 Vino senza noia; fuori da ebbrezza, esiste il condannare, pazzo è chi spera, tal mondo migliorare, usanza di amore, ignora convenzioni, Amore detta legge, azzera nome e onore. Un vasaio un giorno, maltrattava un vaso, il vaso allor gli parla, voltandosi ribello, oh smemorato mio, qual furor ti ha invaso? non sai che io vissi, e ti fui fratello? se Tu non bevi, con orgoglio e impostura, non biasimar colui, che tien ubriacatura, portami vino, perchè presto amico mio, con cenere nostra, faranno orci da vino; fugge il tempo, attimo cui scrivo, è passato già, trinca e parla allegro, chiedi di fortuna? è bel sogno fuggitivo! La giovinezza? è acqua di un torrente, accorda arpa amico, noi siam polvere, porgi la coppa, noi siam vento, silenzio e svuota, sei anima Vino, impara la pazienza, coltiva tuo sorriso. Poiesi devozione, incanta tuo cuore, trae sua passione, dal Sole interiore, ad Anima si volge, donna interiore; la forza del mana, che si agita dentro, fuoriesce e travasa, in comun sentimento, con miti e racconti, modella identità, coltiva memoria, di ogni civiltà. vigneto_divino-rubiyat.m4a
lume021-Coppa di Dioniso: si racconta che nel Giardino di Epicuro crescesse una vite speciale, capace di unire Cielo e Terra. I suoi grappoli non promettevano immortalità, ma insegnavano a vivere senza paura. Chi ne beveva con misura vedeva dissolversi odio, ipocrisia e tristezza, riscoprendo amicizia, serenità e gioia condivisa. Per questo Epicuro lasciò ai suoi allievi quattro semplici rimedi: non temere gli dèi, non temere la morte, sopportare il dolore con saggezza e desiderare soltanto ciò che basta per essere felici. Ma la vite era molto più antica. Osiride l'aveva donata agli uomini, insegnando che, come il grappolo viene pigiato per diventare vino, anche la vita attraversa prove per trasformarsi. Iside custodì questo segreto: nulla di ciò che sembra perduto è davvero scomparso, poiché ogni fine prepara una rinascita. Dopo il grande diluvio, Noè piantò la prima vite, ricordando che ogni fine può diventare un nuovo inizio. Il vino rende mansueti, dona forza e consolazione, ma, se abusato, trasforma l'uomo in schiavo dei propri istinti. Dioniso lo diffuse tra i popoli affinché non fosse un mezzo per fuggire dal mondo, bensì per ritrovare amicizia, festa e verità: in vino veritas. Anche Gilgamesh, cercando l'immortalità, comprese che nessuna bevanda rende eterni. Ciò che sopravvive è il bene lasciato agli altri, proprio come la vite che, dopo ogni vendemmia, rifiorisce in primavera. Nel Vangelo, alle Nozze di Cana, l'acqua divenne vino e Gesù ricordò poi: Io sono la vera vite e voi i tralci. Il miracolo non era la bevanda, ma la comunione che essa rendeva possibile, così il vino divenne simbolo di alleanza, memoria, festa, speranza e trasformazione. Per questo la vite fu chiamata pianta totale: l'uva depura l'organismo, il resveratrolo protegge cuore e cellule, le foglie sostengono la circolazione, i germogli nutrono e i semi rafforzano le gengive. Persino Gandhi, durante alcuni digiuni, beveva succo d'uva come alimento semplice e rigenerante. Epicuro, giunto nel regno di Ade, offre simbolicamente una coppa a Persefone, perché anche nelle paludi del dolore possano rinascere speranza e luce. Rumi e Omar Khayyam ricordano che, la coppa insegna che siamo polvere e vento, ma anche scintilla divina capace di amare. L'Oracolo della Vite conclude: Il vino è un maestro severo: con misura consola, senza misura domina. Dove cura e veleno convivono, cerca sempre l'equilibrio tra natura e rimedio, piacere e disciplina. Non cercare l'immortalità nella coppa, ma nella bontà, nell'amicizia e nelle storie che saprai condividere. La morte interrompe i sensi, non l'amore lasciato negli altri; il vino migliore è quello che unisce i cuori e rende più umano il cammino di ciascuno.

29:lume029-|BIETA consola e fa bene al cuore. La Beta vulgaris, dalle foglie tenere, arricchisce minestre e lenisce piaghe. La bietola rossa produce radici per tutta l'estate e resiste agli inverni miti; la bietola da coste cresce in quasi tutti i climi, fiorisce a primavera e si raccoglie scalarmente da giugno a novembre. Se lasciata andare a seme, con l'aiuto delle api ne produce in abbondanza. Tagliata al piede, ricaccia ancora: forse meno bella, ma più saporita. Si racconta che nacque sulle rive del mare, tra le coste del Mediterraneo e dell'Atlantico. Il Mare domandò alle piante chi avrebbe abitato le sue sponde salate; tutte rifiutarono. Solo la Bieta rispose: Lasciami provare. Il vento la piegò, il sale la bruciò, il sole la prosciugò. Ma ogni volta ricacciò una foglia nuova. Da allora insegna che non vince chi resiste al mondo, ma chi trasforma ogni ferita in nuova crescita. La senape insegna come la grandezza nasca da un piccolo inizio; la bieta insegna che la vita ritorna quando non si recide la radice. Il seme custodisce il futuro, la radice custodisce la memoria. Aristotele e Teofrasto la descrivono tra le piante degli orti; Dioscoride e Galeno la raccomandano per salute, purificazione e longevità. |BIETOLA consociala con ravanelli, lattuga e cipolle, cavoli e broccoli. Ammolla i semi in acqua tiepida, seminali a 1 cm di profondità ogni due settimane, irriga e attendi pochi giorni la germinazione; poi zappetta, dirada e rincalza quando compaiono quattro foglie. Raccogli sempre le foglie esterne: continuerà a produrne per mesi. Proverbio: se vuoi buona bieta, per il giorno di Maria (15 agosto) sia nata e per l'avvento (1 dicembre) sia colta. Come il granello di senape e l'acqua che s'infiltra nel terreno, il visibile nasce dall'invisibile: così si manifesta il Regno dei Cieli.| |BIETOLA chenopodia, consocia a ravanelli, lattuga e cipolle, cavoli e broccoli, ha semi resistenti, tu lasciali in ammollo, in ciotola acqua calda, poi metti nel terreno, 1 cm profondo, semina scalare, ogni 2 settimane; innaffia bene i semi, germogliano in 3 giorni, scerba e rincalza, poi cogli le foglie, tenere consuma, Bieta zuppa inverno, foglie crude o cotte, tenere come sugarbeto: fiori primo anno, seminata in anticipo, zappetta e dirada, quando ha 4 foglie. 
lume029-|Noè domandò come rendere feconda una terra arida, il Dao gli rispose attraverso il suo stesso corpo, indicandogli una collina dopo il temporale: non guardare dove l'acqua passa, guarda dove desidera fermarsi. Se il terreno è duro, la pioggia fugge, erode e divide. Se il suolo è vivo, rallenta, s'infiltra, nutre le radici e ritorna sorgente. Così insegna Brad Lancaster: rallenta l'acqua, diffondila, falla infiltrare, conservala nel terreno, usala più volte; osserva prima d'intervenire, segui la gravità e pensa come un bacino idrografico. È la via di Laozi: l'acqua non compete, non forza, eppure trasforma la pietra; è anche la via di Patanjali: una mente agitata lascia scorrere ogni esperienza; una mente quieta la lascia infiltrare finché diventa sorgente. Il corpo conosce questa via prima della mente: respira, guarisce, si adatta e custodisce una sapienza più antica dell'Io. La mente è un buon progettista, ma un cattivo dittatore. Il saggio non raddrizza i fiumi: rimuove gli ostacoli, segue la via di minor resistenza. Così anche la vita non cresce perché la spingiamo, ma perché impariamo a collaborare con ciò che già desidera nascere. Oracolo: osserva prima di agire, rallenta prima di accelerare, assorbi prima di reagire. Chiediti quale ostacolo puoi togliere oggi. Il resto, come il seme, l'acqua e il corpo, conosce già la propria via.

42:lume042-|Tomatl leggenda, narra che durante la nascita, della Pizza Margherita, uno spirito rosso di Messico e Perù, si unì allo spirito del latte, e a quello del basilico. Insieme guidarono un cuoco, a creare un cibo di unione, tra popoli diversi, a partir condivisione, di un pane in condimento, nella taverne del porto, da Napoli a Lima. Pomodoro coltivato, in verticale sui terrazzi, o strisciante in terre aride, a sfruttar la umidità, sole e cenere potassio. Tomato serba come sugo, o a grappolo essiccato, per l'inverno sotto aceto; è ricco in licopene, protegge pelle e cuore, aiuta a difendersi da eccessi, del troppo sole estivo, in cucina è universale, in zuppe sughi ed insalate, panini succhi e Pizze, dove si incontrano culture, e sapori delle genti. Trapianta la piantina, quando ha tra 5 e 7 foglie, ama terre acqua e potassio, per frutti dolci e consistenti, rincalzo e pacciame, e olla-irrigazione, per radici e fiori produttivi, evitando eccesso di azoto, che riduce zuccheri e sapore. Coltiva da primavera a ottobre, in diversi climi, San Marzano e Pantano, Pachino e Datterino, Cuor di bue e Pera d'Abruzzo, sia rampicanti o basse. Fiori e frutti amano cenere, o solfato a stimolare, maturazione e dolcezza, le femminelle radica in acqua, i semi messi a bagno in acqua, per giorni lascia fermentare, separanno gelatina, che inibisce germinazione, sciacqua asciuga e serba al buio, in buste o vasi vetro, per la prossima stagione. |Se piove e viene il sole, fagiolini e pomodori.# |Pomodoro presso l'acqua, maestoso si sviluppa, rincalzo pure fusti, comprese foglioline, sviluppan + radici, lo aiutano a nutrire, eccesso azoto cala, lo zucchero nel fiore, acquose rende foglie, io cenere gli offro, potassio aiuta fiori, e frutti a maturare, oppure da lo Zolfo, solfato di Sicilia, se asporti femminelle, fai in acqua radicare. Pomodori al Terabuti, bassi o rampicanti, pachini oppur da sugo, ital-mediterranei, resistenti a siccità, capaci di adattarsi, alcuni sono Ab, altri commerciali, o ecotipi regionali, ecco alcuni annali: 2023 cassia44-raseno24, piccadilly pachino e datterino, sanMarzano e pantano, peraAbruzzo e ricciolino, il romano senzacanna, assaggio Crimea nero. 2022 -c7-f8_20kg, piccadilly roma sanmarzano, 10aprile fece freddo, 17aprile trapian100, 30ottobre espianto. 2021 furon 100, su aiola -b2. Marzo vangazappa, Aprile seminatrap, Maggio incanna pacciama irriga, Giugno scerba ancora irriga, Luglio-Agosto rincalza irriga, raccolta da Luglio-Ottobre, concluso con espianto: pulendo succo polpa, lavando nel passino.| Pomodoro: originario di Messico e Perù (tomatl in azteco), si coltiva in forme verticali per piccoli orti o striscianti in aridocoltura. Ama terreni ricchi di potassio, cenere o gusci d'uovo e può essere conservato sotto aceto, essiccato o a grappolo invernale. Ricco di licopene, potente antiossidante, protegge pelle e cuore e riduce i danni del sole. Ingrediente di zuppe, sughi, insalate, panini, succhi e la pizza, simbolo di unione di culture diverse attraverso tre ingredienti principali (pomodoro, mozzarella e basilico). I pomodori crescono bene in milpa o orti familiari, i frutti maturano al sole o vengono conservati sotto aceto, mentre quelli a grappolo trovano posto in angoli caldi, bui e ventilati. Il pomodoro accompagna ogni cucina del mondo: asiatici, africani, amerindi ed europei lo usano in piatti etnici. La pizza Margherita, nata a Napoli, racconta la storia di un cuoco ispirato dagli spiriti di pomodoro, latte e basilico, creando un piatto di alleanza e pace, simbolo di gioia e condivisione.# Il Pomodoro, originario di Messico e Perù (tomatl in azteco/nahuatl) si coltiva in diverse forme: verticale per piccoli orti, strisciante in aridocoltura. Ama terreni ricchi di potassio, cenere o gusci d'uovo. Si conserva sotto aceto, essiccato o invernale a grappolo. Ricco di licopene, potente antiossidante che protegge pelle, cuore e riduce i danni da sole, ha usi culinari in zuppe, sughi, insalate, panini, fino alla pizza Margherita, nata a Napoli come simbolo di unione e pace, con tre ingredienti principali (pomodoro, mozzarella e basilico) che rappresentano popoli e culture diverse.# POMODORI lycopersicon, Tomatl in azteco, metto a bagno 4 giorni, in bicchiere acqua, inizi fermentazio, che separ seme gelatina, che inibisce germinazio, muffa bian sottil. Mauro sciacqua semi, li passa nel colino, poi lascia asciugare, su carta da cucina, infine pone semi, in buste o vasi vetro, al buio luogo fresco, tesoro di semente. Pomodori selvati, crescon Messico Perù, allevati verticali, se hai poca terra, orti piccoli dotati, di acqua irrigua, o usa pomodor strisciante, in aridocoltura, dove fonte umidità, è brina notturna. Pomodoro a terra, graduale interro fusti, incanno femminelle, 1 pianta fa + figli, ricopre fondo intero. Pomodori aman crescere, dentro ogni milpa, chacra/orto familiare, su stessa striscia, Martin ci insegna, metter pesce marcio, dentro ogni buca, in cui pianta pomodoro, mangia lui potassio, lo lega a tenda indiana, + mattonelle intorno, coperta calda ama: sminuzzo gusci uova, 6 per litro acqua, annaffio poi piante, 2 volte settimana. Pomodori acerbi, lascia maturare al sole, o metti sotto aceto, come cetriolini, appendi x inverno, quelli a grappolini, in angolo più caldo, buio ventilato, pomodor buccia spessa, bene ha conservato. Pomodoro aggiunge sugo, alle paste asciutte, zuppe salse insalate, panini e succhi pure, asiati arabi africani, amerindi ed europei, tutti usan pomodoro, x pizza e piatti etni; surplus vien essiccato, sole o congelato, di estate per inverno, come mais patate. Physalis costomatl, è pomodoro giallo, usato dai curandero, a curare dermatiti, tratta piaghe imputridite, o desquamazione, pomodoro ha licopene, e calma insolazione, buon antiossidante, con uova a colazione. Stasera presso forno, Pamela fa la pizza, cibo che sfizia, i bimbi incuriositi, chiedono la storia, di |PIZZA-Margherita, lei narra avventura, di cuoco napoletano: a Napoli città, affacciata sopra al mar, Regina Margherita, un giorno venne a star, commerci variopinti, la Napoli sa dare, attira molte genti, x liber commerciare; or diversi gruppi, commerciano nel Porto, ogni tanto accade, scocca teso intoppo, scontri e divisioni, aumenta la tensione, Regina Margherita, cerca soluzione: suo giorno compleanno, offre grande gara, 1 dono originale, che allieti vita umana, ma questo sia capace, riunir pacificare, a genti di quel regno, la pace riportare. Tra vari pretendenti, cuoco pur distratto, dentro sua bottega, prepara vario impasto, con sal di pescatore, e farin agricoltore, impasta acqua e farina, in lievito sudore; ai marinai del Porto, cucina + focacce, sogna la regina, in mano ha tre borracce, lo Spirito di Pan, aleggia regge il gioco, rivela a lui ricetta, di pasto del ritrovo, solo 3 ingredienti, di 3 diversi luoghi. Così le tre borracce, cuoco puo esplorare, prova + ingredienti, spalma sul suo pane, aperta fu la prima, indio Tomato vide, da selva americana, 1 spirito rosso, tatuato e con piumaggi, bacca sconosciuta: |Tomatl è mio nome, detto pomo d'oro, canto col sonaglio, son rosso fiero nume, spirito di danza, nato lungo il fiume. Apre secon borraccia, e salta bianca ninfa, che canta sua vicenda: io spirito di latte, ha poppe rigogliose, caprine le mie zampe, fo danzar pastori, con corna e mantelle, e suono cornamusa, omaggio a me gradito, ispiro Mozzarella, ai pastor di bove, e bufale campane, che mungono la vacca, e fan latte lavorato, fresco formaggio, Mozzarella amato. Cuoco apre borraccia 3, e vede coppia aromi, Olea e Basil grande, giardino olivi e spezie, ultima sua tappa, 2 magi vede li, lo voglion consacrar, in terre medioriente, culla civiltà: olio Oliva e Tulsi, ungono sua testa, lo fanno basilisco, odori aromi a festa, a lenir lubrificare, corpo + coscienza, volgerla al piacere, della divin presenza; rivolgono 2 magi, parole al cuoco in rima, ecco nuovo dono, a Regina Margherita, nei tempi a divenire, sia Pizza consumata, piatto di alleanza, tra Pan e razza umana. Cuoco risvegliato, affetta 3 ingredienti, spalma su focaccia, di acqua e farina, sale e lievito sudore, coscienza ben nutrita, mette in forni ardenti, cottura + alchimia, dan vita a Margherita, Pizza nuovo piatto, che ispira allegria. cibo_pizza-tomato.m4a
lume042-|Amore e guerra si intrecciano, tra Teseo e Ippolita, regina fier di Temiscira, invincibile guerriera, cresciuta in bronzea disciplina, accoglie amazzoni tomatl; lui eroe di Atene, abituato a navigare, dall'Etruria fino al Ponto, si incontran nello scontro, ma sotto l'armatura nasce, un tremore inatteso, di invisibile dardo, che li colpisce entrambi, come il pomo d'oro al cuore. Ippolita ascolta ma non cede, Teseo impara la pazienza, e tra forza e tenerezza, nasce un equilibrio raro, dove il coraggio appar fiducia, cresce tra prove e rispetto, e muta lo sguardo dei guerrieri, nel sentire accomunato, che come il Cavalier di Coppe, cresce forte se nutrito, allena a esprimere emozioni: le emozioni sincere, nutrono il cuore e relazioni, si adattano a spazi e climi, tutte pronte a dare il meglio, e trasformar la relazione. Presenza acqua e sole, cura e reciproca fiducia, trasforman seme in frutto, come il coraggio a condividere, porta raccolti generosi: ogni parola sincera, e ogni gesto amore, è seme che fiorisce.

47:lume047– Amici mangiano cocomero, ricordan vecchi tempi e proverbi: Acqua al melone e vino al maccherone; vino nel sasso e melone in suolo grasso, semi in acqua 24h pianta ai piedi di anfore porose, con pacciame 6 cm, evita sovra irrigazione; seme a inizio giugno, fiori a luglio, frutti agosto e raccolta a settembre. Melone e cocomero insegnano pazienza e osservazione dei cicli, e il profumo indica maturità. Melone ama sole e suol drenato, il cocomero frutta meglio con irrigazion costante: se consociati al mais, basilico e tagete, ricevono insetti impollinatori. Seba legge la parabola dei due fichi: un fico germogliato insegna a cogliere i segni e prepararsi al raccolto, mentre un fico sterile riceve un'ultima cura: se non fruttifica, verrà tagliato: il tempo è breve e prezioso, i segni vanno colti con prontezza. la pazienza del Cielo non è infinita. Osserva i cicli naturali, proteggi ciò che cresce e semina con saggezza; vigilanza, pazienza e amore per la terra mutano il lavoro in gioia e saggezza. Chi coltiva con attenzione trova armonia, equilibrio e abbondanza, nel corpo, nello spirito e nella comunità.| Melone liscio giallo o verde chiaro, bitorzoluto o ovato, cresce meglio in terra sciolta, esposto a sud. Si semina con punta in basso, si cimano le foglie e si lasciano pochi frutti per ottenere qualità. Rincalzare la terra, dosare acqua e sole al frutto previene scoppio e favorisce conservazione. Cocozza lunga ama irrigazione costante, produce vitamine A e C e aiuta dolori articolari, stitichezza e calcoli. Seba, nel deserto di Thar, apre meloni con la mano e pianta semi con fagioli e granturco. Il cocomero, polpa rossa e succosa, resiste alla siccità ma fruttifica meglio con acqua regolare. Ama suolo tufaceo e poroso, ben drenato, e irrigazione lenta e profonda evita stress superficiale. Le radici vanno annaffiate, non le fronde in pieno sole, per prevenire scottature e malattie fungine. Irrigare ogni 3 giorni a 10 cm di profondità mantiene frutti dolci e abbondanti. Plinio e Columella ricordano: il cocomero ama la pioggia gentile, non gli allagamenti. La gestione equilibrata di acqua, sole e terreno garantisce qualità e resistenza. Il melone e il cocomero insegnano pazienza, osservazione e armonia con la natura.# |MELONE liscio giallo, ovato bitorzoluto, melone verde chiaro, cettulo o cedriuolo, in milpa cucurbita, vuole terra sciolta, semina semini, con punta in basso posta. Melone freddoloso, metto esposto a sud, cimo in 3 riprese, prima volta 4 foglie, lascio sol 2 frutti, crescere estate, i piccini diradati, sottaceto fa stare; allevo su cartone, riduco irrigazione, colgo con fusto, miglior conservazione, acqua x piantina, sole al frutto scorta, con piogge irregolar, esso pure scoppia; rincalza + terra, a maggio espande rami, Cocozza lunga ama, tubo acqua costante, vitamine A e C, cura dolori articolari, stitichezza emorroidi, e calcoli renali. Seba spacca meloni, nel deserto di Thar, con nocchia dito medio, apre e beve sal, se la sete continua, allora morde bordo, pianta semi in milpa, con fagiol granturco. |COCOMERO polpa rossa, è melone acqua, Cucurbita citrullus, Cocomero semi teneri, Melone di pane, Cucumis melo o Cucurbite, fiori maschi ancor chiusi, mangi saporite. Cocomero brama l'acqua, ma solo acqua-ben-dosata, è di origine africana, e resiste a siccità, ma fruttifica meglio, con irrigazio regolari, specie quando ingrossa il frutto, acqua è basilare, per polpa dolce e abbondante. In suolo tufaceo poroso, a volte povero di humus, capace a drenar presto, puoi usare goccia a goccia, pure in profondità, riduci stress superficial. Columella vuole pioggia, lenta senza shock, irriga radice, non fronde in pieno sole, ciò causa scottature, e malattie fungine, tu irriga ogni 3 giorni, a 10 cm profondità. secondo Plinio e Columella, la pianta del Cocomero, vigorosa in suoi pampini, ama la pioggia gentile, evita allagamento, ma governa costante.  
lume047-|Cocomero (Citrullus lanatus) è cucurbitacea, di origine africana, resistente a siccità, ma può dar frutti abbondanti, con irrigazione regolare, cresce in suoli sciolti, drenati e ben esposti. Richiede equilibrio, una ecologia del ritmo: acqua costante ma non troppa, sole diretto senza stress, irrigazione alle radici, senza bagnar le foglie, a evitare malattie. Il frutto matura lentamente, accumulando zuccheri e acqua, diventa dolce e succoso, è frutto equilibrante, polpa rossa dolce e acquosa, ristora e rinfresca, nei momenti di calore. Melone e cocomero insegnano, osservazione dei cicli, misura e pazienza, profumo e tempo del raccolto, suono pieno o vuoto, corpo idratato dà piacere, senza eccesso né carenza, la vita prospera in misura. Maturare è sapere, aspettar momento giusto, ciò che nutre è sotto suolo, con le parole sussurrate, tra sete e nutrimento, tra attesa e raccolto, non forzar maturazione, diventa dolce esso da sé, acqua matura al sole: qui Blu contiene il Rosso, senza bruciare addolcisce, opposto all'aglio penetrante, complementare al lombrico, che trasforma il tuo terreno, nel tuo interior giardino.

