scheda quid  - plus | home | allegati | audio | 14 Lingue | 360 asset | visite sito 22729


voce: carpediem


settecieliLe sette dimore e i sette cieli (175) 75-Il viaggio celelingua lusitano | foto wiramerica | audiolibro | montesano_hobbes-dittatura2.mp4 | film_queimada.mp4 | film_cina_ip-man.mp4 |musica 53_voz_deserto_floresta.mp3

(): 1 quid censiti


175:lume175-Il viaggio celeste appartiene alla memoria simbolica dell'umanità. Nel Mi'raj islamico, Maometto attraversa sette cieli incontrando vari personaggi: ogni cielo diventa una tappa della purificazione, mentre il racconto unisce movimento cosmico e trasformazione interiore. Nel sufismo, soprattutto nella tradizione di Ibn Arabi, l'ascesa rappresenta il cammino dell'anima verso la conoscenza dell'Uno. Le stazioni spirituali (maqām) sono stati dell'essere raggiunti attraverso preghiera, canto e memoria del divino (dhikr), amore e silenzio. Dante riprende un'immagine simile nella Commedia: attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso, il pellegrino attraversa diversi mondi fino alla visione della luce. Cielo e anima si rispecchiano: l'universo esterno diventa una mappa del viaggio interiore. In molte culture il cammino verso il cielo è accompagnato da figure guida: angeli, profeti, maestri, spiriti, animali simbolici o presenze femminili che orientano il viandante. Cambiano i nomi e le immagini, ma rimane un'unica intuizione: l'uomo possiede dentro di sé una via nascosta che conduce verso il centro. Le sette dimore e i sette cieli raccontano allora lo stesso movimento: dalla dispersione alla presenza, dal rumore alla conoscenza, dalla separazione al ritorno alla sorgente.| In un sogno, i sufi Bab Aziz e Shirdi spiegano a Seba il significato di Isra e Mi‘raj (simboli e archetipi del viaggio del profeta Maometto e il suo eco in Dante), e i nomi sacri: Isa (Gesù), colui che salva, Miriam, la purissima amata da Dio, Maometto, il più lodato del suo tempo, Fatima, colei che nutre e purifica, Allah, il Nome Supremo. Il viaggio notturno di Maometto,(Isra e Mi‘raj) è al contempo fisico e spirituale: da Mecca a Yorosolima, poi l’ascesa nei sette cieli con l’arcangelo Gabriele. Incontra Adamo, Isa, Mosè, Laozi, fino al Trono di Dio: da Allah riceve le cinque preghiere. Vede inferno e paradiso, e tutto accade in una notte. Questo viaggio è simbolo della purificazione dell’anima, come nel cammino sufi attraverso le maqamat, le stazioni spirituali. Il Mi‘raj è archetipo dell’unione mistica con Dio. Per i sunniti è prova della missione di Maometto. Per gli sciiti, ha legame profondo con Fatima e gli Imam. Per i sufi, è cammino d'amore e annullamento nell’Uno. Dante, ispirato da fonti islamiche sefardite, riflette il Mi‘raj nella Divina Commedia, dove Beatrice guida l’anima verso Dio. Come Fatima e Miriam, Beatrice è guida mistica e madre spirituale. Le figure femminili (Miriam, Fatima, Beatrice e Lilith/Maddalena) sono archetipi universali (Jung): purezza, trasformazione, amore divino e liberazione. Anche Ayami, la sposa celeste siberiana, incarna questa funzione. Tutte indicano che l'ascesa dell’anima passa attraverso il femminile sacro, che guida, purifica e integra luce e ombra. È il viaggio eterno dell’essere verso il divino.# Bab Aziz e Shirdi, entrambe sufi, spiegano a Seba, in sogno, il significato dei nomi: Isa (يسَع Yisa, nome arabo di Gesù), che significa colui che salva, e colui che è stato salvato. Miriam (مَرْيَم Maria) che significa la purissima amata da Dio. Maometto (مُحَمَّد Mahmoud) che significa colui che è lodato, il più degno di lode. Fatima (فَاطِمَة) colei che allatta e allontana dal peccato. Allah (الله Ilah, radice semitica) che significa divinità e diviene il nome proprio di Dio, unico e supremo. Isra e Mi'raj è il modello di ascesa spirituale e uno specchio del cammino mistico dell'anima verso Dio, viaggio e percorso dell'iniziazione, ascesa dell'anima attraverso le stazioni di purificazione al contatto diretto con Dio. Parte fondamentale della pratica mistica, assume un significato pratico, viaggio come cammino di purificazione e ascensione dell'anima verso la conoscenza diretta di Dio. Isra è il viaggio fisico e immediato da La Mecca a Yoros/Costantinopoli), mentre Mi'raj è l'ascesa celeste, dove l'anima si eleva attraverso i vari piani o livelli della realtà divina, sempre più