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jaiselzuni Dharamsala e Amritsar fin deserto Thar (61) 61-Tra digiuni e l lingua arabindi | foto indionesia | audiolibro | paesi_india_thar-desert.mp4 | paesi_india_vita-campagna.mp4 | africaverde_buche-pioggia.mp4 |musica 01_Guru-yogananda.mp3
chinino Canfora e cinchona, su fegato malaria (88) 88-Romulo narra di lingua indocina | foto cibospezie | audiolibro | flora_cinchona_chinino_gintonic.mp4 | balsamo-tigre.mp4 | artemisiannua-cura-malaria.mp4 |musica 32_Batalha.mp3
risaiakha riso in hilltribe Laos e Seepana AppaRao (136) 36-|Seepana Appa R lingua cinese | foto hmongcina | audiolibro | flora_riso-dehuller-akha.mp4 | risoakha_upland-slope.mov | doc_cina_diliu-plateau.mp4 |musica len-magicforest.mp3
acquadolce acqua dei santi cura orfani e piante (252) 02.䷁ lume252 |Il lingua alchemico | foto acquaetere | audiolibro | acqua_e_frequenzebis.mp4 | doc_Acqua_60minIT.mp4 | acqua_cannello.mov |musica arpaviggiano_tarantella_valdagri.mp3
61:lume061-Tra digiuni e lunghi cammini, Seba raggiunge Dharamsala, tra cedri himalayani e templi di McLeod Ganj, dove il silenzio apre nuovi paesaggi interiori. Ad Amritsar il Tempio d'Oro dei Sikh offre pasti, ospitalità e fraternità senza distinzione. Attraversando il Rajasthan incontra Jaipur, Ajmer e Jodhpur, fino al miraggio di Jaisalmer, antica fortezza carovaniera del deserto del Thar. Sul dorso del dromedario apprende la pazienza della "nave del deserto": il passo lento, il vento, l'alba e il tramonto insegnano il ritmo cosmico più di molti libri. Fame, sete e freddo notturno dissolvono le illusioni della civiltà, riportando all'essenziale: acqua, cibo, riparo e presenza. Chapati, zuppa, tè e meloni del deserto diventano nutrimento e gratitudine. Nei villaggi aridi, Seba osserva piccoli orti che custodiscono ogni goccia d'acqua, richiamando i Latdekwi degli Zuni e degli Hopi. Popoli lontanissimi hanno trovato risposte simili: cialde, terrazze e canalizzazioni che trasformano la scarsità in abbondanza. Il deserto diviene così maestro universale: non invita a dominare la natura, ma ad accordarsi ai suoi ritmi. Dal Thar al Nuovo Messico emerge un'unica sapienza dell'acqua e della resilienza, mentre la meditazione conduce Seba dall'esteriorità all'amrita che sale dalla pancia, la dolce sorgente interiore che disseta più di ogni oasi. Pesche e meloni delizia dei ghiottoni.| Tra digiuni e fatiche Seba giunge a Dharamsala, città himalayana dove McLeod Ganj offre riposo, silenzi e templi immersi nei cedri. Un mese di meditazione lo porta poi ad Amritsar, cuore del Punjab, dove il Tempio d’Oro Sikh accoglie pellegrini con pasti e ospitalità. In treno raggiunge il Rajasthan, tra Jaipur e le donne ornate di monili, specchio di una tolleranza islamica che scalda il cuore; ad Ajmer trova la moschea sufi, mentre a Jodhpur incontra il vento guerriero dei Rathore. Il viaggio prosegue fino a Jaisalmer, miraggio nel deserto del Thar, con mura di arenaria e antica fortezza carovaniera: a dorso di dromedario Seba sperimenta la lentezza paziente del “nave del deserto”, guida silenziosa e maestro spirituale. Medita sul sole che nasce e tramonta, sui venti che cambiano direzione, sentendo il ritmo cosmico della natura. Il deserto si rivela istinto puro: dissolve illusioni della civiltà e riporta al bisogno essenziale di acqua, cibo e riparo. Chapati, zuppa e melone diventano sostegni vitali, insieme al tè caldo che conforta nelle notti fredde. Tra villaggi aridi scopre orti-giardino simili ai waffle degli Zuni e Hopi, che coltivano meloni per nutrire e dissetare. Il racconto intreccia l'esperienza indiana con l’eredità dei Pueblo del Nuovo Messico: dal 1873 al 1904 gli Zuni usarono giardini a cialda, poi abbandonati dopo la costruzione di una diga. Quando la diga si prosciugò, negli anni 2000, tornarono alla tradizione per affrontare siccità e venti aridi. I Latdekwi Zuni, con argilla e pacciame, conservano acqua in celle quadrate di un piede, bordate da piccoli dossi. Questi sistemi permettono la coltivazione di mais, fagioli, zucche e girasoli, integrando terrazzi e canalizzazioni d’acqua. Tecniche simili si ritrovano tra Hopi, Navajo, Tarahumara, e nelle Ande, Canarie ed Egitto: culture diverse unite dal sapere dell’acqua.# Tra digiuni e freddi, scioperi e gimcane, arrivo in Himachal, |Dharamsala city, cammino pure a piedi, tra valli himalayane, Dharamsala appare, luogo in cui svernare; la cittadina in alto, detta McLeo Ganji, conifere di cedro, esperienze riposanti, yogurt con miele, e templi tra colline, aiutano entro me, viaggi della psiche: tutta uman realtà, vulnerabile appare, in cima a montagna, che domina la valle, umani come 1 fiore, che radica nel suolo, il ciel sovrasta tutto, eterno silenzioso; dopo 1 mese buono, lascio questo luogo, giungo ad |Amritsar, dei Sikh è capoluogo, Punjab valle Indo, terre cinque fiumi, granaio agrario indiano, fabbrica di fumi; city par stracolma, insegne di negozi, ma tempio di oro Sikh, lavora aiuta molti, offre pasti a tutti, letto ed acqua calda, ad ospiti che vanno, li a trovar la calma. In treno e autobus, proseguo in Rajastan, dopo giorni e notti, fino al |deserto-Thar, più donne di Jaipur, son belle coi monili, oscillano a ogni passo, magnifici orecchini: anello della Sunna, incontro in un bazar, Islam tradizionale, apre a ogni cultura, sua tolleranza pura, riscalda mi