63:lume063-Ogni essere umano attraversa molti Bardo prima ancora della morte: un lutto, una malattia, un amore, una nascita, una separazione, una guarigione. Ogni passaggio dissolve un mondo e ne prepara un altro. Le tradizioni tibetane insegnano a non temere le immagini che sorgono dalla mente, ma a riconoscerle senza esserne travolti. Seba chiama questa disposizione Trance del Bambino: la naturale fiducia con cui il bambino entra negli stati di passaggio che l'adulto teme. Egli possiede spontaneamente quella disponibilità alla trasformazione che gli adulti cercano poi di ritrovare attraverso religioni, arti, danze, pratiche contemplative, psicoterapie e percorsi di cura. Per questo il Vangelo invita a ritornare come bambini; il Dao De Jing celebra il respiro del neonato; i dervisci roteano fino all'estasi; il qigong ricerca uno stato di presenza originaria; gli sciamani attraversano la soglia del simbolo; il Cammino del Sogno degli Aborigeni, la meditazione di Milarepa, il Bardo tibetano e molte vie della mistica conducono, ciascuna con il proprio linguaggio, verso la stessa capacità di attraversare l'ignoto senza perdere fiducia. Il Bardo non è soltanto il passaggio dopo la morte, è ogni soglia della vita. La Trance del Bambino trasforma quella soglia da luogo di paura a possibilità di rinascita; non elimina il dolore, ma restituisce la fiducia che, oltre ogni inverno, continua a respirare una primavera invisibile.| Seba viaggia giovane in Nepal, solo con bisaccia, in cerca di memorie, arriva a Kathmandu: mucche, mendicanti, mercati vivaci, officine e traffico diesel. Scopre un popolo sensibile, devoto alla famiglia, con antiche città-stato (Patan, Bhaktapur). Visita Pashupati sul Bagmati e assiste alle cremazioni sui ghat; incontra molti sadhu, ammira artigiani e vasai a Swayambhu; gusta tsampa, tè e osserva scimmie e mantra. La ceramica è rito: ruota al tornio, elementi acqua-fuoco-argilla-vento e festa del vasellame, Seba nota l'importanza dell'acqua: cisterne, bacini, raccolta piovana celebrata con riti solstiziali, poi ammira il grande stupa di Bodhnath, axis-mundi con i quattro occhi e gompa colorate. Incontra Milarepa a Kodari: mercante-asceta che evoca il tummo e la tradizione tantrica; qui contempla thanka e mandala; ascolta tamburi e la dottrina della Ruota di Esistenza: la Kalachakra descrive sei mondi e dodici anelli: ciclo di ignoranza, attaccamento e rinascita. Milarepa pratica Dzogchen e meditazione al focolare: il tempo si attenua, la mente si calma. Sui bus dell'Himachal Pradesh, Seba conosce Thonpa Sherpa, oracolo dal comportamento paradossale e rituale, tipico di Nechun, dove le cerimonie oracolari sono invocazioni con cembali e trance sciamaniche. Infine incontra Sajan il vasaio, e il jhakri Tamang: tamburi, campanelli, guarigione popolare con cure collettive: trance, sputi, tamburi, falò e rito per liberare gli spiriti erranti.# Seba ci racconta, di quando giovinetto, NEPAL va girare, solo con bisaccia, in cerca di memorie: atterro a |Kathmandù, mucche a pascolare, accoglienza familiare, su valli himalayane, 1 popolo di razze, inglesi hanno trovato, emerge con coraggio, Nepal sacro stato. Io giungo col monsone, vedo 1 squallore, assieme ai mendicanti, in cerca di calore, animali su strade, puliscono dai rifiuti, mercanti in biciclette, attendono clienti; barbieri e calzolai, in piazza vivaci, sarti e guaritori, soppesan corpi audaci, gracchiano cornacchie, sui fili alta tensione, Diesel sulle strade, motori del Giappone; scopro il nepalese, sensibile e profondo, lui mano nella mano, rispetta intero mondo, devoto alla famiglia, ignora le apparenze, distingue 1 persona, da rispetto che sente: valli a Kathmandu, Patan e Bhaktapur, furon citta-stato, convivon + tribù, durbàr piazza centrale, delle sovranità, ha templi buddismo, e hindu divinità. Su rive al fium Bagmati, sorge Pashupati, tempio Dioni-siva, Signor degli animali, protettor del Nepal, amico al toro Nandi, La cremazion sui ghat, alza fumi grandi: vedo molti sadhu, asceti itineranti, consacran loro vita, erranti meditanti, eremiti e anacoreti, di varie tradizioni, qualcuno fuma ganja, allontana tentazioni; attira assai devoti, pur Bhaktapur città, semplice il suo clima, che da serenità, peperoncini e grano, seccano su stuoie, donne brocche di acqua, portano da sole; artigiani e vasai, al |tempio-Swayambhu, incantano Seba, accanto al Durga Devi, scimmie tra le guglie, fanno loro giochi, ruote pien di mantra, attirano i devoti; in piazza sta vasaio, vicino stuoie paglia, son fasci di fuscelli, di varie graminacee, annodate fra di loro, Seba or beve tsampa, tè e farina orzo, mentre vasaio narra: mastro vasaio, in economia sussistenza, la melma modella, e muta sua coscienza, di ostinate paludi, febbre tifo polmonite, in speranza e riparo, sicura casa in legno, su palafitta bella, fuoco vien da sud, la pietra si arroventa, giunge con la pioggia, acqua necessaria, necessita serbarla, a mezzo di cisterne, bacini di raccolta, polle terra interne, ogni Acqua piovana, risorsa alimentare, raccolta e celebrata, nel tempo rurale, acqua primordiale, festa solstiziale, di estate e inverno, ecco rito guazze, assieme ceppo interno, vitale necessario, appare fuoco ambiguo, acqua social dono, di gruppo ed individuo. Vasellame arte fine, gira piastra al perno, con leva bastone, posto dentro al buco, scavato nel piastrone, a velocità costante, volano ruota inerzia, 1 forma nasce e cresce, ecco la sua festa. Ceramica è arte, di quattro elementi, argilla acqua-fuoco, + respiro dei venti, argilla lavorata, a mano e piedi nudi, immersi giù nel fango, dolori via spremuti: est di Kathmandu, sta pantheon tibetano, stupa di Bodhnath, qui primo antico nato, ha quattro paia occhi, aiuta direzionar, stupa è axis-mundi, monte Meru e Kailas. Uovo cosmo al centro, di tutti universi, tutto intorno a stupa, son gompa-conventi, a pareti colorate. |Seba incontra |MILAREPA, un mercante tibetano, che vive su a |Kodari, villaggio di confine, offre tè con tsampa, poi invita visitare, il ponte di amicizia, tra Nepal e Cina, Seba dal ponte, osserva alte valli, vista infinita, ascolta i rifugiati, intreccia destini, terre desolate, si vive più felici, su valli himalayane; narra leggenda, MILAREPA era mago, divenne poi asceta, eremita che apprese, arte del tummo, da Marpa maestro, che lo apprese a turno, da Naropa e da Tilopa, guru |tantra-yoga, venuto da |Kashmir, con |Lalla e Gopi-Krishna, che Tummo praticava. Seba presso focolare, ospite di Milarepa, vede |Thanka su parete, ritrae Padmasambava, seduto a fiore loto, al centro del lago, beve da 1 coppa, vin del risvegliato: mente osserva thanka, fa contemplazione, ascolta tamburo, di intensa religione, i mandala di fili, son sentieri avi, viaggiano coscienze, su sogni himalayani; |ruota-Kalachakra, 6 mondi ci consegna, Yama il re dei morti, pedagogia ci insegna, Budda in forma Yama, è mente illuminata, 1 specchio per vedere, la Morte rivelata: sua corona teschi, le molte incarnazioni, suo specchio vede tutto, vizi ed illusioni, collera ed inferno, fiamme buon consigli, insaziabili Spettri, torturan loro figli; 1 mondo di Animali, mostra istinti forze, Buddha con 1 libro, li aiuta a umanizzare, mondo degli Umani, è regno di orgoglio, Buddha x svegliarli, elemosina bisogno; sei regni palazzi, modelli di esperienza, riflettono la mente, Ruota di esistenza, mandala ci aiuta, comprendere essenza, natura della mente, causa e conseguenza; in cima Kalaciacra, stan palazzi Cielo, le nuvole abitate, dai nobili con clero, Asura presso loro, guerrieri ambizione, Ruota di Esistenza, dodici anelli pone: come dodici mesi, scorron alto in basso, leggo in senso orario, trovo conseguenze, legato a Ignoranza, un Desiderio emerga, segue Coscienza, che 1 Corpo mi aggrega; escono i Sensi, e la Coppia di amanti, segue Sensazione, poi vivere Insaziabi, cresce Attaccamento, a vita con traguardi, avviene Mutamento, Nasce ego moti umani, Morte tutto chiude, catena ricomincia, ognuno alla coscienza, lega si avvinghia. Tempo è illusione, edificio razionale, meditare al focolare, ogni fato sa fermare, mi fonde nel momento, annulla distanze, i 6 mondi della ruota, ferma in istante, la mente si ferma, e vita intera appare, Dzogchen meditare, è tempo che scompare, mente vuol respiro, x alimentar se stessa, respiro nutre psiche, che pensa esistenza. Seba dentro al Bus, incontra |Thonpa-SHERPA, che nome conserva, del fondatore Bon, ascolta sua leggenda, sul ritmo della vita, si può incontrare Dio, senza forzature: vivon dentro noi, asceta e razionale, divider bene e male, appare innaturale, Dei sono infedeli, bugiardi irrazionali, portandoli alla storia, si cerca di domarli; Thonpa vide cielo e terra, tenere un consiglio, inviare tempesta, a chiudere villaggio, x uomini e bestie, soffrir fame e freddo, ecco i fiocchi neve, nel tibetano inverno: scendon roteando, per 10 giorni e notti, tutto sbiancando, avvolge neve sorti, nel gelo appiattite, le onde del lago, valle e colline, foreste nel basso, sepolte e livellate, e acque ruscelle, da ghiacci occultate, dove vita e morte, in uragano esterno, combattono assieme, nel calore interno. Villaggio di |Nechung, in regno tibetano, fan festeggiamenti, per anno nuovo nato, venne tanta gente, a oracolo ritrovo, Thonpa era maestro, oracolo di stato, gira per i templi, con repertori canti, tra piccoli shortèn, siede parla poco, risponde con sarcasmo, ride ferma gioco: se question primarie, lui banalizza pure, inizia cerimonia, cantando invocazioni, al suono dei corni, o cimbali e tamburi, entra nella trance, balla a passi lenti, poi si arrabbia e balza, respiri possenti, torna al suo sgabello, ascolta le domande, risponde con versi, e con spada rituale, spiro Thimi Yangho, ritratto nel Tangka, antenato Sherpa, che visita Shamballa, soffia nel mandàla, + sabbie colorate, energie di natura, espresse e incanalate, conclusa la sua danza, Thonpa cade giù, sembra senza vita, Dorjè lo lascia pur, suo nodo viene sciolto. |Sajan-il-vasaio, incontro tra bancarelle, viene dal |Terai, valle a ciel di stelle, fu raccoglitore, di radici e miele, seduto su sgabello, impasta argilla bene; mi parla quando jhakri, saman nepalese, di etnia Tamangani, indossa vesti bianche, pavone copricapo, ha tamburo doppio, perline e campanelli, tridente di Siva, lo connette al divino, guaritore e musicista, vasaio e pellegrino. Luna piena Agosto, va sul monte Kailash, grotte di silenzio, osserva le montagne, assiem altri devoti, sale fino ai laghi, x adorar dea-moglie, di Shiva detta Kali: il lago Gosaikunda, attira molte folle, che vogliono guarire, lavar loro dolore, sotto vento e sole, pioggia torrenziale, Sajan con il jhakri narra storie varie; attraverso foreste, di parchi nazionali, rifugio di asceti, e selvatici animali, percuotono tamburi, in piccoli santuari, danzan fino alba, incenso e canti vari; parlano agli uccelli, conoscono linguaggi, vesti rosse bianche, colori della vita, come lor folletti, maestri della via. Sajan dice a Seba, folletti son fuggiti, con fauni di foresta, dopo tagli boschi, fuggono montagne, i guardiani protettori, per habitat ferito, da var conquistatori: propizio fausto Pan, |Pan-Rudra altro lato, terribil distruttivo, specie se scempiato, in estasi ai devoti, appare yogi nudo, che indossa pelle tigre, cobra di velluto. Mamme e bambini, al seno ad allattare, ascoltano canzoni, imparano che il male, se viene confinato, con stratagemmi cura, porta a guarigione, curando 1 frattura: spirito è sedotto, coi doni poi saziato, col sangue di gallina, viene poi ubriacato, si che mai ritrovi, la strada del paziente, e dentro a villaggi, mai tocchi altra gente; saman cinquantanne, sorride accoglie tutti, tira via tristezze, da donne con + lutti, depresse discriminate, socialmente sfiancate, Lui offre sua cura, e rigenera speranze. Sajan poi nasconde, volto in panno seta, entra in una trance, grida e si contorce, figlio di 1 lotta, condotta in gioventù, a vincer sue paure, di morte assiem tabù: ride e assopisce, prega e accende fuoco, con braci e candele, illumina suo luogo, inizia la cura, i malati stanno in fila, picchiati e massaggiati, dolori sputa via; sputa ogni sozzura, peli e sangue marcio, calcoli di pietra, strilla piange strazio, se canta poi soave, suzione ha terminato, il male incorporato, a terra ha ritornato: vede 1 anima suicida, persegue 2 figlioli, uno di essi trema, e altro pare matto, dopo ore di tamburo, e tartassati in cure, esplodono in trance, il giovane parla pure; con tono del defunto, racconta esperienza, due vecchi annotan tutto, x poi verificare, gruppo comunità, fan cura assai vibrante, accendono falò, a nutrir anima errante, spargono su braci, burro latte sangue, Sajan e il fratello, battono sui tamburi, i figli del suicida, saltan sui tizzoni, danzan liberati, tra odor misti a fetori. Sajan dice a Seba, imparare a morire, mistero dei misteri, psiche sa fallire, se lasci che accada, ananda può salire, se io non esisto, malattia non esiste; riesce la cura, cosciente esser niente, legge par assurda, a mia mente razionale, + mi sento male, e pià credo esser tale, a Io trans-personale, estasi può entrare: ora capace di guarire, poichè va recitare, se accetto di morire, si apre altra fase, piacere folle accade, estasi oltre lutto, reale è ciò che pensi, se diviene culto; ogni popolo sceglie, malattie da impastare, tutto fa gioia, ogni incontro par prezioso, lui attira malattie, con Mandala ragnatela, labirinto colori, che pensiero ferma; trova tuo posto, quando rumor onde, supera i pensieri, offerte riso fiori, dhalbat con i ceci, rosari di rudraksha, son scacciapensieri. |Audio del libro_bardothodol-tibetano.mp3: Il Bardo Thodol descrive il viaggio della coscienza dopo la morte come un processo in più fasi, caratterizzato da visioni proiettate dalla mente del defunto, dalla comparsa di intense luci di saggezza e dalla spinta inesorabile del karma, che può condurrAudio del libro_bardothodol-tibetano.mp3: Il Bardo Thodol descrive il viaggio della coscienza dopo la morte come un processo in più fasi, caratterizzato da visioni proiettate dalla mente del defunto, dalla comparsa di intense luci di saggezza e dalla spinta inesorabile del karma, che può condurre alla liberazione o alla rinascita nel samsara. Al momento della morte, l'individuo si sta allontanando da questo mondo senza possibilità di scelta. Il defunto vaga solo nello stato di Bardo, poiché i parenti non possono seguirlo. La coscienza deve cercare rifugio ed essere protetta dal grande uragano del karma e dalla grande paura del Signore della morte. Una serie di istruzioni e preghiere sono destinate a una persona nel momento della morte e durante il Bardo, lo stato intermedio tra la vita e la rinascita secondo la tradizione buddista tibetana. L'obiettivo centrale è fornire una guida per il riconoscimento delle proiezioni mentali, incluse le divinità pacifiche e infuriate, affinché l'individuo possa raggiungere la liberazione ed evitare di vagare nel samsara. Le istruzioni insistono sulla necessità di non provare paura di fronte a visioni terrificanti e di mantenere la concentrazione mentale per chiudere l'ingresso all'utero e scegliere una rinascita favorevole. Il testo si conclude con una lunga preghiera ai Buddha affinché l'essere possa superare i pericoli del Bardo e ottenere un corpo perfetto per il bene di tutti gli esseri senzienti.e alla liberazione o alla rinascita nel samsara. Al momento della morte, l'individuo si sta allontanando da questo mondo senza possibilità di scelta. Il defunto vaga solo nello stato di Bardo, poiché i parenti non possono seguirlo. La coscienza deve cercare rifugio ed essere protetta dal grande uragano del karma e dalla grande paura del Signore della morte. Una serie di istruzioni e preghiere sono destinate a una persona nel momento della morte e durante il Bardo, lo stato intermedio tra la vita e la rinascita secondo la tradizione buddista tibetana. L'obiettivo centrale è fornire una guida per il riconoscimento delle proiezioni mentali, incluse le divinità pacifiche e infuriate, affinché l'individuo possa raggiungere la liberazione ed evitare di vagare nel samsara. Le istruzioni insistono sulla necessità di non provare paura di fronte a visioni terrificanti e di mantenere la concentrazione mentale per chiudere l'ingresso all'utero e scegliere una rinascita favorevole. Il testo si conclude con una lunga preghiera ai Buddha affinché l'essere possa superare i pericoli del Bardo e ottenere un corpo perfetto per il bene di tutti gli esseri senzienti. libro_bardothodol-tibetano.mp3
lume063-Esiste un luogo che ogni essere umano ha abitato almeno una volta: l'infanzia, non tanto come età, ma come stato dell'essere. Là dove il respiro è spontaneo, il corpo segue il ritmo, l'immaginazione precede il giudizio e il mondo appare vivo, simbolico, pieno di possibilità. Forse è questo il significato nascosto del girotondo: girare, fidarsi, lasciarsi andare e cadere, per poi rialzarsi ridendo. Le grandi tradizioni dell'umanità sembrano indicare, con linguaggi diversi, questo stesso ritorno. Il cristianesimo parla del Regno dei Cieli ritrovato diventando come bambini; il taoismo invita a respirare come il neonato; il sufismo danza in cerchio fino all'estasi; il qigong coltiva uno stato naturale di quiete e presenza; gli Aborigeni australiani percorrono il loro Cammino del Sogno per ritrovare l'armonia con la Terra. Cambiano i simboli, ma il richiamo è lo stesso. Questa è la Trance del Bambino: uno stato semplice e originario nel quale la vita sa già come guarire, creare, amare e orientarsi. Le diverse vie della cura gli hanno dato molti nomi, grazia, Dao, Ananda, presenza, energia, immaginazione, relazione terapeutica, ma forse indicano tutte la medesima sorgente. Quando arrivano il lutto, la malattia, la paura o il crollo delle nostre certezze, crediamo di aver perduto tutto. Eppure nessuna tempesta può cancellare quel bambino che continua a respirare nel profondo di noi. Forse il compito della vita non è diventare qualcuno di diverso, ma ricordare ciò che eravamo prima della paura: ogni volta che ritroviamo lo stupore, il gioco, il silenzio, il ritmo o un semplice sorriso, quella sorgente ricomincia a fluire, e allora comprendiamo che il Regno dei Cieli, il Dao, il Sogno, la danza e la cura si rivelano nomi diversi della stessa casa interiore, dove il bambino ci aspetta da sempre, pronto a prenderci per mano e ricominciare il girotondo.

83:lume083-La Strega dal cappello a punta: si narra che la Psilocybe semilanceata, detta bruja o cappello della strega, nacque quando la rugiada dell'alba si posò sui pascoli delle montagne. Cresce tra l'erba umida, vicino alle vacche, con gambo sottile e piccolo cappello a cono, dalle Alpi svizzere alla Val di Fassa, e lungo molte montagne d'Europa. I pastori raccontavano che chi trovava il suo berretto, poteva scoprire tesori nascosti, incontrare folletti o ascoltare la voce del Gnefro, antico spirito dei boschi. Come il Teonanácatl del Messico, il fungo divenne ponte tra il mondo visibile e quello invisibile. Presso i popoli nahua e mazatechi, accompagnava canti, danze e riti di guarigione, e durante la festa della Trasfigurazione, veniva assunto con rispetto, perché aiutasse a cercare consiglio. Anche Montezuma interrogava i sacerdoti, che attraverso il fungo cercavano visioni utili a comprendere guerre, alleanze e destino del popolo. In ogni continente, la stessa famiglia assume forme diverse: Bohemica, Cyanescens, Cubensis, Azurescens, cambia il paesaggio ma rimane la medesima domanda: come vedere oltre l'apparenza senza perdere il cuore? Le leggende ricordano che, il vero tesoro non è il fungo in sé, ma l'attenzione con cui lo si incontra: chi cerca soltanto stupore si smarrisce; chi cerca conoscenza torna con occhi nuovi. Per questo il piccolo cappello della strega, insegna che ogni visione vale solo quando diventa cura, memoria e responsabilità, verso la Terra e la comunità.| Psilocybe semilanceata è un fungo detto anche bruja o strega cappello-punta, tipico delle Alpi svizzere e delle valli italiane come la Val di Fassa. Ha un gambo sottile e cresce spesso vicino alle vacca, in luoghi erbosi. Questo fungo è associato a riti e leggende folkloristiche, come il "Teonanactl" messicano, simbolo di ricerca spirituale. La sua forma a cono è descritta come un "berretto" che, secondo la tradizione, può rivelare tesori nascosti a chi lo trova. In Italia, la psilocibe è legata a storie di folletti e spiriti, come quelli di Sabina e Romagna, ma anche alla figura mitologica del Gnefro. Funghi simili si trovano in varie regioni, da Cyanescens e Moravica in Calabria, Sicilia e Lucania, fino al Cyanescens canadese e l'Azurescens di Hawaii, associati a rituali di purificazione e espansione della coscienza. In Messico lo psilocibe è usato in riti sciamanici e il festeggiamento della Trasfigurazione di Gesù (6 agosto), consumato da etnie come i Chichimechi durante balli e canti; rituali, che coinvolgevano anche il khan Montezuma II, usati a tessere alleanze politiche o celebrare vittorie in guerra o indurre un'esperienza di dimensioni religiosa oltre la realtà.# PSILOCYBE |Semilanceata, bruja que tien pico, strega cappello-punta, presso i castigliani, capel diavolo fungo, popolar Val di Fassa, han gambo sottile, come psilocy messicana; funghetti seguon vacca, detta filo o pitpa, su Alpi svizzere parla, come |Teonanactl, ma psilo semilancia, rito inciso su rocce, italico folklore, berretto a cono fogge: a volte si perde, chi trova berretto, riesce trasalire, scoprir tesor nascosti, la fiaba 3 fagioli, per oca uova d'oro, |Gnefro in Valnerina, o elfo di Petrolo. Folletti di Sabina, o monti di Romagna, succubo e succuba, seduttor di umani, a Gorzano 2500 metri, sui monti della Laga, sta Bohemica serbica, |Cyanescens moravica, in Calabria e Sicilia, Lucania pure cresce, testa tonda su letame, di bovini ed equini; a Cuba è |cubensis, Golden teacher che, mestre messicano, ha cappello da mago, lignicoli funghi, i cyanescens Canada, azurescens Hawaii, scuole Usa Tailandia, tutti parlan festanti, rituali di cura, Maria Sabina e Montezuma. Messico Amatlan, festa Jesu trasfigurato, commemora 6 agosto, fungo immolato, fulvo sapor acre, e gradevole odore, ridere e vedere, oltre maya dimensione; appreser Chichimechi, le erbe-radici, scoprirono alleati, durante loro riti, eccoli riuniti, han bevuto e mangiato, notte e giorno canti, ballo incantato; piangon giorno dopo, lavano con acqua, parlano ai piccini, nati sotto erba, x campi e monti, dicono mi infungo, a feste regali, di re sopraggiunto: signori di province, ne mangiano tutti, han cuore come miele, alla corte adornati, poi vanno a ballo, indetto da chi regna, |Montezuma II, con funghi li rallegra, tra dignitari regionali, sono intrufolati, pur nemici mascherati, scoperti e trattati, con clemenza dal sovrano, partecipan feste, Montezuma avan guerra, oracola in tempeste: ai vecchi preti fa, mangiarne con bevande, veder vittor sconfitta, o tessere alleanze, cosi narra Martin, al paese Yanhuitlan, svolgon ogni anno, rito zucca a illuminar. ||Dune, film di fantascienza del 1984, diretto da David Lynch, romanzo di Frank Herbert: nel lontano passato dell’universo di Dune, l’umanità creò macchine pensanti a sua immagine, ma queste si ribellano, instaurando un dominio oppressivo. Scoppiò la Jihad Butleriana: fuoco, sangue e intere città spente come candele. Gli uomini vinsero, ma a caro prezzo, giurando: mai più daremo alle macchine il cuore e il pensiero. Da allora, l'IA fu bandita, e la civiltà si sviluppò su potenziamento umano: Mentat, Bene Gesserit, naviganti mutati dalla Spezia. La Spezia Melange, prodotta dai vermi giganti del pianeta desertico Arrakis (Dune), dona coscienza, visione e longevità. Chi controlla la Spezia, controlla l’Impero. La famiglia Atreides sfida gli Harkonnen per il dominio di Dune, mentre i Fremen, popolo del deserto, attendono il Mahdi, il liberatore profetico. Paul Atreides diventa Muad’dib (topo del deserto) guida carismatica e mistica. Dopo di lui, il figlio Leto (nel film I Figli di Dune), sacrifica parte della sua umanità per fondersi con la Spezia e guidare l’Impero verso un futuro più saggio. La saga esprime il timore del dominio tecnologico e la necessità di salvaguardare ciò che è irriducibilmente umano: intuizione, libertà e amore. Allo stesso archetipo si ispirano i miti animati giapponesi: Kyashan (Casshan) e Jeeg, dove l'uomo non distrugge la macchina, ma si fonde con essa per redimerla, ricordando che anche dentro l’acciaio può battere un cuore umano.# La storia si svolge su Arrakis, un pianeta desertico noto come Dune, dove vivono vermi giganti fonte del Melange, una spezia essenziale al viaggio tra i mondi, una sostanza preziosa e fondamentale a molte attività, poiché conferisce capacità psicofisiche potenziate, lunga vita a chi la assume regolarmente, come il popolo dei Freman su Dune. Il film segue la famiglia Atreides mentre assume il controllo di Arrakis, e si scontra con la casa rivale degli Harkonnen. La storia antecedente a Dune, è nota come guerra tra macchine e umani, in un era dove l'umanità ha creato una grande intelligenza artificiale, la Lega delle Macchine, la quale si ribella contro l'umanità, cercando di ottenere potere politico ed economico. Inizia così una guerra brutale, tra la Lega e gli umani, con uso di armi nucleari, e androidi e droni da combattimento. Gli umani, uniti nella Butlerian Jihad, una guerra che durò decadi, fecero una ribellione contro le macchine pensanti, e alla fine prevalsero, ma a un prezzo molto alto, le macchine pensanti furono bandite, innescando divieti su simili tecnologie, e fu data preferenza alle abilità umane come la intuizione; la sconfitta della Lega delle Macchine, segna dunque il divieto di creare intelligenza artificiale, e l'esplorazione di sostanze come la Spezia, capaci di nutrire la capacità intuitive degli umani. Quando l'umanità iniziò a dipendere sempre più da macchine intelligenti, androidi e supercomputer detti Mentat, perse il controllo su molte sfere della vita umana, così la rivolta contro le macchine, guidata da Serena Butler, un'eroina leggendaria che col suo movimento cercò di sradicare ogni dipendenza dai mentat, e fissò lo scopo della Jihad: preservare il pensiero umano sopra ogni macchina artificiale. L'eredità della Butlerian Jihad pervade tutto la saga di Dune, influenzando cultura politica e credenze dei suoi abitanti, anche dopo centinaia di anni, dove sorsero scuole come le Bene Gesserit, un ordine femminile di consigliere e sacerdotesse, legate al potere e alla manipolazione genetica. |I figli di Dune è il terzo libro di Frank Herbert, pubblicato nel 1976 e adattato in miniserie TV, in tre episodi trasmessi nel 2003, diretta da Greg Yaitanes e prodotta da Richard Rubinstein. La trama si svolge anni dopo gli eventi del secondo libro, Paul Atreides, che ha preso il nome di Muad'Dib e ha governato il pianeta Arrakis, è scomparso, lasciando il giovane figlio Leto alla guida dell'Impero. Leto ha una gemella anch'essa nata con la spezia, incoraggiato dallo spirito del padre, cerca di guidare l'umanità verso una nuova era, ma deve affrontare molte sfide, il suo corpo viene alterato dal siero della navigazione, una sostanza molto amara che gli conferisce abilità sovrumane, ma anche rischia di mutarlo in essere mostruoso. Nel frattempo le altre grandi famiglie nobiliari continuano a tramare per il potere, e i vecchi nemici cominciano a risorgere, tra intrighi politici, battaglie epiche e scontri spirituali. Leto deve affrontare la sua stessa umanità, e prendere decisioni difficili per la salute del grande impero di umanità. |I-figli-di-Dune tocca temi di potere, deificazione destino e responsabilità, ed è una delle saghe più amate. Noi siamo |Fremen, dice nomade deserto, sfida aridi venti, di luogo inospitale, dove nasce spezia, ricchezze + grande, benzina per navi, di impero più grande; chi controlla Dune, controlla la Spezia, impero senza spezia, di esistere cessa, Freemen gente silenziosa, attende il suo Mahdi, messia con profezia, che riesca a liberarli. Giunge su Dune, il giovane figlio, del duca Leto il Giusto, che lunga attesa chiude, chiamato |Muad-dib, il Topo del deserto, colui che abbatte o innalza, e le fedi ravviva, con parole osa tutto, trascina o scompiglia, fanteria e cavalleria, o fortezza che difende; suo soffio scalda cuore, discorso tra fratelli, smaschera oratori, senza umiliazioni, estatico chi ascolta, assieme a chi parla., visione e longevità. Chi controlla la Spezia, controlla l’Impero. La famiglia Atreides sfida gli Harkonnen per il dominio di Dune, mentre i Fremen, popolo del deserto, attendono il Mahdi, il liberatore profetico. Paul Atreides diventa Muad’dib (topo del deserto) guida carismatica e mistica. Dopo di lui, il figlio Leto (nel film I Figli di Dune), sacrifica parte della sua umanità per fondersi con la Spezia e guidare l’Impero verso un futuro più saggio. La saga esprime il timore del dominio tecnologico e la necessità di salvaguardare ciò che è irriducibilmente umano: intuizione, libertà e amore. Allo stesso archetipo si ispirano i miti animati giapponesi: Kyashan (Casshan) e Jeeg, dove l'uomo non distrugge la macchina, ma si fonde con essa per redimerla, ricordando che anche dentro l’acciaio può battere un cuore umano.# La storia si svolge su Arrakis, un pianeta desertico noto come Dune, dove vivono vermi giganti fonte del Melange, una spezia essenziale al viaggio tra i mondi, una sostanza preziosa e fondamentale a molte attività, poiché conferisce capacità psicofisiche potenziate, lunga vita a chi la assume regolarmente, come il popolo dei Freman su Dune. Il film segue la famiglia Atreides mentre assume il controllo di Arrakis, e si scontra con la casa rivale degli Harkonnen. La storia antecedente a Dune, è nota come guerra tra macchine e umani, in un era dove l'umanità ha creato una grande intelligenza artificiale, la Lega delle Macchine, la quale si ribella contro l'umanità, cercando di ottenere potere politico ed economico. Inizia così una guerra brutale, tra la Lega e gli umani, con uso di armi nucleari, e androidi e droni da combattimento. Gli umani, uniti nella Butlerian Jihad, una guerra che durò decadi, fecero una ribellione contro le macchine pensanti, e alla fine prevalsero, ma a un prezzo molto alto, le macchine pensanti furono bandite, innescando divieti su simili tecnologie, e fu data preferenza alle abilità umane come la intuizione; la sconfitta della Lega delle Macchine, segna dunque il divieto di creare intelligenza artificiale, e l'esplorazione di sostanze come la Spezia, capaci di nutrire la capacità intuitive degli umani. Quando l'umanità iniziò a dipendere sempre più da macchine intelligenti, androidi e supercomputer detti Mentat, perse il controllo su molte sfere della vita umana, così la rivolta contro le macchine, guidata da Serena Butler, un'eroina leggendaria che col suo movimento cercò di sradicare ogni dipendenza dai mentat, e fissò lo scopo della Jihad: preservare il pensiero umano sopra ogni macchina artificiale. L'eredità della Butlerian Jihad pervade tutto la saga di Dune, influenzando cultura politica e credenze dei suoi abitanti, anche dopo centinaia di anni, dove sorsero scuole come le Bene Gesserit, un ordine femminile di consigliere e sacerdotesse, legate al potere e alla manipolazione genetica. Noi siamo |Fremen, dice nomade deserto, sfida aridi venti, di luogo inospitale, dove nasce spezia, ricchezze + grande, benzina per navi, di impero più grande; chi controlla Dune, controlla la Spezia, impero senza spezia, di esistere cessa, Freemen gente silenziosa, attende il suo Mahdi, messia con profezia, che riesca a liberarli. Giunge su Dune, il giovane figlio, del duca Leto il Giusto, che lunga attesa chiude, chiamato |Muad-dib, il Topo del deserto, colui che abbatte o innalza, e le fedi ravviva, con parole osa tutto, trascina o scompiglia, fanteria e cavalleria, o fortezza che difende; suo soffio scalda cuore, discorso tra fratelli, smaschera oratori, senza umiliazioni, estatico chi ascolta, assieme a chi parla. quid_mariasabina-funghetti.m4a
lume083-L'uomo costruì una macchina perché ricordasse tutto, ma la macchina dimenticò di sognare. Una donna, Serena Butler, guidò la ribellione, ricordando che il futuro della specie non dipende dalla potenza delle macchine, ma dalla coscienza e dal cuore con cui si usa la tecnica. Nacque così la guerra delle macchine pensanti. Dopo la vittoria gli uomini giurarono di non affidare più il cuore all'acciaio, e impararono a coltivare la coscienza anziché soltanto la tecnica. Su Arrakis la Spezia blu sostituì i computer: non rendeva più potenti le macchine, ma più profondo lo sguardo umano. Paul Atreides divenne Muad'dib (topo del deserto), e comprese che il vero dominio non consiste nel controllare il deserto, bensì nel dominare se stessi, prima del mondo. Per questo i Fremen dicono che chi conquista il mondo senza conquistare il proprio cuore ha già perduto. |Dune, film di fantascienza del 1984, diretto da David Lynch, romanzo di Frank Herbert. Nei Figli di Dune, Leto e la sorella Ghanima proseguono l'opera del padre. Leto percorre il Sentiero Dorato, sacrificando parte della propria umanità per preservare il futuro; Ghanima custodisce invece la memoria, l'equilibrio e il legame con ciò che rende umano quel sacrificio. Insieme ricordano che nessun impero sopravvive senza unire potere e compassione, previsione e amore. La saga esprime il timore del dominio tecnologico e la necessità di salvaguardare ciò che è irriducibilmente umano: intuizione, libertà e amore. Un tema affine ricorre anche nei miti animati giapponesi come Casshan e Jeeg: l'uomo non distrugge la macchina, ma cerca di orientarne la forza verso la difesa della vita, ricordando che anche nell'acciaio può riflettersi un cuore umano.

117:lume117-Fior di Loto cresce in stagni, ogni notte chiude la corolla, e ogni mattina la riapre, simbolo di rinascita, e asiatica saggezza; si usano i suoi semi, rizomi foglie e fiori, per alimenti e decotti. Arachide piccolo legume, nato tra Perù e Brasile, ama il sole e il caldo, ma teme certo il gelo, per crescere bene, si semina in primavera, ben protetto dal freddo, a giusta distanza da altre piante. Dopo la fioritura, i suoi steli si piegano a terra, a formar baccelli sotterranei, pieni di semi rossi, la pianta è leguminosa, così arricchisce il terreno, fissando l’azoto, ma chiede acqua moderata, e sarchiatura da erbacce. Tra settembre e ottobre, le sue foglie ingialliscono, è tempo di raccolta: le piante appese ad asciugare, per una settimana, e i migliori semi conservati, per futura seminagione. Olio arachidi è prezioso, usato con moderazione, e sua pellicola rossiccia, è ricca in vitamina B1: mangia arachidi tostate, o trasformate in crema, bollite o al vapore. Tara bulbo invece nasce, sulle montagne andine, ha proprietà cicatrizzanti, culinarie e lenitive, in lavaggi e colliri. Chia dai piccoli semi, ricchi di calcio e selenio, è aggiunta a focacce, zuppe e frullati, o lasciati in ammollo, a insegnare la pazienza, rispetto e attenzione. |popè: tso tsoke! te mogenye na gevatavata. Nzambe kana viene e pianta tutto! nel |Gabon ci sono due stagioni secche, una corta a febbraio in cui semina patate, e la lunga a luglio-agosto dove semina edinga |z'imbenda (campo di arachidi), edinga z'iguma (campo di manioca-igname).| Arachide è un legume annuale originario di Perù e Brasile, ama caldo e sole e teme il gelo. Produce baccelli sotterranei con semi rossi, ricchi di olio e proteine, e fissa l’azoto nel terreno. Si semina in primavera, coprendo o pacciamando, con distanza di 15 cm tra piante e rincalzo dopo la fioritura. Richiede irrigazioni frequenti ma leggere e controllo di erbacce e afidi. La raccolta avviene tra settembre e ottobre, con essiccazione delle piante per una settimana e conservazione a freddo. I semi possono essere tostati o trasformati in burro di arachidi. In Sumatra si consumano bolliti o al vapore; la pellicola rossiccia è ricca di vitamina B1. L’olio è stabile ma da usare moderatamente nei bambini. |Tara andina, legume cicatrizzante, produce frutti il cui liquido si usa in lavaggi vaginali e come collirio. Loto (Nelumbo nucifera) ha semi e rizomi commestibili, fiori e foglie impiegati in decotti e tè, e rappresenta simbolo religioso in Asia. Chia semi sono nutrienti, ricchi di calcio e selenio, si usano in focacce, zuppe e frullati, talvolta in ammollo per estrarre sostanze nutritive |Arachis hypogea, proviene dal Brasile, non chiede terra ricca, poca acqua in siccità, è utile il rincalzo periodico, specie dopo fioritura, se semini in semenzaio, fai da marzo a maggio, toglie seme dal baccello, e germina in pochi giorni, trapianta quando pianta, raggiunge 5 centimetri. Jumbo Virginia varietà, vuol 40 cm tra piante, ogni baccello tien due semi, e una pianta sana reca 30 baccelli. A riprodurre il seme, cogli arachidi mature, 110 giorni dopo trapianto, anticipa in caso piogge, estirpa pianta intera, pulisci baccelli e asciuga all'ombra, conserva baccello intatto, in contenitore carta.# |ARACHIDE hypogea, papilionacea fabace, regge caldo teme gelo, legume annuale, 2 varietà cespugli, peruan brasiliane, stelo fiori allunga, penetra sottosuolo, a formar baccelli seme, in Brasile due a baccello, rossa scura pelle, a produrre olio di semi, somigliano ai ceci, e fissano azoto, in rotazione colture, ama caldo e sole, mai sotto 15 gradi, inizia a primavera, copri o pacciama, ripar dai venti freddi; semina con pellicola, rossiccia intatta, distanza 15 tra piante, rincalza a fine fioritura, dopo impollinazione. Pianta rustica tu irriga, bagna spesso ma poco, e qualche sarchiatura, a controllar erbacce, e afidi attacchi, se arachidi rincalzi, son più produttive, in fase maturazione, sospendi irrigazione, per evitar marcire, le buone noccioline. Raccolta a settembre/ottobre, quan maturano i semi, dopo 100/130 giorni, se semini in aprile, raccogli a settembre, se trapianti a maggio, cogli ad ottobre, i semi sono pronti, se ingialliscon foglie grandi, a raccoglier strappa piante, e vedi baccelli semi, appendi testa giù, secca 1 settimana, serba miglior semi, a freddo + vitali, mentre in aria aperta, durano 1 anno. Arachidi a seccare, tostate a bassa temperatura, frullando ottieni crema, poi aggiungi olio, avrai burro di arachidi, spalmato sul pane, o abbinato alle banane; a Sumatra crude o cotte, bollite o a vapore, pellicola rossiccia, ricca B1 tiamina, tè calma insonnia, foglie e gambi Cina, in Africa arrivò, per scambio sulla costa, olio arachide esporta, irrancidisce poco, ha molte proteine, fa sangue circolare, Peanut ama super Pippo, però se olio fritto, arteriosclerosi spinto, tu modera ai bambini. |TARA andina legume, Caesalpin spinosa, è cicatrizzante, protettor solare, frutti macerati, recan liquido usato, in lavaggi vaginali, o collirio rinomato. |LOTO 蓮子lianzi, Nelumbo nucifera fior semi, Vietnam buddhismo, simbolo India, Nelumbo lutea cibo, semi petali rizomi, loto blu australasia, acquatici fiori: secchi semi popcorn, o zuppa salutare, tè che profuma, + stami secchi usare, decotto radici, febbrifugo e incenso, foglie e fiori cotti, festa luna vedo. |CHIA semi hanno, forza calcio e selenio, focacce e insalate, tosta addensante, in ammollo mezzora, zuppe frullati, oppure con Soia, cui acqua estrai. 
lume117-Quando il Sole affidò i semi alle piante, ordinò loro di sollevare i frutti verso il cielo, perché tutti ne ammirassero l'abbondanza. Solo la piccola Arachide rimase pensierosa. Chiese consiglio alla Terra, che rispose: ciò che nutre davvero non cerca di essere visto. Così quando i suoi fiori appassirono, gli steli si piegarono lentamente e affidarono i giovani frutti al grembo del suolo. Là maturarono nel silenzio, bevendo la forza della terra e restituendole nuova fertilità. Per questo le arachidi crescono nascoste e, dove vengono raccolte, il terreno resta più ricco di prima. Gli antichi vedevano in questo gesto, il cammino di ogni saggezza: ciò che vale deve prima discendere nelle profondità, come il seme o l'antenato che ritorna alla terra, come il sogno che scompare nell'inconscio prima di portare un dono. L'arachide ricorda alcunu tesori diventano preziosi solto dopo aver imparato a fiorire nell'oscurità, una discesa o katabasi che ricorda la biologia dell'arachide, e il mito pigmeo-bwitista dell'antenato sepolto che così recita: il corpo dell'antenato diventa nutrimento della foresta, le sue dita che penetrano la terra, ricordano il peduncolo dell'arachide che, dopo la fecondazione, si incurva e infila il giovane frutto nel suolo.

