
Galline e galli seguono ritmi naturali, riscaldano uova e proteggono il pollaio, ascoltando con empatia l'ambiente e i compagni. Volpi, faine e rapaci sono predatori, mentre anatre e oche aiutano a pascolare e controllare parassiti. Il gallo avvisa cambiamenti di clima con canti particolari; la gallina individua insetti e lombrichi, nutrendo sé e la terra. Il pollo domestico, allevato per carne, uova o riti religiosi, contribuisce al suolo con letame, e la sua dieta di erba e insetti lo rende sano e resistente. Siepi, acqua, ombra e mangimi bilanciati proteggono il pollame da stress, malattie e predazioni. Razze autoctone e incroci selezionati uniscono resistenza, indole attiva e piumaggio robusto. Predatori notturni come volpi, donnole, gatti selvatici e puzzole richiedono vigilanza e rispetto dei cicli naturali. Alcuni semi, come datura e canapa, possono calmare o sorprendere gli animali; la loro gestione richiede cura e permesso. |UOVA a colazione, buon Dio comanda, da galline felici, nutrite in modo sano, tuorlo arancione, meglio tenuto crudo, albume invece cotto, a coque in camicia o bue. Uova han vitamine, A B B2 B3 B6, B7 B12 E D K, potassio ferro e zinco, niacina vitamin PP, selenio fosforo omega3 6, tiamina e riboflavina, luteina e lecitina, acido folico e pantotenico; albume proteico, tuorlo acidi insaturi, che sfiamma cardiovasco, da colesterolo alieno.# Gallina scalda gusci, immobile assoluta, pur se si allontana, ascolta in empatia, poesia Pablo Neruda, incide anima viva, scalda anche i defunti, come acqua di Emoto, pollaio la protegge, notte che arriva. Uccelli da cortile, mangian parassiti, forniscon + prodotti, e rivelano il clima: Gallina si spollina, se pioggia si avvicina, Gallo canta strano, il clima sta cambiando, se attarda a pollaio, sta pioggia arrivando. Gallina predatrice, di insetti e lombrichi, veloce sa ingerire, e le uova fornisce, ma essa a sua volta, è preda della volpe, di strigi e rapaci, tassa di natura. |GALLINA 公鸡 母鸡 segue pulsazioni, sa riscaldare gusci, immobile assoluta, pur se si allontana, ascolta in empatia, pollaio la protegge, notte che arriva. Volpi e Faine, in agguato al confine, pure Anatre ed Oche, pascolan le file, è utile pollame, che mangia parassiti, forniscon + prodotti, e lavorano attivi: osserva gli animali, a prevedere clima, Gallina si spollina, se pioggia si avvicina, Gallo canta strano, il clima sta cambiando, se attarda a pollaio, sta pioggia arrivando. Gallina in natura, è grande predatrice, insetti e lombrichi, veloce sa ingerire, ma essa a sua volta, è preda della volpe, di strigi e rapaci, se viene mangiata, nessun ne abbia colpe. Gallo è macellato, dopo allevato, al mondo ha transitato, a uomo si è legato, io permesso chiesi, al cuore suo di sogno, Totem suo custode, permetti nos bisogno. Galli e gallinelle, orchestrano voci, funghi rospi e rane, cugini per la pelle, Vespe e Calabroni, intorno volan tanto, ronzano sui fiori, con anatre in agguato. |GALLUS domestico, Pollo 鸡jī allevato, per carne o per gare, e scopi religiosi, amico di umani, sacrifica se stesso, Seba li conduce, a pascolare il tempio: dieta erba fresca, insetti e lombrichi, paglia nel pollaio, a dare terriccio, Emilia pose siepi, attorno al pollaio, e offre spazzatura, per razzolare gaio, mangime granaglie, consumo giornaliero, 90 grammi a capo, trecento kili anno, così 10 galline, azoto a suol daranno, poi gallina invecchia, e uova ridurranno. Autoctone galline, son più resistenti, a parassiti e malattie, e climi incerti, Emilia mette in acqua, aglio è tè cipollina, contrasta parassiti, che uccidono gallina; allevamento intensivo, è cronico stress, porta aberrazioni, in relazioni che, il buon disciplinare, prevede