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voce: golde


psilocybeMontezuma e fiabe, di elfi con berretto (83) 83 - |Uomo Macchinlingua mescahuatl | foto funghi | audiolibro | film_dune-primo.mp4 | funghi_psi-semilancia.mp4 | film_dune-figli2003.mp4 |musica 12_CapitanHarlock.mp3
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jurumbandaAfrodite danza tondo, Haiti e Brasikongo (105) 05-|Yolanda offre lingua lusitano | foto umanstoria | audiolibro | paesi_haiti_fiesta_vudu_intero.mov | doc_jurema-sagrada-catimbo.m4v | film_quilombo.mp4 |musica mamae_oxum_cachoeira.m4a
banasiminaMusa paradiso e Pawpaw banane (125) 25- due nativi indlingua veddha | foto frutteto | audiolibro | frutti_asimina-triloba.mp4 | flora_banana_far-germinare.mp4 | banana-limone-radici-cocacola.mov |musica 990_NAC_Song01.mp3
tungusamanAyami insegna al Golde, estasi e sorte (162) 62- Chuonnasuan, ulingua cinese | foto hmongcina | audiolibro | popoli_manchu-mong-saman.mp4 | film_dersu-uzala_siberia.mp4 | doc_oroqen-saman_cina.mp4 |musica canto_mongolo_guttural_capo-cavalli.mp4
sposabludiscesascesa della Sposa Celeste (167) 67- |SposaCeleste,lingua alchemico | foto agrobuti | audiolibro | arpa-mbeng-ntam.mp4 | musical_promessi-sposi.mp4 |  |musica 02-parlami-damore-mariu.mp3

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83:lume083 - |Uomo Macchina e fungo sacro: all'inizio, l’uomo fece la macchina a sua immagine, ma la macchina non seppe sognare, così nacque la guerra, e il silenzio nei cieli rossi. Dune bandì la macchina per accendere la coscienza. Kiashan e Jeeg invece scelsero di fondervisi, per redimerla dall’interno. Due vie: il rifiuto o il sacrificio. Ogni tecnologia riflette il suo creatore: può custodire o cancellare il cuore umano; nel deserto, Paul diviene Muad'dib e impara che la visione nasce dal limite; nel mito, Quetzalcoatl discende agli inferi per ridare vita agli uomini. Come lui, ogni eroe cade, muore e rinasce con una luce più chiara. Maria Sabina ascolta le voci dei bambini-divini chiamati desheto, le mostrano che la coscienza è la vera Spezia, il respiro del mondo. Fungo e macchina, codice e canto: strumenti dello stesso mistero: quando la scienza dimentica l'anima, l'uomo perde la rotta. così Maria canta e sogna, ritrova la strada verso il cielo interiore, dove il Serpente Piumato, e il Mentat di Dune, parlano la stessa lingua di memoria: il sapere è vivo solo se unito alla compassione. Oracolo: chi domina la materia muore in essa; chi la ascolta, si trasforma. Il cuore è la prima e l'ultima tecnologia dell’universo. Il savio si conosce nel mal tempo; la coscienza non patisce violenza.| Psilocybe semilanceata è un fungo detto anche bruja o strega cappello-punta, tipico delle Alpi svizzere e delle valli italiane come la Val di Fassa. Ha un gambo sottile e cresce spesso vicino alle vacca, in luoghi erbosi. Questo fungo è associato a riti e leggende folkloristiche, come il "Teonanactl" messicano, simbolo di ricerca spirituale. La sua forma a cono è descritta come un "berretto" che, secondo la tradizione, può rivelare tesori nascosti a chi lo trova. In Italia, la psilocibe è legata a storie di folletti e spiriti, come quelli di Sabina e Romagna, ma anche alla figura mitologica del Gnefro. Funghi simili si trovano in varie regioni, da Cyanescens e Moravica in Calabria, Sicilia e Lucania, fino al Cyanescens canadese e l'Azurescens di Hawaii, associati a rituali di purificazione e espansione della coscienza. In Messico lo psilocibe è usato in riti sciamanici e il festeggiamento della Trasfigurazione di Gesù (6 agosto), consumato da etnie come i Chichimechi durante balli e canti; rituali, che coinvolgevano anche il khan Montezuma II, usati a tessere alleanze politiche o celebrare vittorie in guerra o indurre un'esperienza di dimensioni religiosa oltre la realtà.# PSILOCYBE |Semilanceata, bruja que tien pico, strega cappello-punta, presso i castigliani, capel diavolo fungo, popolar Val di Fassa, han gambo sottile, come psilocy messicana; funghetti seguon vacca, detta filo o pitpa, su Alpi svizzere parla, come |Teonanactl, ma psilo semilancia, rito inciso su rocce, italico folklore, berretto a cono fogge: a volte si perde, chi trova berretto, riesce trasalire, scoprir tesor nascosti, la fiaba 3 fagioli, per oca uova d'oro, |Gnefro in Valnerina, o elfo di Petrolo. Folletti di Sabina, o monti di Romagna, succubo e succuba, seduttor di umani, a Gorzano 2500 metri, sui monti della Laga, sta Bohemica serbica, |Cyanescens moravica, in Calabria e Sicilia, Lucania pure cresce, testa tonda su letame, di bovini ed equini; a Cuba è |cubensis, Golden teacher che, mestre messicano, ha cappello da mago, lignicoli funghi, i cyanescens Canada, azurescens Hawaii, scuole Usa Tailandia, tutti parlan festanti, rituali di cura, Maria Sabina e Montezuma. Messico Amatlan, festa Jesu trasfigurato, commemora 6 agosto, fungo immolato, fulvo sapor acre, e gradevole odore, ridere e vedere, oltre maya dimensione; appreser Chichimechi, le erbe-radici, scoprirono alleati, durante loro riti, eccoli riuniti, han bevuto e mangiato, notte e giorno canti, ballo incantato; piangon giorno dopo, lavano con acqua, parlano ai piccini, nati sotto erba, x campi e monti, dicono mi infungo, a feste regali, di re sopraggiunto: signori di province, ne mangiano tutti, han cuore come miele, alla corte adornati, poi vanno a ballo, indetto da chi regna, |Montezuma II, con funghi li rallegra, tra dignitari regionali, sono intrufolati, pur nemici mascherati, scoperti e trattati, con clemenza dal sovrano, partecipan feste, Montezuma avan guerra, oracola in tempeste: ai vecchi preti fa, mangiarne con bevande, veder vittor sconfitta, o tessere alleanze, cosi narra Martin, al paese Yanhuitlan, svolgon ogni anno, rito zucca a illuminar. quid_mariasabina-funghetti.m4a
|Dune, film di fantascienza del 1984, diretto da David Lynch, romanzo di Frank Herbert: nel lontano passato dell’universo di Dune, l’umanità creò macchine pensanti a sua immagine, ma queste si ribellano, instaurando un dominio oppressivo. Scoppiò la Jihad Butleriana: fuoco, sangue e intere città spente come candele. Gli uomini vinsero, ma a caro prezzo, giurando: mai più daremo alle macchine il cuore e il pensiero. Da allora, l’IA fu bandita, e la civiltà si sviluppò su potenziamento umano: Mentat, Bene Gesserit, naviganti mutati dalla Spezia. La Spezia Melange, prodotta dai vermi giganti del pianeta desertico Arrakis (Dune), dona coscienza|Dune, film di fantascienza del 1984, diretto da David Lynch, romanzo di Frank Herbert: nel lontano passato dell’universo di Dune, l’umanità creò macchine pensanti a sua immagine, ma queste si ribellano, instaurando un dominio oppressivo. Scoppiò la Jihad Butleriana: fuoco, sangue e intere città spente come candele. Gli uomini vinsero, ma a caro prezzo, giurando: mai più daremo alle macchine il cuore e il pensiero. Da allora, l’IA fu bandita, e la civiltà si sviluppò su potenziamento umano: Mentat, Bene Gesserit, naviganti mutati dalla Spezia. La Spezia Melange, prodotta dai vermi giganti del pianeta desertico Arrakis (Dune), dona coscienza, visione e longevità. Chi controlla la Spezia, controlla l’Impero. La famiglia Atreides sfida gli Harkonnen per il dominio di Dune, mentre i Fremen, popolo del deserto, attendono il Mahdi, il liberatore profetico. Paul Atreides diventa Muad’dib (topo del deserto) guida carismatica e mistica. Dopo di lui, il figlio Leto (nel film I Figli di Dune), sacrifica parte della sua umanità per fondersi con la Spezia e guidare l’Impero verso un futuro più saggio. La saga esprime il timore del dominio tecnologico e la necessità di salvaguardare ciò che è irriducibilmente umano: intuizione, libertà e amore. Allo stesso archetipo si ispirano i miti animati giapponesi: Kyashan (Casshan) e Jeeg, dove l'uomo non distrugge la macchina, ma si fonde con essa per redimerla, ricordando che anche dentro l’acciaio può battere un cuore umano.# La storia si svolge su Arrakis, un pianeta desertico noto come Dune, dove vivono vermi giganti fonte del Melange, una spezia essenziale al viaggio tra i mondi, una sostanza preziosa e fondamentale a molte attività, poiché conferisce capacità psicofisiche potenziate, lunga vita a chi la assume regolarmente, come il popolo dei Freman su Dune. Il film segue la famiglia Atreides mentre assume il controllo di Arrakis, e si scontra con la casa rivale degli Harkonnen. La storia antecedente a Dune, è nota come guerra tra macchine e umani, in un era dove l'umanità ha creato una grande intelligenza artificiale, la Lega delle Macchine, la quale si ribella contro l'umanità, cercando di ottenere potere politico ed economico. Inizia così una guerra brutale, tra la Lega e gli umani, con uso di armi nucleari, e androidi e droni da combattimento. Gli umani, uniti nella Butlerian Jihad, una guerra che durò decadi, fecero una ribellione contro le macchine pensanti, e alla fine prevalsero, ma a un prezzo molto alto, le macchine pensanti furono bandite, innescando divieti su simili tecnologie, e fu data preferenza alle abilità umane come la intuizione; la sconfitta della Lega delle Macchine, segna dunque il divieto di creare intelligenza artificiale, e l'esplorazione di sostanze come la Spezia, capaci di nutrire la capacità intuitive degli umani. Quando l'umanità iniziò a dipendere sempre più da macchine intelligenti, androidi e supercomputer detti Mentat, perse il controllo su molte sfere della vita umana, così la rivolta contro le macchine, guidata da Serena Butler, un'eroina leggendaria che col suo movimento cercò di sradicare ogni dipendenza dai mentat, e fissò lo scopo della Jihad: preservare il pensiero umano sopra ogni macchina artificiale. L'eredità della Butlerian Jihad pervade tutto la saga di Dune, influenzando cultura politica e credenze dei suoi abitanti, anche dopo centinaia di anni, dove sorsero scuole come le Bene Gesserit, un ordine femminile di consigliere e sacerdotesse, legate al potere e alla manipolazione genetica. |I figli di Dune è il terzo libro di Frank Herbert, pubblicato nel 1976 e adattato in miniserie TV, in tre episodi trasmessi nel 2003, diretta da Greg Yaitanes e prodotta da Richard Rubinstein. La trama si svolge anni dopo gli eventi del secondo libro, Paul Atreides, che ha preso il nome di Muad'Dib e ha governato il pianeta Arrakis, è scomparso, lasciando il giovane figlio Leto alla guida dell'Impero. Leto ha una gemella anch'essa nata con la spezia, incoraggiato dallo spirito del padre, cerca di guidare l'umanità verso una nuova era, ma deve affrontare molte sfide, il suo corpo viene alterato dal siero della navigazione, una sostanza molto amara che gli conferisce abilità sovrumane, ma anche rischia di mutarlo in essere mostruoso. Nel frattempo le altre grandi famiglie nobiliari continuano a tramare per il potere, e i vecchi nemici cominciano a risorgere, tra intrighi politici, battaglie epiche e scontri spirituali. Leto deve affrontare la sua stessa umanità, e prendere decisioni difficili per la salute del grande impero di umanità. |I-figli-di-Dune tocca temi di potere, deificazione destino e responsabilità, ed è una delle saghe più amate. Noi siamo |Fremen, dice nomade deserto, sfida aridi venti, di luogo inospitale, dove nasce spezia, ricchezze + grande, benzina per navi, di impero più grande; chi controlla Dune, controlla la Spezia, impero senza spezia, di esistere cessa, Freemen gente silenziosa, attende il suo Mahdi, messia con profezia, che riesca a liberarli. Giunge su Dune, il giovane figlio, del duca Leto il Giusto, che lunga attesa chiude, chiamato |Muad-dib, il Topo del deserto, colui che abbatte o innalza, e le fedi ravviva, con parole osa tutto, trascina o scompiglia, fanteria e cavalleria, o fortezza che difende; suo soffio scalda cuore, discorso tra fratelli, smaschera oratori, senza umiliazioni, estatico chi ascolta, assieme a chi parla., visione e longevità. Chi controlla la Spezia, controlla l’Impero. La famiglia Atreides sfida gli Harkonnen per il dominio di Dune, mentre i Fremen, popolo del deserto, attendono il Mahdi, il liberatore profetico. Paul Atreides diventa Muad’dib (topo del deserto) guida carismatica e mistica. Dopo di lui, il figlio Leto (nel film I Figli di Dune), sacrifica parte della sua umanità per fondersi con la Spezia e guidare l’Impero verso un futuro più saggio. La saga esprime il timore del dominio tecnologico e la necessità di salvaguardare ciò che è irriducibilmente umano: intuizione, libertà e amore. Allo stesso archetipo si ispirano i miti animati giapponesi: Kyashan (Casshan) e Jeeg, dove l'uomo non distrugge la macchina, ma si fonde con essa per redimerla, ricordando che anche dentro l’acciaio può battere un cuore umano.# La storia si svolge su Arrakis, un pianeta desertico noto come Dune, dove vivono vermi giganti fonte del Melange, una spezia essenziale al viaggio tra i mondi, una sostanza preziosa e fondamentale a molte attività, poiché conferisce capacità psicofisiche potenziate, lunga vita a chi la assume regolarmente, come il popolo dei Freman su Dune. Il film segue la famiglia Atreides mentre assume il controllo di Arrakis, e si scontra con la casa rivale degli Harkonnen. La storia antecedente a Dune, è nota come guerra tra macchine e umani, in un era dove l'umanità ha creato una grande intelligenza artificiale, la Lega delle Macchine, la quale si ribella contro l'umanità, cercando di ottenere potere politico ed economico. Inizia così una guerra brutale, tra la Lega e gli umani, con uso di armi nucleari, e androidi e droni da combattimento. Gli umani, uniti nella Butlerian Jihad, una guerra che durò decadi, fecero una ribellione contro le macchine pensanti, e alla fine prevalsero, ma a un prezzo molto alto, le macchine pensanti furono bandite, innescando divieti su simili tecnologie, e fu data preferenza alle abilità umane come la intuizione; la sconfitta della Lega delle Macchine, segna dunque il divieto di creare intelligenza artificiale, e l'esplorazione di sostanze come la Spezia, capaci di nutrire la capacità intuitive degli umani. Quando l'umanità iniziò a dipendere sempre più da macchine intelligenti, androidi e supercomputer detti Mentat, perse il controllo su molte sfere della vita umana, così la rivolta contro le macchine, guidata da Serena Butler, un'eroina leggendaria che col suo movimento cercò di sradicare ogni dipendenza dai mentat, e fissò lo scopo della Jihad: preservare il pensiero umano sopra ogni macchina artificiale. L'eredità della Butlerian Jihad pervade tutto la saga di Dune, influenzando cultura politica e credenze dei suoi abitanti, anche dopo centinaia di anni, dove sorsero scuole come le Bene Gesserit, un ordine femminile di consigliere e sacerdotesse, legate al potere e alla manipolazione genetica. Noi siamo |Fremen, dice nomade deserto, sfida aridi venti, di luogo inospitale, dove nasce spezia, ricchezze + grande, benzina per navi, di impero più grande; chi controlla Dune, controlla la Spezia, impero senza spezia, di esistere cessa, Freemen gente silenziosa, attende il suo Mahdi, messia con profezia, che riesca a liberarli. Giunge su Dune, il giovane figlio, del duca Leto il Giusto, che lunga attesa chiude, chiamato |Muad-dib, il Topo del deserto, colui che abbatte o innalza, e le fedi ravviva, con parole osa tutto, trascina o scompiglia, fanteria e cavalleria, o fortezza che difende; suo soffio scalda cuore, discorso tra fratelli, smaschera oratori, senza umiliazioni, estatico chi ascolta, assieme a chi parla.

