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voce: canarino


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mesmerMesmer cura isteria con magneti e fede (50) 50-Franz Antono Melingua alchemico | foto umanstoria | audiolibro | doc_galileo_frodi_gesuiti.mp4 | santorosario_latino.mp4 | film_mesmer.mp4 |musica 990_NAC_Sioux_04.mp3
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21:lume021-Vite (Vitis vinifera) nasce selvatica, con piccoli acini acidi, e viene addomesticata nell'area del Mar Nero. Diffusa dai popoli mediterranei, diventa pianta sacra a Bacco e simbolo di vita, fertilità, energia e convivialità. Accompagna la diffusione di grano, olivo, lino e canapa. Le foglie sono usate in cucina, la linfa primaverile favorisce la cicatrizzazione, i vinaccioli producono un olio ricco di omega, mentre viticci e vinacce trovano impiego in erboristica; gemmoterapia e Fiori di Bach usano germogli ed essenza della vite. Uva fragola (Vitis labrusca) del Nord America, resiste meglio a freddo e malattie, i suoi vini, come il fragolino, sono ottimi ma asenti nel commercio europeo. La vite predilige sole, terreni asciutti e ricchi di potassio, teme ristagni, gelate tardive e umidità eccessiva. Potatura, orientamento, consociazioni e clima influenzano resa e qualità: tra le principali avversità vi sono oidio, botrite e fillossera, che portò all'innesto delle varietà europee su radici americane. Il ciclo vegetativo comprende germogliamento, sviluppo dei pampini, fioritura, allegagione, invaiatura e maturazione, con accumulo di zuccheri, antociani e aromi. |Luglio soleggiato fà vino assicurato, zappa vigna ad agosto ad aver buon mosto, Settembre inclemente, vino quasi niente, se |poti-a-Luna-calante avrai uva abbondante. La |vendemmia è una festa comunitaria: raccolta, pigiatura e fermentazione del mosto uniscono lavoro, tradizione e socialità. Lieviti, temperatura, travasi e affinamento determinano il vino, tannini e invecchiamento ne modellano struttura e gusto, mentre l'eccesso di ossigeno favorisce la trasformazione in aceto. |Settembre29 per |sanMichele l'uva è come il miele, a estate |sanMartino ogni mosto è vino. Il vino è un alimento culturale dall'effetto ambivalente: consumato con moderazione accompagna la convivialità, sostiene benessere e buon umore. Epicuro dice: il vino preso con misura è igiene, medicina e sollievo, capace di rallegrare il cuore e illuminare la mente dopo la fatica del giorno; l'abuso invece stordisce e come alcool distillato, può causare gravi danni alla salute e alla vita sociale. La vite insegna il mistero dell'unità: tralcio unito al ceppo porta frutto, così l'uomo, senza radice nel divino, si inaridisce.| Nel giardino di Epicuro, il vino diventa medicina dell'anima, capace di sciogliere ipocrisie, miserie e dolori. Dioniso, che muore e rinasce, simboleggia il ciclo del tempo e la forza liberatrice dell’ebbrezza. L'economia di schiavi e la crudeltà dei potenti vengono riscattate dal vino e dalla filosofia, che spegne l'odio e cura con il quadrifarmaco: assenza di dolore, di paura, misura nei desideri e ricerca dell'amicizia. Epicuro stesso, morendo, chiede vino e lascia ai discepoli il rimedio di felicità. Antiche civiltà – ittiti, etruschi, mongoli – hanno venerato il vino come dono divino. Nel mito, Noè pianta la vite dopo il diluvio, tra prove di mansuetudine, forza e intemperanza. Gilgamesh, cercando immortalità, beve il vino e incontra Osiride, che come vite muore e rinasce. Iside e Bastet, dee del vino e della fertilità, intrecciano danze, resurrezioni e misteri. Il vino diventa legame sociale, dono degli dèi, fonte di gioia e catarsi. Raseno, come Epicuro e Khayyam, affronta la morte con l'ultima coppa, dissolvendosi nel tempo del sogno e lasciando agli amici il rito conviviale. L'umorismo insegna che morte e dolore sono illusioni, mentre la gioia condivisa resta reale.