abbeveratoi, aree ombreggiate, mangiatoie e posatoi; consocia ampi spazi, esterni a razzolare, migliora piumaggio, reca antiossidante, carni magre e sode, ricche pure in ferro, olivo reca ombra, riparo e nido aperto. Gallo siciliano, antico incrocio pare, tra polli siciliani, e nord africani, ha istinto sessuale, dopo 40 giorni, piumaggio bello, indole vagabonda; sua femmina resiste, bene i climi freddi, lui ardito battagliero, lei rustica dama, resiste malattie, comuni ad altre razze, subisce predazioni, come altre razze. Canidi e mustelidi, donnola e faina, attivi alle ore notte, pur cani randagi, volpe interessata, a fare irruzione, a crepuscolo notte, uccide ulteriore, prede più del necessar, risposta istintiva, a vista di molti, oppure inotizza, tacchino pian piano, il fegato divora, tacchino risvegliato, fuga con terrore, volpe molti morsi, mentre la Faina, sgozza ogni gallina, asportandone qualcuna, o ne divora petto. Puzzola se passa, attraverso piccin fori, se non può asportare, divora cervello. Martora in pollaio, sgozza ogni uccello, Gatto selvatico, può abbattere pollame, comunque poi divora, completa sua preda; se semi di Datura, fan mattanza naturale, i semi della Canapa, felici san sbronzare, con calma prendi polli, appesi fai calmare, prima di matare, chiedi permesso animali.
audio: Alan Saury descrive la gallina come alleata preziosa dell'uomo: fornisce uova, piume, letame fertile aiutando l'equilibrio di orto e frutteto. In Guascogna vive con galline domestiche e racconta la loro compagnia e affetto, offrono all'uomo molto più del semplice nutrimento. Il pollaio può essere mobile (leggero, spostabile, con nidi accessibili dall'esterno) oppure fisso (casse sopraelevate con paglia, trespoli, abbeveratoi). Per il benessere degli animali servono spazi adeguati: 2 m² esterni ogni 6 galline, posatoi larghi almeno 3,5 cm, un'area di sabbia o cenere per bagni antiparassitari, tettoie contro la pioggia. Le uova si raccolgono dopo mezzogiorno per evitare di inseguire le galline. In estate l'alimentazione si basa su pascolo e poche granaglie; in inverno servono grano, orzo, mais, legumi, farine proteiche. Sono da evitare alimenti nocivi (patate e melanzane crude, pomodori in eccesso, carne cruda, fagioli crudi, agrumi eccessivi, ranuncolo, digitale, rabarbaro, avocado). Consentiti invece cereali vari, verdure fresche, semi oleosi (lino, canapa, girasole). Le galline necessitano di piccoli sassi o gusci frantumati per macinare il cibo nello stomaco e integrare calcio. La consociazione di olivi, asparagi e pollame garantisce equilibrio: le galline pascolano, fertilizzano e controllano frutti caduti ed erbe infestanti. 100 polli possono pascolare 1000 m² per 20 giorni, ritornando dopo 3 settimane quando l'erba ricresce. Alan illustra le tecniche di gestione: introdurre nuove galline gradualmente per evitare aggressività, abituarle al pollaio facendole restare chiuse una settimana, predisporre i nidi in luoghi appartati e puliti. Per stimolare la deposizione si usano anche uova finte. Nella riproduzione, il gallo copre 7–10 femmine: ogni gallina depone un uovo ogni 24–48 ore e la cova dura 21 giorni. Il gallo, più vistoso, raggiunge la maturità a 7–10 mesi; la gallina a 6 mesi. Lo sperma resta vitale fino a 15 giorni nell'apparato riproduttivo femminile. La chioccia manifesta l'istinto di cova con atteggiamenti particolari e può covare anche uova di altre galline. La cova si favorisce isolando la chioccia in un luogo sicuro, fornendo cibo proteico e acqua a distanza. Con la speratura dal 7° giorno si distinguono le uova feconde da quelle sterili. È possibile inibire la cova con luce continua o isolamento, per stimolare nuovamente la deposizione.