84:lume084- |Maria Pastora salvia dei saggi, dal Messico all'Etruria, divinatora al buio, espettorante e radicante, porta visioni e cura; sviluppa nuovi rami, specie presso i nodi, lunghe spighe fiori, bianchi e blu cobalto, aiuta a rifare, emozioni provate, difficil da mascherare. La verde pastorella, è folletto fata e gnomo, in molte epifanie, timide o irruente, è oracolo potente, or vestita da gigante, immensamente antico, indossa la cintura, e teschi umani al dito, e quando evocata, come Iside turchese, vuol motivazione, a guidarti in labirinto, lei amante venusiana, è poeta di Foresta, che nel chiaror di Luna, riflette tua coscienza. Se insisti a ragionar, ti penetra di notte, a mezzo di canzoni, fà le sue lezioni, cerca il tuo silenzio, come Amore a Psiche, ad aprire tuo confine, e bisbigliare amore, si prende la tua voce, ti lascia senza occhi, sussurra coi ranocchi, se usi le sue ali, donale dell'acqua, per distillar tuo pathos. Cura tosse e cuore, malinconia dei viventi, e insegna questi versi: ogni pianta è un ponte invisibile, tra la nostra carne e il respiro del cosmo; ad |Aprile29, cioè |santaCaterina, o neve o brina, e ogni sabato santo, la luna appare tonda| Emilia piange e canta, la foglia Sabia è il suo respiro, porta sogni e cura, dai monti del Messico a quelli dell'Appennino. La verde pastorella e strega blu cobalto, guida greggi d'anime e memorie vegetali. Cresce alta, fusto squadrato, foglie d'argento lavanda, cura tosse e cuore, visioni e radici profonde. Non ama il gioco vuoto: punisce chi non ascolta e premia chi cerca con rispetto la soglia del mistero. Nelle sue vene scorre un elfo antico, Tago che ride, Iside turchese, Dea del labirinto. Se insisti col pensiero, ti scioglie in fiaba e canto, specchio dei neuroni, tessitrice di connessioni: è Diana e Menerva, Bastet e Aquila-serpente, narra di vita e sepoltura, guerra e amore intrecciati. Emilia soffia sulle sue foglie e ascolta i discorsi di cura degli avi, a espellere complotti e malattie che rendono redenti. Chi invoca e prega con cuore puro, scopre che ogni pianta è un ponte invisibile tra la nostra carne e il respiro dell'universo.# Emilia piange e canta, Salvia foglia Sabia, dal Messico portata, via Martin curandero, |Divinatora buona, per buio riposante, |SkaMaria Pastora, perenne erbacea appar. Messico centrale, ibrido selezionato, da umani Mazatechi, di tempi remoti, raggiunge pur due metri, fusto squadrato, stelo vuoto succulento, foglie opposte ovali, lun 25 larghe dieci, virtù radicante, specie presso i nodi, sviluppa secondi rami, e lunghe spighe fiori: fiori bianchi-blu, calice color lavanda, riproduci a talea, difficile da seme, tutte salvie messicane, usan curare tosse, tisi diarrea intasi, di vie respiratorie. Emilia va sognare, vede suoi pensieri, che diventano volti, discorsi da rifare, emozioni provate, difficil mascherare. Tu verde pastorella, di greggi da guidare, piante ed animali, riunisci a consociare, in molte epifanie, timide o irruente, savia ti incontro, in oracolo potente: vestita da gigante, immensamente antico, indossi la cintura, teschi umani al dito, quando evocata, Tu vuoi motivazione, curiosità punisci, banale ricreazione. Flora blu cobalto, folletto fata e gnomo, mulino di vento, acqua del rinnovo, sai ridere-scherzare, elfo di |Petrolo, sei Tago ispirazione, nel Terabuti luogo. Tu Iside turchese, stai in umido convito, aroma e labirinto, specchi del giardino, amante venusiana, poeta di Foresta, nel chiarore Luna, tra liane rampicanti, abbracci anima pura, mi penetran canzoni, via etere di notte, fai le tue lezioni: se insisto ragionar, mi lasci fiaba Psiche, chiedi mio silenzio, ad aprire mio confine, scopro relazione, con vari neuroni, Flora tu tessi, più interconnessioni; rifletti chi sono, passato e futuro, ubriaca in te son nuda, di musica struttura, sono te che incontro, Io Siva tu mia Kali, purghi sensazioni. Salvia mi bisbiglia, a volte pure grida, mi dice di cantare, si prende la mia voce, poi mi lascia a piedi, pure senza occhi, gracchia da lontano, concerto di ranocchi. Siam noi che dobbiamo, invocar piogge fine, Siam noi che possiamo, diventar + divine, Sabia de los Sabios, posso usar sue ali, capir vedere il fato, consociazioni vari. Divinorum squadrata, rischiara sua bocca, nell'alba vuol acqua, vado a lei vicino, graduale mi bisbiglia, suo corpo alambicco, da sola si distilla; umani ed animali, son nati sen coscienza, acquistan mangiando, vegetal essenza, se formi alleanza, traversa mari e monti, ovunque va lei crea, invisibili ponti, flora verde-paglia, se dici che mi ami, innamoro a infinito. Ramarro Tu Sei, nonna Rospo e tela, aleggi nelle forre, da mattina a sera, donna di potere, tu che hai visto tutto, la morte conquistato, i regni posseduto, sei Diana e Menerva, strada di selva, emani tua forza, nell'ora della sera. Rossa e bianca luna, Venere la nera, amore e intuizione, in vegetale sfera, apri tue porte, per Spiriti antenati, guardiani del sapere, clan di ritrovati. Madre della vita, Dea di amore e guerra, sei fertilità, molti nomi tieni, Bastet od alfokara, Gauri prima Vacca, Aquila e Serpente, vegliano tuo mantra. Babele porta vita, grembo e sepoltura, cuore fai pulsare, con amore antico, navajo e mazateco: hanna yo we innaio, ahanna yo we innho, Ianna yo we neye, yo we inneiye innho. Emetti parole, dal sotterraneo regno, tieni l'ego umano, in palmo come pegno, afferran tue foglie, i soffi sofferenti, espellono complotti, curano redenti. Tu ami andare oltre, tra interazion sociali, amica Sei tu, dei gruppi marginali, con piante aromate, sei birra di vita, lenisci la morte, oh cibo e medicina! quid_skamaria-pastora_emilia.m4a
||MariaSabina in documentario, guaritrice e sacerdotessa mazateca, nata 22 luglio 894, nel paese Huautla de Jiménez, stato di Oaxaca in Messico. La sua pratica sciamana, con uso di funghi teonanacatl, e della Ska Maria Pastora, della zona in cui viveva, cura malati e pellegrini, connette visione col divino. Gordon |Wasson anni 50, scoprì sua pratica e scrisse articoli, suscitando interesse, di studiosi e turisti, che piombarono al villaggio, stravolgendo la sua vita, in positivo e negativo. Maria Sabina protesse, sacralità sue cerimonie, ma subì quel turismo, senza rispetto culturale, feroci critiche e persecuzioni, culturali e legali, morì in parte riconciliata, 22 novembre 85. Maria Sabina rimane, grande figura mazateca, nella storia sciamanismo, dei nativi americani, lei cristiana con desheto, stimolò dialogo interculturale, in umiltà senza pari, lascia la Salvia a curar sabi.

105:lume105-|Yolanda offre fiori al cerchio che danza; lei è donna indio-olandese del Nord-Est brasiliano, cresciuta tra i terreiros del Candomblé, Ibiza e le chiese del Santo Daime. Dopo una giovineza eroinomane, trova la cura nella riscoperta della sua spiritualità, che unisce il cristianesimo, l'animismo afrobrasiliano, e lo sciamanesimo degli indios. Yolanda torna figlia del Brasile profondo e custode delle piante maestro e del canto della liana dei morti. Lei reca alla Ghirlanda il ritmo di foresta e deserto, i cori e la medicina della Jurema. Yolanda oracola: chi dona crea legami, chi trattiene si perde; chi dona luce non resta mai al buio; ogni gesto sincero vale più di mille parole. Il mondo cresce solo quando qualcuno condivide. Dare è nutrire la vita, chiedere senza fede è spegnerla; lascia che i tuoi doni scorrano, torneranno come brezza gentile. |Film Quilombo dos Palmares, nello stato di Bahia, la legge della FESTA esige cuor leggeri, svuota tazza e tutto soddisfa, muscoli e pancia, cuore e autostima, riscalda entusiasmi, al crescer dei corpi, tace ogni amarezza e invidia tra classi, sorgono onde calde, corruscano faville, occhi lancian fiamme, ricercan simpatie, uomo ben si adorna, la donna si profuma, odor visioni suoni, attivano le grazie, salute e coltura. La Festa dos Caboclo, comincia a ritmo di tamburi, consacra locale, chiama fedeli ed encantos, di Brasile e Kongo, aiutano bevande, simboli e miele. CORIBANTI di Kore, in feste ditirambi, danzano incantati, estasiati nelle muse, loro diagnosi rivela, il dio che li possiede, ognuno ha colore, profumo cibi e ritmi, che lo fanno oracolare, con formule sonore, e corpi acrobazie; erotica energia, trascrive sensazione, e nella iniziazione, conduce a padronanza, di trauma della infanzia.# Numi e coribanti, a concili riparanti, patteggia posseduto, ottener loro grazia, per scopo guarigione, devoto poi ringrazia, dopo alcune crisi, placati sono Dei, con patti di stagione, arriva conciliazione, danza celebrazione; se liturgia di gruppo, è pubblica funzione, crisi va in teatro, per addomesticarsi, con rappresentazione, persona incarna genio, nel circo collettivo, varia esibizione: tutto è attivato, da vista di un colore, ascolto di un motivo, odore di un profumo, moti lenti e ordinati, fanno accelerazione, di ritmi sincopati, nel corpo con tremore, che vive la sua scienza, viaggio di scoperta, festa di coscienza, sottile godimento, moti propri al corpo, vertigine che toglie, ego da ogni trono. Liquori fermentati, colori suon intensi, spontanei o provocati, stimoli coscienti, orisha divinità, ampio repertorio, ruoli personaggi, per maschere di ruolo, esibirsi a teatro, libera bisogno, di un sogno nascosto, e spazio dovrai fare, a spiriti plurali, estasi e trance, fenomen speculari. Estasi è uscire, di anima dal corpo, mentre nella trance, tu gli presti posto, se hai buona fede, emerge la coerenza, tra te e comun credenza. Siamo noi ananda, convito di bambini, che danzano nei corpi, visioni di sconfini, ispirati e sdoppiati, diamo forma umana, al mito e sacro spazio. Tempo mito-sogno, vuol partecipazione, a sostenere forze, della guarigione, Spirito di festa, scherzi risa e cibo, sfrenato Loa divino, entra dalla testa, e con contorcimenti, spasmodici del trance, annuncia di quel nume, gli arrivi e le partenza, e prima della fine, un consulto al gruppo rende, saluta Loa poi lascia, l'umano suo credente. Genie di spiri Bori, scendono nei cuori, a trovare loro figli, scrive Kimpa Vita, famosa profetessa, in colonia portoghese, lei guida movimento, durante occupazione, pur dopo rogo 706, sopravvive sua fede, tra Africa e Brasile, tornano |ORISHAS, Re e Regine di una volta, poi divenuti Dei, ragni e camaleonti, antenati della terra, che a loro apparteniamo, noi figli umanità, siam loro eredità. Olorun nazione Ketu, Zambiapongo dei Bantu, Mawu dei Jeje, tutti Khan di orda, che delega potere, ad orishas locali, ad armonizzar le parti. Candomblè assicura prana, axè a distribuire, in riti che hanno scopo, portare gli equilibri, ogni casa cerimonie, è cortile o terreiro, dove esiste gerarchia, con capo sentiero.| Il Regno Kongo-Brasiu, con capitale su due sponde, unisce lignaggi africani cristiani e migranti etio-nubiani. Le élite afrodiscendenti conservano riti antichi, che si fondono nei culti afro-brasiliani. Leggende dei Fang e testi in ge'ez narrano migrazioni sacre, con guide pigmee fino alle coste atlantiche. Il cristianesimo copto si sincretizza con culti bantu, creando pantheon di orixás, loa e divinità locali. L'invasione europea e la tratta schiavista rovesciano i regni, ma i quilombo resistono per secoli. Il Candomblé nasce da irmandade, che salvano saperi, lingue e pratiche spirituali. Le malattie sono viste come squilibri interiori, guariti con trance, canti, piante e rituali. Exù, Ogun, Oshossi e altri orixás rappresentano forze archetipiche con ruoli terapeutici. I riti Jurema mescolano catolicismo, spiritismo e sapere indigeno, con bevande visionarie e danze. La possessione rituale è mezzo di cura, contatto con spiriti e rielaborazione del trauma. La pianta jurema è maestra iniziatica, usata nei riti umbanda e catimbó per visioni e guarigioni. Ogni terreiro ha un tronco sacro o altare, centro delle pratiche oracolari e liturgiche. La “mesa de jurema” riunisce simboli, spiriti e strumenti per consultazioni e offerte. I mestre juremeiro, tramite la pianta, guidano i discepoli in mondi spirituali, città invisibili e sogni. I rituali richiedono purificazioni, astinenze e apprendistati che durano anni. La memoria degli schiavi, piantagioni e resistenza sopravvive nei canti, nei mestieri e nei lignaggi sacri.