172:lume172-Dante attraversa il Paradiso come un pellegrino che ritrova il centro di sé. Guidato da Beatrice, poi da san Bernardo, scopre che il viaggio verso Dio coincide con la trasformazione dell'anima. I cieli non sono soltanto luoghi cosmici, ma stati della coscienza e tappe dell'educazione interiore. Pietro, Giacomo e Giovanni interrogano Dante sulle tre virtù che sostengono ogni crescita: Fede, fiducia nella verità; Speranza, libertà di desiderare il Bene; Carità, amore che mette ogni cosa in movimento. Solo quando queste tre forze si uniscono, l'uomo diventa davvero libero. Il Paradiso insegna che nulla si perde: ogni corpo è un prestito, ogni anima appartiene all'Eterno, e ciò che chiamiamo morte è trasformazione. La natura non è corrotta; è la cattiva guida della ragione a generare disordine quando il potere dimentica la sapienza. La Vergine svela il volto divino della materia e il cammino si chiude nel cerchio perfetto di Amore, unico vero oracolo e destino. La luce del Paradiso non sostituisce l'esperienza della terra, ma illumina ciò che nella vita era rimasto sommerso. L'ascesa non consiste nell'accumulare conoscenze, ma nel riconoscere con chiarezza ciò che silenziosamente orientava già il cammino. L'universo appare allora come una geometria vivente in cui Terra e Cielo, materia e spirito, finito e infinito si rispecchiano. Ogni cielo educa una facoltà dell'essere, fino all'Empireo, dove ogni distinzione si ricompone nell'Amore che muove il sole e le altre stelle. Il cammino di Dante conduce dalla selva dello smarrimento alla rosa della visione. Non è una fuga dal mondo, ma un ritorno più consapevole dentro la vita. L'uomo scopre di essere chiamato a contenere l'Infinito senza possederlo, diventando riflesso della luce che lo ha generato. La Commedia diventa così una mappa dell'anima: invita ogni pellegrino a lasciare la paura, discernere ciò che è essenziale e orientare liberamente la propria esistenza verso pace, libertà, sapienza e amore. Barbanera dice: |Agosto20 rinfresca il bosco, |SanBernardo matura grano e mosto.| Riassunto: Dante, smarrito nella selva oscura della sua esistenza, inizia un viaggio spirituale verso la luce e la pace interiore. Incontrando figure chiave come Mosè, Elia e le tre virtù teologali incarnate dagli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, il poeta è chiamato a comprendere il senso profondo di Fede, Speranza e Carità. |Pietro, custode delle chiavi dei cieli, interpella Dante sulla Fede, che viene definita come 'sostanza di cose sperate' (San Paolo). La fede è la pietra angolare su cui Dante costruisce il suo poema, concepito come un tempio civile e umano, un’umanità in pellegrinaggio verso la pace. Solo la pietà, compassione per la fragilità umana, conduce a una vera pace, fondamento di legge e civiltà. Pietro, abbandonate le armi, si arrende alla sapienza del cuore e avvia il cammino della comprensione. |Giacomo rappresenta la virtù della Speranza, che è attesa sicura della gloria futura, un’illuminazione che scende dalle stelle. Egli è anche simbolo di Libertà, una conquista faticosa che implica scelta, pentimento, espiazione e perdono. Libertà è la capacità di sognare e desiderare il Bene, un dono divino che va protetto contro i lupi del mondo, che vogliono spegnere la speranza. Dante abbraccia la libertà come principio etico e forza rigeneratrice nel suo cammino verso la purificazione. |Giovanni, l’aquila del Paradiso, simboleggia la Carità, l’amore perfetto e assoluto che muove il sole, le stelle e l’anima umana. Interrogando Dante, Giovanni rivela che la carità è l’unica forza che dà vita, senso e movimento alle azioni umane. L’amore di Dio è Agape, un fuoco che arde e trasforma, una musica dell’anima che unisce il cielo e la terra. Dante risponde che ama Dio con tutto il cuore e ama il prossimo come se stesso, riconoscendo in questo il fondamento ultimo del suo viaggio. Attraverso le tre prove, Dante è promosso: la Fede, Speranza e Carità si fondono nella pietra angolare del suo poema e della sua vita. L’amore, unico ed eterno, è l’anima del Tempio celeste e umano, il legame invisibile che trascende dolore, smarrimento e dualità, e conduce alla beatitudine. Nel cuore del poeta arde l’amore per Beatrice, immagine terrena e spirituale della grazia divina, che nutre il suo cammino con fuoco e luce. Dante, pur riconoscendo le difficoltà del pellegrino, invita ogni lettore a scegliere liberamente di accogliere questo amore, capace di trasformare l’anima e condurre al paradiso interiore.# Dante in |PARADISO, sale al numer 12, somma Creato e Creatore, e si basa sul 7, Tetrade e Triade, loro somma da Settade, candelabro a sette bracci, cui Dante fa uso, menorah nel Purgatorio, dove sguardo di Dio,rivolge in sette direzioni, est-ovest nord-sud, sopra-sotto e dentro te. Dante giunse a 12, già a 11 risveglia, stacca dal corpo vivo, giunge a 12 samadhi, Unione mistica con Dio, ne condivide i segreti, anche immortalità, e sguardo in sette direzioni: infinito fui immortale, presen passato e futuro, vidi potenza inTERna del 3, manifestarsi in QUATERna, unirsi a Dio già da VIVI, assimilarsi ad Assoluto, è obiettivo di Commedia, allontanare i viventi, da miseria spirituale, e condurli alla salvezza, durante la esistenza, unirsi a Dio e veder tutto. Dante scrive a Can Grande, istruzioni per suo libro, la Cantica del Paradiso, al Signore di Verona, Can Grande della Scala, sà che Dante si ispira, alla scuola di Crotone, che qualche tempo prima, qualche lupo diede fuoco, a emarginare i matemati, e la sacra geometria, dice Decade di Borgia, come in alto così in basso, siamo mondi in miniatura, in te hai Sole e Luna, con matita e righello, traccia fila dodici sassi, il Cammino inizia in mezzo, UNO raggiunge il DUE, sale e arriva al TRE, a mezzo della luna, in un valzer un-due-tre; se diritta via è smarrita, Tre sarà Prudenza, virtù di umani agenti, corretti nel presente, con prevision futuro, ed esperienza del passato: smarrirsi è non sapere, come significar presente, non preveder futuro, senza tesoro del passato, inghiottiti da una selva, selvaggia aspra e forte, si precipita a -3, ovvero sotto uno; ma se riprendi azione, al quattro ti riporti, aggiungi forza del pensiero, a quella braccia e gambe, oltre spazio e tempo, oltre vita vegetale, trovi Legge Civiltà, che si oppone a barbarie, che trovi a meno cinque. Ingegno appare 6, che irradia suo ordine, sei diametri del cerchio, luce radiosa da una stella, guida al tuo coraggio, di tentar tutte le strade, a seguir virtute e conoscenza, integrità delle membra, di cuore mente e corpo. 7 è oltre ingegno, mistero dei misteri, segreto dei segreti, inspiegabile strumento, che Dio usa a creare VITA, e tutto l'Universo. Numer 8 è perfezione, del Bene e della Grazia, porta a un volo alto, verso dinamo del 9, la potenza e progetto, dove un anima comincia, a progettare elevazione, verso Dio Creatore, e oggetto da creare. Dante sale altra mezza luna, arriva a 10 la potenza, congiunta al generante, il Creatore ammir Creato, non so ridir come vi entrai, inconsapevole sostavo, passi smarriti a -10, pien di sonno a quel punto, con angoscia e terrore, fino a -12, Dante in fondo al pozzo, che verace via abbandona, poi 11 illuminazione, risveglia Pitagora idea, Bernardo chiaro lo conduce, a svelamento Verità, ultimi passi di Dante, alle tre e mezzo del mattino, disegno viaggio è compiuto, tra andare e venire, salire e cadere, otto cerchi su una retta, il foglio orizzontale, con ago di un compasso, TERRA al centro e sette cieli, incoronano la mappa, dirò altre cose che ho scorte: giunto a ultimo cielo, Beatrice torna in Rosa, arriva San Bernardo, detto Chiaravalle, chiede alla Madonna, sintesi bellezza, bontà del paradiso, intercedere in favore, di Dante viaggiatore, a reggere empireo, estasi di umano, a mezzo divin grazia, Dante vede Dio, bellezza movimento, come luce immensa, insostenibile a lungo, in essa son tre cerchi, mistero calendari, che Oroscopo ci dona. Dio diede movimento, Sole in Primavera, mosse prime stelle, a inizio del mattino, presso equinozio, fa luce beneficio, Sole misto a stelle, Ariete e Pesci dico. Dante crea struttura, del Paradiso in nove cieli, fatti di materia, i primi sette son pianeti, ottavo ha Stelle Fisse, il nono è cupola cristallo, il più grande e più veloce, Cielo invisibile da terra, imprime moto rotatorio, agli altri cieli sottostanti, a sua volta determinato, dal desiderio di Dio, in Empireo decimo cielo, immateriale costituito, da infinito Amor e Luce, quieto e immobile motor, che move tutto universo, sede a Dio e dei beati. Dante riceve folgorazione, nel cielo di Giove, dove prega San Bernardo, lauda a Vergine Madre, Figlia del tuo Figlio, intercedi per la Grazia, a un mortale smarrito, alza sui occhi alla salute, temporaneo fai immortale, a mezzo tuo rosario, a sostener la vicinanza, a Dio eterno gran mistero, tu Maria con tue preghiere, sciogli nubi sue mortali, Sommo Piacere si dispieghi, ancor ti priego mia regina, dopo tanto chiar veder, conservi sani affetti suoi, che non perda la ragione, per tornar poeta a terra. Metamorfosi di Dante, nello Amore che lo informa, lo volge avvolge e capovolge, fra le braccia come ai bimbi, amoroso vien cullato, da sussulti e dolor sbalzi, catturato da Saturno, che lo volse al nono cielo, rinato angelico e mortale. Santa Vergine guardiana, di fragilità mortale, sai proteggere i mortali, dove giungono lor occhi, Sublime duro a sopportare, sub-limen sotto confine, dentro |ESTASI SUPREMA, estremo volto Verità, Dante rischia insanità, perso in siderali abissi, avvien miracolo di grazia, intervien Guardia Divina, lo riprende pei capelli, restituendolo a se stesso. Moto cupola antioraria, ruota mappa sotto gli occhi, che divino in tutti nomi, è numer 1 Amor che move, il numer 2 del movimento, verso sol e altre stelle, numero 3 della Creazione, traduce Triade Trinità. Tutti i versi fanno orbita, in doppia natura generati, chiudi occhi e ascolta suono, in fantasia vedi la mappa, sfere estendi ad Infinito, vola in mantra-yantra, punto di vista della Terra, appar contrario in Empireo, osservatore cambia vista, anagogico Universo, Terra appar periferia, undicesimo cielo, lontano dal primo, iniziato giunge al Centro, dove giace eternità. Dante viaggia da periferia, verso il centro umanità, verso il centro di se stesso: miro angelico templo, Primo Mobile cristallo, ha solo amor-luce confine, Impero d'oro od Empireo, io mi indio a contemplare, maraviglia conoscenza, ma copia col modello, vedo pure discordanti, Primo Mobile appar punto, che io vedo come esterno, giunto lì io percorrendo, orbitali concentrando, sempre più io avvicinando, a quel punto dove Terra, appare undici suo cielo. Le cose più alte in cielo, circondano parte bassa tempio, come sopra così sotto, Luna primo cerchio, secondo è Mercurio, terzo è di Venere, quarto è del Sole, quinto è di Marte, sesto è di Giove, Saturno in Leone, nel settimo cielo, regno età di oro, innocenza ritrovo. Sette Cieli protettori, del Trivio e Quadrivio, Grammatica e Astronomia, Dialettica e Retorica, Aritmetica Musica e Geometria, a ottava sfera Stelle Fisse, sta fisica e metafisica, a nona sfera scienza morale, al Cielo quieto Scienza Divina, chiamata Teologia. Dante intende i sette Cieli, come Scienze somiglianti, orbita un oggetto, che per se rimane immoto, ogni Cielo gira attorno, al suo oggetto da indagare, ma mai tocca sua essenza, la sua vera identità. La seconda somiglianza, è facoltà di illuminare, cose visibili ed astratte, a migliorar cosmo e civiltà, quando si cerca Verità, nostro ultimo obiettivo, fino a Cielo Stelle Fisse, e Primo mobile cristallo, e sopra il quieto Empireo. Cielo |LUNA è Grammatica, nasce e muore molte volte, come vocaboli in disuso, conduce alla Giustizia, regole a rispettare, con Marte ordina le cose, 13 versi nel finale, andare a veder Dio, che irrompe come un 13, dentro parabola 12 umano, e a 13 lo porta, trasfigurando la materia, Dante arrende a tal mistero, che accade nello indiarsi, trasumanar Infinito Amor, che tutto ha generato, alfa e omega motor, regia fatica umana: da 1 arriva TUTTO, poi da TUTTO torna a 1, ultimo verso di Comedia, è indicibile ancor 1, e misura ogni cerchio, ma la mente limitata, da fulgore è percossa, in che sua voglia venne, e descriver poco possa, volge mio disio e velle, come rota che è mossa, amor che move sole e altre stelle. Dante avanti alla visione, del Mistero in Trinità, dentro il secondo cerchio, vede effige umanità, il suo volto contenuto, dentro iride del Cristo, così cerca quadratura, una formula che manca, a descriver la visione, AMORE detto quattro volte, reca sapienzia numerale, a criptare un altra mappa, che Pitagora Geometra, esplora in suono del Proemio, come un eco lontano: mi ritrovai a una selva oscura, poichè mancai bersaglio, bloccato e sconfitto, da ingegno limitato, concentrato nel capire, poi compresi che la Legge, che potea spiegar Mistero, è custodita in Afrodite, union perfetta di Amore, che portò Dio a farsi Uomo, e in simmetrico percorso, permette il contrario, vedere se stessi e umanità, ben inscritti in cerchio Figlio, grazie a 8 della Grazia, che divina innalza anima, Beatrice umana a sovrumana. Cielo |MERCURIO è Dialettica, la più piccola scienza, che procede per ipotesi, conduce alla Purezza, ma se manca trasparenza, di logico cristallina, tracolla ogni Discorso, dentro impur sofisma, di raggiro falso e inganno, plagio e demagogia. Cielo |VENERE è Retorica, chiarezza soave parla, che appare al mattino, dentro luce di oriente, come parla il Retore, di fronte suoi uditori, ragionando essoteria, a sera appare a occidente, quan sole è tramontato, emerge anagogia, senso nascosto a prima vista, come Venere retro al Sole, essa conduce a Soavità, mova a spirto pien di Amore, a mezzo labbra di Beatrice, di Venere e retore, dolcezza e tenerezza, Afrodite porta in alto, a pensier contemplazione, Eros governa elevazione, in simposio soavità. Venere conforta, ogni creatura ad amare, pesci pien di linfa, piante aprono gemme, fà ridere oriente, la vedi verso Est, Pesci su orizzonte, finiscon sotto esso, al tempo della sera, Venere tu vedi, al mattino non di sera. Volontà divina e velle umana, due progetti a incontrarsi, un esplosion di Luce, da un fulgore mostrare, phainein greco miracolo, estasi ultima immortale, da Cielo Giove fin Saturno, Kronos, dio del Tempo, cattura Dante in senso orario, lo capovolge in anti-orario, fin la luce del Risveglio, a nova Vita fusa in Dio, che dirige or miei desideri, come dirige tutte stelle, secondo il Suo disegno, orbito in Stelle Fisse, fino a Cupola cristallo, Cielo primo Mobile, che muove in senso antiorario, a far muovere orario, tutti gli altri cieli, moto costante e uniforme, in ordine e armonia, fonte Beatitudine, al cospetto Verità, scrive versi al contrario, come arabi mancini, inversione al cielo di Saturno, obbligatoria per chi sale, a supremo eterno Amore. Cielo |SOLE è Aritmetica, tutte stelle aman sua luce, che occhio manco mira, e per numeri procede, pari o dispari infinito, portando fin la Fede. Sole in un anno, illumina orizzonte, da più foci e punti, porte cui si affaccia, se incrocia 4 cerchi, assieme 3 croci, beneficia i mondi: se Luna è primo cielo, Sole è prima stella, porta il foco vero, verso suo principio, sol che amor mi scalda, di bella verità, Beatrice infiamma cuore, teologa si fà, Sole scalda e schiara, da oriente si mostra, da destra si accende. Dante al quarto cielo, luce riflessa brilla, Luna e Sole fuse, di moto accordato, ruotan canti muse, Venere nei Pesci, virtuosa primavera, in regno Mercurio, mia donna cambia e ride, contagia mia sfera, come pesci vanno, a seguire lor pastura, da tutte le parti, convergon su Mercurio, vicini ad Ariete, aumenta sfavilla, annidan nel suo lume, Sol per troppa luce, nasconde tra vapori. Equinozio primavera, stelle di Ariete, da foce orientale, interseca Orizzonte, Dante vè confine, tra Cielo e Terra, Sole in Cristo-Ariete, icona di pace, presagi di eventi, parate planetarie. |MARTE in Cielo alto, dio di Musica e di guerra, incita pellegrin smarrito, al Canto e alla Lotta, con terzine rim baciate, sempre il quinto in mezzo a tutti, numero 5 bilanciere, strumento di Armonia, equilibrio legge e civiltà, suo calore è come fuoco, trasmuta regni entro canzoni, crea armoniche relazioni, con valzer di armonia, attrae a sé spiriti umani, che son vapori del cuore, distrae da occupazioni, tutt'anima che ascolta Musa, corre a spirito del suono, conduce a Lavoro muscolare, crogiuolo del suo Fuoco, che allo spasimo affatica, per il premio di conquista. Dante al quinto cielo, vede Marte fiamma, che tutto diletta, nasconde e rischiara, sfavilla Santo Spiro, mi trovo sollevato, dal riso della stella, beato in alto grado, rosseggia Pan colore, da cielo Sole a Marte, mi trascina il core, con grazia novella, conobbi fausto sole, nel maggio presso Marte, Cristo-Ariete stella, cosparsi di stelle, Dante e Beatrice, segno croce greca, divide cerchio in 4, congiunti quadranti, tra cima e basso, scintillano forte, in vita e trapasso. Cielo di |GIOVE è Geometria, visione della luce, stella bianca argentata, respinge tra due poli, Marte fuoco e Saturno gelo, come Geometria che muove, tra due principi repugnanti,detti punto e cerchio, origine e suo fine, entrambe immensurabili, Geometra che si affige, per misurar lo cerchio, geometria conduce a Impegno, con sua ancella Prospettiva, con pugni e denti stretti, fede e purezza di pensiero, lavoro e folle imprese, macerando Tempo Carne e Intelletto, Giove certo e senza errore: da croce lampeggia, più spiriti apparsi, raccolti in solo canto, 1 melodia nasce, ora mi rapiva, senza intender inno, chi vede la croce, segue il lume Cristo: mirai corni di croce, li nomino in atto, ora diventa nube, il suo fuoco veloce, una luce da croce, si nomina Iosuè, trasmuta colore, in mia vision che, a guardar Beatrice, si volse attorno me; quando fui voltato, candore sesta stella, Giove dentro a sé, mi aveva già raccolto, gioviale volto vidi, temprato bianco amor, tra Marte rosso caldo, e Saturno frescor. Giove luce argento, tien anime suo cielo, di aureo splendore, diverso dal pianeta, mille luci a salire, verso proprio loco, ciascuno rappresenta, suo distinto foco, dinanzi a me ali aperte, sono molti amori, ciascun rubinetto, un raggio Sole arde, nei miei occhi frange, bella sua presenza, 1 calor da molte brace, suono di arpa essenza, quei lucenti incendi, si calmano graduali, Giove è un nome Dio, che grida nome Cristo, lo Spirito Santo, solleva a questo regno, solo chi credette, ad Aquila giustizia, non con le parole, ma in spiro di letizia, quan Giove arcano giusto, 3 donne in giro rota, venivano danzando, una rosso fuoco, altra di smeraldo, la terza neve fioca, 3 cori grilli odo, seguon processione, 2 vecchi onesto e sodo, Ippocrate dottore, di piante ed animali, altro cur contraria, spada tien acuta, poi di retro a tutti, vidi vecchio saggio, Cristo con orsi, del russo paesaggio. Cielo |SATURNO è Astrologia, gira cerchio Zodiaco, il più alto dei pianeti, per apprenderla bene, richiede molto tempo, a capire e interpretare, i movimenti al cielo, perfetti e regolari, conduce a lenta Discrezione, paziente e tardo Discernimento, di Verità delle cose, e del silenzio opportuno, che la tace a discrezione. Dentro ai sette cieli, delle scuole superiori, puoi vedere smarrimento, di chi ha perso i cardinali, di giustizia e purezza, bellezza fede e lavoro, impegno e discrezione, discernimento e senso morale, Marte benefico e potente, aiuta a lottare e cantare, per affrontar ultimi tre, Cielo di Stelle Fisse, cioè Fisica e Metafisica, poi Etica e morale, in Cielo cupola cristallo, Primo Mobile motore, anche a umano agire, infine abbiamo Teologia, nello Cielo di Empireo, che move tutto il Cosmo, con sua pace senza lite, di opinioni o di sofismi, per la certezza Dio soggetto, che dona pace ai suoi discenti, lasciando loro la dottrina. |Dante scienza che disserta, usa vocaboli scomparsi, con il fine di enunciare, Ars dicendi e Ars dictandi, arte del dire e dello scrivere, e raggiunge Umanità, Amore di Sapienza, e Sapienza dello Amore, filosofia figlia al khan, che omaggia in suo Poema, dal centro a periferia, davanti ai nostri occhi, traccia regole corrette, di Grammatica ordinata, di Dialettica e Filosofia, Storia e miti Aritmetica, Musica e Geometria, Fisica e Astronomia, Metafisica e Morale, che ha sete di Giustizia, ed eccelsa Teologia, che ha sete Amor Pace e Verità. Dante contiene ogni spazio, ogni cultura e religione, i suoi confini umanità, Laos vuol dire popolo, laici popoli e nazioni, tutti convengon ogne paese, da Pietro Giacomo e Giovanni, Fede Speranza e Carità, tre virtù nelle tre mappe, traguardo verso cui andiamo, dove incrociano i meridiani, e i paralleli della Vita, a PACE LIBERTÀ e AMORE. A primavera inizia il viaggio, getta crosta e prendi nucleo, purga tre volte in acqua e sale, trova il Veltro entro te stesso, pellegrino leggi e scegli, poiché leggere è un agire, scegliere è schierarsi, arriva il tempo degli esami, edificare tempio equivale, a costruire noi stessi, strada impervia e faticosa, necessaria fare in fasi, in obbligate tappe sosta. |PIETRO e Andrea sono fratelli, entrambe intenti a pescare, Gesù li chiama e dice loro: seguite il mio sentiero, vi farò pescator di uomini. Pietro che ha le chiavi, dei Sette Cieli fin Saturno, specchio di scienze e valori, domanda a Dante sulla FEDE, lui cita sanPaolo e risponde, fede è sostanza di cose sperate, Dante edifica il Poema, su pietra detta Petrus, umanista imperativo, civile laico e religioso, Chiesa dantesca è Umanità, cioè miliardi di persone, ciascuna pellegrina in viaggio. PACE è traguardo della inchiesta, nel mondo infernale, annunciata da Francesca, pietà del nostro esistere, uomini e fragili ed erranti, solo pietà porta la pace, io ti vedo un pò smarrito, pregheremmo per tua pace, Grazia e pace sia concessa, in abbondanza Pietro disse, bello a noi star qui con te, fò tre tende a te Mosè ed Elia, io costruttor di templi umani, così il divino sosta in terra: se pace è fondazione, pietra fondante scolpita, nella fede e nella pace, permette nascere la legge, la civiltà del nume cinque, su smarrimento proemio Dante, che urla PIETÀ miserer di me! Pietro rinfodera la spada, depone armi e si arrende, alle tre belve dell'inizio, poichè trova buona guida, nel suo cuore scende in pace, dove edifica sapienza, inizia il viaggio del capire, su di sé e secrete cose, in solitudine e silenzio, Dante ci chiama a tramar vita, con pensieri sogni e azioni, tu che mi leggi io che scrivo, Io e te comprendiamo, che è la mia pace e la tua pace, pur ascoltando un vecchio lupo, che ci narri il suo dolore, primo amar sorso di medicina, verso costruzione della pace! se Pietro costruisce, e GIACOMO cammina, fin Santiago de Compostela, giace in Campo delle Stelle, Giacobbe è Giacomo Iacopo, Iago apostolo che unisce, Yorosolima all'Atlantico, biforca sentieri in tutta Europa, pone a Dante tre quesiti, inizia esame dottrinale, altro battesimo recare: cosa pensi sia SPERANZA, tu quanta ne possiedi, da dove l'hai acquisita, Dante così risponde, Spene è attender certo, de la gloria futura, produce grazia divina, da molte stelle mi vien tal luce, eterno premio beatitudine, certezza generata dalla grazia, e dai meriti in tua vita. Beatrice parla al posto Dante, risponde seconda domanda, lei conferma che su terra, Dante è ricco di speranza, Cristo è testimone. |GIACOMO e Giovanni fratelli, intenti a rammendar le reti, assieme a Zebedeo lor padre, Cristo li chiama sul sentiero, loro abbandona reti e padre, pescatore che riannoda, le sue reti stracciate, lega speranza e LIBERTÀ, filo di ago entra ed esce, dalla trama della rete, disegna il filo dei pensieri, che speran buon lavoro, De SIDERIbus multis, da molte stelle mi vien luce, speranza umanamente umana, speranza cieca al pellegrino, che in taverne chiede pane e sosta, in cambio magici racconti, spere orbite dei cieli, da stelle arriva la speranza, che Dante chiama spene, viver spenati è assenza pene, preghier contro i dolori, Padre allontan calice amaro, salvami dalla pena, Cristo prega nel Getsemani, si affida al filo esile e forte, di speranza cieca chiama, Pietro Giacomo e Giovanni, a superar angoscia notte, divinamente umani sono. Giacomo risponde alla chiamata, fa professione di speranza, traguardo inchiesta Purgatorio, seconda conquista del viaggio, annunciata da Virgilio, nelle parole sue a Catone: libertà va cercando cara, come sa chi a lei dà vita, libero arbitrio è don divino, per discerner bene e male, Dante cerca libertà, da Catone il suicida, lui un martire di libertà, traduce il greco testimone, or custodisce il Purgatorio, Volere libero è innato, se usato a seguire il Bene, troverà la sua salvezza, altrimenti è perdizione. Libero è tutto, che non soggiace alle virtute, di cose create successive, ardor santo che ogni cosa raggia, di questa dote si avvantaggia, se bene eserciti tal dono, reca somiglianza a Dio, altrimenti essa decada, pur rimanendo immortale, dalla propria nobiltà, eterna salvezza perderà. Libertà è una conquista, si lavora duro a ottenerla, pietra granitica del Tempio, tra la prima e la terza, unita a Triade e Settade, cioè strumento di Creazione, va formar sacra Decina. Giacomo è il custode, come Pietro è per la Pace. Libertà ha le ali ai piedi, e leggera si alza in volo, come splendidi gabbiani, volontà nell'atto scelta, in costellazione illimitata, dove pure vien previsto, correzion ripensamento, riparazione e pentimento. L'uomo che ha perso nobiltà, è reintegrato in dignità, scontando giuste pene, colma il vuoto in espiazione, la revisione del processo, è la clausola di Beatrice: se libertà accade una volta, dentro arco di una vita, dentro l'attimo percorso, che ciascuno sceglie in sè, liber velle innato dono, libertà invece è pagata, con distacco ed abbandono, esilio al margine sociale, la dura questua del perdono, tra dolore e smarrimento, così lui paga libertà, Giacomo è invaso dalla Pace, quando il Cristo lo chiama, ripara reti lacerate, può perdonare e perdonarsi, i suoi passi ora leggeri, senza pietre sul suo cuore, sorretti e spinti da Speranza, di esser spenati. Libertà di Sognare, ce la strappiamo dal cuore, così ci hanno insegnato, in tutti i libri di scuola, è regolata da leggi, che ai sogni chiudono frontiere, causan naufragi e morti, di quei sogni irrealizzati, divorare la speranza, di essere spenati, è pasto preferito dei lupi, impedir tutti sognar bene, come impedire fiume al mare, mentre il Cielo Stelle Fisse, contempla Libertà a Sognare, se la conquisti lo è per sempre, ti vive accanto in ogni istante, fuori di ogni catechismo, diventa il veltro di noi stessi, per arginare ogni dolore, come Dante che sognava, eternamente sua speranza, per regger colpi dualità, cioè dolor biforcazione, perdita e separazione, di orfano o pellegrin smarrito, ti consegnerà al perdono, riparazion lacerazioni. Dante ama epistola Giacomo, manifesto e Costituzione, di Libertà di Sognare, di Desiderare il Bene, religiosità senza macchia, esercita sempre liber pietà, verso lutto e separazione, della biforcazione, visita orfani e vedove, calma loro afflizione, immune dal contagio mondo, e da oltraggio dei lupi, diventa pietra granitica, scudo e fortezza immunità, contro lupa che contagia, di tutte le sue brame, sembra carca in sua magrezza, fà viver molti genti grame, persi io speranza altezza, e smarrito in selva mi tovai. Virgilio incorona Dante, a pochi passi dall'Albedo, dopo il terrore del passaggio, del muro fuoco superato, nel pensiero di Beatrice, Dante conquista Libertà, che biforca la sua scelta, in due sole direzioni: fatto a pezzi dai lupi, o fatto a pezzi da te stesso, in questo caso rinascerai, come pianta novelle, sulle orme di Giacomo, la trama del farsi a pezzi, si faceva testamento, prima di partire, perché il ritorno mai è certo. Vangelo di |GIOVANNI, discepolo prediletto, se Pietro è smarrito, impotente a comprendere, costruisce in fede e conoscenza, mentre Giacomo cammina, per speranza e libertà, cucendo strade terrene, Giovanni cuce ponte, come gazze terra e cielo, e come Giacomo il fratello, senza voltarsi indietro, abbandona tutto e và, alla chiamata del Cristo, senza promessa alcuna, lascia autorità paterna, solo per amore. Giovanni è un dramma greco, cioè un movimento Amore, terza pietra nascosta, consegna chiavi ultimi cieli, Mobil cristallo ed Empireo, come rota uguale mossa, Amor che move sol e stelle. Giovanni è aquila che vola, ultimo esame a Dante, su virtù di CARITÀ, mentre poeta è ancora cieco, abbagliato da luce, irradiata da Giovanni, pur Beatrice gli è nascosta, inabissata dalla luce: mentre ti risense, de la vista in me consunta, compensa tua cecità, con la conversazione, dove si appunta anima tua, e sappi che tua vista, è solo un pò smarrita, perché tua donna guida, ha in suoi occhi virtù, che ebbe mano di Anania, che curò occhi di Paolo, dopo folgorazion Damasco. Dante rispose, quando sarà suo piacere, arrivi guarigione a miei occhi, che furon porte a lei, quando entrò in loro, col fuoco innamorato, per cui io sempre brucio. Beatitudine è alfa e omega, Beatrice e Banzioku, ananda la scrittura, che mi legge in Amore, o lievemente o forte, in tutti suoi gradi intensità. Quella voce ancora disse: con analisi accurata, chiarisci affermazione, chi ha posto il tuo arco, facendo mirare tal bersaglio? Dante risponde, fu Aristotele e Vangelo, che mi han fatto capire, che il Bene di Dio, è il solo vero amore, Cristo spes per tutti, con filosofici argomenti, e autorità del verbo Cristo, questo amore in me s'impronta, quanta più bontà contiene, che ciascun ben che fuor si trova, è solo un lume di un suo raggio, il vero fonda questa prova, e convien che qui si muova, amando sola essenza, dove tal bene si concentra, colui che è primo amore, di tutte sostanze sempiterne, cioè angeli e uomini, inclini al primo amore, di Colui che le ha create, il più grande degli amori, è sempre rivolto a Dio. Giovanni prosegue, dimmi se senti altre corde, tirarti verso lui, sì che tu suoni arpa, con quanti denti questo amor ti morde, santa aquila di Cristo, ti volse a professar carità. Tutti quei morsi, che fanno cor volgere a Dio, han concorso a formar mia carità, ciò che spera ogni fedele, la morte che Dio ha patito, per mia e altrui salvezza, insieme a conoscenza viva, mi hanno ripescato al mare, dell'amore sbagliato, deponendomi alla spiaggia, dell'amore vero e giusto, umane fronde cui si infronda, l'orto di ortolano eterno, io le amo quanto il bene, che a loro è dato da lui stesso. Dante poi cita Apocalisse, astronomia è teologia, max promessa di speranza, è resurrezione in corpo, di Beati in doppia vesta, raddoppian loro luce, come Davide ricorda, in solstizio di estate, Cancro è astro potente, opposto a inverno Capricorno, 24 giugno San Giovanni, in Battistero fiorentino, culmine splendore, come recita il Vangelo: bisogna che egli cresca, e che io diminuisca, antico Patto Geremia, sostituito da Giovanni, con Amore e Luce, intelletto più sublime, chiamato Empireo, infinito amore e luce. Giovanni è lume Teologia, che giacque sopra il petto, del nostro pellicano, Beatrice dice a Dante, il corpo di Giovanni, subisce la leggenda, immortalità promessa, come Maria nel cielo, assunto anima e corpo, Dante ciò sospetta, ma mai lo dice chiaro, maggiore splendor Giovanni, è dovuto a doppia vesta, presente in Paradiso, avanti ultimo giorno. Pietro Giacomo e Giovanni, danzano in cerchio, cantando il Salmo rota, nel loro girotondo, felici stare insieme, Giovanni arde di Amore, poichè è vicino al Verbo, patron dei Candelai, teologi e scrittori. Dante supera esame Carità, in tre domande e tre risposte, è dichiarato Promosso! AMORE in cuore Dante, è pietra una e trina, la pietra angolare, pietra scartata dai massoni, su essa son scolpite, alfa e omega del mondo, i dieci cieli ed Empireo, che è luce-psiche pien di amore, Dante si riflette, in arcobaleno Cristo, e chiede ultima cosa: troveranno le mie pietre? son tutte in una chiamata AMORE, diadema del Tempio, dove materia della terra, è tre volte purificata, distillata a raggiunger, assenza di materia, punto più alto del cielo, riflesso nel Poema, amor investe il cuore, lo nutre a grandine e bufere, lo dissangua ed alimenta, a morsi e coltellate, e del cuore di Dante, Beatrice si alimenta, divorandolo a morsi, così ordina Giovanni, che lo invita ad arpa e canti, tale amor conosce Dante, Agape brucia e consuma, riconverte cenere in fiamma, è amore-fuoco per Beatrice, i suoi occhi come porte, spalancati a far entrare, il suo fuoco che arde sempre, per la donna di sua anima, profession di carità. Amore soltanto reca vita, a nostre azioni e progetti, senza amor tutto sta spento, come pintura mai dipinta, amore assalta esplode il cuore, la testa il corpo e il moto, Eros errein in greco detto, irrompe come piena, trascina e travolge, sconvolge straripa e inonda, fà entare in movimento, che esprime pure in danza, Giovanni questo sa, come Yolanda con Jurema, che ancora chiede a Dante, come amor ti mette in movimento? la carità do Satodaime, in cerimonia 8 Dicembre, Giovanni apprese dal Cristo, in festa Salvador, se mi ami inizi movimento, seguimi nei passi, Pietro invece ignorava, i diversi moti che Amor move, secondo anima in cui cade, per travolgerla e parlarle. Pietro due volte risponde, Signore sì ti amo, ma solo in terza volta, trovò risposta esatta, tu conosci la mia anima! allora seguimi nei passi, mi serve il moto dei tuoi piedi, nel movimento di tue mani, a edificar una chiesa, perché tua anima vuole così, e io conosco anima tua, profession di carità! il miracolo è questo: risponde amato solamente, con le corde di sua anima, trasferite su arco e arpa, o danze opere e poemi, Amore è uno ma infiniti, sono i moti ch'esso imprime, a tal miracolo si accede, solo dopo Libertà, di essere amato in carità, quando Amor mi spira noto, vo significando a quel modo, rispose Dante in Purgatorio, a Bonagiunta da Lucca, che in Dante vide autore, di Donne avete psiche amore, poeta in doppia veste, che narra il cuor di Cristo, che offre amor misure diverse, e a cuor Giovanni appar più forte. Dante chiude conversazione: amo umani come Dio li ama, comandamento di Giovanni: amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati, liber di accogliere mio amore, come vostra anima decide, lievemente o forte, e se non lo accoglierete tutto, io sempre e comunque, di stesso amore vi amo, liberi come siete. Primo comandamento: ama il Signore Dio tuo, con tutto il tuo cuore, con tua anima e tutta tua mente, secondo comandamento: ama il tuo prossimo come te stesso, come il Padre ha amato me. Le tre domande di Giovanni, formule pitagoriche, fondate su sacra Triade, la prima è la partenza, la seconda è il divenire, la terza è il traguardo, principio e fine della triade, una battuta di valzer: Dì ove s'appunta anima tua, verso qual traguardo và in cammino? al suo piacere tosto e tardo, mi legge Amore o lievemente o forte. Chi drizzò arco al tuo berzaglio? cotale amor convien che in me s'impronti, quanta più bontade in sé comprende, il vero in cui si fonda questa prova, tutte sustanze sempiterne, ti farò veder ogni valore, di qua là giù sovra ogni bando. Senti altre corde tirarti verso lui? ciò che spera ogni fedel come me, con conoscenza viva, fronde onde s'infronda tutto l'orto, di ortolano eterno, am'io cotanto quanto da lui, a lor di bene è porto. Anima è il vaso Graal, che dà la Forma allo Amor, e che di sé lo riempie, e ogni Graal tiene infinite, irripetibili Forme, di movimenti diversi, in tre domande sta il valzer, Pitagora alla cetra, Dante a percussioni, contemplano un traguardo, ancora da raggiungere, col piacere tosto e tardo, raggiunge anima suo ananda, sia immediato che futuro. Amore è Dio in persona, perfetto e assoluto, immutabile ed eterno, mutan solo le risposte, dei cuori amati a vari gradi, rende beata la gente, e fa vedere il Paradiso, celata in alfa e omega, di quanto scrivo in tal momento, e chi mi legge definisce), Amor lievemente o forte, ma sempre ugual se stesso, a qualsiasi grado vien vissuto.  filosofi_aristotele-categorie.m4a
lume172-Seba sogna un giornale aperto recuperato dal fondo di una piscina. Da quella pagina dimenticata nasce la strada verso un collegium. L'acqua custodisce una pagina, finché qualcuno non la recupera con cura: non come il sapiente che insegna dall'alto, ma come qualcuno che entra nell'acqua, raccoglie una pagina ancora leggibile e la posa al sole; solo allora quella pagina diventa orientamento. Talvolta la vita ci affida qualcosa da accompagnare; prima ancora di salire verso la luce, occorre entrare nell'acqua e recuperare ciò che vi è rimasto sommerso: una pagina dimenticata, un'identità perduta, una vita trattenuta in apnea sotto la superficie. Solo quando questi frammenti vengono riportati con cura sulla riva, il cammino si chiarisce da sé. La strada attraversa un bosco ancora segnato dalla neve, ma il sole filtra tra gli alberi; non è il tempo dell'urgenza, è il tempo dell'educazione. Davanti compare una dimora maestosa, costruita per custodire la crescita; chi vi entra non viene corretto con la forza, ma accolto in una comunità dove ciascuno trova il proprio passo. Anche chi accompagna deve imparare un'arte difficile: riconoscere il momento in cui smettere di guidare e iniziare a fidarsi; non tutto dipende da noi. Possiamo raccogliere ciò che rischiava di andare perduto, indicare una direzione, poi lasciare che l'altro percorra la propria strada. Ogni volta che un'informazione sommersa viene riportata alla luce, con attenzione, il cammino successivo non ha bisogno di essere inventato, ma appare! La vera sapienza non consiste nel controllare il destino, ma nel discernere ciò che, silenziosamente, era già vivo e chiedeva soltanto di essere riconosciuto. L'ascesa non consiste nell'accumulare conoscenze, ma nel discernere ciò che orienta il passo successivo: il Paradiso è il luogo dove il pellegrino impara a vedere ciò che conta.

