
Orto, Memoria e Terra Viva: Emilia narra la vita nei campi sardi del dopoguerra: lo sfalcio di maggio crea pacciamatura, protegge il suolo, frena l’evaporazione, rigenera. Suoli vivi nutrono le piante, che curano sé stesse se radicate in ecosistemi sani. Il suolo fertile è humus: grumoso, pieno di vita, con radici che respirano. Suoli compattati soffocano, accumulano nitrati, indeboliscono le piante. La terra si risveglia col gesto paziente di vangare, osservare, amare. Coltivare è relazione: la terra si doma solo con cura e ascolto. Con saliva, urina, semi, cenere e memoria, si rigenera il ciclo vitale. La fattoria è cellula pulsante che irradia intento. L’orto diventa luogo sacro, dove spiriti animali, piante e uomini convivono. Seba eredita saperi: un campo diviso in strisce, seguendo geometria e ritmo naturale. Lavorare la terra dà libertà, potere, identità. Humus è riserva d’acqua, energia e resilienza, calamita di elettroni. Emilia crea terrazze, usa pacciame, conserva acqua, coltiva in modo adattivo. La terra è prestito dai figli, non ci appartiene: va onorata e ascoltata.# Emilia narra vita, di primo dopoguerra, nei campi di Sardegna, trova sua memoria, primo SFALCIO a Maggio, di pascolo falciato, aiuta Grano paglia, e frena la gramigna, fà una |PACCIAMATURA, su suoli compattati, preziosa nella estate, a ridurre evaporazio: se in inverno è cappotto, contro gelate, pacciame permanente, è pro etilene piante. DiLiu documentario, Loess plateau in Cina, metodo che cura, foresta terra viva, strati orto-frutteto, + alberi forestali, da arbusti-cespugli, a erbe rizomi vari. Foresta entità, dinamica e vitale, compete x risorse, a volte crudele, ogni forza natura, lavora quan conviene, ma scambio di risorse, alimenta in simbiosi. Pianta in san contesto, sa come curarsi, se resta in ambiente, riesce alimentarsi, se osservi nel terreno, sua grumosità, ampio o stentato, apparato radical: cuore delle piante, se bene si sviluppa, radici miste al suolo, fanno ecosistema, calderon di vita, è humus del pianeta; su suolo compattato, radici sono scure, rigonfie di nitrati, là poco trattati, Microbi son scarsi, pianta assorbe male, azoto accumulato, fa tossico asfissiare, giunge debolezza, che pianta colpirà, frutta fatta di acqua, soltanto darà; se hai terreno morto, lo devi riattivare, con efficace enzimi, e spugna pacciamare. |SEBA amato figlio, ascolta mia canzone, un Acro tu dividi, in 6 strisce sud-nord, numera le strip, da est verso ovest, ad avere numero aiole e banchi fibonacci: a.Cipressi avrai ad est, b.Domus strip pollai, 3.Tempio fin cratere, scende fino al pino, 4.Magazzino bianco, fin quercia e castagno, 5.Filare Frutti a pesco, fino a limonaia, 6.Olivi lungo rete, chiudon terra sacra. Fratelli di orto, non temono artiglio, conoscon giorno e notte, assieme le stagioni, cavoli con capre, mai a contempo, principio esclusione, opposta direzione, natura e civiltà, fan doppia partitura. Innata agricoltura, è contemplazione, conosci il topo e volpe, uccelli insetti e altro, cercan loro conto, rifletti gli equilibri, tra selva e coltivato, uno spazio ha nel creato. Lavora senza indugi, Ortaggi assieme frutti, caccia intrusore, invialo in macchie selva, a sera ti rilassi, ascolta mia canzone: rinasce da sè, sapere naturale, a notte le risposte, giorno ad applicare, gli spiriti animali, insegnano + cose, vedi coi lor occhi, Arvicole e Rose; nel magico luogo, orto emerge in sè, unendo luce e aria, ai minerali sotto, Thera e Cielo sono, uniti dalle Piante, continuo andirivieni, circolan sostanze, Varietà è garante, di Vita rinnovata, scarto di una specie, è cibo x 1 altra; comincia fine Aprile, temperatura segui, con minime annotate, scerba eccesso piante, tu seduci terra, la zappi impasti e semini, Terra ti possiede, sol se la possiedi, domestica la rendi, se semini + volte. Prima due sconosciuti, poi siete amanti, dissodi prima volta, selvatico mistero, attrezzi intermediari, la penetri se vanghi, la terra cura umani, ricorda i loro avi. Saliva urina e feci, otre cenere di