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voce: mosche


alloroLauro di Apollo trasuda febbre influenze (3) 03- Gandhi e Shirdlingua latingreco | foto cibospezie | audiolibro | alloro_oleolito-bacche.mp4 | olivetardive-dicembre_arance.mp4 | alloro_raccolta-olio-bollitura.mp4 |musica 01_ShirdiSai_04.mp3
argillaArgilla assorbe veleni e dona minerali (9) 09-Sogno del cavallingua alchemico | foto minerali | audiolibro | minerali_argilla_uso_interno.mp4 | minerali_caolino_difesa-colture.mp4 | argilla_artigiana_spagna.mp4 |musica 43_quadro_azul.mp3
margheriteTussilago e Piretro e Tinctoria su emicranie (25) 25–Emilia camminlingua latingreco | foto erbefiori | audiolibro | flora_margherita-tinctoria.mp4 | flora_piretro_pianta-insetticida.mp4 | senecio-tossico-diverge-tarassaco.mov |musica 74_OBrillho_da_natureza.mp3
jaiselzuniDharamsala e Amritsar fin deserto Thar (61) 61-Tra digiuni e llingua arabindi | foto indionesia | audiolibro | paesi_india_thar-desert.mp4 | paesi_india_vita-campagna.mp4 | africaverde_buche-pioggia.mp4 |musica 01_Guru-yogananda.mp3
bwitimsokoCavazzi a Loango tra nganga e mabundi (116) 16-in Bwiti Misokolingua popè | foto agrobuti | audiolibro | bwete_mitsogo.mp4 | device_doctor_genie.mp4 | film_kungfu_il-brujo.mp4 |musica 004_maviango_arco_inizio.m4a
benaresgoaVaranasi Gange, e jaina gigante (153) 53-Seba viaggiò, lingua arabindi | foto indionesia | audiolibro | nityananda897-961.mp4 | paesi_india_benares-varanasi.mp4 | filosofi_sadhu_spontaneo.mp4 |musica 98_Om-tat-sat.mp3
tabaccoTabacco e cenere cura denti e nicotismo (216) 64-lume216 |L'OMBRlingua quechuamami | foto erbefiori | audiolibro | flora_tabacco_salento.mp4 |  |  |musica mongongo2022.m4a
gigaroGichero, radice tartara di Sardegna (245) 45-lume245-ORIGINAlingua juhoansi | foto erbefiori | audiolibro | flora_tapioca.mp4 | flora_gigaro_arum.mp4 |  |musica jurema_cantos.mp4
freddogeloRitorni del freddo e segni di stagione (292) 46.䷭-lume292-La lingua italico | foto agrobuti | audiolibro | clima_neve170121_terabuti.mov | doc_afro-garden.mp4 | elettrocultura2.mp4 |musica ancilla2022_bella.m4a
finocchiosemi Finocchio, Cumino e Anice stellato (330) 20-lume330-Talvoltlingua alchemico | foto cibospezie | audiolibro | ortoverno_finocchio_coltura.mp4 | manuale-salute-santa-idelgarda.pdf | finocchio-selvatico-fiori-usi.mp4 |musica 02_comprami.mp3
sedanoSedano finocchio calma sangue crudo-cotto (332) 22-lume332 |Segretlingua italico | foto ortoverno | audiolibro | orto_sedanorapa.mp4 |  |  |musica 260526ayami_canto-agli-avi.m4a

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3:lume003- Gandhi e Shird SaiBaba, arrivano in barca su una spiaggia del Tirreno e approdano tra boschi di alloro. Shirdi cammina nella Tuscia e dal suo passo nascono semi e storie, insegnando costanza e determinazione: mai esitare quando si conclude qualcosa. Laurus nobilis è pianta mediterranea sempreverde, usata in cucina e medicina tradizionale. Le sue foglie aiutano digestione, riducono gonfiore e aiutano in caso di coliche e gas intestinali. Ha proprietà espettoranti, utili per tosse e bronchiti, e diaforetiche, cioè favorisce la sudorazione aiutando a ridurre la febbre. Possiede anche effetti antinfiammatori e calmanti. Dal punto di vista nutrizionale, contiene vitamine A, B6 e C, minerali come calcio, ferro e manganese, e antiossidanti utili al sistema immunitario. Le foglie essiccate sono preferibili: quelle fresche possono essere tossiche in grandi quantità. In cucina rilasciano lentamente aroma e vanno rimosse prima di servire. Le bacche producono un olio usato per scopi cosmetici e terapeutici. L’alloro è anche un repellente naturale contro insetti nelle dispense. Attenzione a non confonderlo con piante simili ma tossiche, come il lauroceraso. Solo il Laurus nobilis è sicuro per uso alimentare.| Laurus nobilis, simbolo di gloria e poesia, accompagna Dafne ed Apollo, Dante e i Rasenna. Compare tra le piante del Paradiso terrestre, accanto a pino, abete, ulivo e vite. Sempreverde fino a tre metri, fiorisce in aprile e produce bacche usate come esche. I boschi lauretum sono luoghi sacri oracolari: a Delfi le foglie servivano per fumigazioni e catarsi. Pianta che stimola, disinfetta, cura influenze e astenia, sostiene la digestione, è anti-catarrale e repellente per insetti. Dalle foglie e bacche si ottengono liquori, tisane, decotti e unguenti: utili per tosse, febbre, coliche, dolori articolari, insonnia e bronchiti. L'olio laurinato allevia spasmi, traumi e reumatismi. In cucina è condimento di selvaggina e popolare liquore digestivo. Alloro cinge e protegge, rito unito a mito e vita quotidiana.# |ALLORO Laurus nobilis, lavrano alaru dafne, è simbolo di gloria, figura il legno croce, che i tre penitenti, Dante Virgilio e Stazio, incontrano con altre piante, come pino e abete, che affiggono radici, nel Paradiso terrestre. Pino ha dolce frutto, ma è difficile mangiare, la chiona alta sua si allarga, contrariamente a forma abete. Cerro robusto abeti e faggi, con Alloro Pepe Mirra e Incenso, il Melo piccoli fiori, il Pruno albero spinoso, Datteri fichi e gelsi, Ulivo e Vite spirituale, ricorre tredici volte, assieme a rose viole e gigli, Frumento paglia e Lino, Canna Edera e Trifoglio. DANTE chiede a muse, di essere ispirato, a narrar vision di Dio, in giardino Eden, richiede arte parola, invoca Apollo e Dafne, Virgilio diparte, e arriva Beatrice, che gli cambia pelle, lavandolo con acqua, di Iperico e Dafne, fiori di ascensione, di notte Sangiovanni, a divenire un Povi, ascende al primo cielo, dafnofago poeta, tiene alloro in testa, e incenso di copale, vede la poesia, che circonda terra, scopre Apollo Pan, essere un aspetto, del Dio di Empireo, tutto fuoco intero. Alighieri da infanzia, suo daimon fà chiamata, annuncia vocazione, a seguire un cammino, notturno nella selva, entra in vicol cieco, impedito a proseguire, prega la Madonna, a vigilar destino, e ripristinar speranza, a chiunque sia smarrito. Mappa e purga del Dolore, aiuta chi è smarrito, a ritrovare il senso, a proseguir cammino, nei regni del destino, interno suo divino. Dafne in mito |Ovidio, donna sfugge Apollo, innamorato di lei, inseguita invoca aiuto, vien salvata mutata in pianta. Pianta arborescente, sempreverde fin 3 metri, produce foglie fiori bacche. Aprile sboccia fiori, ombrelle giallo verde, odoroso Lauro dioica, femmine e maschili, femmine fan bacche, mature estate, colte in novembre, usate come esca, x tordi intrappolare. Lauretum boschi sono, luogo di ciuffenna, templi di Pan-Cervi, con edera insegna, suo aroma penetrante, richiama vaticinio, di pizie e sibille, tien fulmine lontano. |Delfi lauro bosco, dafnofagi di Apollo, foglie fumigazione, donne slave a masticar, pur edera talvolta, o zenzero aggiunto, catarsi e sudore, in comuni malattie. Alloro stimolante, potente germicida, cura ogni influenza, a Zenzero associato, prima coricarsi, sudar mi ha stimolato, cura esaurimento, nella convalescenza, contiene geraniolo, pinene e fellandrene, bevuto dopo pasti, la digestion sostiene. Dafne aiuta pancia, è anti-catarrale, aroma che possiede, stimola a poetare, e peto sa sfiatare; in casi di fatica, astenia indigestione, olio di sue drupe, usa contro insetti, repelle le mosche, spalmato sul pelame. Nei piatti selvaggina, usa foglie colte a marzo, durante fioritura, impana con pastella, ebraica ricetta, su fondo pirofila, strato foglie alloro, adagia alici aperte, ricopri pane mollo, bagnato aceto/vino, pomodoro a pezzi, olive tagliuzzate, aglio cappero portulaca, un pizzico di sale, ricopri con lattuga, stendi secondo strato, forno 30 gradi cottura. Laurino siciliano, con foglie/bacche, sorseggia dopo pasto, aiuta la pancia: 400 grammi bacche, o 100 grammi foglie, in 800 alcol puro, chiudi tappo ermeti, poni a buio fresco, agita ogni tanto, dopo 1 mese filtra, unisci sciroppato. Alloro come unguento, riduce ghiandole collo, metà bacche e olio oliva, cuoci in recipiente, in vapor acqua bollente, 15 minuti lento, filtra e usa per massaggi: il macero in oliva, detto olio Laurinato, lenisce spasmi e traumi, di articolazioni, contrasta la fatica, insonnia e bronchite, 30 bacche Lauro al sole, pesto dopo 20, mesto ad olio oliva, pongo con la tela, sopra reumatismi, alla mattina o sera. quid_alloro-febbri-vinolio-drbianchi.m4a
lume003-Bosco di allori, una curandera e un maestro di qigong condividono un tè caldo. Il vapore sale lento, come il respiro, e porta quiete nel corpo e visione nella mente e, in combinazione con altre piante, sostiene anche l’equilibrio emotivo. Alloro è pianta medicinale e simbolica, le foglie e le bacche, usate fresche o secche, aiutano contro tosse, bronchiti, febbre, coliche e cattiva digestione. In tisana favorisce sudorazione, abbassa la febbre e sostiene il corpo durante le malattie; ha effetti digestivi, calmanti e tonificanti; può migliorare il sonno e favorire sogni leggeri. Impacchi, bagni e pediluvi con alloro rilassano, migliorano la circolazione e riducono la stanchezza. Le foglie sono anche repellenti naturali contro insetti e tarme. L'olio ricavato dalle bacche è tradizionalmente usato per disturbi nervosi e viene associato a pratiche spirituali. L’alloro è quindi visto come un ponte tra cura del corpo e crescita interiore. Oracolo dell'Alloro: guarisci con costanza, agisci con fiducia, e non esitare nel portare a termine ciò che hai iniziato. Alloro ti invita a purificare, a lasciare andare ciò che appesantisce: febbre, pensieri confusi, stanchezza, è tempo di ritrovare equilibrio tra azione e ascolto. Come infuso che scalda e guarisce, anche tu puoi trasformare la fatica in chiarezza, nutri il corpo, calma il cuore, osserva senza paura ciò che emerge. Questo è un momento di integrazione: ciò che vivi ha un senso più profondo. Accoglilo, la |Fede, che attira |guarigione.

9:lume009-Sogno del cavallo bianco, donato da Iside al sognatore, segna il passaggio da un vecchio stato a uno nuovo; come l'argilla trasforma, purifica e guarisce il corpo dalle tossine, stimolando la guarigione pulendo il rosso sangue, cicatrizza ferite e combatte malattie e radiazioni, riequilibrando il digestivo, così il cavallo, simbolo di spostamento e cambiamento di stato, fonde amore mistico e amor carnale, bianco e rosso uniti, la purezza e la terra, come il cuore di chi cerca la purga, senza dimenticare le radici. Argilla in luna crescente, manifesta il massimo potere curativo: medicina e simbolo, in ogni sua forma aiuta la vita che si rinnova.| L'argilla viva, assorbe tossine e radiazioni, cicatrizza ferite, sfiamma organi, depura sangue e intestino. Usata in impacchi, clisteri, bevande, cura malattie gravi (pleurite, anemia, infezioni). Emilia la applica su piante e animali, salvando radici, parti e febbri. Kino la beve, ricordando che "siamo fango" e che l'argilla lega corpo, anima e sogno. Dal caolino nasce porcellana, simbolo di purezza e trasmissione culturale.# Kino spiega, potere di |ARGILLA, aiuta respiro, a tutti consiglia, impacchi su bronchi, su gola e su ventri, guarisce pur occhi, oltre polmoniti: argilla preziosa, di origine marina, antisetti essiccata, assorbe ogni tossina, pure radiazioni, elimina dal corpo, Argilla terra viva, termo-regola molto: se impregna gas, scambia sale fino, assorbe stricnina, e topo sopravvive, assorbe umidità, e corpi mineralizza, sfiamma il dolore, alcalina cicatrizza; tratta ardue ferite, piaga purulenta, pus eliminando, tessuti riformando, tiene magnetismo, agisce da conforto, tira fuori oggetti, estranei da corpo; se polvere cospargo, su piaghe ai genitali, acqua le si sposa, clisteri officinali, durante malattie, infettive e contagiose, a person colpite, fai ber acque argillose; applica impacchi, su morsi vespe can serpenti, perfino su lebbra, assieme ai digiuni, depura sangue tempra, leucemia del sangue, emofilia e anemia, ecco unguento grande: miele e Argilla fine, burro e oli oliva, miscela asciugata al sole, risolve verruche, geloni e gonfiore, macchie rosse pure. Fanghi mare terme, sopra reumatismi, con ostriche e alghe, scambia minerali, che reca a pelle e arterie; se con limone, disinfetta pelle, abiti e tappeti, in publi lavatoi, acqua argilla bianca, maschera di fango, pelle bene esfolia. Kino beve Argilla, in acqua piovana, sporca di terra, come flora e fauna, spesso ci ripete, tutti siamo fango, in corpo e nella mente, sua acqua vò sfregondo, su bocca e gola; appare molto attiva, duran luna crescente, ottimo rimedio, a mal di testa e schiena, foruncoli e punture, a mattina e sera. Emilia con argilla, cura piante e bestie, x alberi trapianto, immerge radici, a mollo in bagni fango: scava nella terra, 1 fossa per la doccia, mette acqua fangosa, lascia 1 ora stare, poi in argilla melma, infanga animale: quando cura capre, o giumente partorienti, mette cataplasmi, su dorso e su mammelle, applica impasto, combatte febbre latte, argilla aceto e sale, su ferite placche; va e viene cataplasma, diretto su ferita, sanguinamento cessa, cura va spedita, Argilla pure fiuta, in corizze e sinusiti, con cataplasmi fronte, o ernie appendiciti, sfiamma le mucose, anche di vagina, Argilla sterilizza, laddove annusa i mali, ventre infiammazioni, e vermi intestinali: dieta innaturale, 1 causa malattie, gli organi affatica, produce + tossine, argilla è guarigione, snobbato dottore, sfiamma pleurite, pur peritonite, catarro a vescica, e calcoli biliari. Indio della selva, cura propri nervi, dormendo nudo a terra, forza sottostante, assorbe infiammazioni, aiuta organi interni, e sogni visioni: se i Pappagalli, la mangiano in Perù, a vincer parassiti, dentro intestini, bevi acqua Argilla, + spicchi Aglio, la verde vivace, o rossa a ferro fino, adatta in anemia, fegato e intestino. Nasce intera vita, da 1 banco argilloso, molecola di quarzo, polarizza numinoso, ossigeno in acqua, precipita materia, inibisce putrefazio, anaerobico scasso: cadaveri infettivi, una volta sotterrati, perdono infezione, dopo qualche giorno, microbi scomparsi, vedi dentro e intorno. |CAOLINO 高岭GaoLing, silicato argilla, prodotto da piogge, grigio rossa ferro, ha polvere bianca, dentifrici e saponi, colora cibi e carta, ceramica e stucchi, intonaci idraulici, refrattari ad acqua: se Argilla verde cura, ferite esterne interne, la verde rossa o bruna, micro cristalli spugna, con tracce di quarzo, sedimento argilloso, plastico con acqua, refratto disidrata, laterizi e ceramica, storia Porcellana: 1 cinese in Sassonia, rivela ricetta, bianca Porcellana, Caranto compatta, monopolio olandese, creta moda importa, bevande in tazza porca. Firenze poi copia, arriva in città franche, ricetta gira Europa, varia impasti e aria, tempi di cottura, polvere silice, di porcellane Cina, alto punto di fusione, ha bassa durezza, in acqua dissolto, conduce elettricità, tale sale Argilla, sedimenta fine, allumin-silice magma, in mare laghi e polle, van polveri argille. minerali_argilla_uso-esterno-sfiam.mp3
lume009-Cristo a piedi scalzi sulla riva, osserva il fango e la spiga granosa che cresce attorno, ispira una parabola a Matteo sulla barca (Mt 13): ogni scriba che è diventato discepolo del Regno dei Cieli, è come un padrone di casa che trae dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie. La saggezza è sia nel vecchio che nel nuovo, e chi la riceve, deve saper discernere e trasmettere questa conoscenza ai altri. La terra fangosa ci ricorda, che siamo radicati nel mondo materiale. Gesù insaliva argilla, prima di apporla sugli occhi dei ciechi, essa cicatrizza ferite, sfiamma il corpo e rinvigorisce lo spirito. |Argilla esposta all'aria, sole luna e pioggia, diventa viva e più attiva, purifica, cura e protegge, il suo Silicio è buon battericida, assorbe tossine e depura acqua: se introduco in acqua, la silice frantumata, o sacchi pieni sabbia, l'ossigeno fuoriesce, e libero si lega ai microbi, distruggendoli. L'argilla-caolino difende le piante, riflettendo la luce e moderando il calore, scoraggia mosche di pero e olivo, mentre spruzzato sulla pelle, attenua traspirazione di un solleone eccessivo; se caolino assieme ad acqua, usato in micro-dose, aiuta il Pomodoro in siccità, con effetto ombreggiante, argilla in corpo umano ed animale, cura dissenterie, infezioni e infiammazioni. Bere acqua argillosa, è riconoscere che siamo fango e anima, legati a cielo e terra, essa facilita evacuazione, attraverso feci nere e urine torbide, purga ascessi e intossicazioni, gonfiori e ulcerazioni, e cura ossa distorsioni: Acqua argillosa cura bene i dreni, gotta e arteriosclerosi, diabete pelle e reni, e graduale rinsavisce, fegato e cistifellea: in zuppa con alga Spirulina, calma febbre diarrea e dissenteria, urina sangue e pus. Rimedio interno-esterno, assorbe ogni bacillo virulento, impiega senza timore, contro tossine accumulate.