# KONGO-BRASIU regno, San Salvador due sponde, omaggia Salomone, Etiope copta chiesa, i figli di Alessandria, migrano da Egitto, attivano canati, élite Buvanji fabbri. Czar czarina czarna, è casate della Nubia, sul Bosforo si ferma, ed elegge capitale, poi altre migrazioni, sovrani africani, governano province, canati e regni vari. Un libro in lingua geez, di chiese in Lalibela, riporta Fang leggenda, degli avi sud Egitto, migrano in Sudan, poi dentro la foresta, con guide di Pigmei, fin coste al Regno Kongo, e le coste del Brasile, oltre il grande mare, etiopico di Atlante. Gran regno su due coste, ha popoli imparentati, cristiano copto Geez, oggi è Rastafari, antichi re e regine, divengono leggende, Migesi e Mbwiri numi, Vodunsi Loa ed Orixas, in Haiti e san Domingo, Colombia e Venezuela, più santi messi in scena. Antenati di Tartaria, migrarono dovunque, a fondar morisco regni, moorish e messicani, zarati ed in-canati, fin sultanati indiani, tutti rinominati, dai tardi gesuiti, al servizio dei banchieri, senza più memoria. Sovrani in Brasiu-Kongo, son presto battezzati, da Rusi-lusitani, rusofoni portoghesi, dopo guerra Costantino, ambasciate ai regni Kongo, chiaman Salomone, i figli antico mondo: in loro canti e sonate, narrano vicende, di sovrani dignitari, epopee di nostalgia, fado del 500, in vecchie liturgie, bwiti e dama bianca, e Madonna nera di Arco. Rivive età dell'oro, in danze in Salvador, Quetzal vien da Bisanzio, con pace e civiltà, eleva su al divino, Cavazzi e Pietro Brazza, che assieme con De Chaillu, narran cambio elite, predoni anglo-francesi, olandesi e protestanti, spodestano e fan guerra, ai Quilombo Brasi-Kongo, rovescian regno Kongo, e derubando sue rotte, tra Mbanza e Bahia city. Commerci e ambascerie, prese in monopolio, da inglesi e loro servi, che fanno Tratta schiavi, quilombo Dos Palmares, in Salvador Bahia, due secoli resiste, agli attacchi dei pirati. In Salvador Bahia, fu scambio fra etnie, organizzano irmandade, templi del Candomblè, il governo brasiliano, oggi protegge e sovvenziona, nascono spontanei, scuole e nazioni. Candomblè designa riti, stili a profusione, secondo porto imbarco, organizzano banco, lingue avi in riunioni, Kongo Ketu o Yoruba, da Africa centrale, fin Caraibi scuole. Ogni malattia radice, deriva da ignoranza, del tipo relazione, natura o circostanza, e nasce sofferenza, che in corpo somatizza, veleno emozionale, la psiche colonizza; esterna malattia, è spesso 1 correttivo, e di anima rivela, 1 grado di conflitto, se scegli di vedere, tuo interior bambino, vedi senso e scopo, sciogli tuo conflitto: tua anima e la mia, cercano fiorire, se va mancare flora, è debole intestino, crescon parassiti, e ogni etichetta imposta, è malessere cultura, se canti essa trasmuta. |Yolanda narra storie, di danze calundus, insegnate da Afrodite, in Africa culture, le Akpalo cantastorie, son donne esiliate, che gran piantagioni, e aiutan brasiliani, mori-arabi ebrei, a sopportar inquisizione, con credi spirituali; stimate guaritrici, con piume copricapi, agita sonagli, che fan vibrare i tetti, espellono fatture, fan riti e talismani, e con etere Mesmer, cura paralisi e polmoniti, al letto dei malati. Maria Luzia Pinta, processata in 591, criticò chiesa-stato, e disse queste cose: se vescovo ha mitra, e predica da pulpito, io ho copricapo piume, e su cadeira sedia, dirigo le cerimonie. Goncalves cura mali, di sfera sessuale, sterile impotenza, con radici profumate, divenne sacerdote, ovvero mae-dos-santos, in nzimbe dos Palmares. Lucia guida danze oracolari, con angolan vestiari, sulla cadeira sedia, in trance con tremori, oracola ricetta, poi sdraia le pazienti, salta su di esse, + volte a curarle, prescrive foglie selva, a dominar fatture, dà emetiche bevande, e petali di rose, dentro alle mutande. Più volte denunciata, arrestata e torturata, rinchiusa poi a Lisbona, lei prega san Antonio, in difesa disperata, è reclusa per 4 anni, infine esce da stanza, quan Maria Canga danza. Domingo Calundeiro, ospitava riunioni, di african festosi, in casa e rioni, avvia feste Candomblè, immagini su altare, a Salvador Bahia, scopre spiriti africani; reinventa e riformula, in terra Brasile, un culto di ORIXAS, Umbanda e kardecismo, scuola iniziazione, al Cristo salvatore, insegna a incorporare, trovare soluzioni, a problemi da curare; con jogo dos buzios, 12 conchiglie fa cadere, su cestino con collane, e oggetti potere, consulto vien fatto, davanti 1 bicchiere, e 1 candela accesa, acqua mesmerizzata, che sacerdote porta, domande e risposte: dopo lancio conchiglie, conta aperte o chiuse, a dire quale orisha parla, stabilisce a chi sei figlio, qual nume ti partorisce. Yolanda dopo 1 lancio, di sedici buzios, quindici son chiuse, e 1 resta aperta, sapremo che a parlare, è nume 1 Eshù, se aperte sono 2, silenzio parla Ogun; seguito coerente, al numero seguente, confronto risultato, coi 16 orishà. |LEGBA Eshù o Elegga, è uovo cellulare, che sforna vita certa, senza dar suo assenso, nulla viene fatto, potente guaritore, educatore e mago, lo trovi ad incroci, spazi dello svago, custode della soglia, case e ogni invaso, agisce come bimbo, fluido con istinto, gioca con le forze, incapace di giudizio, protegge recinti, detien chiavi San Pedro, ad Haiti è Petro Legba, Kalfu o Carrefour, va maneggiato a estrema cura, perché può dare mal fortuna; quando monta i partecipanti, tutti rispettano il silenzio, a non innervosir suoi aiutanti, lui maestro stregoneria, sebbene molto razionale, Eshù apre barriera, ed è salutato primo. oh Laro-ie-ie Exu, oh mojubare Exu! Lui tiene fallo eretto, monello burlatore, uman raggira o tenta, al fine di aiutarli, a comprender ciclo maya, è ambivalente nume, dispettoso o protettivo, come un folletto allegro, ama galli e tartarughe, giocattoli bambino; ha simbolo collana, perlata a grani misti, rossi e neri che, richiama poli opposti, sua sposa è Pomba-Gira, sessuale seduzione, invocata in soluzione, di problemi amore. Exù cura e protegge, da forti emorragie, protegge pure imprese, con corno cornucopia, posto dietro porta, come Pan dimora, su strade boschi e prati, suo giorno è lunedì, e il terzo giorno mese. |OGUN viene secondo, istinto di conquista, forza primordiale, vagabonda in pista, Ogoun è loa guerriero, di origine Dahomey, militare e diplomatico, monta con violenza, suo nome vuol dire spada, imprese e libertino, fedele a sacrificio, mangia fagioli e vino; se disperato è furia, o coraggio ed ardimento, è libertà + pura, al grido di Oguniè, forza scorre in vene, sostiene nella lotta, frantuma le tue pene. |OSHOSSI è terzo nume, signore di foresta, fratello a Exu e Ogun, fauno Pan a festa, protegge cacciatori, caccia ed animali, insedia nuovi siti, eremi o villaggi; gira senza meta, ambiguo trasgressivo, artista esploratore, insegna usare vino. |OSSAIN è quarto nume, re di medicina, custode Axè energia, verde il suo colore, sguardo indagatore, ama misticismo, medianica coscienza, ciclo di stagione, calmo in apparenza. |OSHUMARE' serpente, Damballah loa in Haiti, padre benevolo che fischia, come un serpente ottimista, sincretizzato con Mosè, gradisce offerte uova, gestisce pioggia e arcobaleno, ripara vapore ciclo acqua, drago sale e ridiscende, 7 suoi colori attivan corpi spenti. e chiama nuovi fedeli al culto. |EUA' sesto nume, è un fine educatore, unito ad Ossain, esplora doppia sponda, mentr sua gemella, Erzulie loa fin Haiti, donna matura a pelle luminosa, ama cose belle e care, gioiel profumi e vesti seta, fiori freschi e buon vino, crea sogni e ispirazioni, monta e fà toilette, e con sue attenzioni, ama uomini e li imbarazza, è sposata con tre loa, e ha tre abiti da sposa, ma flirta con molti altri, è sensibile al mondo umano, e alle sue sofferenze, spesso finisce in lacrime, e la consolano i presenti, con bevande e cibi delicati, Vergine trascendente, suo amor trasporta verso stelle, alte sfere dello Spirito, diversa e opposta a Baron Samdi. |OMOLU' e obaluiè, signor di carestie, che affliggono la terra, paglia in viso-corpo, coperti da vaiolo, mama sua Nanà, non sa accettar suo ruolo, mistero del dolore, catarsi e guarigione, in umido e calura, purifica ed inizia, rinascita interiore. |Ottavo sono i PETRO, come Ghedé in Haiti, sono spiriti defunti, di morte e fertilità, amano rum peperoncino, Baron Samdi è il più importante, uomo bell'aspetto, sguardo diretto e affilato, abiti neri e bombetta, occhiali scuri e croce tomba, è il padrone cimiteri, guida il passaggio vita morte, assieme a sfera erotica: quando monta un bianco, gioca col suo pudore, con situazioni imbarazzanti, frasi e danza miman coito, è un clown divertente, ma dà risposte serie, è protettore di bambini, non ama vederli morire; a lui ci si rivolge, in caso di malattia, ambivalenza sovrumana, magia nera o guarigioni, Baron aiuta putrefazione, impedendo i morti in zombi, sui quali comanda. |OSHUN è nono orisha, Dea della bellezza, maestra del piacere, sessuale gentilezza, orisha di acque dolci, di amor felicità, concepimento parto, rottur di acqua sà. Venere che nasce, da spuma di ogni amore, corteggio esibizione, Eshu le dà 1 embrione, lei ama dolci e frutta, giallo suo colore, teme la vecchiaia, solitudine e dolore. Emerse e vagò, Afrodite dal Caos, Eurinome iniziale, Dea di ogni cosa, lei danza su onde, e separa le acque, dal mare la terra, fa cielo brillante. Eurinome ora incinta, colomba sul mar, vola volteggia, dà forma a creazione, al tempo propizio, uovo Cosmo depone, cova fino schiusa, tra spire di ofione; Ombelico della dea, è mister maternità, egizi del deserto, ovunque ad emigrar, si portano la dea, fin sul fiume Niger, creano impero Ghana, nelle bantu linee: se culto degli Akan, quel popolo formò, Afrodite lunare, divenne dea Ngamè, se le divinità, vanno a emigrare, adattano a contesto, geografico sociale, nascon sincretismi, tra varie religioni. |YANSA' decimo nume, fuoco e tempesta, slancio di passione, vento la sua festa, follia senza contegni, ingenua capricciosa, orgasmi senza intento, idealista coraggiosa; chiamata pure Oyà, estuario fiume Niger, bufalo di acqua, tifone di passaggio, strega pur guardiana, ponte con i morti, in casi malattia, la invocan cambiar sorti; devoti veston rosso, mercoledi suo giorno, quando entra a danza, fa giravolta a spada, fantasmi rende inerti, frenetica a braccia aperte, regina degli Egun, assieme a Obaluiè, guida le anime defunti, guarisci ogni contagio, e i figli abbandonati, accudisci con adagio. |LOGUNEDE' orisha, fil di Oshossi e Oshun, caccia nella selva, pesca lungo fiumi, 6 mesi con suo pà, sei mesi con sua mà, eterno adolescente, riesce innamorar; efebico elegante, doppia sessualità, ambiguo per natura, le scelte teme far, ragione e sentimento, tra gioco e novità, in ogni prima volta, emozion fa sussultar: sei fine cantastorie, burle tu ami fare, mormorio dei boschi, eterno ad aspirare, sei bruco e farfalla, nelle mutazioni, sosti sulla soglia, di mille iniziazioni. |OBA' Signora fiume, dodicesima orishà, signora di Nigeria, in amore con Shangò, alluvioni inondazioni, rancore senza posa, Oshun la sua rivale, comun marito sposa: quando Oshun in gara, in amore ti ingannò, orecchio ti tagliasti, lo offristi come cena, quindi le tue figlie, soffrono a 1 orecchio, ferita o sordità, rancore esce di certo. Obà è gran guerriera, sa essere spietata, Ogun sol la sconfisse, in inganno superata, intuito di successo, e gran sopportazione, perdono assieme chance, sara la guarigione. |tredici è NANA', guardiana di soglia, madre di Omolù, e moglie di Oxalà, temuta e rispettata, in Ecate si muta, Signora di paludi, dimora presso fango, nutrice di vita, sangue chiede in cambio, madre del vaiolo, esperta guaritrice, Nonna che racconta, fiabe guerre sfide. |YEMANJA' nume di mare, madre primordiale, di pesci sue creature, azzurro verde e bianco, sono suoi colori, Yeyè omo ejà! cantiamogli in onore, a smuovere maree, x tutti prosperare, fino ad arrivare, te stessa prosciugare, materna e protettiva, regina riluttante, legame viscerale, inglobi figlio grande; nasce da suo pianto, acqua sal del mare, madre abbandonata, Eshù suoi seni morde, il sabato è suo giorno, luna sole e piroga, salvagente e scialuppe, x figli naufragati; ha lunga veste azzurra, spume serpentine, regge 1 ventaglio, adorno di conchiglie, Madonna di speranza, rincura dopo parto, bimbi tiene intorno, ravviva pensamento, fratelli fa riunire, duran festeggiamento. |SHANGO' è Dio del fuoco, quindicesimo nume, impavido guerriero, e mondano donnaiolo, ha folgore giustizia, emette sentenze, fratello di Omolù, signor di pestilenze; incline comandante, è Giove passionale, roccia con montagne, sabbie e temporale, se monta uno dei figli, pone dure prove, con giravolte salti, toccare fuoco vuole: ode le ingiustizie, compone ogni conflitto, gioca coi destini, fà re l'ultimo afflitto, energici suoi figli, festosi e bugiardi, attributi suoi colori, sono rossi e bianchi. Un tempo tenne impero, di Oyo nel 600, che unificò i Yoruba, violento vendicatore, giustizia i malfattori, è fuoco fulmine e tuono. |OSHALA' sedicesimo, principe di amore, fine del viaggio, saggio redentore, eremita con memorie, autonomo e paziente, scappa e si nasconde; da giovane è guerriero, che vuol curare il mondo, giudica se stesso, con forza duramente, è spirito e denaro, contemporaneamente. |JUREMA in Umbanda, è miscela vino ed erbe, con miele menta e spezie, presenza eter regni o città, distinti in numero di sette, associati a un albero sacro, al centro di Iperborea. 