# Giardino di |EPICURO, nasce presso tralci, Vino liber colpa, da strategia di ego, categorie etichette, e imposte sorti umane, ebriulare la ragione, oltre arte ipocrisia, è divina impresa, a scioglier falsità, malesseri svelati, di scarna sussistenza, di bimbi oppur anziani, barbon disoccupati. Dioniso in follia, muore e poi rinasce, compie ciclo tempo, del Colosseo di stragi, nato da espansione, di vizi e crudeltà, su popolo che geme, di fame e libertà, economia di schiavi, degrada sensazione, reca depressione, o svilisce nel rancore. Epicuro pedagogo, spegne roghi odio, col nettare di vino, e sua filosofia, quadrifarmaco cibo, uomo fa danzare, 1 comune sentimento, vive gioia invito, dilegua individuo. Epicuro in punto morte, và |tinozza calda, chiese vino e bevve, poi agli amici disse, siate memori felici, spiro mio pensiero, quadruplice rimedio, io vi lascio e bevo: felice mangia e bevi, motto degli Ittiti, etrusci e turcomanni, mongoli con scizi, re Suppiluliuma, lo chiama Dio tempesta, iniza le sue danze, con Uva sulla testa, Dioniso Zagreo, che arriva da lontano, sconvolge città, con Vino fermentato, trapiantano slavi, su terre di coloni, vite olivi e frutti, a rallegrare cuori. Epicuro ricorda, che un dolore in corpo, al tempo vien legato, se acuto porta morte, se breve è passato, se leggero si allevia, tramite terapia, amicizia guarisce, radice di malattia: 1 morale imposta, è malattia + grave, son tutte malattie, malesser di morale, sorgenti di morale, dentro vai cercare, filosofo Kant, ci aiuta ricordare; sostanza vero cosmo, è illuminazione, pace del mio cuore, è liberazione, mi accompagna pure, nel morire-uscire, senza + paure, assenza del soffrire: imparo umorismo, morte non esiste, scopro riso eterno, libero mio triste, cosciente dio Eterno, vive dentro Me, un giorno morirò, in paradosso Zen; viaggio fuori tempo, via dal calendario, in indie navigando, fino al cuore umano, accompagnato io, dai canti senza tempo, al rito degli amici, scaldo cuore eterno: 4 paure vinci, spiriti e aldilà, paura della morte, paura del dolore, morte nulla è, se ci sono io, se sta lei non io, problema non si pone, meno si possiede, meno si teme, dolor fisico leggero, salva gioie interne, acuto passa presto, acutissimo è morte; mali anima prodotti, da opinioni storte, errori bene cura, saggia filosofia, pratica e teoria, felice reca via, sublima irrequietezza, assenza di paure, a mezzo della fede, e misura desideri. Raseno canta il |VINO, bacche medicina, scritto in |ditirambo, Enki Dio saggezza, usa vino festa, per donne accoppiare, le scalda le scioglie, su Olimpo presso il mare, i Re con le Regine, per figli generare, in dinastie tartarie, banchetto è interazione, tra sudditi e sovrano, fonte regno umano. Quando buon Vino, entra in cultura, 1 via di commerci, stabilisce con cura, medicinale diviene, una merce preziosa, buon socializzante, che al culto si sposa. Beviamo diamo al vento, i torbidi pensier, Thera beve onda, che piove giù dal ciel, il Sole beve il mare, la Luna i raggi sole, felici noi beviamo, cantiamo e celebriamo. Beviam lieti beviam, insieme pur cantando, Turanna dea di Amore, letizia tien in mano, in grembo la dolcezza, lenisce amarezza, dilegua ogni tormento, ritorna la purezza. Vita fato incerto, io bere vò di certo, saper nulla importa, se fato tutto porta, quel che sarà di me, Dio Bacco conviene. |Poeti etrussi e turchi, cantan stesso vino, allevia ogni dolore, quel liquido rubino, scaccia via veleni, è medico dei cuori, toglie inibizione, primo igiene dei dottori: se vino murratum, si dava ai condannati, ad annebbiar coscienza, di pene capitali, i vini medicinali, aggiungono al mosto, Pino e Melagrana, o spezie del posto. Vite rinacque, dal sangue dei giganti, Noè la reinterrò, dopo gran diluvio, |Sirio-Cane amico, è stella che rivela, prossima vendemmia, di stagione intera. Noè piantava vigna, Satana gli offrì, suo aiuto consiglia, sgozza in sacrifico, una tua Pecorella, innaffia con sangue, zolla barbatella: chi berrà quel vino, avrà pensier mansueti, come i canarini; uccise poi 1 Leone, bagna attorno a fusto, cosi chi ancor berrà, lavorerà robusto, ma infine Satanasso, gli fà 1 burlonata, ripete col Maiale, la stessa sceneggiata, chi da quel momento, troppo berrà il vino, sfrenata intemperanza, avrà del porcellino. |Gilgamesh cercava, Lungo vie canzoni, sua immortalità, presso mare trova, Sicuri a fermentar, donna della vigna, tiene bimbo in grembo, mortem lui moriendo, in vitam resurgendo: seduto Gilgamesh, mentre beve Vino, si maschera si incarna, in Dioniso felino, gira in processioni, con musici danzanti, suona tamburi, corni e fiati ansanti. Gilgamesh arriva, sul delta fiume Nilo, Osiris mascherato, appare in quel convito, rinasce come Horus, aruspice Dio-Falco, trapianta la sua Vite, delta Egitto alto. In libro