
Fagiolini figli della milpa, campi con mais, zucca e meloni, equilibrio agricolo e sociale, mangia teneri baccelli, verdi o gialli o lunghi, ricchi di fibre e vitamine, che calmano ansia e fatica, aiutano il sonno ed il colon, sostengono vita frugale. Le varietà rampicanti, come il Dolico stringa, recan raccolti fino autunno, mentre altri in Amazzonia, pure sacri ma tossici (sofora, abrus), sono usati a far rosari, portafortuna quotidiani. Regno di Napoli, terre fiume Garigliano, |Notarjanni 815, nebbie vapori a marzo e novembre, su colline scaldate, luoghi bassi a valle, dove spira il mare.# Gennaro spesso asciutto, Estate rada pioggia, a forza di tropea, sollevata da nord-ovest, se viene da nordest, porta grandin devasta, cime monti neve inverno, ogni pianta adatta: a destra Garigliano, uomo entra a sera, a sinistra di fiume, comodi senza lena, così proprietari, coltivan terre da se, famiglia beve vino, 3 vitti fino a sera, pane grano india, legumi olio base, vesti canapa sono, scarpe cuojo fatte, donna sottoveste, stretta rossa elegante, 10 ducati costa, come zappa pala e falce. Ogni colon divide, campo in 3/4 parti, ha straulo aratro vanga, forcina carro, semina alternato, biade civaje e grane, usati x polenta, lavati oppur tostate. Milpa è 1 campo pulito, seminato a varietà, consociazione di meloni, Mais zucca e avocado, fagiolini e pomodori, con arachidi e girasole. |FAGIOLINI son chiamati, fagioli mangiatutto, se han baccello verde, cornetti o tegoline, ogni regione ha soprannome, baccelli larghi e piatti, Meraviglia di Venezia, lungo e un pò ricurvo, color giallo o viola. Questi teneri legumi, li mangi con baccello, sono un vero toccasana per chi vive in frenesia, contro stress e ansia, vitamina B6, meglio cotti a vapore, preserva benefici, aiuta serotonina, e sonno favorisce, diminuisce la fatica, persino i malumori: Rucola e Fagiolini, antiossidanti naturali, primo è Beta-carotene, che radicali spazza via, con veloce cottura, intatti fino al piatto. Fagiolini e piselli, fibre amiche al colon, riequilibra intestino, sebbene poche proteine, hanno vitamine e sali, e un gusto apprezzato, da adulti e bambini. |SOFORA occhio nero, Abrus precatorius, India Kudra-mane, Dolichos legumi, tossici agli umani, rampicante tropicale, foglie pennate e fiori rosa, reca corti baccelli, semi rosso vivo, con la punta nera, usata x collane, e perle per |rosari, gioielli naturali, |Ayurveda pianta medicinale, braccialetti e cavigliere, allontana malocchio, e invita alla fortuna; tiene abrina tossina, simile alla ricina, di Ricinus communis, in Florida invadente, ha profonde radici, semi in latte bolliti, denaturan proteina, in Borneo e Amazzonia, estetica amica.
|Fagiolino Dolico è, |Dolichos sesquipedalis, rampicante mangiatutto, detto Stringa di 1 metro, seme rosa tu semina, da marzo a luglio incluso, cogli poi da luglio, fin novembre incluso. Fagiolino senza filo, mangia baccello immaturo, fagiol dall'occhio esiste, pianta nana e precoce, facile a coltivare, regge poca acqua; se vuoi ricavar semi, lascia qualche baccello, secco estrai e stipa, per anno successivo, semina aprile a luglio. Svyatogor è un gigante-eroe nella tradizione slava, giunto nelle isole britanniche e finito nelle fiabe popolari inglesi di Cornovaglia, come Jack e il fagiolo, o il cacciatore di giganti. I giganti, devler-gibi in lingua turca, nelle fiabe son spesso rinchiusi in bottiglie di vetro e posti nelle cave, vigneti, foreste, castelli, città in cielo, Tartaro, sottosuolo e sotto acqua, dove solo un albero gigante permette di raggiungerli; questo cresce come asse cosmico che collega oceano interno ed esterno, e sui suoi rami sta il nido dell'uccello divino Khan Garuda. Nelle fiabe, tale scala può essere scalata dagli sciamani: un ragazzo vive in povertà con la madre vedova, la mucca che dava loro latte smette di produrre. Jack è mandato a venderla al mercato. Incontra un vecchio che gli offre fagioli magici in cambio della mucca. Jack accetta, ma la madre, arrabbiata, li butta fuori dalla finestra. La mattina dopo cresce una pianta di fagioli gigantesca che raggiunge il cielo. Jack si arrampica sulla pianta e scopre un castello abitato da un gigante: ruba un uovo oro, poi una gallina e infine un'arpa magica. Il gigante li insegue, Jack taglia la pianta e il gigante precipita, Jack e la madre vivono felici e agiati.