emoziona, mi sento come a casa, vijnana in me risuona. Mia anima corre, alla moschea di Ajmer, casa e mausoleo, di 1 sufi amico vero, il vento di Jodhpur, mi porta dai Rathore, clan di guerrieri, deserto Thar mi vuole: se medito sul treno, diretto a |Jaiselmèr, miraggio senza tempo, la city nel deserto, su via carovaniera, mi accoglie e rinfresca, tra mura di arenaria, antica sua fortezza; deserto in Rajastan, fuoco vento steppe, in groppa a Dromedario, sento le brezze, vita goccia di acqua, miracolo che aspiro, appare come sogno, 1 miraggio che respiro: mio spirito si unisce, ai miti del deserto, vede ed intuisce, sua natur del vento, le brezze di Novembre, portano il pensiero, a meditar su orme, sentieri del mistero; mi assale nostalgia, del + divino piano, imito il mio soma, al suo profondo fiato, mio guru |DROMEDARIO, sa calmar mia mente, efficiente mi porta, su desolate steppe: sua lenta camminata, come uman campione, suo passo è 3 dei miei, nave del deserto, paziente silenzioso, adatto ai gran spazi, con calma cerca cibo, senza disperarsi; fame sete e nervi, su steppe desolate, faccio io col vento, meditazion mirate, cerco andar letargo, come il Dromedario, cammina sul pietrisco, aggira l'ostacolo; rinasce |Sole a est, come aria |bollicina, o bicchiere acqua, graduale si alza, descrive arco in cielo, testa sovrastante, svanisce a occidente, emisfero distante: presso mezzanotte, inizia alzarsi vento, viene da sotto, poi a mezzogiorno, migra vien sin qui, calore e sole sono, rapporti sequenziali, come lampo e tuono. |Deserto puro istinto, selvaggia insistenza, Lui tira fuor da me, una via sopravvivenza, crolla ogni utopia, di civiltà cristallo, fuori propaganda, dissolve come nube; emerge gran bisogno, di viver quotidiano, trovare acqua e cibo, crudo e cucinato, |zuppa+Chapati, su fuoco di sterpaglia, un posto x la notte, tra insetti e sabbia. Melone del deserto, mio fornisce acqua, |Tè-limone e sale, diventa più importante, osservo le mie mani, e cerco le risposte, respiro vento caldo, e freddi della notte. Nei villaggi del deserto, tra clima arido-steppa, appare un orto waffle, come fanno ZUNI-HOPI, con meloni del deserto, per nutrire e dissetare, e questo viaggio meditare. I giardini |waffle-Zuni, estesi in Nuovo Mexico, Statu Uniti i.873, usati fino al 904, quan diga sul fiume Zuni, oblia l'usanza amica, nel deserto semi-arido, alta quota Zuni Pueblo, mentre anno 2000, diga resta senz'acqua, a fronteggiare siccità, clima caldo secco ventoso, e ritorna eredita. Zuni sviluppano design, di giardino circondato, da un muro di argilla o canne, mentre ordito della cialda, poteva avere anche pacciame, di ghiaia o fieno, a trattenere l'acqua, nel terreno più a lungo, e ritardare evaporazio. Sebbene vivon presso fiume, Zuni lottavano col clima, caldo e secco del deserto, con loro pratica Latdekwi, trattiene quanta più acqua, in letti rettangolari, in quadrati 1x1 piedi, due o tre celle di larghezza, a consentire accesso piedi, celle interne scavate, leggermente meno profonde, del terreno circostante, e racchiuse a dossi argilla, con cui fanno vasellame, olle e anfore per acqua. Zuni usan terrazzamenti, a portare terren fertile, e deflusso di acqua, da altipiani del deserto, fin nei loro giardini. Zuni usano ladteki, a coltivare loro milpas, mais fagioli zucca e girasoli, come altre popolazioni, che riscoprono coltivazione, a terrazze simil waffle, in Egitto Canarie e Italia, Hopi e Navajo usan terrazze, come i Tarahumara Messico, mais fagioli e zucche, o patate maca e varie, sulle Ande Sud America, terrazze alimenti base, adatta aride montagne, a conservare acqua. sadguru_ghiandolapineale.m4a
lume061-In sogno raggiungo un piccolo accampamento Hopi, cinto da mura di fango nel deserto. Dopo uno scambio di conoscenze mi dicono che, avendo cuore affine, potrei unirmi a loro. Dovrei collegare un tubo a un perno infisso nel muro, sembra simile a un wampum, un pegno di appartenenza, ma non riesco ad agganciarlo: il collegamento resta incompiuto. Comprendo allora che non sono ancora invitato alle danze sacre, forse perché ogni autentica iniziazione richiede preparazione e responsabilità. Parlando con un danzatore, questi teme che le mura non resistano ai predoni della pseudociviltà. Mi nasce allora un'intuizione: invece di dirigere la forza rituale nel rafforzare i muri, perché non rafforzare direttamente corpo e spirito, rendendo la comunità più resiliente? Il sogno richiama il recente incontro con lo Zhineng Qigong e l'interesse per le tradizioni sapienziali. Gli Hopi e gli Zuni insegnano infatti che la vera difesa nasce dall'adattamento intelligente: i loro orti Latdekwi, divisi in piccole cialde argillose, raccolgono ogni goccia di pioggia, custodiscono l'umidità e permettono a ogni famiglia di sopravvivere nel deserto. Le mura non separano soltanto, ma conservano l'acqua; analogamente la pratica spirituale non dovrebbe irrigidire le difese dell'Io, bensì nutrire dall'interno una resilienza vivente, come i semi delle erbacce che prosperano anche tra l'asfalto. Oracolo del lume: come l'acqua viene convogliata dal paesaggio alle radici delle piante, negli orti Latdekwi, così il mana (o la forza rituale) delle danze può essere trasferito dalle mura al corpo-spirito. In entrambi i casi la soluzione non consiste nell'innalzare difese sempre maggiori, ma nel dirigere una risorsa preziosa là dove genera vita.