sapienziale, aruspice fa elenco, cose necessarie, alla vita di ogni tempo, riparo ferro e sale, acqua legno e cibo, latte e succo uva, miele olio vestito. Isis braccia alate, è Siduri sua compagna, specchio del viaggio, sale su montagna, sale fin la testa, separa Notte e Giorno, riunisce Nume caldo, in utero suo forno. Dea Iside poi cerca, svelar identità, fallo risveglia, con succo Lattucar, col Vino lo riscalda, torna a circolare, la linfa dei misteri, lo fà resuscitare. Nefti la sorella, riflette Dea tramonto, lei vuole aver bebè, ubriaca Osiri sposo, entra nel suo letto, e Anubi concepisce, ma Seth ingelosito, Osiride smembra. Osiride è Vite, giace addormentata, ucciso come Uva, da Settembre settimana, rinasce nel banchetto, alluvion di vino, sangue e succo uva, mutano nel rito. Iside si muta, in leonessa Dea felina, o nera Dea Bastèt, benevola gattina, porta vino in festa, e maschere di danze, diviene protettrice, delle umane istanze. Bast flauto suona, e melodie + vaste, adorata sulle barche, alla città Bubastis, gatti addomesticati, nutriti nei templi, controllan roditori, granai di magri tempi. Gatta con + seni, vien da clan di Nubia, seguendo il fiume Nilo, assieme Anubi guida, porta irrigazione, o inondazion selvagge, in viaggio iniziazione, confine di due acque: sovran sempre sarò, solo nel deserto, Corpo sarà ombra, respiro sarà vento, cavalcherò con ali, di polvere di dune, ovunque tenderò, oblio mi rende immune. |Raseno in punto morte, estingue paura, felice fa il salto, quan soffio si ferma, scompare identità, liberato in vino, come un Epicuro, od Omar |Khayam, riunì ancor suoi amici, ultimo convito, a condivider sogno, |Terabuti giardino: se ci siamo noi, non vi è la morte, se vi è la morte, non ci siamo noi, Morte è privazione, di sensazioni, oltre barriera, di vibrazioni; anima vento caldo, vir mana diffuso, in tutto tuo corpo, gli atomi separa, cessa sensazioni, scompone la persona, in rivoli ulteriori. Raseno ci ha lasciato, ultima esperienza, in piena coscienza, 1 gallo lo ha seguito, noi facciam convito, 1 gesto 1 parola, 1 bicchiere suo vino; bere tutti insieme, ci porta al tempo sogno, dove Lui è tornato, dissolto senza corpo, presso gli antenati, guida i nostri passi. Taras già prepara, veglia attorno al fuoco, mentre suono ngombi, narra la sua vita, veglia e reverie, leggo sue poesie: bevi oh pifferaio! dimentica il destino, sorseggia il vino, Tu sei quel sapore, nel corpo invasato, di attore forsennato. Tu non sei cristiano, ebreo o musulmano, di oriente occidente, ma solo coppa vino, io son venuto al mondo, per soffiare sabbia, come fece il vento, sol mi riconosco, al cuore beneamato, ubriaco ed esaltato, danzo Dio rinato: son Vino di balchè, ebbra Luna in Bosco, che desta 1 cuore fosco, se resto spettatore, catarsi mi succede, poi recito 1 attore. Son io distaccato, in grazia di coppa, ogni azion che feci, fu esente da colpa, è stupido ordinare, a chi no sa obbedir, peggio poi sarebbe, se Dio va incollerir. Raseno amò Khayam, suo vino Rubiyyat, nei versi di ebbro vino, natur sa rivelar, se ogni cosa materiale, nel nulla finisce, stai a cuore lieto, tutto infin perisce. E vennero Profeti, a gruppi di cento, ragionano di luce, mondo a loro attento, ma uno a uno poi, chiudono gli occhi, dileguano in ricordi: io ho attraversato, fino a sette porte, sù dalla radice, a conoscere la sorte, molti nodi scioglier, seppi per la via, quel di umana sorte, mai trovai la via. Tutto tu vedi, ma ciò che vedi è nulla! ti parlano tutti, ciò che ascolti è nulla, i mondi percorri, ciò che impari è nulla, mediti e pensi, e pure questo è nulla! perchè tanta foga, a indagare avvenire, stai allegro e bevi, questo mondo è da prima, nessuno è rimasto, andarono e andremo, altri pur andranno; salutando i corpi, anima tua e la mia, gettano nei forni, la terra tua e la mia, Noi siamo i burattini, il Ciel burattinaio, gioca il breve gioco, al nulla ricadiamo; entrammo lieti al mondo, tristi ripartimmo, e dammo vita al Vento, nulla riverimmo, porgi il bicchiere, che ogni mondo è fiaba, porgilo in fretta, la vita passa e sfiata. Essere e non essere, salvezza e destino, cielo e inferno poi, son parolaio fino, in tutto il mio studiare, vidi il confino, restava in verità, profondo solo il vino: quando Eterno, mi impastò a sua guisa, mia sorte intera, aveva già decisa, il bene o