# Jack della Cornovaglia, uccide una serie di giganti malvagi durante il regno di Re Artù: il gigante Cormoran mangia il bestiame, allora Jack lo lusinga o lo attira in una fossa-trappola e lo uccide. Poi affronta altri giganti, libera prigionieri e si distingue per ingegno e audacia; usa cintura magica, stivali, mantello, spada e fagioli magici per salire al cielo dei giganti e rubare tre tesori (oro/argento, gallina che depone e infine l'arpa magica che grida Padrone padrone! quando la rubano) nel castello del gigante. L'arpa è il dono creativo, energia della musica che risuona nell'anima e ci fa alzare al mattino, quando Jack la prende, il gigante viene allertato e costringe Jack alla fuga, ma solo con essa Jack completa la sua via: tagliare la pianta, far cadere il gigante. |Punto di vista psicologico (junghiano e von Franz, fiaba nel processo di individuazione, viaggio dell'Io verso la scoperta e integrazione del Sé (petissage), il bambino ingenuo diventa individuo consapevole, capace di dominare le proprie energie interiori. Jack è l'Ego junghiano giovane e ingenuo, che deve maturare e affrontare il mondo interiore, uscire dalla dipendenza di madre e povertà e fare un viaggio verso la sua completezza. La madre junghiana è l'anima femminile da integrare nell'uomo, principio materno inconscio, il distacco da lei segna l'inizio dell'autonomia psichica: nella fiaba jack deve superare tale dipendenza che lo limita, uscire da quel legame per diventare uomo intero. La pianta di fagioli è albero del mondo, axis mundi, ponte delle gazze tra terra e cielo, tra conscio e inconscio: salire equivale a penetrare nel regno dell'ombra, Jack sale attraverso il suo sviluppo interiore. Il gigante junghiano è l'ombra, forza inconscia, energia psichica non integrata che va affrontata. Jack ruba alla casa del gigante i tesori che in realtà appartengono all'eredità del padre (in alcune versioni), compie una ri-appropriazione del sé. I tesori (oro, gallina, arpa) sono le funzioni psichiche recuperate: energia vitale, fertilità, e voce creativa dell'anima. Ngombi è arpa magica, creativa voce interiore che chiama all'azione e ha potere di mutazione; rubarla è prendere possesso di un potere interiore che al tempo stesso attiva la resistenza (il gigante/ombra) che deve essere affrontata. L'arpa magica è salvifica/creativa, punto critico di svolta che dà voce all'ego: quando ngombi chiama, l'inconscio gigante è allarmato, e il processo di integrazione è imminente, la forza arcaica e distruttiva dell'Ombra (energia istintiva, complessi paterni). Il taglio della pianta è la chiusura del ciclo: l'Io non ha più bisogno di un ponte esterno, perché ha integrato la propria parte inferiore/superiore. La Prima angolazione (psicologica) si specchia nei Tarocchi e I Ching, dove l'intero Cammino degli Arcani Maggiori narra la fiaba di Jack: Il Matto è impulso iniziale ingenuo; Mago e Papessa sono forze conscia/inconscia; La Torre è la caduta del gigante e la rottura del vecchio ordine; Il Sole e Il Mondo sono fusione finale del Sé. L'arpa magica è il Giudizio e il Mondo, vibrazione che risveglia e armonizza tutte le parti della psiche. Anche le carte di Kaplan riflettono l'intero ciclo di crescita psichica. Jung consultava spesso il Libro delle Mutazioni, e diceva che riflette le mutazioni dell'energia psichica in 64 stati possibili dell'anima. |2.Punto di vista storico-sociologico: mito come eco di memorie collettive passate. Le fiabe dei giganti riflettono la memoria di esseri o popoli pre-umani ricordati in molti testi antichi: i Nefilim della Genesi (figli degli dèi e delle figlie degli uomini), i Titani greci, Anunnaki mesopotamici o giganti della Tartaria delle steppe eurasiatiche, impero abitato da persone di statura elevata, conservato in leggende rumene e sarde, dove i giganti son chiamati tartars, o in edifici e porte monumentali, strutture megalitiche dell'ex impero, frutto di una civiltà di uomini più grandi del normale (giganti). La fiaba di Jack esprime la lotta dell'uomo comune contro il potere