88:lume088-Romulo narra di un indigeno assetato, che bevendo presso una pozza vicino alla Cinchona, vide diminuire la febbre, così trasmise agli uomini il dono della pianta. Nelle foreste d'Amazzonia, gli alberi custodiscono antiche medicine: Cinchona rubiacea, o Albero della China, divenne famosa per la sua corteccia, capace di contrastare, le febbri intermittenti della malaria. |Samuel-Hahnemann studiò la corteccia di China, osservando che in una persona sana, poteva produrre sintomi simili alla malaria: nacque così il principio omeopatico 'similia similibus curantur', dove la similitudine guida la ricerca del rimedio: dalla corteccia furono poi estratti chinino e chinina, sostanze fondamentali, nella storia dei viaggi tropicali e della lotta contro la malaria. Romulo usava Eucalipto, o Artemisia annua dalla Cina, 20 gocce al mattino e sera, per cura e prevenzione, tisana usata in Madagascar, assieme a Salice antifebbre. |China radice in decotto, del galenico farmacista, in forma cloridrato chinino, o solfato di chinino (clorochina idrossiclorochina) cura febbri similari. Accanto alla China crescono altre piante alleate: il Niruri, chiamato chinino dei poveri o Chancapiedra, usato nelle tradizioni popolari per fegato e reni; l'Uncaria tomentosa, Unghia di Gatto degli Incas, impiegata dai curanderos per curare infiammazioni e sostenere equilibrio e vitalità; la Canfora dell'Asia, i cui vapori e oli calmano dolori, spasmi e affaticamento respiratorio; Artemisia annua dalla Cina. Ogni pianta insegna una lezione: la guarigione richiede ascolto, misura e rispetto dei ritmi naturali. Come dice il vecchio proverbio: 'meglio un prossimo vicino che un lontano cugino'; spesso il rimedio più prezioso cresce accanto a noi, se impariamo a riconoscerlo.| Albero di China e piante curative, la corteccia di Cinchona (Cinchona rubiacea) cura febbri intermittenti e malaria, ispirando Hahnemann nella nascita dell'omeopatia, dove la similitudine guida la cura e la diluizione armonizza corpo e memoria. Samuel sperimenta dosi per eliminare eccessi di calore e patogeni, temperando con gin e altre erbe. Niruri (Phyllanthus niruri) è chinino dei poveri, cresce nei tropici, trita calcoli renali, allevia diabete, dissenteria, ulcere e pruriti, pulisce sangue e protegge fegato; la linfa e polvere si applicano localmente o in decotti. Uncaria tomentosa, Unghia di Gatto, corteccia e decotti rinforzano immunità, riducono infiammazioni, artriti e infezioni virali, stimolano apoptosi su cellule tumorali. Canfora (Cinnamomum camphora), sempreverde di Indocina, vapori e olio calmano dolori, spasmi e raffreddori; in distillati balsamici unisce analgesia ed eccitazione dei sensi, proteggendo testa e polmoni.# |CINCHONA rubiacea, Albero di China, le febbri intermittenti, della malaria cura, SAMUEL Hahnemann con essa, guadagna fama, come rimedio alla malaria, apprese corteccia della China, da un indios che con febbre, vagava per la selva, del Perù e Bolivia, poi assetato bevve, acqua pozza di Cinchona, e vide passar febbre; così la sua ricetta, fu data alla signora, che da Cina e Spagna, divenne la Cinchona, poi Swepps imprenditore, aggiunge liquor Ginepro, al macerato radice China, che tempera l'amaro, ai soldati britannici, nei tropici del mondo, Acqua Tonica Gyn tonic, or poche tracce di chinino. Samuel fece esperimento, con Cinchona succirubra, corteccia sintomi produce, stesse fasi di malaria, mani e piedi stanchi, sonno ansia tremore, pulsa mal di testa, febbre simulazione, guance rosse e sete, cinchona legge similare, similia similibus, curantur in Lipsia, nasce Omeopatia, sua potenza diluita; malattia morbosa, elimina dal sangue, e memoria riattiva, diluendone tante, Samuel cerca dose, che anima spande, serba informazione, geometrica intenzione, lui chiede eliminare, eccessi di calore, freddo o patogeni, mix di prescrizione, chinina e cinconina, cautela di dosi, se prendi anticoagulanti, fan triste sinergia. |NIRURI Fillanta, amara euforbia annuale, poco ramificata, cura calcoli renal, e Fegato malattie, pianta intera radice, in polvere seccata: linfa fresca ci dice, applicata a parti lese, ai tropici cresce, chiamata keezhanali, chinino dei poveri, chancapiedra in Perù, niruri in India, paraparaimi Paraguay, sanpietro Filipina, in amazzonia peruviana, in umido propaga, via semi e radici; se ruba altre piante, infestante in discariche, lungo le strade, campi incolti e orti, trita-pietre detta, trita calcoli renali, e prostata aiuta, tien sapore amaro, febbrifugo di malaria, allevia diabete, azione ipo-glicemizzante, stuzzica appetito, e dissenteria combatte, anestetica intestino, prurito di fachiri, su cuoio capelluto, e zone genitali anali, cura ulcere e scabbia, si presta collirio, mix sfiamma occhi, linfa e olio di ricino; contrasta virus epatiti, croni ed acute, sa ridurre marker serici, di epatite-b, per 30 giorni fila, in portatori virus, sangue pulisce, 200 mg estratto pianta. |UNCARIA tomentosa, rubiace Unghia Gatto, alberello spiovente, è usata sua corteccia, Wilcacora per Incas, lo usan curandero, nei casi di artrite, su venere infezioni, su cancro polmonare, ferma replica virale, sfiamma radicali, apoptosi sa indurre, su celle tumorali, leucemie linfoma b, è immunostimolante, sedativa ipotensiva, sorelle sue