
Prataiolo (Agaricus bisporus) è il fungo più comune e coltivato, noto anche come champignon o agarico campestre. Ha un cappello bianco, globoso che diventa spianato con il tempo, e un gambo bianco con un anello che può virare al giallo o bruno. Cresce in gruppi nelle praterie e nei prati da primavera ad autunno. Viene anche coltivato su pacciame o stabbio, simile alla tecnica cinese di inoculare tronchi con spore. Altri funghi comuni includono il Piopparello, che cresce su ceppi di pioppo, le Spugnole (morchelle), che appaiono in primavera e possono durare fino a maggio, e la Giromitra, una spugnola falsa che va cotta per evitare rischi. I funghi come i porcini e i finferli hanno una pressione cellulare interna che li mantiene turgidi, ma in condizioni di siccità si ritirano e appassiscono. I funghi scompongono foglie e legno, la presenza di acqua nelle loro cellule è essenziale per la loro riproduzione e prosperità , ma la carenza indebolisce micelio e simbiosi con l'ecosistema forestale: il micelio, scambia nutrienti con le piante e produce frutti in condizioni di umidità .# PRATAIOLO fungo, è |Agarico-bisporus, coltivato champignon, o agarico |Campestris, il prataiolo minore, certo il più diffuso, mentre il Xanthoderma, è tossico di inchiostro, tutte agaricacee, greco agarikon è campo, cappello bian globoso, poi convesso spianato, gambo sodo pieno, bianco con anello, alcuni viran giallo, altri al bruno scuro. Agarico campestre, il vero Prataiolo, vive folti gruppi, a primaver lo trovo, fino autunno dura, sui monti inizi Estate, nonna li coltiva, su stabbio e pacciame: fa come i cinesi, balle nelle grotte, sparge miceli e spore, su ceppi e pacciame, balle inoculate, o inocula tronchi, interrati tra rose; clima asciutto caldo, in autunno basta brina, a farli spuntare, giorno dopo vedo, cerchi di streghe, prataioli in mezzo l'erba, al centro pian degrada, sua onda passa poi, un ciclo nuovo è dato. |Piopparello ad aprile, su ceppi di Pioppo, Spugnole apron stagione, lungo file Vite, sotto peschi e olmi, |Morchelle ad aprile, duran fino maggio, poi segue Giromitra, la falsa spugnola, che cuoci senza fifa. Crater Cornucopia, vicin |Trombetta-morto, par buona cosa. Prataioli in equilibrio, come Porcini e Finferli, hanno turgidità , pressione interna cellulare, mantiene loro forma, in condizioni siccità , o di bassa umidità , si ritraggono appassendo, come peni rinsecchiti. Acqua solvente universale, nelle cellule dei Funghi, rende possibile riproduzione, interconnessi a ecosistema, decompositori naturali, nel ciclo dei nutrienti, micelio scompone foglie e legno, secondo acqua presente, ma se acqua cade scarsa, la simbiosi indebolisce, assieme a vita nel bosco. Il micelio scambia cibi, e con piogge reca frutti, e in giornate umidità , funghi aiuta a prosperar.
||Prataioli ancora chiusi, hanno lamelle rosa, cappelli + vecchi, lamelle bruno-nere, carne soda fragile, odora di buon bosco, al taglio vira al rosa, piccante-dolce sapore. Zuppa ai Funghi autunno, Prataioli campestri, o Ferlenghi tagliati, cuoci a estrarre acqua, aggiungi aglio-olio, mentuccia o finocchi: pulire i Prataioli, o Porcini e altri funghi, estraendo a rotazione-torsione, poi soffriggi aglio e piccante, aggiungi i funghi a trifolare, verso la fine aggiungi, nocciola rotta far tostare, scolano pasta molto al dente, unisci ai funghi e loro brodo, salta burro e parmigiano, erbe aromatiche a piacere, timo rosmarino o menta, prezzemolo e finocchio. |a evitare confusione, ricorda il |falso-Prataiolo, agarico |xanthoderma, tossico che reca, sindrome gastroenterica, sapor sgradevole |inchiostro, se lo graffi con unghia, tosto vira al giallo.

