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15:lume015-Costantinopoli perduta, città di voci di potere, svela il senso delle ombre, come Dante pellegrino, tra le croci del Paradiso, trovò nel cuore di Roma, l'immagine riflessa, della sua ricerca: tra infamia dei potenti, e lotta guelfi e ghibellini, Lui vela insegnamento, per ritrovar la verità, ne volersi purificar, ricorda il seme piantato, da Evandro e Carmela, fondatori Costantinopoli, che con canto ritmato, mutan caos in armonia. Dante sogna di un villaggio, arroccato su colline, entra dentro un oliveto, pianta simbolo di pace, ma foglia appuntita di olivo, punge suo occhio destro, causando dolore e sangue, il suo corpo accusa il colpo, ma il trauma non lo cambia, e con strumenti adeguati, recupera la vista, vitalità e armonia. Così anche la tua vita, nel suo disordine apparente, può esser riordinata, da un sussurro di saggezza, che nasce dalla terra, lento e costante, come la crescita di un'erba. Coltiva pazienza, raccogli ciò che cresce essenza, nei proverbi della terra, trovi il tuo ancoraggio: se fungo abbonda il grano affonda; l'invidia è la ruggine dell'anima, guardati e vedi in altro modo, vecchio ostacolo è un ritrovo; non lasciar che potere d'altri, decida il tuo cammino, Tu sei seme nella terra, possiedi forza a rifiorire, per riscriver la tua storia, ascolta voce dall'interno, essa non grida ma sussurra, guida oltre il tuo conflitto, verso la pace e redenzione. Il corpo accusa il colpo, dice Bessel van der Kolk, ogni trauma infantile, influenza vita dell'adulto, se trauma resta trascurato, emozioni e ricordi vanno sotto, diventan sintomi fisici, come ansia e depressione, flashback e dissociazione, iperattiva sopravvivenza, che limita la guarigione. Il cervello limbico autonomo, gestisce paura ed allerta, la parola poco aiuta, serve coinvolgere il corpo, yoga qigong respirazione, sanno ridare un equilibrio, col supporto di un gruppo, o una relazion sicura, che aiuta ad assorbire il colpo, digerito assieme o assolo. Trauma può trasmettersi, tra più generazioni, in forma comportamento, e linguaggio corporeo, elaborarlo vuol dire, integrar quell'esperienza, senza dimenticarla. Il corpo ascoltato, diventa un alleato, di guarigione e resilienza, costruita con pazienza.| Riassunto: nel periodo in cui Roma era governata da un duca di Ravenna, sotto il controllo di Bisanzio, Machiavelli osserva la distruzione della città nelle opere di Pinturicchio, e dipinge il suo nemico, Papa Bonifacio. Quest'ultimo riprende la legge dell'Ammiragliato, affermando che ciò che viene trovato in mare appartiene a chi lo scopre, una prassi contrastata da Andronico Comneno, imperatore bizantino, che vieta lo sciacallaggio delle navi naufragate. La legge predatoria, radicata nei tempi antichi, venne sostenuta da mercanti e banchieri, ma anche dalle fazioni politiche come i Prasinoi e i Venetoi. I papi, fuggiti ad Avignone, cercano di riprendere Roma, mentre il conflitto tra Guelfi e Ghibellini si intensifica, segnando le lotte di potere tra le diverse fazioni religiose. Il Vaticano, occupato da due fazioni di papi, diventa teatro di intrighi politici e spirituali. Durante il papato di Rodrigo Borgia, il pittore Pinturicchio affresca la sala delle Sibille, dove appaiono i sette pianeti e il loro simbolismo astrologico, come la Luna, Mercurio e Marte. I Borgia sono noti per la loro influenza e per l'interesse verso l'astronomia e la gnosi. Intanto, sotto il regno di Giustiniano, l'Impero Romano d'Oriente cerca di stabilire una giustizia universale, ma la sua riforma legale, inclusi i Concilii e il controllo delle leggi divine, viene messa in discussione. Dante, nella sua Divina Commedia, riflette sulle tensioni politiche e spirituali, inserendo Giustiniano nel Cielo di Mercurio per il suo operato legislativo, ma anche per i suoi fallimenti spirituali. Il conflitto tra Guelfi e Ghibellini, i contrasti tra la giustizia divina e quella umana, rimangono temi centrali nelle cronache storiche e nelle opere letterarie del periodo. Bonifacio VIII e Giustiniano si ergono come simboli di un impero che, pur sotto il segno della Croce, tradisce la sua stessa missione divina. Entrambi, corrotti dalla brama di dominio, si sono fatti scudo del Cristo per perpetuare il loro controllo, manipolando la fede e la politica a loro vantaggio. Mentre Dante, pellegrino in cerca di verità, attraversa i cieli del Paradiso, scopre che ogni sofferenza umana è il frutto di una resistenza al progetto divino dell'Amore. Le tre Croci, simboli di potere temporale, spirituale e intellettuale, rappresentano la lacerazione tra il Divino e l'Umano, che solo nell'Incarnazione del Cristo trova la sua possibile guarigione. Giustiniano e Bonifacio, insieme ad altri tiranni del passato, sono condannati, non per il peccato, ma per la loro volontà di resistere alla grazia, preferendo il dolore alla redenzione. Il testo evidenzia la figura di Nabucodonosor, il re babilonese, la cui superbia lo porta a essere punito da Dio, perdendo il regno e vivendo come una bestia. Nel ciclo dell'Amore divino, che Dante contempla nei cieli, si svela la verità: ogni azione è scelta, ogni anima è responsabile della sua ascesa o caduta. Alla fine, solo coloro che accettano il mistero dell'incarnazione, come la Croce che si fa carne, possono sperare di ritrovare la salvezza. In questo viaggio tra il bene e il male, Dante trova la luce di Beatrice, che lo guida verso la visione di un amore eterno e universale, al di là delle limitazioni del potere umano. Andronico Xristos, detto anche Tolomeo, fu mecenate di arte, astronomia e almagesto, l'opera di catalogazione delle stelle iniziata dal nonno.# |Roma governata, da un duca di Ravenna, reggente di Bisanzio, dentro palazzo papi, Machiavelli sente mito, distruzione della city, dipinge suo nemico. Papa Bonifacio, riprende legge Ammiragliato, ciò che trovo in mare, appartiene a me che trovo, prassi combattuta, da Andronico Comneno, sotto il suo regno, vieta sciacallaggio, di navi naufragate, pena la cecità, di avidi governatori, che permettono tal crimine; dopo poco tempo, marinai e mercanzie, rimasero intatte, e assistite dai locali. Quella legge predatoria, vien da tempi antichi, con usura e schiavitù, e umani sacrifici, voluta da ig-nobili, mercanti e banchieri, riuniti nel partito, dei Prasinoi parisienne, di Angelo Isaxon, avversari al partito, dei Venetoi slavi vendi. Quando i papi fuggiaschi, approdaron paludi, lungo mare Tirreno, |Albione e Germania, poi su coste Provenza, in city Avignone, complotti sen successo, a riprendere Roma, ai sultani ottomani, poi decisero creare, Roma antica sul Tevere, e inserire il loro papa. |Avignone ospita già, colonie franchi farisei, che discendon dai signori, giunti al tempo di conquista, il regno franchi nacque primo, dopo scelte di Avignone, manda a Roma antagonista, guerre papi ed antipapi, lotta guelfi e ghibellini, sino a scisma delle chiese, cattolica e ortodossa. |Vaticano fu occupato, da papi due fazioni, Borgia borgo e borghesia, cerca strappo ricucire, ma dopo la sua morte, i suoi stemmi son scalfiti, fu dannata sua memoria, sigillate le sue stanze, nel palazzo in Vaticano, che Fomenko visitò, per studiar zodiaco date, grazie a papa Benedetto, che permise ai turisti, visitare stanze Borgia, Fomenko fotografa, zodiaco Astronomia, in sala sibille Borgia, 7 pianeti e 1 tempo, primo è LVNA donna, vestita di bianco, in mano mezzaluna, in cielo con sirena, costellazion marine, pesci balena drago, su ruote posteriori, costellazione CANCRO. Secondo è MERCVRI, che tiene caduceo, viaggia su bira, lo traina coppia cervi, su ruote 2 figure, costellazion GEMELLI, 1 Vergine con spighe. Terzo MARTE vedi, manto rosso ed elmo, una freccia in mano, e cavalli da traino, bianco e rosso, simboli Ariete, e Scorpione avamposto. IOVI in carro è quarto, trainato da corvo, VENERA è quinto, su carro coppia tori, sesto APOLLO cavalli, 2 bianchi 2 neri, costellazion Leone, 1 papa sul trono, tiara nastri d'oro, Iovi ha stella d'oro. Settimo SATVRNO, trainato da un drago, in mano 1 falce, capricorno avanti acquario, sotto sta prigione, giudice è Saturno, pittore che affresca, Pinturicchio nome. Rodrigo ama virgo, studia con Ficino, gnosi astronomia, a dipinger zodiaco, almagesto Tolomeo, cataloga stelle, primo curator, Tolomeo d'Alessandria, imperator che Isaia, rimprovera le spese, a egizi caldei, che a Rodi osserva cieli. Astronomi Cairo, esenti da tasse, zodiaco di Olimpo, Giove barbuto, ha martello e frecce, 1 aquila abbraccia, + tuono e saette. Saturno con falce, tenaglie di ferro, vulcan sottoterra, Apollo sole leo, Mercurio caduceo, siede fra stelle, Diana ha mezzaluna, posta fra capelle, Venere ha pavone, Marte fascio frecce. Sant'Angelo rifugio, di papi-fuggiaschi, ricchezze trasferite, in teatro cittadino, mutato in castello, e palazzo-fortezza, banca rinforzata, torrioni mura spessa. Al castello papale, si fece pulizia, a sviar lanzichenecchi, dalla refurtiva, statua di Michele, ora domina in cima, papa emana bolla, Roma chiama bizantina. Bizantin su carta, scaligero dogma, disprezzo di ottomani, detti romei rom, cova ribellione, oprichina situazione, khazari del 600, segreta opposizione. |Borgia Baruc Borhia, piange la caduta, Ierosolima gloria, esorta perdono cura, scarica la colpa, su politici corrotti, ma papi riformisti, sviano suoi sforzi. Baruc-Borgia libro, rivela fine mondo, Esodo descrive, profezie-lamenti, i vinti narran fati, di deportazioni, arrendersi convien, a Nabucodonosor sultano, muta la storia, Ezechiele LeoneX, la cronaca descrive, Guelfi e Ghibellini, espulsi da Firenze, guerra senza fine, Dante ostile al Papa, esule si arrende, scrive elogio a Enrico, muore poi a Ravenna, mentre Vaticano, riscrive la sua storia. |Nabucodonosor non sente, diventa