918 nasce rito Maracatu, in città Nazaré da Mata, dove luce branca e calma, dei Santos cattolici africani, è rafforzata dalla preta, per produrre frenesia, di caboclo gutturali, che gettan frecce in alto, verso invisibili bersagli, o possiedono partecipanti, Jurema preta dà calore, adatta al moto di energia, forza caboclo dalla terra, così durante il carnevale, è data jurema preta, a saltare per tre giorni, al posto della branca, che reca invece calma. Jurema branca vino, spremuto con acqua, si conserva in vaso chiuso, vien bevuto nei lavori, di Umbanda e Catimbó. Axè manipolata, da persone capaci, cresce o decresce, va esser controllata, con piante o galline, offerte cerimonie: suoni per Exù, colui che attiva il num, avvia celebrazioni, propizia le grazie, senza suo permesso, nulla va esser fatto, Lui apre le porte, a ogni impresa e trance, che informa economia. Fedele posseduto, in lui tiene latente, angelo vissuto, che segna sua presenza, in sogno o malattia, pure un isteria, che sarà guarita, con cerimonia attiva. Sarà il comportamento, e abiti del rito, a indicare il genio, a origine del mito, la possessione è mezzo, fuga da sofferenza, la grazia di Maria, il disagio porta via. Galeno posseduto, da loa di cerimonia, Congo è Loa + bello, tardo senza noia, Mombu Loa balbetta, ma provoca monsoni, Dambala governa, serpenti e alluvioni, diablesse sono donne, morte verginelle, costrette ad espiare, dentro le foreste. |TORE' pubblica eseguita, nei villaggi Atikum, in occasione di folclore, autorità o cercatori, reca ruolo di coesione, mentre il rito a porte chiuse, nelle case dei villaggi, siedon tutti a terra, attorno a mesa de jurema, altare dove è aribe, la bacinella con bevanda, del vino da jurema, insieme a pezzi sua corteccia, candele tabacco o copal, una croce e varie stole: nel Toré misturados, o chamada del sabato, i caboclo chiamati, cadono in sonnolenza, il juremado reca un canto, al fine di svegliarlo, scalzo e in astinenza, aiuta encanto alla discesa, mentre osserva candele accese, e la corona di San Giorgio, posta sull'altare, sette gocce di candela, diagnosi a verificare, il tipo spirito disceso, se caboclo o juremado, spirito bianco è da evitare; asperge mesa con poca acqua, e inizia a cantare, cattoliche preghiere, poi gli altri partecipanti, si uniscono in coro, e suonano maracas, all'altezza della testa, danza il corpo incurvato, come S'argia o la Taranta, con tronco semi-orizzontale: se qualche caboclo è riluttante, nello scendere alla danza, maracas fanno intense, all'orecchio di persona, poi si esegue fumaçao, con pipa e foglie aromi, rosmarino e incenso, tabacco o la jurema, fumata all'incontrario, a far fumigazione, su testa e poi nei piedi, braccio destro e poi sinistro, da cui entrano entità, benevoli o malevoli, poi ancora testa e piedi. Quando un caboclo scende, reca decubito ventrale, il posseduto allor si appoggia, con due mani batte testa, a sinistra e poi a destra, vicino luce al suolo, si tratta del saluto, cumprimento o saudaçao; altri quando scendono, chiedono del miele, olio o gocce di candela, stendendo propria mano, il presidente versa questo, al posseduto enramado, che lecca goloso il palmo mano. I posseduti a volte sono, in stato semi-coscienza, e vi restano per molto, se lo spirito va altrove, allor viene richiamato, tramite di un fischio. Jurema è insegnante, nel rito di Ouricuri, durante in mesi secchi, Badzé vuol dire padre, del tabacco e del pajé, a sua volta sta per padre, che a inizio dei riti, usa fumo delle pipe. Ouricuri sempre nostro, gente encanta della selva, foresta di spiriti antenati, negli alberi e nell'erbe, chiediamo lor permesso, noi siam custodi terra. Un pajé spiega che, dobbiam lavorare molto, a prepararci alle visioni, Jurema è medicina, per malattie tribù, impara a prepararla, e preparati avanti, altrimenti ti ubriaca. Quando bevi Jurema, devi esser concentrato, per tutte penitenze e cure, sua forza è da tribù, essa rende juremado, cioè insegna i toante, motivi sonori che sanno, renderla efficace, come fumigazioni, e segno della croce, col fumo della pipa, sul liquido aribé: in questa encruzação, jurema si trasforma, come il pane e vino, nel sangue corpo Cristo, assunta la jurema, tutti iniziano a cantare, i toante attirano encanto, danzando attorno aribe, posto sul pavimento, al centro del terreiro; la lascia decantare, il pajé decide dose, bevuta dai fedeli, i bambini bevon poco, poi tutti alzan danzare, movimenti circolari, da destra a sinistra, e arrivano gli encanto, a mezzo incorporações, chi desidera altri sorsi, sotto controllo del pajé, rito dura alcune ore, o anche tutta notte, fino alba d'aurora. Dopo aver bevuto, si alzano a cantare, danzare circolo antiorario, sembra essere in un sogno, colui che ingerisce, percorre luoghi paradiso, come Dante e le sue guide, encantado che giungono, con scopo della cura, tornano a visitare. I Tuxá di Bahia, oltre alla Toré, han cerimonia de mesa, per singole persone, di ogni etnia, con mali fisici e spirituali, stessi elementi del Toré, preghiere canti e incenso, jurema e cachaça. Toré dei Kapinawa, in stato Pernambuco, lavoro ludico appare, in presenza di bambini, jurema servita a inizio rito, tutti bevono a volontà, poi esegue danza in circolare, tutta la comunità, con direzione antioraria, accompagnata da maracas, e dai passi ballerini, bevanda è posta al centro: durante stato visionario, i partecipanti hanno postura, con torso inclinato avanti, sguardo fisso sul terreno, mentre bevanda avanzata, è riversata dentro un foro, scavato là nel suolo. Jurema bevande in Umbanda, son nomi di più vini, con erbe a macerare, come amari in monasteri, una bevanda dei caboclo, in caraffa sta mimosa, infusione dentro al vino, un poco miele d'api, e un effetto visionario, si aggiunge a stato ipnosi, di trance e possessioni, ecco i riti della Umbanda, dove tronco sacro altare, è una mimosa od un acacia, o una Anadenanthera. Jurema in culti afro-brasiliani, tenne rito in tre fasi, primo è Catimbó/Jurema, diffuso in Pernambuco e Paraíba, e Rio Grande do Norte, fino anno 950, con influenze kardeciste, e cattoliche popolari, poi dagli anni 60, entra dentro Umbanda, quando nasce nel 39, la Federazione Umbandista, riconosciuta dal governo, essa si espande nel Brasile, poi a metà di anni 80, entra jurema in Candomblé. |UMBANDA è culto anni 30, sincretizzato a kardecisti, cattolici e Candomblé, divenne un culto universale, aperto a ogni gruppo e colore, diffuse anche in Argentina, paesi latino-americani, a São Paulo ha 50000 centri, culti afro-brasiliani. Umbanda bianca kardecista, è classe media del paese, poi una Umbanda popolare, più vicina al Candomblé, per le classi meno abbienti, campanilismo tra umbandisti, rispecchia il tipo di bevanda, ma Jurema non inganna. Se due linee fan due gruppi, di entità spirituali, presentate dentro ai riti, due lavori pubblici al mese, una Orixá e una Jurema, ecco Umbanda juremizzata, nello Stato di Paraíba, linea jurema ereditaria, dell'antico Catimbó, mescola linea di orixá, che da Candomblé procede. Mestre Karol Babá umbanda, elabora jurema da stanza, un processo iniziatico, che inzia con bagni foglie, purificazioni e fumigazioni, si allestisce mesa consagração, per entità installare, con oggetti simbolici, e un tronco di Jurema, collocato a ogni terreiro, in altri un albero è piantato, poichè in preparazion bevanda, si chiede permesso al mestre, che abita aldilà, in una cidade de jurema, con candele e fumigazio, poi si tagliano radici, lavate e macerate con pestello, esclusivo a questo scopo. La massa messa in bacinella, con acqua limpida or marrone, un sapore amaro astringente, poi si fan fumigazioni, il juremeiro rovescia pipa, soffia il fumo in bacinella, formando croci e il Salomone. Rito Catimbó in Alhandra, tutti i sabati è svolto, dopo aver cantato alcune linee, si beve la jurema, poi giungon possessioni, cioè manifestações. Alhandra è cittadina, sede lignaggi juremeiro, detti anche catimbozeiro, mestre dai nomi religiosi, figure santificate, come Maria do Acais, che si impauriva a guardar, in sale pubbliche del cinema, temendo che la jurema, la possedesse là nel Cinema, smise guardar film, sol si concesse jurema visioni, che finirono in suo catechismo, del culto del Catimbó, dove la pianta di jurema, è una donna sensuale. I juremeiro fan trabalhos, per motivi vari umani, per curar dolori fisici, ottenere un impiego, una conquista amorosa, difesa o attacco magico, allontanar spiro cattivo, od ottenere insegnamento, sui cieli spirituali, come tutti i pellegrini, che chiedon voti ad un santuario. Lavori o mesa da jurema, sono aperte incorporazio, di destra o di sinistra, le prime invitano entità, di molta luce e sabedoria, Caboclo e Indio vari, Mestri e Principesse, mentre la mesa di sinistra, invita qualunque divinità, a presentarsi nei lavori, per riflettere ai nemici, i mali che van facendo. La mesa de consagração, è rituale pubblico in cui, l'iniziato è presentato, alla jurema della Mesa, davanti al mestre e sette fedeli, riceve piccole scarificazioni, come graffi dei rovi, sulla spalla d'iniziato, o beve quel seme in vin jurema, affinchè jurema apra i cammini, come un ayami manciuriana, per far ancanto manifestar. In alcuni culti juremados, si usa inserire un seme, di Mimosa tenuiflora, tra la pelle dei novizi, è implantação da semente, come fosse kambo sapo, una mesa de consagração, poi si cantano odi ai maestri, della jurema sacra, affinchè dopo di un tempo, il seme ingerito riappare, in altra zona della pelle, come forma bolla o altro. Il discente narrerà, ciò che ha visto in sogno, così che il mestre juremado, riconosca o men validità, ai suoi viaggi spirituali, attestando sua juremação. Babá Karol affermava, che sua prima jurema, fu eseguita a 11 anni, con padrino e madrina, che lo seguiron sette anni, poi rifece rituale, a ottenere il diritto, di enjuremar un neofita. Dopo questo rito, neofita deve astenersi, da relazioni sessuali, sette giorni consecutivi, periodo in cui tutte le notti, è alzato in sonno da sue Ayami, per conoscer loro dimore, lor città e villaggi, in Iperborea e luoghi astrali, poichè il mondo spirituale, son regni città e villaggi: dodici villaggi fanno un regno, con 36 Mestre e ayami, mentre la città più antica, è un vecchio enorme albero, che si trova nel terreiro, di Estiva di Alhandra, è una Tenuiflora venerata, contornata da candele. In sale più ristrette, tronchetti jurema collocati, in vasi vetro o terracotta, a simboleggiar città, dei principali Mestre case, mentre i vasi rotondi, son chiamati principesse, e vi son deposti alimenti, o bevande per gli encantado, ciascuna tien la propria, mentre principi son detti, tazze e bicchieri a poter bere. Il tronco di jurema, principesse principi e maracas, pipe e immagini cattoliche, e di spiriti afro-amerindi, son la Mesa de Jurema, un altare oracolare, e per offerte liturgia. Jurema ha frecce per la caccia, con cui protegge e alimenta, i suoi figli terreni, e anche i suoi Cabloco, curano con frecce, i Mestre curano con piante, di orti e loro campi, a ricordo piantagioni, in cui morirono in passato, accanto un albero jurema, come il lignaggio di Alhandra, tutti iniziati ai misteri, e alla scienza di Jurema, estrema unzione li prepara, nel loro viaggio astrale, alle città dei mestre, oggigiorno van tornare, a incorporar nuovi discenti. Mestre maschili usano pipa, mangian crostacei e molluschi, Mestre femmine bevono birra, sidro e vino casareccio, amano pesce alla brace, depositato in loro principesse. Quando sono incorporati, nel corso della trance, i Mestre sembrano ubriachi, sbattendo qua e di la, balbettano parol confuse, tengono il corpo incurvato, leggermente in avanti. Altre entità spirituali, scendon nei juremeiro, Vecchi Neri e Vecchie Nere, spiriti schiavi africani, tocco umbandista sul Jurema, poi Exus e Pomba Gira, servi di Mestre o fuorilegge, oppure dame di postriboli, coinvolte con sessualità, che frena elevazione, ma chi vuole temperare, fà un bagno con le foglie, di basilico aromi, e astinenza sessuale, fumigação di sale grosso, erbe varia natura, rosmarino secco e lavanda, incenso copal e mirra, spicchio d'aglio e scorza arancia. Nel corso dei riti, bevanda circola fra tutti, umani e divini, bevon tutti da una tazza, si mobilita energia, che agglomera persone, nel gruppo del Catimbo. Il presidente a fine rito, coglie ceneri da pipa, le interra o getta in fiume, poi fa cure e consulti. mamae_oxum_cachoeira.mp4
lume105-|Oshun è dea delle acque dolci, amore fertilità e piacere, nasce dal caos come Afrodite, e dà forma e relazione alla vita: nei culti afro-brasiliani, è forza che guarisce attraverso gioia, danza e connessione emotiva. In Nigeria è dea di acqua dolce e bellezza, associata a |SantaTeresa d'Ávila e Nostra Signora di Aparecida: nei riti e nella festa, il corpo entra in trance, ela guarigione avviene, quando emozione e spirito si riallineano, dove c'è ferita, Oshun ammorbidisce, seduce e scioglie col suo potere di fluire, come insegnano le tradizioni brasiliane di Jurema e Umbanda, la malattia nasce da separazione interiore, così l'oracolo di questo lume è: se il trattenere blocca, il donare rigenera. Oshun insegna ad amare senza irrigidirsi, condividere senza paura, e lasciar scorrere ciò che trattieni: chi dona crea legami, chi chiude si inaridisce, nutri la vita con ciò che sei, l'amore che offri ritorna come guarigione. Quilombo dos Palmares è un film brasiliano ambientato nello stato di Bahia, narra la cultura afro-brasiliana, dove la festa ha un ruolo centrale di guarigione, celebrazione e coesione sociale. Attraverso musica danza e trance, si evocano Orishas che coinvolgono corpo e spirito, unendo profumi colori e cibi ai ritmi di una liturgia pubblica, teatrale espressione e trasformazione delle radici dell'anima che, nonostante colonizzazione e persecuzioni, sopravvivono e si rinnovano tra Africa e Brasile.