sovradimensionato (il signore, il gigante, l'impero), dove Jack è l'astuzia popolare che vince la forza bruta. In chiave biblica, tema salire verso il cielo e rubare tesori divini richiama la Torre di Babele e la ribellione di Prometeo: un'ascensione punita o riscattata. La fiaba conserva in simbolo le antiche paure e ammirazioni per le potenze superiori, divine o pre-umane, e come archetipo di caduta, potere e trasgressione divina, si specchia nelle carte dei Tarocchi di Torre di Babele (punizione della superbia umana), Diavolo e Giudizio, cioè l'incontro con forze superiori a volte mostruose (i giganti, i Nefilim). Papa o Imperatore incarnano il potere istituzionale e sacerdotale, il gigante sociale che l'eroe sfida. I Ching riflette il confronto tra potere oscuro e luce interiore (Jack contro il gigante) negli esagrammi 44, Il Farsi Incontro (apparire del Potente), e 43, La Risolutezza. Gli oracoli biblici, angelici o cabalistici (Sefer Yetzirah) organizzano il cosmo in gerarchie di potenza, forze giganti che il mito/fiaba deve umanizzare: rapporto dell'uomo con il potere, la colpa e la trascendenza. |3.Punto di vista ontologico / narrativo: la fiaba parla dell'essere in divenire, in un ordine cosmico tripartito: il basso (terra povera, umano), il medio (pianta-scala, ascesa), l'alto (castello del gigante, dominio del potere). L'eroe attraversa i tre piani, li unisce e li riequilibra. Il fagiolo (crescita, ascesa) mostra la forza vitale che si sviluppa spontaneamente: è l'Essere che si auto-trascende, la vita si rinnova attraverso rottura e conquista: rubare all'essere sovrumano i suoi tesori è la legge stessa della creazione, non un peccato ma un atto fondativo: movimento per cui la vita umana si appropria dell'energia divina per continuare a creare. Tale fiaba si riflette nei Tarocchi come struttura numerica (0-21 come mandala dell'Essere e la pianta che collega terra e cielo) e nell'I Ching come cosmologia del cambiamento. 22 Arcani Maggiori come nascita, sviluppo, morte e rinascita dell'essere; ogni carta è una forma dell'essere (Essenza in movimento): Il Matto è il divenire e Il Mondo è l'Essere compiuto. I Ching è sistema ontologico per eccellenza: 64 mutazioni che descrivono l'Essere in mutazione o la pianta di fagioli che cresce; ogni esagramma è una modalità dell'essere, stati dell'essere oltre i personaggi o eventi. Oracoli polinesiani e africani (Ifá o Fa) usano combinazioni binarie analoghe all'I Ching per descrivere il movimento vitale universale. |4.Punto di vista cosmologico / mitologico: eco della creazione del mondo e dei cicli cosmici. Il mondo nasce dal corpo di un gigante primordiale (Pangu in Cina, Ymir nella mitologia norrena, Purusha nei Veda, Taroa o Tagaloa in Polinesia). I giganti sono qui forze cosmiche originarie la cui morte dà forma al cosmo. La pianta che cresce fino al cielo è immagine dell'albero cosmico/axis mundi che collega Cielo-Terra-Sottoterra. Il viaggio di Jack è una cosmogonia in miniatura: ascesa all'origine, conquista della potenza creativa (suono primordiale), e la caduta del gigante come fine di un ciclo cosmico (dalla titanomachia alla stabilità dell'ordine umano). Arpa è vibrazione originaria, suono del mondo, Om o Verbo che ordina il caos. La fiaba ripete in miniatura il mito della creazione, dove l'uomo rinasce come microcosmo (origine e ordine del mondo), in sistemi oracolari antichi, radici dei Tarocchi e I Ching. gli Arcani Maggiori sono anche una cosmogonia dal Caos (Matto) al Cosmo ordinato (Mondo), dove l'Appeso è il sacrificio cosmico del dio-gigante (Pangu, Ymir, Purusha). La Stella e Il Mondo figurano la creazione armonica post-sacrificio. I Ching pone il principio Yin-Yang e il Grande Estremo (Taiji) come equivalente del gigante cosmico: la forza anteriore che si divide a generare il mondo. I trigrammi rappresentano Cielo, Terra e Uomo, come i tre piani della fiaba (terra, pianta, cielo). Nell'oracolo polinesiano (Taroa, Tagaloa), cinese, maya e altri, i simboli sono spesso legate a divinità creatrici smembrate (il sacrificio che origina il mondo) tale che esso diventa cosmogramma/mandala: un modo per leggere le forze che governano la creazione e i cicli universali.