più orgoglioso, il castigo allora giunge, dodici mesi dopo, passeggiando su terrazza, in reggia di Babilonia, decanta sua grandezza, con forza mia potenza, ho gloria mia maestà, profuse tal parole, una voce vien dal cielo: o re Nabucodonosor, il regno ti è tolto, sarai cacciato dal consorzio, dimori con le bestie, passeranno sette tempi, finché tu riconosca l'Alto, dominus dei regni, che dà a chi lui vuole. La sentenza del sogno, inflitta al superbo re, adempie la parola, sopra Nabucodonosor, cacciato dal consorzio, mangia erba con rugiada, crebbe il pelo come un lupo, e unghie come uccelli. Re licantropo capisce, suo orgoglioso strapotere, ridotto ad animale, predatore dei boschi, isterico uomo-lupo, nelle notti luna piena, William Blake lo dipinge, re impazzito in una tana, perde ogni umanità, per il tempo a lui fissato, poi ritrova il senno, finito quel tempo, io Nabucodonosor, alzo occhi al cielo, lodai Colui che è, il Cui regno è senza tempo, dispone in cielo e terra, mi torna mia maestà, mio regno e ministri, mi da poter più grande, esalto il Re del Cielo, umilia ogni superbia, sue vie sono giustizia. Nabucodonosor conclude, solenne professione, di fede al Re del Cielo, celebrando la giustizia, umiliando i più superbi, Ariosto a lui si ispira, nella pazzia di Orlando, Astolfo sulla Luna, va a prelevare il senno, come Nabucco fù, redento in Dante rima. Michelangelo chiede, a Leone Medici papa, riportare a Firenze, Dante ceneri Ravenna, sarcofago è vuoto, fino al regno Italia, poi frati Francescani, trovano le ossa, in un loro monastero, classica risposta. El Dante Commedia, anticipa giudizio, giusti in Paradiso, colpevoli in Inferno, indecisi in Purgatorio: battagliano schiere, per lista condannati, in tardo cinquecento, sotto nome Dante, cronista più influente, tien memoria evento, di Reset accaduto. Boccaccio aggiunge rime, e Scaligeri Cangrande, crean cronologia, con figli dissidenti, attuano scismi, fino 773, assieme ai gesuiti, 700 manoscritti, tradotti pure in slavo, Virgilio nota il paio: Laggiù trovammo gente dipinta, che giva intorno a lenti passi, piangendo stanca e vinta, avevan cappe a cappucci bassi, dinanzi a occhi e di simil taglia, dei cluniacensi monaci fassi, di fuor dorate sì ch'elli abbaglia, ma dentro in piombo e gravi tanto, che a Federigo le sembran di paglia, oh in etterno faticoso manto! Noi ci volgemmo con loro a manca, intenti al lor tristo pianto, per lo gran peso fà gente stanca. Gente dipinta con doppia faccia, Ipocriti che assomigliano, ai barattieri in pece bollente, oggi chiamati concussori, potenti che indulgono tosto, a corruzione di sé e di altri, dipingendo onesto falso lor volto. Dante conversa con due dannati: Oh frati vedo i vostri mali, ma più non dissi mio occhio corse, a un crucifisso in terra a tre pali, è il sommo Caifa qui dannato, quan mi vide tutto contorse, soffia in sua barba i suoi sospiri, e frate Catalan che a ciò s'accorse, mi disse Quel che tu miri, consigliò i Farisei di porre, un uom per popolo martìrizzar, Caifa sta nudo nella via, chè là chi passa il peso lui senta, e a stesso modo suo suocer stenta, in stessa fossa chi ebbe consiglio, che fu ai Giudei mala sementa, Anna e gli altri sacerdoti, del Sinedrio che han deciso, gravi sciagure al popol Giuda, tutti crocifissi a terra, in posizione orizzontale, poichè non hanno verticale, e calpestati dagli ipocriti, in lor pesante veste piombo. Questo canto sentinella, a Croce infinita del Cristo, da morte di eros in fossa serpenti, lega a diametro canto 73, cioè seconda sentinella, che ci parla del Cristo, nel sesto del Paradiso, conclude triade dei sesti, tre canti politici in poema: Ciacco al sesto dell'Inferno, parla Firenze pien d'invidia, trabocca il sacco con Sordello, nel sesto canto in Purgatorio, parla d'Italia serva in deriva, sanza nocchier nave in tempesta, infine il sesto in Paradiso, è Imperatore Giustiniano, parla del mondo e del suo Impero, fino ad allora conosciuto, Europa Africa ed Oriente, tutti bagnati soglia e confine, dal mar Mediterraneo, strumento di Ordine e Pace, ironia criptata di buon Governo. Giustiniano narra il volo, dell'Aquila Imperiale, da sbarco dei Troiani, su coste laziali e dardanelli, fino ai Guelfi e Ghibellini, del tempo di Dante, loda grandi e buone imprese, che unificaron Gran Tartaria, pace e progresso e ironia criptata, quan mala legge falsa la storia, Aquila imperiale impalla e inganna, e Aquila divina distorce gloria, a Costantin donazio Sutri, commedia inganni e travestimenti, Alighieri reca al figlio Pietro, in fitta rete risonanze, dei vizi umani e di occhi ingenui, un imperator corona d'oro, nel Paradiso ai sudditi parla, giullar rileggi il doppio senso, di ipocrisia dei più potenti; canto più ipocrita mai scritto, ogni terzina gronda il sangue, dolore e lutto dei massacrati, mentre virtù dipinte a insegna, crean falso mito dei romani, come ci dice Cacciaguida, che han dovuto esser riveriti, per forza dai popol conquistati. Aquila segno di riverenza, iniziò dal giorno in cui Pallante, morì alla guerra Latin-Troiani, sotto le mura Yoros crociata, guerra molto sanguinosa, Pallante alleato dei Troiani, italico figlio a re Evandro, fà grande strage guerrier italici, per primo uccide Lago trafitto, sorprende Isbone amico al caduto, immerge spada in suo polmone, poi uccide gemelli Laride e Timbro, figli di Dauco re di Anatolia, recide a Laride mano destra, e decapita Timbro come Giovanni, poi uccide Reteo che difende Ilo, ma infin Pallante viene affrontato, ucciso da Turno al proprio turno, quello si appropria del suo balteo, il giustacuore dei latini, fatto di cuoio e decoro bronzo, Enea cattura allor otto itali, e li sacrifica su pira, del suo giovane amico, e a evitare vittime ancora, ecco la sfida fra Enea e Turno. Enea vince e vendica Pallante, sposa Lavinia e fonda Lavinium, Eneide narrata dal duca Virgilio, dove i Troiani vittoriosi, vivon la prima guerra civile, e recano il mito Romolo e Remo, ovvero Gengis e Batu khan. Romani incontro a Brenno e Pirro, a li altri principi e collegi, onde Torquato Quinzio noma Deci Fabi, che ebber fama come li Aràbi, che retro Annibale passaron rocce, fiume Po Scipione e sotto al colle, sotto cui nacque ciò che ciel volle, redur lo mondo a suo modo sereno, Cesare khan và infino a Reno, tra Isara ed Era vide poi Senna, e ogne valle chiamò Rodano, e sua discendenza uscì a Ravenna, sul Rubicone fà poi suo volo, che non seguì ne lingua o penna, poi verso Spagna rivolse stuolo, verso Durazzo e Farsal percosse, e al Nilo caldo sentì del duolo, e per Tolomeo poscia si scosse, da indi scese a Iuba occidente, tra Bruto con Cassio che inferno latra, e a Perugia e Modena fu dolente, e di trista Cleopatra fu piangene, a causa morte veleno cobra, infino corse fino al rubro, e puose il mondo in tanta pace, che fu serrato a Giano delubro, e regno mortal a lui soggiace, diventa in apparenza un poco scuro, se in mano al terzo Cesare si mira, con occhio chiaro devia e spira, Isacco Angelo usurpatore, poi Tito a far vendetta corse, vendetta del peccato antico, e quan dente longobardo morse, Carlo Magno aquila soccorse, scacco al pontefice falso, che pretendeva territori, di Romagna occidentale, Carlo Sacro Impero in mano, fino ai Guelfi oppositori, che scelser gigli casa Franca, ma i Ghibellini li han rubati, a confondere i partiti, separando la giustizia, quel divina e quella umana, cattiv'uso venne fuori, e non creda Carlo Angiò, di abbatter coi suoi guelfi, quell'impero con artigli, che scuoiarono i leoni, più feroci anche di lui. Impero spaccato a metà, tra Francia e Germania, semina lotte intestine, e massacri civili a Europa e mondo, non è modello Buon Governo, poichè dentro insegna artigli, c'è già scritta la sua storia, che d'Imper Scuoiante narra. Dante mette Giustiniano, nel Cielo di Mercurio, fra gli spiriti attivi, riformò codex romano, sia civile che penale, dopo gran contraddizioni, ma presunse essere anche, il controllor leggi divine, anche queste da snellire, a vantaggio suo Potere, indisse il Secondo Concilio, in 553 Costantinopoli, per abolir Spirito presenza, per la massa dei sudditi, la divin scintilla eterna, doveva esser mutilata, manipolata dal terrore, della dannazione eterna, per accettar costrizione, riformò legge divina, ma Beatrice lo riprende, nel canto 74, ribalta scacchi e carte, confermando che noi umani, siamo angelica natura, spirito destinato a spirito, tanto amato che farà, risorger corpo sua materia, vostra vita senz'esso spira, somma beninanza la innamora, di sé e poi sempre la disira, poichè Umanità si fa Spirito, quando Spirito si fa Carne, nel mistero Riconciliazione, apocatastasi giustiniana, sotto il velame versi strani, si ordisce beffa a coron d'oro, come a Ipocriti pesanti, noi dobbiamo diventare, Papi e Imperator noi stessi, ciascun se stesso preso, nel risveglio individuale, argine a isteria Potere, sempre uguale in ogni veste. Siamo tetragoni sebbene, Giustinian censura Spirito, apocatastasi compresa, come Guido Montefeltro, che volea ingannar giustizia, come suo capo Bonifacio, controllar divine leggi, indulgenze per chiunque, spodestando papa Celestino. |Bonifacio fu nemico, soprattutto dei cristiani, come col suo compare Giustiniano, che gli siede di fronte, tutti e due a far sentinelle, alla Croce del Cristo, del quale tutti e due, si son fatti scudo e fendente, per avere dominio terra, e il potere su ogni gente; ipocrita Imperatore, e gran fetente il Papa, corrotti dai banchieri, vendon corona e mitra, |IMPERO-SCUOIANTE che, ci toglie pelle mentre in vita, e Caifa in canto 23, inchiodato a terra steso in croce, sua vile eterna dannazione. Sinedrio è nell'inferno, esecutori in Paradiso, insieme a Giustiniano, a sventolar Aquila segno, senza il manto dell'inganno, denudati a verità, dal giullare