125:lume125- due nativi indonesiani dividon cesto di banane, frutto Musa paradisiaca, che si propaga coi polloni, teme freddo ma ai tropici, è frutto igienico e nutriente, la cui buccia fertilizza, rose e pomodori, la polpa calma i nervi, sostiene deboli e convalescenti. Asimina banano, dono dei pellirossa, cresce in climi temperati, resiste a –20°, e ama suoli subacidi; fragile nei primi anni, da cinque anni fruttifica, polpa gialla profumate di yogurt, vitamin A e minerali. Paradiso è giardino, in arabo, turco e persiano, spazio sacro recintato, che rigenera deserti, e nutre corpo e spirito: dal monastero alla food forest, è resilienza naturale, dove il suolo digerisce, e comunica equilibrio, cuore e suolo in sintonia, trovan sempre l'armonia. Presto e bene raro avviene, val più la pratica che la grammatica.| ASIMINA triloba o paw paw, dono dei pellirossa, cresce in sottobosco degli Usa orientali ma si adatta a climi temperati fino a –20°, richiede estati calde, inverni freddi e 80 cm di pioggia; in pieno sole fruttifica meglio su suoli subacidi e riparati dal vento. Albero piccolo piramidale, ha radici delicate che non tollerano stress nei primi anni, va protetto da sole e vento, poi si irrobustisce; a 5 anni produce frutti simili a banane tozze dal profumo di yogurt e gelato. Da seme si riproduce dopo stratificazione a 5° e germina lentamente in terreni umidi pacciamati. BANANO, nato in Papua, Musa paradisiaca, si propaga coi polloni in primavera, teme i climi freddi ma prospera ai tropici; su navi bananiere i frutti maturano con etilene. Ama il sole e ha fiore blu-violetto, i frutti sono alimento base in Asia, combinati col riso, utili a digestione e sonno. Banana è frutto calorico, sterile e diffuso, la buccia fermenta e concima rose e pomodori; sfregata sulla pelle rimuove macchie, possiede potassio e minerali. Matura contiene etanolo che rilassa i nervi, ogni corpo smaltisce circa 1 g per 10 kg di peso in un’ora. MUSELLA lasiocarpa, banano nano ornamentale, golden lotus dello Yunnan, cresce fino a 1,5 m, fiorisce al second'anno con fior giallo persistente; ha frutto non edule e la pianta madre muore lasciando polloni che ogni primavera rinnovano la specie.# |ASIMINA Triloba, Paw Paw banano indio, dono dei pellirossa, degli Usa orientali, cresce sottobosco, in stato di Indiana, Asimina si adatta, pure a zona temperata: tollera -20, estati calde inverni freddi, 80 centime pioggia, richiede a produrre, se posta in pieno sole, fruttifica meglio, in subacido suolo, protetto dal vento; albero piccolo, piramidale chioma fitta, suo momento delicato, appare il travaso, suo apparato radicale, non sopporta stress, primi anni va protetta, da sole vento che: dopo ambientata, allenta le attenzioni, sua crescita stentata, riprenderà decisa, a 5 anni inizia frutti, tozza banana che, profuma yogurt gelati, sapore misto tien; se riproduco pianta, da seme poi travaso, dopo suo risveglio, a inverno inoltrato, dal frutto prendo semi, 5 gradi buio carta, dopo 3 mesi metto, in vaso acqua piovana. semi Paw Paw, germina lentamente, senza far seccarli, in suolo umido tenuto, con paglia e aghi pino, sparsi prim anno, tra 20-30 gradi, radice va graduando. |BANANO nato in Papua, Musa paradisiaca, polloni marzo-aprile, ripianta e propaga, inverno perde foglie, fuor tropici zone, su navi bananiere, fà etilen maturazione: alberello bello, ama sole e poca ombra, fiore blu-violetto, foglie verdi fronde, pratici efficienti, frutti suoi simbionti, mangiano in India, pur con altri dolci, assieme col Riso, pulisce addomi forti, di sera è toccasana, lavora nella notte, Banane molto buone, crude oppure cotte, da Papua diffonde, in tutte terre note. Banana è caloria, economica e diffusa, la sbucci te la mangi, è igienica amica, soffice addolcisce, sen semi da scartare, la Mucca ama la buccia, brava a fermentare: buccia di banana, dopo 1 mese decomposta, ha potassio e ferro, magnesio calcio sodio, la interro tra radici, di rose e pomodoro, che aiutano a fiorire, seguon Piacca suolo: se strofino con le dita, interiore buccia, toglie macchie inchiostro, mitica frutta, come cibo nutriente, indicato ai diabeti, reca virtù, a convalescenti e astenici. Banana matura, ha 1 grammo etanolo, scarica nervi, e induce sonno, mentre alcool moderato, tra uso ed abuso, ognuno ha sua dose, che fegato smaltisce, 1 grammo x ora, ogni 10 kili peso. |MUSELLA lasiocarpa, banano nano ornamentale, golden lotus banana, fiore giallo loto, nativa di montagne, Yunnan e Indocina, 1 metro e mezzo sale, quan matura viva: fior giallo second'anno, lo tiene x mesi, banana non si mangia, pianta madre muore, lascia posto a figli, nati ai suoi piedi, ogn'anno a primavera, rinasce da inverni. libro_giardinoedule1_permacqua.m4a
Audio estratto da libro_giardinoedule1: |ASIMINA frutti grandi, maturano graduale, in settembre-ottobre, la polpa color giallo, nutre e dà energia, integra salino, magnesio e potassio, e vitamina A, poi reca semi scuri, grandi come un fagiolo. Il termine Giardino, nelle lingue arabo, turca e persiana, richiama l'idea di paradiso, spazio protetto e fecondo. Nei secoli, dal raccoglitore al coltivatore fino all'allevatore, l'uomo ha imparato a interagire con la natura, che resta maestra di resilienza e rigenerazione. Nel Medioevo, comunità e monasteri svilupparono sistemi chiusi e autosufficienti, assimilando i principi della permacultura delle comunità indigene.# La food forest di Saviana Parodi si ispira a questo modello: un giardino edule che unisce piante alimentari, ornamentali e medicinali, creando microclimi, benessere fisico e spirituale, in armonia con i cicli naturali. L'obiettivo è un ecosistema indipendente, adattivo, che imita la natura e sfrutta la nicchia ecologica, anche il sacrificio di parti di una pianta diventa strategia di sopravvivenza. La natura mostra che ciò che muore nutre nuova vita, e ogni fase di sviluppo ha valore. Centrale è l'Acqua, nelle sue forme e nella sua memoria: strutture molecolari cristalline trasportano energia e informazioni, influenzando fertilità e vitalità del suolo. Tecniche native sfruttano la condensa per raccogliere acqua in ambienti aridi, o interrano quintali di meloni, zucche o altro disponibile in loco, per fertilizzare il Sahel. Il suolo è un organismo vivente, un sistema digerente che permette scambi e comunicazione tra piante.

162:lume162- Chuonnasuan, ultimo sciamano Oroqen: lo |sciamano nasce spesso da un dolore, da una crisi profonda che lacera corpo e psiche: lutti, malattie, visioni. Il dolore lo smembra per renderlo vaso vuoto, pronto ad accogliere gli spiriti della cura; come nel Chöd tibetano, si offre simbolicamente in pasto ai demoni interiori, tagliando l'attaccamento esclusivo all'Io. La sua morte iniziatica apre il canale con Ayami, Anima-guida, che lo chiama, lo sposa e lo istruisce. In epoca Zhou, il Wu si occupava di intervenire quando l'ordine del cosmo (o della psiche) si rompeva, restaurando equilibrio attraverso riti, danze, trance e diagnosi spirituali. Wu (巫) entra nel mondo liminale con tamburo canto e danza, per ricucire lo strappo tra cielo e terra. La sua missione è ridare forma al disordine, come l'Esagramma 18 insegna: affrontare il guasto antico, trasformarlo in medicina. Chuonnasuan detto Menjifu, attraversò tre crisi e solo dopo il terzo smarrimento accolse pienamente i bakàn degli avi; la sua guarigione diventò servizio, il suo dolore un ponte per gli altri. Il rito è memoria che ritorna, il simbolo è libido che guarisce. Là dove l’anima regredisce, lo sciamano danza: per riconnettere, reintegrare, rinascere. Novembre25, torna |santaCaterina, ancora neve o brina, dove il freddo si raffina.| Riassunto: gli Oroqen sono una popolazione tungusa della Manciuria, vivevano di caccia e pesca nelle montagne Hinggan; discendono dagli antichi Shiwei e furono arruolati dai Qing come soldati o cacciatori per pellicce. Dopo l'invasione giapponese, molti furono costretti a diventare agricoltori o operai, le donne subirono abusi, i pochi rimasti divennero guardia-boschi. Credono in spiriti animali come Orso e Tigre, e narrano miti cosmogonici legati a renne, alci, e sirene. Il culto dell'orso è centrale: un rituale lungo anni culmina nel sacrificio simbolico di un cucciolo allevato. Gli sciamani (uomini e donne) comunicano con spiriti attraverso tamburi, canti e trance, e ogni comunità ha figure guardiane e totem familiari. Popoli affini (Ewenki, Ulcha, Udege, Nivk, Itelmen) condividono riti e mitologie, animali e pratiche estatiche. Wu è la sciamana in Cina e Corea, una figura di guaritrice sacra, perseguitata col tempo ma ancora viva nei culti popolari. Il ruolo dello sciamano, spesso nato da crisi o malattia, è quello di guaritore e mediatore tra i mondi. La trance, la danza e il canto sono strumenti di cura, trasformazione e ri-collegamento con il mito originario.# |OROQEN son detti, 鄂伦春族 Elunchun zu, vivon caccia pesca, tra montagne Hinggan, presso fiume Heilong, su mappe detto Amur, assieme agli Ewenki, Goldi e i Dauri pur; discendon dai Shiwei, tende culle a betulla, fuggendo dai zacharian, traversan fiume Amur, dai Qing furono accolti, e divisi in soldati, a cavallo e a piedi, tutti incorporati: in esercito frontiera, oppure cacciatori, di Martora pellicce, x la corte Qing, poi Giappone invase, e impero Qing cade, giovan maschi coscritti, in nipponiche squadre. I restanti forzati, divenire sedentari, agricoltori e operai, fare carri armati, donne date all'oppio, usate per piacere, come altre minoranze, declina loro specie; fine della guerra, sopravvivono in mille, gente di montagna, che ben conosce selva, diventan guardia-boschi, in terre cinesi, vivono in case, prefabbricate, ricordan loro miti, quan nessun li vede. |Oroqen vuol dire, allevator di Renne, fan caccia e pesca, raccolta e qualche orto, orsi tigri e lupi, mai osan menzionare, li chiamano con nomi, rispetto familiare: figli di una renna, Alce ad otto gambe, lei ha creato tutto, assiem Orso khan, Alce e Orsa maggiore, gestiscono anime, di umani ed animali, successo alla caccia, fortune personali; maestro degli orsi, e maestro di tigri, vivon sulla luna, ciascun in sua metà, risiede anima animali, in zona della Tigre, mentre quel di umani, in zona di Orso vive; altra storia tungusa, narra uccelli mari, pesci e buoni scambi, merluzzo e salmone: Salmone sale fiumi, mentre cigno e cornacchia, scambian voce urli, con popoli di taiga; mari e fiumi luogo, di sirene e tritoni, se incontrano un uomo, iniziano a cantare, se uomo accetta, è portato sottacqua, a sposare sirena, inizia nuova strada. Temu signora Mare, è responsabile pesca, scaglie suo corpo, crean pesciolini, così ogni sua scaglia, ripopola suoi mari, i Temu mangian pesce, in brodo a tutti pasti. Temu è maestro, di acqua e di Orca, animale con potere, su tutti pesci mare, Khadau eroe cultura, gira con la moglie, uccide i Soli concorrenti, chiamati pur vimana, e fa vivere le cose. |TUNGUSI di Manciuria, Ewenki Udege Manchu, con Oroqen e Sibe, tra Ulcha Uiguri Goldi, proverbio Chukchi dice, donna è già samana, fa circolare danza, in fredda siberiana. Sibe di Liaoning, cacciatori pescatori, religion politeista, altaica loro lingua, inviati ai confini, nascente cino-impero, creano loro borghi, tra nomadi a cammello: abito base è vestaglia, kimono di donna, + lunga di uomini, con perle e ricami, durante lavor caccia, indossano cinture, pettorali pelliccia, sotto loro tuniche; usano cappuccio, sopra giacca caccia, in inverno cappotti, pelli daino o cane, viaggian slitte renne, gonne pellicce alce. Ulcha colgono piante, aglio porro e ortica, licheni ghiande frutti, mirtilli e lamponi, ribes nero e funghi, pestan bacche sorbe, x zuppe alghe e pesce, Laminar e salmone; usan piatti legno, corteccia di Betulla, narrano leggende, del fiume Amur gabbiano, con Orso danzatore, Kho-Kho per i bambini, con mezzi sonori, aquiloni e pesciolini. Un personaggio fiabe, Geokato vagabondo, lavor miniere oro, e sposa figlia zar, al festival di orso, fan danza rituale, imitando movimenti, del signore animale: iniziano tamburo, crescono ritmi, si dialoga con Orso, che viaggia aldilà, cresce emozione, mentre accelera danza, culto dei gemelli, chiama |Orso-e-Tigre, nei miti matrimoni, tra spiri umani ed animali. Orso cerimonia, è la + importante, suprema divinità, travestita e nascosta, 2 anni preparazione, è funerale rituale, di orso rimandato, al monte ad abitare: se anima rinasce, per orso visitare, clan fanno doni, di carne e pelliccia, orso cucciolo catturano, da loro allevato, x 1 anno e mezzo, nutrito dal villaggio; con abiti ornamenti, offrono preghiere, a Signor delle Montagne, che animali dona, orso vien portato, fuori di sua casa, ucciso con 2 frecce, a festa propiziata; suo cranio è riempito, oggetti rituali, ossa occhi e pene, in luogo di montagna, poi sacrifican 2 cani, servi-messaggeri, x alleanze gemellaggi, tra clan diversi. Il culto della taiga, narra di Nanai maestro, che trova tigre e orso, due cuccioli totem, Nanai li alleva, per festa fine anno, quando orso viene, ucciso e mangiato. Ulcha saman categorie, secondo loro forza, Khoiraki curan se stessi, Suilme economia, Kasaty guida anime, con spiriti-assistenti, |Ayami in successione, riceve riti eventi: kamlanie cerimonie, attorno palo daru, sama canta richieste, di nozze o funerali, lamenti a tamburello, o conici sonagli, appesi a cintura, metallici campanacci. Nivk di Corea, cugini dei Nanai, migrati da Tartaria, abitan |fiume-Ussuri, e valle di |Amur, i maschi nella taiga, con riti propizi, fatti da famiglie, sfidano perigli. Loro linguaggio ha, natura emotiva, intenso accompagnato, da tamburo tintinnio, mormorio gorgoglia, grido estatico poi, voci spiri melodie, rilasciano cura, da Buni aldilà. Sama donne e uomini, ricevon doni parenti, 1 grave malattia, a volte lunga anni, trasmette loro mezzi, x loro rituali, tamburo ovale e batacchio, ungciukhu gisil, e abiti rituali, giacca e gonna disegnati, spiriti aiutanti, serpi rospi vermi draghi, con uccel dipinti, su strumenti musicali: durante kamlanie, indossa cinta cuoio, pendenti campanacci, rivolti a