ossa, un gioco tra + parti, uman batteri e semi, nascita poi morte, impari a coltivare, esplori la tua sorte, inizi senza nulla, lavori e vedi tutto, crei stabilità, nel ciclo di colture, humus acqua e orto, fiori frutti e grani, alimentano coscienza, con etere frequenza, pensiero fattoria, è una cellula pulsante, che irradia proprio intento, da centro verso esterno. Piante amano rime, con arpa canti e salmi, tonsigen già prepara, frequenza di acqua santa, la vanga dopo interra, messaggio arriva a seme, vita sottoterra. Impari coltivare, se impari a pazientare, prezioso tempo usa, a vangare e seminare, pensare e lavorare, produrre burro nero, giri tra le specie, te stesso vai studiare, vangare è meditare, trovare giusta strada, la polvere ricerca, ner humus suo collante, burro equilibrante, del tufo sottostante. |HUMUS minerali, di terra e qi del plasma, influenza la salute, aiuta la missione, conduce elettricità, con peli sassi e punte, attira nubi esterne; humus vari tipi, regge erosione e dissesti, incendi sboscamenti, vento dilavamenti, ha potere tampone, su anomalie pH, è calamita acqua, affamato di elettroni. |Seba vanga suolo, e ogni anno migliora, contatto con la terra, richiama libertà, che boom in edilizia, porta alla città, lavori redditizi, spopolan villaggi, restano anziani, che onorano fatica, pregano imprevisto, rifuggono la moda, con spensieratezza, vincono la noia, con vita senza fretta. Se umanità moderna, aspetta soluzione, colti e istruiti, siam meno faidate, macchine ed aziende, annullano presenza, sotterrano sapienza, di autosufficenza: se vado nei campi, semino miei ortaggi, rafforza mia persona, libero mia mente, produrre a proprie mani, dà soddisfazione, liber sensazione, da sensi di oppressione. Sardo cur giardino, Viti e olive piante, attorno è terra aperta, a uso dei giganti, spazio comune, a pastori e contadini, mutua condivisione, senza confini. Emilia smuove terra, formando terrazze, a vari prodotti, incluso suo granturco, fà muri a secco, a rallentare acque, rivoli piogge, lavoro che gli piacque: annaffia di estate, orti terrazzati, Verdure ben adatte, Miglio e Fagiolini, attorno le Patate, e i Tuberi preziosi, fan sopravvivenza, negli anni siccitosi. Inizi |anno-agrario, Settembre capodanni, dodici primi giorni, pronostica ogni mese, Marzo campi a debbio, semina cereale, Aprile riso milpa, pupazzi atto rituale, pacciame corteccia, paglia oppur strame; campi arroventati, sotto sole agosto, fan pensare morte, fuoco ambiguo posto, nonno arava suolo, campi detti s'artu, sa Bidda è il paese, e piante frutto chiede. Frutteti vedi spesso, ai margini macchia, zona di confine, con microclima d'acqua, Donne del paese, marciano fra i pozzi, 1 elfo ogni sorgente, abita e protegge. Elfo a una famiglia, concede dialogare, ma abusi inquinamenti, dolore fa pagare, Terra ci vien data, in prestito dai figli, lei non ci appartiene, noi le apparteniamo.
Audo estratto da Vita e Terra Sarda, vita di Emilia nel primo dopoguerra: lavoro contadino e tradizioni agrarie come il ciclo annuale delle semine e la ritualità dei mesi; forte legame con la terra e la sapienza antica. Emilia lamenta anche l'esodo rurale causato dal boom edilizio e dalla ricerca di lavori più redditizi in città, che ha portato all'abbandono dei villaggi e alla perdita dell'autosufficienza in favore della meccanizzazione. Emilia celebra infine il lavoro manuale nei campi, fonte di liberazione personale e soddisfazione, concludendo con una descrizione delle tecniche di creazione di terrazze e muri a secco per la gestione dell'acqua. |Thera nutre piante, e piante creano suolo. A ridurre effetti SICCITA', lascia humus prosperate, sotto pacciamatura fieno, o paglia foglie o corteccia, a limitare evaporazio, uno strato 20 centimetri, humus trattiene umidità, e si trasferisce in frutti, che recano umanità, che dopo morta torna humus, con molta tranquillità. Se usi un biopolimero Idrogel, che assorbe e rilascia lentamente, l'acqua nel terreno, spruzzato sul suolo, o mescolato al substrato piante.