male, lo feci a suo servizio, perchè dunque, un giorno del giudizio? se io mi ribello, dove è onnipotenza? se io pecco o svio, dove è la prescienza? se tutto il cielo, si deve a obbedienza, dove è che val Signore, la tua clemenza? ognuno Ti cerca, non sa che Ti possiede, come sale in mare, ci sei e non Ti vede, Ti chiama e Tu sei, là nel suo chiamare, Daime Eboga Vino, già nel mio cantare; in moschea e madrasa, chiesa e sinagoga, temon fuoco e inferno, e cercan paradiso, il seme a tali idee, vedo mai germoglia, in teste di chi beve, 1 Vino senza noia; fuori da ebbrezza, esiste il condannare, pazzo è chi spera, tal mondo migliorare, usanza di amore, ignora convenzioni, Amore detta legge, azzera nome e onore. Un vasaio un giorno, maltrattava un vaso, il vaso allor gli parla, voltandosi ribello, oh smemorato mio, qual furor ti ha invaso? non sai che io vissi, e ti fui fratello? se Tu non bevi, con orgoglio e impostura, non biasimar colui, che tien ubriacatura, portami vino, perchè presto amico mio, con cenere nostra, faranno orci da vino; fugge il tempo, attimo cui scrivo, è passato già, trinca e parla allegro, chiedi di fortuna? è bel sogno fuggitivo! La giovinezza? è acqua di un torrente, accorda arpa amico, noi siam polvere, porgi la coppa, noi siam vento, silenzio e svuota, sei anima Vino, impara la pazienza, coltiva tuo sorriso. Poiesi devozione, incanta tuo cuore, trae sua passione, dal Sole interiore, ad Anima si volge, donna interiore; la forza del mana, che si agita dentro, fuoriesce e travasa, in comun sentimento, con miti e racconti, modella identità, coltiva memoria, di ogni civiltà. vigneto_divino-rubiyat.m4a
lume021-Coppa di Dioniso: si racconta che nel Giardino di Epicuro crescesse una vite speciale, capace di unire Cielo e Terra. I suoi grappoli non promettevano immortalità, ma insegnavano a vivere senza paura. Chi ne beveva con misura vedeva dissolversi odio, ipocrisia e tristezza, riscoprendo amicizia, serenità e gioia condivisa. Per questo Epicuro lasciò ai suoi allievi quattro semplici rimedi: non temere gli dèi, non temere la morte, sopportare il dolore con saggezza e desiderare soltanto ciò che basta per essere felici. Ma la vite era molto più antica. Osiride l'aveva donata agli uomini, insegnando che, come il grappolo viene pigiato per diventare vino, anche la vita attraversa prove per trasformarsi. Iside custodì questo segreto: nulla di ciò che sembra perduto è davvero scomparso, poiché ogni fine prepara una rinascita. Dopo il grande diluvio, Noè piantò la prima vite, ricordando che ogni fine può diventare un nuovo inizio. Il vino rende mansueti, dona forza e consolazione, ma, se abusato, trasforma l'uomo in schiavo dei propri istinti. Dioniso lo diffuse tra i popoli affinché non fosse un mezzo per fuggire dal mondo, bensì per ritrovare amicizia, festa e verità: in vino veritas. Anche Gilgamesh, cercando l'immortalità, comprese che nessuna bevanda rende eterni. Ciò che sopravvive è il bene lasciato agli altri, proprio come la vite che, dopo ogni vendemmia, rifiorisce in primavera. Nel Vangelo, alle Nozze di Cana, l'acqua divenne vino e Gesù ricordò poi: Io sono la vera vite e voi i tralci. Il miracolo non era la bevanda, ma la comunione che essa rendeva possibile, così il vino divenne simbolo di alleanza, memoria, festa, speranza e trasformazione. Per questo la vite fu chiamata pianta totale: l'uva depura l'organismo, il resveratrolo protegge cuore e cellule, le foglie sostengono la circolazione, i germogli nutrono e i semi rafforzano le gengive. Persino Gandhi, durante alcuni digiuni, beveva succo d'uva come alimento semplice e rigenerante. Epicuro, giunto nel regno di Ade, offre simbolicamente una coppa a Persefone, perché anche nelle paludi del dolore possano rinascere speranza e luce. Rumi e Omar Khayyam ricordano che, la coppa insegna che siamo polvere e vento, ma anche scintilla divina capace di amare. L'Oracolo della Vite conclude: Il vino è un maestro severo: con misura consola, senza misura domina. Dove cura e veleno convivono, cerca sempre l'equilibrio tra natura e rimedio, piacere e disciplina. Non cercare l'immortalità nella coppa, ma nella bontà, nell'amicizia e nelle storie che saprai condividere. La morte interrompe i sensi, non l'amore lasciato negli altri; il vino migliore è quello che unisce i cuori e rende più umano il cammino di ciascuno.