statuetta, immagine di Ayami, alter ego di sciamano, aiuta capo e mani; gli spiri cielo, han nomi pur manciù, Boa enduri e Boa ama, animali ed elementi, scendono a terra, per rituali scopi: ogni Nanai famiglia, ha grande figura, guardiano della casa, curato e nutrito, o albero preghiera, pietra progenitore, protegge da malanni, e aiuta cacciatore. Avan stagione caccia, ogni cacciatore porta, suoi idoli in taiga, presso albero adatto, scolpisce volto suo nume, lo prega assieme a Nonno fuoco, offre mini sculture. Uomo nasce da Orsa Maggiore, che accetta lamenti, preghiere e incanti, x buona salute, strumenti musicali, narran miti cosmogoni, che il custode fuoco, reca come doni. |Udege sanno imitar, voce animali e uccelli, con giochi sonori, di gola gorgogliante, fiato inspira espira, mentre maestro di cinghiali, chiama drago alato, che 4 zampe ha: a primavera alza testa, e il tuono soffia, ispira storie miti, nella tana di orsa, ripara qui una donna, che orso dopo sposa, per tutto inverno, a primavera ritorna, nutrita ad orso carne, la donna narra mito; Udege credon discendere, da 2 matrimoni, con orso e con tigre, oggi loro totem, poi 2 fratelli Kamdziga, divennero avi, fondaron loro clan, e vissero animali; se ogni accadimento, classifica universo, Anima è nei pesci, piante e ogni oggetto, viaggia ogni mondo, dal defunto ai vivi, oppure viceversa, nei sogni o nei riti. Kamui divinità, punisce avvisa a volontà, ogni creatur vivente, quando gira il mondo, portar carne e pellicce, Orso capo Montagna, travestito reca doni. |ITELMEN kamchadali, rivela nome stesso, parlano chuki-kamchiadalo, e vivono tra clan, in 22 comunità, allevator di renne, pescano i fiumi, caccia e raccolta, piante con funghi, loro base di dieta, son salmoni da fiumi; ogni comunità, ha 1 territorio pesca, sfruttato april-novembre, reti comunitar, donne curan casa, un igloo rettangolar, scavato fissato, con legna e material; credono a spiri, acqua fuoco aria terra, protettor di pesca, incarnati a statuette, poi offrono cibo, ai vulcani di Kamchatka, donne recitan storie, di eroe corvo-uomo, che crea loro terra: Kutkh è suo nome, creator di |Kamchatka, tiene 2 nipoti, 1 maschio e 1 femmina, loro sono gli avi, delle Itelmen tribù, come Coriachi e Chukchi, vicini di laggiù; volpe ama kutkh, mentre lui confligge, con famiglia topi, ovvero altri clan, risolve matrimoni, allea clan del topo, sue figlie dà in spose, ai clan lupi e orso. Itelmen melodie, son canzoni polifoniche, testo improvvisato, teatri smorfie mime, energici movimenti, a imitare animali, balena lupo orso, renna e cuccioli vari; accoppiamenti balene, accompagnano urla, gioie di astanti, a grida alkhalalai! dopo caccia buona, nutron fuoco e canti, espiri sibili di gola, e suoni inalanti. Muchamor consumatori, fanno 1 dono a Dio, mangian-muoiono con lui, in comune rito, lo avevano cercato, raccolto poi mangiato, invocato tra di loro, Divin manifestato: sette giorni e 7 notti, mangiano funghi, cibo e medicina, kamciaki koriachi ciukci, jakuti detti sakha, tungusi ed etrusci, e russi del mar Nero. Raccolta del muscario, in modo rituale, riduce suo danno, fatica può evitare, se fungo è maltrattato, bisogna rimediar, riattivar suo effetto, suoi nomi cantar: 1 canto Peana, chiama Pan Apollo, contrasta un potere, nocivo del fungo, se 1 erotico gioco, allieta quel fungo, allora intimità, lo eccita al gioco. Fungo sacro culto, chiave dei misteri, di abissi sotterranei, e fonti oracolari, lamenti evocazioni, al suo spirito aldilà, chiedono iniziati, portar sapienza qua. |Teleuti ai monti ALTAI, lascian rune attorno, a valle Yenisei, e in valle di Orkhon, loro sciamanismo, associa i culti cielo, di fuoco e focolare, a ritrovo del sentiero; ritengono Teleuki, che ogni sciamano, ha sposa celeste, come spiro protettore, Eliade narra il fatto, Golde vede in sogno, una piccola donna, che gli parla accanto: sono la tua Ayami, discendo dai tuoi avi, ti insegno loro arte, a curar malati, per prosperare clan, diventerai sciamano, accetta di sposarmi, se tu rifiuterai, altri non ci sono, tu sei designato, non esser riluttante, ti donerò un cavallo, per viaggio liminale, tra crisi e malattie, saman ti farò, fino a Samarcanda, con te cavalcherò. Ti amo e tu sarai, mio sposo sin da oggi, + spiriti avrai, che aiutano a curare, assieme gemme quarzo, ma tu dovrai obbedire, a regole tabù, richieste per viaggiare, confine tra due mondi, altrimenti impedirò, tu abbia altro lavor. Ayami aiuta poi, iniziatiche prove, insegna impossessarsi, di magici tesori: talvolta suo invito, è accettato malvolente, come un uomo Buriate, che da giovane avversava, quando si ammalò, come Giona entro Balena, nessun potè guarirlo, allor cantò sua Ayami, la malattia scomparve, riceve conoscenze, per altri da curare, suo compito accettare. Mito universale, tunguso e tolteco, narra perso legame, tra umani e Albero-vita, saman lo ripara, usando lingua twist, e rito ghostdance: uomo torna intero, se apre sua porta, ego monarca, lascia trono capo, costretto a doloroso, confronto con Dei, forze di psiche, frenate fino a ieri; contatto siderale, chiede sopportare, crisi e tensioni, accettar idea di morte, rinascer cavaliere, salvare umana nicchia; arrendersi a inconscio, smembramento corpo, sentito o immaginato, esperienza vuoto, simile a travaglio, condotto fino in fondo, di psiche e identità, denuda dogmi corpo: se ego è un etichetta, serve in gestazione, al termine dissecca, sboccia compassione, unire paradossi, trascendere conflitti, dopo la battaglia, emozione sa curare, cresce guarigione, donne van cantare, assistono sciamani, i corpi lacerati, riempiti di cristalli, cuciti sistemati, pronti per danzare. Rito vuole attore, vocazione o crisi, attore in te risponde, a vita immaginaria, accresci tolleranza, scompare timidezza, lor canto ricorrente, sposta tua coscienza. Ingaggio dai reami, accade giornalmente, viaggiano eroi, a mitica sorgente, raggiunto sfinimento, Dioniso ti accoglie, cura è conoscenza, di mitico legame, tenebra cade, cessa ogni tormento: se peccato è, smettere di amarsi, perdere autostima, cioè non perdonarsi, mito allora invita, ricoprire 1 ruolo, x salvare vita, o innalzare uomo. Allievo si raffina, rinuncia garanzie, emerge guarigione, 3 stadi di alchimia, spesso lunghi anni, futur samano torna, impara entrare uscire, con sua volontà, ogni viaggio chiede, porto di ritorno, accede in se stesso, latente altro mondo: recita individuo, nel viaggio eroe, infinite variazioni, ci parlano fiabe, mappe da seguire, oltre mia psiche. |Psiche dramma antico, mi vuole attore, Tu attore-guaritore, fai ponte col rito, connetti con Thera, rispolveri tuo mito, danzi nel cerchio, segui una pista, ritrovi le storie, che corpo drammatizza. Dioniso presente, ha maschera sul viso, natura della mente, illusioni del rapito, sua pubblica seduta, crea tensione culto, nella comunità, in trance posseduta. Lavoro di ricerca, pathos doloroso, gioco a nascondino, di ego laborioso, essere nasconde, nei regni immaginari, vado sua ricerca, con spiri legionari; rinnovo del mondo, riflette noi stessi, dipende creazione, da teatrali spazi, dove irruzione, del sacro può accadere, a sostenere vivi, in tempi decadenze. Se recito copione, mio ego scompare, con entità interiori, sviluppo legame, esse legano storie, ai mali umanità, crean significati, al fine di curar. Civiltà moribonda, travisa ogni cosa, isterico o introverso, etichetta ogni saman, sua trance sale o scende, cerca soluzione, al degrado corrente, trova anima smarrita, la ripone in corpo, smarrimento risolto. Culture caccia e raccolta, coltivano modi, di estasi sedute, primo dramma rituale, fase preparatoria, invoca ausiliari, viaggio e congedo, da spiriti aiutanti, chiusura di seduta, poi sveste costume, accessori e tambure; attiva espedienti, a impressionar paziente, imita animali, scherza con amore, ama suo lavoro, oltre i protocolli, caccia virus spiri, a mezzo dei suoni; in sedute notturne, cavalca danza canta, in casa di malato, compenso sopravanza, se saman chiede troppo, o chiede nulla, può cader malato, di abuso fattura. Comunità prega osserva, lui trance posseduto, da spiriti ausili, supplica e blandisce, minaccie o duella, e musica rivolge, x spiriti incantare, sciogliere o legare: ogni canto è personale, num di sua Ayami, contatta alterità, nasconde suo volto, temporaneo scudo, ai colpi energia, in viaggio aldilà, istruito da entità, vaso consacrato, suscettibile integrato, litanie aprono varco, entrando nei sogni, con ritmo musicale, collega suo bioritmo, affettive risonanze, x ritmo efficace. Messia riluttante, fugge un copione, a motivo e spavento, aprire delle porte, paura della morte; illusione di ego, svanisce nel copione, individuo sperimenta, gioia e fusione, esorcizza ogni paura, ecco iniziazione, risveglia energie, paziente-spettatore. |INUIT guaritore, cura con passione, usa cio che ha, sua disposizione, se eskimo manca piante, sfrutta isteria, tecniche transe, estasi nei poli, fenomeno spontaneo: 1 angakoq lo sfrutta, risolve quotidiano, monoton percussioni, fumo legna e carne, artica isteria, è freddo e privazioni, Volva norvegesi, Vyedma sama russe, greche Melisse, turche donne Kam. Tungusi di Manciuria, fatica professione, tornano sciamani, dopo molte storie, cambiamenti umore, romitaggi in boschi, ricerca solitaria, motorie agitazioni, crisi sogni e canti, infine la visione. |Eliade narra 1 Golde, sciaman 42 anni, sen figli e moglie, forte mal di testa, cercano guarirlo, nessuno vi riusciva, egli alfine prova, tradizonale via: divenni sciamano, primao di me stesso, e dopo 3 anni, curavo pure gli altri, se vocazione appare, sol dopo malattia, iniziazion sia, cura pro-attiva. Tutti hanno spiro, riconoscano o meno, ognuno sue emozioni, sa infierire attorno, pur senza saperlo, ferisce pian verbale, piano fisico e poi, piano spirituale. Najagneg saman, cerca buio silenzio, in solitaria quiete, diventa un angakoq, privazion sofferenza, apre interna mente, visioni sogni incontri, consci ed inconsci, spiega e analizza, emerge intuizione, durante ogni lezione, vola ulteriore. Tema ricorrente, in sciamaniche culture, perduta connessione, al mondo mito primo, donne sciamane, in Cina dette 巫 Wu, esagramma 58, nel libro di IJing, ideogramma Wu, inglese woman-male, saman medicina, Wu nei nomi luogo, leggendar monte Meru, Yi è curandero, Xi è maschio wu. Chiamano pioggia, a mezzo di danza, donne possedute, da Shen spirito-radice, viaggiano ai cieli, su serpente |Xi-Wangmu, insegnano arte, al khan di Shun: consiglian 2 sorelle, togliti vestiti, indossa abiti Uccello, fai lavoro drago, e Shun ebbe successo; nei 9 canti Chu, in estasi rapito, corpo del medium, erotico danza, richiama Kama sutra, diversi feticismi. |Uzume urla e danza, regina giapponese, in corte primordiale, selvaggia su alture, danza e si denuda, tintinna genitali, a ritmo dei suoi piedi, attira Dei sovrani: in grotta Amaterasu, sente tal schiamazzo, curiosa apre porta, vede sullo spiazzo, gli Dei mettono specchi, vede sua bellezza, non riesce contener, orgasmo con ebbrezza. Sciamano è guaritore, come i curandero, mentre i curandero, non son tutti sciamani, i maghi son riflessi, nelle culture urbane, ma solo lo sciamano, proietta estasi varie. Estasi e trance, allude stessa cosa, entrata ed uscita, da crisi esistenziale, in genti cinesi, son crisi ambivalenti, pericolo e occasioni, di psiche correnti. Wu donne di stato, publi cerimonie, estromesse a fin impero, fondano scuole, Cina dittatura, declassa lor lavoro, possibile minaccia, patriarcale gioco. Solo in siccità, danzano daoiste, Wang uomini disabili, uniti con le Wu, quan rito non riusciva, Wu furono punite, ma gente comune, vuol wu-wang x guarire. 9 Canti sciamani, del paese di Chu, descrivon cerimonie, corpi braccia su, strappano vesti, movimenti velo in mano, corpi avanti dietro, esibiscon deredano, con abiti uccelli, rito pioggia o funerario: esibizione rituale, del corpo femminile, seduce spiri irati, e pioggia fa fluire, poemi in allusioni, di erotiche nozze, wu usano giada, per spiriti consorte. Ling danza serpenti, ha copricapo piume, viso come tigre, wu-samana in trance, colpisce sua pancia, tamburo membrana, creatura del vento, apre ali e chiama. Saman maschi cinesi, chiamati NanWu 男巫, travestiti da donne, pur kathoy del Siam, ossa oracolari, ci riportano ideogrammi, wu che guarda sole, piogge attira grandi, in simpatica magia, donna è Acqua Wu, espone corpo al sole, o fuoco di falò, digiuno e vigilanza, con forte intenzione, a volte gocce sangue, donate a mezzo lame, o cespugli rovi, come in rito Chod. In regno Shanshung, durante Orda d'Oro, emergon sacerdoti, bon-po rituali, in religione Bon, nomadi tibetani, propiziano monarca, lo incensan contro mali; funzionari addestrati, reggon malumori, guidan rito |CHOD, con tamburo e onori, tra culti della Morte, smashan sadhana, testi bon e jaina, shaktiti e sramana. Medita impermanenza, ceneri su corpo, pratiche estreme, sadhu aghori fuoco, usano Damaru, tamburello doppio, con pelli animali, chopa visualizza, cottura smembramento, offerta di suo corpo, parte di banchetto, a spiriti del luogo, sazia lor tormento. Chopa travestito, usa ossa di avi, femore trombetta, detta kangling, soffiando spiri chiama, invitandoli a festa, o funeral monarca: se divien divinità, cadavere e salma, il cranio recide, riduce corpo a pezzi, cuoce carne sangue, crani fuochi lenti, sepoltur celeste, sopra torri alte, dove corpo smembrato, consuman avvoltoi. Ospiti appagati, chopa infine avverte, tutti i desideri, cerimonia acconsente. Chopa cura lebbra, allontana tempeste, cura tubercolosi, calma ninfe adirate, dopo rito officio, studia chod mahamudra, 1 trasferimento, di coscienza in vita. libro_sciamano-jung.m4a