vicina a Dio, fino a raggiungere la unione con Lui/Lei. La comunicazione diretta con la divinità è il culmine di questo cammino. Mi'raj diviene un modello spirituale pratico che si riflette nella esperienza mistica quotidiana. Il cammino del sufi è una progressiva ascesa attraverso diverse stazioni spirituali (maqamat), simili ai cieli che Maometto attraversa nel Mi'raj, ciascuna delle quali è un passo verso la purificazione dell'anima e la realizzazione dell'unità mistica. Il sufi cerca di raggiungere una percezione diretta di Dio, attraverso pratiche come il canto dhikr (ricordo di Dio), la meditazione, la preghiera intensa e l'osservanza della legge divina. |MAOMETTO inizia il suo viaggio notturno (Isra) da La Mecca alla Moschea di Al-Aqsa a Yorosolima, viaggiando su Al-Boral, un cavallo celeste. Giunto alla Moschea di Al-Aqsa, Maometto prega con altri profeti, tra cui Abramo, Mosè, Gesù e Laozi. Inizio del Mi'raj: Maometto ascende al cielo con Gabriele, iniziando il viaggio celeste. Primo cielo: Maometto incontra Adamo, il primo profeta, che lo accoglie con gioia. Secondo cielo: Maometto incontra il profeta Giovanni Battista (Yahya) e Gesù (Isa), che gli insegnano molte cose.Terzo cielo: Maometto incontra il profeta Giuseppe (Yusuf). Quarto cielo: Maometto incontra il profeta Enoch (Idris). Quinto cielo: Maometto incontra il profeta Aronne (Harun). Sesto cielo: Maometto incontra il profeta Mosè (Musa). Settimo cielo: Maometto incontra il profeta Abramo (Ibrahim). Maometto raggiunge il Trono di Dio (Allah) in un luogo di grande beatitudine, dove ha una conversazione con Allah. Allah gli ordinadi stabilire le cinque preghiere quotidiane (Salat) per la comunità musulmana, ridotte a 5 grazie per intercessione di Musa. Maometto ha poi la Visione dell'inferno (Jahannam) e osserva le sue punizioni, comprese quelle per chi ha trasgredito i precetti divini. Maometto ha poi la Visione del Paradiso (Jannah), con le sue meraviglie e ricompense per i giusti. La fiamma illumina il cammino durante il viaggio attraversa le diverse dimensioni spirituali, dove Maometto affronta varie prove e visioni di realtà eterne. Completato la sua ascensione al cielo, Maometto ritorna a La Mecca, dove è accolto dalla sua comunità, inoltre si sveglia dal suo viaggio notturno, rendendosi conto che tutto è accaduto in una sola notte. La veridicità del viaggio viene confermata da Allah attraverso il Corano e il supporto del Profeta nella sua missione. Il viaggio è un segno di fede e di convalida per Maometto, rafforzando il suo ruolo di guida spirituale. Isra e Mi'raj diventano modello del cammino dell’anima verso la perfezione, unione con Dio e comprensione delle realtà divine più profonde. |DANTE Alighieri, nella Divina Commedia, riprende il tema del viaggio notturno, fondamentale nell'Islam, sia come esperienza mistica, sia come simbolo del cammino dell'anima e dei fedeli verso la purificazione e la conoscenza di Dio come supremo Amore, dove il viaggio celeste e la visione diretta di Dio sono considerati segni della misericordia divina e della sua grazia e potenza. Isra e Miraji ha grande importanza sia per i musulmani (sunniti, sciiti e sufi), sia per i cristiani che si andavano aggregando a quel tempo, sebbene interpretazione e significato pratico variano per ogni scuola. Per i |sunniti, Isra e Miraj è una delle esperienze base della vita del Profeta Maometto, e conferma la sua posizione unica come intermediario tra Dio e l'umanità, la legittimazione delle preghiere obbligatorie (Salat) e la vicinanza a Dio attraverso la preghiera quotidiana; sottolinea la centralità di Allah e il ruolo di Maometto come modello di comportamento. Nello |Sciismo, Isra e Miraj è visto con grande reverenza, ed ha connessione profonda con la figura dell'Imam Ali e gli Imam successivi, considerati discendenti diretti di Fatima, la figlia del profeta, interpreti autentici della volontà divina e guide spirituali. Nella ttradizione sciita, viene celebrato con enfasi, poiché segna il riconoscimento di Maometto come profeta: il viaggio è interpretato come una meta-fisica ascensione dell'anima verso la verità divina, parallela all'ascesa degli Imam come guide spirituali. Nel sufismo della Spagna medievale, questo viaggio è un cammino mistico verso l'unità con Dio, viaggio della purificazione e della illuminazione dell'anima