piante, in decotta sua corteccia, per diabete artriti reumatoidi, collutorio gengive, allevia carie dentale. |CANFORA albero Indocina, è Cinnamom camphora, sempreverde lentamente, fin 35 metri, fusto eretto possente, chioma tonda densa, corteccia solcata, profonde fessure, foglie ovali rosse, solcate di verde. Aborigeni di Taiwan, ne tagliuzzano corteccia, da bollire a fuoco lento, ne aspirano vapori, a librar testa polmoni, fomenti saune terme, con olio canforato, su naso fan frizioni. Canfora lauro distillato, da legno triturato, revulsivo e analgesico, tigre-balsamo bianco, buon balsamo cinese, fatto con il cocco, cera apis e mentolo, canfora e cannella, seda dolori acuti, eccita fermi cuori, calma crisi nervi, spasmi e raffreddori. Olio canfora usato, a scacciare insetti, ingerito in quantità, è tossico per tutti, Cinnamom parthenos, simile al Sassafrasso, rischia estinzione, per safrolo estratto, usato in droga sintesi, empatogena |MDMA, detto Mhra Prew Phnom, lauracea drupe nere, amati fiori amore, cosparsi sulla tomba, lega vivi e morti, sui monti di |Cambogia. flora_china-corteccia.mp3
lume088-Gli umani impararono che acqua ferma, può nutrire o ferire, bisogna guidarla e pulirla, e lasciarla respirare. Romulo da giovane, colpito dalla febbre, sognò una donna di nebbia che gli disse: non combatter solo il male, ma ritrova equilibrio perduto. Nel sogno vide un albero medio, dalla corteccia amara, giunto dai monti del Perù, ora chiamto Cinchona, e trapiantato pure in China. L'albero China gli insegnò: ciò che è amaro è medicina, un rimedio porta disciplina, perché il corpo deve ricordare, la propria forza nascosta, a ritrovare l'armonia. La sua corteccia divenne, rimedio contro febbri intermittenti, mentre gli uomini imparavano, a trasformar paludi in terre fertili. Nei secoli successivi, le bonifiche modellarono, il volto di coste italiane, regno di zanzare e malattie, al posto di paludi sorsero campi, pinete e nuove città. La lezione della palude, rimase monito ai discendenti: ciò che sembra nemico, può diventare maestro. Come nel Qigong, il corpo è un paesaggio da armonizzare: acqua respiro ed energia, devono tornare a fluire. In culture africane e amazzoniche, la febbre è uno spirito del caldo, dell'acqua stagnante o della selva, una forza che entra nel corpo, quando l'equilibrio viene rotto. Romulo sorride e dice: non cercare solo di vincere, ma impara dalla malattia, ciò che è venuta a insegnarti, la pianta è memoria della Terra, la febbre è fuoco che chiede ascolto, mentre il respiro ascoltato, è il ponte tra dentro e fuori.
136:lume136-|Seepana Appa Rao narra a Lisa, dei Bulul totem di riso, studia ecotipi e varietà, diecimila tipi riso in Laos, li collega alle leggende, etnie nomadi Indocina. Lui mappa i semi adatti a umani, come fanno Khami ed Akha/Hani, coltiva risi in piccoli campi, mescolando semi anche diversi, contro tempeste e parassiti. Riso appiccicoso è glutinoso, il nero amato è raccolto a mano, trebbiato e conservato, per far bevande e la semente, sue varietà catalogate, per stagione maturazione: risi offrono proteine, minerali e terapie, ogni seme riceve un nome, che ne racconta la storia: Khao Pulcino e Khao Pong, Khao-Pong-Deng o Riso-incanto, che cresce in risaia con alga |Azolla, concime verde e controllo erbacce. Alcune varietà di risi, resistono a inondazioni, stress climatici e altro, fanno adattamento continuo, tal conoscenza è tramandata, da generazioni di anziani, monaci e contadini, che amano comunità, e armonia veracità. I Khamu coltivano diversi semi, mescolandoli in sicurezza, raccogliendo a mano risi dolci, neri e anche glutinosi, moltiplicati per stagioni. Akha/Hani fondano case, villaggi pacifici nei riti, di antenati e di natura, altari ponti ed altalene, con le feste dei raccolti, amore e corteggiamento, e gratitudine agli spiriti. I Katu cercano armonia, tra fuoco acqua e terra, onorando spiriti foresta, mentre i Lisu sopra i monti, presso le fonti d'acqua, si curan con erbe e sauna, cantando amore nelle danze, di ogni amato Capodanno. Ogni seme è un rituale, custode della storia, adattamento e saggezza, condivisa da ogni età, da cui nasce oracol riso: chi osserva la terra e ascolta i semi, cresce forte e curioso, impara dai cicli di natura, come leggere una bussola, a non perdere il cammino.| Gli Akha/Hani dell'Asia sudorientale usano alfabeto latino e lingue Hmong, con consonanti che segnano i toni. Sono guerrieri senza guerra, pacifici, fondatori delle loro case e città-stato (dzoema), legati a natura, piante e animali. Vivono di agro-sussistenza, allevamento e raccolta selvatica, scambiando cibo e beni nei mercati. Vestono cotone indaco ricamato secondo i sottogruppi. Riti e ponti rituali proteggono dal mondo degli spiriti: statue Bulul e altari agli antenati separano sacro e profano, maschile e femminile. Il riso è cibo base e oggetto di culto; la festa dell'Altalena celebra raccolti, corteggiamento e ringraziamento agli spiriti, combinando gioia e memoria storica. Gli Akha selezionano e moltiplicano semi, adattando varietà al clima e rispettando lo spirito del riso (Dab Pog). I Katu del Laos cercano armonia tra fuoco e acqua, rispettando spiriti della foresta e antenati, che possono causare malattie se trascurati. Coltivano riso e seguono rituali per assecondare equilibrio tra uomo e natura. I Lisu del Myanmar amano montagne, cascate e fonti d'acqua; ogni casa ha un santuario con spiriti antenati e sauna curativa con erbe. La festa di Capodanno è segnata da danze, canti d'amore e simbolici punzecchiamenti del capo, mentre litigi all’alba sono proibiti. Tutti condividono rispetto per spiriti, antenati, natura e cicli agricoli, intrecciando spiritualità, comunità e vita quotidiana in un equilibrio armonico.