turuscano. Giustiniano è messo lì, da sentinella Croce al Cristo, al mistero Eros Divino, avvolto in suo manto dorato, sentinella a ipocrisia: veder voleva come convenne, imago al cerchio vi s'indova, mistero imago non svelato, con le parole mutilate, Dante ha visto Verità, nel Poema circolare, sta il segreto questa imago, canti sincroni in risonanza, Stella Davide o di Barga; in Cielo Giove Aquila divina, svela a Dante che lui è, un pellegrin con occhi miopi, che su battigia vede sul mare, ma non può scrutare abissi, di mar giustizia divina, poichè in mente di Dio, Commedia narra degli umani, sol profilo della storia, che nulla può sapere, del mister suo genitore. Sigillo Nord in canto, Aquila parla di profilo, con un occhio solo, e nella Candida Rosa, il mondo Beati è informato, da apocatastasi zenith, della potenza dello Spirito, che svela tutto sia divino, e al divino và tornare. Sigillo Est in canto, divinità d'Uomo è riposta, nella sua Intelligenza, che necessariamente è, separata a Dio a poterla usare, lavor da essere compiuto, nel verbo Tetelèstai, così il peccato originale, e necessaria lacerazione, fra il Divino e l'Umano, perché si compia il progetto. Sigillo Sud in canto, Anima intellettiva ci rende, responsabili del cosmo, perché noi Siamo l'Universo, e usiam libero arbitrio, sol se diventiamo liberi. Sigillo Ovest in canto, celebra apocatastasi, riconciliazione al Cristo-serpente, che ha condiviso orfanità, separazion con tutti umani, accumulando ogni dolore, e restituendoci lo Spirito, nel momento in cui fà Carne, così tutto è compiuto, e nel canto 74 della Croce, Beatrice insegna natura umana, Adamo è angelico divino, che deve tornare al divino, e Dio in sua solitudine, non poteva salvarci, come umani loro solitudine, non potevano salvarsi, così Spirito si è fatto Carne, in gesto supremo amore, Dio sacrifica se stesso, per riscattar più del perdono, e tutte le altre strade, insufficienti a tal giustizia: Figlio di Dio s'è umiliato, incarnandosi alla terra, natura angelica dell'Uomo, trafigge Giustiniano, e il suo ipocrita giochetto, di far parlar Cristo sulla Croce, con la sua divinità, e non con sua umanità. Giustiniano ipocrita cantore, della Storia Impero Scuoiante, e Bonifacio svende Chiesa, dove il Cristo pure merca, sebben gente dispetta, cui oltracotanza in voi s'alletta, tutti e due appaion salvi, in libera scelta volontaria, per volontà di umani e Dante: poichè vostra sofferenza, vi opprime perché vi opponete, a quel progetto di Amore, che per certo è realizzato, è solo vostra volontà, di resistere all'Amore, che vi condanna al dolore, voi calciate la salvezza, siete dannati sol per scelta, come per scelta pur si sale, al Paradiso angeli umani, accomunati a stessa condizione. Croce del Cristo rinascita, sorvegliata da 2 IMPER SCUOIANTI, temporale e spirituale, Giustiniano e Bonifacio, dolor di Spirito e Intelligenza, che scuoian pelle e scippan Spirito, ogni giorno umiliano e mortificano, nos Intelligenza volgono al male, togliendole divin bellezze, e costringendola a credere, che nostra vita non è sacra, ma merce da svender massacrare, come banchieri fiorentini, che inventarono il debito, mezzo di scuoiamento. Filosofia è Beatrice Sophia, cervello animato raggio angelico, alimentato dallo Spirito, dono di spirito sapienza, che svela geometria poema, nel canto 77 dieci Paradiso, entra nel Cielo del Sole, Cielo dei Beati Sapienti, cielo di Aritmetica, al servizio di Universo. Dante và in lucida coscienza, oltrepassato il numer 9, progetto compiuto in canti Eden, fatica a visitar Dolore, poi incontra Beatrice, e vola verso la Luna, separa il 9 dal 10, contempla il suo lavoro, per cominciarne un altro, come in orto e giardino, e in quel volo giunge vetta di Amore, come dice Beatrice, spinto da volontà di esser fuoco, per tornar luogo di partenza, prime parole di Virgilio: Inferno e Purgatorio visiterai, Paradiso vedrai se vorrai salire, conquista dello Spirito, a Empireo canto 100, stan Maria ed Eva due madri, che rigeneran Corpo. |Dante in Paradiso, vide inverse stelle, Icaro và in volo, in aere mostra arte, la strada non seppe, carreggiar Fetonte, si infiamma e frantuma, cieco fu Caronte; leggenda di Fetonte, riflette meteorite, cade sul Volga, acciaio e khan terribe, Maometto conquista, carro di fuoco Elia, a Yaroslav su Volga, anno 421. |Maometto steso a terra, disse di partire, carro Elia si alza, come fa un Vimana, poi solo fiamma, |Dante descrive, nuvola che sale, un tuono ode e intende, così genti degne, si ferman con insegne. Rodrigo Borgia, Alessandro VI nero, pontefice eminente, come Colonn Farnese, odiato e diffamato, da molti classisti, infine avvelenato, e offeso nei libri. Vaticano residenza, dopo di Avignone, Sisto 471, autorizza la Sistina, Innocenzo realizza, galleria Bramante, GiulioII cortile, Raffaello decorante, PaoloIII Farnese, cappella Paolina, museo clementino, etrusco egizio sia. Borgia zodiaco, anno 498, sesto papa da Callisto, prima di Niccola, avanti la caduta, siede in Vaticano, fuori lista sua. Pio dopo Callisto, Paolo II farnese, Sisto IV quinto, Innocenzo 492, Borgia sesto pontefice, nipote di Callisto, seggio ereditato. Nicola V, Tommaso Parentucelli, riforme e crociate, in Lega di Lodi, vuol Lorenzo Valla, scriver lingua, latina elegantia, al posto rusca slava, critica ascetismo, atamano di cosacchi, commenta e traduce, Erodoto e Tucidide, ma dono Constantino, sfugge censure. dopo Nicola, Martino ed Urbano, 626 apre sanPietro, palazzo Vaticano, residenza sanGiovanni, pure in Laterano, papi adeguan luoghi, a malaria pantano, con forza danaro, assoggettano Rasna, stampano inganno. Giardino privato, su luogo risanato, è cortile sanDamaso, primo Vaticano, Enea-Ioan Battista, chiesa in Laterano, capo tutte chiese, Vatican abbandonato. Incendi e terremoti, sciacalli ladrocini, a santAngelo forte, le mura passetto, leonino borgo sorge, mura e torre Borgia, giugno 670, Portogallo e Spagna sorga. Piazza del popolo, 2 chiese-gemelle, anno 823, di banchieri Chigi, finto Raffaello, primo libro schizzi, Raffaello bozzetti, in 844, incise da tedesco, William Gruner, che a Roma lavora, a Londra stampa, affresca vittoria, vaticana su tutti, poi dirige Dresda, museo di bozzetti, affresca-stucca chiese, lucra palazzi, disegna inesistenti, vecchi dizionari. Giulio tortura, servi di Borgia, licenzia cardinal, cambia biblioteca, vuole latino, crea mondo antico, brucia avi editti, vuol banchieri edili. Dopo epoca Donskoj, escon khan autonomi, frattura Rus-Bisanzio, Roma minacciata, controlla Europa sud, dalla pianur russa, ottomani vanno giù, assediano Bisanzio, rovescio dinastia, nobili fuggiaschi, ataman insegue scia, scappano nel west, alcuni in Provenza, altri Civitavecchia, portan oro e libri, su Tevere sponda, presso urbe et-rusca, su sinistra sponda. Ruma ha malaria, paludi Tirreno, Vaticano e Trastevere, ospita romeno, ora novi papi, avviano scissione, creano doppio clero, Roma e Avignone, competono chiese, scomunica ciascun, cattedra di Pisa, Costanza e Basilea, papi e antipapi, faide con crociate, guerre di riforme, chiese nazional. Borgia avvelenato, faide sanguinose, Colonna con Orsini, contendono zone, Vaticano vince, inventa latino, e brucia libri slavi. Dante ci narra, papa di Guascogna, che con Filippo bello, siede in Avignone, nemici sovversivi, di Arrigo Lussemburgo, khan di impero unito, che vede lor rifiuto. Enrico Acquisgrana, scese in Italia, su invito Bonifacio, a pacificar contese, fra guelfi e ghibellini, ma eccolo tradito, muore presso Siena, impero ormai diviso, città perdono torri, esempio fu Bologna, o Tuscania vescovile, che perde sua sede, a causa del conflitto, tra guelfi e ghibellini, i Barberini a forza, converton cittadini, ma visto lor rifiuto, distruggono un quartiere, la Civita di etrussi, discesi dagli slavi, giunti tempo prima, città resta in terzieri, abbattute le alte torri, in subordine a Viterbo, ora sede vescovile, fedele al nuovo papa. Su torri tibetane, i funeral celesti, di corpi nobiliari, banchieri e clericali, smembrati e lasciati, in pasto agli uccelli, mentre i popolani, sepolti sottoterra. Oggi funerale celeste, è praticato dai Parsi, zoroastriani emigrati, da Persia fino in India. Ferlini ci ricorda, che pure egizi e Jaina, serbano in piramidi, corpi mummificati, deviando raggi cosmici, su alte torri a metallo, li serbano dai furti. |Dante-danna-il-guasco, pone nello inferno, assieme a Bonifacio, in bolgia traditori, Arrigo invece siede, un seggio nella rosa, dove sta Beatrice, che illumina ogni cosa. |Dempster scrive, etruschi discesi, da truppe in Italia, che da Rus Vladimir, regna su Eufrasia, nel 500 a Gubbio, lasciano tavole, necropoli a tumulo. Ciampi usa slavo, sui testi pelagi, 825 a Firenze, professor da Varsavia, condivise scoperta, contratto Roma-Gubbio, in pelagio volgare, ma tedeschi fan muro; fabbrican latino, umanisti riformati, combattono volgare, lingua originale, Egidi da Viterbo, ci descrive Etruria, nei secoli passati, custode di cultura. Etruria imperiale, ha leggi e militari, geometri muratori, agromi e sacerdoti, medici e pittori, inventori di armi, attori e scultori; poi Romanov-asburgo, prendono Toscana, tra Roma e Firenze, cultura falsata, i cardinal toscani, combattono mito, di stato pontificio, che muta lor memoria, Avignone perde, precedente papa, Bertrand de Got, Clemente egizio nome, Roma vince lotta, Dempster censurato, scaliger nuovo stato. Cortona e mir toscane, infine son piegate, toscani irretiti, scrivono in versi, la rasna verità, dopo crollo impero, e storici francesi, sostengono i rasna, da oriente venuti, turchismi di lingua, in turanica lupa: è lingua etrusca, come lingua slava, tracce in Italia, Firenze e Vaticano, storici tedeschi, falsarono storia, creano miti ariani, stirpi senza gloria. Libri