174:lume174-Dante viaggio tra Inferno, Purgatorio e Paradiso, guidato da Virgilio, Beatrice e san Bernardo, vede il suo essere umano, e insegna che la ragione, riconosca i propri limiti, e si unisca in armonia, con amore e contemplazione, verità e giustizia interiore. Dante vede misericordia, e umiltà come antidoti, a presunzione e ipocrisia, ricordando che il divino, è come un re che perdona, un enorme debito a un servo, e questi a sua volta non perdona, un debito piccolo a un collega. Il re lo punisce severo, poichè chi riceve misericordia, deve a sua volta praticarla; nel Vangelo Luca 18, un fariseo si vantava, della propria giustizia, mentre il pubblicano si umilia, e chiede perdono, così il sovrano lo giustifica, ma punisce il presuntuoso. La vera giustizia nasce, dal riconoscer propri limiti, mentre il ricco Epulone, ignora il povero Lazzaro, e dopo la morte vien punito, mentre Lazzaro è consolato, poichè giustizia divina, ribalta le sorti terrene. El Dante guida la commedia, libero amore ed armonia, mette in versi e geometria, ogni passo del pellegrino, e rivela al consultante: Chi comprende il cosmo, partecipa all'eterno. Agosto 10 è |sanLorenzo, notte di stelle cadenti, arrivano i venti. |Stelle-tremule e appannate, son piogge-assicurate| |Alighieri cripta cieli, con mappe Tolomeo, a proseguire il viaggio, a cercare un tesoro, che con 12 versi, riordinati in dozzine, lasciamo cose brillare, con lentezza infinita, nel divenir del Dao, che è cerchio della psiche, circonferenza e centro, che mai giunge a quadrare. |Giove-Geometria insegna, tutto puoi contemplare, ma non tutto misurare, metti 100 Canti a Cerchio, colti in Dozzine, ipercubo in 4D, esce da se stesso, e rientra in se stesso, disegno a due dimensioni, sarà Stella di Barga, scolpita in mattonelle, del |Duomo-di-Barga, in Garfagnana presso Lucca, dove Alighieri trascorse, diversi anni di esilio. Lui ricorda in Purgatorio, quando incontra poeta, Bonagiunta Orbicciani da Lucca, che gli dona profezia: una femmina è nata, è ancora giovinetta, ti renderà piacevole Lucca, pur se tutti parlan male, Tu andrai via di qui, con questa profezia, se non hai capito bene, i fatti sveleranno verità. # Alighieri ha trascorso, piacevole soggiorno, a Lucca vide piacevol cose, nel Duomo di Barga, per uscire da se stessi, estasi via mandala, come lirica preghiera. Stella di Barga geometria, della scuola di Pitagora, potrebbe uscire da sé, e perdersi in rosoni, in quarta dimensione, onde intessono una trama, risuonando a distanze, alla Compassion del Cuore. Comedia anagogia, è poema di compassione, sapienza estatica a 8 punte, dei marinai Rosa dei Venti, chiave che incardina i canti, sul diametro verticale, come ago punta a nord, primo e ultimo canto, assieme al centrale 50. Poni canti danteschi, sulla stella polare, cioè Rosa dei Venti, dove Eolo consuma fiato, Dante parla di navi, marinai rotte e naufragi, costellazioni dell'Orsa, da tenere sempre a vista: Io prendo un mar mai navigato; Minerva intelligenza spira, conduce ad Apollo bellezza, e nove Muse dell'Orsa, voi che siete in piccin barca, desiderosi di ascoltar, seguite cantando mia rotta, del solco che lascio dietro me, prima che acqua lo ricopra, chi ha fame |Amore-e-Compassione, viaggi come me in sincronia, altrimenti torni ai propri lidi, a evitar restar smarriti. A sud tropico Capricorno, Stella Polare è nel cerchio, rappresenta anche la Terra, Dante oltrepassa equatore, ai piedi del Purgatorio, prima guardai la spiaggia, poi guardai il sole, e mi accorsi stava a nos sinistra. Virgilio ben comprese, io stupito avanti a quella luce, penetrar tra noi e Tramontana, cioè punto di |Aquilone, a sud-est del Capricorno, Dante guarda verso Est, con le spalle a ponente, vede carro Sole a sua sinistra, in equinozio primavera, osserva |Rosa-dei-Venti; attraversato il muro fuoco, Dante entra in Eden, divina foresta spessa e viva, che con ombra tempera il giorno, lasciai pianura salendo, quella terra che profumava, a Nord-Ovest transiterà, dal Ciel di Giove a quel Saturno, all'una del mattino, alba del giorno in Paradiso, dove Sole e Stelle mai tramontan; al settimo splendore, sotto il petto Leone ardente, Saturno inverte sua orbita, per volontà divina, capovolge orbita di Dante, consegnandolo antiorario, al Cielo Cristallino. |Beatrice-dice a Dante, che il pianeta brilla nel Leone, e che sua natura fredda e secca, è miscelata al fuoco del Leone, irradia umor caldi e secchi a terra. Dante segna suo destino, annegando in acqua Lete e Meme, sigillo a ovest ferma l'acqua, del grande anello che circonda terra, e se esce da se stessa, coincide al Cielo di Saturno, da cui Dante vede Scala Santa, una scala d'oro saliva in alto, non vedevo la sua fine, come una pianta di fagiolo, nel sogno di Giacobbe, e quello di oca uova d'oro, vide scender dalla scala, tanti esseri splendenti, come stelle a firmamento: Dio parla in sogno a Giacobbe, promettendogli la terra, e benedetta discendenza, in Gerusalemme celeste. Dante informa di quel giorno, dove Sole è in Ariete, Luna piena in Bilancia, opposta al Sole in Ariete, Venere è nei Pesci, Saturno e Marte nel Leone, viaggio iniziatico di Dante, per accedere a Empireo, dopo il piombo dello Inferno, e aprirsi cielo in Purgatorio, geometria del Dodici, metafisica e astrologia, oltre parola ambigua, prima mappa tolemaica, nei primi dodici versi Poema, è la mappa infernale, pietra fondante del Libro, che Dante dedica a san Pietro, su cui edifica il Poema, porta a prima tappa, cioè traguardo della Pace, strumento del Pellegrino, per acquisir Saperi, i cieli sono scienze, scrive Dante nel Convivio, ogni pianeta ne ha una, letto in opposizione o congiunzione, sul rettilineo dei versi. Marte pianeta Cielo alto, di Musica e Canto, può favorire il Pellegrino, Luna è ardua grammatica, Mercurio è dialettica, Venere è filosofia, Sole è aritmetica, Giove è geometria, Saturno è astronomia, Stellefix Fisica e Metafisica, Cupola mobile è l'Etica, Empireo è Teologia. Se nelle tenebre inferno, le stelle ancor non vedi, i cieli fermi a Saturno, nigredo avvia ogni processo, dove tutto fermenta, a divenir parte di un humus, come il seme a dare frutto, deve morire e spaccarsi, nelle tenebre sottosuolo, suo fisico sfacelo, impurità vanno a lasciarlo, e si prepara per albedo, la purificazione, nigredo preliminare, introspezione sensoriale, presa di coscienza, di esistenza dei fattori, inconsci meccanismi, che fan percepire tutto, pallido riflesso di realtà, attraverso velo Maya, cecità che Dante vive, quando entra in antinferno, nel luogo degli Ignavi, dove impara a usar le orecchie. Carta del Cielo è un athanor, mistico forno infuocato, dove Marte fonde materia grezza, in prima fase purificazio, e Saturno pianeta Piombo, metallo di nigredo, consegna Dante ad Inferno, Drago igneo che nasconde, acciaio magico in suo ventre, e nove parti nos Magnete, mischia insieme con Vulcano, a formare acqua minerale, dove galleggia schiuma a rigettare. Lascia guscio e prendi nocciolo, purgalo a tre riprese, col fuoco e col sale, quan Saturno ammira in specchio Marte, nelle tre mappe dantesche, Marte e Saturno cieli opposti, al Nero piombo sciolto al fuoco, dello specchio di Marte, compiendo sette orbite planetarie, per la quarta dimensione, ipersfera di Empireo, che circonda l'universo, e adiacente al tempo stesso, universo parallelo, siamo dentro e siamo fuori, i cori celesti illuminati, dal fulgore divino, Dante in spettacolo sublime, fuori normali aspettative, rivela forme sovrumane, oltre vista tridimensionale, ricezion totale e diretta, ogni logica disorienta. |Oltrepassate tutte stelle, Dante si trova in Paradiso, cieli nascosti nel Poema, fin dai primi versi, rivelan centro eternità, ci avvolge tutti in un presente, come la mappa Purgatorio, dedicata a san Giacomo, secon traguardo del viaggio, conquista di Libertà; anche i cieli van stravolti, se un uomo vuol trasformarsi, messaggio in ogni mappa, come sopra così sotto, al cinquantesimo canto, sta per nascer uomo nuovo, Urano folle innovatore, guida le Stelle fisse, mentre Venere e Saturno, filosofia e astronomia, sono tappe intermediarie, per amor e immortalità, tutti i numi planetari, sorridono al Pellegrino, che compie fase albedo, alla fine di nigredo, luce bianca abbaglia Dante, quando entra dentro Eden, sorgente interna di tua vita, due acque nate da sorgente, in cui si bagna Dante, a purificar materia, sublima e perde densità, e nel cielo della Luna, Dante si accorgerà, diventato uguale a un raggio luce, argento lunar metallo albedo, come piombo è nigro saturnino. Luna accoglie poeta in cielo, Giove lo consegna a Saturno, trasformato piombo in oro, nella mappa Paradiso, ultima pietra del tempio, dedicata a san Giovanni, ultimo traguardo raggiunto, Empireo segreto e quieto, Amore privo di materia, fatto sol di amore e luce, dove perfezion della materia, è totale assenza di materia, desiderio di perfezione, fa muover tutti altri cieli. Evento finale del poema, è Dante capovolto, dopo vision estatica divino, Saturno inverte la sua orbita, assieme a quella del poeta, volgea mio disio e velle, consegnandolo al Primo Mobile, in senso antiorario, questo cielo che move, tutti pianeti sottostanti, Tolomeo Cristo rivela, imprime moto all'universo, se dalla Luna si parte, per i fulgori trionfanti, di Urano stellato, Krono-Saturno e Zeus-Giove, si compie terza fase, rubedo Uomo nuovo, piombo muta in oro, Saturno accoglie Dante, lo consegna al Cristallo, Marte fa da specchio, in astro opposizione, uomo esce dal mondo, per toccare eternità, e divenire cosciente, di propria realtà divina, con simboli e lingue, mille modi trasmissione, alchimia o ermetismo, massoneria o religioni, daoismo e agricoltura, a cercar propria missione, nel viaggio poema Tempio, s'innalza fin divino, che è amore solo amore. Saprai che dovunque tu vada, troverai draghi su tua strada, e quel drago si deve spostare, perché per crescer devi passare, in cieli nascosti vivon draghi, presso due Orse boreali, Caput Draconis la testa, e Cauda Draconis la coda, racchiude tutto zodiaco, due nodi lunari, padrone del destino, nella storia del mondo, un Drago capovolto, preso per la coda, domato e ribaltato, muta inclinazion di stelle, per quelle vantaggiose, guerra celeste tiro alla fune, Drago a due teste tira sorti, interrogato a fare oroscopi, calcolata astrologia, tratta di Sole e Luna, sorte lunare e solare, da cui nascon le altre sorti, poichè testa verso Luna, sono inciampi e contrattempi, accidenti e cadute, crolli lutti e crisi, che stravolgono la vita, o fortune in lotteria. Dante a bocca di Virgilio, descrive la Fortuna, avari e prodighi costretti, a spinger macigni pesanti, di lor fortune mal usate, oh uomini sciocchi, quanta ignoranza vi danneggia, Dio creò i cieli e dispose, intelligenze angeliche a governarli, così che la sua luce, si rifletta cielo in cielo, a stesso modo dispose, intelligenza a governare, amministrar beni terreni, tra var famiglie e stirpi, al di là del senno umani, perciò una famiglia prospera, e un'altra decade, in base al giudizio fortuna, nascosto come il serpente, che si annida tra l'erba, vostra sapienza non può nulla, essa provvede giudica e decreta, proprio come le altre intelligenze, angeliche dei cieli, le sue trasmutazioni, veloci ottemperan divino, per mutamenti condizione. Fortuna è tanto criticata, da chi dovrebbe elogiarla, ma lei felice nulla sente, lieta insieme agli altri angeli, fa girare la sua ruota, gode sua serenità. Sorte ha natura divina, da Dio destinata a trasmutar, la fortuna delle genti, secondo volontà divina, eternamente beata, sorda a lamenti e insulti dei mortali, con gli altri angeli gira, la sua ruota lietamente. I |Dioscuri |Castore-e-Polluce guidano la coscienza tra limite umano e rivelazione divina. Dante vede gli elementi e le stelle come creature ordinate, l'anima intellettiva nasce dallo Spirito/respiro che partecipa all'eternità; la materia informata dal soffio è eterna e il corpo testimone del divino. Parmenide distingue Essere, opinione e verità: solo l'etere è eterno e contemplabile, Dao e armonia regolano il mondo. L'Intelligenza umana attinge a libri ermetici, Pitagora, Platone, al risveglio dei Buddha e alla gnosi universale. Zodiaco e pianeti influenzano il corpo e l'anima, ma l'atto creativo e la virtù divina permettono elevazione e salvezza. Laozi insegna che l'acqua, cedevole e armonica, plasma il mondo senza opporsi, guida il cuore umano alla virtù. Dante, Aquila e Beatrice mostrano che l'uomo partecipa all'eterno se segue la Sapienza, l'Amor e il giudizio divino. Ogni azione, ogni pensiero, è ponte tra materia e Spirito; l'uomo saggio trasforma il mondo con equilibrio, osservazione e armonia interiore. L'umanità, testimone del divino, può elevarsi nella conoscenza, riconoscendo l'eterno dentro sé. La ragione e la contemplazione svelano il cosmo, la virtù guida l'anima e la materia a partecipare della perfezione.# |Filosofi antichi cercano archè, Talete va in acqua, Epicuro nella terra, in aria Anassimene, Eraclito nel fuoco, Pitagora in etere, frequenze del suono, numeri pari e dispari, armonia 3 6 9. Empedocle filosofo, spiega in Agrigento, gli atomi son semi, archetipi al contempo, Amore tende unirli, Discordia a separarli, Anassagora con pneuma, riesce ad animarli. Democrito di Abdera, rifonda atomismo, son atomi nel vuoto, che vorticano sfera, formano ogni cosa, qual scatole cinesi, la fisica dei quanti, oggi li ha ripresi. |Aristotele dice, Anima ha tre potenze, vivere sentire e ragionare, assieme anche al muovere, proprietà che appartiene, alla potenza del sentire, perché ogni anima che sente, con un senso oppure tutti, a muoversi è costretta; potenza vegetativa, per la quale si vive, su essa si sente e vede, ode gusta odora e tocca, l'una fonda l'altra, ma ognuna vuol radice, altrimenti non funziona, a pianta è funzionale, a quella sensitiva, a sua volta fondamento, a quella intellettiva, così ragione umana, esiste su sensitiva, e participa natura, sempiterna Intelligenza, tanto a diventare, denudata da materia, come angelo raggia, dentro anima intellettiva, nobilitata da potenza, perfezione di materia, è assenza di materia, cioè luce divina, che fa anima brillare, deitata da animale, in psiche sottil luogo, cui Amor appar mia donna. Intelligenza affidata, ai Dioscuri sovrani, che mutano bambino, in anima divina, con raggio Verità, che può colpir la mente, spogliata di materia, accede al gran Sapere, che stava cantando, quan Catone fa fuggire, Virtù dispon tormenti, non vuol che a noi si sveli: state contenti umana gente, che se con vostra ragione, aveste potuto veder tutto, una sola sostanza in tre persone, non sarebbe stato necessario, che Maria partorisse Gesù, e il desìo di filosofi, resterebbe pena eterna, Virgilio medita in silenzio, i filosofi insoddisfatti, orfani del parto di Maria, senza rivelazion di Cristo. Il sole rosso alle mie spalle, interrotto dal mio corpo, che ostacola suoi suoi raggi, a mezzo di mia ombra, Io mi voltai di lato, con paura di esser abbandonato, Virgilio voce sento, perché diffidi ch'io ti guida? da Brindisi a Napoli, lavoran due Gemelli, a coscienza Geminata, sapienza biforcuta, di Castore progresso, esaltando alla conquista, controllo della scienza, Prometeo tecnologia, affonda nelle sabbie, del doloroso scavo, del limite Mistero, che Polluce sente, ma difficile parla, Dioscuri in greco, sono i Figli di DIO, coscienti dei limiti, si affidano al Cristo, della Rivelazione. Tutto è santo per Chirone, Tutto è Spirito che gener Materia, Dante dice in Paradiso: io veggio acqua foco aere e terra, e tutte lor misture brevi, venire a corruzione, ma queste cose son creature, per cui se ciò ch'è detto è vero, dovran da corruzion esser sicure; angeli e ciel in cui ti trovi, son creati in essere intero, ma gli elementi che hai nomati, e cose che con lor si fanno, son informati da virtù, e creata materia ch'essi hanno, come la virtù lor informante, in queste stelle che torno lor vanno, l'anima d'ogne bruto e delle piante, è tratta fuor dal moto di astre, secondo raggio e moto luci sante, ma vostr'anima intellettiva, è direttamen creata da bontà divina, che la innamora a sé, sì che poi sempre la disira, quindi puoi ragionar ancora, è vostra resurrezion di carne, come fu creata da Dio, insieme ai primi parenti, Adamo ed Eva da suo Spiro: se la materia è corruttibile, i 4 elementi sono eterni, perché appartengono all'Eterno, in vita siamo i testimoni, della nostra eternità, questo ci dice Beatrice, ma facendo Materia incosciente, maledizione e sonno abbiamo inflitto, credendo solo a corruzione, e non sua ri-creazione. Aquila tutor dello Spirito, contiene in sé gli altri daimon, a pari titolo e merito, tutti per uno uno per tutti, se il Corpo vive Smarrimento, Intelligenza forza al Risveglio, Anima sospinge a Elevazione, e Spirito reca la Salvezza. Materia per Beatrice, è creata dallo Spirito, quindi partecipa sua eternità, mentre umani sono informati, da Luci Sante dei catari, astrologo Marco Lombardo, nello zodiaco sala Borgia, atti vegetativi e sensitivi, informati dallo Spirito, che crea Anima Intellettiva, principio Elevazione: sostanzialmente siamo eterni, in vita e nella morte, in moto costante uniforme, come rota igualmente mossa, siete salvi da sempre, enigma decrittato in canti, ognuno è libero di usarne, il vento soffia dove vuole, come un fuoco che non brucia, e acqua senza ostacoli, la terra genera e fermenta, il suo mistero sotto i piedi. |Fomenko fotografa, zodiaco |Astronomia, in Vaticano stanze, sala sibille Borgia, 7 pianeti e 1 tempo, primo è LVNA donna, vestita di bianco, in mano mezzaluna, in cielo con sirena, costellazion marine, pesci balena drago, su ruote posteriori, costellazione CANCRO. Secondo è MERCVRI, che tiene caduceo, viaggia su bira, lo traina coppia cervi, su ruote 2 figure, costellazion GEMELLI, 1 Vergine con spighe. Terzo MARTE vedi, manto rosso ed elmo, una freccia in mano, e cavalli da traino, bianco e rosso, simboli Ariete, e Scorpione avamposto. IOVI in carro è quarto, trainato da corvo, VENERA è quinto, su carro coppia tori, sesto APOLLO cavalli, 2 bianchi 2 neri, costellazion Leone, 1 papa sul trono, tiara nastri d'oro, Iovi ha stella d'oro. Settimo SATVRNO, trainato da un drago, in mano 1 falce, capricorno avanti acquario, sotto sta prigione, giudice è Saturno, pittore che affresca, Pinturicchio nome. Rodrigo ama virgo, studia con Ficino, gnosi astronomia, a dipinger zodiaco, almagesto Tolomeo, cataloga stelle, primo curator, Tolomeo d'Alessandria, imperator che Isaia, rimprovera le spese, a egizi caldei, che a Rodi osserva cieli. Astronomi Cairo, esenti da tasse, zodiaco di Olimpo, Giove barbuto, ha martello e frecce, 1 aquila abbraccia, + tuono e saette. Saturno con falce, tenaglie di ferro, vulcan sottoterra, Apollo sole leo, Mercurio caduceo, siede fra stelle, Diana ha mezzaluna, posta fra capelle, Venere ha pavone, Marte fascio frecce. Intelligenza ha alimentato, i libri ermetici e alchimia, Vecchio e Nuovo Testamento, scuola Pitagora e Platone, il risveglio di ogni Buddha, le cerimonie di Amerindi, e ogni salvezza che persegue. |PARMENIDE di Elea, in scuola di Salerno, con Avicenna Ipporate e Galeno, confutano i sofisti, che mancano di fede, distingue Essere da inganno, opinione e verità, tutto va esser vero, in sofisticato mondo, che insegna ipnotizzar. Tutto si dissolve, tranne etere destino, che possiamo contemplare, già da questa Terra, alzando gli occhi al cielo, verso eterno Spirito, che l'ha sognata e decretata. Parmenide studia Essere esiste, come materia forza e mente, come coscienza che osserva, trenta raggi di ruota, che convergono nel mozzo, nel vuoto sta sua essenza, come in vasi di argilla, o stanze di una casa, che seppure ben murate, lor spazio è consistenza. Parmenide è al centro, è ananda permanente, cessa esser prodotto, da esterne influenze, illusione che deforma, fatti e conseguenze, in sè non esiste, ma è solo proiezioni, economia matematica, che cambia nel tempo, secondo necessità, e la fasi di stagione. Il cercator fa spazio, gioca con intenti, il mondo appare triste, se perde suo divino, il Poeta si protegge, in solitario appello, fino al giorno grazia, scopre i tre tesori, sadguru lo aiuta, in intima cultura. Parmenide in Paradiso, narra viaggio cosmico, Aquila che introduce, suo allievo Dante al mistero, cio che è ETERNO è Verità, poco entra in cervel mortal, occupato da opinioni, Aquila ora parla: Dio tracciò col compasso, i confini di Universo, distinse occulto e manifesto, e vi impresse suo valore, a mezzo del suo verbo, rese accessibile agli umani, il suo bene di armonia, assieme a limite e misura, ma sua perfetta creatura, ebbe superbia e peccò, precipitata fù dal Cielo, fuor della grazia divina, allor capite pure voi, che è solo un raggi de sua mente, che non discerne suo principio, molto di là di ciò che appare, nella giustizia sempiterna, la vista riceve il vostro mondo, come occhio per lo mare, se da riva vede il fondo; se Lucifero il perfetto, è annegato dentro Oceano Dio, come scimmiotto in mano a buddha, cosa possono i mortali, che parlan molto spesso, sostituendosi a Dio, convinti aver Sapienza? Lume è ver per mente umana, sol se vien dal Dio sereno, Dao che mai si turba offusca, mentre ogni altra è attratta a errore, poichè viziata dai sensi, ombra di carne schiusa tana, ti ascondeva giustizia viva, che suscitava in te frequenti dubbi. Aquila svela a Dante, il Giudizio della Terra, a chi non conobbe il Cristo, oltre grazia e predestinazione: un uomo nasce a riva Indo, dove nessun o insegna Cristo, sebben suoi atti e voleri buoni, son ragionati sanza peccato, costui muore senza battesimo, qual giustizia lo condanna? ov'è sua colpa se ei non crede? Ora sei tu che vuò sedere a scranna, per giudicar con tua veduta corta a spanna? Colui che ragion sottile su di me, può dubitar di mia scrittura, oh terreni animali! oh menti grossolane! che può saper la mente umana, offuscata da opinioni e arroganza? la prima volontà è sommo bene, mai si mosse da se stessa, giusto quanto a lei consuona, nessun creato la tira a sé, ma essa radiando grazia, principia e determina ogni bene. Dante usa in sincretismi, tutti linguaggi sapienziali, orfismo e qigong, Daime Hikurì e Buiti, per far de-costruir Poema, ai discendenti nel bisogno, dove il vecchio cinghiale, dorme arguto e va chiudendo, il lungo corteo d'Eden, controfigura del Grifone, messaggero di UNIONE, controfigura del Lettore, che può UNIR significati, in estasi abbandonati, chiudete gli occhi e uscite fuori, ogni esegetica opinione, vedrete solo Dante, smontare ogni muro, al fine acceder Cosmo. Parmenide è Laozu, Dao che tiene nome, non è eterno tao, Nome che pronunci, è solo un surrogato, senza-nome è, principio cielo e terra, mentre il nome crea, sopra e sottoterra: 1 pianta si nutre, con sua radice lieve, a disordinato moto, il calmo ritmo segue, io vedo qui Raseno, mai abbandona calma, in gloria o povertà, resta non si affanna. Filosofo LaoZu, vede acqua armonia, forte perché cedevole, integra e coesiva, pronta a farsi assorbire, aderisce a ciò che la sfiora, bagna infiltra e lubrifica, pare sottomessa, invece si trasforma, in altro da sé. Acqua è sangue Terra, esce dalla roccia, concentra nei viventi, ha natura spirituale, aiuta le creature, a realizzar talenti, grazie ai messaggi, che porta ed amplifica. il filosofo Saggio, se vuol mutare il mondo, volge nell'acqua, il cuore di uomini, virtù di temperanza. gurdjieff_vita-lettera-figlia.m4a
lume174-Pneuma è soffio vitale, che anima ogni cosa, Aristotele lo spiega, come triplice anima, vegetativa e sensitiva, intellettiva e cosciente, come l'Essere di Parmenide, permane oltre le illusioni. Laozi vide in acqua, simbolo di saggezza, cedevole ma potente, capace a mutar mondi, Talete fa lo stesso, Anassimene vive l'aria, Epicuro nella terra, Pitagora ama i numi, Eraclito ama il fuoco, e Panta Rei tutto scorre, è principio del cosmo, in Mediterraneo e Cina. Dante raccoglie i saperi, e li unisce in sua commedia, dove anima e stelle, partecipano al cosmo, un Dao ordine divino, Materia unita a Spirito, dove ogni azione e pensiero, posson diventare ponte, tra Terra ed eterno. Dante percorre cieli e infèri, seguendo mappe tolemaiche, ogni pianeta ha sua scienza, nascosta in versi suo poema, i canti guidano il lettore, tra mari e costellazioni, insegnando compassione, tra tropici ed equatore. Luna accoglie il poeta, Giove lo consegna a Saturno, fino al cielo cristallino, motore emanato da Empireo, rende umani coscienti, di propria scintilla divina, tra draghi elfi e grifoni, sorte e ruota astrologia, dagli angeli mossa. Marte ispira il canto, Luna grammatica, Mercurio dialettica, Venere filosofia, Sole aritmetica, Giove geometria, Saturno astronomia. Se uomo naviga interiore, scopre missione e mutazione, unisce anima e materia: chi ascolta apprende a legger segni, riflessi in sogni e fiabe, mappe e poemi interiori, e disciplin dei cicli eterni.

