
La Via della Seta, rotta commerciale che collegava la Cina al mondo, portando merci, cultura, arte e simboli. Al cuore di questo scambio stava la seta, tessuto nobile prodotto dal baco da seta, allevato con cura dai contadini cinesi su foglie di gelso. Le famiglie rurali affidavano i bachi alle donne e ai bambini, garantendo reddito e sostentamento, mentre la seta sosteneva intere industrie (Suzhou, Hangzhou, Huzhou). La sericoltura si diffuse fino all’Europa, attraversando Bisanzio, Sicilia, e Italia settentrionale. In filanda si lavorava duramente: giovani donne, canti e proteste, sogni di libertà. Il ciclo del baco, da uovo a bruco, a bozzolo e farfalla, è un rituale millenario di trasformazione. |Farfalline notturne e diurne, come Vanessa, Licenidi e Atropa, danzano in natura, attirate da fiori notturni come enotera e caprifoglio, e da frutti fermentati che sono loro droga. Le farfalle, simbolo di metamorfosi, fanno eco a antichi miti, danze terapeutiche (pizzica), e legami con elfi e fate nei racconti popolari.# Via della Seta, lunga e tortuosa, attraversa la storia, talvolta riposa, Eurasia percorre, quan parte da Cina, continua su navi, e in America arriva: lungo la strada, che avvolge la Terra, mercante fiorente, la insegue la afferra, ricama in velluto, pavon melograni, a vestir case rosse, e famil baronali; la strada leggera, elegan resistente, secreta da un baco, farfalla silente, quel baco nutrito, con foglie di gelso, allevato accudito, al calore di un petto: li curan bambini, e magie protettive, lontano dai topi, formiche e galline, tra igiene e fatica, scongiur malattie, Crisalide bozzo, in filier va morire. |Baco-Seta silkworms, 糸mi BOMBICE mori, vive 30 giorni, mangiando foglie nuove, colte fin Aprile, mil kili 1 oncia bachi, 55 mila uova, bachi-seme contati. Filanda stagione, di bachi garante, nutriti ogni 2 ore, a foglia regolare, il giorno digiuno, gialli trasparenti, salgono rametti, a filare bozzoletti. Prima bucar bozzo, pulivano scope, facevano festa, tempo del raccolto, mettono in canestro, portano a filanda, baco dorme e muta, 4 volte vita calda | 5 muta mangia molto, prima di purgar, accampa sui rametti, per ultima muta, da crisalide muta, a farfalla matura, x accoppiarsi a seme, Bombice cultura: fu addomesticato, da Theophilia mandarin, comun falena di Asia, da Seri della Cin, allevarono baco, scopi economia, Bu nongshu fà libro, scritto con rima. Maestro Shen 600, con Zhang Lixiang, riso a sussistenza, per ogni famiglia, suo reddito veniva, da bachicoltura, e poco suol piantato, a gelsi da frutta. Gelsi foglie bachi, escrementi a riso, uomini hanno gelsi, donne hanno bachi, col reddito da filo, famil Cina rurale, seta di Huzhou, sostenne industriale; tesse locale, Suzhou Hangzhou Nanchino, sericoltura parte, giunge fin Bisanzio, poi in Sicilia orda, risale tutta Italia, fin Veneto e sul Pò, giunge Francia e Olanda;, tra canti lavoro, tessitrici Filanda, forme di protesta, lavoro che stanca, giovani donne, seguivano sogno, 1 vita migliore, privata del sonno, finivan malate, tristi depresse, tra canti tarante, resiste meridione, conquista sabauda, dolore le morde, una musica aiuta, cercar cura santa, pizzica il ragno, che cura con danza. Pamela poi ricorda, i fiori di |Enotera, che attirano farfalle, in 3 minuti a sera, in calde sere estive, aprono al tramonto, apron luminosi, petali giallo zolfo. Fior del Caprifoglio, profumano di sera, attirano |FARFALLE, a chilometri di lega, specie + diverse, banchettano quei fiori, in calde sere estate, ricordan fate amori. durante Natale, davanti le lanterne, Cheimatobie farfalle, danzano a notte, sebbene gelo e neve, fan volo nuziale, su gemme da frutti, van uova lasciare, poi a primavera, usciranno bruchi verdi, eredi di Fate, e piccin popolo Elfi, su funghi germogli, e scope di streghe. Bruco in farfalla, muta a fine Maggio, Vanessa si trova, su ortica passaggio, il Bombice sul gelso, |Carpocapsa in mela, sceglie fiore cardo, la Nomade vera. A inizi inverno, |Vanessa va in letargo, ripiega sue antenne, chiuse in uno spazio, mentre la gialla, passa il gelo esterno, ridesta vita a Marzo, ali provate al tempo. |LICENIDI farfalle, celesti e rosso rame, verdi bruchi lor, formiche han allevate, nettar dolce danno, ghiotto alle formiche, mutano in farfalle, alla luce rispedite. Bruco inizi Luglio, crisalide si imbozza, velo del mistero, nella estate spezza, da sacco a pelo esce, striscia su rametto, pompa nelle ali, a indurirne tegumento. |FALENE notturne, mimetizzano di giorno, maschere disegni, colori oggetti attorno, Inachis rilassata, al pericol apre ali, esibisce immagin gufo, o predatori vari; falena Atropa sfinge, ruba miel di notte, a volte non sa uscire, riman reclusa forte, manna di Betulla, che attira le farfalle, linfa fermentazio, ubriache ne fa tante: se frutti marcescenti, ubriacano farfalle, posso io toccarle, senza danneggiarle, ma evito toccare, lor ali a lato interno, li sta polverina, segreto a volo esterno.
