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 chiucepang Percepire il fuoco interiore (231) 20-lume231-CRESCIT lingua indocina | foto indionesia | audiolibro | popoli_cepang-nepal.mp4 | paesi_nepal_village-life.mp4 |  |musica ayami2024.m4a

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231:sogni20-lume231-CRESCITA: è il concretizzarsi della vita in un essere completo, vediamo la vita proprio là dove la morte ci richiama a sé. Cresciamo per realizzare uno scopo, e la fertilità dello spirito accompagna quella della terra vivente. Immagine onirica centrale: una donna gravida si contempla nello specchio: la vita ritorna su se stessa e dalla ferita riproduce il germoglio vitale, nella grande continuità del divenire: dalla Grande Madre abbiamo origine e a lei ritorniamo. Le altre immagini della carta: il gregge lascia il pascolo e ricorda l'equilibrio fra invecchiamento e attività vitale. Il tumore cresce senza uno scopo e finisce per distruggere ciò che lo sostiene: infrangi le tue barriere per adottare un nuovo stile di vita. Il serpente si muta in maiale e poi in uomo: ogni trasformazione comporta una perdita, ma anche la possibilità di un nuovo guadagno, quando dici No, di Sì a qualcos'altro. Dalla gemma emergono foglie, fiori e frutti: ogni sviluppo possiede le proprie tappe, impegnati a terminare ciò che è essenziale al tuo scopo nella vita. Il sognante visita un collegio con molti bambini: spesso chi pensa di non esistere produce più del suo fabbisogno: ristabilisci le tue priorità. Il campo di grano maturo ricorda che la fertilità acquista senso quando viene orientata verso uno scopo; le viti che ricoprono il tempio mostrano che, anche la crescita può diventare eccessiva; la sognante sta in piedi vestita solo dei suoi Lunghi Capelli: ogni traguardo è un passo verso nuovi inizi. Il fuoco di Ruth e delle mistiche non è allora solo distruzione: è una forma di crescita che consuma ciò che non può più accompagnare il divenire. Il tuo compito è riconoscere ciò che sta crescendo e scegliere quali impegni possono davvero sostenerlo. Barbanera dice: si parla tanto della festa, finché viene.| I Cepang, detti Praja, vivono in piccoli villaggi dei colli centrali del Nepal, parlano lingua birmana e discendono da antenati cacciatori e raccoglitori. Dipendono dalla foresta e dall’albero del Chiuri, alto 7 m, sempreverde, fonte di cibo, medicine e reddito per gran parte dell’anno. Ogni famiglia possiede da 5 a 20 alberi, trattati come membri della famiglia, ereditati equamente, e curati persino dagli sciamani in caso di malattia. La leggenda narra che il primo Chiuri nacque dove una bufala cadde in un precipizio; il frutto, chiamato Yoshi, produce succo bianco simile a latte, olio seminale simile a burro, e semi neri contenenti miglio. Il Chiuri nutre, cura la pelle e i reumatismi, serve per saponi e candele. Varietà selvatiche e coltivate forniscono ghee e grassi alimentari. Negli ultimi decenni la caduta dei frutti è aumentata per perdita di rituali, erosione e pratiche agro-industriali. Il sapere sulle tecniche di semina, raccolta e lavorazione è tramandato all’interno delle famiglie, e la ricchezza dipende dal numero di alberi posseduti.