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voce: letargo


lontracacciatori alle paludi pontine (110) 10-Evanga in suoi lingua popè | foto fauna | audiolibro | fauna_tasso_faina_volpe_gufo.mp4 | seba-grida-savana.mp4 | fauna_istrice-porcospino.mp4 |musica canto_madonnanera.mp4
tartarugaLumaca Chiocciola e Tartarughe (120) 20-La tartaruga telingua popè | foto rettili | audiolibro | fauna_chiocciole_e_lumache.mp4 | fauna_tartaruga-marelido.mp4 |  |musica 29_naturalmente.mp3
ramarroLucertole e Orbettini, Geco e Camaleonte (146) 46-Kinaciau guida,lingua latingreco | foto rettili | audiolibro | fauna_orbettino_anguis-fragilis.mp4 | fauna_ramarro.mp4 | lucertola-geco-visite.mp4 |musica 39_daime_linha_do_tucum.mp3

(): 3 quid censiti


110:lume110-Evanga in suoi racconti, narra nozze sincretismo, tra sposa e servizio, e i nativi culti di avi, uso radice d'iboga, arpa reliquie e cerimonia, festa impegno e vocazione, nella selva africana. Muyè simbolo di rinascita, è uno spirito dell'arpa, che si sposa al suonatore, inizio di un percorso, in cui fedeli e comunità, trasformano i dolori, nella unione ad antenati. Muyè è come Ayami, sposa celeste degli umani, in veli bianchi e pastello, ornata con conchiglie, unisce il suo destino, a colui che suona ngombi, tra visibile e invisibile, nozze alleanza e vocazione. Muyè incarna un lignaggio, di donne-arpa antenate, nel tempio di Evanga, esse sono Nana Nanga, Nana Evissa Tsengue, e Nana Ngondo-Dipouma, che viaggiano dal Gabon, fino al Camerun e Italia. Ruolo di arpa è guida sacra, un tramite tra i mondi, chiamata a governare il suono, canto cura e relazione, dove il Nganga assume ruolo, di sposo celeste in cerimonia, compagno e mediatore, aiuta Muyè a incarnar mandato. Ecco le nozze del richiamo, nel suono d'arpa del suo sposo, che proclamano il suo ruolo, di ascoltare e curare, e rispondere a bisogni. Come le nozze con Sofia, è dichiarata un alleanza, tra spiriti e comunità, corpo ed energia, la cerimonia avrà tre fasi: richiamo e consacrazione, poi presa di servizio, essa inizia col riconoscimento, del lignaggio dell'arpa, ovvero sua ascendenza, segue poi la liturgia, del suo ruolo con i canti, danze abiti e simboli, che identifican l'ayami, coinvolta nella cura, quando proclama sua funzione: ascoltare le richieste, tra spiriti e comunità, curare o rispondere, a esigenze materiali e spirituali, l'arpa unita al suonatore, diventa sorgente luce, protezione e guida etica, che rifiuta dominazione, pur affermando autonomia, dignità e risposta azione.| Seba osserva la fauna, tra Pontina e Biedano, incontra gatti e cinghiali, cani lontre e donnole, martore e tassi, scoiattoli ghiri e pipistrelli. Tra paludi e boscaglie, ferma a riposare in capanne, osserva uccelli migratori, oche selvatiche e folaghe, starne allodole e tordi, anatre lepri e quaglie. Palude Pontina selvaggina, scoiattoli e ghiro fan provviste, come istrice e marmotta, che vanno in letargo. Seba ascolta uccel notturni, upupe gufi e colombacci, evocan storie di ricordi, lontane in luogo e tempo, come il clan degli Ayandzi, e la tratta degli schiavi, che fuggono alla selva, e incontrano animali, come lontra e rondinella, che indican sentier di vita. Giunto al monte Ibunji, sul massiccio duChaillu, in Gabon dividon clan, Tsogo Sango Eshira, Kele Baka e altri. Narra mito di Mosuma, lontre gemelle in rio Mososo, scopron radici iboga, mbasoka e nyoke, e tuffatesi nel fiume, ascolta il suono obaka e ngombi, di Granchio Bitoto, che suon con molte dita, e dona agli umani, gli strumenti musicali. Mosuma è Banzioku, che incontra la piroga, condotta da Motembwe e scopre il Mobogwe, il fiume dei ritornati, vestiti in bianco e nero. Il viaggio porta conoscenza: radici strumenti e melodie, connessi alla creazione, dell'Arco di Busenge, a segnare il passaggio, dalla selva al villaggio, da isolamento a comunità. Arco maschio solitario, dialoga con spiriti, mentre Istrice sonaglio chiamalo Bopunda, accompagna le scoperte, e interpretazione segni e sogni.