Carpocapsa, lepidottero infestante, depone uova sui frutti di melo, pero e cotogno dopo la fioritura (fine maggio-giugno). Le larve si nutrono dei semi, restando invisibili e protette dai trattamenti. Sverna come larva in bozzolo sotto la corteccia o nel suolo, e compie fino a 2-3 generazioni all’anno (di più nelle zone calde). Il periodo critico in Italia va da giugno a settembre, in base al clima. I comuni rimedi (aglio, peperoncino) non bastano, per contenerla si usano |Trappole-ai-feromoni, metti da fine maggio, per catturare i maschi, riducendo accoppiamenti: 1 litro vino + zucchero bianco, 100 grammi o 7 cucchiai, + 15 chiodi garofano, fermenta 15 giorni, o fai bollire qual brulè, poi diluisci in tre litri acqua, e metti in bottiglie, riempite per metà, con sopra gialla trap. Se usi anche cartone ondulato, fascia sul tronco, a metà estate le larve, vi vanno a far crisalide, quindi li rimuovi, li bruci nel falò.# |Carpocapsa pomonella, verme della mela, di pero e del cotogno, depone le sue uova, dopo la fioritura, in frutti già formati, fine maggio inizio giugno, a seconda del clima, suo ciclo appare questo, due/tre volte anno, in zone più calde: Sverna come larva, dentro bozzolo sotto corteccia, nel suolo o altri rifugi, esce a muta primavera, in aprile-maggio, da larve in crisalidi poi farfalla adulta, a cavallo maggio-giugno: femmine pone uova, su foglie e frutti, appena formati, dopo una/due settimane, uova schiudon larve, che penetrano ai semi, loro nutrimento. Se spruzzi aglio e peperoncino, repelli afidi e acari, mosca ciliegio e altri insetti, ma non fermi carpocapsa, che agisce dopo-fioritura, larve dentro al frutto, sono invisibili e protette, a ogni repellente. Italia critico momento, da metà giugno a fine luglio, prima generazione, e con estate calda, seconda generazione, agosto-settembre.

Il Regno di Sicilia nasce intorno al tempo di Cristo, con la sua storia segnata da conquiste e lotte di potere: nel XIII secolo, papa Clemente incorona Carlo d'Angiò, che opprime i siciliani, causando la Rivoluzione dei Vespri e la separazione della Sicilia dal resto del Regno. I Borboni conquisteranno il regno di Napoli e Sicilia nel 1735, portando a una divisione amministrativa fra le due regioni, che resteranno separate fino alla fine del XVIII secolo; nel 1796, con l'arrivo di Napoleone, invasione francese, il regno subisce saccheggi e mute di governo, fino a quando, nel 1816, il Congresso di Vienna riunisce i due regni sotto il controllo dei Borboni. Tuttavia, la fine del Regno delle Due Sicilie arriva nel 1861 con l'Unità d'Italia, dopo l'intervento dei mercenari di Garibaldi. Il terremoto del I.857 colpì gravemente la zona, provocando oltre 20.000 morti e contribuendo a una serie di emigrazioni verso l'America. La regione, devastata da sismi, pestilenze e lotte politiche, ha visto l'alternarsi di dominazioni, tra cui Normanni, Angioini, Aragonesi, Borboni e continue resistenze locali; tragiche vicende legate a guerre, invasioni e disastri naturali, vengono raccontate nelle saghe lucane, in cui la gente del Sud, pur emigra, continua a mantenere vive le tradizioni culturali e religiose, come il culto della Madonna di Viggiano. La memoria storica di questi eventi sopravvive nel canto popolare e nei ricordi di chi, come il poeta Leonardo Sinisgalli, celebra la propria terra natale, con nostalgia per le sue radici e la sua cultura rurale.