# AKHA/HANI 哈尼族 oggi, usano scrittura, con alfabeto latino, come lingue Hmong, usan consonanti, a designare tono, tutti liberi nati, e ugual diritto sono; guerrieri senza guerra, valore nonviolenza, la tradizione orale, citta-stato in terra, ogni capo paese, ha costruito prima casa, è fondator dzoema, gestisce vita urbana; subiscono influenza, di regnan pianura, dzoema nominato, x relazioni esterne, or parte di sistema, amministrato stato, umani e piante, nati da stesso afflato: dotati di ragione, coscienza fratellanza, oltre sussistenza, raccolgon frutti selva, funghi e piante cibi, allevan maiali polli, capre anatre e bufali, e pagano con oppi, soia cavoli e pomi, scambiano a mercato, a comprare il sale, ferro e altri beni, cacciano cinghiali, cervi topi e uccelli, con trappole e pistole, arte balestrieri. Abiti casalinghi, coton indaco tinto, ricami distintivi, dei sottogruppi Akha, anno suddiviso, stagione secca/piogge, mentre genius loci, cerca doni a scorte. Ciclo riti annuo, comprende 10 offerte, rituali x il riso, ponti ed altalene, marcano i ponti, divisione tra domini, della corte umana, e la selva degli spiri. Nel villaggio Akha, entro e vedo 1 ponte, che tiene fuori spiri, privi di 1 cuore, di solito 2 ponti, 1 a monte 1 in basso, x spiriti e umani, e animali a spasso; i ponti in bambù, han statue fertilità, Bulul maschi femme, con sessi esagerati, fan ponti ogni anno, cerimonia guidata, tra sentieri e abitati, 1 zona recintata; ogni casa Akha, ha 1 altare di avi, maschili e femminili, 2 locali separati, offerte ad antenati, nella parte femminile, mentre cerimonie caccia, in zona maschile: animali da caccia, hanno spiriti-totem, come riso granai, e capanne giovan coppie, cosi uomini vivono, con piccole stufe, x chiacchere clima, fraterni canti pure. Riso cibo base, in asciutto su colline, Akha taglia e brucia, foreste riproduce, frammisti campi riso, a mais fagioli soia, + zucche con verdure, e oppio senza noia. Akha-Hani religione, politeismo combinato, spiri fertilità, e culto di antenato, per buona salute, raccolti abbondanti, crescita animali, felici cuori grandi. Bimbo vien da Dio, tramite altalena, costruita da 1 vecchio, a mito ricordo, dondolar su altalena, veloce e rischioso, corteggio tra i sessi, ricerca di sposo: agosto e settembre, Riso quasi pronto, è festa di Altalena, rito Akha gioioso, gente del paese, si dondola si afferra, in rito ringrazia, Spiri cielo e terra. Riso con umani, buon scambi sa fare, pur dopo 1 litigio, separano strade, festa di Altalena, offerta a Riso annual, stimola raccolto, in scambio con uman; svolge a 4 mesi, dopo semina del riso, verso fine Agosto, stagione piogge cessa, altalena viene usata, pure 4 giorni, inizio raccolti, e storie ricordi: Avi burmo-tibetani, fino capo khan, scambi e divorzi, matrimoni interclan, liberi di scelta, genitori avvisati, cerimonia nuziale, fa in casa di sposo, che ospita coppia, finche altare trovo. Reciproca adozione, villaggi in sinergia, |Miss Lasoy coltiva, e dono d'avi arriva, al paese Pakuvai, Mister Sulan 86, trova glutinoso riso, su stagno radura, semi maturi, lui testa e seleziona, in anni successivi, granella si migliora, famiglia lo raddoppia, seme poi adottato, da tutto suo villaggio, diffuse risultato. Tribale varietà, sensibi fotoperiodo, contadin di Phongsaly, ottenne semi riso, da varietà pianura, aromati medi periodo, semina in suo campo, e uno matur anticipo: matura 1 mese prima, rispetto originale, normali 4 mesi, colse precoci coppie, riusa l'anno dopo, moltiplica seme, variante si adatta, al clima suo paese, meglio di originale, matura sul colle, lo Spirito di Riso, soddisfa suo sogno, Risi colti a mano, esprimon mutazione, granella spogliata, + morbida a vapore, risi a falcetto, gialle mature piante, oh spirito Dab Pog, sorveglia il nuovo nato. |KATU del Laos, cercano armonia, con fuoco dominanza, e acqua conformità, storico conflitto, i Laos sono fuoco, i Koom sono acqua, in armonico gioco; loro avo viveva, su zone costiere, spinti su montagne, da predon pianure, gente placa 3 gruppi, di spiriti detti, Dyang di foresta, e Brau morti irrequieti. coltivan campi riso, poi lasciano a riposo, assecondano armonia, con spiriti del posto, Foresta è Casa/tempio, a vari spir locali, Katu sono attenti, ai lavori in loro campi. Entrano in selva, dominio di antenati, che causa malattia, se oltraggiano ingrati, tutta malattia, vien da disarmonia, controversia a parole, pure causa prima. |LISU gente colorata, giunta dal Myanmar, ama le montagne cascate e fonti acqua, aman relazioni, dentro e fuor paese; ogni casa santuario, ha spiriti avi, 1 sauna con erbe, che cura molti mali, Festa nuovo anno, capo punge gli altri, diventa pagliaccio, ma litigi son proibiti, al sorgere sole, investono ogni onore, a mezzo di danza, e le canzon di amore.