Saman o Wu 巫, lungo il fiume Amur, vive quattro tappe trasformative, a volte dolorose, in cui trova il suo nume aiutante. La Ayami lo chiama, lo sposa nel rito, lo smembra, lo guida, gli dona il ritorno, lui danza e viaggia e ogni cura è recupero di memoria. Con tamburo e sonagli, vesti rituali, entra nel mondo del malato, incarna eroe e spirito; penetra i corpi minacciati dal male e guida un armata di spiriti nel buio a liberare l'anima imprigionata. Come un analista junghiano, lui parla per il paziente e ascolta sentimenti latenti, travaglio incarnato. Ayami è l'Anima femminile, compagna e maestra che guida alla visione interiore come la Beatrice di Dante: nel sogno rivela copioni, esprime apocalissi, intreccia iniziazioni, come un Buddha che ascolta sotto l'albero, mentre i serpenti sibilano i miti. Lo sciamano gira attorno al visibile, per evitare il cuore del pericolo. Se ascolta l’inconscio, cede il trono, così il dialogo fiorisce e la libido vive: il simbolo, anima del rito, può trasformare la crisi in vocazione, ma se l'anima viene ostacolata, lei regredisce, attiva ricordi e si ammala nei sogni. Jung mostrava che il simbolo è libido che guida e realizza. Van Gennep scrisse: passaggi e riti mutano psiche e destino, lo sciamano affronta la madre interiore, trasforma il dolore in risorsa evolutiva. Chuonnasuan fù l'ultimo sciamano Oroqen, ricevette i bakàn nel canto e nella danza, dopo diverse malattie lutti e silenzi, guarito nel corpo e nell’anima, accettò la chiamata degli avi, pur resistendo all'opera de-culturante dei giovani comunisti. Ritrovati gli abiti cerimoniali, nascosti dal nonno in montagna, nel tamburo ascolta spiriti avi, nei sogni vede l'aquila a due teste, così tramanda il costume e il rito al nipote futuro che saprà riconoscerlo; oggi nella sua figlia la cura sopravvive, lo spirito passa e la yurta respira: quando la Wu danza, l'anima ascolta.# |SAMAN ䷘ detto Wu 巫, vive 4 tappe, lungo fiume Amur, trova nume aiutante, chiamata e sacre nozze, con Ayami fate, smembramen discesa, doni e ritorno, poi in ogni cura, viaggia il ricordo. Sama cerca parlare, con abito rituale, tambur cinta sonagli, gonna e collane, a stabilir contatti, con inconsci malati, incarna eroe paziente, con ipnotiche campane; penetra corpo, minacciato da malattia, guida battaglione, di spiriti guida, a poter liberare, anima prigione, suo lavoro produce, credenza salute; stabilito canale, potenze lui media, parole del paziente, in bocca di analista, presunti sentimenti, e latenti intenzioni, recitano attori, travagli interiori. Anima è psiche uomo, ideale di donna, prodotta da inconscio, improvvisa visione, sovrasta ogni cosa, nei mistici accade, reca sentimento, compensa la ragione; sposa celeste, assistente interiore, presagisce ogni cosa, su incognita terra, animale psicopompo, porta eroe aldilà, sama copre volto, frangia aiuta concetrar. |Ayami insegna lingua, innato genio interno, recupera copioni, oniriche visioni, anche apocalisse, esprime iniziazione, mito crea futuro, storia e passato, Ayami di Siberia, è anima che guida, come Beatrice, nel dialogo di Dante: io sono Ayami, Tu sarai mio sposo, assisto tuoi riti, ti insegno saliscendi, ritorna tuo paese, inizierai curare, obiettivi poni, che guidano viaggio, perdonati le colpe, usando tuoi doni; unisci psiche maschio, a femme sensazione, subisci digestione, ovvero gestazione. Buddha sotto pianta, sente re serpente, mentre tempesta, alza corrente, spiriti enzimi, parlano con lingue, frattale ritmo rito, a raggiungere miti, intrecciano copioni, a unire neuroni, morte e rinascita, son gioco posizioni. Saman vede cose, gira attorno a esse, a scopo di evitare, lo spirito che tesse, cosi può vedere, possibili insidie, e meglio negoziare, per le anime rapite. Se ascolto cuore inconscio, Io sta fuori trono, tensione fra 2 poli, irrompe a coscienza, dialogar essenza, aiuta a fiorire, partecipa cosciente, libido che vive. Se ostacoli forte, la bella si arresta, indietro regredisce, incontra ricordi, tosto li attiva, e crisi sconfina; se libido cerca, simboli medium, memoria si riattiva, ritorna vocazione, lei offre messaggi, a volte desiderio, tornar grembo sorgente, in sogni o malattie, baratto e confronto: se rito anima simboli, causa cambiamenti, Jung dimostra che, simbolo trasporta, libido energia, riesce indirizzar, obiettivi realizzar. Van Gennep descrive, riti di passaggio, algoritmi cerimonie, che regolan mutazio, mistica unione, di singoli e gruppi, a definire vita, ordinaria e straordinaria, spontanea malattia, reca seconda vista, ngosè modello a stadi, fa bimbo eroe ed avo, affronta la prova, vince dipendenza, di madre o disistima, prosegue cammino, dolor divien risorsa, in psiche successiva. |CHUONNASUAN è Oroqen, sciamano che percuote, grida col tamburo, sua danza notturna, un rito di cura, per 1 membro malato, della sua cultura. Chuonnasuan ebbe nome, donato da sua mà, quando era infante, e gli uccelli imitava, sensibile suo animo, segue lungo apprendistato, tra crisi e malattie, per divenir sciamano. Sua prima malattia, scatta a sedici anni, perse nel 43, fratellino e sorellina, trauma doloroso, lo porta vagabondare, solitario nelle selva, dolore trasmutare; sua mamma preoccupata, consulta curatori, ma dopo fallimenti, trova Wuliyen donna, Wu Oroqen sciamana, accetta sua cura, lo guida nel sentiero, di rituale cultura: su rive fiume Huma, 3 giorni di lavoro, 30 persone in yurta, uomini ad un lato, donne altro lato, oca e pesce in dono, mentre Wuliyen danza, percuote suo tamburo, con canti di bukàn, presenta il ragazzo, a 50 suoi bukàn, il giovane è adottato, un a uno ogni bukan, gli mostrano sentiero; lui danza loro forma, spontaneo su terra, i presenti pian piano, seguono sua danza, Wuliyen canta nomi, il ragazzo li sentiva, scendere dal bwa, berye e buni mondi: bwa-berye-buni, tre cieli cosmologia, di + gruppi tungusi, Shirokogorof riporta, come ruolo Jardalani, spirito assistente, erede degli alani. Dopo Wuliyen cura, Chuonnosuan guarito, torna da famiglia, che prepara costume, jardalani assistente, sitter di sciamani, soccorre lo sciamano, nei critici stadi; a fare tale ruolo, serve solo osservare, onesto in relazione, acuto saper leggere, andamento esibizioni, +di saman che serve, capire suoni e moti, ai presenti traduce, la venuta del bakan, indovina da indizi, ciò che dice saman. Seconda malattia, arriva a 19 anni, innescata da crisi, trapasso di sua moglie, solitario soffre, non mangia ne dorme, siede in silenzio, sotto albero a sentire, canti degli spiri, scopre bukàn del nonno: passeggia al fiume Huma, perde conoscenza, lo affidano i parenti, allo zio Minchisuan, maestro rispettato, lo fa danzare molto, fino a guarigione; ritorna salute, quan pace è dentro lui, nuovi spiriti trova, accanto ai precedenti, al top sua carriera, ne conta 90, amici e ausiliari. Terza crisi arriva, dopo morte di suo zio, Minchisuan nel 47, dopo rito solitario, Chuonnasuan ha 20 anni, incosciente 3 giorni, 2 mesi confusione, famiglia cerca saman, trova Zhao-li-ben, che gli chiede divenire, saman di cura, suo stesso jardalan, Mengjifu impara, mima suo maestro, questi poi comprese, suo talento innato, un giorno gli fu detto, rivolgiti ai bukàn, a divenir samano, loro possono accettarti; presso fiume Huma, confine russo-cina, radura manciuriana, performa cerimonia, lo aiuta assistente, gira su se stesso, e sciarpa protende, aquila lanciata, in volo circolare, specchi bronzi tiene, appesi al costume, fronte schiena petto, con cimbali sonori, moglie passa copricapo, fa trasformazioni: frange e corna cervo, coperte di bronzo, lui batte il tamburo, agli spiriti canta, muovendo testa e corpo, x lasciarli andare, inviarli al mondo sopra, indietro poi cade, moglie lo sorregge, gli spiriti nel corpo, lo spingono in trance. Meng-jin-fu chiamato, in lingua cinese, dopo sopravvissuto, a rivoluzione culturale, rimase sciamano, fino estate 52, quan quadri partito, gli pagan treno aereo, esplorare città Cina, propaganda seduttiva, del governo comunista, che cambia loro vita. Zhao-Li comunista, convinse altri oroqen, abbandonar sciamanesimo, lui venne rieducato, tuttavia alcune notti, salta dal letto, ha istinto a danzare, con spirito consorte. Da nomadi a stanziali, in Bayinna e Shibazhan, fan rito di addio, commiato dai bakàn, popolo Oroqen, fa rito in ogni casa, sama e jardalani, smisero carriera, distrutti col fuoco, oggetti medicina, mentre il nonno lesto, costume nascose, per stirpe discendente, in futuro apparirà, in sogno a suo nipote, che mostra crisi segni, e sa leggere nei sogni, ritroverà costume, nascosto sui monti; Chuonnasu in yurta buia, sta su pelle animale, entra in buni mondo, vede aquila a 2 teste, dono di suo zio, guida cura animista, trapassa nel 2000, culto vive in sua figlia.

167:lume167- |SposaCeleste, il Silenzio-che-Tocca. Nella notte dell'8 dicembre, sotto un cielo limpido, i dodici terabanzi si raccolgono al tempio. Nel centro del cerchio, un cristallo su un ceppo vibra di una luce tenue. Il silenzio è pulsante e di attesa. Ognuno porta un dono: voce, pianta, gesto, radice, visione. il cristallo vibra con frequenze che ricordano la terra, aria, fuoco, acqua, etere, poi si uniscono in un solo respiro. Appare una figura alta, esile, metà viso rosso e metà nero: è |Ayami, spirito ancestrale e guida del rito. Parla senza voce e penetra senza ferire: Ti amo e sarai mio sposo. Ti insegnerò ciò che è stato dimenticato, ma se non accetti, perderai il tuo scopo e lentamente morirai. Ma se accetti, sarai ponte fra i mondi. Oracolo della carta: Lei ti ama, ma non ti corteggia. Se accetti, diventi ponte, se rifiuti ti smarrisci. Il silenzio è la soglia: attraversala. Il giovane che la vide per primo, ora guida i compagni. Il suo corpo è tempio, la sua voce canale, il suo cuore grembo di visioni. Da lei ricevette tre simboli che lo aiutano nei sogni, nelle cure, nei gesti che salvano. Ayami danza tra i dodici, in forme mutevoli: donna, vecchia, tigre alata. Accarezza ogni fronte, sfiora con tocco d’amore che guarisce le ferite del cuore, e risveglia la memoria delle origini. Nelle nozze mistiche, la Sposa Celeste (sposo blu per le donne) dona visione, alleanza e iniziazione. Così nasce il Silenzio-che-Tocca: una preghiera senza parole, dove ogni corpo diventa cielo.| Raseno esplora il tema della Sposa Celeste, archetipo spirituale e guida dell’anima, presente in diverse culture e tradizioni. Inizia con Numa Pompilio, che, secondo Tito Livio, riceve oracoli notturni dalla dea Egeria, divenuta sua sposa mistica. Ella lo ispira a fondare riti sacri e consacrare boschi e acque come luoghi di comunicazione col divino. Salomone, re sapiente, canta la sua unione mistica con la Sapienza nel Cantico dei Cantici, esprimendo l’amore divino attraverso immagini sensoriali: giardino chiuso, fontane, aromi e vino. La Sposa è fonte di conoscenza e bellezza spirituale. Nell'Odissea, Ulisse incontra tre volti della Sposa Celeste: Circe, Nausicaa e Penelope. Circe è la maga lunare, che lo trasforma e inizia; Nausicaa è la fanciulla divina che lo accoglie e lo veste di nuova luce; Penelope è la teologa dell’inconscio, che tesse e disfa, simbolo di attesa e reintegrazione dell’eroe. La Luna* in forma di Dea Bianca triforme (fanciulla, madre, anziana), è la tessitrice del destino (Moire, Parche), la cui funzione è guidare l’anima attraverso i cicli naturali, i sogni e le trasformazioni interiori. Nel mazdeismo persiano* la Sposa Celeste è la Daênâ, la coscienza luminosa dell’individuo, che lo accoglie alla morte come fanciulla splendente. Ella è l’incarnazione delle virtù coltivate in vita e guida l’anima sul Ponte Chinvat, verso il mondo dello Spirito. In ogni cultura, la Sposa è guida mistica, madre spirituale, coscienza divina: da Egeria a Sapienza, da Nausicaa a Daênâ (Diana), la sua funzione è risvegliare, purificare, condurre l’anima alla conoscenza di sé e all’unione col divino. Simile a Beatrice per Dante (e Ayami, Miriam, Fatima, ecc.), essa rappresenta l’Amore salvifico che trascina l’anima oltre la morte e l’ignoranza, verso la luce dell’Assoluto.# Tito Livio narra, incontro con la Sposa, Numa |Pompilio a notte, incontra dea |Egeria, la quale esorta il re, a istituire riti sacri, come Terme in un bosco, con al centro grotta buia, da cui esce acqua perenne. Numa vi si reca, per i suoi appuntamenti, consacra il bosco alle Camene, che vedeva in tal radura, tutte ancelle di Egeria, ora sua Sposa Celeste, che nei suoi colloqui, svela oracoli a Pompilio. |SALOMOINE scrive e ama, della sua divin Sophia, sapienza estende vigorosa, e governa l'universo, lei che ho amato e corteggiato, fin da mia giovinezza, ho bramato averla sposa, innamorato a sua bellezza, in comunione con il Dio, Signore di universo, che a ogni scienza l'ha iniziata. Salomone usa linguaggio, Amore Mistico in un canto, Cantico dei Cantici terreno, dove scrive questo: mi baci con tua bocca, tue tenerezze più del vino, fragranza i tuoi profumi, attirami dietro a te! Sono bruna abbronzata al sole, poichè i figli di mia madre, mi hanno messo a guardia vigne, e la mia vigna trascurata, o amore di anima mia, dove vai a pascolar gregge, dove riposi al meriggio, presso dimore dei pastori, oh mio diletto sei per me, un sacchetto di mirra, riposa tra i miei seni, come un grappolo di Cipro, nelle vigne di Engàddi. Come sei bella amica mia, i tuoi occhi son colombe; come sei bello mio diletto, grazioso in nostro letto, e le travi nostra casa, sono cedri del Libano, nostro soffitto son cipressi. Vieni dal Libano, o sposa vieni! scendi da vetta del monte, dalla cima del Senir, dalle spelonche dei leoni, dai monti dei leopardi, Tu mi hai rapito il cuore, con un solo tuo sguardo, e una sola perla tua collana! Soave è il tuo amore, mia intima sposa, più inebriante del vino, è il profumo dei tuoi unguenti, tue labbra stillan nettare, miele e latte sotto tua lingua, e il profumo di tue vesti, è come quello del Libano. Giardino chiuso tu sei, mia sposa sorgente, una fontana sigillata, i tuoi germogli e frutti dolci, un paradiso di melagrane, alberi incenso e nardo, e fior di zafferano, cannella e cinnamòmo, mirra àloe e tutti aromi. Fontana irrora i giardini, pozzo d'acque dal Libano, alzati vento a settentrione, vieni vento del meridione, soffia nel mio giardino, ed effondi i suoi aromi, venga l'amato mio nel suo giardino, e ne mangi i frutti buoni. |ODISSEA e Iliade, inno alla Grande Madre, presenza del femminile, come base realtà