25:lume025–Emilia camminava tra i prati, raccogliendo un mazzo di margherite. Lungo il sentiero incontrò un contadino, che osservava il campo appena seminato. Ogni giorno passo di qui, disse sorridendo, e ogni giorno il seme lavora, senza chiedermi come fare. Emilia rimase ad ascoltare, con il vento tra le spighe; capì che alcune cose crescono, quando smettiamo di scavare o di controllarle. Poco oltre un raggio di sole, illuminò un Piretro in prato: alcuni tesori aspettano soltanto, occhi pronti a riconoscerli. Più avanti vide un muratore, tra le fondamenta di una torre: contava lentamente le pietre, poi riprendeva il lavoro. Emilia comprese che ogni costruzione, come ogni cammino dell'anima, nasce da una scelta che si rinnova, passo dopo passo. Quando tornò verso casa, il mazzo di fiori era più bello, e il sentiero più chiaro. Oracolo del fiore: osserva quale seme oggi cresce senza il tuo controllo, quale tesoro stai già calpestando, e quale pietra attende di essere posata: considerare il prezzo che ogni progetto comporta. |Peccato confessato è mezzo perdonato.| Margherita di Parigi, Anthemis tinctoria, cresce in prati secchi, tra sabbia e calcare, sopportando freddi estremi fino a -30°C. Fiorisce giugno-agosto, capolini gialli dorati, foglie sottili e frastagliate; biennale o rara in isole. Usata dai tintori in Europa, India e America, per tingere lane, tappeti e stoffe. In medicina popolare ha proprietà calmanti, antinfiammatorie, diaforetiche, digestive e emostatiche; decotti e infusi curano raffreddori, dermatiti, gastralgia, emorroidi, utero sanguinante, flatulenze, spasmolitico e ferite. Radici e polveri aumentano vigore e virilità. Senecio vulgaris, resistente fino a -50°C, produce centomila semi; tossico per uomo e animali, vulneraria, usata in forma controllata. Senecio cineraria o Cineraria marittima, sempreverde, fiorisce luglio-agosto; foglie cenere e fiori dorati; succo e infusi curano tosse, diarrea, dolori mestruali, punture e ristabiliscono ciclo. Tussilago farfara, con rizoma strisciante e fiori gialli simili a margherite, tradizionalmente cura tosse; foglie squamose riducono sintomi respiratori. Tanaceto vulgare, perenne, profumato, cresce su sentieri e siepi; strofinate foglie respingono pulci e insetti, usato anche in cucina. Tanaceto balsamita, foglie amarognole in insalata, calma emicranie; i fiori secchi sono repellente naturale contro formiche, mosche e parassiti, simile al piretro.# MARGHERITA di Parigi, è |Anthemis-tinctoria, camomilla dei tintori, che ama prati secchi, presso case e strade, sopporta duri freddi, fino -30 come anche il Senecio, cresce pur su sabbia, assieme a ginestre, e altre leguminose; apre sue corolle, da giugno verso il sole, a massimo rigoglio, fragile presunta, rustica resiste, capolino dorato, diverge da margherite, suo disco centrale, fiorisce giugno agosto, frutto quadrilate, matura fine estate. Cresce sui calcarei, in isole è rara, spesso biennale, sale 60 centime, ha foglie sottili, frastagliate in segmenti, con peli a forma nastro, e leggero profumo: sboccia a primavera, giallo brillante, qualche specie bianca, luteolina e apigenina, reca tinta gialla, usata in nord America, India e Turchia, a tingere lane, di tappeti fatti a mano, buftalmo di Abruzzo, la usano a Scanno, tintori di Caserta, estraggono pigmento, capolini macerati, per mezza giornata, poi fatti bollire, almeno per un ora, liquido filtrato, viene immersa lana, celebra ricordo, francobolli Francia. In medicina popolare, ha calmanti proprietà, antinfiammatorie, antimalarica e astringente, diuretica antielmintica, diaforetica e coleretica, schiarisce capelli, olio essenziale creme, da cui nome camomilla, kupavka zafferano, occhio di lupo, e occhio di bue. Decotti raffreddori, e varie dermatite, gastralgia e utero sangue, erba secca infusione, in brodo 2 ore, bevine un cucchiaio, 4 volte a dì; esterna insetticida, controllo emorragia, e in oncologia, bevon succo erbe, a piccole dosi, tre volte al giorno. Fiori per pozioni, diaforeti e stimolanti, essiccati e macerati, a infusi digestione, calmano emicrania, rossori e infiammazioni, di occhi e di pelle: se cura ferite, spasmolitico effetto, clisteri da infusione, usano slavi, contro flatulenze, impacchi a dolo denti. Polvere radice, fanno + virile, contrasta epilessia, in Caucaso e Ucraina, Moldavia e tutta Russia, infuso radice secca, dose 1 cucchiaino, trita e in acqua versa, infonde 3 ore, poi filtra e ber 3 volte, durante giornata. SENECIO vulgaris, tossica per tutti, specie se nel fieno, dose letale per uomo, oppure ovini e bovini, cavalli maiali e galline, varia se cronica o acuta, specie nei cavalli, tra i 300 e 500 g, o 3g in 50 giorni. Nancy madre Lincoln ne morì, per sindrome veno occlusiva, e alcaloidi epatotossici. Pianta resiste a escursioni, pure meno 50 gradi, e produce centomila semi, chi ne mangia sono uccelli, erba di tortora o cardellina, detta solliccio invadente, seminata dal vento, come borsapastore o rosolacci, in campi grano o fragole bosco, oppur tra le ginestre, senecione è vulneraria, forma un ciuffo di capelli, da cui il nome senex, testa anziana vedi. |Senecio-CINERARIA, o Cinerar maritima, Jacobea erba-Giacomo, Airone maggiore, erba sempreverde, fiorisce 25 luglio, e 1 metro cresce; foglie color cenere, fiori gial-dorati, capolini in agosto, usa succo foglie, pianta inter fiorita, prima dei capolini, cura tosse spinta, indigestion diarrea, emorroidi nervosismo, dolori mestruali, ristabilisce ciclo, punture mal-montagna, evitando dosi alte, foglie grasse incise, Piretro somigliante. |TUSSILAGO farfara, fior gialle margherite, rizoma strisciante, profondo ma fragile, lungo 2 metri, steli aerei son bianchi, ha foglie squamose, + rade verso apici: se aspetto cespitoso, colore rossiccio, Tussilago deriva, da uso di pianta, di toglier la tosse, farfarum vuol dire, portator di farina, che sembra ricoprire. |TANACETO vulgare, profumato fior estate, su sentieri e siepi, assolati o mezzombra, perenne spontanea, propaga intorno spazi, strofina contro pulci, pelo cani e gatti. Tanaceto Balsamita, anche perenne, foglie tener verde, per tutto inverno, fogliolina in insalata, appena amarognola, contrasta emicrania, e profuma calma. Tanaceto su scaffali, buono repellente, contro le formiche, mosche e pulci stende, cresce dappertutto, odore suo esibisce, ha immortale fiore, da secco non vizzisce. Tanaceto insetticida, cugina del piretro, metti presso ortaggi, sua polvere di fiore, chiamato Crisantemo, amico insetticida. quid_margherite-piretro-capolini.m4a
lume025-Piretro di Dalmazia (Tanacetum/Chrysanthemum cinerariifolium), è una grande margherita, perenne in zone calcaree, coltivata molto in Kenya, ha foglie lobate e vellutate, fusto solcato e capolini, con petali bianchi e disco arancio. I capolini son raccolti, giugno e luglio in fioritura, si essiccano all'ombra, a ottenere polvere giallo-verde, vermifuga in veterinaria; le sue foglie macerate in vino, erano usate nel passato, contro spasmi intestinali. Insetticida naturale, piretrina agisce sul nervoso, di zanzare mosche e pidocchi, cimici e altri insetti, anche efficace contro larve, della zanzara tigre. Piretro in Italia, usato fino anni Settanta, poi venne sostituito, dai piretroidi sintetici, più tossici e persistenti, per l'ambiente e gli animali: le piretrine naturali, si degradano alla luce, e sono meno persistenti. |Margherita di Parigi (Anthemis tinctoria), detta camomilla dei tintori, cresce su prati secchi e calcarei, resiste fino a -30, fiorisce tra giugno e agosto, con capolini giallo oro; in Europa India e America, tinge lane e tessuti, e in medicina popolare, è calmante e spasmolitica, antinfiammatoria e digestiva, diaforetica ed emostatica: suoi infusi e decotti, alleviano i raffreddori, gastralgie e dermatiti, emorroidi e flatulenze, mentre la sua radice, sembra virile per l'uomo. |Senecio vulgaris è rustica, resiste a -50 gradi, produce migliaia di semi, ma tiene alcaloidi epatotossici, per umani ed animali, l'erborista la usa solo, come foglia vulneraria. |Cineraria marittima, o Senecio cineraria, ha foglie argentee e fiori oro, usata nella tradizione, in infusi e succhi tosse, punture insetti e diarrea, dolor mestruali e del ciclo. |Tussilago farfara fior gialli, che precedono le foglie, contro la tosse e i disturbi, delle vie respiratorie. |Tanaceto vulgare, aromatico e perenne, cresce lungo sentieri e siepi, suo profumo respinge pulci, mosche e altri insetti. |Tanaceto balsamita, ha foglie un poco amare, fu usata contro emicrania, e disturbi digestivi; i suoi fiori essiccati, sono efficace repellente, contro formiche mosche e parassiti, con proprietà simili al piretro.

61:lume061-Tra digiuni e lunghi cammini, Seba raggiunge Dharamsala, tra cedri himalayani e templi di McLeod Ganj, dove il silenzio apre nuovi paesaggi interiori. Ad Amritsar il Tempio d'Oro dei Sikh offre pasti, ospitalità e fraternità senza distinzione. Attraversando il Rajasthan incontra Jaipur, Ajmer e Jodhpur, fino al miraggio di Jaisalmer, antica fortezza carovaniera del deserto del Thar. Sul dorso del dromedario apprende la pazienza della "nave del deserto": il passo lento, il vento, l'alba e il tramonto insegnano il ritmo cosmico più di molti libri. Fame, sete e freddo notturno dissolvono le illusioni della civiltà, riportando all'essenziale: acqua, cibo, riparo e presenza. Chapati, zuppa, tè e meloni del deserto diventano nutrimento e gratitudine. Nei villaggi aridi, Seba osserva piccoli orti che custodiscono ogni goccia d'acqua, richiamando i Latdekwi degli Zuni e degli Hopi. Popoli lontanissimi hanno trovato risposte simili: cialde, terrazze e canalizzazioni che trasformano la scarsità in abbondanza. Il deserto diviene così maestro universale: non invita a dominare la natura, ma ad accordarsi ai suoi ritmi. Dal Thar al Nuovo Messico emerge un'unica sapienza dell'acqua e della resilienza, mentre la meditazione conduce Seba dall'esteriorità all'amrita che sale dalla pancia, la dolce sorgente interiore che disseta più di ogni oasi. Pesche e meloni delizia dei ghiottoni.| Tra digiuni e fatiche Seba giunge a Dharamsala, città himalayana dove McLeod Ganj offre riposo, silenzi e templi immersi nei cedri. Un mese di meditazione lo porta poi ad Amritsar, cuore del Punjab, dove il Tempio d’Oro Sikh accoglie pellegrini con pasti e ospitalità. In treno raggiunge il Rajasthan, tra Jaipur e le donne ornate di monili, specchio di una tolleranza islamica che scalda il cuore; ad Ajmer trova la moschea sufi, mentre a Jodhpur incontra il vento guerriero dei Rathore. Il viaggio prosegue fino a Jaisalmer, miraggio nel deserto del Thar, con mura di arenaria e antica fortezza carovaniera: a dorso di dromedario Seba sperimenta la lentezza paziente del “nave del deserto”, guida silenziosa e maestro spirituale. Medita sul sole che nasce e tramonta, sui venti che cambiano direzione, sentendo il ritmo cosmico della natura. Il deserto si rivela istinto puro: dissolve illusioni della civiltà e riporta al bisogno essenziale di acqua, cibo e riparo. Chapati, zuppa e melone diventano sostegni vitali, insieme al tè caldo che conforta nelle notti fredde. Tra villaggi aridi scopre orti-giardino simili ai waffle degli Zuni e Hopi, che coltivano meloni per nutrire e dissetare. Il racconto intreccia l'esperienza indiana con l’eredità dei Pueblo del Nuovo Messico: dal 1873 al 1904 gli Zuni usarono giardini a cialda, poi abbandonati dopo la costruzione di una diga. Quando la diga si prosciugò, negli anni 2000, tornarono alla tradizione per affrontare siccità e venti aridi. I Latdekwi Zuni, con argilla e pacciame, conservano acqua in celle quadrate di un piede, bordate da piccoli dossi. Questi sistemi permettono la coltivazione di mais, fagioli, zucche e girasoli, integrando terrazzi e canalizzazioni d’acqua. Tecniche simili si ritrovano tra Hopi, Navajo, Tarahumara, e nelle Ande, Canarie ed Egitto: culture diverse unite dal sapere dell’acqua.# Tra digiuni e freddi, scioperi e gimcane, arrivo in Himachal, |Dharamsala city, cammino pure a piedi, tra valli himalayane, Dharamsala appare, luogo in cui svernare; la cittadina in alto, detta McLeo Ganji, conifere di cedro, esperienze riposanti, yogurt con miele, e templi tra colline, aiutano entro me, viaggi della psiche: tutta uman realtà, vulnerabile appare, in cima a montagna, che domina la valle, umani come 1 fiore, che radica nel suolo, il ciel sovrasta tutto, eterno silenzioso; dopo 1 mese buono, lascio questo luogo, giungo ad |Amritsar, dei Sikh è capoluogo, Punjab valle Indo, terre cinque fiumi, granaio agrario indiano, fabbrica di fumi; city par stracolma, insegne di negozi, ma tempio di oro Sikh, lavora aiuta molti, offre pasti a tutti, letto ed acqua calda, ad ospiti che vanno, li a trovar la calma. In treno e autobus, proseguo in Rajastan, dopo giorni e notti, fino al |deserto-Thar, più donne di Jaipur, son belle coi monili, oscillano a ogni passo, magnifici orecchini: anello della Sunna, incontro in un bazar, Islam tradizionale, apre a ogni cultura, sua tolleranza pura, riscalda mi emoziona, mi sento come a casa, vijnana in me risuona. Mia anima corre, alla moschea di Ajmer, casa e mausoleo, di 1 sufi amico vero, il vento di Jodhpur, mi porta dai Rathore, clan di guerrieri, deserto Thar mi vuole: se medito sul treno, diretto a |Jaiselmèr, miraggio senza tempo, la city nel deserto, su via carovaniera, mi accoglie e rinfresca, tra mura di arenaria, antica sua fortezza; deserto in Rajastan, fuoco vento steppe, in groppa a Dromedario, sento le brezze, vita goccia di acqua, miracolo che aspiro, appare come sogno, 1 miraggio che respiro: mio spirito si unisce, ai miti del deserto, vede ed intuisce, sua natur del vento, le brezze di Novembre, portano il pensiero, a meditar su orme, sentieri del mistero; mi assale nostalgia, del + divino piano, imito il mio soma, al suo profondo fiato, mio guru |DROMEDARIO, sa calmar mia mente, efficiente mi porta, su desolate steppe: sua lenta camminata, come uman campione, suo passo è 3 dei miei, nave del deserto, paziente silenzioso, adatto ai gran spazi, con calma cerca cibo, senza disperarsi; fame sete e nervi, su steppe desolate, faccio io col vento, meditazion mirate, cerco andar letargo, come il Dromedario, cammina sul pietrisco, aggira l'ostacolo; rinasce |Sole a est, come aria |bollicina, o bicchiere acqua, graduale si alza, descrive arco in cielo, testa sovrastante, svanisce a occidente, emisfero distante: presso mezzanotte, inizia alzarsi vento, viene da sotto, poi a mezzogiorno, migra vien sin qui, calore e sole sono, rapporti sequenziali, come lampo e tuono. |Deserto puro istinto, selvaggia insistenza, Lui tira fuor da me, una via sopravvivenza, crolla ogni utopia, di civiltà cristallo, fuori propaganda, dissolve come nube; emerge gran bisogno, di viver quotidiano, trovare acqua e cibo, crudo e cucinato, |zuppa+Chapati, su fuoco di sterpaglia, un posto x la notte, tra insetti e sabbia. Melone del deserto, mio fornisce acqua, |Tè-limone e sale, diventa più importante, osservo le mie mani, e cerco le risposte, respiro vento caldo, e freddi della notte. Nei villaggi del deserto, tra clima arido-steppa, appare un orto waffle, come fanno ZUNI-HOPI, con meloni del deserto, per nutrire e dissetare, e questo viaggio meditare. I giardini |waffle-Zuni, estesi in Nuovo Mexico, Statu Uniti i.873, usati fino al 904, quan diga sul fiume Zuni, oblia l'usanza amica, nel deserto semi-arido, alta quota Zuni Pueblo, mentre anno 2000, diga resta senz'acqua, a fronteggiare siccità, clima caldo secco ventoso, e ritorna eredita. Zuni sviluppano design, di giardino circondato, da un muro di argilla o canne, mentre ordito della cialda, poteva avere anche pacciame, di ghiaia o fieno, a trattenere l'acqua, nel terreno più a lungo, e ritardare evaporazio. Sebbene vivon presso fiume, Zuni lottavano col clima, caldo e secco del deserto, con loro pratica Latdekwi, trattiene quanta più acqua, in letti rettangolari, in quadrati 1x1 piedi, due o tre celle di larghezza, a consentire accesso piedi, celle interne scavate, leggermente meno profonde, del terreno circostante, e racchiuse a dossi argilla, con cui fanno vasellame, olle e anfore per acqua. Zuni usan terrazzamenti, a portare terren fertile, e deflusso di acqua, da altipiani del deserto, fin nei loro giardini. Zuni usano ladteki, a coltivare loro milpas, mais fagioli zucca e girasoli, come altre popolazioni, che riscoprono coltivazione, a terrazze simil waffle, in Egitto Canarie e Italia, Hopi e Navajo usan terrazze, come i Tarahumara Messico, mais fagioli e zucche, o patate maca e varie, sulle Ande Sud America, terrazze alimenti base, adatta aride montagne, a conservare acqua. sadguru_ghiandolapineale.m4a
lume061-In sogno raggiungo un piccolo accampamento Hopi, cinto da mura di fango nel deserto. Dopo uno scambio di conoscenze mi dicono che, avendo cuore affine, potrei unirmi a loro. Dovrei collegare un tubo a un perno infisso nel muro, sembra simile a un wampum, un pegno di appartenenza, ma non riesco ad agganciarlo: il collegamento resta incompiuto. Comprendo allora che non sono ancora invitato alle danze sacre, forse perché ogni autentica iniziazione richiede preparazione e responsabilità. Parlando con un danzatore, questi teme che le mura non resistano ai predoni della pseudociviltà. Mi nasce allora un'intuizione: invece di dirigere la forza rituale nel rafforzare i muri, perché non rafforzare direttamente corpo e spirito, rendendo la comunità più resiliente? Il sogno richiama il recente incontro con lo Zhineng Qigong e l'interesse per le tradizioni sapienziali. Gli Hopi e gli Zuni insegnano infatti che la vera difesa nasce dall'adattamento intelligente: i loro orti Latdekwi, divisi in piccole cialde argillose, raccolgono ogni goccia di pioggia, custodiscono l'umidità e permettono a ogni famiglia di sopravvivere nel deserto. Le mura non separano soltanto, ma conservano l'acqua; analogamente la pratica spirituale non dovrebbe irrigidire le difese dell'Io, bensì nutrire dall'interno una resilienza vivente, come i semi delle erbacce che prosperano anche tra l'asfalto. Oracolo del lume: come l'acqua viene convogliata dal paesaggio alle radici delle piante, negli orti Latdekwi, così il mana (o la forza rituale) delle danze può essere trasferito dalle mura al corpo-spirito. In entrambi i casi la soluzione non consiste nell'innalzare difese sempre maggiori, ma nel dirigere una risorsa preziosa là dove genera vita.