che riflette temi comuni nel misticismo mondiale. I sufisti, come Ibn Arabi, parlano di un amore divino che guida l'anima verso l’unione con Dio, concetto che ritorna nel cammino spirituale di Dante, soprattutto nel Paradiso, dove la luce divina rappresenta la conoscenza e l'amore purificatore. Anche il concetto di giustizia divina, che pervade la Commedia, è affine alla visione islamica di un giudizio assoluto, sebbene filtrato da una cornice cristiana. Dante ha avuto accesso a opere filosofiche islamiche tradotte in lingua latina, come quelle di Avicenna e Averroè, che trattavano della relazione tra filosofia e religione, e visione della cosmologia e dell'anima. La struttura gerarchica dell'aldilà dantesco, con i vari livelli di Inferno, Purgatorio e Paradiso, ricorda le descrizioni dell'aldilà delle opere sufi, che esplorano la discesa dell'anima attraverso diverse stazioni o cieli. mentre l'idea di un cammino verso la purificazione, l’ascesa spirituale e il contatto diretto con Dio rispecchia l'esperienza mistica dell'unione con l'Assoluto, tipica del sufismo. Per il Sunnismo il viaggio è un evento storico e spirituale assieme, che rinforza la centralità di Maometto e la necessità di un cammino di fede devoto, mentre per lo Sciismo è un evento di grande significato mistico con riferimento agli Imam e alla loro guida spirituale. La relazione tra Isa (Gesù), Miriam (Maria sua madre), Maometto e Fatima, nel Qur'ān e nel sufismo è piena di simbolismi che incarnano un legame profondo tra il divino e l'umanità. Isa è un profeta base e maestro della verità, ma la sua morte non avviene sulla croce: è elevato al cielo da Allah e tornerà per il Giudizio Finale. Maometto, ultimo profeta, sigilla la rivelazione con il Corano, e rappresenta il cammino dell'unione mistica con Allah. Fatima, figlia di Maometto, nello sciismo è madre degli Imam, portatrice del testimone spirituale e mediatore tra Allah e l'umanità, mentre nel sufismo è un simbolo di purezza e sapienza divina, guida mistica che trasmette la luce divina che collega Maometto e Isa. Isa è purezza e sacrificio, mentre Maometto incarna la giustizia e la leadership. Miriam, madre di Isa, è nel Qur'ān una figura di straordinaria dedizione a Allah, concependo Isa senza padre. Nel sufismo, Miriam è simbolo di unione mistica con il divino, rappresentando la purificazione dell'anima, archetipo della sottomissione totale a Dio, una madre spirituale che nutre l'anima nel suo cammino verso l'illuminazione. La sua virginità simboleggia una materia prima che deve essere purificata. In contrasto, Fatima rappresenta la trasformazione e il compimento alchemico che culmina nella trasmissione della luce divina. Miriam è associata alla creazione originaria, mentre Fatima alla trasformazione della purezza in un grado superiore. In termini alchemici, Miriam è la prima materia mentre Fatima è la pietra filosofale simbolo del raggiungimento della perfezione. Lilith nel sufismo è un principio di liberazione e indipendenza spirituale, complementa la figura di Adamo, primo profeta, simbolo di risveglio e purificazione spirituale. Lilith, spesso associata alla libertà e ribellione contro l'ordine imposto, per i sufi rappresenta il potenziale di trasformazione dell'individuo, che deve passare attraverso l'integrazione di forze opposte per raggiungere la pienezza spirituale. Adamo nel Corano e nel sufismo è archetipo di una purezza originaria che può essere recuperata attraverso il cammino. Miriam, Fatima e Adamo, incarnano il cammino verso l'illuminazione, dove il principio femminile di purezza e trasformazione (Miriam e Fatima) si intreccia con il principio maschile di risveglio e guida spirituale (Adamo). Fatima è madre degli Imam, mediatrice e guida spirituale. Beatrice, nella Divina Commedia di Dante, è la figura spirituale che guida il poeta dal Purgatorio al Paradiso, rappresentando l'amore celeste che trascende la dimensione umana, agendo come intermediaria tra l'uomo e Dio. Beatrice e Fatima sono simboli di un amore che trascende la dimensione terrena e conducono l'individuo verso una realizzazione superiore del divino: in entrambi i casi, il cammino verso il divino è mediato da una figura femminile che incarna la perfezione spirituale e la purezza immacolata. Jung sosteneva che certe figure archetipiche si manifestano in tutte