di Volansky, bruciati nel rogo, Sebastiano Ciampi, in Polonia trova scopo, scopre che etrusco, da slavo derivato, decifra iscrizioni, in Egitto e balcani. Lo storico Chertkov, vive guerre Crimea, in Svizzera e Italia, vide molte mir, Rasna paesini, di cristiani slavi. Migrano tribù, stanziate in Anatolia, a nord del Danubio, creano slava storia. Resiston rituali, acqua con fuoco, rito iniziazione, cunicoli con grotte, passaggi mentali, portano al luogo, dove il divino, rivela suo gioco. Libro della Suda, sacro a genti rasna, sudny slavo-russo, è giudizio legge, rasna cristiano, consulta libri sacri, Volansky traduce, Greccio canti funerari: altissimo signore, di tutti fiumi Rus, affida miei figli, al khan di Thule, rasna nella Bibbia, son figli a Javan, giunti da tartaria, con Ivan Kalita, per abitare Italia. Specchi e manufatti, protesi dentali, arrivano a ondate, geti e samogeti, dopo fine impero, emerge la Riforma, 700 vieta lingua, slava archeologia. In tutta Eufrasia, volutamen celata, poichè contraddice, scaligera vulgata, Florinsky di Tomsk, indaga falsa Troia, utensili e ornamenti, stoviglie siberiane, tra rasna e veneti, maschere di drago, trasmettono al cavallo, potere di fiato. Ruderi di Troia, da Schliemann ritrovati, appartengono a uno, dei centri abitati, in Anatolia 400, dopo la conquista, abitato dagli slavi, uniti coi locali. Troia è Tsargrad, fortezza di Yoros, su asiatica costa, tra mar nero e bosforo. |Italia capitale, etrusca Firenze, ma Vaticano a Roma, piano piano ascende, il principe califfo, ovvero Ivan Kalita, |Batukhan dio Crono, partito da Assiria, guida la conquista, e campi base attiva, alloggiamento zar, sul Tevere fortifica, governo sta a Firenze, in Vaticano sua milizia. Saturno chiamato, Ivan califfo crono, detto il gigante, feroce combattente, fratello a Yuri capo, Daniele loro padre, Danilovic Kalita, lascia Elena in Rus, viaggia in occidente, non torna mai più, nel Latium si accampa, muore in Italia, suo figlio Simeone, da Yaroslav arriva, e rende Vati_khan, cento religione; detto Carlo magno, dopo la sua morte, Firenze appar città, commerci corti e artisti. Cornelius Bruin, scrive libro 711, stampa in Olanda, narra case lussuose, piatti oro argento, splendidi vestiti, viaggio in Persia e India, attraverso Moscovia: romani e ottomani, hanno harem femminili, in Orda chiamati, terem separati, connessi a costruzione, passaggi speciali, guardati da eunuchi, ospitan famiglia, nessuno vi accede, hanno sala trono, e sala per amici. Musica maestosa, Bruin la sente ovunque, orchestre strumenti, in strade e nelle case, matrimoni con organo, pneumatica mantice, metallici tubi, che comprimono aria, come cornamusa, od organo da strada. Vivaldi veneziano, cerca impiego a Mosca, suo allievo Verocagli, realizza tale sogno, di abate veneziano, che ama i cori gipsy, in sue 4 stagioni, uomo ormai anziano. Fisarmoniche ad aria, mantici e canne, usata nelle feste, imitan cattedrali, musica dei corni, forte senza vento, nel raggio 7 verst, orchestre sale ballo. Pietro vieta tutto, resta solo vocale, assenti gli organisti, ranghi musicisti, vivono a Mosca, mancano a Pietroburgo, Pietro che poi, Cremlino distrugge, incendio 701. Due secoli prima, banchieri elitari, della tribù askenazi, fanno secessione, infiltrano impero, Moscovia e Bisanzio, riscrivono storia, con gesuita monopolio, Scaligero e Petavius, crean cronologia, al concilio di Trento, fann calendario sfida, per conto nuova Roma, nera aristocrazia: mappamondo falso, poi eliocentrismo, al posto di fontane, dove terre e acque, sono paralleli piani, con un centrale asse, presso il polo nord, albero tagliato, che causa epidemie, e inondazione fango. Ricordano evento, cupole a spirale, Clementskirche tedesca, come san Basilio, stessa architettura, simili ai turbanti, ottomani di Tartaria, di epoca conquista, che fondano empori, creano loro flotta, ebber gran vigore, arte della guerra, culti di stupore, e scrittura slavo antico, studian teologia, padroni della scienza, ed astronomia. nc-400anni-inganni.mp3
lume015-Roma contesa, tra papi e imperatori, centro intrighi politici, religiosi e finanziari, assiste al conflitto, tra Guelfi e Ghibellini, riflette la frattura, tra Bonifacio e Giustiniano, che manipolan la fede, per politico dominio. Leggi piegate all'interesse, rivelano giustizia, corrotta e predatoria, in Vaticano e Avignone, due poli di potere, in lotta e doppi scismi. I Borgia incarnano intreccio, tra politica e cultura, con saperi e calendari, diversi tra di loro. Pinturicchio e Piranesi, dipingono un sapere, cosmico e nascosto, legato ai pianeti, e al destino degli imperi,, mentre Dante va interpreta, il caos storico emerso, come crisi morale; nella sua Commedia, denuncia ipocrisia, corruzione e falsità, di artefatte verità, Impero e Chiesa allora, appaiono poteri, che sfruttano e opprimono, scuoiando essere umano. La storia vien riscritta, sempre dai vincitori, attraverso la censura, e falsificazione, di popoli e lingue, reinterpretati o nascosti, mentre il sapere di Alessandria, diventa mezzo di controllo. Nabucodonosor khan, è la caduta di superbia, e il ritorno alla verità, nel destino del potere, limitato e soggetto, al giudizio superiore, Dante propone sua visione: la sofferenza nasce, dalla resistenza all'Amore, è uomo libero e responsabile, di propria ascesa o caduta, la Croce è simbolo frattura, e possibile riconciliazione, tra umano e divino, tra mente e anima e natura. L'incarnazione è il punto chiave, fiato e materia san riunirsi, Beatrice appare la Sophia, guida oltre inganno del potere, Lei smaschera illusione, per ritrovar la verità, il vero percorso è interiore, se lo accetti esci dal ciclo, di corruzione ed inganno. |Pio VII 807, anfiteatro Flavio, Colosseo rifatto, simbolo di richiamo# Pio IX 852, targa |Colosseo, marmo all'ingresso, celebra lavori, 7 anno pontificato, larga pubblicità, banchieri finanzia, scavi sotterran. Istanbul Colosseo, prototipo primo, arena e cisterna, stanze e labirinto, accanto san Sofia, un obelisco-egizio, |obelisco-Donskoy, colosso nome primo, anfiteatro rovinato, mezzo interrato, pavimento rialzato, edificio ginnasio. Re Napoli mappa, il Colosseo intero, Roma-|Bisanzio, sotto ataman assedio, si erge su fonte, spettacoli navali, ricorda prima Roma, valli fluviali. da Nilo al Nero, Kemit agraria, egizia edilizia, e culti funerari, culto dei morti, in sabbie deserto, piramidi sfingi, obelischi d'impero, viaggiano salme, con nave Caronte, ben imbalsamate, preservano rotte, viaggio descritto, libro dei morti, estuario del Nilo, una donna diventa, cimitero imperiale. Vaticano soppianta, autorità di Avignone, storia vien riscritta, da ordine gesuiti, assieme a inquisitori, incapaci a riunir tempio, la pace scompare, emerge nuova legge, nuovo clero banca, che adora nuovo Cane. Babilonia eclissa, ottomani emarginati, nuovo esodo ebrei, dopo perdita funzione, rifugiano altrove.
111:lume111-Seba in perizoma, tra musiche del buiti, radice preme al cuore, calore con ardore, freccia fuori testa, esplode cuor respiro, la mente si rilassa, nga.nga.nga risuona. |Boghaga è traghettare, amaro tonico anti-febbre, calmante e vigilante, radice in sogno parla, risolve dipendenze, ognuno ha un nome d'arte, che ronza nelle orecchie, annuncio di visioni, percorsi fra neuroni: ogni appetito vita, si nutre dagli amici, ringrazio con basè! eduscer partorire, salgono emozioni, mio cuore vuol ballare, ospedale liminale. Pazienti e infermieri, vestono di blu, recitano evento, dentro di un collegio, si alza uno di loro, inscena triste nenia, di bimbo in abbandono, che vede la sua morte, ma offre un mazzo chiavi, a occhi di invitati. A cavalcion di tronco, piroga in acque alte, penso sia la fine, entro in una baia, scorgo il prete negro, che spazza la riva, lo vedo lui mi vede, da Africa lui viene, è servo della villa, la gioia prende entrambi; mi invita alla sua Scuola, siedo sui gradini, ascolto vecchi brani, residui primitivi, comincio attività, scuola di antenati, dà riprogrammar, mentre vedo ultima elite, uscir da questa casa, seduto sulla sedia, un astronauta Papa, morente Dalai Lama, coperto su lettiga, tutti siam compagni, la musica confida. Caolino sdoppiamento, parlo con due Io, si apre video schermo, con palloncino ascendo, col piede sul trapezio, eloquente so librare, e tramite respiro, entran-escono entità, poi termina esalar, gola perde umidità, cerco acqua sorseggiar; in seguito mi trovo, dentro un teatro popolar, scelgo tra + ruoli, sfoglio repertorio, una scuola di ologrammi, fa vivere a ciascuno, le maschere di umani, catarsi e terapia, gioco di ironia, mistero del fugace, armageddon mare e pace.| Tabernanthe iboga è arbusto apocynacee, di Congo Camerun Gabon, radici e frutti in medicina, trattan dipendenze da droghe e alcool. Radice amara e tonica, induce effetti intensi, tra vomito e tremori, muscolari e visioni, preparando corpo e mente, alla purga e al confronto, con ricordi e traumi vari. Nel culto del Bwiti, la pianta è centrale, in cerimonie iniziazione, anziani guidano assunzione, rito ritmo e uso, musica arpa e arco, danze e canti di antenati. Introspezione e guarigione, ed emotivo chiarimento, dei legami familiari, superamento di paure, morte simbolica esperienze, per rinascita spirituale. Mitopoiesi orale intreccia, la radice di antenati, a figure sovrumane, di tutti i miti di creazione, discendenza e connessione, comunicazion con aldilà, divinazione e guarigione. Rituali e digiuni, a vomitar blocchi emozioni, a ricostruire se stessi, eduscere tua fonte, tra origini e migrazioni, valori e leggi morali, partecipazione collettiva, con dialoghi musicali. Griffon ebbe radice, è chirurgo militare, in Europa 2 esemplari, anno 864, la dà a Henri Baillon, che la chiama tabernante. Corteccia masticata, fà fame sopportare, vince stanchezza, tonico neuromuscolare, radice gialla gratta, amara bocca anestetizza, alle veglie fa ballare, nelle dosi misurate. |Lambarene di Francia, come tonico anti-febbre, che ferma depressione, infettive e sforzo corpo-mente, eccitante reca forza, in tre compresse al dì, inibisce MAO enzimi, prolunga vigilanza, combatte anfetamine, normalizza dopamina. Iboga e ibogaina, fan lucido sognare, ingloba dissipando, traumi di memorie, ego ripulito, al tempio di |NSIMALEN, iniziazion |Banzioku invito. Buiti che tu cerchi, siamo noi tuoi avi, continua la ricerca, non scoraggiarti mai, il tuo Buiti troverai.