116:lume116-in Bwiti Misoko branca, ogni corda è un principio vivo, dove masimba è autorità, e mwenza è poesia. Quando vibra l'arpa, Ngombi ordina il caos, trasforma il dolore in canto, guidando il cuore alla guarigione. Bwiti è una rete di relazioni, tra zii e nipoti, donne e antenati, un intreccio di lignaggi, dove chi ascolta riconosce, il proprio cammino interiore. Nel rito Bwiti Misoko, la verità è chiamata Ngenza: parola e silenzio assieme, nel soffio che tutto attraversa: chi mente si perde, come acqua nel fiume, l'acqua stessa rivela e giudica. Il novizio si bagna, nel fiume Bengèlè, riceve nome e un percorso, da quel momento divien benga, colui che cammina, tra visibile e invisibile, con esperienza del corpo, del respiro e del suono. Il mondo interiore lavora, come un pestello e mortaio, a purificar ciò che è oscuro, chiamato evus dai buitisti, che può abitar sguardo distratto, generar conflitto e disordine, ma il Bwiti risponde con veglie, canti e disciplina rituale. Oggetti sacri e statue, sono simboli parlanti, per dialogar coi genius loci, di acqua terra e selva, ristabilendo equilibrio, tra rispettive forze opposte. Nel cammino dei Misoko, vedere è guarire, Enaga è il vedere, Mossokaga è l'indagare; la verità è medicina, e il silenzio è conoscenza: chi si ascolta senza menzogna, ritrova la via degli avi, e una pace profonda, che il rito gli ricorda. La luce non viene da esterno, ma dal modo in cui si vibra, risonanza interno-esterno: chi si accorda al suono guarisce, chi lo tradisce si smarrisce. |banzi!-nima-na-kombo-benganga-bokayè! Basè! Bandzi Nyima Kombo Menganga Bokaye! Haaaaye! Bassé| Gabon civiltà musicale e sincretica, nata su due coste dell'Atlantico luso-congolese. La devozione popolare fonde elementi cattolici e tradizioni africane, come le statue lignee-reliquiario di Mayumba adornate da specchi e perle, ricordano edicole o santuari europei. Con la Tratta degli schiavi, le società tradizionali si trasformano: nascono nuove aristocrazie, sensi di colpa collettivi e un aumento della stregoneria. I Pombeiros meticci e i mercanti locali alimentano il traffico umano, mentre missionari come Cavazzi denunciano la corruzione morale. Nel delta del Congo dominano i temuti Muviri, razziatori di uomini. Tra le popolazioni Fang, le Mevung, donne guerriere, oppongono un contro-potere ai maschi, mentre i Vili e altri gruppi nomadi percorrono il paese in carovane di caccia e commercio. I Pigmei Babongo, antiche guide rituali, fondano il culto di Mbumba, oracolo femminile dìacqua e terra, simbolo di fecondità e guarigione. Le statue-feticcio minkisi e minkondi, dotate di cavità sacre e poteri curativi, esprimono una visione animista in cui gli antenati e la natura sono forze vive. Nel Regno di Loango, vicino ai Teke, il sovrano-sacerdote regola il rapporto tra uomo e natura, fondando santuari e leggi sacre. Il potere, in seguito, passa ai fabbri-guerrieri Buvandji, che impongono una nuova gerarchia sociale e politica. Il re, mediatore tra spiriti e popolo, incarna il mana collettivo, ma col tempo il regno decade per guerre interne e per la tratta. Persistono istituzioni sacre e regole morali custodite dagli nganga, veggenti e guaritori, garanti dell'equilibrio tra cielo, terra e antenati.# |GABON civiltà musicale, su 2 coste Atlantico, Congo-luso devozione, accoglie fonde tutto, devozione popolare, denigran puritani, che descrivon processione, a casa feticci vari: Mayumba statua legno, di vergine con cavità, che ospita reliquie, capi local clan, come urne popolari, o edicole di strade, statua adorna a specchi, perle piume varie: fiori e candele votive, come presso slavi, la Tratta muta tutto, a società esistenti, crea nuove aristocrazie, vizi e beni lusso, crea senso colpa, insicurezza in tutto; cresce sorcelleria, tra schiavi di europei, malattia mental sociale, muta la servitù, nel traffico aberrante, sopra mar atlantico, Cavazzi cappuccino, denuncia punta il dito, locali vendevan vite, parenti ai mercanti, come loro servi, ricavan beni lusso, eco Portoghesi, commercio dei Pombeiros, meticci senza culto: portavan merci a Pombo, in regno dei Teke, scambiando avorio, prima della Tratta, acquistano i Vili, fama trafficanti, Mubiri senza scrupoli, tra confini stati; su delta del Congo, terrore Muviri, con segni distintivi, giunti dal mare, a razziare schiavi, saccheggiar derubare. Mevung donne Fang, amazzoni guardiane, contro-terrore ai maschi, pronuncian giuramento, eterna guerra e pace, tra sessi sociali, e logge massoni, di porti africani. Vili e nomadi Angola, marcian sui monti, in selve e carovane, a caccia di persone, nel massiccio Chaillu, facevano acquisti, di Tsogo Sango e Povi, a pigmei frammisti; nel centro Gabon, una nazione Pigmei, chiamavano Baka, De Chaillu li incontra, li chiama Babongo, presso re di Loango, indovini e maghi a corte. lavorano da guide, x Vili e altri Bantu, x migrazion rituali, e polifonici canti, Babongo del massiccio, acculturati a corte, coi mercanti Tratta, fuggono la morte: fondan culto mbumba, detto Ya Mwei tra Tsogo, oracolo di stato, donna testa e tronco, fatto in legno duro, posta su mensola, nicchia contien, specchio e sonaglino; cappella di Ma-yumba, ospita statua, reliquiario legno, chiamata Maramba, 1 madonnina nera, entro cappella, a notte si desta, in casa di Canga, donna custode. Mitologia congolese, Kozo è cane a due teste, eco di Anubis, guida umani aldilà, ha nicchia ventre, contiene suo mana, spirito corrente; scelti elementi, posti nella nicchia, funzione di potere, accordato a feticci, assonanza di nomi, ironia cambio posto, come in Amazzonia, è lingua yosto-yosto: se Mbumba è regale, oracolo acqua terra, altri minkisi, han funzioni reliquie, piccole urne, a forma di totem, cultura luso-congo, omaggia suoi avi: luoghi sepoltura, statue antenati, alberi e campi santi, strumenti musicali, Mbumba agisce 2 modi, ganga di mbumba-si, e donne mbumba-ma-si. Mbumba talismano, contro sorcelleria, cura problemi, indotta da gelosia, rigonfio del corpo, accentuato in ventre, blocca fecondità, chiede arti di cura, su stimolo mascolino, danza femminino, presso cranio medicina. negli anni 930, statue crani antenati, tra popoli di Ngunie, pantera e feticcio, serpente rosso mbombo, viene incantato, diviene 1 chimera, ibrido grifone: feste a onore Bombo, con tamburi a terra, battuti a mani piedi, ganga invoca nkisi, solo se ha Ntchama Buti, braccialetti in rame, che chiamano piogge, incantesimi preghiera, al mbumba di acqua, svegliati o Mbumba! Pitone arcobaleno, feconda con pioggia, nos terra riarsa. nel mito mbumba, donne lo han scoperto, a pesca nel fiume, poi uomini lo han preso, reso monopolio, lo invocano a scovare, punire criminali, minkondi caricare, come bulul indonesiane; statue minkisi, a ingresso villaggi, hanno nicchia interna, x oggetti rituali, ricchi di mana, corna e conchiglie, ceramiche e piume. |Regno-LOANGO, vicino ai TEKE, nasce uno Stato, Re-terra con potere, spazio occupato, protetto reso sacro, a dare frutto, lavorato organizzato. Re separa il caos, come un artigiano, artista religioso, terra ha inaugurata, purezza di cuore, di re sovrano nganga, che vede nazione, in mistica sostanza; protegge e garantisce, con interdizioni, al fine garantire, sole e sue funzioni, esercito collettivo, per pace sociale, rapporto con natura, fà santuari fondare: lungo territorio, chiaman vocazione, politica coscienza, a nazional gestione, i poteri organizzati, da Re e mfumu-nsi, i capiclan terrieri, ordalie spergiuri. Regno di Loango, nasce mistico dono, ma guerrieri-fabbri, conquistator Buvandji, prendono Loango, forzano il cambio, un politico rito, destituisce Ma-Longo. Clan divinità, dette Bakisibansi, dà classi guerrieri, e classi sociali, arriva gerarchia, nuovi totem fabbri, cittadini liberi, con schiavi e artigiani, pescatori e guardiani, preti santuari, maestri local scienze, e nomadi bardi, tra essi e pigmei, mediano scambi. Stato ha potere, a porre territorio, sotto suo controllo, attraverso delegati, governatori fanno, tour di province, gestiscono tutto, quel che convince; culti e istruzione, tasse arruolamento, creazione di orda, milizia religiosa, a servizio MaLongo, acme di credenze, leggi e divieti, lui tiene mana essenze: è giudice supremo, protettor reame, di casta Leopardi, detti pure Ngo, re degli umani, intermedia natura, capo a tutte società, iniziatiche e varie. Ma-Loango fa gioco, alleanze di clan, etnie e boiardi, guerrieri e mfumu-nsi, infine sottomessi, a conquistator buvandji, con nuovi governanti; arriva a Loango, clan fabbri Buvandji, appare in reame, nuova pubblica opinione, un contro-potere, al khan di tutti clan, originale Diosso, e vicari al Congo ma. Clan Nkongo sempre, avverte di rumori, fomenti voci e trame, contro il Ma-Longo, servizio segreto, di clan originario, poter costituito: dosa e orienta dati, re poi gestisce, sa fare doppio gioco, se ha interessi nuovi, Mamboma-tchilwangu, primo ministre reame, politico medium, sa litigi regolare, troncar rivalità, serbare segreti, usar contro avversari, di reami africani, nuova propaganda, di clan conquistatori, destituisce MaLoango, esalta colonizzatori. Ngala Mbembo organizza, giovani ribelli, dimostra malcontento, a confondere il re, invitato a lasciare, infine suo poter. Re agiva protocollo, etichetta rigorosa, ripresa pur nei templi, da popol venerata, dopo la rovina, clan guerre indipendenza, con tratta negriera, perse sua essenza. Segue destito, come Nzambia-Mphungu, Re incarna perfezione, tra tutti umani, bello saggio e nobile, prolifico e mago, onorato Sambe Pongo, primo antenato; divino taumaturgo, emissario di nubi, responsabile di pioggia, e tutta natura, quan rileva imposte, riafferma autorità, dei nobili su genti, e mantiene società; quando è usurpato, potere suo distorto, dispotico arbitrario, ribellano i mfumu-nsi, di lignaggi e clan, re perde le imposte, reame a disintegrar; perdendo controllo, sui capiclan terrieri, santuari custodi, di shinashiva-nganzaambi, leggi dette shiina, son cose da difendere, incise su tavole, come cose eterne: là sta nganga Nzambi, il veggente divino, che guarda in specchi, e scopre successore, del capo di Loango, fatto a immagine dio, dà consigli a madri, a educar figlio primo; leggi e cerimonie, regole maternità, osservanza rituale, ogni 4-8 giorni, re e capi famiglia, osservano tabù, astengono sesso, restano al villaggio, osservano silenzio, son giudici evovi, puniscono incesto, assenza di piogge, riparan tal cose, con leggi e divieti, riti e confessioni, e preti corrieri. |TSOGO è gruppo Bantu, ha società segrete, unisce talenti, a carismi di persone, selva e paese, han regole diverse; società matriline, forma ogni villaggio, clan di più famiglie, sistema di alleanze, un capo ad ogni clan, Evovi e il fondatore, che primo ebbe quel luogo, carica ereditaria, nel gruppo numeroso, tra clan concorrenti, uniti in corporazio, piccoli parlamenti. E-vovi capi terra, Ge-vovi giudici usanze, detengon tradizione, assistiti dai Misambo, tutti iniziati, androgino statuto, specie i gemelli, attributo di evovi, campana detta kendo, ornata con gonna, e code di gatto, è scettro antichi khan, dà formule rituali, lamenti funerari, quan muor capo famiglia, sottolinea dispersione, di membri lignaggi, invoca ritorno, al materno clan. Tsogo nganga spende, anni studio e cura, legami tra i mondi, consci e subconsci, gestisce radici, rimedi foresta, empatica coscienza: umani con selva, son cosa sola, ogni cosa ha ruolo, termiti e pitoni, scimmie e pantere, api son piccanti, lor miele iboga estingue; se scottature torce, accompagnano danze, acrobatiche Binalo, pur indican responso, api e uccello-sarto, fan nidi a entrata templi, sospesi nei ronzii, di mongongo e sonagli, fan transire mana, dei crani di Gorilla, anziani riveriti, posti a entrata villa; così mbumba Tsogho, statua legno rosso, di albero motombi, ha ventre bombato, su fronte placca rame, occhi sopracciglia, fatti a specchietti, pare bianca figlia, reliqua |Kota-Teke, in lamelle rame, da nord a sud Gabon, r diviene t, Byeri divien Bwiti. Tsogo panteista, nasce con 3 anime, corpo è detto Oto, spirito è Ghedidi, sua ombra serve offici; ghedidi dopo morte, va in culto familiare, diviene migonzi, in maschera rituale, umani col mondo, son patria di avi, richiamano il Bokudu, dei miti originari, fasi di creazione, di universo Tsogho, cielo di antenati, e Terra umano luogo: due bimbi bianco e nero, padre vieta entrare in selva, ma figlio nero vaga, in selva arriva esclama, son stanco tshogo ho! suo nome è primo clan, dove chi ha comando, è Katshi zio materno. Mallendi narra vita, vissuta in Gabon, nel villaggio Panga, gira tra paesi, assieme a suo papà, cura mali sparsi, bwitista lui sarà; nganga mediatore, concilia con accordi, parlano sue dita, al cuore di astanti, nel tempo cerimonie, arco eboga e canti, risolvono conflitti, con spiriti chiamati; rito successo, è unione armonia, di gruppo necessari, ognuno vede fatti, Mbanza è guardiola, casa del buiti, novizi confinati, in abitazioni e diete, distanza di rispetto, da migonzi potere. Hommes de bois sacre, su massiccio Chaillou, a est di Mouila, abili teatranti, tessitori e artigiani, capaci a organizzar, spettacolo a mattina, dopo bwete a muengwe, imitare ironia, parate militari, mascher coloniali, in scene teatrali. Mogonzi annunciati, da cori e percussioni, in rafia velati, uomini-pantera, Iya comanda tutti, geni acqua e selva, polizia sorveglia festa, frena guastafeste: beyam lo stregone, con evù agressivo, è uomo complicato, come tutti i nganga, ambigua intenzione, o incerta identità, spirito irrequieto, irrisolta ambiguità; schiarite da torcia, figurano mi-gonzi, maschere diverse, che carnevale sfoggia, Teta_pa Mokeba, Nzigo bonobo, Ngia gorilla, Ngando caimano, Ngondo calamaro, Ndzoma bufalo sfila, evoca guerre Kele, mentre canto narra, 1 capo che ritorna, e arachidi pianta. Motende mascherato, và protegger banzi, da ambivalen migonzi, in spettacoli diurni, recitan maschi, mentre loro donne, reggono il gioco, con bimbi spettatori, necessari ai maschi, plaudono maschere, conoscon verità, ma voglion riti caldi, maschi cercan donne, x esser raggirati, i due gruppi fan finta, ignorano a vicenda, simmetrico rinforzo, risulta efficacia, spettacolo proposto, catarsi è gioco sfogo. |APINDZI han due poteri, religioso e mandarino, portato dai coloni, giunti da Europa, apinzi amano primo, base dei costumi, tutte lor credenze, Mwiri Nyembe e Bwiti, protetti da ingerenze, fuggon da missionari, evangelizzazione, nei paesi apinzi, bwiti è integrazione, fonte conoscenza, visioni e farmagnosi, contatti col creato. Nzambè e loro avi, tra mondo morti e vivi, gioco speculare, dimorano in villaggi, Terra ed Astrale, vivi e morti uniti, sono un solo clan, appaion sogni e miti, risolvon situazioni, esprimono presagi, mostran malcontento, o tramite reliquie, preservan bwete affetto; ogni clan famiglia, crea sua casa bwete, diritto a costruire, viene detto Sombo, in Bwiti Gevanga veglia, stabilisce un progetto, capofamiglia desiderio, paga una pigione, con carne di Gesibo, antilope dormiente, caschi banane Kondo, al tempio già esistente. Lancio nuova Nzimbe, è Motsuo idi aga nzimbe, bwitisti vanno in nzimbe, bosco sacro territorio, veston cerimonia, discutono tutto, e narrano eventi: in Tsogo paese, cranio di sergente, un francese rinomato, reliquia era potente, tra i cacciator di teste. Dante narra vaso, basilico con cranio, massoni e pirati, tibie-cranio collegato, a mito di gemelli, fonda capitolium, reliquie semi-umane. Chi vuole avere nganza, paga suo pegno, caro o prezioso, reliquie di prestigio, feticcio che permette, scoprire malfattore, predire avvenire, santuari improvvisati, come novella sufi, ma Cristo un freno pone, Bwiti impone ora, purezza di cuore, ricerca stato grazia, teologia interiore. Mouilia ha quattro nzimbe, Abongino anni 60, unisce più paesi, tra Mwalo e Tubagenge, rimpiazza gruppo olemba; NaMatono anni dopo, unisce due paesi, Gegnonga e Mobuka, e rimpiazza Ekumu gruppo, significa le mura. Mabambu nzimbe pure, dagli anni 60, rimpiazza a-niva-Etsenge, maestro del mondo, unisce due villaggi, Gnongo e Migabe, presso fiume Bengelè, dove neofita bagna, prima di danzare, usanza leggendaria, che appare in tutti i canti: Mabambu go momba Bengelè, mabambu clan cammina, e si bagna in Bengelè. Bwete Apinzi vive, grazie a tali nzimbe, gruppi di fedeli, autonomi e mutevoli, elabora ogni nzimbe, diverse nuove danze, sotto colonialismi, e missionarie sfide. Santuari di reliquie, quilombo nel Brasile, è nzimbe dos Palmares, scuola innovazioni, innesta la catena, pur se muta nome, nel canto ritornello, resta il primo nome, riflesso e manifesto, di nuova missione, così serba cuore, del primo bwiti apinzi, ciclico rinnova, Maganga forza interna, di ngombi cui si appella. Tsogo e Kele suoni, esprimono lamenti, purga loro cuore, vita fugace breve, melopee sofferte, Kele in bwete mengwe. Nyembe e Mbiri scuole, rivivono genie, con anime defunte, di primi umani miti, forza femminile, negli uomini del buiti, ricuce identità, di clan sopravvissuti, superstiti di guerre, ricordan figlia bianca, femmina caolino, tra piante amori e arpe. Mwei Dama bianca, è Maria Persefon nera, appare ai marinai, come la madonna, vergine cuor puro, dal suono della ngombi, nel tempio di |Mayumba, ogni anima ritocca, con musica sua bocca. Yasi in bwete Galwa, Horn vide in possessione, nel culto geni mbwiri, cercati dalle donne, a salvare lor speranze. Sango Lumbu e Punu, Eshira Tsogo e Pinzi, recan religioni, in muse sincretismi, ogni popolo contagia, a vicenda suo vicino, Africa ed Europa, un solo cuore antico. DINZONA provvidenza, DISUMBA Isoga Mwei, Dinzona one tene mogeto, ne a go bwete, one a-ma-botaka bwete wetso, vuol dire colei, che ha messo al mondo tutto, bwete primo sei, na ngombi-ne nyetso, na bake-ne nyetso, sono tutte arpe, e barre sonore, Dinzona nutre bandzi, di Kombe sposo a Ngonde. Dinzona è viscerale, emozione di persona, migra nel motombi, rosso color ocra. |Mabandiko selva sacra, è nzimbe spiazzo in selva, che un bananeto, separa dal villaggio, ouricuri dei Kariri, o lucus dei Rasenna, tutte oasi vitali, abitate da genìe, di acque monti e mari. durante rito Mwengue, prepara veglia lutto, dove danza arco, accompagna battimani, presenzia nzambia-a-pongo, nel capo clan makoko, ciclo procreazione, da polvere a polvere. Veglia di MWENGUE, organizza un parente, a lutto conforto, dove confratelli, riuniscono a marcare, YaMwei geni chiamare: spirito mokuku, a rumore vien annuncia, morte del defunto, in pubblica riunione, domanda ai parenti, enunciare condotta, lo zio cita vizi, e i pregi che onora; dopo bilanci e promesse, gridano bassè, cerimonia diviene, un bwiti disumba, ma se debito resta, zio non sa pagare, veglia mese dopo, riprende tae affare. Frenesia sul posto, ganga con scopino, mabunza scacciamosche, scuote lume viso, ai vecchi fondo banza, avanti itsamanga, canta i nomi kombo, che defunto vanta; poi passaparola, man-mano gira iboga, bisacce e ceste poste, su geliba panca, non incroci braccia, scorra la maganga, pesto piede scusa, lobi orecchie salva; ceste son posate, tempio è consacrato, chi entra fa inchino, saluta bokayè, fin mattino quando, donne tolgon ceste, soffia 2 volte corno, geni di selva-city, mikuku-mya-go-mboka, mikuku-mya-go-pindi. |Mwenge_veglia-lutto, danza interramento, con satira distrae, fin utero materno, ya Mwei è convocata, Mokeba suo marito, buffon si finge offeso, da insulti di rito: rituale insulto aiuta, 1 lutto superare, come eros di yambo, Demetra consolava, mudunga agita kendo, parla con astanti, arriva Mwei caimano, e risale lignaggi, rivede discendenza, fin totem elefanti. Se morto è stato ucciso, si tratta di omicidio, ordalia del veleno, smaschera omicida, esige assemblea, che incarica Mwiri, oracolo ordalie, che viene da YaMwei: abbiamo chiesto riti, per indagare