le culture e religioni, rispecchiando modelli universali di esperienza umana. Ogni figura archetipica è una rappresentazione di un aspetto fondamentale dell'animo umano che emerge in vari contesti culturali come espressione di bisogni psicologici profondi. Beatrice, Fatima, Miriam e Lilith sono comprese come archetipi che rappresentano diversi aspetti della psiche umana e del cammino spirituale. Beatrice, come archetipo della donna spirituale, completamento dell'individuo, guida Dante attraverso i piani celesti, cioè spinge l'individuo verso la realizzazione del suo scopo divino. Fatima e Miriam rappresentano l'archetipo della madre divina, che offre un percorso di purificazione e salvezza: il loro ruolo di guide spirituali può essere interpretato come proiezione dell'inconscio collettivo della femminilità sacra che porta l'individuo verso l'illuminazione. Esse rappresentano il potenziale di integrità e perfezione della psiche, che si esprime nel legame tra umanità e il divino. Lilith è archetipo del femminile oscuro, simbolo di indipendenza e liberazione. Lilith ha una funzione integrativa, come la forza che spinge l'individuo a riconoscere e integrare le proprie ombre portando a un cammino di auto-conoscenza e trasformazione interiore. Beatrice, Fatima, Miriam e Lilith condividono la funzione di guida spirituale e purificazione, con Fatima che assume un ruolo particolare nell'Islam e nel sufismo come mediatrice divina. Miriam simboleggia la purezza originaria e la madre spirituale, mentre Lilith, può essere vista come l'archetipo del potenziale non espresso e della liberazione psicologica. Queste figure, pur appartenendo a tradizioni diverse, riflettono l'integrazione di forze spirituali e psicologiche che, secondo Jung, sono presenti nell'inconscio collettivo e nell'animo umano, favorendo il cammino verso una realizzazione superiore. Come Beatrice e Fatima, l'Ayami cino-tunguso-siberiana ha una funzione di purificazione e trasformazione: essa aiuta lo sciamano a completare il suo cammino spirituale, sposa celeste che si unisce simbolicamente all'anima dello sciamano per guidarlo verso una maggiore consapevolezza spirituale. La sposa celeste è quindi una figura che rappresenta una forza di elevazione spirituale e una protezione divina, proprio come Fatima e Miriam, che nella loro purezza e divinità rappresentano la possibilità di connessione tra il mondo terreno e quello celeste. Tale figura femminile catalizza una trasformazione interiore che consente allo sciamano di sviluppare la propria saggezza, intuizione e potere spirituale. filosofia_rousseau_10feb.m4a
lume175-Teresa entrò in convento quando era ancora giovane. Credeva che il silenzio le avrebbe portato pace, ma scoprì presto che il luogo più rumoroso era la propria mente. Le giornate scorrevano uguali: lavoro, preghiera, stanchezza, distrazioni, ritorni continui. Ogni volta ricominciava. Lentamente comprese che dentro ogni essere umano esiste una casa con molte stanze: alcune luminose, altre chiuse per anni. Nessuno può aprirle con la forza; si aprono quando cessiamo di combattere contro noi stessi. Teresa vide che anche un'intera vita può essere racchiusa in un solo istante di luce, come nei grandi racconti spirituali dove un viaggio compiuto in una sola notte contiene l'intero cammino della trasformazione interiore. La Commedia e il Mi'raj condividono infatti la stessa immagine: l'essere umano attraversa diversi livelli di coscienza guidato da una sapienza che lo supera. Accanto alla pellegrina compaiono figure che accompagnano il cammino: Miriam, Fatima, Beatrice, la Sposa celeste, Tago e altre presenze simboliche che nutrono, purificano e orientano verso la luce. Teresa comprese allora che l'ascesa non consiste nell'allontanarsi dal mondo, ma nel trasformare lo sguardo: riconoscere nell'altro e in sé il riflesso della stessa sorgente, e a poco a poco non è più l'anima a cercare il divino, ma è l'Amore che la raggiunge. Il mondo non cambia volto, ma cambia lo sguardo con cui lo attraversiamo. Come il pellegrino che percorre i cieli senza lasciare la terra, Teresa scopre che il viaggio più lungo conduce verso il centro di sé, dove il divino attende in silenzio che si lasci la forma incompleta di sè, per ritrovare una dimensione più ampia.



elenco foto di:   | home | foto | audio | allegati | lunario