# Seba osserva fauna 动物, tra Pontina e Biedano, mammiferi e pesci, insetti rettili anfibi, il gatto selvatico, detto Felis silvestris, Sus scrofa è cinghiale, Cane e Lontra e altri. Mustela nivalis, donnola martora Martes, Hystrix cristata, Sorex samnitico toporagno, Vulpe vulpes dietro lepre, Lepus corsicanus, tasso Meles meles, topo Apodemus sylvaticus. Sciurus Scoiattolo, Ghiro è Glis glis, Muscardinus avellanarius. Seba incontra in treno, un ingegnere cacciatore, raggiunge al mattino, stazione Fossanova, poi a piedi cammina, fa pause e si riposa, capanne di fortuna, tra anatre lui trova. Lepri in quantità, tra sterpi e boscaglie, indisturbate vanno, tra le paludi langhe, Beccacce e Pavoncelle, costellano palude, quaglie tortore africane, aspetta su dune, stremate dal viaggio, nessuna legge venatoria, arrivano Storni, a nuvole su palude. Folaghe dei laghi, son pure abbondanti, oche anatre selvatiche, grassi volatili, Starne e pernici, Allodola e strigliona, pur Tordi e Ficarola; preda cacciatore, uccelli di passaggio, con cani di supporto, che aman tali terre, un riccio per il sugo, condiva sua polenta. Dopo anni bonifica, di Palude Pontina, rimase ricordo, e scompare selvaggina Seba ancora osserva, uno |SCOIATTOLO antico, che accumula provviste, ghiande semi a guscio, Ghiro e Pipistrello, Istrice e Marmotta, che fanno pur letargo, una sorta ibernazione, metabolismo lento, abbassa lor calore. Seba ancora osserva, un passero che mangia, i fichi più maturi, poi animal notturni, Istrice e Tasso, in trappole di lepri, Averla e colombaccio, Upupa e gufi, Talpa che accumula, frutta nei suoi nidi; affiorano ricordi, di storie da lontano, Ayandzi clan faceva, la tratta degli schiavi, più popoli locali, fuggirono alla selva, incontrarono animali, |LONTRA e rondinella, che gli indican sentiero, a sfuggire pirati, riparo al monte Ibunji, sul massiccio duChaillu, al centro del Gabon: ge-bondje è gran montagna, oggi quasi disabitata, terminato il terrore, si diviser nuovi clan, Tsogo Sango Eshira, Kele Baka e bianchi, mitici pellegrinaggi, narrati in sequenze ngombi; così un canto repertorio, narra il mito Lontra, sul torrente Mososo, fiume mitico Mobogwe, dove vivon lontre gemelle, una è Mosuma, l'altra e Sombididi. Mosuma un giorno trova, una pianta sulla riva, ne sradica radice, inghiotte pezzi radice, poi si dirige qui, presso cascate d'acqua, dove siamo tutti noi, si siede e sonnecchia: avanti avanti banzi! scendete nel Mobogwe, come vermi in viscere, fin dove i pesciolini, risalgono i fiumi, mangiamo pure noi, ciò che mangiò Mosuma, e da quel giorno cominciò l'usanza di consumar, due varietà radice, mbasoka di mandrillo, e nyoke dell'istrice. Mosuma nel suo viaggio, al fiume di radice, tuffatasi in acqua, sentì il suono obaka, più avanti nel fiume, sentì arco mongòngo, il maschio solitario, che vibra il primo avo, poi vide arpa suonata, dal Granchio Bitoto, con dita fessurate, nelle articolazioni, e mentre ha visioni, sente vibrazioni, che vien da fondo