# |Tabernanthe IBOGA, arbusto apocynacee, perenne in clima tropici, Congo Camerun Gabon, comprende 5 incroci, frutti ovali o tondi, + falso-gelsomino, alcaloidi son vicino. |Boghaga è verbo traghettare, riordinare alla radice, amaro tonico anti-febbre, calmante e vigilante, risolve dipendenze, da alcool e da droghe, è radice |Yapukuliwa, degli amazzoni Wayapi, nelle varianti cugine, del fiume Rio Amazzoni, tabernamontana angulata, o divaricata Australia, famiglia tabernante, inverno perde foglie, resiston poche notti, e sotto zero soffre. Tropico ideale, caldo-umido germinare, semi 25-32 gradi, umido 90, ama sottobosco, poca luce a germinare, in umido substrate, frutto ammorbidisce, a primi segni muffe, rinvasa regolare, radici fuori buchi, è tempo travasare, radici amano spazio. Griffon la riceve, chirurgo militare, porta dal Gabon, in Europa 2 esemplari, anno 864, dà radice a Henri Baillon, che la chiama tabernante. Natale Gassita, cura in Gabon, corteccia masticata, x fame sopportar, vince stanchezza, tonico neuromuscolar, radice gialla gratta, amaro medicinal, bocca anestetizza, a veglia fa ballar, iboga pur rischiosa, a dosi elevate, accelera ogni cosa. Oggi in Costa Rica, è nazional farmacopea, tratta droghe dipendenze, Lotsof ibogaina, dopo trentasei ore, smette uso eroina, liberato fin 6 mesi, divien ricercatore, deposita un brevetto: sua terapia contrasta, oppio dipendenza, ibogaina blocca, gli oppiacei recettori, aiuta svezzamento, rilascia neurtropina, che aiuta cervello, psicoterapia. Esperienze dolorose, salgono a coscienza, il paziente rivive, infanzia radice. |Lotsof scrive esperienza, in cure di albergo, morte a volte accade, in errato trattamento, Houdè laboratori, producon |Lambarene, compresse 8 mg, in Francia novecento, stimolo muscolare, tonico anti-febbre, che ferma depressione, malattie infettive, e sforzo corpo-mente; la usano alpinisti, esplorator sportivi, ciclisti e marciatori, militar cammini, eccitante reca forza, in tre compresse al dì, Ibogain defaticante, inibisce MAO enzimi, prolunga vigilanza, combatte anfetamine, normalizza dopamina. Iboga e ibogaina, dopo assorbimento, segue lunga fase, di lucido sognare, ingloba dissipando, traumi di memorie, ego ripulito, sgancia da + noie. Repubblica Gabon, 6 giugno 2000, dichiara la pianta, patrimonio umanità, risorsa nazionale, medicin familiare, in orti-forestale, coltivata attorno chapel, con frutto arancione, da buche laterali, radice è dissodata, solo grossa resta, il resto scorticata, a mezzo di coltello, grattata via la terra, sminuzzan superficie, poi seccata in ombra, una parte grattugiata, a pezzi la restante, a decotto viene data. Radici attive sono, quattro anni di età, corteccia sminuzzata, con acqua ingerita, tonica stimolante, e tempo dilatante; a dosi crescenti, ha effetti + intensi, visioni e disturbi, sudori e tremori, secchezza di bocca, cuore accelerato, Buiti rituali, tutto ha controllato. Radici preparate, pur con succo canna, latte-vino palma, che masticare induce, vomiti e amarezza, prova del coraggio. Radice nella pancia lavora a sua maniera, ognuno ha suoi ritmi, reagisce senza fretta, amore del gruppo, avvolge come sciarpa, con danze e musiche d'arpa; radice anestetizza il palato, sapore amaro-fiele, il corpo si raffredda a partir da estremità, cuore poi rallenta; con vomiti violenti, il ventre sputo fuori, angoscia del morire, chi vedrà suo cranio, nel giorno del mandaka, avrà concluso carriera, ogni cosa è rivelata, nei cieli e sulla terra. Corpo con gli anziani e Spirito a partire; parziale anestesia, anziani dosano rumore, sonnolenza, tremori agitazione, con lacrime e risate, su e giù con calore, anziani sul mio corpo, ascoltano mio cuore. Rimedio alla perdita parente, poter genitoriale. Un cucchiaio dopo l'altro, fanno quantità, Io vomita ogni tanto, reflusso senza età, su foglie Banano, vien attento esaminato, madrina l’assaggia, diagnostica mio stato. Radice permette, visitar mari aldilà, nel fiume trapassati, incontri come Dante, inferno e purgatorio, fino ai cieli Dio, tra storie personali, e sedimenti civiltà. Balèbalè ancor suona, Mongongo arco monocorde, che vibra e risuona in cavità, di bocca cassa risonanza, lui modula respiro, a collegare cielo e terra, Corpo Anima e Spirito. Da sua linea discendenza, son profeti e profetesse, come donna Dinzona, detta pure DISSUMBA, che ebbe due figli, BOZENGUE e MATUBA, lei li inizia alle arti, poi muore e lascia i figli, che soffrono sua perdita. Loro da quel giorno, fanno incessanti preghiere, al Dio Gesù Cristo, che apparve loro in sogno, Mongabenda dio creatore, mostrò a Bozenguè come fare, a far riviver loro madre, un arpa devi fabbricare: svuota un ramo di Essil Mbel, copri con pelle di antilope, per far scatola risonanza, poi allacciane otto corde, così rivive la sua voce, Dissumba in cavità vi parla, melodia di strumento, arpa Ngombi rappresenta, maternità e procreazione, divenne Arpa a otto corde, e collega i vivi agli avi, oggi iboga arco e arpa, son pilastri del Bwiti. |BANZIOKU mito Apindzi, ha fratelli Kambi e Ndondo, lei dona braccialetti, ai bimbi del motombi, presso albero dei morti, come Jurema del Brasile, la sua storia si ripete, quando un giorno va alla pesca: trova ossa suo marito, che riveste con Mosingi, poi le pone in reliquiario, e le nutre in devozione, ne ha messaggio a masticare, radice amara per sapere, tutto quello che le serve. Banzioku ebbe visioni, mentre il cognato spia, scopre sua reliquia, la strangola a radici, di pianta vaniglia, un medium gli serve, tra lui e aldilà, Banzioku ora è mo-gonzi, nel suono della ngombi. Nel mito Eshira e Sango, dinzona-benzoga è Mayumba, moglie di BUSENGUE, che un giorno va in boscaglia, a coglier vari frutti, inciampa liane aeree, finisce sottosopra, le viscere a cadere, spandono al suolo, nasce allor mi-nduma, radici di vaniglia, sue liane usate in arpa, avvolgon le sue ossa: ombe ewe ivo ngombi ge-meno-ge gema-dutuku, mi-bamba na tsia na digaba. Mentre suona l'arco, Lei vede Busenge, Mayumba si commuove, al paese porta sue ossa, le usa come baka, un accompagno musicale, poi un arpa costruisce, secon visioni date: col cranio di Busenge, fa oracolo reliquia, Kambi spia geloso, commosso poi la sgozza, a permetterle riunire, con suo marito oltretomba, le voci ora riunite, son dette arpa-mongongo. |ARCO di Bosenge, detto Mben tra i Fang, ha più significati, nervo e spin dorsale, Termiti di mattina, escon da buca terra, vibrano arco legno, colonna vertebrale, mito arco dei Kele: pigmeo Bosenge scocca, la freccia sulla palma, aiutato da Matsuba, ramo arbusto taglia, fabbrica un arco, e arriva a villaggio, inizia a suonare, destando attenzione, lo invitano i Tsogo, a suonare iniziazione, lui arco a bocca suona, nei templi degli Tsogo, un pigmeo è sempre invitato, durante cerimonia, arbusto tsenge espianta, in selva poi ripianta, morte e nuovo nato, davanti al corpo guardia. Tsenge e Misenge, son due genitori, che prima di morire, consigliano i tre figli, Dibenga Busenge e Matsuba, 2 maschi e una femmina, che spesso vanno a caccia, seppelliteci ai piedi, di un arbusto tsenge, poi riempite una buca, con humus di reliquie, ciò ispira buiti nuovo, che sua parola infonde, ma un Topo trova l'ossa, le porta al suo terreno, Matsuba segue le orme, e recupera il cranio. Nzambe padre appare in sogno, e i figli raccomanda, fondar tempio sul posto, usate tsenge a trave, fate tre case di culto, con humus di reliquie, in tre buche oltre il dembe, per fecondar mia gente: se il seme è lor saliva, loro humus è parola, le buche sono bocche, dei suoi figli banzi, ispira sua parola, con arco di Bosenge, narrando migrazioni, di popoli da Egitto, che passano le steppe, fino Africa centrale, regno di foreste, traversan fiume Yom, uniti coi pigmei, che vivono in foresta, noi Kele assieme ai Fang. |SEBA narra storia, viaggio in Camerun, mentre ascolta arco, mongongo sale su, stasera ci trasporta, al tempio di |NSIMALEN, iniziazione al Bwiti, con alcuni amici, Tommaso Fabio e altri : presso Yaoundè, coperto con caolino, mangia + cucchiai, amar radice prende, x 3 giorni e notti, poi Convolvolo colliri, bruciano visione, nel fissare il sole: cerchi e bolle blu, da oblò più avi vede, cappelli rafia e lancia, ansiman danzando, visioni occhi bagnati, vivono iniziati, ciclo di creazione, di mondo radice. Seba narra un sogno, lui presso un ambascita, vi entra da un portone, ci scivola giocando, fin ciondolo ricordi: tintinna ognuno d'essi, e ne esce un emozione, amazzonia india e vari, prosegue in sala mensa, incontra altri viaggianti, che escono alla gara, lui pur senza cartella, viene anche sorteggiato. Sua prova è lungo un fiume, che scorre sotto il mare, di sotto una banchigia, tra luci e suoni vari, appare qual Mosuma, nel fiume ritornati, ritorna e vede genti, di epoche diverse, vestite in camicioni, bian-nere strip sbiadite, ognuno ha una sua storia, vorrebbe fermarne alcuno, ma poi vede i compagni, viventi del presente, riceve un nome clan, che tien che far col mar, dietro tale insegna, è scritto casa di elfi, un canto lo trasporta, a piacevole risveglio. |Banzioku prima donna, muta in arpa Ngombi, piroga insegnamenti, di