vivente, interiorità umana, fonda inconscio culto, della Sposa Celeste, in tutti i popoli dove, assumon ruolo di spose, madri oppure amanti, che attraverso dono Amore, recan vita e sapienza, famiglia e comunità, simbiosi a leggi di Universo, poichè Dea Bianca o Virgo Sposa, ha carattere lunare, astro governa fecondità, e i cicli naturali. Dea-Luna accoglie il sonno, con sua falce-culla, dove i sogni Uomo-Bambino, son nutriti a lattea sua luce, ma è anche Dea oscura, con infallibile falce, che chiude una esistenza, e dischiude ultraterrena. Riportano le fiabe, la divina Tessitrice, che tesse trame della Vita, con Amore presso Dio, al telaio sua funzione, è lunare tripla Moire, ritmo triade lunazioni, Cloto Lachesi e Atropo, Parche che filano, tessono la trama, in dimensione spazio/tempo, di esistenza collettiva, assieme individuale, e recidon ultimo filo, cioè cordone ombelicale, da cosmo utero gestazione. Dea triforme ha molti volti, in poesie oppur sculture, Cinthia-Selene o Diana-Artemide, Proserpina-Ecate stessa luna, che mutevole tesse mondi, in tre aspetti basilari, infero celeste e terreno, governa leggi entrata-uscita; e nessuno può violare, dimensione a cui appartiene, come nel mito di Atteone. Tre donne segnan tappe, del percorso di |ULISSE: Circe Nausica e Penelope, sono anima dell'Eroe, il femminil che muove trama, di Odissea narrazione, Odisseo in balìa tempesta, vede zattera sfaldarsi, salpato da Ogigia, la figlia di Cadmo lo vide. Ino bella caviglia, ebbe pietà di Odisseo, ch'errava con angoscia, come folaga alata fuor dall'acque, dopo averlo rassicurato, dai colpi tremendi Poseidone, lo invita a denudarsi, ricever dono tessuto, e nuotare in terra dei Feaci: distendi il velo sotto il petto, non avrai più timore, di soffrire o di morire, e quando arrivi a riva, scioglilo e tornalo al mare, molto lontano da terra. Leucotea tesse a Odisseo, bianca e sottil placenta velo, con cui il naufrago si accinge, a rinascere a Scheria, un isola benedetta, terra dei beati Feaci, mondo di Luce e di Amore, che ad accoglierlo prepara; dopo averlo lavato, purificato e vestito, di panni candidi nuova vita, la placenta torna al mare, ha svolto sua funzione, rigenerante e salvifica. Grande Madre prese Odisseo, sotto sua protezione, attraverso volto suo infero, della maga Circe, Luna Nera tessitrice, in un vallone la sua casa, fatta di pietre lisce, intorno lupi e leoni, che lei strega con le droghe: compagni Ulisse allibiti, a veder mostri paurosi, si fermano nell'atrio, della dea trecce belle, Circe dentro a cantare, con bella voce tesse tela, arazzo grande e immortale. Circe-Ecate riccioli belli, nata da Sole e da Oceano, incarna binario dualismo, Fuoco celeste e Acque abissali, come Luna è mediatrice, a mezzo del suo canto, e dal Telaio che attenua, il fuoco raggi solari, con argento raggi lunari. Signora a Çatal Hüyük, in pianura di Konya, in Anatolia centrale, e Vergine Madre cretese, Signora di Cucuteni, siede su un trono attorniato, da lupi e felini, nella grotta di Sibilla. Dea Bianca ritorna, nella struggente nostalgia, di sposa terrena Penelope, che abita i piani interiori, domina i sogni notturni, lei è mente creatrice, che lancia sfida con arco, come Artemide cacciatrice, falce di luna crescente. Dimessa e spavalda, si nasconde e si mostra, con ritmi fasi lunari, tesse trame diurne, per poi disfarle al tramonto, illusion dei cinque sensi, che creano stato ordinario, di consueta coscienza, ma di notte uno ad uno, disfa i fili intrecciati, dalla mente razionale, per nuove trame in stato sogno, ordisce oniriche scene, in sue stanze una gran tela, sottile e smisurata, come sudario per Laerte, Velo di Maya per gli Indiani, usa immagini interiori, il tempo perde consistenza, intuizioni folgoranti, in questo etereo tessuto. Penelόpeia vine da pènos, tessuto latino pannus, lèipo vuol dire sciolgo, Penelope scioglie tela, in attesa del marito, il maschile mancante, per reintegrarlo in sé, e superar separazione. Luna aiuta realizzare, lo sposalizio divino, come Nausica-Selene, mostra via del ritorno, i panni tessuti e pronti, per caldo abbraccio del naufrago, in uno stato di sogno, Nausica è sua Ayami, vera Sposa Celeste, che accoglie Sposo a condurlo, al cospetto genitor divini. Athena-Sophia le appare in sogno, come un soffio di vento, sulla testa di fanciulla, proferisce tal parola: Nausica indossa vesti, vivaci delle nozze, bisogna che sia bella, e offri vesti a chi poi viene. Dea Bianca dall'abisso, parla anche a Odisseo, disperso tra i flutti, col volto di Leucotea, Vergine Madre a muover tutto. Odisseo fanciullo nudo, partorito dalle acque, orrido di salsedine, ancelle fuggono qua e là, Nausica in isola Feaci, figlia a Re e Regina, invita ancelle a non temere, uomo-bimbo appena comparso, non fuggite a vista d'uomo! poichè nessuno vien fra noi, dei mortali avvezzi a guerra, questi è un misero naufrago, un dono piccolo del cielo, bisognoso sulla spiaggia. Atena infuse in lei coraggio, e il tremor di membra tolse, dritta stava ad aspettarlo: Io mi inchino mia signora, sei dea o sei mortale? mi lascio da te guidare, beatissimo in cuore, come Adamo appen cacciato, coperto solo con un ramo, di una palma Salomone, e una foglia sicomoro. Odisseo si lava al fiume, dal sale in dorso e spalle, e dalla testa toglie alghe. Odisseo su riva fiume, fà battesimo rituale, che consente di cambiare, sua condizione umana, in coscienza più elevata, unto in olio abbondante, ora Nausica può donare, candide vesti nuovo corpo, luce che esalta ulteriormente, lo stato grazia e di bellezza, con sue chiome fior giacinto, siede su riva al mare, Odisseo si rende degno, dello sguardo Sposa Celeste, attratta magneticamente, Nausica in cuore esclama: Oh se un uomo così, potesse chiamarsi mio sposo, e gli piacesse restare, ancelle all'ospite date, da bere e da mangiare, Eroe si è guadagnato, in suo percorso travagliato, che su quest'isola lo ha portato, il suo animo temprando, ha perseguito perfezione, adepto crea i presupposti, affinché Sposa Celeste, bruci d'amore a suo devoto, accresce in lei il desiderio, di innalzarlo ancora più, da condizione imperfetta, per poterlo presentare, a Padre e Madre Divini, e ottenere a lui il perdono, accoglienza ospitalità, realizzando mistiche nozze. |Sposa-Coscienza, in |PERSIA-MAZDEA, sotto dinastia Achemenide, di Dario I e Serse, Khan dominava terre, di tre continenti, Egitto Nubia e Cirenaica, Tracia Europa e Macedonia, Mar Nero Georgia e Armenia, fin Caspio e Lago Aral, del Sinai fino all'Indo. Persia è Tartaria, Moldavia e Bulgaria, Romania Turchia e Cipro, Sudan Siria Libano, Azerbaigian e Iran, Oman Kazakistan, Uzbeki Turkmenistan, Afghani Pakistan. Mazdeismo dei persiani, ha Dio Ahura Mazda, il Signore Pensante, Zoroastrismo è sua scuola interna, contenuta nella Gatha, il canto religioso, in lingua avestica rituale, corpus testi zoroastriani. Ahura Mazda affiancato, da baga divinità: Mithra e Atar fuoco, Anahita il cuore centro, Hvara Khshaeta il sole, Mah luna e Zam terra, Apam Napat le acque, Vayu il vento soffio. Asha è la verità, ordine rituale cosmo-sociale, si oppone a drug, la menzogna ignoranza, disordine cosmo-sociale, e ogni essere è chiamato, a scegliere fra i due, determinando suo destino, collocazione in cosmo e storia, sul modello della scelta, dei due figli gemelli, di Ahura Mazda, Spenta Mainyu il santo, e Anra Mainya il malvagio, il primo detto Ormadz, il secondo è Arimane. Ahura Mazda ha altri aiuti, detti Amshaspend, Vohu Manah il buon pensiero, suo simbolo è il Bue, Asha rettitudine, ovvero il Fuoco, Khshathra il regno dei Metalli, Armaiti è devozione Terra, Haurvatat è mondo Acque, Ameretat piante immortali. Mithra dio dell'onestà, amicizia e contratti, nel canato persiano, ha caratteri marziali, orda pezzata dei Mingjiao, nei Veda è detto Indra, e suo culto e Misteri, arrivan Mediterraneo, insieme al Cristianesimo. L'uomo giusto e sincero, nel viver quotidiano, otterrà stato di Maga, vede realtà superiori, partecipa opera creazione. Uomo ha cinque parti, corpo anima e spirito, prototipo e fravashi, doppio Angelo custode, teologia zoroastriana, cioè fanciulla Daena, Fravashi e Daena, due entità luminose, del mondo dello Spirito, detto bwiti menok, partecipano eternità. Tutti hanno una fravashi, compresi Angeli e Arcangeli, protegge contro forze male, e compion scelta straordinarie, fravashi in lingua irani, vuol dire colui che ha scelto, seguon uomini su Terra, mondo visibile gêtik, a combatter forze di Ahrimane. Divenuti anime di umani, tengon vivo il ricordo, del mondo Luce sorgente, a patto decidi seguir loro, piuttosto che intrappolarsi, in attrazioni di Ahrimane, cioè brama di potere, di possesso e lussuria. Amare propria fravashi, proprio Angelo custode, ha ricompensa di salvezza, e ritorno al paradiso, le virtù che hai coltivato, durante vita terrena, plasmano essere di luce, la Daênâ che ti guida, a fine di tua vita, conduce anima in cammino, al mondo dello Spirito, sul Ponte Chinvat, passaggio tra i due mondi. Avesta narra incontro, di anima con la Daênâ, alla fine terza notte, quando appare alba, sembra ad anima del fedele, esser portata tra piante e profumi, come un vento soffiando, dalla regione del sud, un vento dolce profumo; sembra ad anima del fedele, come se stesse inalando, quel vento da narici, e si chiede donde soffia, e gli par che sua coscienza, avanza a lui in quel vento, in forma leggiadra fanciulla, da bianche mani alta statura, dritta e seni prominenti, corpo e stirpe gloriosa, bella come una virgo. Anima del fedele le chiede: che fanciulla sei tu? oh giovane di buoni pensieri, buone parole e buone azioni, io son tua propria coscienza! ognun ti amò per tal grandezza, bontà bellezza e tuo profumo, tua vittoria e libertà, da tristezza con cui mi appari, quan vedevi un uomo disonesto, ti sedevi cantando Gâtha, adorando buone acque, del figlio ad Ahura Mazda, così rinfranchi il fedele, da vicino o da lontano. Ero graziosa e mi rendesti, più graziosa e più bella, attraverso buon pensiero, buona parola e buon agire, è cammino del Mazdeismo, Sposa Celeste è tua coscienza, guida splendente del ritorno, al Paradiso primordiale, che Dante sogna a notte Pasqua, suo ingresso al Paradiso, dove incontra la sua Sposa, in versi di Commedia. Avesta insegna a perseguire, virtù pensieri e sentimenti, in parole e azioni, a destare attenzione, della Sposa Celeste, che le consente riversare, su controparte terrena, sua potenza salvifica, e sua Divina Sapienza, in dimensione spazio-temporale. libro_amante-celeste_zolla.m4a
Sposa Celeste di Leo Sternberg: nel 924, un giovane del popolo Goldi racconta la propria iniziazione sciamanica: durante un sogno, viene visitato da una donna alta 71 cm, dai tratti umani ma soprannaturali, metà viso rosso e metà nero. Ella si presenta come la àyami* spirito ancestrale femminile, Sposa Celeste dei suoi avi sciamani, venuta a trasmettergli l’arte di guarire, ora che gli anziani sono morti. La àyami lo sceglie come sposo e lo avverte: se rifiuta le nozze spirituali, morirà. Il giovane accetta, dando inizio a un rapporto di amore, iniziazione e potere, che segna il suo destino come sciamano. La Sposa appare in molte forme: giovane, vecchia, lupo, tigre alata. Lo istruisce in sogno, lo porta in altri mondi, gli affida tre spiriti aiutanti: pantera, orso e tigre, che intervengono nelle sue pratiche di cura. Durante i rituali, la àyami entra in lui come fumo, parla con la sua voce, guida i gesti e accoglie le offerte rituali. Il corpo del giovane diventa veicolo della divinità femminile. La loro unione è mistica e dimensionale: amore e possesso si intrecciano, fino a fondersi in un’unica coscienza sciamanica, in cui maschile e femminile si uniscono per generare guarigione e conoscenza. La àyami, Sposa Celeste, è guida, amante, maestra e spirito custode: incarna la connessione diretta col sacro, attraverso estasi, sogno e trasformazione interiore.# |LeoSternberg narra, in anno 924, un incontro esperienza, di un giovane golde, con sua |SPOSACELESTE, in un processo iniziazione, sotto stato di estasi, sotto danza ritmata, al suono di un tamburo, di un canto o di un arpa. Un giorno stavo a dormire, nel mio letto di pena, e uno spirito si avvicina, come donna bellissima, molto esile e alta, 71 centimetri, viso e vesti donna golde. I capelli sulle spalle, in piccole trecce nere, presenta il viso a più sciamani, metà nero e metà rosso, ecco lei mi disse: Sono àyami dei tuoi avi, gli ho insegnato l'arte saman, ora questa insegno a te, poichè i vecchi sono morti, e nessuno qui rimane, per guarire i clan malati. Tu diverrai sciamano! Ti amo e sarai mio marito, perché ora non ne ho, ed io sarò tua moglie, Ti darò spiriti aiutanti, nell'arte di guarire, e ti assisterò io stessa, la gente ci porterà il cibo, ma se tu non accetti nozze, dunque non mi obbedisci, tanto peggio per te. Io ti ucciderò. |Ayami donna da allora, sempre venne a visitarmi, giaccio con lei come con mia moglie, ma non abbiam bambini, vive sola senza genitori, in una capanna su montagna, cambia spesso dimora, a volte viene in altro aspetto, di una vecchia o di un lupo, che suscita spavento, a volte è tigre alata, e mi trasporta altre regioni, a vedere villaggi, che parlan lingua |Goldi, e mutano essi in tigri. Ora la mia àyami, non viene così spesso, allora mi istruiva, e veniva tutte sere, mi diede tre assistenti, jarga la pantera, doonto ovvero l'orso, e amba cioè la tigre. Essi mi visitano in sogno, e appaiono ogni volta, che li chiamo e faccio cure, e se uno si rifiuta, àyami lo costringe. Quan pratico sciamanismo, son posseduto da Ayami, e suoi spiriti ausiliari, penetrando come un fumo, quando Ayami è in me, parla a mezzo di mia bocca, e poi dirige tutto, e quando mangio offerte, o bevo sangue di maiale, non io mangio e bevo, ma soltanto la mia Ayami, mentre a curandere, essa appare come un maschio. Portatrice di sapienza, sogno visione o profezia, tiene col suo allievo, rapporto amor-passione, vere nozze spirituali, celebrate e consumate, su altro piano dimensionale.



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