fiume, si immerge poi esclama, cos'è che vibra? scende in profondità, vede il granchio Bitato, beti assai virtuoso, poi sente un fruscìo, è il sonaglio di Bopunda, che crepita all'entrata, dove penetra Disumba, Lontra allor sprofonda, cullata dalla ngombi, e da Istrice sonaglio, poi chiese ed ottenne, i strumenti musicali, e a umani li ha donati. Mosuma è mosema, cioè Banzioku stessa, che incontra la piroga, condotta da Motembwe. |Arco accompagna Povi, discorso in 8 tappe, che canta Ngombi mbembe! nel mito Nzambe kana, evoca tempo anteriore, mondo di cacciator/coglitori, dove Mogongo avo babongo, prega sue reliquie, con melodia ronzante, che stimola bandzi, come il marranzano scacciapensieri siciliano, arco-a-bocca siberiano. Mongongo è avo pigmeo, che dialoga con suoni, a spiriti mikuku, nel folto della selva, con la radice in pancia, e strumenti di Mosema. |Popè: go ndibo go epongo go makungaka ngombi, ye mosuma mwana.. ye ake, Mobogwe. |Mobogwe tseny'edi te mandome, mosuma ya dzuwaka eboge. IT |Mosuma-lontra infante, lascia il fiume per andare, al paese dei mortali, guarda i caduti nel Mobogwe, il fiume dei ritornati. |popè: ngombi mbembe! do disumba mokoko, soke sanga sa bopunda au nzimbe. IT radice di creazione, principio filiazione arco-arpa, dove il viaggio di Mosuma, porta la scoperta, sulle rive del Mobogwe, analogia col viaggio, del banzi entro se stesso, con sonaglioM di |bopunda-ISTRICE, che crepita penetrando, nella stanza nzimbe, mentre Efun |mben-mongongo, è genesi d'arco, che segna il passaggio, dalla selva al villaggio, ARCO di BOSENGE detto Mben tra i Fang, Ngadi dei Kota, mu-ngòngo |lingua-Kikongo, ha più significati, gran nervo e spin dorsale, caverna profonda dove, vivon termiti alate. Mo'ngòngo hai compreso, è maschio solitario, con sua corda unica tesa, mentre arpa è suonata, da molte dita del granchio. lume110_ngombi_lionel.mp4
lume110-Mosuma e le rovine sommerse, nella foresta sacra, tra radici intrecciate e luce dorata, Mosuma è lontra del Mobogwe, fiume dei trapassati, spiriti in bianco e nero. S'immerge in acqua e ascolta arpa, del granchio Bitoto, ricevendo conoscenza, da radice di memoria, mentre l'istrice Bopunda, col sonaglio accompagna, passaggio da selva al villaggio. Granchio Bitoto è detto Cancro, con le sue dita sciolte, suona e guida il cammino, a chi ha pazienza di ascoltare, in empatia tra canti di avi, e silenzi del fiume, un fascio di luce scende e lega, visibile e invisibile. Emerge sposa spirituale, che si unisce al suonatore, per ascoltare e servire, attraverso l'arpa ancilla, e i lumi di memoria. La lontra oracola così: prima esplora ciò che giace, nelle memorie sotto di te, poi costruisci ciò che porta, armonia intorno a te; ascolta il fiume della memoria, la vera vocazione non domina, ma collega le rive. Bitoto dalle molte dita, continua a suonare senza rispondere, Mosuma allora scese, in acque più profonde, a conoscere il suo compito, tra pietre sommerse e antiche rovine, scoprì stanze dimenticate, tracce di lignaggi e vocazioni, ferite trasformate in memoria, ruoli e maschere sepolte, e il vuoto pieno di libertà. Allora comprese: |Ngombi-mbembe! L'arpa suoni sempre! soke sanga sa bopunda au nzimbe, ye mosuma mwana ye ake Mobogwe: non ogni richiamo è un potere, non ogni dono è una missione, talvolta la cura nasce dall'ascolto, come la lontra che osserva, prima di agire, così arpa e lontra, istrice e granchio, insegnano il medesimo cammino: ascolta e lascia che tua azione, porti armonia intorno a te.