|TUBERINA Stachys affinis, sieboldii o tuberosa, nettare cinese, detto 甘露子 ganlu zi, 草舌蠶 Cǎo shé cán erba radice, del baco da seta, oppure bimbo terra, 地环 de huan o coclea, lumaca di terra, carciofo cinese, labiata sottoterra. Tuberina perenne, come la menta, di Cina nordest, alta 40 centime, foglie oblunghe verdi, fior sommità lillà, rizomatosa espande, stoloni sotterranei, come le patate, cogli quando serve, così conserva meglio, tubero 12 centime, gradevole sapore, di asparago e carciofo, crudo o in padella, anelli croccanti, lessa 10 minuti, accompagna a cicoria, pollo arrosto buono, mangia pur con buccia, crude in insalate, minestre o sottaceto: semina 2 tuberi, ogni buca 10 cm, poni orizzontali, come le patate, distanza tra le file, pur 45 cm, da primavera aprile, cogli tutto inverno. Letame accresce foglie, ma tubero riduce, cresce a primavera, eretta e poi depone; i tubercoli nati, ingrossano in autunno, verso fine ottobre, flora aerea secca, inizia la raccolta, per tutto inverno, cibo imperatori, perde peso in aria, ma regge il gelo in suolo.
|Nel cammino simbolico e spirituale di Dante, si intrecciano figure bibliche e cristiane, Mosè, Giovanni, Francesco, Agostino, Lucia, Adamo, ognuna legata a una fase della trasformazione umana: dal deserto della prova alla libertà interiore, dal sacrificio all'amore universale, dall'intelligenza spirituale alla rigenerazione della materia. Dante rappresenta ogni individuo che, smarrito nella selva oscura dell’inconsapevolezza, attraversa prove e visioni per riscoprirsi portatore d’infinito. La struttura del poema è vista come mandala, con mappa tolemaica e numerologia sacra (1, 3, 4, 5, 12, 100, 101) a rappresentare l’equilibrio tra essere e divenire. L’uomo, come nuovo Adamo, è chiamato a rinascere spiritualmente, incarnando l’Infinito in un corpo rinnovato, tetragono, igneo, consapevole. L'immagine dell’ipercubo e del cerchio che non si misura, simboleggia l’umanità che, pur essendo punto minimo, contiene e riflette l’Infinito. Beatrice, Maria e la Candida Rosa rivelano il culmine sapienziale: l’anima è chiamata a riunificare la materia alla coscienza, redimere il corpo e spiritualizzarlo. Il poema si chiude con la visione finale di Dio come geometria e amore: l’uomo non può misurarlo, ma ne è attraversato. Il divino si imprime nell’umano come volto riflesso, e solo l’amore muove ogni cosa, riconducendo la creatura al Creatore.# Mosè quarant'anni di deserto, arido giorno e fredda notte, inciampi trappole e cadute, poi rinnovate speranze, tra oasi serenità, a conquistar la Libertà, Via Sapienziale di Mosè. |Giovanni ai piedi della Croce, diventa figlio di Maria, noi con lui siamo fratelli, tutti figli di Maria, a ritrovare la fiducia, nella Via dell'Amore. Francesco riformatore, nel Cielo di Saturno, è il Beato insieme ad Eva, che ribattezza cristianità, suo soglio è canto 50, col canto Giacomo e Battista, conquista anima intellettiva, mentre Agostino e Sara, spiri Marte combattenti. Adamo e |Lucia son custodi, della diritta via, di sguardo elevazione, su cui Pietro fa il poema, che Alighieri squaderna, in triadi punte stella, come pietra di Fede, di Conoscenza e Pace, traguardo del cammino, scritto, è armonia adamantina. Dante pria vision canto 100, è convinto esser un Uomo, contenuto in Infinito, al primo Canto è in selva oscura, stavolta non è lui, ma ciascuno individuo, per se stesso preso, nella selva pien di sonno, incosciente di se stesso. 