lume136-|Bambino Riso del Laos, antico mito d'Indocina: gli anziani narrano che il Riso, fosse un tempo una persona, spesso chiamata Madre Riso, o Bambino del Riso, viveva accanto agli uomini, che avevano gentilezza, e per amore si offriva, ogni anno nel raccolto. Col passare del tempo, umani divennero impazienti, e irrispettosi del suo dono, offendendo spirito del Riso, che si nascose in piccoli chicchi; fu così che da allora, gli umani vanno a seminare, coltivare e raccogliere con cura, per ritrovare quel dono, del bambino perduto. Durante le feste del raccolto, di molte etnie del Laos, si compion oggi ancor rituali, per richiamare l'anima del riso, affinché abiti i campi, portando salute e prosperità. Riso spirito di saggezza, seminato dalle mani, dei contadini e dal destino, ogni gesto è un rito vivo, ogni chicco è una promessa, nel giardino di terrazze, i cuori tacciono in silenzio, mentre lo spirito del riso, dorme nel campo trapiantato. Donna anziana culla il bimbo, come si culla la memoria, mentre la pioggia benedice i campi, e lo sciamano col tamburo, chiama forza invisibile, animali guardano e comprendono: volpi e naga son sue guida.
252:ijing02.䷁ lume252 |Il-Ricettivo (坤kūn): potere della Terra, come la Terra accoglie, così l'acqua sostiene. Ricettività, pazienza, apertura, costanza. La perseveranza della giumenta dona frutti. "Quando il pozzo è asciutto, si conosce il valor dell'acqua". # Il nobile con generosità sostiene tutti gli esseri. Dalle sorgenti sgorga il successo, la perseveranza della giumenta dona frutti. Il nobile intuisce la sua direzione, ma i percorso deve ancora essere pianificato. In principio incertezza, vedi davanti a te molte strade, ma in seguito, compiuto il primo passo, riceverai i segni e la guida che illumineranno la tua strada e ne conseguirà il dominio: costanza e calma arrecano buona sorte. (Cos'è che ti guida? Come puoi esercitare la tua forza?) ricettività, pazienza, apertura, accoglienza.| Il tempio di Terabuti sul Mignone è giardino sacro in cui acqua e latte divino curano uomini e animali. Miti di elefanti e santi legano sorgenti a fertilità e guarigione. L'acqua appare come madre o sposa: dono di Giunone, Maria d'Agosto, Feronia. Guarisce orfani, fonda villaggi, bonifica paludi e porta identità. È ponte tra mondi, memoria e oblio. Riti battesimali e pellegrinaggi mostrano l'acqua come donna sacra, che cura ma anche punisce. Foreste e piogge riflettono il suo potere vitale e comunitario. #Terabuti tempio, è mitico giardino, che giunge fino al mare, Mediterraneo antico, presso Civitavecchia, sul fiume Mignone, in un boschetto querce, scapole con zanne, Elephas Antiquus, emergon da substrato, vulcanico scavato, da Istrice famiglia, con daini e cavalli, bovi e avvoltoi, incisi nelle grotte. Cacciatori-coglitori, nomadi al Mignone, manufatti in pietra, cacciano animali, sfruttano carcasse, son nomadi indigeni, giganti savoiardi, di miti aborigeni. Il popolo ELEFANTI, ritrova vecchia pista, ogni anno con arrivo, di stagione secca, vicino fiumi e fonti, sentieri ospitali, femmina esperta, guida i pachidermi, poi nuclei familiari, lasciano il branco, maggior garanzie, in ere di travaglio. Muta ecosistema, nel corso del tempo, mutano itinerari, di questi animali, dal clima tropicale, al sub-tropicale, lunga esperienza vita, li fa riadattare: aspetto e dimensioni, fossili resti, in tutti i continenti, tantissimi anni fà, emergon pure umani, iniziano affiancarli, con meli e frutti vari, africani ed europei, attestan convivenza. |Raseno sfiora il vaso, di creta modellato, mescia 1 bevanda, narra nuovo fiato, un giovane pastore, vide Dea Giunone, che allatta suo bebè, presso Giglio fiore, Lei gli mostra fonte, di acqua polla dolce, dono x sua gente, in paese lui racconta: tempio di sorgente, da vergini mammelle, cui fuoriesce acqua, divin latte corrente, cosi Maria di Agosto, rifonda villaggio, celebra memoria, con solco tracciato. Acqua ambivalente, confine del mondo, ponte mediazione, con altro continente, fonte di memoria, e fonte di oblio, Acqua di vita, e acqua morte limo. Acqua di Eurinome, dea Atropa Minerva, fiore loto e ruota, su acqua di riserva, dal lago di Bolsena, Lei guarda la volta, vorta e antevorta, di Ade una porta. Giunge con pioggia, acqua necessaria, come in Palestina, Arizona e Australia, necessita serbarla, a mezzo di cisterne, bacini di raccolta, polle terra interne: ogni Acqua piovana, risorsa alimentare, raccolta e celebrata, nel tempo rurale, acqua primordiale, metafora esistenze, di singoli e gruppi, trascende sofferenze, riti acqua estivi, i mali fan cessare, invocano pioggia, umani e rospo e rane; Silvestro con Romana, sul monte Soratte, preservano fonti, galassie acque guazze, donne senza latte, bevono tal acqua, bagnano mammelle, da fonte lattaia. Acque di calcio, hanno aria lattescente, condensan stalattiti, a forma di mammelle, ricordano Egeria, dei popoli Aethalia, giro delle fonti, dei culti fontinalia; su