# |Regno-di-Sicilia, nato al tempo Cristos, oltre faro di |Messina, cioè stretto di mare, un secolo dopo, franco papa Clemente, incorona Carlo Angiò, che vessa i siciliani, fin Rivoluzione Vespro. Parlamento siciliano, offrì corona a Pietro I, erede a Re Manfredi, uomo di Federico, contro usurpo degli Angiò, Anglo Saxon eredi, inizia guerre dei Vespri, Sicilia in secessione, dal faro del Continente, in mano agli agli angioini. Carlo di Borbone, figlio a re Filippo Spagna, e Farnese Elisabetta, in 735 conquista, i regni Napoli e Sicilia, austriaci sconfiggendo, fino pace Vienna 738, che concluse guerra di Polonia, nuovi accordi stipulati, Austria cede ai Borbone, i regni Napoli e Sicilia, che essa aveva scambiato, con Sardegna in 720. Ramaglia storico locale, narra grave epidemia, che causa molte morti, in anno 739, il popolo di Saponara, avvia culto di Maria, sul Monte Castello, per curar flagello. Borbone tenne i due reami divisi, attorno faro di Messina, a Napoli è corte monarca, in Sicilia è parlamentare, come i Re Inghilterra, due le capitali, Napoli e Palermo. Carlo poi re di Spagna, lascia regno a Ferdinando, mentre francesi 796, entrano con Napoleone, contro austriaci e locali, Napoli è saccheggiata, il re fugge a Palermo, e refurtiva va in Francia, Musee Napoleon oggi Louvre. Repubblica Napoletana, ebbe corta vita, travolta da reazione, dei ceti popolari, province ancora immuni, congresso Vienna 816, assegna ai Borbone, con Legge 8 dicembre, due reami in un sol Regno, infine rovesciato, dai Mille anglo mercenari, la resa di Francesco, febbraio 861, nasce Regno Italia, dei Savoia piemontesi, Regno Due Sicilie, colpito da un sisma, da Londra sorvegliato, |Terremoto857, il primo in Italia, danno documentato, da Royal soci inglesi, che studiano effetti, di un sisma come arma: 20 mila morti, narra Times di Londra, il terzo terremoto, più grande in Europa, tre violente scosse, su 180 comuni, Paesi rasi al suolo, epicentro a Montemurro, con 5 mila morti, e limitrofi comuni, Grumento Saponara, Viggiano e Saraceno, Marsico e Paterno, Atena Lucana, fin Vallo Fauno Diana, provincia di Salerno. Dopo il terremoto, reagiscono i cristiani, da Spagna Catalogna, torna culto di Maria, Moserrat in Saponara, oggi Madonna di Grumento, a Pasqua sale al monte, a fine Agosto scende, così in tutti i comuni, |Viggiano-e-Montedoro, portate in processione, a proteggere popolazione, rito poi disperso, in molti comuni, dopo altro terremoto, 23 novembre 980, da Irpinia frane ovunque, altra emigrazione, oltre oceano mare. MARIA Servigliano, distrutta da frana, Montis Murri migrazione, eco del passato, di normanni visigoti, vandali e longobardi, ispani ed albanesi, bulgari e saraceni, angioini e aragonesi, feudali baronie, sanseverino montesano, borbon savoia infine, influenzano credenze, oliveto e cimitero, vigneti e municipi, concia pelli e cuoio, canapa tessuti, vasi e taglialegna, gas metano Siri. Montemurro epicentro, tardò insurrezione, rivolta anti-borbone, capeggiata da carboni, Giacinto Albini e Culopizzuto, aderirono protesta, di pastori anti-sabaudi. Sierra Montemurro, odor di fresca sera, falò di luce intesa, colline tondeggianti, la cima Monte Agresto, santo Jaso Viricota, oggi eolico parco, di società Bolzano, fà kilowattora, nel santuar lucano. Italia sud 960, diga sbarra fiume Agri, nasce Lago Pertusillo, presso Sagra del Fagiolo, a Sarconi e Moliterno, ancora torre longobarda, slavi alla ribalta, tartari-bizantini, su via Galasa greca, sorge paese Armento, coinvolta nelle saghe, della guerra a Troia, con resti antiche mura, e monaci basiliani, tra vette del Sirino, massiccio da duemila, innevate tutto anno, fiume Sinni fonte, lingua di confine, rion castiddu e burgu, tra feudi in rivalsa, in sacro bosco di noccioli, un fortino con fossato, roccaforte difensiva, difende lor passato. Terre di Laurìa, olio sotto torchi, al rione di Rabìt, il castello saraceno, con borgo e vedetta, un feudo normanno, Bisanzi commerci, e Guglielmo di Altavilla. Amico al