Farro è cereale antico, originario dell’Anatolia, dal sapore intenso e consistenza soda. Tre varietà principali: monococco, dicocco (vero farro) e spelta, con 14, 28 e 42 cromosomi. Resiste meglio alle malattie del frumento e non richiede fertilizzanti chimici. Richiede lavorazioni complesse (svestitura, sbramatura) ed è adatto a climi montani. Ricco di amidi, vitamine e minerali, alimento completo e nutriente. Usato in zuppe, polente e brodi; ruolo sacro nei riti romani (Cumfarreatio) e simbolico nell’Eucarestia. Differenze organolettiche e genetiche rispetto a frumento moderno; spelta simile al grano tenero. Primo grano domesticato da Triticum selvatico, progenitore di frumento duro e tenero. Chicchi a forma d’uovo, resa variabile, cucina tradizionale e rituale.# Farro è cereale antico, dalle sponde del Mar Nero fino ai nostri campi, parente stretto del frumento duro, ma con caratteristiche proprie: sapore più intenso e consistenza più soda. Appartiene alla stessa specie del frumento tenero moderno e ne esistono tre varietà principali: monococco, dicocco (il vero farro) e spelta, che differiscono per numero di cromosomi (14, 28, 42). Il farro ha una resa minore rispetto al frumento, ma è più resistente alle malattie e non richiede fertilizzanti chimici. Richiede lavorazioni complesse (svestitura, sbramatura), è molto nutriente e adatto a climi montani. Originario dell'Anatolia, ha un ruolo sacro in antichi riti nuziali romani (Cumfarreatio), poi trasposti nel simbolismo cristiano dell’Eucarestia. Si cucina in zuppe, polente e brodi, ed è apprezzato per il suo sapore rustico. Le sue qualità nutrizionali (amidi, vitamine, sali minerali) lo rendono un alimento completo.# |FARRO sta al frumento-duro, come un bisnonno al nipote, sono stessa specie, mentre diverge dal monococco, che genera frumento tenero. Nel sapore e consistenza, variano i grani, Farro è più nocciolato, del tenero e duro, Spelta invece somiglia, a Granotenero sapore, forte e color scuro, consumato in zuppe riso, rende 7 a 1 chicco, pure Sprenta vestito, che nel monococco, rende 15 a uno; glume che mai spoglia, dopo macinato, è cibo a bestie soma, Granfarro spiga senza reste, chiede svestitura, come orzo sbramatura, asciutto e macinato, in aia o in mortaio, battuto con maglio, esige vernalizzi, in appennini climi, proviene da Anatolia, fugge var concimi, è cotto a polenta, per brodo gallina, e dà vita al rito nozze, dieta |Cumfaerratio, consumazion di 1 piatto farro, da parte dei due sposi, rito ereditato, nella eucarestia cristiana, per celebrar mistiche nozze, tra Cristo e il suo fedele. Tre specie grani coltivati, han diverso numero cromosomi, 14 o 28 o 42, Farro frumenduro e frumentenero: Farro primo domesticato, dal selvatico Triticum Boeticum, e Triticum dicoccoides, poi nasce Frumento durum, da incrocio selva e dicoccon, infine ancora più complesso, nasce Frumento tenero aestivum, originato dallo spelta, a sua volta figlio di un incrocio, di un selvatico e il dicoccoides. Farro e Frumento simili, stessa famiglia di grano, ma con differenze DNA, specie in frumento moderno, Farro regge malattie, più del frumento, ha consistenza più soda, e un sapore più deciso, Frumento d'altra parte, è primario coltivato, a produrre la farina, nel duro oppure tenero. tutte famiglia Graminacee, nate dal Mar Nero, da selva a coltivato, cioè domesticato, a mezzo incroci selezione, naturale oppure umana, genoma ancor mistero, nelle diverse varietà , chicchi a forma uovo, amido zuccheri e minerali, alimento completo a vitamine.
Marcelino pan y vino (film 1955): ambientato in Spagna in un'epoca indefinita, il film racconta la storia di Marcellino, neonato abbandonato alla porta di un convento francescano. I frati decidono comunque di tenerlo e crescerlo con affetto. Marcellino cresce curioso e vivace, ma anche solo: non ha amici della sua età . Un giorno, esplorando il convento, scopre una soffitta polverosa dove si trova un grande crocifisso. Colpito dal volto sofferente di Gesù, Marcellino inizia a portargli pane e vino, sottratti alla cucina dei frati. Miracolosamente, il Cristo crocifisso prende vita, accetta il cibo e parla con il bambino. Tra i due nasce un tenero legame spirituale. Gesù, vedendo la purezza del cuore di Marcellino, gli promette di portarlo dalla sua mamma in cielo. Poco dopo, il bambino muore serenamente tra le braccia del crocifisso, mentre i frati scoprono il miracolo. Marcellino rappresenta lo spirito infantile, capace di vedere e sentire ciò che gli adulti non colgono. La sua offerta semplice, pane e vino, simbolo dell’eucaristia, riceve in cambio un dono immenso: la presenza viva del sacro. Il film, una parabola poetica sulla purezza e la fede innocente, suggerisce che l’amore sincero, anche se piccolo, ha il potere di toccare il divino. È un inno alla spiritualità autentica, fatta di gesti umili e di cuore puro, al di là delle formalità religiose.