120:lume120-La tartaruga terrestre, lenta e resistente, in letargo sottoterra, attorno ai 7 gradi, sia terrestre che marina, insegna col suo guscio, gli oracoli e i cicli, pazienza e lettura: destino nasce dall'attenzione, e lettura dell'ambiente. In tradizioni slave, il tempo di vita è segnato, da segni associanti, creatura a cicli umani. Pur Lumaca e Formica, insegnan calma e lentezza, ogni passo lascia traccia, e prepara la via, la lumaca muove in orto, su muco che lubrifica, protegge e spiana il terreno, difendendo da formiche, grazie a tenaci bollicine. Il muco secco riflette il sole, e rinforza la sua casa. Tra rettili e anfibi, vedo Testudo hermanni, la Rana dalmata, la biscia Coronella, e Ululone ventre giallo, Cervone e Salamandrina. La tartaruga marina, detta Caretta caretta, depone uova su spiagge, incubate 45-60 giorni, sarà poi temperatura, a determinare il sesso. Uova poste più in alto, producono femmine, più profonde i maschi.| La lumaca da orto si muove lentamente su muco che lubrifica, protegge e spiana il terreno, difendendola da formiche grazie a bollicine tenaci. Il muco seccato riflette il sole e rinforza la sua casa. La tartaruga terrestre, lenta e resistente, esce dal letargo fino a circa 7 gradi, poi si sotterra; in tradizioni slave il tempo di vita è segnato da segni, associando la creatura a cicli umani. Tra rettili e anfibi comuni ci sono Testudo hermanni, Rana dalmata, Ululone ventre giallo, Coronella, Salamandrina e Cervone. La tartaruga marina Caretta caretta depone uova su spiagge di Ostia; incubazione di 45-60 giorni, con temperatura che determina il sesso. Uova più alte producono femmine, più profonde maschi. Nella memoria orale africana, Fang e Tsogo, aiutati dai Pigmei, ricordano eventi tramite corde e indovinelli. La tartaruga, risalendo contro corrente, allude a simboli sessuali e cicli di vita. Tra i Beti, un vegliardo dona un’arpa per il primo canto o pianto del neonato, Abiale, che invia energia vitale e segnala al creatore la nascita della creatura. Nei canti ngombi zen, Abiale è un appello alla presenza divina.# |LUMACA di orto nuota, in mezzo del suo muco, e fa dodici centime, in media in un minuto, perfino una lametta, affilata non ferisce, per la lubrificazio, che lei vi conferisce; su terre accidentate, il muco spiana strada, riluce secca al sole, protegge la sua casa, attaccano formiche, lei soffia dentro muco, barriera bollicine, tenace a tale intruso. |TARTARUGA terrestre, lenta sulla strada, esce dal letargo, pure a inverno mite, resta in superficie, fino ai 7 gradi, poi si imbuca alfine: in religione slava, a umano è assegnato, un numero di anni, da vivere o rok-poк, abbreviando allungando, tempo assegnato, vari segni invita, Smierd contado slavo. Rettili e Anfibi两栖类, altra fauna comune, testuggine di terra, Testudo hermannii, e Rana dalmata agile, Ululone ventre giallo, e Coronella biscia, Salamandrina con occhiali, assieme a Cervone, Elaphe quatuorlineata. Tartaruga Marina |Caretta caretta, arriva a mezzanotte, su spiagge del lido, scava nella sabbia, con zampe posteriori, una buca sufficiente, a deporre sue uova; le 104 uova, rimosse e trasferite, entro 24 ore, altra zona sicura; incubazione accade, 45-60 giorni, poi sabbia temperatura, determina il sesso, le uova più in alto, prendon più calore, femmine saranno, mentre in profondità, tartarughe maschio, su Ostia battigia. |fuggivano i Fang, dai califfati del Sudàn, fuggivan gli Tsogo, dai Vili della costa, i due popoli aiutati, entrambe dai Pigmei, alberi e animali, e una bianca donna Mwei. Persone ed eventi, ricordati da 8 corde, divenuti indovinelli, iniziatico sentiero, Disumba Tu vibri, dove Tartaruga risale, contro corrente, allusione amor sessuale. Beti vocazione, si rivela alla visione, un vegliardo a barba lunga, e con berretto rosso, mi dona un arpa, per fare il primo canto, ovvero primo pianto, grido del bebè alla nascita, Abiale in lingua popè, segno di energia vitale; dopo la quiescenza, si sveglia sulla Terra, il pianto invia messaggio, al creator via Tartaruga, che creatura è bene giunta. Abiale è come appello, al creatore dici presente! nei canti-ngombi zen Abiale. 