spiriti anteriori, genesi del mondo, nascita di umani, nascita di morte, e del rito Buiti amore. Iboga nella pancia, lavora a sua maniera, pure 30 ore, ognuno senza fretta, voce fuori campo, narra il divenire, mentre amore del gruppo, lo avvolge come sciarpa, ode lunghe danze, al ritmo di arpa; radice anestetizza, palato sapore amaro, medicina fiele al capo, durante assunzione, mio corpo raffredda, inizia estremità, cuore poi rallenta. Con vomiti violenti, ventre sputo fuori, angoscia superai, raggiunsi le visioni, andare aldilà, richiede azion morire, corpo con gli anziani, Spirito a partire. Nima dosano rumore, continua sonnolenza, tremori agitazione, con lacrime e risate, altalena di calore, anziani sul mio corpo, ascoltano mio cuore: dopo 1 ora circa, effetti sulla psiche, rafforzano graduali, emerge inconscio stile, Seba sperimenta, i limiti di un ego, appare altro stato, che Nima testa fino. Anziane smuovon corpo, che tende irrigidirsi, mi fanno yoga sciolto, articolazione polsi, gambe mani e collo, e quando arriva sole, lo espongono al calore; sensazioni freddo, pervadono esperienza, vedo a tutto campo, espande la coscienza, fenomeni speciali, udito a gran distanza. Bwiti mi prepara, a vivere mia morte, spontaneo camminare, serena la mia sorte, stesura di richieste, chiarirono mie idee, dipinto di caolino, sdraiato Tago viene. Fatti e più storie, a lume di candela, viaggia la piroga, su note arpa vera, il fiume di confine, Mobogue o mnemosine, la Luna chiara luce, illumina le selve, mi vedo nel riflesso, in mezzo a Buiti festa, anziani attorno fuoco, arrostan semi zucca, con suono bo-ka-kàkà. Vento ci trasporta, al paese senza fine, sento delle voci, mi invitano a chiarire, chi cerchi tu straniero? Buiti sto cercando, le voci assumon corpo, ripetono domanda, rispondono nel cuore: Buiti che tu cerchi, siamo noi tuoi avi, continua la ricerca, non scoraggiarti mai, a fine della strada, tuo Buiti troverai. Seba vede Tago, come bian coniglio, elfo attende treno, con laptop in mano, versi di un poema, missione sua rivela. Seba prende un bagno, digiuna 24 h, mangia la radice, un nganga lo sorveglia, cucchiain di scorza, par fiele grattugiata, ingurgita e si stende, fluttua gambe e braccia, vede poi Mallendi, pitture bianco-rosse, la musica trasporta, coscienza nella testa, se và lasciare corpo, in cerca di antenati, altro cucchiaio scorta: lo stomaco ribella, nausea ed apprensione, vomito ogni cosa, pur latte della madre, spasmi son violenti, nei tendini nei nervi, muscoli son tesi, come pensieri interni: ecco irromper lampi, luci a tutta fretta, riparte una visione, Locomotiva vecchia, che tira dei vagoni, ogni vagone 1 tema. Sesto allora parla, mi dice che son morto, sospiro a meraviglia, gruppo fà conforto, siam morti tutti quanti, pure se ignoriamo, tutto appare sogno, mister quarto cucchiaio: inizia lavorare, dissipano dubbi, va corpo a vomitare, esce ogni sporcizia, stress e nervosismo, infantile psichismo. I vagoni aprono porte, su contenuti vari, son clip riassuntivi, di soggetti e sensazioni, orchestre di concetti; sento mio disgusto, piango con singhiozzi, rivedo me marmocchio, correr fino ai pozzi, notte passa lenta, la luna ad osservare, so che sto sognando, carpe diem gustare: mi sento gioioso, pieno di fiducia, uccido la paura, nel sogno che cura, seguono visioni, finestre su ferite, profonde e curative. Bimbo poppante, lo scaldo accarezzo, con luce di candela, ecco lui da grande, scardina prigione, di trappole anatema, candela scalda petto, giunge fin cervello, dati riorganizza, alle 8 di mattina. Seconda notte bevo, radice con miele, specchio avanti a me, immagini contiene, Mallendi getta su esso, Caolino a rivelare, identità nascoste, capaci a mascherare: comincia sdoppiamento, parlo con due Io, ming imperatore, vestito in seta fino, tra eserciti e massacri, si aprono altre porte, sopra video schermo, con palloncino ascendo. Mallendi suona un aria, con arpa e con arco, io piede sul trapezio, eloquente libravo, tramite respiro, entran-escono entità, parla un antenato, poi termina esalar, aria in gola asciuga, perde umidità, sento io bisogno, acqua sorseggiar; in seguito mi trovo, dentro teatro noto, scelgo tra + ruoli, sfoglio repertorio, teatro di ologrammi, scuola del domani, fa vivere a ciascuno, maschere di umani: se Teatro popolare, è catarsi e terapia, scuola e religione, gioco di ironia, è intrattenimento, mistero del fugace, laborator di scienze, armageddo e pace. Nganga ci invita, fare un bagno piante, mi vesto in perizoma, Seba appare grande, mi siedo avanti a lui, e inizio cerimonia, musiche del buiti, concentrano memoria: radice preme al cuore, calore con ardore, freccia mi attraversa, fuori testa esplode, cuore col respiro, par si fermi e muor, la mente si rilassa, nga.nga.nga risuon. Ecco il nome d'arte, che fà banzi intitolato, dopo una confessione, riceve nkombo nome, come accadde a Fabio, che seppure isolato, in piccola capanna, fatta in foglie palma, incontra un entità, che gli rivel sua identità, Mokambo nome oh Fabio! pronuncia locale accento, divien suo nome nkombo; la Nyma capa tempio, dice che esseri umani, tutti identici sono, oltre colore e culture, frutto di avi e geografie; nkombo dirige un Banzi, durante cerimonie, dal verbo Kombara, simil santo patrono, ognuno ha il suo kombo, che si manifesta durante, suo ruol cerimoniale, o eredita da zio, nome e poter rituale, trasmesso da parola, che esce via saliva. Ciascuno è invitato, alla danza di Mabunza, fare un giro in pista, la notte si prolunga, iboga dentro parla, guarda quindi apprendi, aggiusta la tua vita, a ciò che senti tendi: ogni appetito vita, si nutre dagli amici, ringrazio con basè! parol li fà felici, capisco con scherzi, avi guidano strada, inseguo tono arpa, mentre nganga danza; su essa mi muovo, tutti intorno a me, filano pensieri, a velocità di razzo, prendo bacinella, a vomitar la bile, radice fà scherzi, come infantile, purifico e mi stendo, Tago vedo dentro, un cuore nuovo tengo: alba dormiveglia, vision supermercato, ruoli a profusione, radice fa spirale, schemi e sabotaggi, tutto a meditare, interna riflessione, converso con soggetti, parti di me stesso, errori vedo e solvo. 40 minuti dopo, orecchio sente ronzio, annuncia visioni, legami fra neuroni, esperienze di passato, lasciano emozioni, per vincer dipendenze, con fasi capogiro, riordino sequenze. Eduscere in latino, tirar far partorire, pellegrino sono, viaggio sulla Terra, salgono emozioni, mio cuore primitivo, sa farmi ballare, in ospedale antico: silenzio liminale, malati e infermieri, vestono di blu, recitano evento, come in un collegio, si alza uno di loro, inscena triste nenia, di un bimbo in abbandono, che purga un verme Tenia, mostra la sua morte, e offre mazzo chiavi, apre luoghi infanzia, a occhi di invitati. A mezzo di Piroga, accorcio le distanze, cavalcion di tronco, nel mare di acque alte, penso sia la fine, entro in una baia, e scorgo il preto prete. Mallendi spazza riva, lo vedo lui mi vede, da Africa lui viene, è servo della villa, rinasco dalla gioia, intesa mi ravviva, entro alla sua Scuola, siedo sui gradini, ascolto vecchi brani, residui primitivi, rifletto cominciar, una nuova attività, scuola di antenati, dà riprogrammar: vedo ultima elite, uscir da questa casa, seduto sulla sedia, un astronauta Papa, morente Dalai Lama, coperto su lettiga, tutti siam compagni, la musica confida. Lungomar mi trovo, sopra un Elefante, inseguo nel suo gioco, eboga itinerante, gente presso riva, vede in cielo 1 tappo, dapprima fu sereno, poi prepara strappo; si oscura minaccioso, lancia suono cupo, vedo nubi scure, gocce su ogni muro, Cielo si scatena, è acqua tintinnante, scende fino in mare, con fragore grande. Coprono alte onde, un sole di ponente, abbattono su costa, erodon ricorrente, grossi pezzi spiaggia, inizia scomparir, case agglomerati, al mare vanno offrir; spettacolo oscurante, drammatico seguire, sviluppasi la cresta, si ode un suono ming, un immediato scioom, acqua fino a costa, abbatte con violenza, e ogni cosa sposta: il mare avanza alto, erompe in maremoto, spettacolo grandioso, terrifico suo scopo, nessuno tra i presenti, capace di aiutare, fardello io mi porto, non posso rifiutare; alzo le mie carte, e un vento mi solleva, mandandomi veloce, arrivo a primavera, assieme ad altri due, che volano con me, arrivo su una strada, discesa avanti è: smeraldo Mare vedo, di la del montarozzo, cerco di arrivarci, sen caderci addosso, ho fardello carte, nuotare non saprei, libro vola in aria, in acqua non vorrei, mollarli o affogare, è amara decisione, abbandonar conquiste, inizia la missione, ritrovo sulla riva, assieme due compagni, sopra-sotto sono, mi tolgon dagli affanni. Buiti è un aldilà, morte e iniziazione, si apre solamente, a inizio e conclusione, ciò ti aiuta stare, saldo alla visione, intento chiara vita, adulta iniziazione. |Giorgio pur si inizia, 3 giorni di digiuno, mangia sol radice, e scopre un cuore puro, ricondotto a terra, dal vento di antenati, lo accolgon danze Yombo, con campanel sonagli, frenetiche ritmando, il ventre col sedere, abili cantanti. Festival notturno, attira compaesani, al teatro della vita, Seba par neonato, si ferma presso tomba, di Cristina olemba, voce par vicina, viene da distante, e un Albero di Vita, cresce dai suoi canti; già morto di malaria, lascia moglie e figli, restano le voci, nei dormiveglia appigli, ego immobilizza, nome in chiarudienza, lo chiama presso gli avi, per dialogo di astrali; nel villaggio di avi, Giorgio vede stelle, Sole palla fuoco, scende e prende forma, Kombe io mi chiamo, che cosa vuoi sapere, quale motivazione, ti spinge qui a vedere? Ngonde la mia donna, voi la chiamate Luna, stelle son Minanga, ovvero miei bambini, Buiti quale hai visto, è oltre uman confini. Sole e