|MAGGIORANA profuma, dolce origano sia, speziato e pungente, Persa erba amica, viene da oriente, origina in deserti, amica di asceti, ispira bontà verde, Persica gentile, in terre soleggiate, |Origano-cugina, radici superficie, spighe rosa-viola: fresca od essiccata, amata in cucina, adatta in gargarismi, persa amica sia; perenni fusti eretti, a inizio fioritura, colgo foglie e cime, essicco in ombra, divido cespi fiorite; aroma funghi salse, legumi e vini erbe, insalate-in-pomodori, + sonno |stimolante, infusa sedativa, |antispasmo e |digestiva, pure bagno-schiuma, antireuma |sudativa: se combatte bene, sincope |vertigini, amica Maggiorana, lascio presso figli, calma nervosismo, vince indigestioni, risolve meteorismo, aiuta sensazioni.
|Imperatrice è terza carta arcani maggiori, Madre celeste, Venere Urania, La Fecondità universale. Identifica l'imperatrice di Bisanzio, Teodora Comnena, e rappresenta abbondanza e intelligenza insieme, riflessione, erudizione, senso pratico e grande ambizione: colei che con le sue grandi capacità e la caparbia volontà, è in grado di dare vita a tutte le cose. Indica anche. Carta favorevole nei rapporti familiari, influenza in senso positivo le carte vicine. Indica l'azione positiva di una persona che ci è cara: madre autoritaria ma comprensiva. Carta rovesciata: può indicare sterilità, aridità nei sentimenti, sperpero, vuoto anche sentimentale, inutile e infruttuoso spreco, vanità. In I Ching è in analogia con il segno 64, Prima del Compimento.#

Raseno esplora il tema della Sposa Celeste, archetipo spirituale e guida dell’anima, presente in diverse culture e tradizioni. Inizia con Numa Pompilio, che, secondo Tito Livio, riceve oracoli notturni dalla dea Egeria, divenuta sua sposa mistica. Ella lo ispira a fondare riti sacri e consacrare boschi e acque come luoghi di comunicazione col divino. Salomone, re sapiente, canta la sua unione mistica con la Sapienza nel Cantico dei Cantici, esprimendo l’amore divino attraverso immagini sensoriali: giardino chiuso, fontane, aromi e vino. La Sposa è fonte di conoscenza e bellezza spirituale. Nell'Odissea, Ulisse incontra tre volti della Sposa Celeste: Circe, Nausicaa e Penelope. Circe è la maga lunare, che lo trasforma e inizia; Nausicaa è la fanciulla divina che lo accoglie e lo veste di nuova luce; Penelope è la teologa dell’inconscio, che tesse e disfa, simbolo di attesa e reintegrazione dell’eroe. La Luna* in forma di Dea Bianca triforme (fanciulla, madre, anziana), è la tessitrice del destino (Moire, Parche), la cui funzione è guidare l’anima attraverso i cicli naturali, i sogni e le trasformazioni interiori. Nel mazdeismo persiano* la Sposa Celeste è la Daênâ, la coscienza luminosa dell’individuo, che lo accoglie alla morte come fanciulla splendente. Ella è l’incarnazione delle virtù coltivate in vita e guida l’anima sul Ponte Chinvat, verso il mondo dello Spirito. In ogni cultura, la Sposa è guida mistica, madre spirituale, coscienza divina: da Egeria a Sapienza, da Nausicaa a Daênâ (Diana), la sua funzione è risvegliare, purificare, condurre l’anima alla conoscenza di sé e all’unione col divino. Simile a Beatrice per Dante (e Ayami, Miriam, Fatima, ecc.), essa rappresenta l’Amore salvifico che trascina l’anima oltre la morte e l’ignoranza, verso la luce dell’Assoluto.# Tito Livio narra, incontro con la Sposa, Numa |Pompilio a notte, incontra dea |Egeria, la quale esorta il re, a istituire riti sacri, come Terme in un bosco, con al centro grotta buia, da cui esce acqua perenne. Numa vi si reca, per i suoi appuntamenti, consacra il bosco alle Camene, che vedeva in tal radura, tutte ancelle di Egeria, ora sua Sposa Celeste, che nei suoi colloqui, svela oracoli a Pompilio. |SALOMOINE scrive e ama, della sua divin Sophia, sapienza estende vigorosa, e governa l'universo, lei che ho amato e corteggiato, fin da mia giovinezza, ho bramato averla sposa, innamorato a sua bellezza, in comunione con il Dio, Signore di universo, che a ogni scienza l'ha iniziata. Salomone usa linguaggio, Amore Mistico in un