50:lume050-Franz Antono Mesmer fu un guaritore del 700, che cercava un filo capace di unire l'essere umano alla grande armonia del cosmo. Lui immaginava che, tra cielo terra e corpo scorresse un fluido invisibile, una corrente sottile che poteva perdere equilibrio e ritrovare accordo, così voleva ascoltare il disordine nascosto e accompagnare il corpo verso una nuova armonia: usando magneti, mani, musica e presenza, cercava di risvegliare forze profonde, creando condizioni in cui emozioni, memorie e tensioni potessero emergere e trasformarsi. La crisi era una soglia, un passaggio attraverso cui l'animo poteva liberare ciò che era rimasto nascosto. Da queste esperienze nacquero nuove esplorazioni dell'ipnosi, della trance e degli stati di coscienza, cioè il rapporto tra coscienza e inconscio. Mesmer diceva: ogni disagio porta un messaggio, ogni guarigione nasce da un ascolto più profondo. Dentro ogni essere umano scorre una corrente invisibile da sentire: a volte basta un respiro, un suono, un incontro o un momento di quiete, perché ciò che era separato ritrovi il proprio ritmo. Chi sa ascoltare l'intelligenza innata del corpo, e ne vede l'accordo con l'intelligenza esterna del cosmo, può iniziare a guarire anche ciò che ancora non comprende: tu non sei rotto, sei in trasformazione, lascia fluire ciò che sei. Mesmer amava ascoltare il Flauto Magico di Mozart e leggere il Faust di Goethe, ma fu osteggiato da accademie e clero, perché vedeva nella fede e nella crisi terapeutica la via alla guarigione, dove emozioni collettive e poteri invisibili agiscono come forze cosmiche.| Franz Anton Mesmer, medico-filosofo del 700, sviluppa la teoria del magnetismo animale: un fluido invisibile collega terra, astri e corpi umani. Cura malattie ristabilendo l'armonia del flusso con magneti, cristalli, mani e musica (violino, glassarmonica). Le sue cure includono ipnosi, crisi catartiche e armonizzazione dei flussi vitali, sfociando in sonnambulismo e stati estatici, influenzando massoneria, filosofia e arte (Mozart Flauto Magico, Goethe). Osteggiato da accademie e clero, vede nella fede e nella crisi terapeutica la via alla guarigione, dove emozioni collettive e poteri invisibili agiscono come forze cosmiche.# Franz Anton MESMER, 700 medico filosofo austriaco, cacciatore e rabdomante, piste dei boschi segue, eredita dal padre, musica e radioestesia, a cerca acqua presente, con bacchetta di nocciolo: amplifica e sente, movimenti del corpo, generati dal suoni, risonanza di acque in sottosuoli. Mesmer fece tesi laurea, influenza degli astri, su tutto e su animali, forza penetra corpo, armonizza oppur contrasta, se diviene malattia. Sottile fluido chiama, magnetismo animale, che lega terra e stelle, se manca son scompensi, guaribili attirando, fluidi magnetizzati. sue Mani taumaturghe, induce ipnosi, sonnambulismo o chiarveggenza, con etere magnetismo, il cui atto fascinante, conoscon popoli nativi, che chiamano mana, per caricar feticci. Mozart iniziato, suo amico a Vienna 784, scrive Flauto Magico, a descrivere i rituali, oggi in inno nazionale, ricorda accademia di Firenze, guidata da Marsilio Ficino, che attira razionalisti, con matematica e geometria, Goethe, Mozart e Franklin. Acacia del Maestro, è segno magistero, dove squadra e compasso, son mostrati alle riunioni, assieme al Libro sacro, Bibbia Corano o altro, a cui i membri di una loggia, recano obbedienza, o traggono ispirazione: un fratello massone, è detto dormiente, se partecipa poco, ai lavori rituali, a motivi personali. Istruzione del massone, a mezzo simboli muratori, ha per scopo umanità, libertà e verità, a realizzare fratellanza, con riti affiliazione, lealtà e fedeltà, bontà e sincerità, tolleranza universale, astension da fanatismo, essere free-born, Liberi Muratori, non imprigionati, o servi della gleba. Ciascuno lavora, attraverso ogni grado, partecipa a un rituale, in cui impersona un ruolo, assieme ai membri loggia, biblica scenografia, costruzione del tempio, del mito Salomone, come