100 e 1 sono uniti, da due mappe tolemaiche, anabasi e catabasi, top salita è inizio discesa, 13 versi Paradiso, e i primi 12 d'Inferno, numero di Universo in Eterno Divenire, ri-creazione di se stesso, dove Uomo 5 è bilanciere, tra la tetrade creante, cioè numeri 1-2-3-4, e la tetrade creata, numi 6-7-8-9, il Divenire è nell'Essere, e l'Essere è nel Divenire, Mysterium Coniunctionis, e Adamo ri-nasce contenendo, il Divino dentro sè, nel suo nuovo corpo, divino igneo e tetragono, poi precipita da Empireo, al Saturno plumbeo che, lo riconsegna a selva oscura. Così tutta Umanità, ri-nasce splendida e divina, e se non perde memoria, non torna in selva oscura, è profezia di Gioacchino: sappi che vaso che serpente ruppe, fù in divenire ma non è, ma chi è colpevole di questo, avrà punizion di Dio, così Aquila divina, che lasciò penne nel carro, per questo divenne un mostro, meretrice preda del gigante, tornerà ad avere eredi, dopo che Naiadi dell'Acqua, scioglieranno tal enigma, sen danno a pecore o biade: il uovo Adamo dentro sé, capovolgerà suo cosmo interno, numero 11 Risveglio. Corpo davanti a infinito, esperisce panico e spavento, come Anima prova invidia amore, ma un corpo ri-generato, rinasce igneo e divino, pellegrin che sfida la morte, a raggiungere se stesso, ottiene corpo che contiene, lo Infinito canto del bambino, che Dante sente cantare, nel Diamante |Candida-Rosa, bambini in petali dei Beati, Giusti fra i Giusti e Sapienti, ancor non hanno assagiato, acqua del Lete incarnazione: Vergine Madre figlia del tuo figlio, termine fisso d'eterno consiglio, tu nobilitasti uman natura, così che aspira alle alte stelle. Creatore diventa sua Creatura, lei Madre e Figlia al suo Creatore, e alla sua Creatura, ecco zenith sapienziale, dove |MATERia è FIGLIA di se stessa, al Punto Zero centro Mandala, dove eravam già tutti lì, nel mistero eterno Adamo, MATERIA che hà intelligenza, e coscienza di se stessa; redimer la Materia, è scopo Dante ed alchimia, a mezzo del linguaggio, a curar coscienza occidentale, e ridar Spiro tetragono, così ritorna Libertà, cioè coscienza di maledizione, che ha mutilato la Materia, producendo falso progresso, come un acqua senza Maria, diviene solo malattia, Malaria e sterilità, ma sottolinea Beatrice, ciò che è da Dio è intelligente. Ipercubo nello spazio, fa uscie da sé piccolo cubo, che divora il grande cubo, che torna ad esser piccolo, per uscire da sé nuovamente, per divorare il grande, mistero d'infinito, che ci contiene e conteniamo, come lume reflesso, da li occhi miei circunspetta, dentro da sé il suo colore, mi parve pinta nostra effige, mio viso in lei tutto era messo, il secondo cerchio del Figlio, media creazione e salvezza, sembra nascer da un riflesso, a lungo osservato dai miei occhi, mi sembrò che avesse dipinta, immagine umana: del mio sguardo, domanda finale di Dante, alla fine del Poema: come è possibile che nostra immagine, di essere uman è contenuta, dentro Infinito come se noi, fossimo punto sen dimensione, capaci a irradiare l'infinito, generarlo e contenerlo, Geometra che tutto affige, per misurar lo cerchio, e non trova ciò che manca, tal era io a quella visione, veder volea come convenne, imago umana indova al cerchio, ma le mie ali era incapaci, così mia mente fu percossa, da un fulgore che in sua voglia venne, alla mia alta fantasia, mancò la forza descrizione, ma amor divino già volgeva, il mio disio e il velle volere, si come rota igualmente mossa, amor che move il sole e stelle.