canto, Cantico dei Cantici terreno, dove scrive questo: mi baci con tua bocca, tue tenerezze più del vino, fragranza i tuoi profumi, attirami dietro a te! Sono bruna abbronzata al sole, poichè i figli di mia madre, mi hanno messo a guardia vigne, e la mia vigna trascurata, o amore di anima mia, dove vai a pascolar gregge, dove riposi al meriggio, presso dimore dei pastori, oh mio diletto sei per me, un sacchetto di mirra, riposa tra i miei seni, come un grappolo di Cipro, nelle vigne di Engàddi. Come sei bella amica mia, i tuoi occhi son colombe; come sei bello mio diletto, grazioso in nostro letto, e le travi nostra casa, sono cedri del Libano, nostro soffitto son cipressi. Vieni dal Libano, o sposa vieni! scendi da vetta del monte, dalla cima del Senir, dalle spelonche dei leoni, dai monti dei leopardi, Tu mi hai rapito il cuore, con un solo tuo sguardo, e una sola perla tua collana! Soave è il tuo amore, mia intima sposa, più inebriante del vino, è il profumo dei tuoi unguenti, tue labbra stillan nettare, miele e latte sotto tua lingua, e il profumo di tue vesti, è come quello del Libano. Giardino chiuso tu sei, mia sposa sorgente, una fontana sigillata, i tuoi germogli e frutti dolci, un paradiso di melagrane, alberi incenso e nardo, e fior di zafferano, cannella e cinnamòmo, mirra àloe e tutti aromi. Fontana irrora i giardini, pozzo d'acque dal Libano, alzati vento a settentrione, vieni vento del meridione, soffia nel mio giardino, ed effondi i suoi aromi, venga l'amato mio nel suo giardino, e ne mangi i frutti buoni. |ODISSEA e Iliade, inno alla Grande Madre, presenza del femminile, come base realtà vivente, interiorità umana, fonda inconscio culto, della Sposa Celeste, in tutti i popoli dove, assumon ruolo di spose, madri oppure amanti, che attraverso dono Amore, recan vita e sapienza, famiglia e comunità, simbiosi a leggi di Universo, poichè Dea Bianca o Virgo Sposa, ha carattere lunare, astro governa fecondità, e i cicli naturali. Dea-Luna accoglie il sonno, con sua falce-culla, dove i sogni Uomo-Bambino, son nutriti a lattea sua luce, ma è anche Dea oscura, con infallibile falce, che chiude una esistenza, e dischiude ultraterrena. Riportano le fiabe, la divina Tessitrice, che tesse trame della Vita, con Amore presso Dio, al telaio sua funzione, è lunare tripla Moire, ritmo triade lunazioni, Cloto Lachesi e Atropo, Parche che filano, tessono la trama, in dimensione spazio/tempo, di esistenza collettiva, assieme individuale, e recidon ultimo filo, cioè cordone ombelicale, da cosmo utero gestazione. Dea triforme ha molti volti, in poesie oppur sculture, Cinthia-Selene o Diana-Artemide, Proserpina-Ecate stessa luna, che mutevole tesse mondi, in tre aspetti basilari, infero celeste e terreno, governa leggi entrata-uscita; e nessuno può violare, dimensione a cui appartiene, come nel mito di Atteone. Tre donne segnan tappe, del percorso di |ULISSE: Circe Nausica e Penelope, sono anima dell'Eroe, il femminil che muove trama, di Odissea narrazione, Odisseo in balìa tempesta, vede zattera sfaldarsi, salpato da Ogigia, la figlia di Cadmo lo vide. Ino bella caviglia, ebbe pietà di Odisseo, ch'errava con angoscia, come folaga alata fuor dall'acque, dopo averlo rassicurato, dai colpi tremendi Poseidone, lo invita a denudarsi, ricever dono tessuto, e nuotare in terra dei Feaci: distendi il velo sotto il petto, non avrai più timore, di soffrire o di morire, e quando arrivi a riva, scioglilo e tornalo al mare, molto lontano da terra. Leucotea tesse a Odisseo, bianca e sottil placenta velo, con cui il naufrago si accinge, a rinascere a Scheria, un isola benedetta, terra dei beati Feaci, mondo di Luce e di Amore, che ad accoglierlo prepara; dopo averlo lavato, purificato e vestito, di panni candidi nuova vita, la placenta torna al mare, ha svolto sua funzione, rigenerante e salvifica. Grande Madre prese Odisseo, sotto sua protezione, attraverso volto suo infero, della maga Circe, Luna Nera tessitrice, in un vallone la sua casa, fatta di pietre lisce, intorno lupi e leoni, che lei strega con