cuor del singolo, e cuore comunità, e cuore di universo. Ogni massone lavora, nei gradi susseguenti, progressive iniziazioni, studia le lezioni, libero di dare, proprie interpretazioni, di rituali stabiliti, dalle costituzioni; tante verità, come santodaime, a ciascuno che ascende, è chiesto preparare, tesi filosofiche, e conferenze correlate. Jean |Josipovici scrive, di mason Anton Mesmer, estasi magneti, loggia dei filadelfi, 18 dicembre 785, fonda loggia Armonia, magnetismo animale, diffonde sua teoria. Illustra tesi laurea, a fratelli iniziati, il consulente di Washington, è il generale Lafayette, iniziato da Mesmer, alla villa baronessa, di Maria Bosch moglie al ministro, tesoriere re Francia, e capo Amici Riuniti, loggia prima a Parigi, Mozart lui conobbe, e il gesuita Maxim Hell, poi la notte di Natale, Mesmer pratica un salasso, medicina di Hildegarda, a un malato sangue sgorga, Mesmer lo ha fermato, cura emorragie, imponendo le sue mani, come taumaturgo, in Egitto mamelucco. Massonica obbedienze, segni e gesti nascosti, compiuti con le mani, mutuo conoscimento, stringere la mano, toccamenti e parole, di antico testamento. Hell direttore, di osservatorio Vienna, paragona magnetismi, a influenze astri e animali, ferro magnetizzato, usa a placar crampi, mentre armi costruisce, e realizza magneti, al convento di Toledo, dove nascono le armi, poi a Vienna migrato, dopo la fine gesuiti, in Spagna 767. Rivoluzione Francia, chiude sua loggia, magnetismo sopravvive, a Berlino capitale, Eros nella cura, minaccia i puritani, Mesmer diffamato, è indagato da scienziati, in commissione re Luigi, poichè magnetizza donne, dai maschi fascinate. Sua cura reca, sonnambulismo pre-ipnosi, sfruttato in propaganda, ecco le quattro fasi: magnetismo animale, riempie ogni regno, connette umano a umano, la terra con le stelle, ma carenza di tal fluido, origin malattia, allora serve incanalarlo, a dar crisi nel paziente; trance attiva di animali, per curare malattie, inibito istinto base, catalessi ipnos ricavi, ecco la quarta fase, che riequilibra organismo, avvien sonnambulismo, a risposta motoria, in prime 3 ore sonno, per 5 minuti, naturale nei bambini, scompare quando adulti. Ogni isterismo, narra storia, il corpo malato inarca, delira senza resistenza, impone salto nell'ignoto, tra nomadi stelle, guida l'errabondo, sappi dove andare, oltre solide credenze, che son trama d'illusioni, Via Lattea indifferente, notte ingloba tutto. Mesmer medico scopre, malattia è sforzo corpo, a ristabilir sua via, equilibra funzioni, un potere vitale, sostiene organismo, fattore essenziale, acquisir eterei |soffi, emanati da astri, trasmetterlo a infermo, e oltre se stesso, diffonde in lui con lui, come sfera luce, richiamata a distanza, sa causar male pure, sa ridare salute, campo magnetico d'uomo, irradia e obbedisce, a sua volontà, di agire sul corpo, e su spirito altrui, ha spessor risonanza, e collega tutti. Questa vera scienza, progredisce a intuizione, interpretar musica cielo, è arte profeta, sa condur profonda pace, la felicita, percepire relazioni, tra pianeti e terra, comprende indole individui, loro stato salute, cioè loro destino: molti individui, ascoltan stessa armonia, senton 100 influenze, come in fiesta sacra. Mesmer inizia coi magneti, poi scopre le sue mani, suo magnetismo vien dato, dal fluido animale, magneti quarzi giada, acqua lana e legno, vetro ed oggetti, rafforzano lo stesso. Siede letto e fa, gesti del vestire, organismo ben funziona, se flusso armonioso lo attraversa, ma disfunzioni e malattie, son dovute a blocchi flusso, difficile scorrimento, di etere e ricordi. Curare è stabilire, armonia flusso cosmo, a mezzo magnetismo, ipnosi crisi convulsa, ad aver guarigione, applica calamite, su parti del corpo, che bloccano energie: poco a poco Mesmer vede, pazienti migliorare, suggestion mentale, lui sa provocare, sviluppa arte ipnosi, legame medico-paziente, che magnetismo accetta. Mesmerismo ispira, Rolan Toro biodanza, Milton ipnosi, trance