lume120-Scioom sul lungomare, sopra un Elefante, gente sulla riva, gioca e fa esercizi, vede in cielo 1 tappo, dapprima fu sereno, poi prepara strappo; si oscura minaccioso, lancia suono cupo, vedo nubi scure, gocce su ogni muro, Cielo si scatena, è acqua tintinnante, scende fino in mare, con fragore grande. Tra indovinelli Bwiti, trasmessi dai Pigmei, una Tartaruga narra, maree e cicli di vita, risal contro corrente, in un simbolo sessuale, mentre un vegliardo dona, un'arpa per cantare, il pianto del neonato, il primo e ultimo canto, canti zen Abiale, appello alla presenza, prosegue il sogno Scioom: coprono alte onde, un sole di ponente, abbattono su costa, erodon ricorrente, grossi pezzi spiaggia, inizia scomparire, case agglomerati, al mare vanno offrire. Spettacolo oscurante, drammatico seguire, sviluppasi la cresta, si ode un suono miing, un immediato scioom, acqua fino a costa, abbatte con violenza, e ogni cosa sposta. Il mare avanza alto, erompe in maremoto, spettacolo grandioso, terrifico suo scopo, nessuno tra i presenti, capace di aiutare, fardello io mi porto, non posso rifiutare. Alzo le mie carte, e un vento mi solleva, mandandomi veloce, arrivo a primavera, assieme ad altri due, che volano con me, arrivo su una strada, discesa avanti è. Smeraldo Mare vedo, di la del montarozzo, cerco di arrivarci, sen caderci addosso, ho fardello carte, nuotare non saprei, libro vola in aria, in acqua non vorrei, mollarli o affogare, è amara decisione, abbandonar conquiste, inizia la missione, ritrovo sulla riva, assieme due compagni, sopra-sotto sono, mi tolgon dagli affanni.

146:lume146-Kinaciau guida, parla con ogni suo gesto, con ogni pietra, in un richiamo che riporta a casa, come una bussola interiore. Kino invita a danzar |Numtchai, e col cuore dice: poso le mie mani su di te, per indicare a spiriti antenati che tu sei mio gemello, abiti il mio cuore e ti chiamino fratello: se metto num in te, vibri come foglie, la morte che ci uccide, non temerai qual doglie, tuo addome sarà pien di frecce di calore, ma noi sfregando sudore dal tuo corpo, le frecce farem rientrare, i respiri torneranno, tu emetterai il grido kowedili, e gli altri attesteranno, che hai avuto il qi a zigo-zago, spirale di bollente energia, o circolazion di luce. Proverbio: affare divulgato è mezzo rovinato. In un mondo pien di sfide, ricorda Sant'Agnese, che nel suo giorno rivela, la lucertola per il |maggese.| Le Lucertole si nutrono di insetti e acqua, vivono in tane nascoste e possono perdere la coda per sfuggire ai predatori, rigenerandola in breve tempo; hanno una gola che si gonfia e si sgonfia e usano la lingua biforcuta per annusare l'ambiente. Orbettino è una lucertola che perde la coda per distrarre i predatori, si nutre di lumache e vermi e può vivere fino a 50 anni. Il Ramarro, di colore verde brillante, è un animale territoriale che vive pure vent'anni, si nutre di insetti e bacche e fà letargo nel terreno. Infine il Camaleonte, cambia colore in base all'ambiente e alle emozioni, mentre usa la sua lingua appiccicosa per catturare prede: è un animale mimetico e territoriale, cerca calore al mattino e ha un robusto appetito. Camaleonte è anche un totem, in molti miti e leggende di vari clan, guida gruppi di emigranti e connette vivi ed avi.# |LUCERTOLE in un prato, restano per anni, in tane ben nascoste, da talpe topi e vari, ha riflessi più veloci, di miei movimenti, perde sua coda, ricresce in brevi tempi. Lucertole hanno gola, gonfia poi si sgonfia, si ferma se si accorge, di essere osservata, la lingua biforcuta, nemici e amici annusa, emette feromoni, a trovar la via di casa: calor della mia mano, assorbe si ravviva, la abituo sen paura, mangiare da mia mano, si ciba di zanzare, bruchi ragni mosche, crisalidi farfalle, acqua lecca a gocce; lucertole e Orbettini, preda di serpenti, Anguis fragili, |ORBETTINO è lucertola, può perdere la coda, in caso di pericolo, fin 60 per cento, lunghezza suo corpo, lasciandola al suolo, a distrarre aggressore, e riuscire a fuggire: animale longevo, fino 50 anni, senza denti veleni, o mascelle snodate, si ciba di lumache, insetti vermi e lombrichi, durante le ore