le droghe: compagni Ulisse allibiti, a veder mostri paurosi, si fermano nell'atrio, della dea trecce belle, Circe dentro a cantare, con bella voce tesse tela, arazzo grande e immortale. Circe-Ecate riccioli belli, nata da Sole e da Oceano, incarna binario dualismo, Fuoco celeste e Acque abissali, come Luna è mediatrice, a mezzo del suo canto, e dal Telaio che attenua, il fuoco raggi solari, con argento raggi lunari. Signora a Çatal Hüyük, in pianura di Konya, in Anatolia centrale, e Vergine Madre cretese, Signora di Cucuteni, siede su un trono attorniato, da lupi e felini, nella grotta di Sibilla. Dea Bianca ritorna, nella struggente nostalgia, di sposa terrena Penelope, che abita i piani interiori, domina i sogni notturni, lei è mente creatrice, che lancia sfida con arco, come Artemide cacciatrice, falce di luna crescente. Dimessa e spavalda, si nasconde e si mostra, con ritmi fasi lunari, tesse trame diurne, per poi disfarle al tramonto, illusion dei cinque sensi, che creano stato ordinario, di consueta coscienza, ma di notte uno ad uno, disfa i fili intrecciati, dalla mente razionale, per nuove trame in stato sogno, ordisce oniriche scene, in sue stanze una gran tela, sottile e smisurata, come sudario per Laerte, Velo di Maya per gli Indiani, usa immagini interiori, il tempo perde consistenza, intuizioni folgoranti, in questo etereo tessuto. Penelόpeia vine da pènos, tessuto latino pannus, lèipo vuol dire sciolgo, Penelope scioglie tela, in attesa del marito, il maschile mancante, per reintegrarlo in sé, e superar separazione. Luna aiuta realizzare, lo sposalizio divino, come Nausica-Selene, mostra via del ritorno, i panni tessuti e pronti, per caldo abbraccio del naufrago, in uno stato di sogno, Nausica è sua Ayami, vera Sposa Celeste, che accoglie Sposo a condurlo, al cospetto genitor divini. Athena-Sophia le appare in sogno, come un soffio di vento, sulla testa di fanciulla, proferisce tal parola: Nausica indossa vesti, vivaci delle nozze, bisogna che sia bella, e offri vesti a chi poi viene. Dea Bianca dall'abisso, parla anche a Odisseo, disperso tra i flutti, col volto di Leucotea, Vergine Madre a muover tutto. Odisseo fanciullo nudo, partorito dalle acque, orrido di salsedine, ancelle fuggono qua e là, Nausica in isola Feaci, figlia a Re e Regina, invita ancelle a non temere, uomo-bimbo appena comparso, non fuggite a vista d'uomo! poichè nessuno vien fra noi, dei mortali avvezzi a guerra, questi è un misero naufrago, un dono piccolo del cielo, bisognoso sulla spiaggia. Atena infuse in lei coraggio, e il tremor di membra tolse, dritta stava ad aspettarlo: Io mi inchino mia signora, sei dea o sei mortale? mi lascio da te guidare, beatissimo in cuore, come Adamo appen cacciato, coperto solo con un ramo, di una palma Salomone, e una foglia sicomoro. Odisseo si lava al fiume, dal sale in dorso e spalle, e dalla testa toglie alghe. Odisseo su riva fiume, fà battesimo rituale, che consente di cambiare, sua condizione umana, in coscienza più elevata, unto in olio abbondante, ora Nausica può donare, candide vesti nuovo corpo, luce che esalta ulteriormente, lo stato grazia e di bellezza, con sue chiome fior giacinto, siede su riva al mare, Odisseo si rende degno, dello sguardo Sposa Celeste, attratta magneticamente, Nausica in cuore esclama: Oh se un uomo così, potesse chiamarsi mio sposo, e gli piacesse restare, ancelle all'ospite date, da bere e da mangiare, Eroe si è guadagnato, in suo percorso travagliato, che su quest'isola lo ha portato, il suo animo temprando, ha perseguito perfezione, adepto crea i presupposti, affinché Sposa Celeste, bruci d'amore a suo devoto, accresce in lei il desiderio, di innalzarlo ancora più, da condizione imperfetta, per poterlo presentare, a Padre e Madre Divini, e ottenere a lui il perdono, accoglienza ospitalità, realizzando mistiche nozze. |Sposa-Coscienza, in |PERSIA-MAZDEA, sotto dinastia Achemenide, di Dario I e Serse, Khan dominava terre, di tre continenti, Egitto Nubia e Cirenaica, Tracia Europa e Macedonia, Mar Nero Georgia e Armenia, fin