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voce: nenet-nenezi:nomadi-renne-penisola-yamal


ainunenetnomadi e renne da Yamal ad Hokkaido (214) : sogni34-lume214-lingua juhoansi | foto hmongcina | audiolibro | popoli_saman-quest.mp4 | popoli_saman_nenci_eng.mp4 | film_muschio-bianco_nenet.mp4 |musica ildegarda2022.m4a

(): 1 quid censiti


214:quidp: sogni34-lume214-CAOS significa entrare in un momento nel quale le vecchie categorie non bastano più a contenere ciò che sta accadendo. Il sognante sente gravare su di sé il peso della realtà: ciò che prima sembrava ordinato si frammenta, le coordinate abituali non funzionano e il mondo diventa difficile da governare. Il caos non chiede però di sopportare meglio il disordine, ma di trovare un centro mentre tutto cambia. Nel Lume di Seba questo centro appare attraverso il ridimensionamento: il camion troppo grande deve diventare più piccolo, il carico deve tornare a una misura possibile, il mezzo può essere cambiato. Le immagini della carta mostrano lo stesso movimento in forme diverse: i rifiuti ricordano che una totalità comprende anche ciò che vorremmo scartare; l'ingorgo mostra che troppe direzioni possono bloccare il movimento; l'acqua che invade chiede di creare strutture capaci di contenerne il flusso; dipingere con le dita invita a lasciare emergere un nuovo orientamento senza volerlo controllare subito; la stanza disordinata rimanda al rapporto fra organizzazione esterna e vita interiore; il volto deformato e i piatti rotti ricordano che ciò che viene represso può chiedere di essere espresso. Tutte queste immagini dicono: quando il sistema non regge più, non serve aumentare la forza, occorre modificare la forma. Il compito è fare piccole cose che restituiscano sicurezza e misura, finché un nuovo ordine possa emergere. Non devi governare tutto: devi trovare il punto dal quale puoi ricominciare a muoverti.| Riassunto: I popoli nomadi della Tartaria includono minoranze come Ainu, Tasmaniani, Moriori, Fuegini, Inuit e Nenezi, portatori di una spiritualità profonda trasmessa nei riti di trance collettiva. I Wanniya dello Sri Lanka vivono ritirati nelle foreste, custodi di un sapere interiore, mentre i clan tartari riducono il superfluo per dedicarsi a danze e pratiche sciamaniche. Gli Ainu, cacciatori e pescatori di Kurili, Sakhalin e Hokkaido, usano veleni d’aconito per la caccia e tramandano epopee eroiche in versi. I villaggi, di poche famiglie, hanno donne-sciamane e una vita fondata sull’armonia con animali e spiriti. Dopo i contatti con Aleuti e Kamchadali, gli Ainu subirono colonizzazioni e assimilazioni da tartari, giapponesi e russi; oggi ne restano circa 18.000. I Nenezi vivono tra gli Urali e la penisola di Yamal, allevano renne o praticano caccia e pesca, mantenendo vita comunitaria e nomade. La russificazione e l’alcolismo ne hanno ridotto autonomia e longevità. Abitano in tende di feltro, venerano Num, spirito supremo della natura, e Nga, signore dei morti. Gli spiriti animali come orso, lupo e pesce sono totem di caccia e protezione. Lo sciamano Tadibja scolpisce statuette sacre per catturare e onorare gli spiriti, mantenendo il legame fra vivi, natura e antenati.# Popoli nomadi Tartaria, son detti |minoranze, come Ainu del Giappone, |Tasmaniani e |Moriori, |Fuegini ed |Inuit, |Nenet della Siberia, han ricca spiritualità, socializzata in gruppi, trascritta nei corpi, che viaggiano in trance, i nativi di Sri Lanka, |Wanniya della selva, detti bimbi di natura, che han scelto ritirarsi, nel fondo di foreste, per viver concentrare, patrimonio spirituale. Famiglie clan lignaggi, minimizzano esteriore, ad aver tempo riti, come dervisci danze, tollerate in Gran Tartaria, per spiriti invitare, a insegnare a umani vivi, dopo i cataclismi, che distrussero Città, emergono i miti, che liberan dal tempo, conciliano eros-thanatos, e offrono riunione. |AINU sta per uomo, vive in Isole Kurili, nel sud di Sakhalin, e nel nord Giappone, su isola Hokkaido, preserva religione, economia di caccia, pescator raccoglitore. Ainu di Kurili, maggiore isolamento, continuan ossa uso, e argilla vasellame, laddove cugini, di Hokkaido e Sakhalin, usano metallo, da commercio coi vicini. Ainu nord Kurili, ebber buon contatti, con Aleuti e Kamchadali, poi terminati, caccia alle balene, subiron dai coloni, malattie concorrenza, declin popolazioni. Ainu accampamenti, come Inuit e Fuegini, estate lungo coste, inverno in entroterra, piccoli villaggi, fino cinque famiglie, caccian orso e daino, cervo renne e pinne: con veleno di aconito, pure di stingray, x |Trote+Salmone, cibo base tradizione, loro fonte conoscenza, nei versi cantati, in prosa narrati, in terza persona dati: epiche lunghe, con diecimla versi, narrano eroi, che lottano demoni, a salvare loro clan, Ainu da invasori, e villaggi rifondare. Anziani di villaggio, prendon decisioni, famiglia è unità, donne pur sciamane, vita è religione, come ogni economia, volpi gufi e foche, ognuno sua importanza, riportan loro vita, come uccelli aria. Ainu gruppi adattati, a ecosistem