monte Soratte, avi ed eremiti, preservano le fonti, attiran pellegrini, fan giro coi canti, riscoprir territorio, grotte anfratti boschi, circo-ambulatorio. Madonna nere in Gallia, come in Lucania, Michele protettore, di polle sorgive, mescola suo latte, signor delle caverne, aiuta a partorire, ricorre a sue mammelle: orfani piccini, san Vivenzio e Mammante, irrorano col latte, terre abbandonate, vincendo la palude, un drago dell'oblio, bonificano 1 sito, riattivano un convito. Senzia eremita a Blera, a Lucca e Spoleto, soggiorna sul Biedano, scopre suo mistero, la Vincella del Drago, boschi verdi attira, il canyon si riveste, orzo e nuova vita. Fonti e sorgenti, del canyon son protette, da epidemie e disturbi, e lucri monopoli, acqua collegata, a latte della donna, natura madre che, emana qual madonna. Acqua offre legame, social comunitario, nel mito fondazione, femmina di umano, che suscita rinsalda, legame identitario, si dona con fatica, travaglio quotidiano. Femmina impossessata, donna che si impone, fatica signoreggia, su testa tien Concone, coscienza sua si aliena, fugge dal presente, quel peso sulla testa, vita ancor consente: di notte alla fontana, Emilia ci racconta, sonnambule talvolta, nude e con la brocca, nessuno va toccare, senno le piglia male, ritornan loro casa, nel letto a dimorare. Cariatidi di acqua, portano su testa, brocche vita essenza, presa alla fontana, vegliata da 1 saggio, su eremo sorgivo, dissetano villaggio. |ACQUA genesi divina, Allah dona pioggia, vivifica terra morta, Ap e Ma in Corano, ha creato specie umana, affine a ogni vivente: come battesimo cristiano, islamiche abluzioni, riportano il fedele, in stato di purezza, acqua segna passaggio, da esteriore a interiore, da spazio profano a sacro. Donne sono ACQUA, acqua sembra donna, a vincer siccità, e dar vita identità, Acqua di Rea Silvia, fonda Rieti paese, discende Appennini, acqua di Feronia, divinità che sgorga, da folto di selve, grotte di eremiti, sedi sue riserve. Acqua se scarseggia, riduce vita essenza, acqua in abbondanza, malaria sofferenza, se acqua corrente, la beve il serpente, la bevo pure io, potabile in corrente. Se rivoli Apus, rinfrescano viandante, cannelli fissi in tufo, versano grande, acqua è bene sommo, ceduto sulla strada, gran regole ospitali, esigon sia donata. Fravashi son chiamate, acque primordiali, nutrono germi vita, acque medicinali, impiego di tal acque, richiede simpatia, ferma mia intenzione, a volerne compagnia. Ap è acqua viva, distrugge aiuta e cura, acqua di Appennino, sua sorgente pura, Sibilla oracolare, Battista acqua Michele, o mortifer salutare. Alpi acque montagne, rivelano la sorte, Acque di eschatos, discorso sulla morte, bimbi abbandonati, da madre senza latte, allattati d apus, diventan battezzati. Esseni guaritori, pratican nei fiumi, battesimo rituale, acque del Giordano, Giovanni di Bisanzio, esercita giustizia, immerge e purifica. Andronico Cristo, in acqua battezzato, conosce la discesa, di spiriti orixas, in corpi battezzati, cielo si aprirà, lui muta acqua morta, in acqua di gioia, acqua della festa, nel cuore stupefatto, acqua di lavanda, prepara piedi a Pasqua, lacrime di amore. Fiume apocalisse, nutre albero vita, che produce frutti, radici medicina, dodici sue foglie, tracciano sentieri, con dodici canzoni, mesi andirivieni. Giovanni descrive, uomo va tornare, a Paradiso inizio, natura alimentare, senza malattie, senza schiavitù, felicità sei tu. Acqua gorgogliante, è prima medicina, umano fu guarito, con acqua bollente, cura digestiva, mentre acqua fredda, richiude pori pelle, a evitare effetto, di correnti d'aria, rafforzo immunitario, con bagno alternato. |Giovanni Pascoli narra, dal Duomo di Barga, una stella a otto punte, dipinta al pavimento, come pitagora con cetra, canta sua poesia: al mio cantuccio sento, brusir reste del grano, il suon viene col vento, dal borgo montano cade, come una voce che persuade, come acqua che ancor scorre, lascia un poco ancor io guardi, albero e ragno, ape e stelo antichi, come nubi vengono e vanno. |Phnom Kulen fondo fiume, in Cambogia Kampuchea, vari lingam sottacqua, scolpiti e allineati, in celle quadrangolari, abitanti in questa zona, vanno seminar risaie, usando acqua fiume, su sterile terreno, costruiscono più lingam, lungo fondo fiume, acqua acquista forza, migliora fertile quel suolo, e crea semente luogo, e il rito religioso, bagnar linga con acqua. Periodo in |SICCITA', puoi reperire acqua, desalinizzando il mare, processo lento ma certo, se usi buche al suolo, a desalinizzare, scegli un suolo asciutto, evitando le paludi, scava buca 1-2 metri, secondo tipo di terreno, poi riempie con strato, sabbia fine 10-20 centime, a creare un letto ad acqua, poi versa acquamare, e lasciala infiltrare, per alcune ore o giorni, secondo meteo e suolo. Acqua si decanta, su sedimento sali, cogli acqua superficiale, più dolce a minor sali. |Schauberger produsse, acqua viva termale, la gente accorreva, cura