morte, di nostro padre Buka, divisa è la famiglia, Mwiri ha fatto viaggio, x suo figlio Buka, ora lei lo accoglie, lo ingoia nella buca: scende a valle a unirsi, risale confluenza, incontra Gekinda pesce, e girino corrente, rimonta muggendo, colpi secchi tamburo, che simula ascesa, di Mwei al motombi, bracciali colorati, ricordano i riti, incorona re Kongo, riflessi nel bwiti. Se mbondo veleno, uccide o salva onesti, morte x decotto, fù pena capitale, che accetta renitente, contro 1 sentenza, a volte enganga beve, se immune è convulsivo, inizia oracolare, tra Azande in delirio, segna la riuscita, nganga offre la dose, a + indiziati vivi, chi fanno confessione, così li ingoia Mwiri. |IYA-MWEI mwiri, ibrido ippopotamo, sirena sotto lago, capo dei pesci, Ngando caimano, alle donne va parlare, si fanno ingoiare, metamorfosi rituale: uomini una volta, seguirono le donne, scoprirono ya Mwei, che loro parlò, portatemi al paese, son totem antenato, fatemi uno nsanga, piscin recinto sacro; riempite piscina, di acqua vivo posso, con barriere poi, vietate accesso luogo, scegliete 1 iniziato, miei misteri canti, interprete mudunga, lui potrà invocarmi; uomini da allora, abbandonano la nyembe, scambiata con le donne, in cambio di yaMwei, alla stagione secca, partono alla caccia, ma polla Mwei prosciuga, siren muore senzacqua; 1 pigmeo ritorna, dal bosco al villaggio, vede molte mosche, sul corpo morto ngando, avvisa suoi compagni, imitando sua voce, fa 1 ritratto Mwei, sul palo come croce; da allora Ya Mwei, si manifesta ai Tsogo, durante cerimonie, voce rauca in gioco, feconda potere, selvaggia naturale, da uomini gestito, x scopo cultuale; grotteschi borbottii, poco comprensibi, tradotti dal mudunga, ricordan coccodrillo, che permise ai Fang, crear prima piroga, e fiume traversare. Rito di passaggio, di giovani compagni, al suono di tamburi, in pelle di cerbiatti, mudunga loro narra, la risalita Mwei, dai differenti fiumi, fino lor sentieri. I-MBWIRI sono Ombudi, società guarigione, che usa la radice, a far diagnosi-cure, dare vigilanza, danzar tutta la notte, dentro la mbanza. Società sud Gabon, gruppi membe e merye, Mwei tra mitsogo, Mweli tra bavove, Mwiri simba e bakande, scoperta di sirena, Yasi tra i Galwa, 3 gradi iniziati: mbuna mata e ngonza, mondonga oratore, interpreta genio, come Koso parrocchetto, gemello di Mwei, sua piuma banzi tiene, poi Ngando caimano, risputa iniziato, gioca ruolo Mwei, con voce rauca avuta, da foglie con peli. Gradi autorità, segnan braccialetti, Moussambi è papa mwiri, capo nel bwiti, che ha capelli a treccia: se veglia Misoko, dura 24h, specchio e radice, sono tuo avvocato, a verificare, chiacchere famiglia, come san Tommaso, tocca con tua mano. Mwiri iniziazione, compagna a misoko, Motamba primo mwiri, crea adulti via nonnismo, aprir testa in due, parla analista, durante la veglia, novizio scruta e parla, spiriti ausiliari, e ambivalen doppione; tappa dopo tappa, da banzi a nganga, da nganga a nyma, ambivalente ironia, identità rituale, sorcelleria aiuta, interazion sociale: un parente geloso, fonte malattia, nganga dottori, risolvon gelosia, specie in branca Ngonde, tramite rituali, sogni e visoni, interpretano anziani: regole accettate, in lavoro sul campo, fanno distinzione, tra etema e banzi, Bonhomme narra astuzia, di terapeuta padre, che vede sua ricerca, come malattia, poi chiede guarigione, e in gruppo confida; iniziato a mwiri e bwiti, accede a segreto, duran stagione secca, fà leva militare, in selva col bastone, Mwiri a sinis braccio, fa scarificazione: ngando coccodrillo, con dardo scorpione, fà due cicatrici, dette makembe, sul gomito di leve, esprimono coraggio, a subire angherie, nei riti del mwiri, provoca animale, insulti a genitori, sospen norme sociali, pubblica umiliazio, accade ai + vivaci: i gemelli mavasa, han pelle di pantera, scansano birbate, possiedono piume, ciascun 2 scacciamosche, son geni rispettati, reliquie poi da morte; quan nascono gemelli, mwiri vien sul posto, taglia lui cordone, iniziati senza costo, curati sono assieme, da nganga indovino, interrati pur assieme, sotto albero primo: arrivano in piroga, geni acqua mwiri, in sogni partorienti, e portano bambini, mancini e ambodestri, han geni femminili, mentre i singolari, destri son maschili. Mito scoperta mwiri, donne prendon pesce, ucciso su in piroga, a far carne marcire, uomini a decotto, imitan sua voce, mentre cantan donne, ninna sotto voce. Masangu narratore, narra mwiri inizio, zio Mombe copre moglie, poi parte in viaggio, Bolande suo nipote, va con lei in foresta, sale sulla palma, a cogliere noce, donna resta bassa, seduta gambe aperte, Bolande vede il sesso, scende x toccare, femmina lo avverte, che zio fa punizione, ma giovane non sente, accende tragressione: zio torna da viaggio, seppe del nipote, decide eliminarlo, ma donna lo nascose, Bolande va nel bosco, e cibo a Mombe manda, rifugia in tronco cavo, immerso in acqua. Bolande sopravvive, nascosto per anni, diventa coccodrillo, alghe x capelli, diviene re dei pesci, siluri i suoi figli, così nacque mwiri: rifiuto autorità, a zio materno capo, villaggio è paradiso, da cui nipote fugge, infin diventa mwiri, genio a doppie punte, sua vagina incisa, in scarificazione, caimano a 2 bocche, poter di procreazione, divora con bocca, rigetta col sesso, poi partorisce, al mondo nuovo infante, uomo accaparra, potere di donne, partorire adulti, aiuta mwiri doglie; ogni giorno donna, unge sesso in acqua, Mwiri è tale donna, che vive dentro acqua, acqua di vagina, potere di YaMwei. In sequenza ndongo, neofita accucciato, in corpo guardia fondo, 1 voce cavernosa, interpeta il mondonga, x tutta assemblea, malato Mwei trasforma, con acqua medicina, su fontanella cranio, e su articolazioni, con liana vien avvolto, corda va tagliata, malato va guarire, trasgressio è riparata: zio tartaruga, concilia nipote pesce, adulterio riparato, e società riprende, dentro litigio, colui che mente e ruba, può esser ingoiato, da Mwei che ode e cura. |MADIANDZA Mbanza tempio, guengo gn-enganza, pilastro centrale, ricettacolo forze, incontro di fedeli, che cercano la cura, forza vital maganga; un tetto foglie palma, pareti nere bian rosse, disegni a losanga, centro sociale riunione, palcoscenico pure, ospita le muse, reliquie maschere sculture: corpo di guardia, foresteria viaggiatori, clinica bottega, tempio aperto a 1 lato, mostra totem Eengo, sotto trave maestra, scolpita 1 piroga, ad altezza della testa; se fondo è detto mobango, con separè djembe, messo in feste lutto, iniziazioni intere, fatto a strisce rafia, pelli animali, piume rosse pappagallo, e conchiglie mari. Cavazzi 492, visitando regno Kongo, dice Mbanza e-banza, capitale del regno, al centro di mbanza, in cerimonie notte, posta grossa torcia, emana incenso forte; ai bordi del mbanza, tiene fuoco acceso, così spettatori, a notte van scaldarsi, tra attori del bwete, 1 Povi e 1 Beti, coppia complementi, musicista e poeta. Povi è giudice parola, Beti raganella, nganga indossa copricapo, alto piume pennacchio, tiara in foglie banano, indossa gonna rafia, mosingi pelle gatto. Povi fà omelia, nella lingua membe, reca significati, a visione corrente, parla in circostanze, lutto o altro tema, mentre Beti ispira, accompagna con motema: tema centrale è, viaggio in Mobogwe, povi nel discorso, agita il suo soke, richiama istrice fruscio. Masimba ma ngombi, e 1 serie di Danze, svolte in progressione, dal bakè ai tamburi, al punto culminante, le danze delle fiamme, ecco un elenco, ciascuna ha ruolo grande: Obendeya prima danza, unisce partecipanti, seduti sui 2 lati, fan pendolo oscillanti, poi moto rotativo, che imprime bilanciamento, alle frange di rafia, di cintura detta eendo; arpa e baka allineati, ritmo di cavalcata, e responsivo coro, avvia danza Mokoo, ritmi serrati tamburi, x la danza Biomba, attorno itsamanga, torcia a centro stanza; torce in mano nganga, escon seguire scie, illuminar mogonzi, invitano alle danze, corrono ritorni, tra paese e selva, ospita ronde defunti, mentre banzi dentro, assettano la casa, x chiusura cerimonia, di alba rinnovata. A spettator esterno, bwete appare danza, con ritmi nomi forme, diversi x branca, danza distintivo, a ogni gruppo mbanzi, interpreta segreti, di bibbie e di fatti: gesti e parole, han senso intenzionale, dato da avi, in quadro azion rituale, seguire formalismo, è segno cerimonia, serba senza senso, parole gesti di ave: se i riti son sganciati, da codice simbolico, accomoda rituale, a varie spiegazioni, sarà la devozione, a dare ognun 1 senso, dentro empatia, calore dà consenso; appello ad antenati, usa frasi formali, diverse x scuola, come ngonde o myobe, Myobe è danza lenta, Ngonde freneti moto, canto è alternanza, tra assolo e coro: cerimonia riuscita, rispetta solo forme, manca di messaggio, sia logico sia chiaro, forma + importante, durante messa-in-scena, è azione in sè, modifica frequenza: agisce linguaggio, avanti ogni messaggio, quan bwete trasmette, distorce linguaggio, lingua bwete twist, povi mitimbo core, riposa sopra, metafore ghirigore. Passaggio a gran paese, cielo aldilà, dato dalla corda, che ronzio di arco fà, provien da fondo tempio, go koyi enganza, dove son reliquie, o religiosa statua; sul palo sono appese, simboli e reliquie, capelli unghia artigli, denti di felini, mascelle piume e aghi, acque e granaglie, specchietti e pannocchie, stoffe colorate, auspicio anti calamità, nemici e malfattori, qualunque predatore, impreviste situazioni. tra gli Apinzi e Tsogo, pilastro resta tal, decorato a losanga, scolpito vien dai Fang, è Nyngwon mobaga, sorella a dio Nzamè, in templi Libreville, 2 colori tien. Apinzi han 2 veglie, Dissumba gioiosa, riscatta zio materno, nipote in ogni cosa, veglia Bwiti wa mbando, di consacrazione, tenuta con i nganga, veggenti a profetare, auspici x giovani, ascoltare anziani, nganga incoraggia, ciascun a confidarsi. Bwete è ogni cosa, motema allo specchio, incarna tuoi avi, io sono quel modello, banzi fa specchio, menzogna e verità, inizio e fine viaggio, ironia del bwete, riti appariscenti, agguato di menzogne, enuncia indovino, raggiunge il malato, scopo è catarsi, nel pianto di cura, viaggio del cuore, che toglie ogni paura, Motema e gedina, pulsione e riflessione, psiche indovino, struttura contratto, nganga ed eboga, attiva cura impianto. |Bwete aiuta veder, presen passè avenir, conflitti eredità, e litigi familiar, sblocca impasse presente, arte del nyima, riconfigura esperienza, di banzi a terapia: mito e rito caccia, detto pur EDIKA, un uomo detto Mongo, và nella boscaglia, caccia e mangia pasto, la moglie segue orme, trova carne appesa, di antilope ponte: cammina e cammina, e trova un elefante, ucciso da lancia, vede poi marito, che mangia pacco fuoco, Edika è ritrovo; marito si nasconde, vede una Mosingi, attratta da odore, del suo pacco edika, lei inizia a mangiare, poi fugge per rumore, il marito la sgrida, Bwete è suo affare, ovvero nasce da scoperta, di caccia mascolina, la prima trasgressione, o sociale divisione, le maschere dei maschi, recitan la parte, donne destinatarie, son spettatrici di arte, nutron uomo crudo, pollo feticcio scambi, nuovi ausili riti, abrogan vecchi patti. Storia mette in scena, presa di fecondità, uomo vuol comando, nel nomade migrar, scopri tale fatto, nel gioco analogie, o rimando specular: Mosingi primo ganga, mangia edika selva, cane primo ganga, mangia edika in paese, formica inizia edika, si attiva nel cadetto, poter di analogia, tra natura e società, ciclo vita solutiva. Banzi identità, tramite parola, chi vede parla o agisce, banzi specchio o nyma? vision parola azione, separate in visione, là nel quotidiano, confondono tra loro, io vedo che mangio, due diversi sè, banzi specchia in mbanza, specchio permette, sdoppiamento identità, rituale avanti specchio, è gedina-dina, invisibile doppio, riflesso di persona, mentre gedidi, è spirito personale, segue a camminare: banzi avanti specchio, assiste scena edika, gedina-dina testimone, rivela chi agisce, e chi parla in tale morte, auditorio corpo guardia, vede la parola, indossata dal doppio, esclude allucinazio, del banzi che parla, gedina-dina si rivolge, a + interlocutori, invisibi e inaudibi; se il bwete parla, si esprime via banzi, offre sua lezione, o potere guarigione, banzi appare bwete, se attiva frequenza, parla sua lingua, con forza maganga, che origina eventi, bwete in ogni cosa, vibra entro ngosè, maschera i novizi, a mezzo di rituale, moltiplica i suoi sè, doppi speculari, in feticci specchi e canti, nzanga o kundalini, e kombo nomi tanti: macina e ricompone, individualità, multiple alterità, in sequenze di rituale, miti da evocare, ognuno fà suo bwete, invitati scambian riti, scuola sà integrare. Iniziazio e ingestione, sono stessa cosa, banzi mastica radice, maganga muove tappe, mix di medicine, ricette scuol diverse, Misoko usa eboga, edika e motoba pesce: introdurre ausiliari, oppon veleno sorci, mix ingredienti, produce identità, maganga-medicamenti, feticci alter-ego, mbando tsombi e ceste, proiettano alter ego; rapporto banzi e doppi, crea dialogo gioco, come lila di Siva, che indossa tigre e cobra, danzando su sorcier, crea spazio relazioni, tra varie entità, aiuta aggregazione, a partorire identità, corpo psiche ambiente, in mbanja ceste e selve, motoba nella pancia, nzanga in cistifellea, nganga nella cesta, a casa oppure a terra, novizio fatto a pezzi, poi ricomposto, con varie alterità, potere ha raccolto. |Maschere-KONGO, arpa e pluri-arco, di crine di elefante, con flauti e tamburi, sonagli e polsiere, braccioli cavigliere; pluriarco detto nwonbi, in Angola nsambi, accompagna danze Ndembo, di San Salvador, la sol musica ammessa, al paese dei morti, nsambi è mediatore, con i bakisi forti. Liboka di Loango, danza come Bwiti, x tutta notte, alte capigliature, di piume nganga Vili, come Tsogo tiare. Lusofoni cristiani, aiutan regno Kongo, dentro le battaglie, pro e contro khan, costruiscono chiese, enormi cattedrali, nei canati capoluoghi, San Salvador e vari; schiavi e domestici, e strani commerci, con clero locale, fatto di francescani, dominicani e gesuiti, carmeli agostiniani, domenica è festa, in colonie di africani. Servizio nelle chiese, di tutte colonie, ricreano astmosfere, dei centri europei, Spagna e Bisanzio, con canti polifoni, toccata e fuga ora, unite a pigmei cori. Africa dà vita, a convergenza stili, su costa del Gabon, due tipi melodie, somigliano cori, di logge società, maschili e femminili, si ama improvvisar: versetto libero, maniera gregoriana, poi salmo responso, in coro polifoni, canti del Gloria, melodia dei versetti, ad arco discendente, e risposte possenti. Armonica fusione, polifonia egiziana, e stile di ecclesia, grego-lusitano, incontro tra culture, europee-africane, Egitto ed Etiopia, Kongo Loango Ashanti. Cangas o Engangas, i preti del regno, NGANGA in lingue bantu, indovin guaritore, lavora medicina, nei corpi pazienti, suonando e cantando, narrando + eventi: ganga in proto-Bantu, verbo conoscere, nganga erbalista, guaritor prete indovino, ponte aldilà, di atlantico mare, dove diaspora africana, giunge navigando. Canga in Mbanza Kongo, son abili persone, comunicare divinare, cause malattie, cause carestie, squilibri socio-ambiente, preparano rimedi, incantesimi ed erbe; quan Ma-Kongo fu, cattolico convertito, i ganga saran preti, cattolici e tribali, in lingua Kikongo, son preti cristiani, preti Nzambia congo, nganga son chiamati; mganga curandero, in lingua Swahili, ganga in Loango, responsabili cibi, propizian caccia e guerra, ricarican Mi-nkisi, detti pure Houngàn, nel vodù di Haiti: potere magico è mpungo, usato come mana, sia in culti stato, di cura e scoperta, Nkisi ricettacoli, di forze ambivalenti, ciascuno ha suo potere, etere correnti. Se in epoca di Tratta, popoli del nord, contrastan monopoli, lusofoni commerci, fan triangolazione, europa africa e america, fin 665, battaglia di Ambuilia, scalza i portoghesi, da terre di Kongo, declina religione, cristian San Salvador, tratta di schiavi, cresce ulterir: il viaggio della tratta, venne mitizzato, piroghe aldilà, del mare della morte, mentre i gesuiti, davano istruzione, ai figli capiclan, preti in formazione. Estuario del Gabon, gestito or da olandesi, francesi ed inglesi, guida protestante, avviano piantagioni, in ghetti americani, snobbando metissage, di lusofoni-romani: gruppi neri africani, conservano luogo, cristiani meticci, sincretismo di clan, voluto da clero, a corte del Makongo, + chiese cappelle, scopron decenni dopo; preti cattoli, predicavan storie Nkisi, a nutrire Re Kongo, con statue geni spiri, loro culto importato, emissari Fumu Kongo, in regioni vassalle, Mbumba ventre fecondo. Vestigia di scambi, di regni luso-kongo, secoli dopo, a Maguenza e Sonyo, missionari francesi, scopron comunità, oltre grande fiume, templi in quilombo, li accolse re Kakongo. Cappuccini italiani, trovan cappelle Maria, vergine e sanAntonio, con meticci e neri, che intonano canti, cori local lingua, seduta molto lunga, tono voce spunta: tutto è sentimento, cuori penetrati, Coeurs penetres, cuore unico di gruppo, metissage culturale, rinascimento culto. |Elite delle coste, usavan pluriarco, tra Africa ed Europa, smerciano coi KELE, che lascian pluriarco, per armonie di arpa, lusofona memoria; incursioni di schiavisti, fan Kele decimati, da interno fino costa, arpa narra Tratta, ereditano i Fang, popolo guerriero, che sopravvive a Tratta. Fang sostituirono, xilofono con arpa, e marionette danza, mutarono visione, dei loro primi avi, da guerrieri lance, a mbwiri chiome chiari. Narran repertori, nostalgi indipendenza, identità comune, con Tsogo concorrenza, trasmessa avan collasso, di Kele discendenza, lor musica rimembra, il senso vita umana, il popolo destino, migrante orda fiumana, rielaboran le donne, lutti di accompagno, aspetto della morte, spesso esorcizzato, con geni di acqua e terra, fuori da ristango. Isoga dei Galwa, o sirena Mamy Wata, ondeggiano danze, incenso scorza liana, dolce-grave melodia, piccole ngombi, riempion sua casa, silenziano i mondi: arpa traccia rotta, collirio apre luce, neofita tra mbwiri, paradiso di tlaloche, 3 arnie da Egitto, e mormorio di voci, clamore da lontano, Yasi Ishoga odi: Umbilla nyone koka ngala| uccello bianco mar, chiara luna Ya Mwei, madre Terra inizia umani, ratifica mio ingresso, associazione Bwete, poter creativa notte, Isoga Ezoga tiene: potere che in uomo, divien parola seme, ascensione al motombi, dove aquila vede, avo Busenge, primo suonatore, che fà concepimento, a mezzo di parola. Horn marinaio, mercante olandese, scrive dei |GALWA, abitanti rio Gabon, essi amano chignòn, e scambiano parrucche, con miele e pelli selva. Re-sole Galwa 860, regna a Lambarene, Adolinanongo city, con legge del taglione, usa impiccagione, ai francesi fà cessione, divorzia sen ragioni, punisce poi con morte, Dinzona la sua moglie, con ceppo legno rosso, che schiaccia Dinzona, e un Horn come poeta, canta sua canzone. Mokoku e Mburri, idoli dei culti, spiriti gemelli, a femmine sposati, ornati e implorati, dai fedeli animati, ad allontare i mali, innati o arrivati. Horn assiste veglie, ombudi ed elombo, descrive possessione, di donna oracolare, parla a nome mbwiri, contagio rituale, Nyma alti capigli, guida danze donne, facendo tintinnare, caviglie e campanelle, cinture metallare; sedute tutte uguali, i pazienti dipinti, ascoltano arpa, poi Spirito scende, induce trance attorno, e battimano accende. Nyma dirige, coro responsorial, oceano armonia, in Elombo bwiti, adepte danzan posto, eleganza ondulatoria, chiara Luna sul mare, Enyona rincuora, tal parola produce, beati sorrisi, gona geni aria, e mben i geni acqua, ntsè i geni terra, tutti doppi o coppia, folklore dei gemelli, imbwiri loro foggia: mbwiri incarna corpo, vive tra umani, uno nella selva, un altro in astrale, ponte tra gemelli, madri Mwei di sorte, arpista