179:lume179-Il nome gelsomino deriva dal persiano yasamin, dono di Dio: dalla Persia il suo profumo percorre le vie della seta dall'India alla Cina, fino a diventare uno dei fiori più amati d'Oriente. Nella tradizione induista il gelsomino è consacrato a Krishna e a Vishnu, le ghirlande di gelsomino vengono offerte agli dei perché il profumo rappresenta la devozione che si diffonde senza trattenersi. Il gelsomino non colora il tè: nel tè cinese i fiori non vengono quasi mai lasciati nella miscela. Si mettono sopra le foglie di tè durante la notte. Le foglie assorbono il profumo, poi i fiori vengono tolti, il profumo rimane. Barbanera ricorda che agosto è il mese dei ricordi nell'aria: il calore rende più vive le molecole odorose e l'olfatto, più di ogni altro senso, riporta alla memoria persone, luoghi e stagioni. I proverbi agricoli custodiscono la stessa sapienza: chi semina presto raccoglie due volte, perché ogni raccolto nasce dal rispetto del tempo del seme. Come il gelsomino è profumo invisibile che resta, il seme è promessa nascosta di un tessuto e il Sator è una forma nascosta dentro una forma. Tutti e tre ricordano la stessa legge: ciò che è invisibile può continuare ad agire nel tempo, ogni forma contiene una forma nascosta. Una tazza di tè al gelsomino, poiché è rilassante e favorisce uno stato di calma vigile, da sempre accompagna meditazione e ospitalità, tanto che in Cina, il profumo del gelsomino è un gesto di accoglienza verso l'ospite. Gel di semi di lino: i semi di Lino lasciati in ammollo liberano una mucillagine che nutre e protegge le mucose intestinali, mentre in sud Italia, impacchi caldi di semi di lino si usavano a calmare la polmonite, febbre, tossi, pancia infreddolita, di umani e animali. | |GELSOMINO Bach, Jasmine grandiflora, deciduo 4 metri, semi poni a mollo, acqua tiepida notte, 1 mese germinar, fuor freddo caldo, estate trapiantar. Il fiore di Gelsomino ricorda il quadrato magico, cioè un palindromo quadrato composto da cinque parole latine, disposte in cinque righe e cinque colonne: SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS. Può essere letta in più direzioni e mantiene una struttura simmetrica. È stato ritrovato in diversi siti archeologici dell'Impero romano e il suo significato ha favorito nel tempo letture religiose, protettive e simboliche: Il Sator, antico sigillo del tempo in movimento, simbolico del rapporto fra ordine, movimento e opera. Mandala occidentale della parola, dove il linguaggio diventa figura. Sator come quadrato cosmologico: un'immagine dell'ordine nascosto che mantiene in movimento il mondo. 
lume179-Agosto è il tempo in cui i profumi sembrano camminare nell'aria, basta una brezza di gelsomino, basilico, pineta o perfino l'odore dell'asfalto caldo, perché un ricordo riaffiori con una precisione sorprendente. L'olfatto custodisce una strada segreta verso la memoria. Il |gelsomino insegna il coraggio del fiore che non trattiene il proprio dono: fiorisce e offre la sua presenza al presente. Il |lino custodisce invece il tempo lento del seme: cresce nella terra, nutre il corpo e diventa fibra che veste e protegge. Il |cotone custodisce nel seme una morbidezza nascosta: quando il frutto si apre, quella promessa diventa una veste fresca che accompagna il corpo nelle stagioni calde. Il fiore appartiene al tempo del presente. Il seme appartiene al tempo della promessa. La vita matura quando desiderio e pazienza imparano a camminare insieme. Chiediti: quale profumo della tua vita è già nell'aria e quale seme stai ancora imparando ad attendere? Il Lume del Gelsomino dice: come la memoria, il fiore può anche scomparire, ma il profumo continua a vivere. Così il Sator, antico sigillo del tempo in movimento, custodisce una forma nascosta dentro una forma: racconta un mondo mantenuto in moto dall'opera di un desiderio che il tempo farà maturare.

198:sogni58-lume198-REGRESSIONE: quando il sogno mostra ciò che trattiene l'uomo, dal diventare ciò che può essere; le forze per arretrare vincono su un movimento in avanti. Nel sogno appare una forza antica che vuole riportare il sognatore indietro: un toro nero avanza contro di lui. È la stessa energia che nei sogni di Daniele appare come il potere che non accetta limiti, il regno che vuole durare per sempre, l'orgoglio che impedisce alla coscienza di ascoltare. Ogni passo verso una nuova consapevolezza incontra una forza regressiva: il richiamo del passato, delle abitudini, delle false sicurezze. Ma il sogno non mostra il nemico per distruggere il sognatore: lo mostra perché possa riconoscerlo. La mano che emerge dalla tomba ricorda che anche i valori più grandi possono diventare ostacoli quando vengono conservati senza essere vissuti. Come Daniele davanti ai simboli dei re, il sognatore deve imparare a leggere ciò che appare morto e trasformarlo in vita. L'operaio che abbatte il muro rappresenta il coraggio di attraversare ciò che separa dalla verità. Le mascelle del cane imbavagliate insegnano che non tutto si domina con la forza: alcune paure si trasformano soltanto quando vengono comprese. Il sogno invita a non cercare sostituti della propria crescita: ciò che sembra nutrire può essere solo un surrogato, ciò che sembra proteggere può diventare una prigione. La regressione nasce quando l'energia viene trattenuta, repressa o dispersa in ciò che non conduce avanti. Daniele insegna l'arte opposta: ascoltare l'immagine, comprenderne il messaggio e trasformarla in coscienza. Chi parla semina, chi ascolta raccoglie.| riassunto: Daniele è un giovane profeta e sapiente, noto per il suo dono divino di interpretare sogni e visioni. Alla corte babilonese, riceve un'educazione speciale con i suoi tre amici Anania, Misaele e Azaria, e si distingue per la sua saggezza tanto che diventa un ministro sotto il re Ciro e ricevere il nome di Baltazàr dal re Nabucodonosor. Tra le sue storie più famose, Daniele salva Susanna da false accuse di adulterio e smaschera i giudici corrotti, dimostrando integrità e saggezza. Poi resiste all'idolatria babilonese, rifiutando di adorare l'idolo Bel e smascherando i falsi sacerdoti. Un altro episodio è la sua miracolosa salvezza nella fossa dei leoni, dove Dio lo protegge da un attacco mortale. La figura di Daniele ha un'importanza centrale anche nell'Islam, dove è profeta venerato. Si dice che morì a Susa e che il suo corpo fu traslato a Samarcanda, dove oggi si trova un mausoleo a lui dedicato. La sua vita e le sue profezie sono simbolo di resistenza spirituale, giustizia e fede, e intrecciano eventi storici come la conquista di Gerusalemme/Costantinopoli da parte di Nabucodonosor e la deportazione dei Giudei a Babilonia. Una figura di resistenza simile è quella dei tre amici di Daniele, Sadràch, Mesàch e Abdènego, che rifiutano di adorare l'immagine del re e vengono salvati da Dio, come raccontato nel Nabucco di Giuseppe Verdi, che ripercorre il tema della cattività babilonese: Nabucco e Baldassarre ricevono sogni interpretati da Daniele. Si citano gli angeli vigilanti, ribelli e imprigionati, e il loro ruolo nel diluvio e nella costruzione del Tempio. Daniele è descritto come guida e sentinella che veglia sul mondo interpretando sogni e visioni che predicono eventi futuri, grazie alla fede, a sottolineare l'importanza della giustizia divina, mentre re e satrapi complottano contro di lui. Daniele appare figura centrale nella visione profetica della storia, dove descrive le lotte tra vari regni, il conflitto tra i re del Nord e del Sud, visioni cosmiche di imperi e il regno eterno di Dio, come la statua di Nabucodonosor e l'albero di Baldassarre, simboli della caducità dei regni umani. Infine si narra di Matteo e del Xristos, tribolazioni e falsi profeti, il Cantico delle Creature, la liturgia universale, la creazione con separazione delle acque e formazione della terra, il Tempio come riflesso del cielo, sorvegliato da angeli.# |Daniele vuol dire, Dio è mio giudice, -ele di Elohim, Signore Adonai, ma è chiamato Baltazzàr, dal Nabucco zar, che rispetta la sua dieta, ama suo dono di sapienza, capace a interpretare i sogni, e leggere visioni, celeste dono oniromante, proviene dal Signore. Dio concesse a quattro giovani, capire ogni scrittura, in ogni ramo del sapere, il re li interroga stupito, dieci volte hanno sapienza, su maghi e astrologi di corte, Daniele resta a corte, fin primo anno di re Ciro. Nabucco convoca esperti, li chiama caldei, astrologhi e indovini, divinorum salva-sogni, poi ordina Asfenàz, capo dei mandarini, di condurgli giovanotti, stirpe reale sen difetti, per impiegarli a corte, dopo essere istruiti, in scrittura e lingua juris, aramaica burocratica, assegna loro una razione, giornaliera di vivande, educati per tre anni, poi entrano a servizio, come classe funzionari, ad amministrare impero. Daniele è Baltazzàr, Anania sarà Sadràch, Misaele è Mesàch, Azaria è Abdènego, sappiamo che la Bibbia, cambia nome a persone o cose, quan ne muta destino e proprietà, come Adamo che assegna un nome, a tutti gli esseri viventi, nel Tempo-di-sogno Abramo e Sara. Daniele in arabo Daniyal دانيال, citato profeta musulmano, in Hadith Legge di Sunna, che viene dopo del Corano, rusūl è messaggero Dio, mentre i profeti son detti nabī, e portan Wahi rivelazione, solo a mezzo di un libro: i rasūl son tutti nabī, non tutti i nabī son rasūl, Daniyal rusūl nabī, muore in pace in città Susa, suo libro dentro sua tomba, per ordine califfo Omar, mentre un altra leggenda, narra suo corpo traslato, da Timur khan a Samarcanda, che ne fece capitale, oggi Uzbekistan, mausoleo di Daniele, edificio a cinque cupole, con sarcofago 18 metri, presso fonte acqua taumaturga. Daniyal vecchio Idris, tiene scriba Enoc, che scrive rivelazioni, sui misteri della Storia, maomettani van narrare, che Daniyal ha predicato, nel regno Ciro esortando, popolo amare un solo Dio, e i precetti dello Islam, alla corte di Nabucco. Islam cita incontro, tra Daniele e Geremia, chiamato Aramaya Ibn Hilkiah, sul bordo della fossa, Nabucco mise due leoni in fossa, e Daniyal vi getta in essa, i leoni stanno buoni, Allah parla a Geremia, che dalla Sham, lo manda a fossa dei leoni, a dar cibo e vino a Danyal: sia lode ad Allah, che non mi ha dimenticato, compensa bene al bene, premia pazienza e sicurezza, dissipa il male e dà speranza, dopo ogni pericolo, come un chiaror di Luna. Chiesa Ortodossa celebra, Daniele 17 dicembre, insieme ad Anania, Azaria e Misaele, Chiesa Cattolica lo prega, il 21 di luglio, Daniel nome poi diffuso, da Britannia Olanda e Usa, Finlandia Rus e Serbia, dopo riforma protestante, fra quindici nomi maschili, più usati da sempre, russo Daniil slavo Danko, sardo Taniebi e Danilo, anglosassone Daniels, Dania Dannie e Dan, Daniello e Raffaello, nel volgare di Dante, cognome Danieli in Italia, specie nel Veneto, poi Daniele Comboni, primo vescovo subSahara, a metà di ottocento. |Daniele smaschera i Bel, nella storia di SUSANNA, che abitava in Babilonia, sposa Ioakim uomo ricco, bella fuori e bella dentro, figlia di Chelkia, educata a legge di Mosè. Susanna vuol dir Giglio, simbolo purezza, Ioakim tiene giardino, dove incontra i Giudei, fece sua fortuna, in Persia e Babilonia, è scritto in libri bibbia, di Tobia e di Ester, poi accusato ingiustamente, da due giudici anziani, eletti quell'anno, a risolver tutte liti, le due notabili guide, autorevoli e ascoltati, in comunità esiliate, frequentano casa Ioakìm, poi invaghiti di Susanna, la insidiano e ricattano, piegan la legge di Mosè, ai loro scopi appetiti. Susanna passeggiava, nel giardino del marito, i due anziani presi da passione, perser lume di ragione, studiano il momento, a sorprenderla da sola: un giorno fece caldo, Susanna con due ancelle, andò nel suo giardino, per avere un bagno, i due giudici accecati, la spiano di nascosto, Susanna chiede unguento, alle ancelle andate in casa, mentre prende il bagno, alla piscina Betseda, dentro al suo giardino, i due anziani escon nascondiglio, le chiedon di concedersi, ma in caso suo rifiuto, ti accusiamo di adulterio. Susanna può scegliere, tra due possibilità, se acconsente a loro voglie, viola nozze fedeltà, ma nel secondo caso rischia, condanna a morte adulterio, dopo un pubblico processo. Susanna coraggiosa, sceglie seconda strada, vuol conservare intatta, la propria fedeltà, Susanna piange e grida, innocente avanti a Dio, gli anziani aprono porte, e narrano menzogne, ai servi e ai testimoni, calunnie di adulterio, per pubblico giudizio, a causa suo rifiuto. Susanna ebbe processo, in casa suo marito, i due anziani fan condanna, a morte di Susanna, al popolo van dire, fate entrar Susanna, lei venne coi parenti, bella e delicata, col velo che fu tolto, a piacere dei due vecchi, che godono al vedere, fanciulla umiliata; se velo è protezione, inter processo è farsa, i due giudici calunnia, ai danni di Susanna, la donna piange e dice, Dio conosce il vero, sà che han detto il falso, io muoio da innocente, per loro iniquità, tramata contro me! Susanna è condannata, alla lapidazione, ma sua preghiera a Dio, suscita giustizia, di fronte a iniquità, Daniele giovanetto, si mise li a gridare, Io sono innocente, del sangue di lei! si voltan tutti a lui, chiedendo spiegazioni, Daniele in mezzo a loro, rimprovera stoltezza, indagate verità, e tornate al tribunale, costoro hanno deposto, il falso contro lei. Il futuro profeta, rivela sapienza, di infanzia purezza, sulla cieca menzogna, profusa dai due empi, così il Consiglio anziani, invita Daniel tra loro, se Dio ti dè saggezza, facci da maestro, Daniele allora disse, separateli l'un l'altro, ascoltate lor versioni, e io giudicherò. Daniele disse al primo, tu invecchiato nel male! i tuoi peccati commessi, qui vengono alla luce, davi sentenze ingiuste, opprimendo gli innocenti, e assolvendo i malvagi, dimmi sotto quale albero, tu hai visto costei, assieme all'amante. Sotto un Lentisco, Schinos in greco, vuol dir divide in due, è Pistacia pistáh, pistacchio di farina, che giunge a 4 metri, con chioma globosa. Daniele risponde, tua menzogna ricada, e spacchi in due tua testa, se questo Dio acconsente! fece venire l'altro, e gli grida le parole, bellezza vi ha sedotto, passion vi ha pervertito, che donne Israele e Giuda, a paura corrompete, al fin di unirsi a voi, dimmi sotto quale albero, li hai trovati insieme?" Sotto un Leccio vidi, albero intensa ombra, Daniele disse a lui, sentenza data al primo, menzogna tua ricada, sopra la tua testa, dove angelo di Dio, con spada la divide, potandola a metà; dir cananeo a un giudeo, è dirgli disonesto, corrotto nel frodare, Daniele ha confessione, da bocca dei due empi, a morte condannati, secondo Mosè legge, Susanna a lieto fine, vien riabilitata, Daniele nel trionfo, di tutta l'assemblea, benedisse Dio, che salva chi lo prega, inizia sua carriera. Deuteronomio dice, contro processi ingiusti, se un testimonio iniquo, accusa un suo fratello, i giudici solerti, indaghino con cura, e se il testimonio è falso, farete a lui quel che, volea fare al fratello, così estirpate il male. Oh Susannah canta Stephen Foster, padre musica americana. ||Regno settentrionale, detto di Israele, subisce rovina, a causa diffusione culto Baal, eresia giudaizzante, che re Giosia riforma, bruciando idoli Baal. Gezabele moglie a un re, innalza templi a Baal, e fà sdegnare Elia, Gezabele cerca ucciderlo, Elia invoca fuoco, scendere dal cielo, sul Monte Carmelo, stermina tutti sacerdoti, di Gezabele e Baal. Gedeone giudice, demolì altari Baal, venne detto Ierub-Baal, giudizio dei Belli, Bel babilonese, è culto antico a Baal, tentazione costante, a sovrani servitori, idolatri pagani, di un passato di schiavi. Daniele a Babilonia, è sacerdote tribù Levi, il primo onorato, tra gli amici del re, avean babilonesi, un idolo Baal, a cui offrivano farina, pecore e vino, Baal vuol dir signore, tra Fenici e Cananei, doppia Crono e Saturno, sovrano imperator, accadde che israeliti, abbandonarono il Xristo, che liberò lor prigione, di sacrifici umani. Ciro San Giorgio, fondator dell'Impero, conosce tale usanza, di antiche tradizioni, così mette a prova, il saggio Daniele: perché non adori Bel? Daniele rispose: adoro il Dio vivente, che ha fatto cielo e terra, signore a ogni vivente, quell'idolo in terracotta, solo abominio di malvagi. Ciro si indignò, convocò i preti di Bel, ditemi chi mangia, tutto il cibo offerto, se Bel mangia tutto, morirà Daniele, perché ha insultato Bel. Daniele accetta sfida, e i settanta sacerdoti, con mogli e figli, vanno al tempio Bel, e dicono al re, disponi le vivande, poi chiudi la porta, e sigilla con tuo anello, se domani mattina, il cibo è ancora lì, moriremo noi, altrimenti muor Daniele, che ci ha calunniati. Loro avevan scavato, un passaggio sotterraneo, da cui abitualmente, sottraggono tutto, i settanta sacerdoti, sapendo di mentire, accettano sfida, sicuri del segreto; dopo andati via, Daniele chiese al re, ordina ai tuoi servi, di spargere cenere, sul pavimento tempio, a insaputa dei preti, poi chiusero la porta, con il sigillo re. I sacerdoti di notte, entrano al tempio, secondo lor consueto, con mogli e con figli, consumano tutto, intatti i sigilli; al mattino il re e Daniele, guardano i sigilli, aperta la porta, il re guarda esclama, Bel sei un vero dio! ma Daniele sorride, guarda il pavimento, esamina le orme, di donne uomini e ragazzi, il suo piano escogitato, trucco semplice efficace, smaschera i preti, e lor porte segrete, il re pieno d'ira, arresta i sacerdoti, con loro famiglie, condanna tutti a morte, per aver mentito, a Ciro gran khan, dei quattro angoli del mondo, consegna Bel a Daniele, che lo distrusse, Bel cessa di esistere, coi suoi sacerdoti, e suoi idoli feticci. Daniele poi è chiamato, da re Ciro incalzato, a lottare con un Drago venerato, sulla porta di Ishtar, ai piedi Marduk Enlil, Mushrussu animale, squamoso e cornuto, zampe aquila e leone, e pungiglion scorpione, col suo grasso sacro, eran unti i vecchi re, Mushrussu è Mashiach, che unge il Messia, re dinastia davidica. Daniel converte lo squamoso, riforma la sua legge, rifiuta venerarlo, in idolatria di stato, a san Giorgio poi promette, dominar mitico drago, custode dei regnanti, serpente coccodrillo, Daniele usa astuzia, perché ama il Dio vivente, se tu mi permetti, senza spada e bastone, ucciderò il drago. Daniele cuoce insieme, pece grasso e peli, ne prepara focacce, che getta in bocca al drago, questo inghiotte e scoppia, ecco ciò che adoravate, io sottometto senza armi: ora il super-coccodrillo, adorato in Babilonia, ha occlusione intestinale, che lo conduce a morte, il popolo infelice, perde investitore, che legittima i sovrani, e si rivolta contro Ciro, dicendo Ciro è ora yudeo, ha distrutto Bel e sacerdoti, poi ha ucciso il suo drago! consegnaci Daniele, altrimenti ti uccidiamo, assieme a tua famiglia, il re allor sotto minaccia, consegna lor Daniele, che lo gettano in fossa dei leoni, per aver combattuto, idolatria Royal, e chiuso i sacrifici umani. Ciro è accusato, aver rinnegato i vecchi culti, e Daniele nella fossa, resta per sei giorni, tra sette leoni, nutriti ogni giorno, con due umani e due pecore, ora affamati senza cibo, son spinti a sbranar Daniele. Il profeta Abacuc, che fa minestra di pane, la porta ai mietitori, ma un angelo gli disse, porta questo cibo, a Daniele in Babilonia, nella fossa dei leoni. Abacuc rispose al Signore, Babilonia non conosco, così l'angelo lo prese, per i capelli lo trasporta, con velocità del vento, fino a Babilonia, sull'orlo della fossa. Daniele prendi il cibo, che Dio ti ha mandato, Daniele esclama a Dio, non mi hai abbandonato! Daniele si alza e mangia, mentre angelo di Dio, riporta Abacuc, nel luogo di prima, Abacuc vuol dire, Colui che combatte, è nome assiro di un arbusto, Cassia angustifolia, combatte battaglia di Daniele, contro oracoli falsi e muti. Abacucco è uomo anziano, vecchio bacucco in italiano, fortuna del profeta, scolpito al Duomo di Firenze, da Donatello in marmo, sue spoglie conservate, in antica cattedrale, a Nocera Inferiore. San Paolo usa suo salmo, su fede e sulla grazia, il giusto vive per sua fede, Signore a te alzo il grido, su prepotenza dei tiranni, Abacuc è Geremia, che lo spirito del Signore, porta in luogo ignoto, sul monte o nella valle, Spirito Santo lo rapisce, Signore è la mia forza, su alture mi conduce, afferrato pei capelli, mi solleva e tel-trasporta, sul bordo dei leoni, a dar cibo a Daniele. Re và settimo giorno, a piangere Daniele, guarda giù alla fossa, Daniel seduto vede, esclama ad alta voce, Signore sei il più grande! fece uscire Daniele, e vi getta i suoi nemici, divorati dai leoni. Ciro professa fede, nel Dio di Israele. |Lingua slava antica, mene tekel peres, alfabeto quadrato, Aramaico imperiale, lingua di cancelleria, poi alfabeto fenicio, slavo ecclesiastico usato, nel Regno di Giuda, madre a greco e latino. I tre termini sono, tre unità di peso, dei metalli preziosi, Mina Siclo e mezza Mina, tre monete in tre minacce 1 mina dà 50 sicli, circa 800 grammi, Ezechiele in esilio, usa mina a 60 sicli. Matteo cita i 30 pezzi Giuda, dove un talento è tremil sicli, cioè 35 kili. Samuele cita armatur bronzo, del gigante Golia, pesa 5000 sicli, della città di Tiro, in epoca di Cristos, era salario giornaliero, un siclo argento a bracciante, oggi ripreso in Palestina, detto siclo-sheqel, valuta di Israele, in inglese divien pound, libbra e sterlina, in Italia e lira, da libbra bilancia. Daniele rabbino, interpreta i tre verbi: Dio computa il tuo regno, e gli ha posto fine; Tekel tu sei stato, pesato su bilance, e sei trovato mancante; Peres è tuo regno, diviso e dato ai Medi. Verbo mnh è misurare, YHWH padre della storia, ha misurato la durata, del regno Baldassarre, ha deciso che per esso, è momento della fine, verbo tkl va pesare, il destino del re. Temi dea della giustizia, ha in mano una bilancia, davanti ai tribunali, in tutte le provincie, Anubi sacerdote, pesa il cuore dei defunti, se più pesante di una piuma, manda anima in Inferno. Baldassarre uomo e re, idealmente pesato, condannato a fariseo, pars è verbo dividere, scindere suo Impero, consegnato a Medi e Persiani. Daniele porporato, ebbe collana d'oro, dichiarato terzo ministro, durante il regno Dario, come governatore, di una di province, invidia va salire, tra i satrapi governatori. Erodoto riporta, di venti satrapie, province dell'impero, Elam Arbil Armenia, Assiria e Babilonia, Battriana e Karmana, Gandara e Cilicia, Hindukush e India, Cappadocia e Media, Egitto e Partia e Siria, Ciproe Lidia e Ionia. ||Daniele descrive Storia, lunghe lotte e alleanze, tra dinastie e sovrani, tra re del Mezzogiorno, e re del Settentrione, cioè Rus ed Ottomania, amici e poi nemici, nel gioco Gran Tartaria. Tolomeo è capitano, del re del Mezzogiorno, ma litiga col re, si espande fuori Egitto, sua figlia Berenice, va sposa al re del Nord, ovvero Antioco II, che ripudia Laodicea, a sposare Berenice, ovvero Anna Bolena. Laodicea uccide marito, con moglie e figlioletto, spianando ascesa al trono, a suo figlio Seleuco, è periodo di torbidi, Seleuco chiede troppe tasse, generando antipatie, fuori e dentro corte, ma un uomo a cavallo, Lucio Scipione comandante, Uomo Vestito di Lino, assieme ai servitori, scaccia il funzionario, fuori dal Tempio, sovrano assassinato, da un suo parente stretto, che usurpa quel trono, è diviene Antioco IV, con frode ed inganno, persegue i Giudei, consolida il potere, con appoggio di alcuni, ebraici banchieri, favorevoli a ellenismo, mentre il sommo sacerdote, Onia III è assassinato. Antioco ruba e fa delitti, abominazioni di ogni tipo, descritti in Maccabei, trionfa per un tempo, poi riparte scontro, con re di Mezzogiorno, con cui fa matrimoni. Antioco entrò in Egitto, con esercito imponente, con carri ed elefanti, cavalleria e gran flotta, battaglia a Tolomeo, travolto questi fugge, molti caddero a morte, espugnarono fortezze, Antioco saccheggia tutto, incluso il Tempio santo, compiendo molte stragi, torna con ricchezze, odiando Santa Alleanza, cioè comunità Giudei, rimasti a Salomon fedeli. Antioco detto grande, fa Siria dominante, Tolomeo lo combatte, in guerra sanguinosa, dal 204 al 210, dice Libro di Daniele, re settentrione unisce, grande esercito avanza, Daniele chiama Israeliti, quelli in stretto Dardanelli, e Antioco capo dei pagani, venduti a fare il male. Tolomeo perde dominio, di tutta la Giudea, epocali conseguenze, ripara in west Europa, Re del settentrione, costruisce terrapieni, con le città-fortezza, e con sue truppe scelte, stabilisce sua dinastia, in città Yorosolima, patria amata da Daniele, dove scorre latte e miele. Signor disse a Daniele: ho osservato la miseria, del mio popolo in Egitto, ho udito grido sofferenze, son sceso a liberarlo, da mano di oppressore. Tolomeo sposa Cleopatra, figlia Antioco III, ma pace non arriva, allor sovrano volge, alle isole vicine, Mediterraneo coste, abitate da popoli, rimasti pagani, ciascuna ha propria lingua, famiglie e nazioni. Isaia profetizza, conversione dei pagani, alla fede dei cristiani, sia isole che terra, Salmo 71 dice, re di Tarsi reca offerte, a re di Arabi e Saba, tributi ad oriente, glorificate il Signore, nelle isole del mare, nome Dio d'Israele, annienta idoli malvagi, e apre cuor Gentili. Antioco fà conquiste, un impresa faticosa, fin troppo dispendiosa, poi marcia su Alessandria, ma incontra i Romani, che gli intiman lasciare, le terre conquistate, sul Delta del Nilo, Antioco si ritira, ma sfoga su Giudea, e seduce i fuoriusciti, da santa Alleanza, avviata da Mosè. Giudei danno vita, due partiti in giudaismo, di fronte a persecuzione, ordita da Antioco, i collaborazionisti, sacrificano a idoli, mentre i Maccabei son pronti a lotta armata; i fratelli Maccabei, condannati a morte, insegnano giustizia, della stelle eterna, supplisce discendenza, Daniele dà speranza, scritta e sigillata, dopo tribolazioni, sorge un nuovo patto, cioè il secondo tempio. I dottori della Legge, ammaestrano la gente, che la persecuzione, è solo un espiazione, alcuni scrivono il Libro, altri affrontano il martirio, a difender convinzioni, decapitati o al rogo, o confisca dei beni, schiavitù o esilio. Antioco Epifane, disprezza suoi avi, mentre un comandante, capo armata orientale, rintuzza scorrerie, da parte di egiziani, per prendere di nuovo, l'antica provincia, nata ad Alessandria. Antioco fa campagna, a riconquistare tutto, da Iran al mar Caspio, Partia Ponto e Media, infine a Babilonia, allontana i Seleuci, e avvia smembramento, di Grande Tartaria, è tempo della fine, il conquistatore muore, in quanto non è un Dio. Re del mezzogiorno, si scontra al Settentrione, turbine con carri, e cavalieri e navi, invase il territorio, e molti scapperanno, le casse vuote e in crisi, han bisogno di denaro, depreda ricchi templi, mentre mezzo stato, è dei Maccabei ribelli. Tolomeo entrò in Antiochia, e cinse due corone, combatte in ogni dove, morì tre giorni dopo, Demetrio è il nuovo re. Gionata maccabeo, descrive lotte dinastiche, battaglia di Antiochia, una manovra a tenaglia, contro il regno Siria, condotta da alleanza, di Tolomei e Farsi, Yoros già contesa, conosce giorni bui, segna fine a entrambi i Re, l'egizio e quel siriano. Daniele, narra eschatos, cioè Storia in ricorrenza, cronisti in due partiti, e Gran Principe Michele, re del Settentrione, riafferma legge Cristo, contro un Anticristo, cioè papa franco in Roma, e il re del Mezzogiorno, Califfo dell'Islam, alleato di Michele, combatte la eresia, in Europa protestante. Matteo ci riporta, le visioni del Xristos, quan vedrete abominio, della desolazione, abitare in luogo santo, pregate per capire, quelli in Giudea, fuggano ai monti, vi sarà tribolazione, ma a causa degli eletti, quei giorni abbreviati, nel Giorno del Giudizio, e molti dormienti, si risveglieranno, mentre altri avran vergogna, della loro infamia, a falsificar la storia, se i saggi splenderanno, come il firmamento, i profeti di sventure, in ogni epoca accaniti, spandon fiumi inchiostro. Gesù continua a dire, non cedere al panico, fatti trovare preparato, e tra i rumori di guerre, guarda senza allarme, tutto questo accade, ma non sarà la fine, seppur falsi profeti, che annuncian parusia, e inganneranno molti, spacciandosi per Dio, dilaga iniquità, ma chi preserverà, salvato infin sarà. Libro di Giuditta, narra Giuditta la giudea, che sconfigge orda potente, sotto Nabucco zar, che regnava sugli Assiri, rase al suolo Agia Sophia, fu nemico dei fuggiaschi, e dei riti baccanali. Ioiakìm re di Giuda, anno terzo del suo regno, Nabucco re di Babilonia, marciò su Yorosolima, la cinse di assedio, settimo giorno in quinto mese, il capo della guardia, brucia Tempio e reggia, e case dei notabili, Ioiakìm nelle sue mani, assieme a gran bottino, porta tutto a Sennaar city. Nabucodonosor assedia, marzo 597, e Gioacchino morì, undici anni di regno, lascia trono a suo figlio, ma lo zar deporta gente, nella città di Shin'ar, nome greco dei Settanta, dove Nimrod nipote a Cam, fece il suo regno, e vi edifica Babele. Nabucco libera i Giudei, e riconosce il loro Dio, reca mantello di Sennaar, a Davide Carlo Magno, khan dei Gebusei, che controlla Gerusalemme, Salem vecchio nome, che dopo sua conquista, yudei cambiano nome. |Giuseppe Verdi musicò Nabucco, trama in quattro atti, alla Scala marzo 842, ispirata a cattività, del popolo di Giuda, e pretesa imperatore, di esser venerato, come divinità, Nabucco a culmine potenza, governa 43 anni, sconfisse esercito egiziano, alla Battaglia di Karkemish, sottraendo ai Faraoni, il predominio terrasanta, cuore di Ottomania; dopo la battaglia, muor suo padre Nabupolassar, Nabucco zar ritorna, prende corona a Babilonia, nei primi dieci anni, fà spietate campagne, raccogliendo bottino, che usò coi tributi, di popoli sottomessi, a finanziare architetture, di poderose città. Nabucco in scena ottava, è chiamato stolto ed empio, da Gran Sacerdote di Bel, e da Zaccaria sommo ai Yudei, poichè Nabucco pretende, che sua figlia Fenena, convertita ad ebraismo, e innamorata di Ismaele, adori la sua statua, ma è fulminato e reso pazzo, dal dio vivente YHWH. Nabucco zar col suo editto, impone a sudditi adorare, se stesso come dio, ma tra i Yudei fedeli a Xristo, pur se molti obbediscono, per salvarsi la vita, tre coraggiosi tenaci, rifiutano eseguire, ecco allora i delatori, pronti a spiare al re, mala razza che attraversa, tutta la Storia Sacra, fino dai primordi. I tre amici di Daniele, Sadràch Mesàch e Abdènego, obiettori di coscienza, sono il popolo Yuda, costretto a scegliere tra morte, o fedeltà ad una legge, un esempio da imitare, come i martiri di sempre, risposero al re: sappi che il nostro Dio, può liberarci da fornace, e in ogni caso mai avrai, nostra totale obbedienza, abbiamo divieto di adorare, statua d'oro che hai eretto. Nabucco, acceso d'ira, e con aspetto minaccioso, ordinò nella fornace, aumentar fuoco sette volte, comandò legare i tre, gettarli in fuoco acceso, con mantelli e calzari, turbanti e loro abiti, come martiri cristiani, i sette fratelli Maccabei, passeggiano tra fiamme, lodando Iddio Gesù, Azaria in mezzo al fuoco, prega il cantico continuo, benedetto Signore Dio, degno di lode è tuo nome, glorioso a noi per sempre, Tu sei giusto in ciò che hai fatto, le tue opere son vere, giusti i tuoi giudizi, che su di noi e su Yoros, hai fatto ricadere, con verità e giustizia, hai purgato nos peccati, abbiamo agito da iniqui, allontanandoci da te, ci hai dato al peggior re, empio iniquo e malvagio. Lode e onore a te Signore, confessiamo nos peccati, finisce il Regno Giuda, con distruzione Tempio, abbiam fiducia in Te, abbandonando ribellioni, che abbiamo fatto nel passato, e provocarono tua ira, certi del tuo potere, superiore ad ogni re, attendiamo il tuo perdono, ci pentiamo di stoltezza, tua clemenza è grandezza, misericordia benevolenza, salvaci o Signore, reca gloria nel tuo nome, a quanti sono in confusione, e fanno il male a slavi buoni, sian coperti di vergogna, con tutta lor potenza, sia infranta loro forza, a saper che sei il Signore, Dio glorioso in tutta terra! Così angelo Signore, scese dentro la fornace, soffia un vento di rugiada, allontana fuoco fiamme, di bitume umido naphta, parola greca per petrolio, latino nefti cioè Nettuno, persiano e arabo naft: Neemia rimanda al re, i discendenti sacerdoti, che nascosero il fuoco, del petrolio sotto il sole, brucia rapido qual stoppa, e nessuno spegne pozzo, pece ardente di Isaia, che divien polvere zolfo, nel giardino ventilato, all'interno di fornace; canto esplode nuovamente, da bocche dei tre Yudi, inni al Cantico Creature, scritti in salmi Scritture, per lettori di ogni tempo, fin le lodi san Francesco, e nel responso della Messa, lunga litania al Signore, in 39 benedizioni, intero cosmo vien citato, fino agli uomini più bassi, invitati a render gloria, all'Altissimo con canti, all'unisono una voce. Benedetto Dio dei padri, lode e gloria nel Tuo nome, nel Tuo Tempio santo e degno, di esser trono del tuo regno, siedi in mezzo ai cherubini, tuoi custodi lì a pregare, e il tuo sguardo penetrante, oltre secoli ed abissi, benedetto è il firmamento, che riflette la Tua gloria, come Arca di Alleanza, pose a oriente Eden giardino, con la spada folgorante, a custodire Albero vita. Tempio in scala riproduce, Tempio Celeste sorvegliato, da angeli alla guardia, nel coro universale, dimora che Egli ha scelto, sulla Terra suo Santuario, Iddio domina sul cosmo, di abissi oscuri caos, al cielo luce firma, e la terra che sta in mezzo, ai due estremi confini, di settentrione e meridionale, tra la cupola trasparente, che separa acque inferiori, dalle acque superiori, oceano stelle dal terrestre, prima realtà a esser creata, dopo la luce di empireo; nella Genesi Dio fece, il firmamento a separare, le acque dalle acque, quelle in alto chiamò cielo, quelle in basso chiamò terra, e fu sera e fu mattina, secondo giorno Eptamerone. Iddio separa acque inferiori, mari laghi fiumi abissi, da quelle azzurre superiori, aprendo in mezzo spazio vuoto, che il terzo giorno è Terra asciutta. |Nabucodònosor fece un sogno, secondo anno del regno, suo animo agitato, chiama maghi e incantatori, astrologi caldei, a spiegar significato. Re disse ai caldei, ecco mia decisione, ditemi il sogno, e la sua spiegazione, riceverete onori e doni, ma se sogno resta oscuro, sarete fatti a pezzi, assieme a vostre case, niente risposte voglio, che siano astute e false. Risposero i caldei: nessuno al mondo riesce, a soddisfar richiesta, poichè pur indovino, non sa scoprire un sogno, solo gli dei potranno. Il Re acceso di furore, ordinò sian messi a morte, tutti i saggi a Babilonia, pur Daniele e compagni, ricercati per la pena. Daniele con prudenza, parlò ad Ariòch capo di guardie, che doveva esser il boia, di introdurlo presso il re, a chiedere del tempo, così che posso dar responso, dopo aver pregato in sogno. Daniele parla coi compagni, chiesero a Dio di tal mistero, per risparmiar la vita gente. Daniele ebbe svelato, il mistero in un suo sogno, benedisse Dio del cielo, che alterna le stagioni, depone e innalza i re, dà sapienza ai saggi, svela cose occulte, presso di lui è luce. Dio dei miei padri, Gloria e lode a te, mi hai concesso sapienza, sulla richiesta del re. Ariòch lo conduce al re, per chiarirà quel sogno. Re Nabucco disse, tu sei Baltazzàr, puoi rivelarmi il sogno, e darne spiegazione? Daniele avanti al re, narra allora il sogno, riguarda fin dei giorni: ecco una statua enorme, si erge avanti a te, con testa di oro puro, petto e braccia argento, ventre e cosce in bronzo, gambe in ferro e i piedi, ferro miste a creta; mentre la guardavi, una pietra si staccò, non per mano d'uomo, dal monte scese giù, andò a batter contro statua, i suoi piedi frantumò, seguirono anche il ferro, bronzo argento e oro, poi divenner pula, su aie della estate, li porta il vento via, senza lasciar traccia, mentre il masso crebbe, divenne una montagna, che riempì la regione. Ho terminato il sogno, ecco la spiegazione, tu sei re dei re, a te Dio ha concesso il regno, potenza forza e gloria, dominio sui figli d'uomo, su animali ed uccelli, tu li domini tutti, poichè sei la testa oro. Dopo di te sorgerà, un altro regno inferiore, poi un terzo di bronzo, che domina la terra, poi un quarto regno, sarà duro come il ferro, che tutto frantuma, ma come tu hai visto, i piedi e dita statua, argilla e ferro miste, cioè il regno sarà diviso, pur se amalgamato, una parte sarà forte, l'altra sarà fragile, uniti solamente, per via di matrimoni, ma mai diventeranno, una cosa sola unita. Al tempo di quei re, Dio cielo farà nato, un regno mai distrutto, che durerà per sempre, stritolerà e annienterà, tutti gli altri regni, e mai sarà trasmesso, ad altra linea sangue. Nabucodònosor allora, piegò la faccia a terra, prostrò avanti a Daniele, ordinò gli incensi e disse: il vostro Dio governa tutto, è Signore dei re, rivelatore dei misteri, ha permesso a te svelare, ecco a te regali, governatore tu sarai, di tutta Babilonia, in capo a tutti i saggi. Daniele chiese al re, di ammettere a corte, anche i tre amici. |Nabucco ebbe un secondo sogno, su Albero Cosmico, fece un decretoa convocare, tutti i saggi a interpetare, vennero astrologi e maghi, caldei e indovini, ma nessuno seppe dare, la giusta spiegazione, infine và Daniele, chiamato Baltazar, nome che vuol dire, in lui è spirito dei santi, il Re gli narra il sogno, ovvero le visioni, stavolta non richiede, portar sogno a coscienza, Daniele oniromante, è come suo antenato, Giuseppe figlio di Giacobbe, interprete di sogni, del Faraone primo, è arca che ospitava, lo spirito dei santi, cioè spirito di Dio, eletto suo ministro, che ordina a ogni uomo, e solo per il trono, sarò più alto a te. Daniele scrive nome, Nabucco Baldassarre, in Vangelo Armeno infanzia, doppia il Re magio, regnante in Babilonia, proviene da Oriente, nel vangelo di Matteo, con Gaspare e Melchiorre, regina madre luce. |Daniele capitolo quinto, narra ultima notte, del regno Baldassarre, nella festa religiosa, dopo aver bevuto, comanda i vasi d'oro, che Nabucco suo padre, avea preso dal tempio, per bere dentro essi, con mogli e concubine; portati i vasi d'oro, vi bevvero il vino, lodando oro argento, bronzo ferro e pietra, apparvero le dita, di una mano d'uomo, scr librobibbia_daniele_1h-53m.mp3
lume198-Daniele alla corte di Babilonia, porta il dono oniromante: ascolta i sogni del sovrano, e trasforma immagini in coscienza. Re Nabucodonosor aveva, maghi, astrologi e indovini, vien di formule e spiegazioni, ma falliscono a interpretare, il sogno avuto dal regale. Daniele invece entra in silenzio, prega e ascolta il simbolo, senza forzare nulla. Il sogno della grande statua dai piedi fragili, diventa una rivelazione, sulla precarietà dei regni umani: oro, argento, bronzo, ferro e argilla, poteri che sembrano eterni, ma hanno base instabile. Il sogno insegna che ciò che appare grande all'esterno, può essere fragile dentro. Nabucodonosor sogna l'albero cosmico, che raggiunge il cielo e nutre tutte le creature. Daniele comprende che quell'albero, è l'immagine dell'anima del re: quando il potere dimentica il limite, l'uomo perde il proprio centro, e deve ritrovare la propria umanità. Daniele legge anche i sogni nascosti nella realtà quotidiana, quando Susanna viene accusata ingiustamente, dai due giudici corrotti, Daniele smaschera la falsità, nascosta sotto apparenza autorevole. Come quando legge i sogni, separa il vero dal falso, interroga i testimoni separatamente, e scopre la contraddizione; Susanna viene salvata perché qualcuno, ha saputo ascoltare tra le righe. Daniele, studiato anche da Jung, mostra che il vero oniromante, è anche interprete della realtà: sa vedere ciò che gli altri rimuovono. Nabucodonosor deve regredire, dalla superbia del re assoluto alla condizione umana. Baldassarre deve scoprire che, il potere senza misura viene pesato e giudicato. Susanna rappresenta il rischio di una società che regredisce, quando la legge viene piegata al desiderio. Il sogno viene a mostrare il punto in cui la coscienza deve cambiare.