febbri e morale, foreste commerciali, o concime artificiale, lasciano acqua immatura, fuor ciclo naturale, che invece di dare, attingono energia, muore legno risonanza, di qualità musicale, timbro Stradivari: se suolo ha poca flora, dopo taglio legno, è riscaldato al sole, più delle piogge, impedisce a umidità, di penetrar terreno, AP scende poco, riscalda e presto evapora, senza dare i sali, sole scalda suolo, in deforestazione, acqua non risale, sorgente scompare, manca tappeti foglia, fabbrica di carbo-isolanti, che separano il suolo, caricato negativo, da aria positiva. Riforestazione, influenza macro vortici, di clima e marea, pioggia scende a spirale, su rocce sottoterra, dove cresce calore, sale a moto spirale, coglie ioni minerali, fino a incontro luce. Bosco è fonte acqua, che invia num ai campi, da laghi di stoccaggio, foresta eter centrale, su paesaggio attorno, ogni albero irradia, come i corsi AP, cisterne sotterranee, in zona di radici, ha circa 9 gradi; foresta è rifugio, di acqua divina, quando distrutta, AP incattivisce, falda si affonda, catastrofe inonda, piogge irregolari, agricolo declino, condanna gran cultura. Gestire foreste, è sopravvivenza umana, poichè produce acqua, ovvero sangue sano, più freddo è clima, più calda sarà AP, aria -30, acqua aumenta 10, mentre in estate, resta presso 4. Acqua del Turkestan, potabile fornita, in canali sotterranei, di legno e di pietra, AP scorre fresca al buio, acqua è come sangue, le oasi fertilizza, cambia di continuo, stato e pesantezza. Dopo un lungo caldo, senti tuono rumore, dal fondo del lago, acqua inizia moto spirale, alberi succhiati al centro, e portati nel profondo, poi erutta colonna, di acqua al centro lago, matura in qualità, cambia punti ebollizione, oppure di congelo, solleva senza pompe, fino sulle vette, sorgenti di montagna. AP in profondità, causa raffreddamento, in bacini drenaggio, idrogeno in pressione, sale e rilascia, anidride carbonica, mentre i sali attorno, disciolti porta a riva, raffreddata da flora, che reca nutrienti, a radici di piante. Col manto vegetale, si hanno falde alte, che apportano nutrienti, ai campi dentro boschi, poi acqua da terreno, prende sali-vitalità, viaggia sottosuolo, matura internamente, se assorbe carbonio, diviene carboniosa, 96% in castagneti, miscelasi nel buio, muove a spirale, scende a 4 gradi, a 8 la puoi bere, presso fonte a Fiuggi. acquagosto_elefanti.m4a
lume252-Acqua è custode del valore nei miti del Terabuti, risorsa e pozzo sacro, che permette alla comunità, di attraversare gli anni difficili. Una sorgente custodita, garantisce il futuro del villaggio, come riserva di valore, sul fiume Mignone, un giardino sacro di sorgente, boschi e animali, custodi di vita comunitaria. Acqua è dono antico, chiamata con molti nomi: Giunone o Feronia, Maria Magdala d'Agosto, sgorga come latte materno, nutre orfani e bestie, guarisce e fonda villaggi, rende fertili le campagne, è madre sposa e ponte, tra memoria ed oblio, purifica o punisce, chi dimentica il suo rispetto. Attorno alle fonti, nascono pellegrinaggi, battesimi e ospitalità, identità condivisa, di molte comunità. Foreste e monti serbano acqua, come un tesoro comune, la attirano trattenendola, rilasciandola lentamente, nei tempi di siccità. La pioggia scende nella terra, come memoria nascosta, attraversa il corpo di montagna, nei suoi cunicoli invisibili, incontra pietra e pressione, e si raccoglie in profondità, come nel grembo di Maria. Acqua dentro la montagna, si organizza e si orienta, tra roccia e radici, diventa memoria strutturale, del luogo che attraversa, come fosse una batteria, influenzata da canti e frequenze. La forma del monte, guida l'acqua verso i sorgivi, incanalata e compressa, riemerge alla sorgente, che scende a ritornare, trasformata in un tesoro, o inondazion calamità, se manto verde mancherà. Una civiltà vive finché, preserva il verde patrimonio, e custodisce acqua risorsa, invece di disperderla, lungimirante apparirà, ai discendenti umanità. Bere acqua pura, è medicina corpo e mente, che alimenta campi ed orti, senza consumarsi in un sol giorno, come insegna l'acqua del Terabuti: la ricchezza nasce dalla cura, di una sorgente sorvegliata, come fece san Girolamo, che fece un eremo nel bosco, presso sorgente Santangelo, che ancora dona acqua preziosa, ad umani ed animali, e alimenta il senso di Comunità, nella fiducia del qi vitale, come dice il mito popolare: la Signora del Monte, sale ogni estate a Ferragosto, fino alla vetta in attesa, di riscendere a Settembre, quan ricominciano le piogge, serbando in grembo la promessa, di nuova vita da orientare. Quan la montagna è pronta, con sua struttura a calamita, richiama l'acqua verso l'alto, attraverso vene segrete, tutta una rete di capillari, ritorna in luce una sorgente, nel ciclo eterno di natura, salire e scendere dal monte, dopo essersi trasforma, per strutturare le radici, e la memoria di quel luogo, che attraversa intera storia.