suono scorre: se ti aman geni terra, trovi un uovo bello, di rara gallina, lo porti al paese, tempo dopo hai malattia, se compresa riporta, mi-gesi forza curativa; mi-gonzi fan danza, Elombo Libreville 918, mbwiri terra infanzia. Nkisi van Brasile, su caravelle portoghesi, durante la Tratta, sincretico Kongo, visione luna chiara, via tenebre e morte, oro e opportunità, nome banzi dà. Galwa maschere Okoku, asiatica sposa, mikui bambole Fang, dipinte con caolino, Banzioku luce torcia, ricorda canto primo: donna Elamba-Gnidogho, sposa uomo Melonga, van vivere al paese, della donna clan, il marito riceve, terreno da suocera, per fare casa e orto, vita meno povera: ebbero 2 figlie, di nome Ossigui e Nkene, sepolto poi Melonga, luogo ignoto a tutti, Elamba vedova con figlie, ora in povertà, il defunto marito, Nzame chiama aldilà. Melonga ispira in sogno, a Elamba di pescare, con figlie sul fiume, buca granchi esplorare, dentro son ossa marito, che dice ad Elamba, sradica pianta accanto, poi scruta in acqua: rivede lei marito, le bimbe fan sorriso, ti ho chiamata a darti, potere di guarire, per vivere di offerte, dei malati curati, esigi okandzo soldi, per i servigi dati, incontrerai mosingui, 1 gatto maculato, pelle-abito ti dona, quan guarirai malato, stendi pelle a terra, farai seder malato, prendi poi mie ossa, cesto poni accanto; in paese suo fratello, scopre segreto, Elamba incollerita, chiede suo silenzio, poi lo inizia a rito, lui mangia ekasso, marito parla a lui, Elamba chiede okanzo: la regola del cambi, procura materiali, a cerimonia banzi, 2 piatti e 2 galline, 2 piume pappagallo, 2 pelli di civetta, 2 aghi stuoia e torcia, siano la consegna. Elamba avvelenata, avanti di morire, dice al fratello, sue bambin nutrire, prenderai mio posto, e sopporta bene, ti accuseranno tutti, del mio finale fato. Cosi comincia Buiti, una societa segreta, mentre figlie a Elamba, proseguono Ombwiri, culto presso i Fang, sviluppa in estuario, da culto Dea Mwei, sirena e caimano: salute e benessere, promette ai devoti, con riti adorcismo, di spiriti geni, donne direttrici, in ospedal religiosi, curano afflizioni, aiutan maturare, stati indipendenti, tramite visione, assieme guarigione. |BWETE-a-MISOKO, in fasi rituali, pindji mossokaga, causa indagare, divinando a danza, al fine scoprire, causa morte o malattia, parola ispirata, trovare sorcia sfida. Specchio con Teschio, nel centro Gabon, gruppo nganga indovini, ramo terapeutico, di culto del Buiti: se afflitto da sorcio, persona vuol viaggio, coinvolge mangiare, radici di vita, ad avere intuzioni, visioni e audizioni, lungo percorso, danze e canti rituali: se apprendista diven nyima, padre iniziatore, cioè bwete diffusore, muta persona, ritorna a natura, acquista + avi, cioè riti ritrovati; acquista sapienza, analogica infinita, un tipo discorso, tra giovani ed anziani, acquista padronanza, di divinazione, nganga e paziente, discorso interazione; se acquista feticci, ibridi antenati, cerca identità, rituale frattale, costruisce la propria, con riti ed enigmi, giochi indovinelli, si ciba di feticci: gioco di specchi, lingue di confine, Etema e Banzi, son profano e novizio, poi Nganga confermato, divino guaritore, infine sarà Nyima, un padre inziatore. Nganga-a-misoko, confraternita indovini, manducan eboga, solo in prima tappa, lungo percorso, arrivano acquisire, diagnosi a cure, per solver conferire: Nganga aiuta catarsi, grazie accesso dati, da 1 akasha fiume, abrea liberazione, emo affetti scarica, attiva con simboli, infortunio malato, guida a rivalutar, fulcro della cura, 1 analogico spostar; nganga impiega bagni, pomate e massaggi, da forma a proteiforme, confusion malati, offre valido modello, inscena soluzione, + lunga nel tempo, propone una visione, se non basta guarir, carriera di malato, in tappe suoi misteri, lo rende vaccinato, trattamenti sorcellari, chiama due schemi: schema Purificazio, bagni fumi e unzioni, vomitar mal cervelli, da intestini e cuori, interra doppi se stesso, gira spalle ai doli; schema Protezione, quan causa è resa nota, risposta decisa, è rito anti-sorcio, agisce violento, rende pacco al mittente, rompe circolo vizioso, di passivo inferme, risposta ritual, aiuta scarica aggressiva, reazione contro sorcio, sarà emancipativa, atto onirico agisce, fà malato disinibito, permette che su sorcio, riprende suo destino. Specchio ritorna, aggression ad aggressore, del tutto discolpata, innocente condizione, tal schema operativo, ausili sorcio spegne, doppio inverso crea, ganga annul consegne: nganga dona a paziente, artefatto suo rimedio, omeopatico intervento, ad annullar difetto, sorcio ha suo virote, malato è distratto, da paur che ebbe mangiato, suo num agisce forte. Adottar nuova famiglia, è cuore terapia, poichè fonte male, e sorcio clan di sangue, nganga e suo malato, han mutua relazione, nganga cane fiuta, malato è piantagione: nganga temporaneo, marito o padre fante, pseudo parentela, precisa filiazione, sposa secondaria, cucina lavor e cure, quello che ella può, con lui abita pure; mente ristruttura, famiglia nuova appare, comune iniziazione, a fine della cura, è malato consegnato, a sua famiglia sangue, ma resta consacrato: nel mito di scoperta, eboga fu donata, a un orfana pigmea, per vita ritrovata, vede e sa curare, così può guadagnare, iboga appar famiglia, aiuto fisico-morale; chi mangia radice, scopre legami, parenti e gelosie, talenti inespressi, profondi sentimenti, ed esce ogni veleno, vista interiore, guarisce terreno. Misoko diverge, da Bwete Disumba, x vocazione, a curar serpe mbumba, se Disumba è festa, sviluppa identità, x scelta volontaria, mentre in Misoko, terapeuta vocazione, è capire una sfida, scelta facoltativa, come culti possessione, muta afflittore, in genio protettore, come fan sciamani, che mutano dubbi, in forza interiore, o donne del Ndjembe, che esigono veglia, a provar se paziente, è afflitto da genio, in caso affermativo, avviano danza cura. Un defunto avvelenato, ebbe morte innatural, famiglia fa chiamar, ganga a investigar, ragazzo messaggero, con pezzo di radice, se nganga la mangia, incarico accetta, va in selva e divina, su albero Nzingo, chiodi-garofano, taglia frutti e pronuncia, nome malato o defunto, poi scuote pianta, cadono frutti, rivelano ogni carta; intaglia la scorza, ricava segno certo, capir se si tratta, malattia o veleno, sorcier malfattore, resta da trovare, nganga va in paese, da vicini a indagare: indaga se defunto, mancò parola data, ottiene + nomi, possibili indiziati, verso 7 sera, inizia seduta, invoca spiriti a scoprire, finale malfattore; autopsia rituale, svolta in segreto, durante cerimonia, indaga nelle viscer, se polpo tumore, è anima di altri, o fegato malato, vampirizzato a tratti. Causa divinare, arte agguato ironia, sorcio è mal nganga, mal mistico produce, conflitto familiare, clan padre o madre, nganga evita zizzanie, prudente lui rimane; denuncia crea nemici, legittimo rimane, con feticci talismani, proteggere curare, se indiziato = paziente, disculpo cercare, nganga sibillino, ogni cosa sa esplorare; nganga tocca profondo, emozione di paziente, interno lui vide, cura col mentire, indiretto comunicare, arte di caccia, segue prende animale. Misoko indovino, pronostica e consiglia, rimedi x malato, parenti del malato, riducono costi, tagliano le cure, fanno negoziato: paziente contento, di diagnosi ottenuta, suo infortunio ora, è gelosia sorcier, le cure negoziate, dan speranza guarire, ascolta nganga basè: indovin indovinello, accetto tua proposta, voglio aver fede, modello da imitare, accordo emozione, e-mana relazione, afflitto ignoro causa, tu mi aiuti articolare. Nganga arte agguato, sceglie campo battaglia, entra in arena, quando è tutto chiaro, elimina superfluo, agisce reca dati, poi decidi tu, battaglia che sarà. Mesmer è deciso, ogni battaglia è ultima, riposa e dimentica, te stesso ogni paura, discendono poteri, che aprono cammino, abbandona corrente, fin momento decisivo; ogni istante prezioso, nascondi tue carte, attorno sta mistero, insondabile parte, prendi posto in esso, umiltà guida bene, perenne arte nganga, da Sunzu avi proviene.| Erikson agguato, con metodo ad allievi, autorevole pare, se lor anima ha nel cesto, identifica vede, loro piste trap tende, medesimo messaggio, offre in nuova veste: maieutica arte, nganga sa narrare, comincia indovino, da evidenze + banale, ambigue affermazioni, sottile compromesso, ripete le premesse, e ottiene suo consenso; venditore artista, accende vende emozioni, gira porta a spasso, preda sensazioni, questa corteggiata, si sente valorizzata, coscienza è spostata; nganga cita mal sorci, sintomi a catena, paziente sceglie bene, veste che lui mena, indossa 1 dopo altra, lega intuizione, nganga cuce veste, personale spiegazione: caolino traccia segni, su corpo paziente, interpreta marchi, ansia che lui legge, malospiri su dorso, fucili segni a piede, veleni su sterno, segni mbumba vede; sceglie 1 pista, esplora o abbandona, vede clien reazioni, sale-scende ora, direzion composta, seduta conclusa, sintetizza ricerca, narra diagnosi e cura; complici son nganga, domande travestite, pazienti compiaciuti, tornano basè, se dubbia paziente, riorienta rivelazio, preda vuol condotta, a geniale negoziato, amarsi anima tende, corteggiamento a 2, nessuno vince o perde, chiarire bene fatti, cerca ogni studente, fissa punto inizio, fà giro efficiente, concentrici cerchi, focalizza problema, puzzle + riuscito, condensa suo sistema, lega al punto primo. Nganga mesmerizza gallo, in malattia + grave, azzecca divinando, se rifiuta mangiare, funesto augur decesso, allora da + tempo, al gallo ipnotizzato. Levi-Straus fa cura, parol significati, sbloccano 1 portento, simboli efficaci, sfrutta analogie, su psichi incoscienti, o schemi culturali, cura magica dei corpi, cura psiche sociali. |NGANGA guaritore, indossa pelle mosingi, fissa copricapo, con mopitu torcia, in seduta fumigazio, sacrifica 1 pollo, anima errante ha dissuaso. Cura malati e famiglie, presso propria casa, residenza temporanea, malattie naturali, ebea-a-nzambe, e malattie sorcellare, ebea-a-migesi, differenza causa, intenzionale o no, di un parente vivo: se naturale è curata, con erbe medicina, un anemia naturale, si cura in ospedale, anemia a causa mbumba, nganga sa trattare, con rito taglio corda, pur se va ospedale; rito taglio corda, esige veglia e canti, emetica radice, bagni fumi e profumi, limpeza del malato, decotti radice, che sorcio han vomitato; pratica nganga, profilassi anti virote, incide zone note, omeopati branca myobe, azione anti-sorcièr, esca zucca defunto, avvelena sorci a manger. Nganga analista, sacerdote e docente, cura infortuni caccia, e disoccupazio, ansia-ventre depressione, conflitti familiari, mali a piante animali, clima e terremoti, di sorcier intenzionali, tratta risposte, contro agenti persecutori, incubi riti agguati, fa concili con perdoni: ogni ganga ha 1 gamma, rimedi personali, visti pure in sogno, o innovazioni vari, tratta fucil-notturni, teste aperte malspiri, innesta varianti, in schema primo bwiti. Foglia al posto di altra, 1 gesto x 1 altro, malattie associate, scorporate ricombina, schema di magia, simpatica o imitativa, come Paracelso, e omeopatia; se croni fatica, è malessere corda, prodotta da sorcier, a mezzo di serpente, parente succhia vita, e uomo indebolito, tal male esige cura, veglia e confezioni, 1 liana come mbunba, sesso opposto a primo, che affligge malato, lo annodano a suo corpo, x sessual richiamo; si accoppiano 2 mbumba, visibi e invisibi, nganga traccia corda, vince in artifici, durante sequenza, corda vien tagliata, e mbumba pitone, a mittente e rimandata; mbomo-a-mon-vuta, pitone ha srotolato, canti guerra nganga, combatte serpe con machete, taglia corda in tronconi, malato liberando, ganga scudo corno kombi, a malato dona sangue gallo, poi spirito scambia, in cambio suo fiato, liana con charme, sedusse vero mbumba, sepolto in boscaglia. Fusil-notturno è, dolo intenso al piede, sale su alla gamba, invisibi fucil frecce, 1 sorcier scaglia, trappola di caccia, scopi aggressivi, preventivo è olio palma, rende inoffensivi: afflizione malospiri, è paranoi fantasmi, ma tengo per membe, kon presso fang, bekon morti nocivi, opposti byeri protettivi: forme uman difformi, grotteschi spezzatini, vanno su spalle, le curvano col peso, alimenta paura, è parente morto offeso, se è golem di 1 mago, chiede ricompensa, infine prende mago, se resta sen merenda; erotici sogni, ricercano rapporto, pacifico o violento, sociali norme opposto, a volte è 1 doppio, di sorcier lui stesso, uscito a far vampiro, a parente in letto; prova fecondare, sue figlie o nipoti, usare a profitto, invisibi frutti nati, crea feticci lucro, zombie suo servizio, rivende i parenti, schiavista principio: sorcier vizioso cerchio, o avido appetito, sacrifica congiunto, lignaggio striminzito, infine tal spirale, lui stesso divien cibo, strada sorceller, porta fin suicidio. Nganga trattamento, fabbrica 1 pupazzo, prende abiti malato, in selva interra mbando, aggiunge offerte, che attiran malospiri, con sesso e cibo, inganna sospiri: le malo identità, son esser solitari, in cerca di una sposa, legge contrappasso, chi uccide suo parente, vuol che giri a lungo, sen trovar mai niente; diagnostica nganga, certo numero di mali, virote e malo spiri, e avvelenati, mbumba serpente, divago e rapimenti, testa aperta sente: se ha visioni incontrollate, pesanti o nefaste, vedere cose di altri, senza resistenza, erra spirito da bregma, involontar trascende, la cura è disciplina, addestrar vampiro, uscir senza paura, incubo ambiguo, ha sorcio struttura, cura sia opposto, restringere bregma, nganga pone un mix, dilembetogu foglie, polver ossa Pantera, gorilla e bestie forte. |MABUNDI curatrici, simmetriche ai nganga, hanno lor santuari, geometrie di selva, luoghi detti ndjembe, omologhi dei nzimbe, hanno lor brimade, e reclusion novizie: curano con danze, adorcismo possessioni, pratican lor Mwiri, a esser vere donne, danzano mademba, con perle di colori, vestono ebundi, pagnè x lutti onori: mogesi loro geni, acquatiche creature, novizie accettan geni, x esserne curate, a-tsopeo-na-mogesi, rapiti da 1 mogesi, permette conciliare, padroneggiare crisi; ricevono visioni, dal genio che parla, myene membe e merye, li chiamano mabanzi, ombwiri od elombo, ombudi tra i mitsogo, taranta africana, di un avo sen riposo. Entro corpo guardia, stesso scenario, presa dai tremori, cade su ginocchia, messa a centro spazio, riceve una danza, infine si calma, ascolta e si siede. Uomo che inizia, ai culti femminili, sempre viene accolto, dentro loro riti, mabundi iniziate, nei culti maschili, presso bwiti fang, complementar offici: destro e sinistro lato, 2 metà del bwete, modanga chiara luna, affianca sole imperio, equilibrio riportato, a ogni evento dato, banzi sotto anziani, donne sotto maschi, durante alcun sequenze, si isolan teatri; sottomissione o competizio, accade tra gruppi, maschi cercano matrix, donne cercan pene, mabundi e nganga fanno, 2 strade parallele, gioco ruoli impone, subordinar potere; segreti son potere, in erotico sapore, sedurre è insegnare, trasmettere segnale, confronto dei segreti, commercio o baratto, nel mito si divide, nel rito resta intatto. Bwete misoko, coesiste i due modi, di nganga e mabundi, gelosi segreti, incrociano strade, lor definizioni, di riti e feticci, ma insieme fanno azioni: se vedova mabundi, vestita in pagne lutto, x uomo che in foresta, cadde perse tutto, da albero lui cadde, e mogongo divenne, lei vedova mabundi, lo piange ritualmente; ora nelle veglie, mabundi sono mogli, che piangono mariti, defunti ed onorati, itsamanga x donne, è cadavere marito, x uomini è vulva, ognun vede suo mito. Danza attorno fuoco, identica x tutti, ha significato, diverso nei 2 gruppi, fanno stesso rito, ma vedon differenti, simmetria tra sessi, riguarda sol segreti. BWETE indaga legame, tra parole e cose, attraverso sensazioni, visuali e auditive, è cerimonia bwete, 1 opera iniziatica, teatro musicale, suoni attori e trama: il sermone ai novizi, promette guardare, segreti Sanza e Moduma, 2 santi vegliardi, fondatori del Bwete, secondo Apindzi rito, Africa e Mediterraneo, stesso mito eleusino. Iniziazione riflette, 1 bisogno comunità, incorpora danza, 1 carisma collettivo, i fedeli a rilasciare, tensione emotiva, o sublimare 1 minaccia, a mezzo liturgia; psicoterapia di gruppo, attua sofferenza, 1 resurrezione, reazione a stato di ansia, azion cerimoniale, svolge in 3 luoghi, piazza Nzimba e Mbanza, corpo guardia di Banzioku. Banzioku trae radice, da parola Kele Mbanja, x Apinzi è nganza, dibanja tra i baLumbu, per i Tsogo ebanja, Bwiti ha 2 obiettivi, pedagogia essenziale, contatto di aldilà, sub-conscio navigare, acquisire conoscenza, profonda della vita, da condivider poi, coi membri scuola prima: conservare e applicare, in vita quotidiana, ancestrale sapere, filosofia perenne, che trovi nelle danze, maschere e precetti, Apindzi mangia iboga, a chiarire i misteri, vede cose chiare, a prevenir pericoli, chiaroveggenza vuol, tutti capi clan, se Banzi è Mistoi, Nima è un Epopte, anziano che sorveglia, candela di notte. |Banzi differenti, x grado o anzianità, o posto-ruolo avuto, in una cerimonia, in cima anziani Didati, hanno 60 anni, consigliano giovani, nelle nzimbe case: dipinti di punti, caolino rosso al viso, rapporto a maganga, Mombe sambuco saggio, 1 vecchio nel Buiti, come capo stato, regna sen governo, prestigio guadagnato; guardiano e madre, consiglier spirituale, top tsogo gerarchia, appare Moussoumbi, conoscenza totale, che passa al Mouniambi, iniziato primo ministro. Moussoumbi sa gestire, il lampo serpente, e ispira consigli, al Misambo ministro, che in regno Kongo, è capo del bwiti, uomo-pantera forte. Misambo arrangia regola, mosambaga mweli, svincola 1 malato, dal potere di 1 mwiri, punisce pur severo, fuorilegge e infidi, fonda suo prestigio, capitolium militare, e prende parola, in nzimbe regali, trasmette decisioni, del consiglio anziani. Epandi ya misambo, nel regno Kongo, giudica e sanziona, sua insigna è bastone, tra ediga e asi-ditati, oggi il ruolo muta, Gepombo capodanza, marcia in testa truppa: maschio cinghiale, mokongwadi engolayobe, capobranco difende, avverte gridando, lui sta davanti, marcia distanziato, dal grosso del gruppo, lui vede sentiero; capo delle danze, è visto da tutti, insegna ritmo costante, Mbene è avanti lui, avanti al cinghiale, trasmette e semplifica, a tutti danzatori, moti che Gepombo invia. Mbene serba ritmo, corregge gli errori, pure porta in testa, 1 pelle di scimmia, lo seguono i banzi, suddivisi per fasce, Nima sta x ultimo, colui che ferma marce. |Ciascuno tiene Nzanga, vampiro nè buono o cattivo, mosso da intenzioni, vola nella notte, tra prede e predatori, viene risvegliato, in varie iniziazioni. Kombo nome rivela, riuscita buon viaggio, di novizio banzi, rivela peripezie, esempio kudu-tartaruga, Mongo antenato, o pappagallo kusua: se tiene messaggi, per tutti o qualcuno, assistente invita banzi, domandare a bwete, canzone toante, o erborista rimedio, consegna di missione, o talento segreto; scenari visioni, identifican sorcier, 1 prossimo parente, o confermano sospetti, o fan rivelazione, su abili attori, loro vere intenzioni; dopo iniziazione, 1 banzi scopre che, suo fratello e sorella, eran suoi sorcier, cacciatore-preda, è schema ricorren; sorcier sono attori, maschere occulte, ma banzi vede eroe, mutare cento volti, sfuggono a vicenda, mutan ruoli opposti, sorcier sfugge trap, e traveste intenzioni, ciascun cerca altro, senza essere visto, il novizio passivo, vede ascolta riceve, divien protagonista, di sue recite vere. |bwete-wa-maBANZI, cerimon solenne, fine noviziato, cessano divieti, resta sol rispetto, x anziani e ruoli, davanti lo specchio, banzi come Dante, spettatore e attore, protagonista primo, di voci altro mondo, se