241:sogni65-lume241-VIANDANTE. Il Viandante continua il cammino iniziato dalla rondine: dopo aver ritrovato una forma per dire ciò che era rimasto nascosto, occorre tornare nel mondo senza confondere la propria identità con la ferita. Il Mistico devoto interiore attraversa il mistero mantenendo un rapporto con ciò che lo supera: non si perde nell'esperienza, ma la lascia diventare sapere interiore. Anche il Solitario percorre una parte del viaggio da solo; la solitudine può diventare uno spazio nel quale raccogliere ciò che è stato compreso, prima di poterlo condividere. Il Cercatore trasforma l'insoddisfazione in ricerca: ciò che è stato subito non deve diventare una prigione definitiva, ma può aprire una domanda nuova. Infine il Viaggiatore libero e impavido torna a muoversi verso luoghi e relazioni ancora sconosciuti. La rondine mostra così il primo gesto della liberazione, il Viandante il suo seguito: uscire dal luogo della ferita, cercare, attraversare, incontrare; non si tratta di fuggire da ciò che è stato, ma di impedire che il passato diventi l'unico territorio possibile. Anche una vita ferita può tornare a conoscere il mondo. Barbanera ricorda: Marzo 25 torna la Rondine, 16 agosto san Rocco, la rondine fà il fagotto, 6 dicembre san Nicola di Bari, la rondine passa i mari. Una rondine non fa primavera (une hirondelle ne fe pas le printamp); ma quando le rondini tornano, qualcosa nell'aria è già cambiato.| La Primavera risveglia la vita: germogliano piante, sbocciano fiori, volano farfalle, ritornano uccelli migratori come rondini e allodole, si vedono lucertole, picchi e rane, si moltiplicano insetti. Piccioni e colombe si nutrono di bacche fermentate fino a stordirsi, amano semi psicoattivi come quelli di papavero e canapa, che stimolano canto e corteggiamento. Pamela cita 24 specie di uccelli nei querceti della valle Biedano, tra cui cincie, ghiandaie e picchi. La ghiandaia imita altri uccelli e semina querce; l’averla infilza prede su spine; il tordo rompe lumache su sassi. Il picchio tambureggia per segnare territorio e scava rifugi con argilla. Proverbi contadini e comportamenti animali anticipano cambiamenti meteo: rondini basse annunciano pioggia, gabbiani a riva segnalano vento. Le cinciallegre divorano bruchi e afidi, difendendo frutteti; altre specie come cuculi e fagiani mostrano comportamenti nuziali. Tutti gli esseri viventi svolgono ruoli in un sistema interconnesso: dalle micorrize tra piante e funghi, ai legami tra prede e predatori. Corna, creste, bargigli, aculei e peli fungono da sensori bioelettrici: animali e piante scambiano impulsi, rivelando l’intelligenza sottile della biosfera.# Primaver risveglia, e contagia la vita, le gemme si gonfiano, il prato si colora, con Fiori e Farfalle, Pesci fan capolino, aumentano Insetti, per Rane insettivor. Lucertola si scalda, Rondini nel cielo, Passeri sui tetti, 1 Picchio tambureggia, nei campi le Allodole, fischian melodie, Storno lascia gruppi, in macchia rivive. |PICCIONI e COLOMBE, amano le bacche, fino ad ubriacarsi, incapaci in alcunché, camminan stuporosi, facil catturarli; assumer tali bacche, è necessità piccioni, che se tenuti in gabbia, scelgono morire, alle isole Maurizio, sen piante psicoattive. Samorini scrive, che varie specie uccelli, amano semi papagno, canapa e bacche, entran nei magazzini, i passeri golosi, li stimola a cantare, più a lungo con ardore, e corteggi con amore: allevator di Canarini, oppure Pappagalli, aggiungono alla dieta, semi canapa loquaci, per stimolarli al canto. Pamela elenca Uccelli, 鸟 niao 24 specie, che nidifican querceti, di valle Biedano, Cincia bigia e Ghiandaia, Picchio muratore, Piccho verde e rosso, mangiano sui tronchi. Uccelli equiparati, a spiriti invocati, guidano anime di re, e di moribondi, viaggi iniziandi, nei mondi aldilà, a conoscere avi. |AVERLA uccel canoro, infilza sue prede, le sbrana facilmente, su aculei di siepe, insetti e cavallette, con rane e topolini, spia dal suo cespuglio, pieno di bottini. |TORDO dopo guardo, spezza le lumache, con guscio sopra sasso, divor tale animale, formiche Tordi morti, scheletri han puliti, aci-formico antigermi, resti han digeriti. |GHIANDAIA Garrulus glandarius, imita verso di Poiana, cioè Buteo buteo, poi semina querce, durante settembre, 1 penna azzurra di ali, rivel sementi posti. Impara canti uccelli, di Merlo e Cinciarella, |Cinciallegra e pettirosso, codirosso e capinera, e passera di Italia, ascolta molte volte, apprenderai passivo, a riconoscer verso. Comunican bestiole, predatori avvento, con grida differenti, allarme o spavento, stridono le Cince, gridan uii Fringuelli, raiss fa Ghiandaia, Conigli batton piedi. |PICCHIO seduttore, martella ramo secco, fa rullo di tamburo, con rapido suo becco, segnala 1 territorio, zona nutrimento, formiche picchio raspa, sopra il mio tetto. Picchio ha fucina, di pigne frantumate, incunea in fori tronco, scaglie sfilacciate, Scoiattolo le strappa, gli avanzi fa cadere, estrae semi oleosi, è ghiotto con piacere. Picchio suo rifugio, mura con argilla, x mettersi a riparo, da + nemici grandi, in mezzo la corteccia, mette noci e grano, caccia + insetti, a spirale vola plano: su cespugli vedo, Averla capirossa, Lullula arborea, e Martin pescatore, 1 Falco peregrinus, segue un Biancone, Allocco ed Assiolo, due strigiforme. |Proverbi-contadini, Aprile pioggia, Quercia lava e riveste, con Sughero e Fico, la folgore apprende, acque di Maggio, il fico apre la soglia, finchè s'infoglia, fesso chi si spoglia. Lepre ad Aprile, ha finito svernare, ma se coperta sta, il tempo va cambiare, uccello fici-fici, fa suono tintinnante, quando Primavera, diviene più costante. se |COLOMBA tardi, vedi tornare al nido, e vedi pure Stormi, arriva nembo infido, svolazza Pipistrello, segna tempo bello, volano Gabbiani, anche in legger vento: soffia tramontana, |Gabbiani uniti a riva, i becchi controvento, un rito di natura, preservano aria calda, evitan rovesciarsi, gabbiani al vento gelo, sanno adeguarsi. se |RONDINE vol bassa, la pioggia trova, se RONDINELLA sfiora, acqua con le ali, avvicina temporale, poichè i moscerini, scendono a trovare, aria e moti caldi, Rondine l'insegue, scende sfiora stagni: a san Benedetto, rondine sotto il tetto, ma quando riparte, certo arriva freddo, canto di Usignolo, modula il respiro, su note variazioni, notturno sospiro. coppia CINCE-allegre, vidi al frutteto, mangia in 1 giorno, fin ottocento bruchi, con prole da sfamare, diventano voraci, 1 Cuculo pur mangia, molti insetti vari: 1 coppia di Cinceallegre, nidia in campagna, sarà garanzia, contro afidi/carpocapsa, pernottano uccelli, su alberi arbusti, con prensili dita, tra i forti venti, batuffoli d'ovatta, nutrili con semi. Pavone e vari uccelli, a stagione amori, aprono le code, e influenzano i compagni, espongono + punte, al fine di accoppiarsi, Cince in vecchi nidi, e Gazze arbusti salti; frenesia degli ormoni, Fagiano fa parate, Lepre si esibisce, in duelli boxe rituale, ovunque nelle forre, ogni anno si alterna, ritmo nascita-morte. Le varie creature, fan simbiosi tra loro, nello schema micorriza, o preda-predatore, ogni vivente qui, è parte essenziale, di grande biosfera, per mana scambiare: ogni creatura svolge, ruolo sua natura, foglie alte più fini, servono il num, come punte di animali, peli ed aculei, disperdono e attirano, bio-elettrici impulsi: corna dei bovini, rinoceronte e cervo, creste e bargigli, galli oppure gufi, cavallo criniere coda, testa di cammello, giraffa lupo volpe, cani orecchie osservo. Vegetali ed animali, variano punte, metamorfosi e letargo, cambiano le mute, elettri crepitio, se accarezzi un gatto, fuori del giardino, bio-elettrico salto. 
lume241-Filomela ha perduto la voce, ma non la possibilità di raccontare. |Ovidio narra che, dopo la violenza subita e la lingua tagliata, ella ricamò sulla tela ciò che era accaduto, trasformando il silenzio in immagine e l'immagine in verità. La storia finisce con una metamorfosi: Progne diventa usignolo, Filomela rondine, Tereo upupa, e ciò che era rimasto chiuso nella casa può finalmente attraversare il cielo. La rondine diventa così figura di una parola che trova un'altra via quando quella abituale è stata negata. Anche il trauma può lasciare l'anima sospesa in un luogo dove paura, colpa e memoria continuano a ripetersi. Ma raccontare, essere ascoltati e incontrare uno sguardo capace di accogliere possono interrompere quella catena. La rondine non cancella ciò che è accaduto: lo porta fuori dalla stanza chiusa, trasformandolo in movimento. Questo Lume appare quando una parte di te ha bisogno di uscire da una storia che continua a trattenerti. Forse non puoi ancora parlare direttamente di ciò che hai vissuto, ma puoi cercare una forma attraverso cui lasciarlo respirare. Quale verità sta cercando una via per essere espressa? Che cosa potrebbe aiutarti a tornare a volare senza dover dimenticare ciò che è accaduto? Filomela insegna che anche una voce ferita può trovare un linguaggio.

252:ijing02.䷁ lume252 |Il-Ricettivo (坤kūn): potere della Terra, come la Terra accoglie, così l'acqua sostiene. Ricettività, pazienza, apertura, costanza. La perseveranza della giumenta dona frutti. "Quando il pozzo è asciutto, si conosce il valor dell'acqua". # Il nobile con generosità sostiene tutti gli esseri. Dalle sorgenti sgorga il successo, la perseveranza della giumenta dona frutti. Il nobile intuisce la sua direzione, ma i percorso deve ancora essere pianificato. In principio incertezza, vedi davanti a te molte strade, ma in seguito, compiuto il primo passo, riceverai i segni e la guida che illumineranno la tua strada e ne conseguirà il dominio: costanza e calma arrecano buona sorte. (Cos'è che ti guida? Come puoi esercitare la tua forza?) ricettività, pazienza, apertura, accoglienza.| Il tempio di Terabuti sul Mignone è giardino sacro in cui acqua e latte divino curano uomini e animali. Miti di elefanti e santi legano sorgenti a fertilità e guarigione. L'acqua appare come madre o sposa: dono di Giunone, Maria d'Agosto, Feronia. Guarisce orfani, fonda villaggi, bonifica paludi e porta identità. È ponte tra mondi, memoria e oblio. Riti battesimali e pellegrinaggi mostrano l'acqua come donna sacra, che cura ma anche punisce. Foreste e piogge riflettono il suo potere vitale e comunitario. #Terabuti tempio, è mitico giardino, che giunge fino al mare, Mediterraneo antico, presso Civitavecchia, sul fiume Mignone, in un boschetto querce, scapole con zanne, Elephas Antiquus, emergon da substrato, vulcanico scavato, da Istrice famiglia, con daini e cavalli, bovi e avvoltoi, incisi nelle grotte. Cacciatori-coglitori, nomadi al Mignone, manufatti in pietra, cacciano animali, sfruttano carcasse, son nomadi indigeni, giganti savoiardi, di miti aborigeni. Il popolo ELEFANTI, ritrova vecchia pista, ogni anno con arrivo, di stagione secca, vicino fiumi e fonti, sentieri ospitali, femmina esperta, guida i pachidermi, poi nuclei familiari, lasciano il branco, maggior garanzie, in ere di travaglio. Muta ecosistema, nel corso del tempo, mutano itinerari, di questi animali, dal clima tropicale, al sub-tropicale, lunga esperienza vita, li fa riadattare: aspetto e dimensioni, fossili resti, in tutti i continenti, tantissimi anni fà, emergon pure umani, iniziano affiancarli, con meli e frutti vari, africani ed europei, attestan convivenza. |Raseno sfiora il vaso, di creta modellato, mescia 1 bevanda, narra nuovo fiato, un giovane pastore, vide Dea Giunone, che allatta suo bebè, presso Giglio fiore, Lei gli mostra fonte, di acqua polla dolce, dono x sua gente, in paese lui racconta: tempio di sorgente, da vergini mammelle, cui fuoriesce acqua, divin latte corrente, cosi Maria di Agosto, rifonda villaggio, celebra memoria, con solco tracciato. Acqua ambivalente, confine del mondo, ponte mediazione, con altro continente, fonte di memoria, e fonte di oblio, Acqua di vita, e acqua morte limo. Acqua di Eurinome, dea Atropa Minerva, fiore loto e ruota, su acqua di riserva, dal lago di Bolsena, Lei guarda la volta, vorta e antevorta, di Ade una porta. Giunge con pioggia, acqua necessaria, come in Palestina, Arizona e Australia, necessita serbarla, a mezzo di cisterne, bacini di raccolta, polle terra interne: ogni Acqua piovana, risorsa alimentare, raccolta e celebrata, nel tempo rurale, acqua primordiale, metafora esistenze, di singoli e gruppi, trascende sofferenze, riti acqua estivi, i mali fan cessare, invocano pioggia, umani e rospo e rane; Silvestro con Romana, sul monte Soratte, preservano fonti, galassie acque guazze, donne senza latte, bevono tal acqua, bagnano mammelle, da fonte lattaia. Acque di calcio, hanno aria lattescente, condensan stalattiti, a forma di mammelle, ricordano Egeria, dei popoli Aethalia, giro delle fonti, dei culti fontinalia; su monte Soratte, avi ed eremiti, preservano le fonti, attiran pellegrini, fan giro coi canti, riscoprir territorio, grotte anfratti boschi, circo-ambulatorio. Madonna nere in Gallia, come in Lucania, Michele protettore, di polle sorgive, mescola suo latte, signor delle caverne, aiuta a partorire, ricorre a sue mammelle: orfani piccini, san Vivenzio e Mammante, irrorano col latte, terre abbandonate, vincendo la palude, un drago dell'oblio, bonificano 1 sito, riattivano un convito. Senzia eremita a Blera, a Lucca e Spoleto, soggiorna sul Biedano, scopre suo mistero, la Vincella del Drago, boschi verdi attira, il canyon si riveste, orzo e nuova vita. Fonti e sorgenti, del canyon son protette, da epidemie e disturbi, e lucri monopoli, acqua collegata, a latte della donna, natura madre che, emana qual madonna. Acqua offre legame, social comunitario, nel mito fondazione, femmina di umano, che suscita rinsalda, legame identitario, si dona con fatica, travaglio quotidiano. Femmina impossessata, donna che si impone, fatica signoreggia, su testa tien Concone, coscienza sua si aliena, fugge dal presente, quel peso sulla testa, vita ancor consente: di notte alla fontana, Emilia ci racconta, sonnambule talvolta, nude e con la brocca, nessuno va toccare, senno le piglia male, ritornan loro casa, nel letto a dimorare. Cariatidi di acqua, portano su testa, brocche vita essenza, presa alla fontana, vegliata da 1 saggio, su eremo sorgivo, dissetano villaggio. |ACQUA genesi divina, Allah dona pioggia, vivifica terra morta, Ap e Ma in Corano, ha creato specie umana, affine a ogni vivente: come battesimo cristiano, islamiche abluzioni, riportano il fedele, in stato di purezza, acqua segna passaggio, da esteriore a interiore, da spazio profano a sacro. Donne sono ACQUA, acqua sembra donna, a vincer siccità, e dar vita identità, Acqua di Rea Silvia, fonda Rieti paese, discende Appennini, acqua di Feronia, divinità che sgorga, da folto di selve, grotte di eremiti, sedi sue riserve. Acqua se scarseggia, riduce vita essenza, acqua in abbondanza, malaria sofferenza, se acqua corrente, la beve il serpente, la bevo pure io, potabile in corrente. Se rivoli Apus, rinfrescano viandante, cannelli fissi in tufo, versano grande, acqua è bene sommo, ceduto sulla strada, gran regole ospitali, esigon sia donata. Fravashi son chiamate, acque primordiali, nutrono germi vita, acque medicinali, impiego di tal acque, richiede simpatia, ferma mia intenzione, a volerne compagnia. Ap è acqua viva, distrugge aiuta e cura, acqua di Appennino, sua sorgente pura, Sibilla oracolare, Battista acqua Michele, o mortifer salutare. Alpi acque montagne, rivelano la sorte, Acque di eschatos, discorso sulla morte, bimbi abbandonati, da madre senza latte, allattati d apus, diventan battezzati. Esseni guaritori, pratican nei fiumi, battesimo rituale, acque del Giordano, Giovanni di Bisanzio, esercita giustizia, immerge e purifica. Andronico Cristo, in acqua battezzato, conosce la discesa, di spiriti orixas, in corpi battezzati, cielo si aprirà, lui muta acqua morta, in acqua di gioia, acqua della festa, nel cuore stupefatto, acqua di lavanda, prepara piedi a Pasqua, lacrime di amore. Fiume apocalisse, nutre albero vita, che produce frutti, radici medicina, dodici sue foglie, tracciano sentieri, con dodici canzoni, mesi andirivieni. Giovanni descrive, uomo va tornare, a Paradiso inizio, natura alimentare, senza malattie, senza schiavitù, felicità sei tu. Acqua gorgogliante, è prima medicina, umano fu guarito, con acqua bollente, cura digestiva, mentre acqua fredda, richiude pori pelle, a evitare effetto, di correnti d'aria, rafforzo immunitario, con bagno alternato. |Giovanni Pascoli narra, dal Duomo di Barga, una stella a otto punte, dipinta al pavimento, come pitagora con cetra, canta sua poesia: al mio cantuccio sento, brusir reste del grano, il suon viene col vento, dal borgo montano cade, come una voce che persuade, come acqua che ancor scorre, lascia un poco ancor io guardi, albero e ragno, ape e stelo antichi, come nubi vengono e vanno. |Phnom Kulen fondo fiume, in Cambogia Kampuchea, vari lingam sottacqua, scolpiti e allineati, in celle quadrangolari, abitanti in questa zona, vanno seminar risaie, usando acqua fiume, su sterile terreno, costruiscono più lingam, lungo fondo fiume, acqua acquista forza, migliora fertile quel suolo, e crea semente luogo, e il rito religioso, bagnar linga con acqua. Periodo in |SICCITA', puoi reperire acqua, desalinizzando il mare, processo lento ma certo, se usi buche al suolo, a desalinizzare, scegli un suolo asciutto, evitando le paludi, scava buca 1-2 metri, secondo tipo di terreno, poi riempie con strato, sabbia fine 10-20 centime, a creare un letto ad acqua, poi versa acquamare, e lasciala infiltrare, per alcune ore o giorni, secondo meteo e suolo. Acqua si decanta, su sedimento sali, cogli acqua superficiale, più dolce a minor sali. |Schauberger produsse, acqua viva termale, la gente accorreva, cura febbri e morale, foreste commerciali, o concime artificiale, lasciano acqua immatura, fuor ciclo naturale, che invece di dare, attingono energia, muore legno risonanza, di qualità musicale, timbro Stradivari: se suolo ha poca flora, dopo taglio legno, è riscaldato al sole, più delle piogge, impedisce a umidità, di penetrar terreno, AP scende poco, riscalda e presto evapora, senza dare i sali, sole scalda suolo, in deforestazione, acqua non risale, sorgente scompare, manca tappeti foglia, fabbrica di carbo-isolanti, che separano il suolo, caricato negativo, da aria positiva. Riforestazione, influenza macro vortici, di clima e marea, pioggia scende a spirale, su rocce sottoterra, dove cresce calore, sale a moto spirale, coglie ioni minerali, fino a incontro luce. Bosco è fonte acqua, che invia num ai campi, da laghi di stoccaggio, foresta eter centrale, su paesaggio attorno, ogni albero irradia, come i corsi AP, cisterne sotterranee, in zona di radici, ha circa 9 gradi; foresta è rifugio, di acqua divina, quando distrutta, AP incattivisce, falda si affonda, catastrofe inonda, piogge irregolari, agricolo declino, condanna gran cultura. Gestire foreste, è sopravvivenza umana, poichè produce acqua, ovvero sangue sano, più freddo è clima, più calda sarà AP, aria -30, acqua aumenta 10, mentre in estate, resta presso 4. Acqua del Turkestan, potabile fornita, in canali sotterranei, di legno e di pietra, AP scorre fresca al buio, acqua è come sangue, le oasi fertilizza, cambia di continuo, stato e pesantezza. Dopo un lungo caldo, senti tuono rumore, dal fondo del lago, acqua inizia moto spirale, alberi succhiati al centro, e portati nel profondo, poi erutta colonna, di acqua al centro lago, matura in qualità, cambia punti ebollizione, oppure di congelo, solleva senza pompe, fino sulle vette, sorgenti di montagna. AP in profondità, causa raffreddamento, in bacini drenaggio, idrogeno in pressione, sale e rilascia, anidride carbonica, mentre i sali attorno, disciolti porta a riva, raffreddata da flora, che reca nutrienti, a radici di piante. Col manto vegetale, si hanno falde alte, che apportano nutrienti, ai campi dentro boschi, poi acqua da terreno, prende sali-vitalità, viaggia sottosuolo, matura internamente, se assorbe carbonio, diviene carboniosa, 96% in castagneti, miscelasi nel buio, muove a spirale, scende a 4 gradi, a 8 la puoi bere, presso fonte a Fiuggi. acquagosto_elefanti.m4a
lume252-Acqua è custode del valore nei miti del Terabuti, risorsa e pozzo sacro, che permette alla comunità, di attraversare gli anni difficili. Una sorgente custodita, garantisce il futuro del villaggio, come riserva di valore, sul fiume Mignone, un giardino sacro di sorgente, boschi e animali, custodi di vita comunitaria. Acqua è dono antico, chiamata con molti nomi: Giunone o Feronia, Maria Magdala d'Agosto, sgorga come latte materno, nutre orfani e bestie, guarisce e fonda villaggi, rende fertili le campagne, è madre sposa e ponte, tra memoria ed oblio, purifica o punisce, chi dimentica il suo rispetto. Attorno alle fonti, nascono pellegrinaggi, battesimi e ospitalità, identità condivisa, di molte comunità. Foreste e monti serbano acqua, come un tesoro comune, la attirano trattenendola, rilasciandola lentamente, nei tempi di siccità. La pioggia scende nella terra, come memoria nascosta, attraversa il corpo di montagna, nei suoi cunicoli invisibili, incontra pietra e pressione, e si raccoglie in profondità, come nel grembo di Maria. Acqua dentro la montagna, si organizza e si orienta, tra roccia e radici, diventa memoria strutturale, del luogo che attraversa, come fosse una batteria, influenzata da canti e frequenze. La forma del monte, guida l'acqua verso i sorgivi, incanalata e compressa, riemerge alla sorgente, che scende a ritornare, trasformata in un tesoro, o inondazion calamità, se manto verde mancherà. Una civiltà vive finché, preserva il verde patrimonio, e custodisce acqua risorsa, invece di disperderla, lungimirante apparirà, ai discendenti umanità. Bere acqua pura, è medicina corpo e mente, che alimenta campi ed orti, senza consumarsi in un sol giorno, come insegna l'acqua del Terabuti: la ricchezza nasce dalla cura, di una sorgente sorvegliata, come fece san Girolamo, che fece un eremo nel bosco, presso sorgente Santangelo, che ancora dona acqua preziosa, ad umani ed animali, e alimenta il senso di Comunità, nella fiducia del qi vitale, come dice il mito popolare: la Signora del Monte, sale ogni estate a Ferragosto, fino alla vetta in attesa, di riscendere a Settembre, quan ricominciano le piogge, serbando in grembo la promessa, di nuova vita da orientare. Quan la montagna è pronta, con sua struttura a calamita, richiama l'acqua verso l'alto, attraverso vene segrete, tutta una rete di capillari, ritorna in luce una sorgente, nel ciclo eterno di natura, salire e scendere dal monte, dopo essersi trasforma, per strutturare le radici, e la memoria di quel luogo, che attraversa intera storia.