Trote e salmoni risalgono correnti, seguendo il flusso energetico dell’acqua. La corrente impetuosa è vita: chi resiste si rafforza, chi fugge viene disperso. Schauberger osserva e insegna: vortici naturali trasportano energia senza distruggere. Le marmotte e le centrali idroelettriche insegnano la differenza tra equilibrio e forza artificiale. Pesci e crostacei popolano fiumi e sorgenti, nutrendo ecosistemi fragili. Tritoni e carassi vivono tra acque basse, seguendo ritmi stagionali. Lucci e anguille migrano, sfidando correnti e ostacoli, guidati da istinto e adattamento.Il misgurno regola la pressione in acqua, esempio di strategia naturale sottile. Glauco e i miti narrano trasformazione: chi tocca l’erba divina o lo sguardo della grazia cambia natura. Dante, nell’ascesa verso Beatrice, sperimenta metamorfosi interiore simile al pescatore divino. L'acqua, i pesci e le correnti sono simbolo di energia e rinascita: ogni creatura trova il suo flusso, tra sfida e resistenza; chi segue il flusso e ascolta la natura trasumana i limiti umani, diventa specchio della vita, energia e trasformazione.# |TROTE e Salmoni, in torrenti montagna, restano immobili, nella corrente forte, come ancorati, al flusso impetuoso, se sono allarmati, sparano a velocità, contro corrente, piuttosto che a valle, dover acqua si scalda; ruscello più freddo, presso sorgente, accumula energia, che scorre verso monte, usata dalle trote, come un canale luce, dentro acqua corrente, trote cercan tal flusso, e son risucchiate in alto, da magnetismo in acqua. Schauberger osserva, poi aiuta trasportare, legno lungo i fiumi, con elica speciale, che vortice crea, device a repulsione, Natura motore, è vortice concentro, produce energia, o aiuto trasporto, Acqua stagionata, magneti caricata, risale cime monti, e disperde nelle valli, rendendole fertili. |Marmotte guru umani, usano acqua e dighe, la fan precipitare, in tubi e turbine, di elettriche centrali, esagerando troppo, prosciugano paludi, e abbattono foreste, raddrizzano fiumi, modifican paesaggi, danneggiano funzioni, vitali a ecosistema. Acqua perde forza, in condotte rettilinee, poiché la materia, è puro movimento, energia vorticosa, mentre nostre macchine, lavorano nel modo, in cui Natura decompone, e dissolve la materia, è centripeta forza, da esterno verso interno, raffreddando e condensando, energia implosiva, più della esplosiva, silente ed economica, più potente ed efficiente, purifica e struttura. Forzare acqua in canali, con turbine a pressione, darà moto forzato, la priva di energia, aumenta temperatura, che decanta sul fondo, causando erosione, di rive inondazioni: in centrali idroelettre, è convogliata in condotte, a enorme pressione, e poi scaraventata, contro lame di acciaio, dove viene frantumata, e ossigeno disciolto, centrifugato a esterno; a fine disintegrazione, fisica energetica, acqua senza ossigeno, è immessa nei torrenti, impatta sui pesci. Schauberger propone, usare acqua piovana, fluviale o marina, anche se sporca, la capacità depurativa, del vortice permette, a composti nocivi, di essere scomposte, in gruppi innocui. Là nel fiume Vesca, pure se inquinato, vedo vari |PESCI, 鱼类yú lèi e |Crostacei, pesce Cavedano, Gambero di fiume, Austrapotamobius pallìpes, granchio acqua dolce, Potamon fluviatile, Barbus plebejus, Rovella e Vairone, cioè Rutilus rubilio, e Leuciscus souffia. | TRITONI a primavera, sguazzano acquitrini, maschi + sgargianti, corteggi femminili, mangian pulci di acqua, e larve di zanzare, come i pesci rossi, |CARASSI polle acque. Emilia ci racconta, del Luccio migratore, che a primavera passa, campi tutte ore, depone sue uova, in rigàgnoli nei campe, si divoran tra loro, se mancano larve; li vedo soli o coppie, van controcorrente, lor forma aerodinami, + viaggio consente, se tento di toccarlo, veloce guizza contro, oscura la sua fuga, con fango là sul fondo. |Anguille in notti buie, maggio fin autunno, vanno verso il mare, proseguono lontano, depongono le uova, ai Caraibi