Caspio e Lago Aral, del Sinai fino all'Indo. Persia è Tartaria, Moldavia e Bulgaria, Romania Turchia e Cipro, Sudan Siria Libano, Azerbaigian e Iran, Oman Kazakistan, Uzbeki Turkmenistan, Afghani Pakistan. Mazdeismo dei persiani, ha Dio Ahura Mazda, il Signore Pensante, Zoroastrismo è sua scuola interna, contenuta nella Gatha, il canto religioso, in lingua avestica rituale, corpus testi zoroastriani. Ahura Mazda affiancato, da baga divinità: Mithra e Atar fuoco, Anahita il cuore centro, Hvara Khshaeta il sole, Mah luna e Zam terra, Apam Napat le acque, Vayu il vento soffio. Asha è la verità, ordine rituale cosmo-sociale, si oppone a drug, la menzogna ignoranza, disordine cosmo-sociale, e ogni essere è chiamato, a scegliere fra i due, determinando suo destino, collocazione in cosmo e storia, sul modello della scelta, dei due figli gemelli, di Ahura Mazda, Spenta Mainyu il santo, e Anra Mainya il malvagio, il primo detto Ormadz, il secondo è Arimane. Ahura Mazda ha altri aiuti, detti Amshaspend, Vohu Manah il buon pensiero, suo simbolo è il Bue, Asha rettitudine, ovvero il Fuoco, Khshathra il regno dei Metalli, Armaiti è devozione Terra, Haurvatat è mondo Acque, Ameretat piante immortali. Mithra dio dell'onestà, amicizia e contratti, nel canato persiano, ha caratteri marziali, orda pezzata dei Mingjiao, nei Veda è detto Indra, e suo culto e Misteri, arrivan Mediterraneo, insieme al Cristianesimo. L'uomo giusto e sincero, nel viver quotidiano, otterrà stato di Maga, vede realtà superiori, partecipa opera creazione. Uomo ha cinque parti, corpo anima e spirito, prototipo e fravashi, doppio Angelo custode, teologia zoroastriana, cioè fanciulla Daena, Fravashi e Daena, due entità luminose, del mondo dello Spirito, detto bwiti menok, partecipano eternità. Tutti hanno una fravashi, compresi Angeli e Arcangeli, protegge contro forze male, e compion scelta straordinarie, fravashi in lingua irani, vuol dire colui che ha scelto, seguon uomini su Terra, mondo visibile gêtik, a combatter forze di Ahrimane. Divenuti anime di umani, tengon vivo il ricordo, del mondo Luce sorgente, a patto decidi seguir loro, piuttosto che intrappolarsi, in attrazioni di Ahrimane, cioè brama di potere, di possesso e lussuria. Amare propria fravashi, proprio Angelo custode, ha ricompensa di salvezza, e ritorno al paradiso, le virtù che hai coltivato, durante vita terrena, plasmano essere di luce, la Daênâ che ti guida, a fine di tua vita, conduce anima in cammino, al mondo dello Spirito, sul Ponte Chinvat, passaggio tra i due mondi. Avesta narra incontro, di anima con la Daênâ, alla fine terza notte, quando appare alba, sembra ad anima del fedele, esser portata tra piante e profumi, come un vento soffiando, dalla regione del sud, un vento dolce profumo; sembra ad anima del fedele, come se stesse inalando, quel vento da narici, e si chiede donde soffia, e gli par che sua coscienza, avanza a lui in quel vento, in forma leggiadra fanciulla, da bianche mani alta statura, dritta e seni prominenti, corpo e stirpe gloriosa, bella come una virgo. Anima del fedele le chiede: che fanciulla sei tu? oh giovane di buoni pensieri, buone parole e buone azioni, io son tua propria coscienza! ognun ti amò per tal grandezza, bontà bellezza e tuo profumo, tua vittoria e libertà, da tristezza con cui mi appari, quan vedevi un uomo disonesto, ti sedevi cantando Gâtha, adorando buone acque, del figlio ad Ahura Mazda, così rinfranchi il fedele, da vicino o da lontano. Ero graziosa e mi rendesti, più graziosa e più bella, attraverso buon pensiero, buona parola e buon agire, è cammino del Mazdeismo, Sposa Celeste è tua coscienza, guida splendente del ritorno, al Paradiso primordiale, che Dante sogna a notte Pasqua, suo ingresso al Paradiso, dove incontra la sua Sposa, in versi di Commedia. Avesta insegna a perseguire, virtù pensieri e sentimenti, in parole e azioni, a destare attenzione, della Sposa Celeste, che le consente riversare, su controparte terrena, sua potenza salvifica, e sua Divina Sapienza, in dimensione spazio-temporale.