tamburo incanta, il gesuita Hell poi stampa, libro a screditarlo, Mesmer risponde, mio scopo è curare, da Vienna a Parigi, camicia seta indossa, e da casa sua cura, febbri e convulsioni, paralisi e insonnia, gastralgie varie, e completa terapie, con violino e Glassarmonica. cioè bicchieri con acqua, di diversa misura, sfrega dito inumidito, su bordo ciascuno, mentre dà un pensiero, pranizza in modo Emoto. Mesmer in campagna, trova sua pace, e Raimondo Lullo amico, gli canta libro salmi, fonda tempio Armonia, a malati manda empatia, indovina malattie, con imposizione mani, e ascolto del polso, in trance senza crisi. Mesmer ha canarino, in camera gabbia aperta, ogni alba si posa, sulla testa e lo sveglia, a 80 anni lui smette, udir canto canarino, quel mattino esalava, l'ultimo respiro; qui la zingara Kamilla, che predisse l'evento, accompagna il suo trapasso, con musica note. |Mesmer un giorno, andò alla processione, il cielo si scurisce, aria umida assorbe, Mesmer comprende, il mistero delle origini, lassù in profondo cielo, sente e vede tutto, abolito il quotidiano, riemerge un solo culto, la fede gioca il ruolo, di incanalare il flusso, verso la guarigione, dall'etere al polmone. Quel giorno il temporale, uman contatti disperde, il disordine subentra, nella cerimon corrente, esplode devianza, esaltazione muta senso, mendicanti e borsaioli, riprendono lavoro, miracoli fede rimanda, ad altra occasione, vita ordinaria ricomincia, senza esitazione. Mesmer poi ripensa: i pezzenti su strada, fan discendere a loro, forza della cura, pur senza conoscenze, o il potere del massone, emerge tra la gente, vera estasi di fede. Mesmer visse reazioni, affettive a catena, in sua brutalità, conosce il fervore, scoppia in lui una crisi, ha benefici effetti, il miracolo accelera, le guarigioni vere. Oggetto di fede, vero o falso sia, ma è causa risultati, guarigione emozionale, dal centro qi latente, muove e cura i mali. Verità sconvolge l'ego, ma sazia il cuore che, cerca contatto di natura, a recuperar salute, bisogna impoverirsi, la mente è in slanci fissi. Amare è creder vita, cercarne intimità, scambio di emozioni, che una crisi dà, rimorsi e trabocchetti, impediscono di andar, ferite del passato, cedono alla grazia, proiettano il paziente, verso futuro nuovo, potenza della fede, riempie il cuore vuoto. Fortuna salute felicità, o il suo contrario, di nostra vita interiore, sono il risultato, Mesmer questo spiega, forze invisibili ovunque, influenzano tutto, raccolti e salute, e saperle indirizzare, nell'attesa disperata, di un evento decisivo, cresce la certezza, che nessuna barriera, resista alla discesa, così turbamento muta, in isteria o impresa. Una folla sa creare, comunione di forze, ondata emotiva, violenta che attraversa, tutti corpi fa gridare, la folla che vedo, è miracolo in cammino, hanno obbligato il cielo! Luna agisce flussi, riflussi terra-mare, umani hanno interessi, lontano da essenziale, sebbene governati, da influenze sconosciute, attrazione-repulsione, su organ nervi fluide. Magnetica-materia, fa comprender esistenza, cielo si riflette, nell'essere che siamo, tu 5 sensi tieni, aggiungi 1 senso innato, idoneo a captare, sensazioni delicate, di mana e coscienza, immaginare è creare, disturbi o guarigioni, è arte terapeuta, convincere la mente, tu ascolta attentamente: uomo subisce, riflusso di etere, che determina cause, di male o salute, sintomi osservati, mutazioni in natura, a soccorrer chi soffre, tu causa crisi pura. Mesmer fa bere, pozione |ferro-ortica, poi lascia calamita, e sperimenta corpo corrente, laa crisi artificiale, generata dal minerale, consegue risultato, in complice risonanza, tra lui e il paziente, nasce empatia, con mani fluido invasa, fascio vibrazioni, ogni organo lava, reagisce in silenzio, suo sforzo concentrato, male strappa a pezzi, migliora sistema, decongestiona bene, ipocondrio epigastrio, regolando il respiro, una mano antenna in alto; ora ha impressione, rigenerare tessuti, a mezzo del num, ch'egli lento