# CEPANG detti Praja, tra 61 clan etnici, riconosciuti in Nepal, su 80 descritti, parlan lingua birmana, vivono in villaggi, pochi nuclei familiari, sui colli centrali, detti Mahabharat: antenati cacciatori, coglitori selva, fin cento anni fà, coltivan slash-&-burn, dipendon da foresta, e albero del Chiuri, a ricavare cibo, medicine ed introiti, a vivere 8 mesi, poi a febbraio-giugno, provano raccolta, o vanno indebitarsi, silvicoltura fonte, di redditi e pasti. Loro |albero-CHIURI चिउरी , alto 7 metri, sempreverde che vuole, buona insolazione, tollera il freddo, luogo sub-himalayano, da mare fino al Buthan, sale piano piano: ogni famil possiede, cinque o 20 alberi, pure senza terra, in terreni comunitari, possesso da diritto, coglier frutti semi, fino metà luglio, tutti vanno averli; tali alberi trattati, come membri di famiglia, ereditati e divisi, in parti uguali a tutti, il legame con la pianta, è simile ai sardi, che 1 albero malato, curan via sciamano. |Cepang cultura, associata al Chiuri, frutto detto yoshi, Diploknema butyraci, narra lor leggenda, che molto tempo fà, 1 Bufala scappò, in campo miglio a mangiar: al tempo di tornare, dato che era buio, cadde in precipizio, e rimase incastrata, nessun potè aiutarla, la bufala morì, in tal luogo fertilizzato, nacque primo Chiurì. frutto del Chiuri, dà succo bianco, latte della bufala, mentre olio semi, resta burro suo, e granelli neri semi, son miglio che mangiò. La notte del buio, dicono i Cepang, Chiuri è bufala da latte, e burro dei suoi semi, è acido palmito, contiene flavonoidi, con antiossidanti, bianco profumato, sapon x base piatti, rimedio a dermatiti, adatto per candele, senza odore e fumo, + trenta nomi tiene; usato internamente, febbre biliare e stipsi, nutre come cocco, usato esternamente, emolliente e lenitivo, su pelle infiammata, o secca e lesionata, rimedio ai reumatismi. Ban Yoshi selvatico, Rang Yoshi coltivato, ghee burro dei semi, loro prima fonte, di grasso alimentare, 30 kili anno, ancora sopravvive, in isole Andamane. Nepal ancor trova, su pendii precipizi, germoglia a 20 giorni, su suoli sassosi, ora da 1 decennio, cadon frutti immaturi, per cause culturali, dicon gli sciamani, causa è scomparsa, di danze rituali, industria farmaceutica, e geoingegneria, agro-industriale, con erosione suolo, attacchi di insetti, e piantagioni mono, acido palmitico, scalza pian medicinali, del gener Terminalia, Gurjo e Mirobalani. Cepang han rapporto, stretto con Yoshi, 1 famiglia è ricca, x quanti ne possiede, il sapere tramandato, su tecniche semina, raccolta di frutti, e lavorazione intera. 
lume231-Sesto narra la storia di Ruth, donna che parte per l'India alla ricerca del divino: qui scoprirà che il viaggio più difficile è dentro di sé, tra libertà e controllo. Ruth venne sfidata da uno psicologo che voleva salvarla, ma la situazione si ribalta e alla fine nessuno resta uguale: qualcosa brucia nel cuore, come un fuoco invisibile che trasforma. È lo stesso fuoco che attraversa le antiche donne mistiche, come Lalla Arifa, vissuta nel Kashmir tra dolore e risveglio spirituale. Dopo una vita segnata dalla sofferenza domestica, abbandona le regole sociali e intraprende un cammino di poesia mistica, unendo Sufismo e Shivaismo. Nei suoi versi ogni gesto diventa preghiera, ogni esperienza del corpo una ricerca del divino, una presenza capace di trasformare ciò che tocca. Accanto a lei risuonano figure come Rābia al-Adawiyya, che parlava di un amore senza ricompensa, e molte altre donne sapienti che hanno attraversato la storia dell'Islam e oltre. In queste vite il sé sembra sciogliersi nell'amore, lasciando emergere una coscienza più ampia, non rinchiusa nei confini di una sola tradizione. Anche Dante racconta un viaggio nel quale amore e conoscenza trasformano l'anima. Il fuoco interiore non distrugge necessariamente ciò che siamo: può consumare una forma diventata stretta e lasciare spazio a qualcosa di più vasto. Questo Lume appare quando una parte di te non può più continuare a vivere nella forma precedente. Che cosa sta bruciando dentro di te? Quale controllo potresti lasciare andare senza perdere te stesso? Che cosa potrebbe nascere da ciò che oggi ti sembra una ferita?



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