ostacoli trova, nyma lo aiuta, ausiliario a lato, davanti altro specchio, inizia a masticare, guidato da assistente, che orienta sue visioni, a ritrovar novizio, venire in suo aiuto, scacciare male officio, liberarlo da catene, che bloccan suo cammino, lo aiuta ad uscire, da fossa prigioniero, i due sotto iboga, sanno interagire, mondo condiviso, parol da proferire. Stimola mongongo, gioca ruolo chiave, mentre ausiliario, narra ciò che vede, banzi e assistente, ascoltano tutto, due specchi vicini, fanno risonanza, grazie a radice, è comune istanza, aiuto combattente, tra commilitoni, rende battaglia, viaggio a colori. Basè basè basè! tra le parole Bwete, acquiescenza rituale, verità di visione, metalinguisti accordi, intese conferme, a ogni recita banzi, annuisce gruppo vede: si è vero ben detto, basè in bwete misoko, applaudire 1 danza, 1 sonata arco arpa, mabundi fan yao-yao, contrazione di iya-o, madre del bwiti, eye-ya-bwetè siamo. Banzi si trasforma, ad aver guarigione, visione di una corda, divien prova forte, di aggressione mbumba, invisibi serpente, simile a taranta, che vittima serra: se paziente consulta, 1 nganga-misoko, diagnosi riceve, che in visione vede, a conferma ulteriore, del padre iniziatore, così iniziazione, verifica consultazione, nganga scruta specchio, divina e parla, al paziente che acquiesce, poi inverte ruoli, banzi scruta specchio, e parla a ditati, questi fan base! a sue narrazioni viaggi. Dice anziano al banzi: tuo discorso muta, in lingua del Bwete, che tutti aiuta, Bwete ti ha mostrato, qualcosa su di me? visioni son di tutti, riguardan presenti, vissuti personali, problemi o fortune, allacciano individuo, a copione collettivo, scambio e risposta, e continue conferme, tutti aman storie, da vivere presente. Nyma si ingegna, inserir visioni banzi, nel quadro bwete, analogie rintracci, 1 corso acqua appar, fiume del bwete, con sue genìe, che nyma spiega bene; taglio di corda, sarà uscir da mbumba, 1 albero o montagna, motombi che spunta, donne e bianchi sono, feconda benedizione, chi muta in pantera, è padre iniziatore: + scene del banzi, da lui elaborate, nyima volentieri, accetta confezionate, a visioni paurose, sconnesse o incoerenti, nyima interviene, aggiustando corrente; 1 bimbo malato, legato a liana-corda, è mbumba serpente, che serra le spire, nima iniziatore, mi fa grattare scorze, poter di cura forte. In bwete Disumba, esiste il segreto, al fine evitare, che donne e bambini, accedano a segreto, dietro spettacolo, di maschere oracolo, iniziazio perderebbe, tutto suo valore, di scoperta personale, rito di passaggio. Misoko è sen segreti, poichè è terapia, aiuto a famiglia, argina sorcelleria, tra nganga e sorcier, confine liminale, nessuna ostilità, al sorcio smascherato: da parente geloso, banzi è protetto, in rito collettivo, che gruppo ha danzato, coerenza narrativa, nasce da visione, a prior disordinata, indirizza uno scenario, dove il novizio, è protagonista primo, insegue un indizio; anamnesi fà dare, 1 causa intenzionale, a vari infortuni, che ostacolan banzi, a benessere ideale, identifica il sorcio, sue peripezia vede, banzi allor risponde, con provvedimento, che ostacolo rimuove, viaggi e combattimento, aiutato da alleati, di nyma lignaggio. Banzi e sorcier, mistici parenti, nyma esorta banzi, disturba tuo sorcio, riprendi ascendente, su trauma che blocca, immagina fendente, banzi mima colpo, assesta scacciamosche, attivo sul sorcier, riflesso nel reale, sua guarigion avvien; durante consultazio, se paziente piange, è diagnosi basè, ma se banzi piange, durante scena guerra, lo invitano altri, reagir a triste scena, esci postur passiva, parla ed agisci, recita occasione, deciso rispondi, senza timidezza, verso parente sorcio, desiderio realizza, riprendi tuo potere, su fatto parassita, riconquista autonomia, pacifica tua vita. Misoko e movimenti, profetici african, barattan vecchi credi, con nuovi ritrovati, competizion tra nganga, gara carismati, infante turbolento, vien da zio materno, va in sorella ventre, è Nzanga ambivalente, consulta invoca e cura; beyam dissimulato, nel nganga misoko, ambigua identità, x fang è ngolongolo, se iniziato fang, esprimer nzanga sente, maschera si mette, esibisce innocente, profeta ha stesso evùs, ma pone distanza, a mezzo etichette, siede altra stanza, identico nzanga: si incontran talvolta, nganga e beyam, doppiano sorte, maganga ama oscuro, devia sole forte, ama torce e candele, ambigua luna sorte. Competono scuole, sorci tra loro, 1 spia vien mangiata, metafora caccia, illuminare specchio, lo rende inefficace, notte chiara o nera, lavor trasfigurante; nyma mezzo cieco, acquista chiarveggenza, banzi nato sordo, mira in chiar-udienza, vedon fatti altri, là nella mbanza: chi cade in danza, o si brucia con torcia, ha subìto malasorte, da chi non sopporta, difendere se stesso, contro calunnia, ricorso a oracol mbondo, o giudici evovi, fu estrema ratio, a riconciliare gruppi, prove veleno e fuoco, ordalie divinatorie; identità nganga, è ambiguità vampira, detta enzana o inyemba, organ sorcelleria, evus ai Fang, mangu di Azanda, egodo tra Tsogo, e kundalini in tantra: fonte spirituale, vescicola biliare, in autopsia rituale, condotta di notte, cadavere scrutare, iniziati aprono ventre, x nzanga esaminare, escorpor temporane, umani ed animali, han vampiro cistifella. Sacca con fiele, associa iboga amara, antidoto è miele, associa con apis, tutti han vampiro, x sorcio è arma, potere ambivalente; se diagnosi e cure, esige vampiro, sol uso è differente, pitsi-a-ngonda dice, notte di vampiro, pene portafortuna, potere protettivo, pene è vampiro, corno fortuna, forza e chiara azione, mezzo di riuscita, in politica e varie, vampiro dei bianchi, decolla aerei e treni, Dio stesso è vampiro, Nzambe crea mondo, ambivalente potere, polarizza doppio: esiston due pantere, presso villaggio, una lo protegge, ausiliar di banzi, una lo attacca, è ausilio del sorcio, entrambe giran notte, predare o defender; vampiri finanziari, fan guerra tra casati, uomini potenti, detti pure sorci, privati di vampiro, sono detti idioti, impotenti burattini. Nonno al nipotino, osserva interesse, trasmette suo vampiro, a risvegliare uomo, in punto di morte, celebra un bwete, fa ingurgitar saliva, con latte materno, passaggio di potere, gli dona kombo nome, di suo bwete vero, nzanga è trasmesso, da interno ventre nyma, altre volte eredità, defunto sogno arriva, fortificare nzanga, è bwete inizio, ausiliari ingurgitati, in ventre spazio; forza mistica risiede, cumula ventre, bwete può esser visto, come un acquisto, rinforzo e gestione, purificar vampiro, a permetterne uso, rituale anti-sorcio. Iniziazione insegna, padroneggiar vampiro, con limpeza fiori, fa lampada aladino, mezzo di visioni, e di parola bwete, nganga lo raddrizza, nel ventre primo: se vampiro malposato, malato può causare, bwete lo rinforza, a fare buon rituale, permettono veglie, aprire risvegliarlo, metafora erezione, alzarlo e sollevarlo. Svegliar vampiro e pene, fa bimbo felice, potere nganga che, attiva proprio nzanga, con lavoro e radice, danza e strofina, vede cura ascolta: nzanga cistifella, bwitimusica_sinfonia.m4a
lume116-Gabon civiltà musicale, sincresi nata su due coste, dell'Atlantico luso-congolese, dove arriva il mondo coloniale, con caravelle della Tratta. La devozione popolare, fonde africane tradizione, e cattolico rituale, in statue-reliquie di Mayumba, ornate di perle e specchi, animate da ancestrali. Con la Tratta degli schiavi, le società vanno a mutare, con nuove aristocrazie, e sensi di colpa collettivi, disordine e resistenza, con aumento stregoneria. I Pombeiros meticci, e i mercanti locali, alimentano la Tratta, commercio esseri umani, mentre Cavazzi e missionari, denunciano immoralità, e nascondono comunità. Delta del Congo or dominato, da gruppi armati e razziatori, tra cui i temuti Muviri, i Vili e altri gruppi, che attraversano il territorio, in reti caccia e commercio. I Pigmei Babongo antiche guide, trasmettono il culto di Mbumba, ai Fang appena immigrati, con le Mevung donne guerriere, che bilanciano il poter maschile, mentre invocano aiuto, dei genius loci di natura, per fertilità e guarigione. La religione è animista, di antenati e natura, forze vive che agiscono, attraverso oggetti sacri, ceste e statue-medicina, come i minkisi e i minkondi, capaci di protezione, punizione e riequilibrio. Nel Regno di Loango, vicino ai clan dei Teke, Olenda sovrano-sacerdote, regola il rapporto umano, tra natura e invisibile, fondando santuari, rituali e leggi sacre. Quando il regno entra in crisi, tra guerre interne e caravelle, il potere passa di mano, ai fabbri-guerrieri Buvandji, che ridefiniscono gerarchie, politiche e sociali, il re rimane mediatore, tra spiriti e popolo, incarnando il mana collettivo. Sopravvive una trama, di istituzioni spirituali, gli nganga guaritori e veggenti, custodiscono equilibrio, tra cielo terra e antenati, con rito e possessione, con linguaggi musicali, che curano fratture, e rinnovano il legame, con l'origine degi avi, a unire le comunità, e rileggere ogni storia.

153:lume153-Seba viaggiò, dal Nepal alla valle del Gange, fino a Varanasi, attraversando un'India di treni lenti, stazioni affollate e paesaggi mutevoli. La città sacra accoglie pellegrini che si bagnano nel fiume, dove igiene e rito coincidono: il Gange è purificazione e fine del ciclo vitale. Tra templi, mercati e dormitori, la vita quotidiana si mescola alla visione del sacro, mentre il mondo appare intreccio di necessità e illusione. Nelle strade, bambini trasformano lo sterco di mucca in combustibile e materiale da costruzione, rivelando una cultura dell'adattamento, in cui nulla è rifiuto assoluto. Le campagne e le città mostrano un forte contrasto: villaggi legati ai ritmi naturali, centri urbani segnati da sovraffollamento, povertà e infrastrutture fragili. Il viaggio prosegue verso Mumbai, Goa e il sud dell'India, dove religioni e popoli diversi, convivono in forme di cooperazione quotidiana. A Sravanabelagola, le statue jainiste e le colline sacre, conservano una memoria antica di eremiti e sovrani, mentre il vento trasmette storie scritte nel paesaggio. Lungo tutto il percorso, la realtà appare come teatro di forze opposte: controllo e natura, economia e sopravvivenza, caos e ordine. Il mito si intreccia all'esperienza: l'ambizione del controllo assoluto, simboleggiata dal re Nimrod, si contrappone all'equilibrio naturale dei bisogni essenziali. La vera felicità emerge, come eudemonia quotidiana, cioè armonia tra desiderio e limite, tra comunità e ambiente. Il viaggio di Seba diventa una meditazione, sul vivere frugale e sul rispetto dei ritmi, dove la sopravvivenza stessa, è una forma di saggezza.| Seba dal Nepal viaggia fino in India, lento treno lungo la valle del Gange, verso il cuore di Varanasi. Le strade squallide accolgono pellegrini, dormitori su stuoie e immondizia, tra canti e fontane. Gli abitanti si lavano nelle acque del Gange, igiene e rituale si fondono; i colori di vesti e acqua dipingono la città. Varanasi, culla degli Indù, offre cibo semplice e salutare: zuppa di verdure, sale e alghe per Seba. Il fiume purifica, i pellegrini cercano guarigione e pace per il fine della vita. Tra templi, mercati e burattini, Maya e illusioni si mostrano, rivelando l'illusorietà del mondo materiale. Bambini manipolano sterco di mucca per cucinare, costruire, fertilizzare: la tradizione trasforma rifiuti in risorsa. La città squallida contrasta con i villaggi; traffico, baracche e monsoni riflettono governi e imprenditori. Il denaro e il potere creano dipendenza, violano l'equilibrio naturale, generando malattia e disarmonia. Nimrod agogna controllo, ma l'uomo mostra fragilità e limiti: i bisogni naturali guidano verso eudemonia quotidiana. In treno verso Pune, scorci di vita: madre culla il bambino, calma, nutrendo sicurezza e affetto. Ahmedabad, Surat, Mumbai: periferie, fumi, baracche, paludi bonificate da eucalipto e nuove foreste. Goa e Karnataka: ex colonie, qui i locali e i rifugiati convivono tra religioni e culture, in amicizia e collaborazione. Sravanabelagola e Gomatesvara: colline, statue, bacini e templi jainisti, testimonianze di storia e saggezza: il vento antico sui colli trasmette intuizioni, romitaggi e storie di santi ed eremiti, memoria di un passato vivo. Il viaggio di Seba rivela l'India profonda, tra sacro, profano, sopravvivenza e incontri umani che trasformano.# Seba poi da Nepal, viaggia fino India, gira valle Gange, in treno senza fretta, al cuore Varanasi, lo porta suo destino: squallide le strade, accolgon pellegrino, a mattina presto, alla stazione treno, su stuoie immondizia, grande dormitorio, i canti del muezzin, risuonano intorno, città Varanasi, ombelico indiano mondo; persone fanno doccia, in fila alle fontane, igiene è gran dovere, oltre che piacere, son scoli marciapiede, pieni dei colori, per vesti gambe braccia, diventan lavatoi. |Varanasi/Benares, culla degli Indù, in valle del Gange, clima caldo afoso pur, zuppa di verdure, ogni giorno Seba mangia, assieme Sale e Alghe, aiuta sua pancia. |Gange eman da fiumi, rivoli e fontane, prendere sue acque, purifica ogni male, i pellegrin malati, sue rive van cercare, al fin di ben morire, a Benares riposare. Benares da sempre, accoglie pellegrini, tra templi e confusione, mercati con bazar, mi ritrovai seduto, in un negozio seta, con mercante astuto, amico della sunna. se Maya crea cosmo, con giochi prestigio, Vishnu emana Brahma, in sogno artificio, illusione del mondo, venduta li a Benares, abbatte preconcetti, per uomo denudare: mercato e marionette, animan presente, ovunque da vedere, una fiera permanente, poter di Maya dea, accoglie pellegrini, adagia sul serpente, eventi e burattini; ecco una bambina, coglie |Mucca-sterco, su strade attorno, non ancor calpesto, lo impasta come pizza, a farne blocco cubo, lo porta via con se, ritorna segue fiuto; maneggia quel prodotto, serena disinvolta, seguendo tradizioni, biogas x la cucina, cibo per il fuoco, impasto per capanne, cibo x la terra, e cibo ai funghi-carne. se squallide città, contrastan coi villaggi, city son termitai, cloaca a carne umana, convogliano le genti, discese dai villaggi, in cerca di fortuna, si ammassano miraggi: psiche delle genti, costrette a convivenza, in clima si rispecchia, local sopravvivenza, improvvisati scrosci, pioggia dei monsoni, riflettono i governi, e furbi imprenditori. Legge di entropia, riflette la paura, artificial mercato, lontano da natura, se principali banche, emettono moneta, son organi privati, che creano dipendenza, ai singoli e agli stati, siamo noi venduti, a pezzi oppur interi, come risorse o scarti, prive di sussistenza, deviano esistenza, tal grado violazione, assieme a disistima, traduce in malattia, il livel disarmonia. |Nimrod artificio, agogna controllo, vuole dominare, sopra ogni rifiuto, ma uomo a Varanasi, di mosche fu coperto, mostra incrinatura, del Nimrod perfetto, morte si rivela, senza alcun tabù, come i sadhu Aghori, vedono sui fium: se soldi e fama, sono artificiali, sfrenati insoddisfatti, tu prova disseccare, i bisogni naturali, dipendon da stagione, fanno innamorare, buon demone accettare, serena eudemonia, in vita quotidiana, per viver + felice, bisogni a tua portata; cercar felicità, amicizia solidale, non serve barattare, amicizia con affari, eremita và contento, vive lui appartato, frugale ed essenziale, informazion vitale, in versi poi tramanda, le stelle visitate. In treno sino a Pune, vedo più paesaggi, tra alberi una donna, culla suo bambino, con dondolo di stoffa, corde appese ai rami, ecco altalena, tra ritmi orditi e trami: la mamma dà 2 spinte, leggere alla culla, oscilla x inerzia, bimbo ora non piange, contento si abbandona, sicuro alla mamma, calor materno cuore, nutre ninna nanna. |Ahmedabad express, va treno x Mumbai, tra fabbriche petrolio, giù fino a |Surat, dal finestrin treno, squallida è la via, molti pozzi e fiamme, immensa periferia; consunti copertoni, fogne a cielo aperto, quartieri di baracche, fin sopra i binari, di notte più abitanti, vi perdono la vita, mentre fan bisogni, i bimbi in prima fila; paludi |Rann-of-Kutch, appaion dopo Surat, bonifica di stagni, a mezzo di Eucalipto, strappare alla malaria, endemico habitàt, con alberi assetati, e foreste da piantar. Paludi prosciugate, fan nuove foreste, salutano mio treno, alla volta di Mumbai, sette isol pescatori, devoti a Mumbadevi, accrebbero città, con scambi commerciali. Ancora in treno fino a |GOA, ex colonia portoghese, rispolvero una storia, Francesco ai gesuiti, sento lor presenza, in !Caterina-chiesetta, Shirdi con Francesco, vento a loro presta: capanne e antichi borghi, su colline Goa, e dentro una locanda, incontro Nimal Sesto, lavora a far capanne, a 1 gruppo rifugiati, i profughi del mare, da Africa arrivati; con lui sta Kinaciau, amabile Zutwasi, che in futuro arriva, in Italia al terabuti, noi amici divenimmo, alle feste dei locali, indù con musulmani, animisti e cristiani; autobus da vecchia Goa, giunge Karnataka, tra strade solitarie, su terra + assolata, silenzio India del sud, antica sensazione, trovo in villaggio, Dravida carnagione. |Sravanabelagola, villaggio di jainisti, |Gomatesvara statua, gigante su collina, bacini per le piogge, cisterne e terme, vado su quemado colle, dove |Chandragupta parla, sussurra sua storia, di khan e poi eremita, sul colle del tempio, vento antico soffia, misteri degli avi, cascata di intuizioni, tra templi solitari, di Jaina religioni. krishna-insegna-arjuna3.mp3
lume153-Gulliver, medico di bordo, viaggia tra mondi che deformano la misura dell'umano. Nell'isola di Lilliput, è un gigante tra uomini minuscoli, prigioniero di guerre insignificanti e burocrazie assurde: scopre che ciò che appare enorme può essere ridicolo se visto da un'altra scala. Nell'isola di Brobdingnag la proporzione si rovescia: lui è minuscolo tra giganti; il re dei giganti, ascoltando il racconto delle guerre europee, giudicò l'umanità come una specie violenta e infantile, incapace di vera saggezza. Attraverso questi due mondi speculari, Gulliver comprende una lezione semplice: la grandezza non è una misura assoluta, ma un punto di vista. Chi si crede gigante può essere lillipuziano agli occhi di un altro, e chi si sente piccolo può essere immenso in un contesto diverso, ogni potere e orgoglio si dissolvono se cambi punto di vista, e con esso cambia anche il giudizio morale. La vera crescita non consiste nel diventare più grandi degli altri, ma nel riconoscere la relatività delle proprie misure. A Laputa incontra sapienti sospesi in teorie, scollegati dalla realtà concreta: la ragione senza esperienza diventa astrazione sterile. Nel paese degli Houyhnhnm, i cavalli razionali governano con armonia, mentre gli umani (Yahoo) appaiono dominati da istinti caotici e violenti. Gulliver entra in crisi: non sa più cosa significhi essere umano. Comprende che civiltà, ragione e progresso possono mascherare ipocrisia, violenza e autoinganno. Ogni società si crede centro del mondo, ma è solo una prospettiva tra molte. La vera conoscenza nasce dal ribaltamento dello sguardo: serve umiltà per vedere i propri limiti senza autoinganni, poichè l'uomo è parte di un ordine più vasto e mutevole. Come Seba nel viaggio lungo il Gange, anche Gulliver attraversa mondi diversi che lo costringono a cambiare prospettiva: città, villaggi e sistemi sociali diversi rivelano che la realtà non è unica ma stratificata. Seba osserva il contrasto tra sacro e sopravvivenza quotidiana, tra città e villaggi. Gulliver scopre il contrasto tra ragione e follia, grandezza e piccolezza. Entrambi scoprono che la realtà non è unica ma stratificata, e ogni incontro è uno specchio che trasforma chi osserva. Il viaggio diventa una pedagogia dello sguardo, dove cambiare mondo significa cambiare misura, e quindi, cambiare se stessi, Jonathan Swift.