caldi mari, ardite migrazioni, fan molti animali: se giovani Anguille, provengono dai mari, lunghe e trasparenti, van campi allagati, nascondono di giorno, a riva sotto sassi, le tocco facilmente, a mano a pochi passi. |Misgurno di palude, ha vescica natatoria, reagisce alla pressione, muta di ora in ora, riempie in superficie, con intestin inspira, intestino prende aria, sottile strategia. |GLAUCO-mito, narrà Dante Virgilio e Ovidio, in Purgatorio rinasce anima umana, diviene degna di salire, e canterò quel secondo regno, dove uman spirito si purga, e salire al ciel diventa degno, vi accorgete voi che noi siam vermi, nati a formar angela farfalla, che vola a giustizia sanza schermi. |Dante asceso alla montagna, vuol riposo e fa tre sogni, sogna un'aquila penne d'oro, che dal cielo lo rapisce, lo trasporta in alto a sfera, dell'arco di fuoco, metamorfosi vive: in sogno parea veder sospesa, un aguglia in ciel con penne d'oro, con ali aperte calava intesa, e fui ratto al sommo consistoro. |Ganimede giovinetto, da un aquila rapito, per volontà degli dei, e sollevato verso il cielo, a diventar coppiere dei. Beatrice fissa il sole, in Paradiso metamorfosi, ci prova pure Dante, ma deve subito desister, egli allor guarda in occhi Beatrice, sempre fissi nel sole, li usa come specchio, a contemplar luce divina, attraverso occhi di lei, e attraverso questa luce, ha inizio ascesa verso il cielo, di là di condizione umana, capisci il mito e metafora: suo aspetto dentro mi fei, qual si fé Glauco a gustar l'erba, che lo mutò in divinità mare, trasumanar di là dei limiti, non si può spiegar parole, ma solo accetta esempi miti; nel guardar dentro Beatrice, Dante è come Glauco, quando mangia erba psicoattiva, che lo muta in Poseidone, a trasumar oltre limiti; in metamorfosi di Ovidio, Glauco è pescatore e psiconauta, venuto a contatto con un'erba, che ridà vigore ai pesci, i pesci da lui pescati, riguadagnano il mare, allor lui gusta quell'erba, è spinto a immergersi in acqua, accolto da dei marini, anch'egli diventa un dio, può parlare agli antenati. Dante non ha quell'erba, così ottiene metamorfosi, attraverso sguardo di |Beatrice, la qual riflette luce divina, cioè grazia che scende a uomo, e fa trasumanar a spiritual. Dante non si accorge del volo, progressivo che compie, dal Paradiso terrestre, alla sfera del fuoco, e da qui al cielo Luna, sua metamorfosi interiore, psiconauta esperienza, eleusina iniziazione.
audio estratto dal libro_cammino-d'anima di Bottalo: ogni vita è un cammino che si compie passo dopo passo: l'anima prende forma nell'incontro con altre anime e nell'amore, da cui nasce il miracolo della nuova esistenza. La tradizione taoista vede l'unione sessuale come rito creativo che richiama l'infinito nel finito: nei nove mesi di gestazione l'anima si prepara al suo destino. Il cielo (Tian) e la terra (Di) si uniscono nel soffio vitale, il 'qi', che nutre corpo e spirito. Il cielo è infinito, la terra è radicamento: dall'incontro di questi poli nascono la vita e la consapevolezza. Lo 'shen' o spirito, scende dal cielo e trova riflesso nell'anima individuale, il 'ling', che unisce la dimensione terrena alla spirituale. Cuore e cervello dialogano come imperatore e ministro: il cuore custodisce il progetto dell'anima, mentre il cervello lo rende cosciente attraverso emozioni e pensieri. Organi e soffi vitali lavorano in armonia: il polmone dà respiro, i reni custodiscono lessenza, la milza rende concreti i propositi, il fegato conserva la memoria e lascia fluire il movimento. La vita intera è un'opera di alchimia: il 'po', istinto vitale radicato nel corpo, e lo 'hun', soffio che tende al cielo, si intrecciano. Al momento della morte, l'anima rivede il suo cammino, e se incompiuto, torna a incarnarsi per compiere la lezione mancata. Così ogni esistenza è un seme che germoglia: dall'unione dei contrari, dall'alto e dal basso, nasce il viaggio dell'anima verso la sua evoluzione, in dialogo continuo tra cielo, terra e cuore umano.