277:ijing29.䷜ lume277-Il Salice (Salix spp) cresce lungo fiumi e terreni umidi, dove le sue radici accompagnano il movimento dell'acqua. I suoi rami flessibili sono stati usati per secoli nell'intreccio del vimini: il contadino diventava cestaio nei momenti di riposo, trasformando rami immersi nell'acqua in contenitori capaci di custodire e trasportare. La corteccia di Salice contiene salicina, sostanza da cui deriva l'acido acetilsalicilico, principio dell'aspirina moderna. Nella tradizione popolare, la corteccia essiccata veniva usata per preparare infusi per il sollievo dai dolori, o rimedio in stati febbrili e malanni stagionali. |Ginkgo biloba, chiamato anche albero della memoria, è una specie sopravvissuta ai cambiamenti del pianeta. Le sue foglie, ricche di composti antiossidanti, sono studiate per il loro rapporto con la circolazione e la protezione cellulare. Il |Pioppo condivide con il Salice la famiglia delle Salicaceae, e nella tradizione europea era considerato albero protettivo; nelle ricette di Ildegarda di Bingen compariva tra le piante usate per il benessere del corpo. La |Magnolia, osservata dai popoli nativi americani, e studiata dal medico francese Pierre Magnol, entra nella memoria delle piante associate alla forza vitale e al sollievo dai dolori. Nello I Ching, l'esagramma 29 (坎kǎn), rappresenta l'Abissale: l'acqua profonda che ritorna continuamente, la prova che forgia attraverso la costanza. Il nobile non supera l'abisso ignorandolo, ma mantenendo coerenza tra cuore e azione. Come il fiume, anche l'essere umano attraversa molte rive. La saggezza non consiste nell'evitare ogni oscurità, ma nel conservare la propria sorgente mentre la si attraversa. Quali certezze custodisci nel cuore quando la realtà attorno a te vacilla? In che modo posso fluire attraverso l'oscurità per poi riemergere? Due Agosto passa la |nuvola-del-Perdono.| |SALICE-Vimini, vuol dire intrecciare, rami Salcio in ammollo, qualche ora per canestri, contadino è pur cestaio, nei momendi di riposo, davanti arpa e fuoco, fà una croce coi rametti, di ulivo potati, poi vi intreccia giunchi a base, vimini salcio o canne, stabilita la grandezza, intreccia verso alto, usando istinto e fantasia. |GINKGO cuor argento, resiste siccità, inquinamento e raggi, freddo pure sa, foglie antiossidanti, sfiamma preventive, danni da diabete; cura spasmo e allergie, virus e cancro, cura turbe vascolari, debolezza cerebrale, calma vertigini, senilità precoce, muta umor depresso, gambe arteriopati, ma sovra-dosi fa allergia, dermatiti irritazioni, vomito nauseante, specie con anti-coagulante, ginko usa a dosi basse. |PIOPPO come querce, protegge malanni, ospita insetti, uva cresce sotto pioppi, il tremolino scintilla, a filo di vento, quan cadono foglie, resistono inverno. Ildegarda ricetta, con fiori di pioppo. |Magnolia solangeana, fiore bianco rosa, ama piogge e cresce, lento assai fiorisce, Magnol dottor francese, semi febbrifughi, li vide dai nativi, antireumatici infusi. flora_ginkgo-biloba_drbianchi.mp3
lume277-Ci sono momenti in cui la vita sembra un fiume oscuro: non vediamo il fondo, la corrente è forte e ogni certezza sembra dissolversi. Il Salice cresce vicino all'acqua perché conosce il segreto della flessibilità: si piega al vento, segue la corrente, ma non perde le proprie radici. La sua corteccia custodisce una medicina antica. Le nonne conoscevano il potere del Salice contro i dolori e la febbre, molto prima che la ricerca scientifica isolasse dalla sua corteccia la salicina, da cui sarebbe nata l'aspirina. Anche il Ginkgo racconta la stessa forza: sopravvissuto a ere lontane e persino alla distruzione, conserva nelle sue foglie la memoria della vita che ritorna: uno vive nell'acqua che scorre, l'altro nella memoria del tempo: il Salice insegna come attraversare il cambiamento, il Ginkgo come conservarne il ricordo. L'esagramma 29 dell'I Ching, l'Abissale, insegna che l'acqua attraversa gli ostacoli ripetendo il suo gesto; non vince perché è più forte della roccia, ma perché continua a scorrere. Così anche noi attraversiamo le prove: non eliminando ogni oscurità, ma mantenendo un cuore saldo mentre la attraversiamo. Il Salice ricorda che piegarsi non significa arrendersi. Il Ginkgo ricorda che ciò che sopravvive porta con sé una memoria preziosa. L'acqua insegna che ogni abisso può diventare un passaggio.

282:ijing35.䷢ lume282-Il Progresso (晉 jin), luce che avanza sulla terra, simile all'aurora che annuncia un nuovo giorno: non è soltanto aumento, è capacità di portare ciò che è stato ricevuto verso una forma più ampia di espressione. Il sole offre energia, la terra la accoglie, il vivente la trasforma. La luce del nobile si esprime attraverso generosità ed apertura, come il principe Kang, che moltiplicò cavalli fecondi ricevuti in dono, anche tu hai ricevuto doni e opportunità da valorizzare. Anche un sistema fotovoltaico mostra che la crescita non consiste nel possedere sempre più energia, ma nel renderla disponibile al momento giusto. Il progresso diventa così un ciclo fra ricevere, accumulare, regolare e mettere in opera. Compito: scegli una risorsa che possiedi già e trasformane una piccola parte in qualcosa di concretamente utilizzabile. Il successo nasce dal lavoro costante e dall'impegno verso obiettivi più alti. Barbanera dice: l'ultima acqua di agosto il sole ha riposto, e luna settembrina sette ne trascina.| Matteo Tavera studia l'etere e la pulsazione di Schumann, le piante e gli animali con foglie, peli e spine, che conducono elettricità attraverso la linfa, essenziale per la loro vita e funzione. Alberi e vegetazione mantengono un equilibrio elettrico tra suolo e atmosfera, influenzando il clima e la crescita. Interferenze artificiali, come edifici isolanti o campi elettromagnetici, possono danneggiare questo flusso vitale, causando malattie anche negli umani. La vegetazione sotto linee elettriche mostra una vitalità maggiore grazie a correnti continue che stimolano la linfa. Pierluigi Ighina si concentra su antenne a spirale che catturano e trasmettono energia vitale tra cielo e terra, creando un campo di energia verde che favorisce la vita e purifica l’ambiente. Queste antenne imitano la forma delle piante e aiutano a generare pioggia e a migliorare la salute del suolo. Le teorie di Leone Lakosky collegano la salute cellulare alla risonanza oscillatoria, dove squilibri generano malattie. I suoi dispositivi oscillanti, insieme alle ricerche sulla radionica, promuovono il ripristino dell’equilibrio energetico corporeo, favorendo guarigione e benessere.# Matteo |Tavera studia etere , pulsazione di Schumann, risonanza che connette, meli e uccelli a Madre Terra, elettron natura vita, a mezzo delle antenne, punte conducibili, che trasmettono correnti, tengono equilibri. Vedi globi fuoco, su cima alberi o navi, durante tempeste, attirano grandi, Linfa sorge interna a piante, con foglie peli e spine, legno fiori e frutti, ascende elettricità, sale rami antigravità; suolo + asciutto, reca punte + taglienti, piante striscianti, e cactus dei deserti, foglia tocca correnti, che attivano funzioni, linfa e clorofilla, salgon fino ai fiori. Alberi han missione, conduttori cosmo e terra, potenziale su e giù, albero alto in tempo secco, oppure in tempesta, conduce elettrone, da terra atmosfera. Matteo prova corto circuito, con magnete filo rame, ruba qi a cima pianta, linfa si rallenta, la foglia si spegne, linfa fà vischiosa, muore albero si arrende. se Faraday gabbia, elettrico non passa, zero elettrosmosi, linfa non si alza, accade morte lenta, pure in città, piene di edifici, dai tetti coibentati, ammalano i bambini, pur + facilmente, croni malattie, di polmoni e diabete, sangue fà vischioso, e genera trombi, soffocan polmoni. Tavera viaggia in treno, su linea ferrovia, fili 1500 volt, di corrente continua, tutta vegetazione, sottostante vigoria, piante son migliori, di quelle fuori via: piante chiedon gocce, da elettrica linea, arriva cumulo-nembo, agisce a condensare, filo alto positivo, rotaia è negativa, la flora confusa, scambia energia continua; se vede ascesa linfa, nel sereno o tempesta, correnti conduzione, cadono dal cielo, invisibile pioggia, punte colgono appieno: clima crea la selva, e la selva muta clima, frequenti temporali, fan flora arricchita, vita genera vita, ma se pianta vien uccisa, terra muore assieme; chemio-fertilizzi, a base 3 elementi, azoto fosfo potassio, contamina elementi, pianta assorbe poco, ma cresce smisurata, + debole e soggetta, attacchi parassiti. Mantenere mosaico, di campi e foreste, permette conversare, con alberi e steppe, pur alberi in città, sono alberi speciali, costretti altra vita, rispetto ai forestali, pioggia fugge in fogne, le foglie son spazzate, albero sopravvive, da Co2 sua radice: da sotto marciapiede, stesso odore di campagna, ma muta situazione, in campagna perde rami, e ha poche radici, in città viceversa, pochi rami + radici; albero in citta, trasmette elettricità, a suolo sottostante, elettrolisi farà, decompone acqua, che ossigeno rilascia, x attivar batteri, che 1 selva ricambia: se pianto 1 Vite, orizzontale terreno, un poco crescerà, veloce e con vigore, foglie rami e tronco, radici ricche mana, contagian altre piante, reciproca fiumana. Vite si modella, organizza la terra, porta elettricità, partendo da sue foglie, con pazienza crea humus, ossigen coperture, assieme fili erba, attira qi con punte. Comprendere e Copiare, lavoro è volontà, porta felicità, se fatto in modo giusto, aiuti flusso linfa, dentro e fuori corpo, come albero che pompa, acqua viva falda, matura in sua salita, felicità e salute, in forma di cristalli, se AP è vorticata, da grondaia sinuosa, trasmette questo moto, rilascia la frequenza, vortice di moto, materia e forza sono; rottura simmetria, la vita scema via, in auto-somiglianza, serba stesso aspetto, Mandelbrot frattale, così crescono le piante, in cerca di luce, foglie a schema spirale, accoglie ritmo AP, e linfa và vibrare. Strutture distanti, sanno sentirsi, vanno in risonanza, a unirsi a spirali, singole e doppie, crescono spontanee, come fulmini e rami, polmoni e delta fiumi, facilitan flusso, di gocce fuse insieme, in rivoli e bacini, si muovono spontanee. |IGHINA Pierluigi, carica atomi magneti, con ERIM Emettitore Ritmico, polarizza energia forma, trasmessa alla materia, in 3 spirali gialle in alto, e 3 blu a terra, incontro reca il verde. Ighina 96 anni, vede molecole intelligenti, così copia rame antenne, da alberi a spirale, informano acqua, di tue intenzioni agrarie, frequenze oscillazioni, in Piramide |Semyase, con quarzo e acqua sotto, per semi e piantine, da energizzare assieme, a etichetta di Emoto, preghiera attira pioggia, ed etere via antenne, collegate nel suolo, ai Cipressi nei frutteti, recan forma geometria, parafulmine immunità. Legge Ritmo magnetico, tubo di alluminio, con polvere argento, elica carica, positiva respinge, le nuvole su essa, cielo azzurro tinge, mezzora di tempo, se carica elettroni, attira le nubi, con moti inversi poli, 2 spiral contrarie, di moto rovesciate, 2 energie vicine, si incontrano bloccate, condensano a dare, materia vivente, madre natura esce, due direzion corrente; materia si crea, da unione 2 energie, solare e terreste, calda Gialla alta, fredda Blu profonda, dalla loro unione, colore verde affiora. |ANTENNA a spirale, capta sole giallo, in basso altro tubo, attira terra blu, incontrano in mezzo, nasce vita verde, purifica aria, neutralizza inquinamenti; intercettano i rami, qi solare yang, mentre le radici, terrestre blu yin, unione pulsante, reca viriditas, doppio moto a spirale, ascende e discende: se spirale Ighina, preleva elettonube, Ago bussola a sud, orienta coda antenna, prende magnetismo, convoglia nel filo, infine effetto Pila, due metal diversi, anellati tra loro, porta Etere essenza, nel fil sotto bancale, orientato sud-nord, promuove ogni vita: qi trasporta luce, calore e radiazioni, con moto a spirale, dal Sole conduce, magnetica attrazione, etere ionizza, propaga via stazione, 50 Hz trasmissione. Einstein sposta perno, da Etere a Luce, cambia riferimento, grandezza invariata, luce assolutizza, spazio-tempo relativizza. Etere si muove, per info portare, si muove a onde lunghe, nei cavi coassiali, rosoni Cattedrali, onda corta duplicando, in globi immagazzinando. Num sale da terra, con moto a spirale, senso ascendente, assorbito dal sole, nel punto contatto, crea macchia solare, produce magnetismo, fotoni rotanti, scendono a spirale, la luna ne rallenta, entran come vite, nel piano sottoterra. Campo terrestre pulsa, free energy sia, antenna sintonizzi, ricevi radiazioni, etere onde lunghe, Marconi comprese, dispose 2 antenne, in aria e sottoterra, inventa una radio, ritmo di energia: ogni onda vagante, viaggia a spirale, si avvita senza danni, a regger pressione, magnetica di luce, al centro pianeta, riscalda e produce. La vita è il risultato dell'equilibrio oscillatorio dinamico delle cellule, mantenuto dalla radiazione cosmica che bagna e penetra tutti gli organismi viventi. Lakosky osserva che la malattia risulta dallo squilibrio oscillatorio cellulare, così immagina dispositivi elettronici capaci di ristabilire, attorno all'organismo minacciato, il campo di onde nel suo valore normale, impiega esistenti circuiti oscillanti e risonanti, poi scrive la Teoria di Oscillazione Cellulare a spiegare effetti e risultati dei suoi circuiti oscillanti nel trattamento delle malattie. Con la Teoria della Pulsar Citos e l'attenzione sulla fede, attenua l'incertezza angosciosa della longevità e dell'aldilà. |LAKOSKY Leone, fisico e biologo anni Venti, divulga propria teoria, che tutti esseri viventi, hanno propria frequenza oscillatoria, nella cellula paragonata, a mini circuito oscillante, un solenoide avvolgimento, fatto dai fili DNA. Cellule e tessuti, meridiani nadi e chakra, sono in mutua relazione, oscillando in risonanza, con ambiente e firmamento. Lakhovsky fece costruire, oscillatore a onde multiple, a ristabilire il normale, equilibrio oscillatorio, in caso di squilibri, di malattie in corso. La persona da trattare, posta in campo oscillante, dove cellule e tessuti, riportan giusta pulsazione, nel suo valore normale, per igiene e longevità, serve anche pace al cuore, cioè equilibrio morale, nel sentimento di giustizia, e di buona volontà, osservato in Centenari, che riescono a serbare, lungamente l'armonia, di oscillazione cellulare, che emana dei corpi vivi, in forma di eter radiazione, elettromagnetica chiamata, che lui legge a diagnosticare, presenza di malattie, il benessere del corpo, è simila similubus curantibus, con circuiti risonanti, rame e quarzo attorno corpo, a filtrare le frequenze. Lakosky cura in ospedali, con campane e cetre rilassanti, Glass-armonica di Mesmer, organi cattedrali, morì a 73 anni, attrezzature sue rimosse, ma dottor Beck salva memoria, ritrova multi-oscillatore, in Genova seminterrato, di clinica ospedale, e riproduce pulsazioni, che irradiano paziente, con 2 tondi risonatori, trasmittente-ricevente; rame tubi circolari, con 2 pomelli a sfera, annidati un dentro altro, bocche a 180 gradi, legati a fil di seta tesi, produce effluvi lampi, al paziente su sgabello, tra due risonatori, per 15 minuti, sente celle in risonanza, cresce forza immunitaria, a patogeni organismi. Beck usa lame in rame, come scheda per PC, per aver lampi visivi, e tubi Lakosky a filo seta, vibran frequenza risonanza, come anelli in filo rame, indossati intorno vita, caviglie collo e polsi, di persone o animali, per sufficiente tempo, reca sollievo su dolore. Bracciale in rame aperto, statico oscillatore, tratta tumori e diabete, artrite gotta e varie, cellule oscillan ricorrenti, ad alta frequenza, come bimbo su altalena, spinto da papà ione. Radionica è risonanza, induzione radiazione, di ritmo cellulare, in un malato posto a terra, eccita celle in corpo vecchio, oscillazion si espande, ritmo cuore allinea al cosmo, riceve e imprime vibrazione, di vita universione, secondo suo modello. Pensiero è vibrazione, ma verso mezzogiorno, ha minore intensità, mentre alle ore 23, ha maggiore intensità, penetra 7 metri piombo, e 60 metri acqua. Astri emetton radiazioni, che recano la vita, tu vibri in tali onde, assieme ioni elettroni, Akasha idee protomateria, informa e condensa onde, come luce in cristalli: quarzi informano i pensieri, a mezzo vibrazione, che viaggia eternamente, Preghiera è captazione, di precisa frequenza, pensiero a Dio torna sen tregua, ordine cosmo personale, vibra anche dopo morte, immateriale immortale. |Elettrocoltura spire Ighina, antenne rame o alberi, che informano acqua, di tue intenzioni agrarie, frequenze oscillazioni, in Piramide Semyase, con quarzo e acqua sotto, per semi e piantine, da energizzare assieme, vasetto di acqua scritta, Emoto preghiera, calma gelate e siccità, attira pioggia e qi. Recinzioni portan qi, ad antenne collegate, Cipressi nei frutteti, recan forma geometria, parafulmine aiuta, resilienza e immunità, suolo sà rigenerar, fiori vermi e micorize, insetti uccelli anfibi. ERIM Emettitore Ritmico, di Pierluigi IGHINA, carica atomi magneti, energia in forma spirale, trasmessa alla materia, 3 spirali gialle in alto, e 3 a terra orgone blu, recan luce verde ritmi. Ighina inventore e scienziato, visse 96 anni a Carpi, grazie a ritmo rafforzato, teorizza molecole intelligenti, fece elica atmosfera, e macchina Crogiuolo, a generar campi magneti, che irradian clima e ambiente, facendo piover su orti, magnetismo agricoltura. libro_lakosky-lungavita-vibrazioni.m4a
lume282-Una pompa fotovoltaica raccoglie energia dal sole e la affida a un sistema capace di conservarla. Batterie collegate in parallelo possono mantenere la stessa tensione aumentando la capacità disponibile: non cambiano il centro del sistema, ne ampliano la riserva. Ma accumulare non significa lasciare tutto senza controllo, un regolatore protegge la batteria dalla carica eccessiva e mantiene il rapporto fra energia ricevuta, energia conservata ed energia utilizzata. Così il sistema insegna una distinzione semplice: raccogliere, conservare, trasformare e distribuire sono movimenti diversi. La stessa energia può produrre risultati molto differenti a seconda di come viene raccolta e regolata. Forse questo Lume appare quando senti di avere molte possibilità, ma non vuoi più disperderle: Che cosa stai ricevendo in questo periodo che merita di essere accumulato in qualcosa di utile? Quale energia invece è già pronta per essere messa in circolo?

289:ijing42.䷩-lume289-L'Accrescimento (益 Yì). Vento e tuono attraversano il paesaggio: il tuono scuote, il vento diffonde, insieme suggeriscono un movimento che porta crescita e trasformazione. La persona nobile osserva ciò che aumenta e lo segue; quando incontra un eccesso, lo corregge. L'Accrescimento non è quindi semplice accumulo: è un aumento che diventa fecondo quando trova una direzione. Come il pesco non può nutrire indefinitamente ogni frutto che nasce sui suoi rami, anche la crescita umana richiede attenzione, scelta e cura. Il frutto che rimane può diventare più ricco proprio perché qualcosa è stato lasciato andare. L'esagramma 42 invita inoltre ad attraversare il grande fiume: l'abbondanza diventa movimento quando si traduce in un passo concreto. Nel linguaggio della natura, il pesco mostra la stessa possibilità: ricevere, crescere, diradare, fruttificare e rinnovarsi. Se ciò che desideri crescesse davvero, quale primo gesto potresti compiere? E quale eccesso avrebbe bisogno di essere potato? Barbanera dice: Agosto-pescaio, per san Matteo evangelista piangi le ultime pesche; pesca mangia appen spiccata; e il Bwiti agginge: |nganza thoto gho bwete ama diaka gho terabuti mourino ghevedet nièmbo.| |PESCO in Persia e Cina, chiome a globo longevo, coltivato a cipresso, o salice piangente, ha radici arancioni, in superficie stende: succhioni vigorosi, vicino grossi tagli, ha gemme latenti, che sveglia dopo danni, in caso geli forti, regge inverno sorte, esige -6 vernalizzi, 800 ore vuole, per starsene a riposo, e rifiorir regolare, ma ritorni del gelo, danneggia gemme fiore, sboccia avanti foglie, fiori sopra i rami, rosa ermafroditi, ascellari gemellari; polpa succosa, molta acqua e pectina, Pesca piatta buona, o toscana forma tonda, con solco di sutura, buccia gialla arancio, agosto fin settembre, polpa soda assaggio: cascola di frutti, malati o infestati, evento naturale, poi arrivano i + sani, dirada nel Pesco, i frutti con-cresciuti, pianta va leggera, non rischia pesi bruti; tiene ossido e zinco, e acqua piovana, se viene convogliata, da zinco grondaia, adatta per il Pesco, contro mal di bolla, frammenti di zinco, sotterro sotto fronda. |NETTARINA Pesco-noce, Prunu persica mangi, sopporta inverni -15, e subtropici caldi. 
lume289-Nel giardino celeste di Xiwangmu, la Regina Madre dell'Occidente, crescono i peschi e le pesche d'immortalità. I loro frutti maturano lentamente e vengono offerti agli immortali durante un grande banchetto. Sun Wukong, il Re Scimmia, incaricato di custodire il frutteto, non resiste alla tentazione e assaggia una pesca. Osservando l'albero però, comprende che il dono non è solo nel frutto, ma nel modo in cui l'albero cresce. Le sue radici restano vicine alla superficie, e dopo una ferita possono risvegliarsi gemme dormienti e generare nuovi germogli. I fiori rosa appaiono prima delle foglie, dopo il riposo invernale, e il frutto matura nei mesi caldi. Perché le pesche crescano bene, occorre talvolta diradare quelle troppo vicine: togliere alcuni frutti permette agli altri di svilupparsi senza spezzare i rami. Anche la potatura può trasformare una ferita in una nuova forma di crescita. Il pesco conosce così una legge semplice: accrescere non significa conservare tutto, significa scegliere ciò che può nutrire meglio la vita. |Sun-Wukong, tuttavia, doveva ancora imparare a distinguere l'abbondanza dal desiderio di possedere tutto, così mangiò molte delle pesche sacre, bevve anche l'elisir dell'immortalità con esse ricavate, è divenne difficile da sconfiggere. Questo episodio dà inizio alle sue straordinarie avventure. Questo Lume appare quando qualcosa nella tua vita sta crescendo e chiede di essere accompagnato, non semplicemente accumulato. Domandati: Che cosa vuoi vedere crescere? Che cosa dovresti nutrire e che cosa lasciare andare perché la crescita possa continuare?

310:ijing64.䷿-lume310-Prima del compimento (未濟 WèiJì), il Fuoco brucia sopra l'acqua: il nobile distingue con cura le cose, affinché ognuna trovi il suo posto. Il fuoco sopra l'acqua dice: ciò che sembra vicino alla conclusione è ancora in movimento. La giovane volpe ha quasi passato il fiume, ma si bagna la coda, serve un momento in cui occorre distinguere, preparare, osservare le condizioni e attendere il passaggio giusto. Come il frutto del corniolo, una trasformazione non può essere forzata. La saggezza non consiste nel sapere in anticipo quando arriverà la maturazione, ma nel riconoscere ciò che il tempo sta preparando. La persona nobile approfondisce la conoscenza del modo in cui le variabili di una situazione complessa si combinano, e trova il modo di riportare l'armonia tra le persone. L'esagramma 64 rappresenta l'importanza di essere pronti, per future criticità o futuri raccolti. Buona riuscita. Alla fine dell'I-Ching nulla è compiuto, tutto è ancora in movimento. La volpe saggia attraversa il fiume solo quando il ghiaccio è solido, muovendo un passo alla volta con tutti i sensi in allerta. Se sei ancora in cammino, potresti esitare, così, per superare la trappola dell'incertezza, muoviti come la volpe saggia. Come puoi prepararti al meglio per la traversata? Riuscirai a individuare il momento giusto?| Corniolo (Cornus mascula) o cornet-berry, è un arbusto rustico e longevo che cresce nei boschi e nelle siepi. Produce frutti crognole, che diventano rossi e maturano in estate. Le bacche, quando sono mature, hanno un sapore delizioso, ma acerbe sono aspre. Sono usate in marmellate o in preparazioni culinarie come con il pollo. Corniolo virtù: la corteccia è un blando astringente e febbrifugo, usata in decotti a curare febbri e diarrea. I frutti hanno proprietà simili, usati per infusi che aiutano a curare dolori articolari, malattie di pelle e disturbi intestinali: radici e legno del Corniolo sono resistenti e usati a costruire attrezzi come zappe, lance e bastoni. Sanguinello (Cornus sanguinea o femmina), un altro tipo di corniolo, è arbusto che produce bacche rosse e blu; usato per scopi ornamentali o curativi, come migliorare la circolazione sanguigna, ridurre l'ipertiroide, e calmare ansia e diarrea. Il legno del Sanguinello è durevole e lavorabile, usato per oggetti come pipe e manici di attrezzi; il contatto con le foglie può causare irritazioni allergiche.# CORNIOLO per Linneo, è Cornus mascula, anglo cornet-berry, rustico alberello, a lento accrescimento, longeva medicina, di siepi e boscaglie, nasce da semi, quiescenti due anne: nei boschi cresce alto, come Sanguinello, ha legno + duro, e produce buoni frutti, sanguinello e corniolo, magica bacchetta, donano al mago, allegra testa; fiori avanti foglie, son gialli dorati, riuniti in ombrelle, sboccia febbre-marzo, Crognole drupe rosse, mature a |luglio-agosto, buon crude cadute; stacca legger tocco, ha sapore delizioso, che aspro ci appare, solo se immaturo, sapore e consistenza, dipende da stagione, usa in marmellate, con pollo 2 ore bolle: crognole acerbe, metto a salamoia, oppure sotto alcol, come le ciliegie, i Serbo-ortodossi, dicono zdrav kao dren, Sano come corniolo, traduco per te. Acquavite Balcani, detta |dernovka, vin de courneille, in terre Franchi, Ildegarda coltiva, in giardini Fumena, forza febbrifuga, astringe antidiarrea, corteccia nei vini, blando astringente, usato a curare, stati febbri e malaria, come legno chinino, aci tannico e malico, Taras fa bere, 3 tazze dì al malato: decotto febbrifugo, astringe intestino, si prepara mettendo, in 1 tazza acqua, 2 grammi corteccia, essiccata sminuzzata, bolle 10 minuti, riposa e và filtrata. |Crognole frutti, han stesse virtù, infusi o decotti, freschi o marmellata, decotto si prepara, con 5 grammi bacche, in ogni tazza calda, sorseggia graduale: corniole immature, pesta e mesce aceto, curano enterite, e malattie di pelle, dolori articolari, mentre il legno duro, serve zappe e forconi, lance frecce e scudo. |SANGUINELLO femmina, è Cornus sanguinea, insipida bacca, Cornu selvatica, giavellotto fù, duro come cornu, slavo-latino cornus, x asta da passeggio, o manico zappe, lavorabile al tornio, frecce con lance, duraturo legno, x pipe e pioli scale; arbusto bello autunnale, colonizza terre incolte, siepi boscaglie, in vivai forestali, scopo ornamentale, ingegner naturale, scarpate da frenare; euroasiatica foglia, ovali nervature, tinta rossa autunno, dei rami venosi, piccini fiori bianchi, 4 petali corimbi, reca bacche rosse, poi blu convinti, gradite ai maggiolini, e uccelli vari, merli e codirossi, con capinere e tordi, pur eduli sono, di sapor poco gradevole, matura sette-ottobre, marmellate onore: in Teoria segnature, han forza curativa, circolazione sangue, fortifican cuore, corteccia e frutti, usati a sfiammare, ridurre ipertiroide, dimagrire calmare, anticoagulante, tonico vene-arterie, ansia e diarrea, e tremore di mani, dai semi oleosi, olio per lampade, tinge grigio azzurro, pelle sgrassante; contatto con foglie, causa irritazioni, in allergiche persone, prurito tannini, rami giovani canestri, scope da cortile, spiedin stuzzicadenti, scorza incenso fine. 
lume310-Seba cammina lungo una siepe e incontra un corniolo, dai rami duri e pazienti, abituati al bosco e alle stagioni. Tra le foglie vede alcune crognole rosse, ne raccoglie una e la assaggia: è aspra. Poco più avanti ne trova una caduta a terra, più morbida e dolce. Comprende che non tutti i frutti arrivano nello stesso momento. Riprende il cammino e incontra una parete coperta di vecchi manifesti: tarocchi, figure, Jodorowsky che mescola le carte e le dispone in una quinta stesa. Una carta al centro: ciò che l'Io cosciente dice. Una a Ovest: le speranze e i motivi del consultante. Una a Nord: come si trasforma il suo atteggiamento. Una a Est: come reagisce il mondo esterno. Una a Sud: ciò che l'inconscio pone in gioco, ciò che il consultante nasconde a se stesso. Seba sente un cane piangere vicino al corniolo; non sa se aspetti qualcuno, se abbia perduto qualcuno o se semplicemente non sopporti la solitudine. Ascoltando, immagina una stesa di tre carte coperte, da scegliere senza sapere quale verrà. Il corniolo non gli risponde, aspetta che il tempo trasformi l’aspro in maturo. Seba si domanda: Quale seme posso offrire a qualcuno senza pretendere di sapere quando germoglierà? Che cosa, ancora acerbo, chiede tempo prima di trovare la propria direzione?