216:sogni64-lume216 |L'OMBRA: Assassino represso, primitivo e impersonale (ciascuno muore per mano di qualcosa che sfugge al suo controllo; ciò che fa paura è il terrore di morire quando questo sia ancora evitabile; assassinare qualcuno significa sottrargli anni preziosi e impedirgli di seguire il processo di realizzazione: bada a non essere l'assassino del tuo potenziale migliore, usa ciò che più ti spaventa per scoprire ciò che fai per sconfiggere te stesso). Vittima sconfitta (il viso del rifiuto reclama di essere amato. Noi rifiutiamo solo noi stessi, nessuno può rifiutarci benché possa dirci di No; per evitare di perdere, perdiamo; per sfuggire la punizione ci puniamo; per impedirci di vincere sconfiggiamo noi stessi; per suscitare il rifiuto agiamo indegnamente. La chiave per cambiare è mostrare direttamente la nostra vulnerabilità, invece di far soffrire gli altri con le nostre tattiche accusatorie: tuo compito p manifestare le tue paure e i tuoi sentimenti facendo scelte concrete per cambiarli). Avversario che ti minaccia con grandi occhi e bocca piccola (siamo maggiormente avversati quando, fermi sulle nostre posizioni, rifiutiamo di aprirci; i nostri avversari vengono solo quando sono chiamati, possiamo non desiderarli, ma il nostro rifiuto è di una parte di noi stessi che condanniamo o evitiamo: usa il num per distruggere ciò che deve finire. Tuo compito è opporti a cuore perseguendo i tuoi scopi e i comportamenti da essi evocati). Sciocco astuto e istintivo (il suo viso distorto ti fa ridere o guardare altrove (siamo continuamente gabbati dalla nostra innocenza e incoscienza; abbiamo bisogno che i nostri raggiratori ridimensionino la nostra presunzione: smetti di identificarti con false chimere e falsi ideali, in modo da poter affrontare la realtà; ridi e aggiusta le cose per non piangere quan le cose vanno storte. Tuo compito è infrangere la tua abituale visione delle cose per guardarle sotto una luce diversa). |Parlare a tempo è arte di parlare, in bocca chiusa non entrano mosche.| Il Tabacco selvatico, Mapacho, cresce in luoghi abbandonati, ama il sole, fiorisce da giugno a ottobre e produce semi densi di nicotina. Tutte le parti della pianta contengono sostanze attive: foglie medicinali per dolori, spasmi o punture, macerati e infusi, e un potente narcotico stimolante e sedativo. Gli Aztechi, Yanomami e altri popoli nativi lo usano in rituali e cerimonie: aspirano il fumo per guarigione, meditazione o comunione spirituale. Il fumo e il mastico servono a lenire il corpo, stimolare la mente e favorire l’armonia sociale. Mapacho attraversa il mondo: Europa, India, Cina, Giappone e Americhe, portato da esploratori e ambasciatori, associato a devozione, pace e protezione. In alcune culture è simbolo di dono, alleanza e guarigione. L’uso prolungato comporta rischi: irritazioni, ansia, disturbi cardiaci, dipendenza. Ma a dosi limitate, rispettando la misura, è un balsamo per nervi e memoria. Pituri australiano funziona similmente: rituale, sociale, misurato.# TABACCO selvatico, Azteco |Mapacho, cresce luoghi abbandonati, annuale 1 metro e mezzo, ama pieno sole, fiorisce Giugno-Ottobre, abbondanti fiori gialli, poi capsule di semi. Semina da marzo, in serra poi vaso terra, tutte parti han nicotina, narcotico forte, foglie antispasmo, emetiche sedative, in poltiglia su punture, reumatici e dermatiti; nicotina è concentrata, ideale insetticida, macera le foglie, a bagno 10 giorni, 1kg pianta in 10L, se secche fà infuso, efficaci per un anno; polvere di foglie, per fiuto o masticazio, accumula sali, nutrienti per il suolo, Mapacho di Amazzonia, ingrediente di rituali, usato fermentato, sprigiona forte aroma. Tabacco + Cenere, provoca PH basico, nel cavo orale, va placca ritardare, nel fumo pur presenti, carboline MAO inibenti, accumulo permette, serotonina umana, o tripta sanpedro, mentre nicotina, stimola e deprime, attività nervosa, alternativamente. Pagè Yanomami, aspirano suo fumo, e usano infuso, per cura isteria, applicano foglia, su pancia paziente, ascoltano gorgogli. Yanomami avi, masticavan thara-thara, foglia che ubriaca, a tutti non andava, piange Hasoriwe, che mastica con doglia, commosso Tomiriwe, dona un altra foglia. Hasoriwe riceve, semi avvolti in foglia, li mise nella pigna, ascolta come usarli, pulisci del terreno, brucia local sterpi, sopra i semi soffia, canto tonsigen, coprili con terra, plantula trapianta, coprila con foglie, Sol cosi non brucia, aspetta gran fogliare, staccale dal nervo, sopra Iwari fuoco, appese fai seccare. TABACCO dura a lungo, quando voglia tieni, macera due foglie, in acqua con cenere, rotola tra gengive, mastica forze vive. Hasoriwe fece salti, tanto fu il piacere, andò nella foresta, divenne cuki-cuki, anche Tomiriwe, muta nella selva, e diventa Raganella. Yanomami oggi, coltivano Tabacco, invocan Tomiriwe, se vedon piove poco, finchè fecondi i semi, e possa tabaccare, raccolto abbondare. Semi Tabacco, un esploratore porta, ad ambasciatore Francia, Giovanni Nicot, lui vive a Lisbona, li semina intorno, il fumo cura mali, corti vecchio mondo; al fumo del tabacco, associano idee, di religione e devozione, tra popoli nativi, pianta rivela e vola, con navi di ambasciate. Cosimo de Medici, la coltiva a Firenze, con limoni e patate, la fuma nei convita, il fumo nicoziana, al cuore dà calore, in palazzi o capanne, sa lenir dolore; Tabako è pipa Haiti, |calumet dei Lakota, la pianta è Cohiba, Sairi nel Perù, in Messico è yetla. Raseno narra islami storia, un giorno |Maometto, va deserto inverno, incontrò vipera gelata, ebbe compassione, al suo vestito scalda, ma questa morde e salta. Maometto nel dolore, evita rancore, non vuole sua morte, veleni sugge fuori, sputa giù a terra, tabacco ne nasce, miracolo che purga, contrasto tra 2 razze. Tabacco giunge a Giava, India e Malesia, Cina e Giappone, con navi e carovane, Siberia Africa Australe, ocean di nicoziane; ne mastican bambini, |Tciukci siberiani, lentamen la cicca, spazzolan i denti, lo fumano donne, con molta voluttà, nomadi fan fiuto, pipa della pace: entra portatore, in circolo accende, al sole la volge, e al capo la tende, con caminetto in mani, dopo + fumate, a ospite la porge, sugella patti e pace. Tabacco anti-scorbuto, dilaga tra le navi, equipaggi e soldati, la cercano in empori, novizio tiene nausea, freddo pallore, ai muscoli vertigi, diarrea e vomitone, piano si avvezza, a tale veleno, fin sopor ebbrezza; suo uso prolungato, produce dispepsia, grosso e rosso naso, con anoressìa, ogni nuova gioia, è pure nuovo vizio, sorgente di guai, se manca la misura. Tabacco nervoso, ansia o timidezza, terrore da visioni, fotofobia visiva, delirio alcuni casi, visioni animali, sepolte antiche fasi. Nicotismo continuato, irrita mucose, pur se fumatore, conforto ha nel dolore, e sente meno azione, di chi mai la fuma: orina con sudore, fenomen secondari, nati da un aumento, pression arteri vasi, tabacco a basse dosi, stimol nervo vago, contrazio muscolari, a stomaco e invaso; veleno nicotina, è cardiaco vascolare, come Belladonna, su cuore vasi sale, Nicotismo acuto, paralizza cuor respiro, palpitazion dispnea, angina croni abuso, produce alienazione, soffre evacuazione, respiro e glossite, dolor addominale, corizza e catarro, o asma bronchiale, pelle fa gialla, foruncoli eruzioni, su gambe anestesia, convulsi movimenti, vertigini elevate, angoscia maniacale; se limiti ti poni, sapiente consumo, balsamo ai nervi, moneta scambi curo. |PITURI solanacea, Duboisia hopwoodi, tabacco australiano, viene masticata, foglie polverizzate, mischiate ad acacia, è come nicoziana: sue foglie mescolate, con ceneri alcaline, di piante calcinate, fan bolo rituale, passato bocca in bocca, a gerarchia aborigena, a riposo vien posto, dietro lobo orecchio, pelle pure assorbe, vien modo salutarsi, due amici in incontro, prendon 2 boli, scambio è masticarli, pur poco tempo, poi riconsegnati. 
lume216-|TABACCO selvatico, Azteco Mapacho, cresce luoghi abbandonati, annuale 1 metro e mezzo, ama pieno sole, fiorisce Giugno-Ottobre, abbondanti fiori gialli, poi capsule di semi. Foglia alleata ambigua, tien misura e veleno, in impasti infusi e cerimonie, dove il corpo ne scambia, stimolo e anestesia, e sopravvivenza rituale; nel mito Yanomami, è usato per guarire, vedere e stabilire, alleanze invisibili, fumare in comunione, tra spiriti e comunità, tra corpo e visione, la soglia è sempre mobile, ma fuor di cerimonia, il limite è il dosaggio. Respiro nicoziano, oscilla stimolo e quiete, nel corpo il fumo entra, come spirito vegetale, lascia emergere altro spazio, in cui dissolve identità, attraversa nervi e respiro, tra guarigione e dipendenza, ogni inalazione pare un patto, tra varie identità. Seminata da marzo, in Puglia fino in Cina, ha foglie antispasmo, emetiche sedative, in poltiglia su punture, reumatismi e dermatiti, nicotina in tutte parti: macera foglie insetticida, foglie secche in infuso, efficaci per un anno, a bagno 10 giorni, 1kg a pianta in 10L, nicotina concentrata. Mapacho di Amazzonia, ingrediente di rituali, usato fermentato, sprigiona forte aroma, assieme con la |Cenere, produce |PH-basico in bocca, che ritarda la placca, e inibisce pure MAO, a favorir serotonina, mentre sul nervoso, nicotina stimola e deprime, alternativamente.

245:sogni45-lume245-ORIGINARE: il Sole sorge dietro l'antico tempio. Ciò che nasce spesso emerge da ciò che è crollato: ogni giorno può diventare nuovo quando smettiamo di vivere soltanto nel passato. Cerca la Fonte, il centro capace di unire gli opposti dentro e fuori di te. La scelta giusta può aprire una nuova avventura, ma prima chiediti: qual è la fonte del significato della tua vita e quale impegno ne deriva? Le immagini convergono: lampi agitano il mare primordiale; una macchina fotografica raccoglie l'essenza dell'esperienza; l'alba illumina il mare; una lettera viene letta; due persone comunicano a distanza; il Vagabondo porta un pacchetto inatteso; il Sole illumina i campi di grano; un occhio spalancato osserva ciò che esiste. Tutto ritorna alla stessa soglia: per originare bisogna vedere. Osserva ciò che accade, ascolta ciò che comunichi, riconosci ciò che respingi e cerca nei tuoi stessi contrari il seme del cambiamento. La consapevolezza è la prima radice di ogni nuova forma. Barbanera dice: Chi cerca la fonte, trova la strada.| Gigaro (Arum maculatum), o Gighero, ha radice urticante e velenosa da cruda, ma edule bollita, usata in carestia. Contiene acido ossalico, impiegato in medicina popolare contro vermi, artrosi, tosse, emorroidi e reumatismi. Bacche e radici servono anche per detergere tessuti e candeggiare. Attira e intrappola mosche per l’impollinazione, assorbe zinco e disinquina il suolo. Secondo Ildegarda da Bingen cura polipi, tumori, occhi e dolori; radici e foglie proteggono dai morsi di vipera. Le bacche rosse, belle ma tossiche, intossicano l’uomo ma non i serpenti, che le mangiano senza danno. L'aspide ne tollera il veleno, e la pianta è usata come amuleto protettivo. Associato al mito di Proserpina, ha nomi antichi in greco, latino ed etrusco. Il Taro (Colocasia esculenta), simile al gigaro, è tubero commestibile previa cottura, cibo base in Polinesia e in Africa, usato anche per farina, bio-plastiche e rimedi lenitivi. Aristolochia, fiore simile al gigaro, favorisce parto e placenta, disinfetta e stimola difese immunitarie, ma può danneggiare i reni se abusata. Scilla marittima (cipolla del Faraone) è tossica ma cardiotonica e diuretica; usata come topicida per i topi, trova impiego anche contro asma, bronchiti e aritmie. Il Kwashi (Pancratium triantum), bulbo perenne africano, viene strofinato su ferite rituali, provocando visioni colorate.# GIGARO Arum maculatum, arace famiglia, Plinio scrive bulbo, greco-egizio Aron, calore in fioritura, quando messa in bocca, radice fresca brucia, lingua e gola fuoco, vesciche a soffocare. |Gighero o gigaro, da macula macchia, composto velenoso, è acido ossalico, scompare con cottura, buono da mangiare, in tempo carestia, rizomi bolliti, si mangiano alle mense. Bulbo ha sapor pepe, medicina popolare, tuberi in polvere, contro vermi ed artrosi, buono anti-tosse, contrasta emorroidi, polipi del naso, e dolor reumatismi, strofina bacca mali, cotto e messo in vino. Bianco amido radici, inamida i tessuti, radici foglie fresche, sgrassano bollite, candeggia biancheria, ossalato calcio caustico. Gichero attira mosche, dentro suo fiore, intrappolate al fondo, polline sui peli, costringe a fecondar, le lascia un giorno dopo, disinquina il suolo, assorbe zinco attorno. |Ildegarda Bingen, ricetta dei tedeschi: unguento con il miele, aiuta estrarre feti, mangia polipi e tumori, suo succo cura gli occhi, macchie e offuscamenti, mentre odor radice, aiutano abortire, come 30 semi in acqua-aceto. Succo seme in olio, calma dolori orecchi, foglie sue astringenti, su ferite recenti, radice porta seco, tien vipere lontane, foglie leggenda narra, sfregare tra le mani, se da vipera si è morsi. Frutti arancio-rosso, gradevole sapore, attraggono bambini, ma fermano la dose, x bruciori in bocca, durante masticazio, odore di carogna, renale intossicazio; le bisce mangian bacche, senza subir veleno, il colore delle foglie, ricorda loro pelle, in piena fioritura, emettono calore, frutti a nascita son gialli, maturi viran rossi. Solo aspide ne mangia, velena contro veleno, si annullano gli opposti, oppure sua foglia, quando bruciata odore, fa aspidi fuggire, o li inebria a intorpidire, essi evitan pur chi, è unto ad Aro e olio alloro, utile berlo in vino, contro i loro morsi. Uva di scorsoni, cioè Colubro Esculapio, elaphe lunghissima, innocua biscia nera, erba di Proserpina, in greco draconzio, in gallico è gigarus, gigarum per i rasna, Aron per egizi, iaron gigaron, alla crusca di Firenze. |TARO fior gichero, Colocasia esculenta, pianta grandi foglie, orecchi di Elefante, in Italia venduta, negozi etno alimentar, è radice tapioca, come tubero patata, cibo base Polinesia, coltiva x canoa, scorta cibo semente, con kumara e cocco: la polpa bollita, gustosa a fin cottura, nutre con ferro, radice lessa sbuccia, a mollo o vapore, con cavoli frittura. Polinesia storia, Taro ebbe figlio, deforme che morì, ma sul luogo sepoltura, 1 pianta fiorì, assaggiata dalla Dea, gradevole sapore, Dea rimase incinta, nasce Taro amore. Taro di Nigeria, Ghana Cina Cambogia, Costa Avorio e Papua, vasi appartamento, su rive di laghetti, alza fino un metro, foglia cuoriforme, protegge frutto a gelo; polpa rossa chiara, reca amido farina, bio-plastica e lenitivo, se usa medicina, va bollita prima, cruda appare tossica, causa toccar occhi, irritazione topica. |ARISTOLOCHIA fiore, simile al Gichero, ha giallo cartoccio, mosche in ovario, suoi fiori in bosco, bianchi color rosa, visibili a insetti, che vanno fare posa. genere Aristolochia 马兜铃 ma dou ling ornamentali, include Aris-clematis, che a utero somiglia, usa durante parto, decotto aiuta donne, placenta espelle fatto. Bencao Gangmu cita, 23 specie aristolochia, arum serpentaria, repelle rettili in foga, radici frutti arum debilis, usa in Liaoning, influenze freddori, adattoge preventiva, sua decozione, aumenta celle bianche, disinfetta ferite, mutazioni anticancro, abusata nei Balcani, causa nefropatia, acido tossico tiene, a carico dei reni, ma piccole dosi, ripara geni filamenti. |SCILLA marittima, o Urginea Liliacea, detta bes al Faraoun, cipolla Faraone, cipolla marina, vive bulbo sulle coste, si interra entro sabbia, o fra le rocce: macchia coste emette, pennacchi bianchi, nel vento a fine agosto, fin 2 metri alti, Scilla coltivo vaso, x fiori portamento, addomestica Algeria, da berberi deserto. Scilla alba femmina, rubra sia maschio, fresca appar veleno, per topi irritante, maneggia con guanti, tiene scilliroside, potente topicida, ed emetica alta dose: i topi attirati, da suo aromatico odore, affondano i denti, e giungono a morte, Scilla aiuta diuresi, è de-clorurante, cardiotoni digitale, polmon fluidificante; cura asma cardiaca, aritmia anarchia, bronchite e polmonite, e tachicardia, dispnea edema enfisema, nefrite cronica, fa sinergia col Colchico, e la caffeina: agisce antagonista, di oppiacei aromi, in infuso o vino, 50 gr bulbi macerati, 8 giorni in un litro, 3 cucchiai giorno, inadatta ai reni, o gastroentero sfogo. |KWASHI bulbo perenne, è Pancratium trianto, Kino strofina, su incisioni loro teste, nel Dobe e Botswana, visioni colorate, taglia poggia bulbo, su ferite provocate. |Tothoroju in lingua sarda, suo parente è il |Dragonzio, bulbo rossiccio a forma di serpente, varietà maschile e femminile: applicato ad impiastro, stimola mestruo diuresi e parto; riscalda nei massaggi, con olio su emorroidi, con miele su lentiggini, antidoto ai veleni, applicato ai malati, di pleurite o polmonite; applicato attorno a vulva, aiuta il parto di animali; suo decotto con miele, efficace contro tosse, suo succo sana cancerosi, e i polipi nel naso, in caso pestilenze, è tubero di emergenza, somiglia a Taro e Aristolochia, ma se consumato tanto, reca diarrea e tachicardia, vomito e gastrite, convulsioni fino al coma. Foglie e radici cotte in vino, calmano ulcere e geloni, e conservano alimenti. Acru che totoroju, aspro come gigaro, è detto vin scadente, pianta endemica in Sardegna, Corsica e Baleari, isola Montecristo, apprezzata dai maiali, sapor acro e irritante, molto nutriente per cinghiali; l'olio estratto da radici, applicato sugli occhi, calma lacrimazio, dolore alle orecchie, e contusioni di tonsille. Pan di bisce lingua serpe, erba Saetta erba da piaghe, a primavera era seccata, in sacchetti anti-malocchio, posti nella culla, a proteggere i neonati, mentre sua foglia fresche, calma emicranie sulla fronte, o stesse foglie pestate, sui brufoli applicate, recano brevi veschichette. janas_sardegna.m4a
Lume245-Seba scopre nella terra una pianta antica, il Gigaro, Arum italicum, chiamato pan di bisce, uva dei serpenti, orecchio di prete: una pianta che sembra custodire nella radice la doppia natura della medicina e del veleno. Raseno racconta che gli antichi cercavano nei bulbi, nelle radici e nei decotti una risposta alla sofferenza, ma che ogni rimedio possiede una misura e ogni veleno una soglia. Le tradizioni sarde conservano nomi, usi e racconti legati al Gigaro, al Dragonzio e ad altre piante considerate protettive, medicinali o capaci di allontanare il male. La radice nascosta diventa così immagine della conoscenza: ciò che cura non è sempre ciò che appare in superficie, e ciò che sembra innocuo può nascondere una forza pericolosa. Raseno cita la ricetta di santa Ildegarda (1-2 cucchiaini di radici Gichero essiccate, cotte in litro di vino, filtrato e bevuto con bicchierino da liquore, più volte al giorno), ma avverte che, la sapienza non consiste nel ripetere antiche ricette senza comprenderle: conoscere significa anche sapere quando fermarsi. Questo rimedio è stato infatti usato per 20 anni con successo eccezionale, da medici in Germania, esperti nella medicina naturopatica e ildegardiana, e sebbene pianta è velenosa, la radice essiccata non lo è. Dioscoride ne parla, come radice estiva da essiccare, in vino spento con miele: giova al difficile respiro, catarro e convulsioni, reumatismi e depressione. Seba guarda allora il bulbo, simile a una creatura addormentata nella terra, e comprende che ogni origine contiene possibilità opposte: vita e morte, cura e veleno, memoria e rinascita. Come il Sole che sorge dietro ciò che è crollato, anche l'uomo può ricominciare dalla propria radice. Raseno conclude: cerca la fonte, ma prima impara a riconoscere ciò che scorre dalla fonte. La vera medicina dell'origine è la consapevolezza.