Sposa Celeste di Leo Sternberg: nel 924, un giovane del popolo Goldi racconta la propria iniziazione sciamanica: durante un sogno, viene visitato da una donna alta 71 cm, dai tratti umani ma soprannaturali, metà viso rosso e metà nero. Ella si presenta come la àyami* spirito ancestrale femminile, Sposa Celeste dei suoi avi sciamani, venuta a trasmettergli l’arte di guarire, ora che gli anziani sono morti. La àyami lo sceglie come sposo e lo avverte: se rifiuta le nozze spirituali, morirà. Il giovane accetta, dando inizio a un rapporto di amore, iniziazione e potere, che segna il suo destino come sciamano. La Sposa appare in molte forme: giovane, vecchia, lupo, tigre alata. Lo istruisce in sogno, lo porta in altri mondi, gli affida tre spiriti aiutanti: pantera, orso e tigre, che intervengono nelle sue pratiche di cura. Durante i rituali, la àyami entra in lui come fumo, parla con la sua voce, guida i gesti e accoglie le offerte rituali. Il corpo del giovane diventa veicolo della divinità femminile. La loro unione è mistica e dimensionale: amore e possesso si intrecciano, fino a fondersi in un’unica coscienza sciamanica, in cui maschile e femminile si uniscono per generare guarigione e conoscenza. La àyami, Sposa Celeste, è guida, amante, maestra e spirito custode: incarna la connessione diretta col sacro, attraverso estasi, sogno e trasformazione interiore.# |LeoSternberg narra, in anno 924, un incontro esperienza, di un giovane golde, con sua |SPOSACELESTE, in un processo iniziazione, sotto stato di estasi, sotto danza ritmata, al suono di un tamburo, di un canto o di un arpa. Un giorno stavo a dormire, nel mio letto di pena, e uno spirito si avvicina, come donna bellissima, molto esile e alta, 71 centimetri, viso e vesti donna golde. I capelli sulle spalle, in piccole trecce nere, presenta il viso a più sciamani, metà nero e metà rosso, ecco lei mi disse: Sono àyami dei tuoi avi, gli ho insegnato l'arte saman, ora questa insegno a te, poichè i vecchi sono morti, e nessuno qui rimane, per guarire i clan malati. Tu diverrai sciamano! Ti amo e sarai mio marito, perché ora non ne ho, ed io sarò tua moglie, Ti darò spiriti aiutanti, nell'arte di guarire, e ti assisterò io stessa, la gente ci porterà il cibo, ma se tu non accetti nozze, dunque non mi obbedisci, tanto peggio per te. Io ti ucciderò. |Ayami donna da allora, sempre venne a visitarmi, giaccio con lei come con mia moglie, ma non abbiam bambini, vive sola senza genitori, in una capanna su montagna, cambia spesso dimora, a volte viene in altro aspetto, di una vecchia o di un lupo, che suscita spavento, a volte è tigre alata, e mi trasporta altre regioni, a vedere villaggi, che parlan lingua |Goldi, e mutano essi in tigri. Ora la mia àyami, non viene così spesso, allora mi istruiva, e veniva tutte sere, mi diede tre assistenti, jarga la pantera, doonto ovvero l'orso, e amba cioè la tigre. Essi mi visitano in sogno, e appaiono ogni volta, che li chiamo e faccio cure, e se uno si rifiuta, àyami lo costringe. Quan pratico sciamanismo, son posseduto da Ayami, e suoi spiriti ausiliari, penetrando come un fumo, quando Ayami è in me, parla a mezzo di mia bocca, e poi dirige tutto, e quando mangio offerte, o bevo sangue di maiale, non io mangio e bevo, ma soltanto la mia Ayami, mentre a curandere, essa appare come un maschio. Portatrice di sapienza, sogno visione o profezia, tiene col suo allievo, rapporto amor-passione, vere nozze spirituali, celebrate e consumate, su altro piano dimensionale.

Pamela osserva gli insetti (imenotteri, ditteri, ortotteri, lepidotteri, coleotteri e cerambici) sulle querce del Terabuti — notando predatori e prede, comportamenti e segnali ambientali. La pulce pizzica se cambia la pressione, le zanzare diventano insistenti con la pioggia, mentre in cielo terso restano lontane. Nei pressi di lampade o odori forti, insetti si dirigono altrove. Su fiori e nidi, larve come la Sputacchina creano schiuma nutritiva. Le mosche puliscono le zampette, allevano larve e crisalidi, diventando cibo prezioso per sauri; alcune svernano in casa, generando milioni di discendenti in estate. Cantaridi, coleotteri verdeoro, mangiano foglie di sambuco, frassino e pioppo; se ingeriti, rilasciano cantaridina, afrodisiaco e anti-infiammatorio, ma tossico per reni e feti. Mosche e insetti rivelano cicli stagionali e relazioni vitali, segnali di abbondanza o rigidità dell’inverno successivo. Osservare questi piccoli esseri mostra equilibrio tra pericolo e utilità, tra veleno e medicina.# Pamela osserva |INSETTI, 虫 chong in cinese, imenotteri e ditteri, ortotter lepidotteri, Coleotteri e Cerambice, che vive su querce, presso Terabuti, nota predatori e prede. Insetti san sentire, cambi situazione, mi pizzica la |PULCE, se muta la pressione, |ZANZARA fa insistente, pioggia consistente, volano alti sciami, se cielo blu si stende: zanzar non avvicina, nei pressi lampada olio, a umani odori forti, dirotta lor petrolio, vedo su fior-cuculo, grumi di schiuma, è larva Sputacchina, insaliva nido spuma. |MOSCHE nei paraggi, puliscono zampette, evitan finire, tra le fulminee strette, Mosche i bambini, allevan vetri frutta, tappati con ovatta, invitan senza fretta: da uova escono larve, mutano Crisalidi, buon cibo rinomato, x sauri dei terrari, osservo Mosca morta, bianca e incipriata, da 1 micelio Fungo, uccisa poi mangiata; mosca femmina grande, sverna nelle case, miliardi figlioli, genera ogni estate, se Primavera è, scarsa o priva insetti, Inverno successivo, è + rigido rifletti. |CANTARIDE mosca, è Lytta vesicatoria, coleotter verdeoro, odore nauseante, rode foglie sambuco, frassino acero pioppo, a volte su olivo, seccata e ingerita, reca vescicanti, alcaloide cantaridina, anti-infiammante, contro pleurite, pericardi e bronchiti, cantaridina veleno, afrodisiaco anti peto: se ingerita agisce, erettile diuretica, pericolosa che piscia, irritando uretra, spesso dosi efficaci, ai reni son nocive, tossica cantaridina, afrodisiaco estremo, poichè sa uccider feto, usata in unguento, con rospo e solanacee, nel medievo tempo.