318:amore08-lume318 |Ama-Te-stesso, sei |bellezza incarnata: l'anima è un come bambino iniziato alla conoscenza di Musica, Geometria, Astronomia, linguaggi sacri che Dante esperisce solo nel Paradiso, dove la presenza della Candida Rosa, di Maria, dei bambini beati e Beatrice, ricordano la contemplazione che conclude il viaggio; la redenzione della materia che culmina nella visione beatifica, dove Dante contempla l'unità tra essere umano e infinito. Barbier consiglia: specchiati, lodati e ripeti: sono bellezza interiore che irraggia verso esterno e ritorna moltiplicata; ancora guarda nello specchio e fatti un complimento, ama il tuo volto e |Coccola il tuo corpo, in che modo quella sensazione ti cambia Pensa a tutto quello che ami di te stesso e conserva tale visione nel tuo cuore, ripetendo: amo me stesso appieno, in tutto e per tutto, sono integro e al sicuro. Chiedi a un caro amico/a cosa amano di te. |Agosto-bevi-vin-vecchio e lascia stare il mosto| Gelso bianco (Morus alba), pianta cinese simbolo della seta, stabilizza il terreno e resiste al vento e al gelo moderato. Le chiome rigogliose producono frutti bianchi e neri ricchi di resveratrolo, vitamina C, flavonoidi ipoglicemizzanti e composti antibatterici come kuwanon. Gelso nero (Morus nigra) contiene flavonoidi ipoglicemizzanti neuroattivi, nutre corpo e suolo, bacca scura e dolce, radice decotto ipoglicemizzante, foglia tisana espettorante. Mora acerba è leggermente psicoattiva, utile per gola. Foglie giovani lessate, o in tazza disintossicanti, contro pesticidi e stress. Gelso‑Noni (Morinda citrifolia), alberello polinesiano sempreverde, offre frutti fortemente aromatici e nutrienti, con proprietà antinfiammatorie, immunostimolanti, digestivi, ipotensive e antimalariche; le radici e il succo sono usati per depressione, pressione bassa, infezioni e ferite. Suo frutto di mare e vulcano, odora di formaggio, ma nutre e guarisce: semi purganti, corteccia astringente, foglie per pesci e bachi, essenza su occhi. Vino di gelso bianco con lievito secco, simile all’uva, frizza in 4 giorni.# GELSO Morus alba, mulberry di Cina, col baco seta venne, eurasia di prima, dopo arrivo fibre, di sintesi petrole, scompare coltura, e baco fugge altrove. Gelso ama colline, esposte a sud-ovest, il vento moderato, ne stimola fecondazio, teme troppa brina, specie di levante, cresce lentamente, albero + grande; radici del Gelso, imbrigliano il suolo, rallenta acqua piovana, limita erosione, se non colgo foglie, durante primi anni, aiuto la pianta, evito ferite danni. Fronde a 10 metri, con chioma larga fitta, fol verde brillante, a margine dentata, diverse tra loro, x forma e grandezze, fiori mag-settembre, maschi spiga veste. Frutto bianco nero, matura di luglio, scuoto rami pertica, o colgo su telo, da seme esce lento. Macedonia Morus alba, |GELSObianco+limone, ricco antiossidante, Resveratrolo e vitamina C, ottimo dopo pasti lauti, frena zuccheri nel sangue, per sua bassa glicemia, o nei cambi di stagione, quando immunità ha bisogno, di un supporto naturale, calma cronica infiammazione, limone aiuta le difese, mentre sua acidità, aiuta assorbimento ferro, e alcalinizza l'organismo. |Gelsonero Morusnigra, nella radice ha Morusina, flavonoide ipoglicemizzante, cumarine e isoprenoidi, piccoli effetti neuroattivi, sulle |arvicole ghiotte, che evitan gelso bianco, forse a loro repellente. |GELSO-NONI, Morinda citrifolia, India mulberry, nonu bumbo e munja, Morinda morus gelso, Noni polinesiano, Rubiacea famiglia, chiamato gelso indiano: ha foglie limone, alberello sempreverde, alto fin 6 metri, foglie ovate e grandi, fin 45 centime, fior grappi ermafroditi, cadono appassiti, lasciando cicatrici; frutti eduli Noni, nascon su stesso ramo, maturi acerbi e fiore, tutti a contempo, in tutti mesi anno, nei climi nativi, maturo frutto esala, odor formaggi fini; galleggiano su acqua, portati da correnti, x mesi son vitali, percorrono distanze, in polinesiani mari, corteccia Noni rossa, radici vedi gialla, colora pelli varie; se succo è ingrediente, radici son capaci, espandersi in anfratti, Hawaii radici roccia, trovi tra i vulcani, adatta tutti suoli, aci alcalini e sali, selvatica divien, legno resiste al sale, sopporta sole ombra, Noni pianta sacra, arriva su spiagge, 30 gradi ama, conquista Equatore, Tahiti suo ideale, offre occupazione, local raccolta frutti, lavorazion di Noni, con benefici succhi; frutto acidulo piccante, rimedi curativi, matura vitamine, aminoacidi ed enzimi, capitan Cook, richiama nel diario, odore formaggio, che aleggia Polinesia, dovuto a uso frutto, usato e preparato, x lunghi viaggi mare, al cocco mischiato. a Burma frutti crudi, matur conditi sale, acerbi cotti al curry, usati in carestia, in isola Formosa, e polinesiane Hawaii, foglie son foraggio, pure di animali: cibo a bachi seta, mature avvolge pesce, cotture con il riso, Thai Kiriba e Giava, i curander Kahuna, chiama Albero a Vita, uccide mal di testa, e ottimismo ravviva; semi purganti, foglia sfiamma dolore, usa olio semi, a repellere insetti, frutti fermentati, lunghi periodi sole, recan succo Mana, alleviano infezione; estratto radice, scende pression sangue, stimola melatonina, serotonina e immunità, corteccia astringente, cura la malaria, essenza fior su occhi, pare li sfiamma. quid_gelso-foglie-frutti.m4a
lume318-Gelso Bianco immenso, albero della luce, della seta e dell'amore, nacque a Oriente del mondo, e sopra i suoi rami presero a dormire dieci fratelli, corvi solari a tre zampe. Ogni giorno uno soltanto saliva sul carro del cielo, portando luce e calore alla Terra. Un giorno i dieci partirono insieme, così i fiumi si prosciugarono, boschi arsero e i raccolti morirono. Sun Wukong, il Re Scimmia, balzò tra nuvole e venti, e con il suo bastone disperse i nove soli, lasciandone uno solo, quello che ancora oggi percorre il firmamento. Molto tempo dopo, un bozzolo cadde dal gelso nella tazza di tè dell'imperatrice Leizu, il filo si srotolò e nacquè nella mente della regina l'idea della seta, telai e pazienza operosa; da allora il gelso nutrì i bachi e vestì gli uomini. Ovidio narra poi di due amanti fedeli, separati dal destino come Romeo e Giulietta, sotto un gelso bianco versarono lacrime e sangue d'amore, così i frutti divennero rossi e scuri come la passione. Da quelle more nacque il vino di gelso e ciliegie, memoria del cuore che arde senza consumarsi; nel Sud d'Italia il gelso bianco e nero vive come arbusto potato, tagli un ramo e nuovi germogli chiedono di crescere. Le sue foglie in tisana, bollite o al vapore, rasserenano e ristorano, sciolgono stress e inquietudini, sono ipoglicemizzanti e ipotensive, antinfiammatorie e antibatteriche. Il gelso nero sostiene respiro e circolazione, con radici purganti e foglie antitussive, le bacche hanno antiossidanti e Resveratrolo, vitamine e sali, proteggono da invecchiamento ed anemia, recando vigore ed energia. Il gelso bianco fatto fermentare, dolce quasi come l'uva, dona un vino gentile che nutre la vita.

345:tarot07.VII -lume345 Le |CHARIOT: Mantieni la direzione con coraggio e forza di volontà. Il Carro simboleggia il controllo sulle forze contrapposte, il viaggio verso il successo e l’ambizione che guida il cammino. Ti invita a domandarti quanto della tua vita è scelta libera e quanto è imposta. Con prudenza e determinazione, affronta le sfide, guida il tuo destino e preparati a trionfare. È la vittoria che nasce dall’equilibrio tra disciplina e passione, la forza che fa avanzare il carro verso nuove conquiste. |Agosto10-sanLorenzo stelle cadenti, arrivano i venti, stelle tremule e appannate, sono piogge assicurate # Mantieni la tua direzione e affronta le sfide con coraggio; potere di forza di volontà, successo intuitivo, riuscita, viaggio, figlio, uomo ideale o seduttore, velocità, stranieri, entusiasmo, ambizione. Il Carro visto in modo frontale, è condotto da un generale, giovan guerriero incoronato, mentre trattiene due cavalli, uno blu ed uno rosso, che tendon direzioni opposte, come carrozza di Gurdjeff, controllo su nostri passi, a ottener quanto vogliamo, come in traccia solco dritto, rito agrario a Marta etrusca, di carro trainato da buoi. FAUL: carro San Salvatore, la |Gloria, il trionfo spirito su natura, in processione Corpus domini, esibizione del trittico agrario, del buon raccolto Carnevale. Rappresenta anche ascensione, di Maria beata immacolata, chiede prudenza e perizia, coraggio a salir carro, nel tragitto verso Eden. Il Carro pone domande, su quanta parte nostra vita, sia schiava del dovere, di società o famiglia, il condottiero suggerisce, cosa vorremmo diventare, e onestamente fare scelte, per tale scopo destinare, il consultante tiene in mani, le redini del proprio agire, è colui che si trova, a decider suo destino, |Trionfo e vittoria, a volte anche vendetta, il significato cambia verso, se appare capovolto, impatta anche veloce. BOSCH: la violenza è una volontà di carne ricoperta di metallo, di fronte a essa non hai difesa. CINA 45: La raccolta, o Cina 7 shih: |l'Esercito, che può avanzar o perder battaglia, o Cina 35: il progresso. AFRO: animali caccia-pastorizia, Oya dea di tempesta e cambiamenti in Nigeria. |Ibeji per Alice Santana, bambini gemelli. BOCCACCIO: |Carro va avanti, nel percorso ci può essere una piacevole sorpresa, cogliere l'occasione.| La Cannella, con le sue proprietà analgesiche e stimolanti la digestione e la circolazione, è parte di un’antica miscela di spezie usata anche per alleviare tosse e muco. La Noce moscata, seme profumato, agisce sul sistema nervoso, stimola l’appetito e i sogni, aiuta la digestione e calma dolori articolari e muscolari; se assunta in dosi elevate, può avere effetti allucinogeni o abortivi. La Curcuma, radice dal sapore amaro-pungente, protegge il fegato, riduce infiammazioni articolari e digestive. I Chiodi di garofano, con il loro potere antidolorifico e antisettico, alleviano mal di denti e tosse. Il Cardamomo favorisce la digestione e calma i nervi, mentre il calamo ha funzione espettorante e rilassante muscolare. La Nigella, semi usati in cucina e medicina, apporta benefici con i suoi oli essenziali e proprietà nutritive.# |CANNELLA corteccia, Cinnamom zeylanicum, analgesico Alloro, con poter carminativo, stimola fuoco digestivo, e la sudorazione, respiro ed urinario, e sangue circolazione, betel zenzero cannella, 8 spezie infusione allevian tosse muco, e stimolan digestione. Filippo Sassetti, riporta nel 600, che i frutti di cannella, fan ebbri i suoi colombi, ed altri uccelli selva. |MIRISTICA fragranza, albero sempreverde, che reca un seme, mandorla essiccata, ovale arrotondata, noce di Mascate, luogo iniziale, di Arabi mercanti, che da Indonesia, la portano in Eurasia, Africa e Tartaria, spezia eccitante, per suo aroma forte, in tasca o sul collo, psicotropo dei poveri, pillola di amore, ai primi 900, se ingerita troppo, sopra 5 grammi, simil-stupefacente, dà allucinazioni, sudorazion palpitazioni, o sà essere abortiva; contiene eugenolo, che calma mal di denti, potassio calcio ferro, miristicina e safrolo. Noce moscata, è seme decorticato, mentre parte esterna, mallo detto macis, è spezia men pregiata, usata in cucina, per dolci e budini, creme e cannelloni, ravioli e tortellini, a base formaggio, carne o spinaci: amano tedeschi, sua spolverata, sopra vin caldo, formaggio carne e uova. Infuso aiuta pancia, 1 pizzico per volta, ritorna appetito, e stimola i sogni, efficace a trattare, cervello degrado, infezioni renali, mancanza di controllo, pur nella minzione: aiuta sonnolenza, rilassa spasmi muscolari, asma e indigestione, nausea vomito diarrea, dolori articolari, pressione arteriosa, impotenza maschile, cattiva circolazione, olio essenziale, ad argilla mesciata, applica su gonfiore, sollievo da dolore, muscolare e articolare, e con acqua miele, rende pelle chiara, riduce cicatrici, la trovi in dentifrici, assieme a cannella, antisetti antimicrobico. Hildegarda consiglia, Biscotti per nervi, a pulir amaro cuore, aprire sensi ottusi, mangia ogni giorno, ecco ricetta, 3 spezie polverizza, 45gr Cannella, 45gr nocemoscata, 10gr chiodigarofa, 1kg farina farro, 1 bicchiere acqua, burro uova e lievito, zucchero bruno e sale, molte mandorle grattate: la pasta lavorata, a rotolo nel frigo, dura taglia a pezzi, cuoci a 280, 5-8 minuti; fortican biscotti, occhi chiari e buon udito, gusto olfatto e tatto fine, coraggio e cuore allegro, adulti fino a 5, ai bimbi solo 3, sennò diventan furbi, ciò aiuta concentrarsi, nello studio a scuola. Noce Moscata agisce, sui nervi e intelligenza, a mandorle mesciata, aiuta concentrare, come Sardonice pietra, che indossata a pelle, e leccata spesso, fortica 5 sensi. |CURCUMA spontanea, indonesian Temoe, sapore amar pungente, la radice protegge, in infuso x fegato, o digerir proteine, riduce pur batteri, e sfiamma tonsille. Curcuma potente, antidolore naturale, ottimo ORAC spice, sfiamma articolare, con Eugenia chiodi, Origano e Ginger, aiuta la salute, con Pepe e Cannella. |CHIODI GAROFANO, repel pidocchi vesti, precauzione a chi ha, ipertensione ritmi, olio di Cloves, ha virtù antidolore, che riduce mal di denti, e mitiga tosse: sono Fiori secchi, pungenti sulla lingua, a zenzero alleato, inalo e spurgo naso, gocce di fomenti, x tosse secco fiato, disinfettano bocca; Chiodi masticati, calman cefalee, anestetici locali, o Orac primari, aggiungili al riso, e spezie miscelati. Semi |CARDAMOMO, eletta cardamom zingi, agiscono sui nervi, sistem circolatorio, digesti respiratori, riduce gas intestini, precauzion chi ha ferite, ulcere sanguigni. Acoro |CALAMO piccante, infuso espettorante, i muscoli rilassa, emetico importante, polvere da fiuto, assunta ugual tabacco, allevia congestione, al sinusale reparto. |NIGELLA DAMASCENA, fiore color cielo, detto damigella, fanciulla scapigliata, ha molti stami a Maggio, Ranuncolace annuale, di campi e giardini, ha foglie filiformi, Venere capelli, Nigella nigra semi, viene da Damasco, va in Inghilterra, in vecchi cottages, Love-in-a-Mist, fiori azzurri o bianchi, solitari su stelo, 25 sepali, che attirano api, si muovono in cerchio, attorno al centro fiore. Nigella sativa, è Cumino nero coltivata, roman coriander, semi con fiori, lo usano islamici, succedaneo al pepe, aromatizza vino; olio semi è spezia, misto in insalata, omega 3 e 6, oleico e linoleico, ha vitamina B, semi con miele, sebbene contiene, alcaloide damescenina, e melantina saponina, usa poca quantità. Damigella arvensis, è meno frequente, vive stessi ambienti, fiori + semplici, semi + tossici, frutto a piramide rovesciata, usa su abiti, repelle vari insetti. med_ildegarda06.m4a
lume345-|Nocemoscata mito, si narra in isole Molucche, nacque da un uovo custodito, dagli spiriti del mare e del vulcano: quando il guscio si aprì, emerse un albero profumato, capace di scaldare il cuore, risvegliare i sogni, e conservar memoria d'avi. Noce moscata divenne spezia, di veglia medicina e visione, e Ildegarda la conobbe, grazie a sue visioni ponte, tra corpo nervi e anima; suo seme stimola appetito, immaginazione e psiche invito, calma dolori muscolari, ma in dosi eccessive ti confonde, perciò va usata con misura, come ogni pianta che apre, soglie a mondi interiori. |Cannella riscalda digestione e circolazione. |Chiodi-di-Garofano alleviano dolore e tosse. |Cardamomo calma i nervi e favorisce il respiro. |Curcuma protegge fegato e articolazioni. |Calamo scioglie muco e tensioni. Ildegarda insegna a far biscotti, per fortificare nervi e cuore, intelletto e buon umore: gli adulti mangian quattro al giorno, i bambini due o tre, altrimenti fan troppo furbi. Ricetta è farro miele e mandorle, burro uova e noce moscata, cannella e chiodi di garofano. La Luna guida il dormiente, nelle sue veglie notturne, in pellegrinaggi visionari, tra spezie e un fiore viola, la |Nigella scapigliata, piccoli semi profumati, digestivi e vermifughi, usati nei biscotti, vini spenti oppure infusi, contro bronchiti e allergie, asma e spasmi muscolari. Così le spezie si fan stelle, che riscaldano il sangue, rischiarano i pensieri, e insegnano misura, tra sogno e nutrimento.

347:tarot09.IX -lume347 |EREMITA: Eremita invita alla riflessione solitaria, introspezione e ricerca della conoscenza interiore. Simboleggia saggezza, prudenza, esperti e antenati, legami con tradizione e mistero. La carta indica prudenza, discrezione, lenta maturazione di cambiamenti concreti e durevoli. Richiede perseveranza, pazienza e fiducia nell’aiuto dell’universo. È legata all’inconscio, sogni e capacità di giudizio lontano da influenze esterne. In amore suggerisce riscoperta emotiva e intimità duratura; sul lavoro, costruzione passo dopo passo. In rovescio segnala superficialità, dipendenza da luoghi comuni e prigioni interiori. Riferimenti culturali e storici: San Girolamo in eremo, Bosch, orisha Ossaim e San Bernardo di Chiaravalle. Le interpretazioni cambiano con posizione e contesto: introspezione, confronto con tradizione, responsabilità e discernimento. Invita a resistere, avanzando lentamente ma con sicurezza, usando poteri solo quando necessario.# Prenditi del tempo per solitaria riflessione. Crisi di coscienza, ricerca iniziazione, conflitto interno, solitudine, esperto, medico, terapeuta, padre, antenati, libro o contratto terminato, prudenza e segreto, protezione. Il Vecchio Vegliardo, Saggio appoggiato ad un bastone, avanza reggendo una lampada, è Diogene che afferma di cercare l'uomo in ogni cosa. Eremita è il |cercatore solitario di conoscenza interiore, giudica con cautela e prudenza, ricerca mirata e cosciente, sperimentata, lontano da influenze esterne, e ritiro dagli affanni mondani, quanto siamo soli e come vorremmo rimanerlo in alcuni momenti? Filosofo delle verità, oltre le apparenze, cambia significato in base alla posizione assunta nel gioco e al verso in cui compare: eccesso di solitudine, chiede un confronto con l'età, le malattie fisiche e dell'anima, con responsabilità di testimoniare quello che siamo e sappiamo, agli altri, oppure di tacere. Eremita conduce al confronto con la tradizione, che possiamo rifiutare o rinnovare, forze interiori che spesso rifiutiamo o critichiamo, lentezza come virtù a sei mesi dal consulto, o perdurare di più, eppur si muove! anche se lento, in modo sicuro e prudente, un cambiamento di fase, prima di raggiungere il concreto e durevole, l'Eremita usa i suoi poteri solo quando necessario, a volte di nascosto senza mostrarsi. Al consultante viene chiesta perseveranza e pazienza, fiducia e ricerca, con la promessa di un buon risultato, anche se sembra lontano. Suggerisce di non farsi demoralizzare e di resistere, perché le forze dell'universo sono dalla sua parte, assicurando aiuti consigli e protezione. Simboleggia un ottimo legame con il proprio inconscio e la capacità di interpretare i sogni. In amore può simboleggiare una riscoperta della sessualità e intimità delle emozioni a essa legate, oppure un amore destinato a durare. Il più delle volte l'Arcano annuncia un periodo di solitudine, introspezione teso a grandi sviluppi, e alla necessità di ritrovare se stessi. Sul lavoro enfatizza la perseveranza nel tempo, a costruire passo dopo passo, anche se tutto sembra immobile e impossibile. Carta rovesciata indica superficialità e dipendenza dai luoghi comuni, prigione da cui uscire. FAUL: |SanGirolamo, ex frate che a metà 500 scelse di ritirarsi in un eremo scavato nella roccia, nella faggeta di Monte Fogliano, a 1km dal convento di Sant'Angelo, per pregare e meditare la via religiosa dell'alchimia interiore. BOSCH: Pensieri, con le sue sole forze l'uomo può trarre ristoro da una forma mostruosa come se fosse la più angelica delle visioni. CINA 61: |Verità-interiore, o Cina 36: Oscuramento, in senso rovesciato. AFRO: Deng stregone del Sudan, si ritirò dagli umani per cercare l'essenza. |SanGiacomo-Ossaim Orisha delle foreste e delle foglie erbe, Purgatorio medicina, sacrifici. BOCCACCIO: un corpo appetitoso turba anche uno spirito ascetico, senza farsi ingannare da ipocriti e falsi virtuosi in agguato. |Agosto20 rinfresca il bosco, |sanBernardo Chiaravalle matura grano e mosto| Basilico (Ocymum/Tulsi): foglie e fiori freschi in estate, essiccati o sott’olio, insaporisce cibi; pianta sacra di Krishna, labiate, strofinate allontanano zanzare. Tulsi calma stress, seda sistema nervoso centrale, analgesico e antibatterico; tisane con melissa prevengono cefalee estive, tagliando cime prima dei semi. Pulmonaria officinale: perenne, rizomatosa, rosetta pelosa a cuore, corolle rosse; cresce in ombra umida montana. Foglie sudorifere, astringenti e espettoranti, leniscono catarro, tosse, gastrite e ferite, depurano vescica e pelle, usata in minestre e tè. Borrago/Viperina: fiori blu con occhi gialli; cura occhi, orecchi, astenie muscolari, morsi di vipera; mitologia legata ad angelo e donna mortale. Infusi di semi contrastano malinconia.# |BASILICO-ocymum, |Tulsi tropicale, foglie apici fiori, freschi tutta estate, essicca serbati, sottolio sacchi frizer, saporisce insalate, minestre latte pizze: pianta di krisna, forza labiate, strofina foglia pelle, allontana zanzare, su spine emolliente, Tulsi santo indiano, calma lo stress, seda il centrale, analgesi anti-batter: in tisane con melissa, contrasta cefalee, di estate continuo, taglia sue cime, usale e previeni, che vada in seme prima, da radio protegge, antipiretica serve. |PULMONARIA officinale, perenne a rizoma, ramifica strisciante, sviluppa rosetta, fusti alti 30, tutta pianta pelosa, rosetta a forma cuore, 1 rossa corolla. Polmonaria cresce, ombra umida montan, le vitamine reca, in terme Fiuggi va, cura pur geloni, screpolate contusion, foglie sudorife, astringe catarro, usa in minestre, foglie e cime fior; foglia macchiata, a zone biancastre, + chiare del resto, alcune sen macchie, tessuto polmonare, agiva espettorante, a tosse bronco-petto, decongestionante. Tè caldo fiori foglie, come fa Borrago, depur vescica reni, e rosolia di pelle, calma tosse e stress, lenisce gastrite, vulnerar cicatrizza, qualsiasi ferite. |Borrago-Viperina, il mito racconta: 1 angelo cacciato, poi si innamora, di 1 donna mortale, penitenza seminò, Nontiscordardime, Misotide scorpion; su pascoli monti, fior blu occhi gialli, cura occhi e orecchi, astenie muscolar, Viperina azzurra, sua cugina celeste, cresce bordi strade, morsi vipera cura, suo infuso di semi, malinconia confuta. basilico_benefici.m4a
||Basilico-rilassante, emolliente su punture, ingrediente per lo spray, anti-zanzara fai-da-te, due foglie di Basilico, assieme un ramo Rosmarino, cinque foglie Menta, e 5 chiodi di Garofano, alcool a macerare, filtra dopo un giorno, aggiungi a un litro acqua, e metti in bottiglia |spray, spruzza sulla pelle, anche dei bambini, ogni qualvolta serve; se vuoi estratto in acqua, fai macerar 40 giorni.

359:tarot21-lume359-Orniello della manna (Fraxinus ornus) è un piccolo frassino dell'Europa meridionale, spontaneo anche in Piemonte e coltivato nelle Madonie per la produzione della manna. Predilige terreni aridi, calcarei e soleggiati. La raccolta si effettua da fine luglio ad agosto (talvolta fino a settembre), con clima molto caldo e asciutto, quando l'albero è in leggero stress idrico. Prima incisione: scegli un tronco vigoroso di oltre 8 cm di diametro, pratica un solo taglio di prova, lungo circa 5 cm, sul lato più soleggiato; incidi con 2-3 passate leggere: la prima rimuove la corteccia esterna grigia, la seconda raggiunge la corteccia interna più chiara (floema verde-giallastro o crema appena umida), la terza sfiora appena l'alburno, legno giovane bianco-avorio, qui fermati, il taglio deve essere netto e liscio: se hai inciso correttamente, dopo poco dovresti vedere comparire una lucentezza sulla superficie del taglio, poi piccole perle di linfa che si uniscono in una goccia e iniziano a colare. Entro pochi secondi o minuti dovrebbe comparire una goccia limpida o leggermente lattiginosa che trasuda lentamente; con aria calda e secca (30-35 °C) la linfa si addensa e nelle ore successive solidifica. Se non esce nulla, non approfondire la stessa ferita: attendi qualche giorno di caldo intenso e riprova. Se invece la linfa esce abbondante e acquosa, il taglio è troppo profondo. Fotografa il taglio subito, dopo 15 minuti, dopo 2 ore e il giorno seguente: se la prova riesce, prosegui con pochi tagli, praticandone uno nuovo 2-3 cm sopra il precedente ogni giorno. La manna solidifica all'aria formando i caratteristici cannoli, mentre quella aderente alla corteccia è detta manna in rottame. La prima raccolta si effettua dopo una settimana, quando la manna è ben asciutta, poi si completa l'essiccazione in luogo ventilato. Ricca di mannitolo, zuccheri e sali minerali, la manna è tradizionalmente usata come delicato lassativo naturale e dolcificante. BOCCACCIO scrive: spirito e corpo procedono assieme, non cercate lontano ciò che avete vicino. L'arcobaleno riporta il sereno.| Orniello della Manna (fraxinus ornus), anche conosciuto come frassino minore, è un albero o arbusto che cresce spontaneamente in Europa meridionale, in terreni secchi e soleggiati, come quelli delle valli piemontesi e delle colline siciliane. Ha una chioma a forma di cupola e da una corteccia grigia liscia, fiorisce a maggio con spighe bianco-gialle: la sua linfa, chiamata manna, è storicamente estratta dalla corteccia incisa e usata come lassativo e purgante, oltre ad essere impiegata per combattere la febbre. La manna solidifica all'aria in cannoli e ha proprietà dolcificanti. Betulla (Betula pendula), originaria delle zone fredde, è un albero che si distingue per la sua corteccia bianca e liscia. Le sue foglie e la resina sono utilizzate in medicina popolare per curare ferite, eczemi e punture d'insetti. La resina, che può essere bollita e applicata su ferite, è anche utilizzata per preparare birra minerale con proprietà diuretiche e drenanti. I rami della betulla vengono usati per la purificazione del corpo e per il trattamento di malanni. Le due piante sono apprezzate per le loro capacità di purificare l'organismo, stimolare la circolazione e migliorare la salute della pelle.# |Orniello-della-MANNA, frassino minore, |Fraxinus-ornus, albero o arbusto, vive sud Europa, chioma cupola schiacciata, corteccia grigia liscia, foglia caduca chiara, fiorisce maggio aromi, spighe bianco gialle, e frutti samare; ama terre secche, sopporta mare e city, cura aridi pendii, Appennino fin Sicilia, spontaneo in Piemonte, in valli soleggiate, a ripar dai venti nord, nei boschi Monferrato, compete con Querce, Cerri e Roverelle. Orinello colonia, già da 30 anni, presso il Castagno, aperto ed arioso, ama arido roccioso, calcareo o argilloso, presente nei Laureti, tra macchie, e colli Faggi. Duosicilia coltivava, x produzione manna, incisi rami-fusti, con la mannaia, linfa zuccherina, estrae incisa corteccia, stalattiti ancora amare, a contatto con aria, solidifica in cannoli, dolcifica e schiarisce. Lassative e purgante, manna sciolta in latte, toccasana zuccherino, detto Mannosio, |Mannitolo in alcool, zuccheri e sali, febbri pure sfiamma. Orniello differenzia, da Frassino maggiore, per portamento bonsai, foglie + tonde chiare, tronco più contorto, o dritto affusolato, a primavera produce, profumate fioriture; con Salice delimita terre, fa sostegno a fili vite, adatto per viali, legno mobili e tannini, sotto esso crescon funghi, sebbene non simbionti, se associato a Querce, Leccio Rovere o Cerro, Porcino e Ovolo buono, Amanita Cesarea, presenti in bosco Orniello, porcini primavera. |BETULLA berjoza russa, a cui legano avi, utili alla vita, Freya Luce ai germani, Brida celta amica soma, fungo simbiosi, tronco bianca luna, corteccia liscia noti; rami a fustigare, corpo nudo nel banja, x sangue circolare, e pelle riparare, sue galle-ferite, fa resina gialla, che cura ferite, e colora viso dama; rami e fuoco pecka, son piccole torce, brucia senza fumo, a polmone drena scorie, illumina il mondo, suo latte cur malanni, tien pulito corpo, cogli incisi tagli: acqua fermentata, diuretica drenante, attinta a cannuccia, birra minerale, resina essuda, pestata e bollita, cura ulcere ferite, pece di betulla; su eczemi e punture, insetti repelle, a Maggio reca fiori, e foglie x tisane, di resina coperte, appiccicosa canforata, sfiamma bocca e derma, foglie a macerare, in vino bianco medicinale. TAROT XXI_|Le-MONDE: Riconosci il tuo percorso e celebra il tuo successo; realizzazione su tutti i piani, quintessenza, altre persone ci offrono aiuto, delegare organizzare, visione delle quattro direzioni o accampamenti, viaggio, soluzione quadratura cerchio, trovare il proprio posto nel mondo: una donna seminuda al centro di una corona, regge due bastoncini nelle mani, circondata da una mandorla di foglie di quercia, mentre ai quattro lati della carta compaiono i simboli degli Evangelisti e dell'apocalisse: Angelo (Matteo) Aquila (Giovanni), Toro (Luca), Leone (Marco). La carta compendia due figure geometriche, cerchio e quadrato, simbolo di Cielo e Terra, e simboleggia la sintesi ultima, la raggiunta quaternità alchemica, il successo, l'azione magnetica del cosmo: solo chi possiede tutte le virtù diviene mondo, cioè puro e universale. Il mondo poichè è completezza e integrazione degli opposti, potenzia i significati di tutte le altre carte a essa collegate, a dritto o rovescio, paradosso del divino (Sè o fonte) nel corpo degli umani, invitando magari a chiuder cicli di vita o aprirne di nuovi, vivere in modo emotivamente costruttivo ciò che gli eventi pongono o sottraggono. |FAUL: una delle città dei Papi, riflesso della città celeste interiore che muove tutti, come nelle storie cinquecentesche di Annio da Viterbo, dove le lettere della parola Faul, scolpite sui quadranti di un globo custodito dal leone alchemico di Nicea, sarebbero l'acronimo dei quattro castelli di slava memoria, Fanum Voltumne, tempio e bosco sacro della confederazione etrusca, Arbano, Vetulonia e Longula, quartieri poi uniti che diedero origine allo stemma/mandala della prima città tirrenica dei papi. BOSCH: se siamo in grado di accettare ogni cosa di noi, nell'ombra come nella luce, allora siamo completi. AFRO: Oduduwa, prese al fratello Obatala il compito di finire la creazione di Olorun, Nigeria. |Oxalá, Gesù Cristo in empireo 
lume359-Talvolta la vita chiede una piccola incisione, non una ferita che lacera, né una prudenza che trattiene tutto, solo un gesto preciso, capace di sfiorare ciò che è vivo. L'orniello insegna questo: quando la lama arriva appena all'alburno, compare una goccia limpida, se si insiste la linfa si disperde. Se ci si ferma prima, nulla affiora; la manna nasce solo nel punto esatto in cui forza e delicatezza diventano la stessa cosa. Anche l'essere umano custodisce una soglia simile, le esperienze che ci attraversano possono irrigidirci o svuotarci; eppure, quando troviamo la misura giusta, ciò che sembrava una ferita diventa nutrimento. Il tempo, come l'aria calda dell'estate, compie il resto: la linfa si fa dolcezza. La Betulla ricorda che talvolta occorre lasciar scorrere ciò che appesantisce. L'Orniello mostra il passo successivo: ciò che rimane può trasformarsi in manna. Forse il compimento non consiste nel diventare perfetti, ma così interi da non dover più scegliere tra proteggersi e aprirsi (XXI Mondo). Come il cerchio che contiene i quattro punti del cielo, anche il cuore trova il proprio posto quando ogni direzione può finalmente comunicare con le altre. Allora la ferita non è più il centro della storia. Lo diventa la dolcezza che ha saputo nascere da essa. Orniello insegna: se ferisci troppo, l'albero sanguina.; se non osi abbastanza, non nasce nulla. La manna compare soltanto in quella soglia sottilissima dove forza e delicatezza diventano la stessa cosa.



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