locali, fiume Amur e Kurili, |Sakhalìn-Hokkaido, fiume Heilong-jiang cinese, scambi con Oroqen, influenza Manciù, raggiunse nord Sakhalin, a seguito dei tartari, che lasciano Yuan, colonizzano isola, e forzano Ainu, a pagare tributi, per mantenere pace: sistema dei tributi, assieme a commerci, coi popoli di costa, li fuse ai giapponesi, così arte acciaio, raggiunse mancesi, mentre arriva a Osaka, con broccati cinesi; indeboliti i mancesi, Sakhalin fuoriesce, dal sistema dei tributi, ecco altre spese, russi e giapponesi, contesero controllo, sfruttarono risorse, e Ainu muta corso: ebber pezzi terra, per farli agricoltori, spostati e sistemati, su terre + adatte, oggi minoranza, sopravvivon 18 mila, identità culturale, spesso minacciata, da Yamato clan, che crea identità, di Giappone imperial. |NENEZI a nord Urali, in penisola Yamal, terra pien di russo gas, che spinge a fare scelta, tra nomade e stanziale. Nenezi son due gruppi, secondo economia, Nenezi della Tundra, che allevano le renne, mentre i Chandejar, o Nenezi di foresta, vivon di caccia e pesca; un terzo gruppo misto, emerge a risultato, dei matrimoni misti, tra essi ed etnia Komi. Assoggettati dai russi, nel tempo dell'impero, alcuni gruppi migrarono, nel lontano siberiano, lontano dal contatto, con tale civiltà, alla Penisola di Kanin, fra fiumi Enisej ed Ob, in piccole comunità, di coltivatori caccia e pesca, e allevamento renne, da cui ricavano tutto, pelliccia tende e cibo, e trazione per le slitte, con il cane samoiedo, che vuol dire autosufficiente, cane pastore capace. A metà del 900, avvistati dai moderni, persero isolamento, e ricevettero alcool, il cui uso smodato, causò degrado a stile vita, indebitati coi mercanti, resero indigen schiavi. Dopo rivoluzione russa, governo sovietico li forza, a stanziarsi e assimilarsi, senza proprietà di renne, poi scolastica istruzione, porta i giovani lontano, fino alla maturità, popolazione samoieda, subì erosione identità. Giunge industria in loro zona, alcuni emigrano lontano, molti cambiano attività, operai in petrolchimiche, 41% popolazione, professioni in vari campi, ma chi non regge sradicamento, alto tasso di suicidi, vita ridotta a 45 anni. Nenzi vivono nei Cum, con religione di sciamani, mista a ortodossia cristiana, Num è loro Dio supremo, che dimora entro natura, e nei fenomeni del clima, privo di forma nella tundra, è adorato due volte anno, in feste primavera autunno, con dono grandi renne bianche. Tra i Nenezi convertiti, Dio dei padri è San Nicola, da lor chiamato Mikkulai, oggetto di venerazione, a governare il mondo morti, è Nga figlio di Num, cioè la vecchia della terra, con gli spiriti elementi, che pervadono i viventi; venerati sono quelli, con funzione preda o predatore, nella vita quotidiana, specie spirito del pesce, a causa del suo peso, nella dieta giornaliera, mentre i Nenzi della |Tundra, adoran spirito di orso, cui testa è un loro totem, e il lupo predator di renne. Lo sciamano è Tadibja, fà statuette animalmorfe, che catturano lo spirito, di ciò che vien raffigurato, propiziando caccia e pesca. Anche spiriti focolare, in statuette antropomorfe, in legno oppure pietra, han precisa posizione, in tende e case samoiede, trasmettere poi da padre in figlio, a proteggere il trapasso, anima-respiro dopo morte, scompare al nulla o sale al cielo. gandhi_resistenza_civile.m4a
lume214-Seba sogna un camion enorme, sospeso in bilico, troppo carico per poter proseguire. La paura non viene soltanto dalla possibile caduta: viene dal peso di ciò che deve essere portato, da qualcosa che non è ancora pronto a circolare nel mondo. Una donna abile interviene con i suoi strumenti e riduce il camion fino a trasformarlo quasi in un giocattolo. Ciò che sembrava impossibile da governare torna così a una misura abitabile. Seba comprende che anche la mente può caricarsi oltre il necessario. Un compito, un ruolo, una responsabilità possono diventare tanto grandi da far perdere l'equilibrio. Il sogno non chiede di sopportare meglio il peso: suggerisce di cambiarne la misura. Gli tornano alla mente i nomadi di Yamal, che attraversano la tundra seguendo le renne, adattando il cammino al ghiaccio, al vento e alle stagioni. E più lontano, verso Hokkaido, altre popolazioni hanno imparato a vivere ascoltando un territorio che non può essere dominato. Il nomade non porta con sé una casa immobile: porta ciò che può essere trasportato e sa quando cambiare strada. Questo Lume appare quando qualcosa nella tua vita è diventato troppo grande per il mezzo con cui stai cercando di attraversarlo; non tutto deve essere abbandonato: qualcosa deve essere ridimensionato, semplificato, trasformato. Messaggio del Lume: non confondere la forza con la capacità di portare tutto, riduci ciò che pesa, cambia mezzo quando serve e ritrova una scala nella quale la vita possa continuare a muoversi. Domande per te: Che cosa stai portando oltre la tua misura? Che cosa potresti rendere più semplice? Quale altro mezzo potrebbe permetterti di proseguire?



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