Per contrastare le zanzare si possono creare candele artigianali con cera fusa arricchita da oli essenziali di chiodi di garofano, menta o fondi di caffè, utilizzando un filo di cotone come stoppino. Le tinture concentrate estratte con alcool a 90° o 40° e aceto isolano principi attivi lipofili, alcaloidi e terpeni con effetto repellente; l’alcool denaturato va impiegato esclusivamente per uso esterno su tessuti o ambienti, evitando il contatto diretto con la pelle e mucose. Tinture più leggere ottenute con grappa o vini rustici sono adatte a preparazioni rapide e uso interno, mentre la storica miscela “aceto dei quattro ladri” combina erbe aromatiche in aceto per un’azione repellente e antisettica. Aloe vera e portulaca, ricche in mucillagini e omega-3, sono efficaci antistaminici naturali per lenire il prurito da puntura, ma necessitano di conservazione in ambiente alcolico per prevenire fermentazioni.# |ZANZARE tieni a bada, con candele fai-da-te, in cera disciolti, |Chiodigarofano e menta, o fondi di caffè, un filo di cotone, tenuto da molletta, diventa lucerna, di candela profumata, vedi video ricetta. Repellente per Zanzare, in alcool o aceto, 90 o 40° grappa, tinture concentrate, conservabili e forti, estrae oli con resine, sostanze lipofile oleose, alcaloidi e terpeni, fino ai flavonoidi; se diluito con acqua, lo muta in alcol più leggero, diluizione proporziona, metà dosi è metà gradi, perde potere estrattivo, ma guadagna in uso interno: erboristi estraggono a 90/95, poi diluiscono a 40/45. Alcol denaturato 95°, tossico se ingerito, serve solo a uso esterno, come spray disinfezione, evita su pelle, irritante tossico assorbito, lontan da occhi e bocca, spruzza solo su tessuti, zanzariere e angoli stanza, serba in bottiglia chiusa, lontano da luce. |Vino rustico 10–13 gradi, debole per tintura, adatto a immediati macerati, da bere in monasteri, vini erboristi contadini, entro pochi giorni. Grappa e liquori 40–45°, reca tinture blande, estraggon oli e flavonoidi, ma le resine poco, son tinture dolci, bevande di erboristi. Alcol/grappa usare, per Artemisia e Mentuccia, Lonicera e Chiodi Garofano, o Aceto bianco + acqua, al 50 di ciascuno, + infuso oli essenziali, è un altra soluzione, con cucchiaino glicerina vegetale, come emulsionante, unisce repellenza e idratazione, + azione antistaminica, come in |ACETO dei quattro ladri, usato in Francia epoca peste, nel periodo fin Tartaria, ladri rubano i malati, senza contagiarsi, grazie a miscela di erbe, macerate in aceto, di vino o di mele: Salvia Rosmarino Lavanda e Timo, Artemisia Menta o mentuccia, Alloro Aglio o Chiodi garofano, recan terpeni volatili, come mentolo e cineolo, canfora e timolo, tuione repel-insetti. Aceto ha effetto aromatico cutaneo, sebbene un poco acido. |ANTISTAMINICI e lenitivi, |Aloe+Portulaca, Aloe vera in gel fresco, Rinfrescante e idratante, lenisce prurito da puntura, leggero effetto antimicrobico. Portulaca oleracea, ricca in omega-3, antistaminica naturale, riduce infiammazione, rossore e orticaria, abbina ad Aloe succo, senza alcol o aceto, poichè posson fermentare, suoi gel mucillagini, se male conservati. Aloe vera e Portulaca han mucillagini e acqua, facilmente deperibili, metti Alcol conservante efficace, sia qui oltre 60%, nel preparato finale, a evitar fermentazione.