Luna mutan, dileguano col tuono, torna calma ovunque, Radice tiene gioco, Je-suis mistero forte, vomito e diarrea, commedia purgatorio, sincresi Adamo ed Eva. |Abel-Cain-Teresa, Caino uccide Abele, geloso del fratello, scappa alla foresta, mama gli dà iboga, così potrà parlare, a suo fratello morto, e risolvere ogni torto. Legge dello evùs, era a tempo inizio, con culto sacrificio, di oro o di parente, poi crebbe una radice, sopra Adamo morto, divenne Re-Mukengue, |Cristo-Nzambia-Pongo. Ekurana suo fratello, detto san Michele, sconfigge sacrifici, di vecchio rituale, Gesù muore 2 volte, in Adamo e Cristo, sceso presso i bianchi, fu accolto con inchino, poi volle andar dai neri, e i bianchi ingelositi, lo uccisero a Bisanzio, così scese Michele, che in guerra li ha puniti, poi andò in foresta, tra i pigmei del Congo, alla tomba di Mukengue, pianse e nacque pianta, la cui radice porta, perdono e fratellanza. |Ekurana-Michele pianta seme, su tomba di Mukengue, Gesù amato fratello, detto Zambia-Pongo, figlio di Egnèpe Maria ed Eva. Mukengue e Mogongo sono Adamo ed Eva, mentre i loto figli, Caìno con Abele, han comune moglie Teresa. Ekurana vuol vedere, radice amara mangia, insegna tale rito, ai fratelli senza libro, per parlar con Cristo, a mezzo di radici, fà vomitare dubbi, e inizia fede Buiti. Eliade canta gli avi, di popoli africani, Buiti è religione, micelio universale, apre le sue porte, a chiunque vuol curare, si rivela in sogno, o messaggio musicale. Mogongo crea parola, Obaka gli fà l'eco, di notte si comincia, con luci delle stelle, inizia lentamente, poi giunge frenesia, arrivano i mogonzi, con danze acrobazia: danzano i mogonzi, le torce van correndo, al fin comunicare, invocar lor protezione, cresce suono e danze, Bakè fà da apripista, invito di antenati, è l'arte del buitista. Mogonzi sono avi, incontrati sul Mobogwe, tornati tra i fedeli, nei gruppi + devoti, di cure son forieri, con cuore liturgia, attratti dalla forza, di canti di empatia. Eboga albero vita, ci manifesti amore, caccia via da noi, ombre e malumore, rischiaraci la via, al ritmo della festa, per rinnovar la vita; mutano le scene, con maschere e con canti, ngombi impone voce, tra mondi vivi e morti, aperta interazione, gruppo ed individuo, ciascuno vien chiamato, al dialogo convito, e a fine della festa, Ndama gioco a palla, prima di incarnarsi, mogonzi han forma a sfera. |Calendario rituale, circola mano in mano, ago bottiglia banconota, e torcia mopitu, ago è parola, banconota è moneta, costo del passaggio, traghetto di selva; torcia occhio lince, chiaroveggenza banzi, dipinto e vestito, con pemba e mosingi, piuma rossa uccello, orna sua fronte, scopa in mano destra, eloquenza infonde. Raccolta rimedi, scambi albero e novizio, capanna sudatoria, bagno nel torrente, fumigazion lavaggi, limpeza con mugubi, Staudtia gabonensis, usata nelle veglie, pomata dei pigmei. Masticar radice, ripiena entro Banana, nyima dona al banzi, con canto di supporto, a-mini-ngobe-na-manongo, lui ha mangiato ngobe, arco intanto suona, la linea di esistenza. Banzi fissa specchio, vicino sta padrino, lo veglia competente, e stima giusta dose, scruta evoluzione, assenza di visione, pungendolo con ago, o tira articolazione, così prova ogni tanto, lo stato del novizio, a evitar catatonia, di lunga anestesia, lo invita ad agitare, scopin che tiene in mano, al fine di aiutare, lo stomaco e purgare; anziani van vedere, uscite deiezioni, per trovar conferma, di sorcio mal-azioni, tutto viene a galla, trucco vien scoperto, segni del veleno, recan stesso effetto; davanti lo specchio, ancora fissa sguardo, senza batter ciglia, insegue una visione, dopo che avrà visto, sarà lasciato in pace, e nel mattin seguente, suo resoconto rende. Una torcia Mopitu, passa avanti occhi, chiarisce suo cammino, fugar malo spiri, poi instillano collirio, di foglie mukwisa, che aiuta irritazione, e stimola visione. Mogongo apre cammino, melodia ripetuta, appello in sinergia, di un narrator lontano, pigrizia a masticare, identificar sorcier, di solito un parente, permette di sbloccare, visioni a notte dopo; neofita allo specchio, si muta in un gorilla, o in un khan pigmeo, specchio detto geeno, verbo enaga:vedere, problemi e soluzioni, a impasse esistenziale. Sorcelleria notturna, è pitsi-a-ngonda, percezione oscurità, che un buon mosingi vede, con occhi di torcia, vede atti dissimulati, del sorcier in ombra: novizio mangia e vede, sorcier che ora sà, entrambi ora sanno, si vedono svelati, radice mostra trame, a occhio ed orecchio, flagrante delitto, ipocrito commento, a banzi spettatore, che or diviene attore, incontra più defunti, e riceve nkombo nome. Kombo sacerdoti, radice vanno a offrire, a bimbi ed adulti, 1 cucchiaio deglutire, fedeli alle pareti, seduti come in gala, i neofiti portati, al centro della sala; seguono domande, fatte a ogni iniziando, sue motivazioni, il pubblico li ascolta, su ciò che lo spinge, a far Buiti iniziazione, risposte sufficienti, avvian ritual azione. Novizio è portato, dentro la foresta, confessa sua vita, agli spiriti di selva, una buona confessione, prelude buon visione, scatena maremoti, nascondere omissione, cucchiai in successione, fanno quantità, vomito ogni tanto, diagnostica madrina, reflusso esaminato, su foglie di banano, stato stralunato. |AFRICA nostalgia, nel canto di Busenge, che piange antiche gesta, infanzia primo umano, Dio si è reincarnato, nel sogno ritrovato, come Albero di Vita, che cura con 气 qi mana, bioelettrico prana, persone ed eventi. Presso Fang e Apinzi, forza vitale nzango, da etere scende, fin genio bottiglia, stappa e fuoriesce, denso fumo-nebbia, alito del drago, emana oppure sfreccia. Mana implica fede, in mondo aldilà, fonte di forza, creativa e distruttiva, accumulano umani, feticci e talismani, animal piante e danari; dicono pigmei, che suono di sonaglio, testicoli viridis, elima emana foglie, fugge in nubi fiamme, dona la visione, cura uccide e insegna. Anima è musica, che apre universo, dentro una capanna, in empatia risuona, con anima gemella, canta suo rinnovo, festa di ritrovo. ARCO tende e vibra, niente ancor esiste, uomo ancor non è, un pensiero di Nzamè, Nzame dentro uovo, assieme altri 2, attende uscire fuori; Arco piange e grida, una melopea nel vento, 3 note soffia forte, lampo rompe uovo, cola via placenta, i tre son fuor Pangea, Nzame esce per primo, e urla primavera. Ningone sua sorella, e poi fratello None, seminano il vento, di pazze grida nuove, Mebeghe Dio supremo, fece uovo-feto, su abisso originale. Nzame smembra corpo, il mondo poi si forma, inizia il primo moto, esce poi Ningone, con orifizio chiuso, vergine mammella, infine nasce None, fratello suo minore, resta la placenta, e ombelico cordone. La notte include acque, ma inizia sole e luna, cominciano stagioni, Nzame scende in acqua, voga su piroga, sue amiche le Termiti, lavorano la terra, fan casa per gli umani: Acqua sia la donna, uomo sia la Terra, acqua resti aperta, a gestazione interna, Evus placenta poi, sepolta in boscaglia, a volte si desta, inizia battaglia: placenta è 2 gemelli, Evus il primo dato, Ekurana è altro lato, litigano a volte, conflitti di interessi, Mebeghe assegna ruoli. Nzame incaricato, forma ogni creatura, umani a sua immagine, poi risiede a nord, in altri punti vanno, None e Ninegone, Evus nella selva, nessun sconfini altrove. Dio Nzame inizia poi, produrre umanità, Ningone va gelosa, viaggia alla boscaglia, arriva alla palude, invita Evù a villaggio, apre le sue gambe, lui penetra passaggio. |Evus il giorno dopo, dice di aver fame, a villaggio di Ningone, mangia tutte capre, finirono le bestie, ma Evus ancora ha fame, chiede allor la figlia, cibo da mangiare. Nzame poi ritorna, non riconosce più, suo natio villaggio, capisce che l'Evùs, è giunto da boscaglia, a riempire sua pancia. Nzame allor ritira, deluso dal suo mondo, Ningone con Evus, fan leggi a tutto tondo, Ningone si avvicina, al suo fratello None, desidera un bambino, primo incesto vuole: da tale union discende, linea dei mortali, poichè solo Nzamè, sa fare gli immortali, Evùs a None insegna, forgia dei metalli, gli dà primo soffietto, aiuta raffreddarli. None inizia fare, attrezzi a non finire, in acqua di marmitta, di origin femminile, Mebeghe vede chiaro, frutto trasgressione, di sua ripartizione, allora invia Ekurana, x attaccare Evus, lo getta sulla terra, assieme a umani pur. |FANG han simil mito, che aiuta coesione, MWANGA Dio creatore, emerse da etno Congo, 4 alberi pianta, agli angoli del mondo, poi ragno tesse rete, di var profeti Fang, che apron nuovi nodi, con liturgie cristian. Camerun Gabon, iboga bwiti religion, Leon Mba presidente, ingerisce radice, battezza suo paese, nella indipendenza, e narra questo mito, di africana essenza: Dio Pan ha 2 figli, 1 ha pelle nera, altro pelle bianca, Pan 1 dì decide, dare gnosi ai figli, trascrive 2 libri, esorta a studiare, 2 figli son avvinti, durante viaggio a casa, figlio nero và, entra nella selva, poggia libro a ramo, su arbusto di iboga, soddisfa suo bisogno, mentre piova tuona, pioggia cola inchiostro, che da suo libro scende, fino nella terra, dentro arbusto Iboga; figliolo vede e piange, e và da fratello bianco, prestami tuo libro! ma questo nega libro, poichè è unica copia, figlio nero triste, visita Dio Pan, narra sua vicenda, e rifiuto del fratello. Pan capisce tutto, rivela al figlio nero, verbo sopravvive, cerca dove è andato, inchiostro troverai, in albero rinato; figlio bianco poi, dimentica suo libro, mentre nero mangia, ora arbusto iboga, radice di sentiero, da Africa si espande, fratello bian la vuole, per ritrovare fede, mastica radice, e ascolta voce arpa. Maria Egnèpe parla, dispone frate bianco, che ascolta calmo attento, cammino suo interiore, vede incompiutezze, e attira altro lavoro, da fare