
GIRASOLE sunflower, Heliantus annua gialla, nel Messico e Perù, da sempre coltivata, dan semi buoni crudi, tostati o in burro, li venera inca, Dio Sole in chakra e milpa. fiore che si adatta, a clima e terreno, ma fugge Ph estremo, e concime azotato, insegue forte luce, e a fine suo ciclo, cerca tempo secco, e lascia suolo vivo: semina inizi marzo, fino primi aprile, sfrutta umidità, di strati suol profondi, raccolta semi inizi, tra fine di agosto, e inizi settembre, foglie secche posto. semi Zucca o Girasoli, fosforo fluorina, son cibi delle marce, masticati x gengive, aiutano prostata, e occhi per la luce, Tarahumara fan palline, di farina girasole, che portano in viaggi, piedi sotto sole, quando son stanchi, sgranocchian pallina, a recuperar vigoria. Infuso fiore usato, a calmare vertigini, orecchi labirintite, e ormoni maschili, rafforza occhi alla luce, semi masticati, nel sole del giorno, durante passeggiate.
audio: La TAZ (Zona Temporaneamente Autonoma) è una festa, un'insurrezione effimera: non può durare per sempre, ma lascia un segno che trasforma la vita. È un'azione di guerriglia ontologica che libera tempo, spazio e immaginazione, per poi dissolversi e riapparire altrove, sfuggendo al controllo dello Stato e alle mappe del potere. Non si deve attendere una rivoluzione futura: la libertà esiste già negli interstizi, nelle pieghe frattali della realtà, là dove la sorveglianza non arriva. Le TAZ sono accampamenti nomadi, comunità mobili di affinità, legate da amore e condivisione, simili a clan paleolitici o a monasteri festivi. Come nei Saturnalia o nelle vacanze medievali, esse sospendono le gerarchie, restituendo al popolo il tempo liberato che il calendario imperiale ha tentato di catturare; ogni TAZ ha un rapporto con il Genius Loci: sa cogliere il momento maturo, il luogo giusto, i flussi energetici favorevoli. È nomadismo psichico e materiale: carovane, rifugi, mercati neri, comunità itineranti, culture del camper, pirati della rete. Si radica in oasi segrete, interzone, zone di confine, ma anche nelle pieghe digitali dell'informazione. Hakim Bey evoca esempi storici: le repubbliche dei pirati, i quilombo sudamericani, i maroon caraibici, le comunità sincretiche di schiavi liberati, nativi e ribelli. Queste enclavi, sempre temporanee, rivelano la possibilità di società libere nate ai margini.# La tradizione continua con esperienze ibride, tribù erranti, D'Annunzio a Fiume, ultimo lampo di utopia pirata. La TAZ non sfida frontalmente il potere (ormai pura simulazione) ma lo aggira, lo sabota con leggerezza, crea zone di intensità e poi scompare. È più simile all'assenteismo, al lavoro nero, alla festa segreta, che allo sciopero generale. È un'arte marziale invisibile: colpire e fuggire, danzare invece di combattere, contrabbandare invece di depredare. Il linguaggio stesso della TAZ è poetico e frattale: anagrammi, caos creativo, attrattori strani che generano nuovi ordini spontanei; non una teoria rigida, ma una pratica di libertà immediata, un esercizio del desiderio che si rinnova in ogni atto di immaginazione.