calde, resta nella buca, o tronco marcescente, esce a crepuscolo, o la mattina presto; ovoviviparo, partorisce dopo mesi, da Maggio accoppiamento, 6-12 orbettini, che dopo tre anni, son lunghi 25 centime, un proverbio dice: se vipera sentisse, e orbettino vedesse, poca gente al mondo, li disturberebbe. |RAMARRO è verdone, bellissimo colore, Orso bruno è, maestoso signore, Lacerta viridis, può vivere ventanni, il pene è giallo ocra, verde brillante schiena, la femmina più scura, nel periodo amori, la gola maschi è azzurra, la testa fa + grossa, dopo ritual gara, femmina cinquista, accoppia afferra fianco, resta morso cicatrice, a forma di V, su femmine primavera, animal territoriale, ciba insetti e bacche, assieme uova uccello.| ebbi 1 |CAMALEONTE, dentro mio terrario, mutava suo colore, x clima ed emozione, muove molto gli occhi, invischia le prede, fiocca sua lingue, lecca rami ambiente: mimetico si orienta, leccando rami assaggi, fedele al suo cespuglio, difende da compagni, inizia spostamenti, legato a 1 territorio, in caso di minaccia, si fa cader al suolo; cerca al mattino, punto x scaldarsi, sempre stesso luogo, ritmo di suoi passi, muove strisciando, a estremità dei rami, x assorbir da fianco, calor raggi solari; rigonfia fortemente, quando è irritato, o in competizione, disegni avrà mutato, colore giorno notte, modifica in chiarore, la femmina a far uova, vivace avrà colore: robusto appetito, specie avanti cova, inizia cercar cibo, si apposta in agguato, di artropodi e locuste, vermi e millepiedi, la lingua mir precisa, fulminea tu la vedi; cattura molte vespe, le afferra x il capo, recide con il morso, scansa il pungiglione, poi beve rugiada, raccolta sulle foglie, dondola avan dietro, insegna molte cose. Camaleonte guida, gruppi di emigranti, regina madre che, figlia tutti quanti, sacro androgino Vodun, coppia primordiale, ai figli Manu-Lissa, ricorda Ermafrodito, unito con Salmace, che visita ogni luogo, ospite regale. 
lume146-Un giorno il giovane Luca, entrò in un territorio dove la natura sembrava parlare attraverso forme mutevoli e rapide. Le |Lucertole gli apparvero come scintille sul terreno: vivevano in tane nascoste, si nutrivano di insetti e acqua e, quando erano in pericolo, lasciavano la coda ai predatori per salvarsi. Luca osservò i loro movimenti rapidi, la gola mobile che si gonfia e sgonfia, e la lingua biforcuta che annusa l'ambiente raccogliendo dati chimici. Più avanti incontrò l'|Orbettino, nascosto tra legno e terra umida. Pur simile a una lucertola, è privo di arti visibili e si muove lento, nutrendosi di lumache e vermi. Anche lui, se minacciato, poteva sacrificare la coda per distrarre il predatore. Luca capì che la fragilità apparente, è in realtà una forma di lunga resistenza, Orbettino è infatti un animale longevo, può raggiungere decenni di vita e conduce un'esistenza discreta e crepuscolare. Nel prato caldo vide il |Ramarro, verde brillante come una lama di luce, territoriale e vigile, vivo nei movimenti, attivo nei mesi caldi e capace di vivere oltre vent'anni. Luca comprese che la natura, talvolta si veste di bellezza, per affermare presenza e vitalità, e che anche il cambiamento della pelle è una forma di continuità: nei miti popolari, il mutamento di pelle e colore richiama il passaggio tra stati dell'essere, tra identità che si perdono e si ricostruiscono. Infine incontrò il |Camaleonte, la massima espressione del mimetismo: modifica il colore del corpo in base alla luce, temperatura estato emotivo; è territoriale e solitario, ama esporsi al sole del mattino per regolare il proprio calore, e con la sua lingua proiettile cattura il cibo, mentre con il corpo, senza parole, racconta il rapporto con il suo ambiente. Luca comprese che la natura non separa gli esseri in forti o deboli, ma in forme diverse di sopravvivenza, in quel viaggio imparò che ciò che muta è vivo, e che questi animali sono ponte tra visibile e invisibile, guidano i cambiamenti e l'adattamento continuo: la perdita protegge, la lentezza conserva, la bellezza afferma la vita, e la trasformazione adatta l'esistenza al mondo.



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