su se stesso: i maestri cerimonia, povi nganga o beti, rimembrano affetti, a mezzo di emetico, testano volontà, purezza nel suo cuore, vomita pensier vizi, e ogni male azione, nel pentimento vero, vomita i segreti, furto o rancore, menzogne od incesti, omicidi e satanismi, chiude col passato, si impegna a migliorare: chi vomita si purga, dicono i bwitisti, maestro a esaminar, colore e contenuto, constata sufficiente, prepara confessione, mentre allievo agisce, trappole in azione; ora lui comprende, squilibri causati, o ricevuti dai clan, materno e paterno, morti e adulterio, vampirismi passivi, invidia e gelosia, di cuori induriti; libera suo cuore, a evitare pazzia, vendetta di antenati, si libera e confessa, inconsce dipendenze, catarsi accade e poi, rinasce in Dante veste. Sotto effetto pianta, basso controllo corpo, disintegrano idee, sprazzi di emozioni, risate o sonnolenze, occhi sono gonfi, nausea ed agonia, per vomiti o convulsi, arriva garanzia, che liturgia organizza, un pronto intervento, antidoti a lista: punge nuca allievo, scopre se è partito, fare cerimonia, chiede chiaro affido, chieder cose chiare, scopi oppure cure, esame di coscienza, introspezione pure, aiuta vedere, la propria intenzione, ciò richiede tempo, mesi a trovare, esatte situazioni, ostacoli e talenti, libri danze e canti, aiuta investigazio, risuona in te qualcosa, emerge contemplazio; amar sentirsi amati, essere accettati, trascesi nel gruppo, nativi e civili, al medesimo tempo, condividono emozioni, nel tempio universo. |Mwanga benga ai Fang, è infante adorato, analogo a maganga, fecondo ventre amato, contenuto e contenitore, come kunda e kundalini, a Gesù paragonato: banzi accede al bwete, inizia masticando, conclude attraversando, poi vedrà suo cranio, il giorno del mandaka, conclude carriera, ogni cosa rivelata. Bwete è primo oggetto, dotato di maganga, mandaka resta luogo, di riposo e guardia, traversare è saltare, oltre vecchi confini. BANZI discente, e NYMA docente, nel verbo musicale, san comunicare, attivano favella, scaldano maganga, a fare Dante viaggio, con radice in pancia: ciò ispira sogni, la notte in arco e arpa, ricordi di pigmeo, sue gesta di foresta, viaggio nel passato, ricordi della infanzia, emotivo ritratto; indietro ancora indietro, al vecchio solitario, elefante originario, dei vecchi iniziati, scesi in lor foresta, segreti vedon chiari, messi in sacca a spalla, Penge bisaccia, aperta a divulgare, nozioni della caccia: ultimo segreto, arriva a fondo sacca, profonda spiegazione, puzzle primo mito, un fondo senza fine, matrioska successiva, in viaggi di ascensione, ostacoli ed enigmi. Nel viaggio di Dante, saper ben costruito, in multiplo linguaggio, narra stesso mito, ogni veglia spiega, la veglia successiva, ognuna pone chiavi, in oracolo futuro; bwete come il mare, banzi appone tacche, a tappe verso il nyma, pantera iniziatore, apprendere continua, da cesta e da visione, perenne insoddisfatta, fintanto che decide, traguardo soluzione. Nima version profonda, controlla ogni parola, orienta i cadetti, magnetizzando innesti, con giochi indovinelli, enigmi e sottofondi: |Gallo canta alba, ferma recita notturna, quesiti irrisolti, promesse a continuar, epopea senza fine, sino ultimo respiro, nima a fin carriera, divulga segreto primo: gioco tra generazioni, circo del sapere, cadetto gratta bwete, il nima lo trattiene, morte giunge a regolar, valore del sapere, se pà iniziatore, muore sen trasmissione, rivela post-mortem, suo segreto valore, onirico messaggio, indirizza al designato, protetto da sorcio, rimane valorizzato: al fondo sta inizio, te ebando bwete, ad avere sua forza, devi conoscere inizio, genealogia lignaggi, origine dei clan, scissioni e migrazioni, e totem associà; mito vien ripreso, episodio in altro mito, mutan nomi e luoghi, ma fatto resta vivo, nel nome di paese, sta nome di vegliardo, esprime suoi fatti, canto suo stendardo; vecchio narra e ferma, a fare tale canto, associa a episodio, poi riprende fatto, fin prossima canzone, identiche le veglie, canti e danze mbando, narran storia bwete, spiegate alla bwenza, a completare scene. Bwete muove e retrocede, figli e carriere, cuor solletica pelle, fà trasalire corpo, banzi a più riprese, amplifica pensieri, cuore vede tutto, sua verità fuoriesce, parole-scuotimenti, colpiscono paziente: le dita fanno note, ma cuore le indirizza, musa in nostalgia, da cuore mana sprizza, nzanga crea sostanza, da cuor parola vera, mobilita alleati, a convincere assemblea. |JESI nganga parlava, narrava vari eventi, messaggi del cuore, che in ironia poi veste, dice uomo e intende donna, trasferisce intenzione, auto-ironia napoletana, intelligence potente, afferma questo smonta quello, arte committente, fà romanzi circolare, criptati dati e riti, nasconde enunciati, mutando scetticismi. Ironia di gruppo, tutti complici fà, destinatar condotto, a riconoscer pegno, rientra nel rituale, banzi van coptare, complici a vogare; efficacia di parola, ambivalenza pare, valor di verità, la mente sa scalzare, a scopo di curare, narrazion rituale, permette indovinare; se parol piccante, pizzica con lingua, coglie dato grande, paziente ascolta tutto, si vede nel narrato, ispira a dir basè, e acquiesce suo malgrado. Aiuta ironia, coinvolge senza offese, crea complicità, e banzi si diviene, resta a fondo sacca, a fine iniziazione, deluso o soddisfatto. Sacco dei banzi, non manchi di iboga, sacco dei nyma, non manchi dei migonzi, paziente gioisce, e dice al suo nganga, toccasti ciò che giace, a fondo mia pancia; 1 cerchio alle due mani, rivel danaro fuga, 1 cerchio sullo sterno, la collera rivela, cerchio su addome, rivel dolori ventre, 1 cerchio attorno vita, rivel bumba serpente; mal di ventre e spalle, rivela amor falliti, insonnia gran fatica, mal sogni finanziari, ostacoli a scuola, 1 paziente crede tutto, la cura è vomitare, cercare proprio punto; ignora il proprio corso, mal reni o di schiena, ventre appar bloccato, bisogna vomitar, testa aperta vede, parente a lui sorcio, necessita paziente, iniziarsi al fondo; perturba mal di ventre, 1 mistico malato, ostacolo a progetti, o interior travaglio, mangiasti in infanzia, 1 tossico metallo, sciogli ora enigma, diventi iniziato. Borsa incustodita, davanti la mia branda, la prendo come mia, dentro sta bevanda, bevo e mi pulisce, da miti di falsari, lava miei rifiuti, mentali intestinali: un banzi ha visto bene, svela a quel deluso, prende sacco penge, da spalla del lor nyma, invita mis-credente, guardare dentro a rima, ma quello si rifiuta, ignorando ironia, allora donna canta, complice assemblea, uomo svuota il sacco, brontola un idea, sua compagna banzi, lo invita ad ironia, ancora si rifiuta, ingaggio scappa via, fondo sacco è vuoto, ma uomo troppo serio, se rifiuta gioco, diviene zimbello, fuor regole di gioco, rimane in superficie, di dogma religioso, 1 giorno poi capisce, se vuol relazionarsi, sospende suo giudizio, segreto dei feticci, è gioco condiviso. Altra scena in veglia, tra 2 vecchi nima, si incontrano in mbanza, mai conosciuti prima, uno ha cesta grossa, altro penge in spalla, primo assai curioso, vuol saper che serba, il nyma sorridendo, mostra mattin seguente, 1 pipa con tabacco, risate a crepapelle. bwiti-mobogwe.m4a
lume111-Tago ha un cuore nuovo, presso i |terabanzi, ruoli a profusione, schemi e sabotaggi, interna riflessione, converso con soggetti, parti di me stesso. |Radice mostra ferite, passato e futuro, tra maschere di Adamo, con piuma parrocchetto, a guidar giusta parola, assumi amar radice, cade a terra e trema, anima inizia viaggio, su note di arpa e canti, degli avi in bianco e nero, incontra i propri morti; ascolta e impara bene, ciò che attende a riva. Buiti è un aldilà, morte e iniziazione, si apre solamente, a inizio e conclusione, ciò ti aiuta stare, saldo alla visione, intento chiara vita, adulta iniziazione. Seba vede Tago, elfo bian coniglio, che prende la metrò, con laptop in mano, Mallendi in bianco-rosse, la musica trasporta, in cerca di antenati, mentre stomaco ribella: irrompon lampi luce, riparte una visione, Locomotiva vecchia, che tira dei vagoni, ogni vagone 1 tema. Sesto dice che son morto, sospiro a meraviglia, gruppo fà conforto, siam morti tutti quanti, tutto appare sogno, ancor quarto cucchiaio, va corpo a vomitare, esce ogni sporcizia, stress e triste iinfanzia. I vagoni aprono porte, son clip riassuntive, soggetti e sensazioni, orchestre di concetti, piango con singhiozzi, rivedo me marmocchio, finestre su ferite, profonde e curative. Mallendi è Nganga guaritore, del Bwiti del Gabon, giunto anche in Italia, a portar cura e risveglio, lui poggia la radice, al centro del pavimento, poi canta che ogni pianta, è memoria di antenato, in lingua |Popè-na popè: |ge-bwete-bwete, il più grande dei bwete. Zamba we! silenzio, eboga emboba m-andoma akido! coro risponde: doi tzenghe! la terra è silenziosa, il a mangé les bois sacrè. |Engadi na duma, zambi a vanga, soya biga miwo, nzame bokenge' ngomendan eso woya engadi na duma, nzambe eyima tio ah, tio di mongabanda, kombi na, njima mo koko ne tongo mwan, ma biga motina nima, ko taba nima mo tele mo dissumba bandamba ganga (fang07-minkin-song-entrance-to-chapel.mp3) IT fulmine e tuono, vengono assieme a creare, il primo umano, divino ha concluso creazione, va in dimora acqua, dopo nascita creatore; il divino è in uovo, galleggia su oceano, da esso escon 3 esseri, primo uomo è creato, donna vien creata, lampo con tuono, acqua inonda terra, diluvio di fango, Noè perde fuoco, chi vede divin figlio, tradito dal danaro, cospirano i gentili, contro divin bimbo, deriso e perseguitato, dai royal nemici, figlio dissumba ucciso.|Popè: mwan a Zambe kanga a king bakombo, nto mwan zambe vanga oni bot, IT il figlio d'uomo diventa figlio di Dio, diviene salvatore.