basilisco, aggiunse lauro stemma, poi insedia monastero, sul colle della Sierra, chiesa poi distrutta, truppe napoleon, rinasce santuario, con Sanseverino bolla; poi peste del 600, e massacro di 800, resistono i borbone, a napoleone ferro; segue repressione, incendi delgi archivi, tutti a Lagonegro, tribunale e municipio, poi in seconda Guerra, ecco bombardamenti, Paul getty vicenda, Usa che bombarda, i tedeschi in ritirata, oggi sotterranea, è cisterna popolana, sui ruderi si erge, nuovo Municipio, e piazza plebiscito. Leonardo |Sinisgalli, poeta di LUCANIA, emigra fin Milano, canta sua Valdagri, nostalgia di contadini, slavi tartari Lucani: al pellegrino che, scende strette forre, cammina sulla Serra, vede nibbio in volo, con rettile in artigli, emigrante ritorna, da esilio o da guerra, al santuario mariano. Canto il pastore, che dorme in ovili, il mezzadro e il mercante, Lucania apre lande, dove lenti fiumi vanno, su polvere sognante, 1 spirito silenzio, al suono di 1 arpa, in eremo grotta, la voce di Maria, che narra sua gente, prima del terremoto, or cresce erba fiore, su colline franate, + volte emigrate. Sole sbieco sui lauri, avido di bimbi, in piazze ha passo pigro, di asini e bue, lascia chiazze larve, terra grasse mamme, padri scuri e magri, raccolgono olive, sapore del pianto, terra magro grano, stenta pur granturco, vino con la menta, e alberi del colle, respiran suo lamento; querce ingrossan ceppi, mana giù dal cielo, 1 ragazzo su un abisso, sporge coglie miele, tra zanzare e tarantole, alla sera torna a casa, ascolto arpa canto, a Madonna di Viggiano; odo fumar stoppie, e un merlo cantare, 1 gatta sulla casa, strapiombo sul fosso, là in boscaglia sacra, rifugio di briganti, mio pà dal Sudamerica, ritrova suoi passi. Contadino vignaiolo, ha |nostalgia-lucana, sua Terra natale, torna a tarda sera, si ferma ad una fonte, parla a un ortolano, vissuto suo orizzonte. Lucus bosco selva, anima inconscia, con vita e pericoli, a ogni esser superbo, tien avi di natura, ostile o accogliente, a indifferen creatura, daini lupi orsi, cinghiale nibbi volpi, su rupi e scogliere, guano pipistrello, tra affreschi vegetali, impronte della mano, poggiata su roccia, messaggio di riparo, memoria di una volta.
Conoscere il tuo corpo è tempio, il respiro è ponte, il desiderio si fa energia e il piacere è coscienza. Maschile e femminile danzano dentro di te, mente ogni emozione è messaggera e ogni ferita è una porta. Fiducia e vulnerabilità sono gemme preziose che danno vita al piacere autentico che nasce dalla presenza. Il consenso e l'etica guidano ogni gesto. La sessualità femminile è forza, saggezza e libertà, mentre il massaggio e il tocco del tatto sono dialogo silenzioso con l'anima, e i movimenti del bacino liberano tensioni e piacere. Il Tantra insegna che respirare e percepire trasformano il desiderio in beatitudine. Il BDSM consapevole esplor limiti e fiducia, ruoli e spazi gioco, mettendo in scena archetipi animali e polarità, fantasmi erotici e strumenti di libertà, per espander la coscienza nei mondi interiori. La meditazione erotica o il partner specchio, sono alleati di ogni rito, dove la sessualità sale, unisce e trasforma un atto ordinario in atto sacro, una carica costante che reca piacere e rinascita a ogni fase della vita quotidiana, dove autonomia e assertività creano padronanza del piacere, mentre servizio e abbandono permettono la trascendenza dei sensi dell'ego dove l'estasi non ha confini, oltre il picco di un orgasmo. L'ombra accolta diventa forza, la ferita diventa dono, nella presenza che supera la tecnica, e l'intenzione che supera l'atto. Ogni respiro guida la danza di corpo e anima e sempre ti ricorda: sei intero/a, sacro/a, libero/a.