292:ijing46.䷭-lume292-La Spinta verso l'Alto (升 Shēng), il grembo della Terra partorisce il legno: il seme cresce lentamente, accumulando piccoli progressi fino a diventare albero. La persona nobile non pretende di saltare le stagioni: procede con umiltà, costanza e fiducia nel processo. Anche il ritorno del freddo appartiene alla crescita: una gemma può essere costretta a rallentare prima di continuare ad aprirsi. I giorni della Vecchia e i santi del ghiaccio segnano, nella memoria agricola, soglie in cui occorre ancora prudenza. La crescita autentica non consiste nell'eliminare ogni ostacolo, ma nel saper attraversare i passaggi senza perdere la direzione. Il Legno sale verso la luce, ma le sue radici rimangono nella Terra: così anche l'uomo avanza senza dimenticare ciò che lo sostiene. Questo lume ti chiede: Quale piccolo passo puoi compiere oggi senza pretendere di conoscere già tutta la stagione che verrà? Barbanera dice: Marzo 29-30-31 son tre giorni della Vecchia, a metà Maggio i Santi del ghiaccio, coda d'inverno, speculari a san Martino.| Il ritorno del freddo è raccontato con la parabola della vecchia furba che sfugge alla pioggia di marzo, simbolo delle variazioni climatiche primaverili. Marzo breve porta pioggia, mentre l’acqua di aprile e maggio è preziosa per i raccolti. Tra il 12 e 14 maggio i santi del ghiaccio possono causare bruschi cali di temperatura, perché la fusione di neve e ghiaccio assorbe calore dall’ambiente. In autunno, tra ottobre e novembre, accade il contrario con il rilascio di calore dalla neve che favorisce il clima. I solstizi e gli equinozi portano pioggia e sono fondamentali per i cicli agricoli; si osservano fenomeni come nebbie, brine e temporali che anticipano il tempo futuro. La neve, con i suoi cristalli esagonali, conserva l’energia dell’inverno e prepara la vita per l’estate. La natura ciclica si manifesta con segnali da animali e piante: il canto della civetta e il comportamento delle farfalle annunciano cambiamenti climatici. Il proverbio 'marzo pazzerello' ricorda che il freddo può tornare anche a primavera, invitando a vestire a strati e a non abbassare la guardia. La relazione tra montagna e mare influenza il clima locale, mentre l’equilibrio tra annate calde e fredde regola abbondanza e carestia. Infine, la natura segue il suo ciclo, tra sonno e risveglio, con il freddo che ancora può sorprendere prima dell’estate.# |Ritorni-del-FREDDO, parabola di vecchia, donna furba che, riusciva scansar pioggia, Marzo 28 giorni, ne prese da Aprile, cosi inzuppò la vecchia. Marzo fuor la gemma, Aprile dopo la apre, Maggio poi la tiene, Giugno poi la rompe; acqua di Maggio, vale + di buoi e carro, 1 acqua Aprile-maggio, pane tutto anno. Ai tre santi del ghiaccio da 12 a 14 maggio, si abbassa temperatura, per fusion di grandi masse, di neve e ghiaccio ai monti, che per tornare acqua, sottrae calore ambiente, portando il nodo freddo, assieme acqua vivente che vive a 4 gradi. Analogo e contrario, in autunno san Martino, alle prime nevicate, l'acqua divien neve, che vuol minore forza, così libera calore, che va scaldare ambiente, attorno 11 novembre. |Solstizi-equinozi, posson aver pioggia, osservali con cura, buoni affari porta, Maggio maggione, mantieni il tabarrone, a Luglio gira nudo, sole è in leone, se 26 Luglio, ristora i mietitori, piange Maddalena, pioggia vera manna, l'ora del pastore, tregua sopraggiunta, sibilo ad orecchi, pioggia pur annuncia. Luglio gran caldo, bevi vino batti saldo, Agosto capo Inverno, nasce nodo freddo, notte di Lorenzo, carbone piove addosso, Francesco si rinfresca, presso 2 agosto: poc'acqua di Agosto, por uomo ti conosco, Settembre porta via, ponti o secca fonti, Settembre mutamento, aria settembrina, Fresca alla sera, e fresca la mattina. Nebbia bassa, quel che trova lascia, 3 nebbie fan pioggia, 3 piogge 1 piena, dopo 3 brine, sarà pioggia a mezzane, se muro trasuda, temporale può arrivare; mordono le Mosche, giornate sono fosche, Ottobre speculare, al Marzo carnevale, qualche scampagnata, ancor sa regalare, tu getta ghiande, a suino da ingrassare. 11 Novembre san Martino, 3 giorni un pochino, alla festa dei santi, neve per i campi, alla festa dei morti, neve negli orti, giunge a monte e piano, nel 18 e rotti; se a Novembre acqua gela, a gennaio il sol si cela, mentre se fa neve fa fertile campo, al 25 Caterina, tira fuori una fascina, al 30 san'Andrea, il freddo spacca pietra, se Natale freddo cordiale, bruma Dicembre, davanti ti agghiaccia, e dietro t'offende. Serena la campagna, neve alla montagna, per 1 settimana, la neve sara madre, dopo due è matrigna, dopo 3 fa tigna, ma dopo ogni neve, bel tempo sospinga. |NEVE 雪 accumula orgone, crescita forze, usa a vantaggio, in torrida estate, preparato di Neve, posto in bicchiere, serba in congelatore, l'estate contiene. Giorni luna piena, effetto evidente, comunica qi plasma, forma di 1 vivente, osservi fiocco neve, ha cristallo bello, esagonali forma, attira memoria inverno. Cuore fiocchi Neve, polvere che viaggia, vento porta in alto, e 1 nube abbraccia, al freddo si ghiaccia, cade assume forme, a terra sudiciume, rilascia quan scioglie. Ghianda cade presto, freddo viene lesto, abbondano ghiande, lungo freddo Inverno, così bianco Gelo, acqua messaggero, se pizzican geloni, neve/freddo intenso, poi successiva Estate, caldo davvero: se Canna palustre, fa grande pennacchio, sara lungo Inverno, di neve o di ghiaccio, fiore del Cardo, rivela il picco estate, Arco beve in mar, per nubi dissetare; arcobalen mattina, riempie la marina, arcobalen di sera, il tempo rasserena, arcobaleno in mare, tempo buon da fare, arcobaleno in terra, va piover nevicare. Farfalle a primavera, nomade africana, Vanessa del cardo, che migra Mediterran, Europa sorvolando, milioni in tutti cieli, nasce Cane-lupo stella, Sirio in milky way. Annate calde e fredde, abbondanza o carestia, bilanciano tra loro, in natura tutto cicla, se piove al 4 aprile, piove a quarantina, fino metà maggio, pioggia bene arriva. A chiara montanga, bevi va in campagna, a chiara marina, mangia e sta in cucina, se montagna è chiara, la marina è scura, va in bosco e campi, senza alcun paura. Dum tepore mutant, stercora natant, quan cambia tempo, galleggia la lordura, se vien brutto tempo, pur cigola legno, di porte e finestre, armadi e bracello. Inizia Civetta, cantar con Cornacchia, voce roca insiste, così arriva pioggia, Maiale scontroso, pioggia segnale, Farfalle intorno casa, imminen temporale. Se la testa prude, insistente sen ragione, o fuoco brucia interno, neve fina fina, sfavilla brace viva, la grandine avvicina; inverno neve odo, Nocciole gran raccolto, quan sole neve indora, neve-neve ancora, se nevica a minuto, la trovi fin al buco, primi tuon di Marzo, serpe esce dal buco. Quando canta Rospo, Inverno pare morto, in Toscana primo canto, tien a fine marzo, svegliano i scursuni, odor di primavera, tartarughe e piante, escon dal letargo, pure gli umani, ferormon richiamo. Muor radice inverno, April dolce dormire, uccelli a cantare, gli alberi a fiorire, alla coda di Marzo, e alla testa di Aprile, non si sa il freddo, che puo ancor venire. Marzo pazzerello, esce sol porta ombrello, la Neve marzolina, da sera alla mattina, equinozi in luna piena, goccia o fontanile, April gentile freddo, non ti alleggerire, Maggio vai adagio, vestiti a cipolla, mentre infine a Giugno, ecco scopri il grugno. rowbotham3_maree_crosta_vulcani.m4a
lume292-Marzo sembra aprire la primavera, ma la natura non procede in linea retta: il freddo può tornare quando le gemme sono già sveglie. La tradizione raccoglie questi ritorni nei giorni della Merla, nei giorni della Vecchia e nei nodi di marzo e aprile. Poi arrivano i santi del ghiaccio, tra il 12 e il 14 maggio, memoria popolare dei possibili bruschi abbassamenti di temperatura. La vecchia del proverbio sfugge alla pioggia di marzo, ma aprile la sorprende: la stagione insegna a non fidarsi delle apparenze. Marzo pazzerello: esce il sole, porta l'ombrello, ricorda che un cambiamento non è ancora una stabilità. Emilia osserva nebbie e brine, vento e nuvole, animali e piante come segnali del mutamento, senza pretendere che siano previsioni infallibili. La neve appartiene all'inverno, ma il suo scioglimento modifica l'acqua e il calore dell'ambiente montano. In autunno il processo si inverte: la formazione della neve libera calore, mentre la primavera ne richiede per fondere ghiaccio e neve. Il ciclo continua fra mare e montagna, solstizi ed equinozi, caldo e freddo, sonno e risveglio. Il canto della civetta, il rospo che torna a farsi sentire, le farfalle e il comportamento degli animali diventano per il contadino segnali da osservare. Seba impara così una regola semplice: non basta conoscere il calendario, bisogna guardare ciò che sta accadendo realmente. La primavera cresce per ritorni e correzioni, non per una marcia trionfale verso l'estate. Vestirsi a strati diventa quasi una metafora: lasciare spazio alla possibilità che ciò che sembrava finito ritorni. Il freddo tardivo ci ricorda che, la crescita richiede pazienza.

330:amore20-lume330-Talvolta la vita ci ferisce non per ciò che accade, ma per la difficoltà di riuscire a digerirlo: una parola rimane nello stomaco, un'offesa continua a tornare, una paura si gonfia dentro come vento trattenuto. Il Finocchio cresce dove pochi lo coltivano. Il sole lo attraversa, il vento lo piega senza spezzarlo e il suo profumo si libera proprio quando viene sfiorato. Così accade anche nell'amore. L'amore non cancella ciò che è difficile. Lo rende attraversabile. Come il Finocchio accompagna il cibo senza sostituirsi ad esso, così un abbraccio, una parola gentile o una presenza silenziosa permettono al cuore di assimilare ciò che prima sembrava troppo pesante. Per questo l'Abbraccio ricorda che essere accolti è il primo nutrimento: quando qualcosa viene accolto, anche ciò che sembrava amaro può trasformarsi lentamente in forza. Il Finocchio trasforma il cibo in nutrimento. L'amore trasforma il dolore in forza. Circondati di amore e accetta l'amore nella tua vita, sia esso grande o piccolo. Proverbi di Barbanera: l'amore è come un ottimo vino, migliora col tempo. Dove ride la malizia piange la virtù, sciocchi e ostinati fan ricchi gli avvocati.| Finocchio selvatico (Foeniculum vulgare), detto anito o Madaro, cresce su suoli incolti, biennale o perenne, fusto fino a 2 metri, fiori gialli ad ombrella, semi da giugno ad agosto. Teneri germogli e foglie si raccolgono a fine inverno, usati per pesce, ravioli o insalate. In cucina, fusto e semi fungono da digestivo, antispasmo e depurativo; tisane con semi alleviano meteorismo, disturbi intestinali e ciclo femminile. Semi e foglie, insieme a anice, cumino o prezzemolo, compongono sciroppi, decotti e gemmoderivati. Finocchio aperitivo e alteratore di gusto nelle osterie veneziane, distingue bevitori esperti da inesperti. Radici e fusti bruciati nei falò purificano ambienti e persone, e come talismano proteggono da malocchio, incantesimi e morsi velenosi. Soldati e popolazioni lo usavano per coraggio e forza; rametti tengono lontane mosche, pidocchi e zecche grazie a canfene, anetolo e limonene. Foglie e semi aromatizzano zuppe, verdure, carni, pane e ricette tradizionali come pesto, curry e acquacotta. Olio essenziale e infusi hanno proprietà galattogene e rassodanti, a basse dosi stimolano latte e vitalità, ad alte dosi sono narcotici o abortivi. Semi e decotti sono afrodisiaci, alleviano singhiozzo, coliche, asma, pertosse e nausea, mentre l'Anice stellato (Illicium verum) integra digestione e azione antivirale.# FINOCCHIO Selvatico, anito o Madaro, biennale o perenne, Foeniculum silvestre, fennel o fenuggiu, odora di foraggio, sole suoli incolti, cugina |Finocchiella, a fin inverno cogli, tener fili foglie, per pesce e ravioli. Fusto fin due metri, fiori ad ombrelle, 5 petali gialli, semi giugno-agosto. Osterie veneziane, offrivano a clienti, finocchi e piccante, a impedire bevitori, discernere ciufega, dai vini migliori, altera il gusto, clienti infinocchiati. Finocchio selvatico, origina ortolano, dolce base carnosa, in parte sotterrata, detto grumolo aperitivo, trapianto a metà autunno, rincalzo a colletto, e cogli a Natale, o fai produzione seme, è digestivo antispasmo, sfiamma e depura. Fennel semi antispasmo, come quelli di ANICE, Pimpinella anisum, o |CUMINO cymino, contro alito cattivo, bolli 100gr semi, in litro acqua tisana, 1 tazzina dopo pasto, vermifugo e vulnerario. Sciroppo 5 radici, con Asparago e Pungitopo, Sedano e Prezzemolo, o gemmoderivato, per spasmi intestini, disturbi del ciclo, meteorismo digestivi. Finocchio come fetus, tuo spirito rinasce, sconfigge malocchio, fatture e incanti, in forma talismano, o fusti da bruciare, accendino dei falò, camino oppure stufa, purifica gli ambienti, e corpi di invasati, legato a Prometeo, con esso ruba il fuoco. Lo mangiano i soldati, ad aver coraggio e forza, cura male agli occhi, e morsi velenosi; rametti sui giacigli, tengon lontane mosche, pidocchi pulci e zecche; ha canfene e anetolo, limonene e ossalato calcio, germogli dei suoi semi, aggiungi ad insalate, getti e tener foglie, frullati o come salsa, in padella ripassati, con acciughe e pinoli, son pesto del Cilento, con olio e parmigiano, o nel curry indiano, miscela di spezie. Semi foglie e steli, accompagnan zuppe varie, patate e melanzane, porchetta e tarallini, castagne lessate, e salamoia olive. Finocchiella e uova, fagioli cepa olive, con tenera cicoria, e cime di vitalba, bollire la mistura, versa fette pane, brusco a fin cottura, ricetta acquacotta; suo olio essenziale, sa rassodare il seno, aiuta latte a basse dosi, con Galega e Fienogreco, narcotico ad alte dosi, con prezzemolo abortivo. Afrodisiaco pare, suoi semi in vin bianco, o aceto e liquori, o con latte capra, miele e liquirizia, cura frigidità, elimina singhiozzo. |ANICE seme, per colica bimbi, calma spasmi e nausea, espettorante che, aiuta latte e nervoso, singhiozzo e pertosse, asma e bronchiti, aerofagia e vomito, in zona intestino. |ANICESTELLATO, Illicium verum è, albero tropicale, fa 8 punte baccello, come liquirizia, decotto digestivo, assieme lime menta, buon aperitivo, su vomito diarrea di origine batter, tiene + |anetolo, |bronco-espettorante, infuso anti-virale, e anti-influenzante. med_ildegarda04.m4a
lume330-Talvolta la vita ci ferisce non per ciò che accade, ma per la difficoltà di riuscire a digerirlo: una parola rimane nello stomaco, un'offesa continua a tornare, una paura si gonfia dentro come vento trattenuto. Il Finocchio cresce dove pochi lo coltivano. Il sole lo attraversa, il vento lo piega senza spezzarlo e il suo profumo si libera proprio quando viene sfiorato. Così accade anche nell'amore. L'amore non cancella ciò che è difficile. Lo rende attraversabile. Come il Finocchio accompagna il cibo senza sostituirsi ad esso, così un abbraccio, una parola gentile o una presenza silenziosa permettono al cuore di assimilare ciò che prima sembrava troppo pesante. Per questo l'Abbraccio ricorda che essere accolti è il primo nutrimento: quando qualcosa viene accolto, anche ciò che sembrava amaro può trasformarsi lentamente in forza. Il Finocchio trasforma il cibo in nutrimento. L'amore trasforma il dolore in forza.

332:amore22-lume332 |Segreto-d'Amore: una visione d'amore. Le fanciulle hanno guardato nelle magiche profondità dello stagno, e il segreto dell'amore si è rivelato davanti altro: voi siete amore. Immagina che la tua mente inconscia sia uno specchio d'acqua, avvicinati lentamente alla fonte e guarda nel suo profondo. Cosa vedi? Dichiara: io sono amore, entro in risonanza con la bellezza dell'amore fino al mio profondo, sono una fonte che scorre. Annota un segreto che conosci sull'amore, nascondi bene questo tesoro, in modo da trovarlo quando più ti servirà, per il momento, il segreto d'amore è al sicuro. annoda lla sera due |nodi-alla-corda, al primo pensa all'amato, al secondo vedi te stessi, poi dimentica, il tempo inconscio farà il resto. |Giugno8, finchè non è 8 non togliere il cappotto| Sedano italico (apium graveolens) è noto per le sue proprietà terapeutiche e usato in cucina; efficace contro i reumatismi, stimola la produzione di latte materno. Contiene androsterone e supporta il livello di testosterone. Può essere macerato nel vino con cannella, creando una tisana che, se assunta per 10 giorni, ha proprietà benefiche per il corpo. Il sedano si coltiva in due varietà principali: Sedano-costa e Sedano-rapa, entrambi facili da piantare. Il primo cresce in circa 130 giorni e può essere raccolto da ferragosto fino ai primi geli. Sedano-rapa di Verona ha radici ricche di vitamine, minerali e fibra: ottimo per migliorare la digestione e il sistema cardiovascolare, grazie al potassio; si può mangiare crudo nelle insalate o cotto in zuppe, ravioli e stufati. Sedano aiuta a controllare il glucosio nel sangue, tuttavia, è importante consumarlo con moderazione, soprattutto per chi ha allergie alimentari.# SEDANO italico, fatto in zuppa o vapore, allevia reumatismi, aiuta a fare latte, fonte androsterone, avan testosterone, macera nel vino, 30 grammi + cannella, 10 giorni filtra, smiela e bevi bella. Apium graveolens, coltivo 2 specie, bienne Sedano-costa, e Sedano-rapa, riccio oppur liscio, semina a marzo, tarda 20 giorni, poi trapianta maggio; 130 giorni matura, dopo il trapianto, cogli da ferragosto, fino ai primi geli, conserva celle frigo, ha poche calorie, il Sedano costa, produce apigen proteine, che causa in alcuni, alimentari allergie: mangio radice bianca, tien ferro calcio, selen magnesio rame, sodio e potassio, aiuta celle fegato, + reni e bronchi, aggiunta a insalate, aiuta digestioni, mentre cruda o cotta, purga pure corpo, Sedan-rapa in vaso. |SEDANO-RAPA di Verona, foglia scura e stelo vuoto, leggero spezza fame, caro amico al cuore, reca ascorbico al sangue, e calma ipertensione, sua radice possiede, carboidrati e proteine, pochi lipidi e più acqua, in 100 grammi ortaggio, ha 23 calorie, per zuppe ravioli e stufati, se mangiato crudo, aggiunto alle insalate, dà un tocco croccante, migliora digestione, e sistema cardiovascolare, se cuoci pure al forno, taglialo a fette, in olio sale e spezie. Sedano-rapa benefici, vitamine e minerali, specie K per le ossa, in 64 microgrammi, di suo prodotto crudo, poi ha B1 B2 B3, ed ascorbica C, fosforo ferro e calcio; controlla glucosio sangue, in chi consuma regolare, sedano rapa tollerato, ma consumi moderato, chi soffre di allergie, sviluppate agli alimenti. |SEDANO-cinese, detto khan choy, come varietà europea, ma steli + sottili, e gusto + forte, color pur verde scuro, togli coste esterne, del duro vietnamita, sapore quando cotto, gambi cavi e croccanti, serba pure in frigo, chiuso a settimane, abbassa pressione, reumatismi e scorbuto. Sedano ricco, di ferro e potassio, vitamine A C D, B1 e B2, suo succo caldo, cura ittero e febbre bassa, aiuta la minzione, e reidrata corpo. |FINOCCHIO ortoverno, annuale o biennale, radice per inverno, trapianta a metà autunno, rincalza a colletto, e cogli a Natale, alcune lascia a seme, odora di foraggio, dolce base carnosa, in parte sotterrata, è digestiva antispasmo, sfiamma e depura, è bianca aperitiva, che osterie veneziane, offrivano a clienti, assieme a piccante, altera il gusto, a impedire bevitori, discernere ciufega, dai vini migliori, clienti infinocchiati. 
lume332-oracolo del Sedanorapa: cresce radice con acqua e pazienza, in due nodi di accompagno, costa e rapa. Se semini a marzo, trapianti a maggio, attendi 130 giorni, e ai primi geli avrai il raccolto. Cibo leggero ma saldo, sostiene reni, fegato e respiro. Crudo risveglia, cotto consola, in zuppe e stufati unisce e ristora. Radice ricca di minerali e acqua, rafforza il cuore e calma il sangue, aiutando il corpo a ritrovare la misura. Come amore che nasce silenzioso, Sedanorapa non alza mai la voce e richiama la gestazione, dove il tempo opera nel profondo. Oracolo: non forzare ciò che deve maturare, cresce lento e nascosto come l'amore vero.



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