introduce, esplora ogni punto, paziente sente freddo, lui copre con coperte, la mano sul plesso; calore violento, senza febbre invade lei, suoi gesti rituali, descrivono disegno, graduali sulla donna, mani apre e chiude, ampi movimenti, concentrici ripetuti. Mesmer stringe mano sinistra, a Luisa mano destra, formicoli energia, paziente ha provocato, diviene un torpore, e lei si abbandona, pacifiche emozioni, scivola in dolce coma. Il magnetico sonno, la porta in astrale, da sofferta realtà, al viaggio stellare, il magnete ha lavorato, assieme alla luna, acqua carta legno, ogni cosa Qi conduca, orgone si impregna, fluido universale, su organica materia, un magnetismo animale, permette esseri umani, attrazion repulsione, di una forza vitale, che resetta ogni dolore, rimette ordine mentale, dentro un paziente, va in organo malato, de-magnetizzato, il medico emette, un fluido da stelle, onde vibrazioni, che investe nervi pelle, con magnete o esercizi, o farmaci attenua. Mesmer trova Karl, figlio giardiniere, che epilettica crisi, in temporale prese, orina dappertutto, Mesmer fa sfogar malato, senza intervenire, poi ad acme della crisi, appare moto selvaggio, lui cerca una coperta, il ragazzo avrà bisogno, gran calore in corpo, per duplice polo, avvolge con cura, aggiunge coperte lana, tutto dipende, da sua volontà affilata, senza indugi-dubbi, sua lucida lotta, è nata da incontro, di medicina e stelle. |Karl fanciullo abbandona, ogni suo sussulto, mille demoni a cranio, trema sotto coperte, come braccato, da febbre e delirio, da immagini animato. Antonio assistente, suona il violino, un aria danza cresce, calma o aggressiva, Antonio sa e comprende, dipen da malattia, cimbali e tarante, fan crescere piante, mezz'ora vibrazioni, laceranti possessi, dei nervi fanciullo, Antonio suona freneti, note arco violino, le dissonanti feriscon, conficcano la carne, e Mesmer oscilla, gesti magnetici, movimenti sue mani, salgono a spostare, altrove i qi contrari; mentre tenta ridestare, istinto vitale, impegna una lotta, con l'essere interiore, che percuote sua preda, intacca riserva, e tocchi brevi dà, ai posti giusti, accelera cadenza, danzano i morti, Anton delira ritmo, intensa sensazione, suoni aspri e violenti, scuotono il fanciullo, un suono Karl afferra, sta per trarlo sopra, trascorrono secondi, Mesmer preme mano, ha distrutto i focolai, concentra sui 2 poli, a ristabilire cuore, gira da destro a sinistro, e trova la radice, di quel male innato; risonanze arco violino, riportan Karl in vita, ora osserva le sue mani, e la corda stringe a dita, una Corda immaginaria, trascina Karl a riva, scosse e spasmi vari, Karl chiude gli occhi, Mesmer calma i poli, modifica frequenza, e influsso va fuori, suo spirito sovrasta, la forza depressa, la sommerge esaurisce, fin che muta polo, riflette nel corpo, e linfa forte invade, la crisi conclude, in silenzio musicale, Karl smette aggrapparsi, a sofferenze male. Mesmer affaticato, addormenta in suo studio, e il sonno gli parla, scarica le angosce, la magnetica cura, ha colpito nel morale, coltiva sua forza, che influisce gli umani, lui usa alga Nostoc, elisir lungavita, essa vive in acqua dolce, e la pioggia la ravviva, se secca si riprende. rowbotham2_sole_luna.m4a
lume050-C'era una volta un giovane, che cercava lontano ciò che da sempre abitava dentro di lui. Aveva imparato ad ascoltare molti rumori del mondo, ma aveva ignorato la voce silenziosa del proprio corpo. Un giorno incontrò una maestra che gli disse: Il corpo è un antico custode, prima delle parole conosce il ritmo, l'equilibrio dei movimenti, il respiro e il modo di adattarsi alla vita; non è una macchina da comandare, ma un saggio compagno da ascoltare. Il giovane imparò a fermarsi. Quando il giudizio si quietava e la mente diventava limpida, qualcosa di misterioso accadeva: il respiro ritrovava la sua danza, il movimento nasceva senza essere forzato e il corpo sembrava conoscere la strada. La maestra gli mostrò che molti popoli avevano incontrato lo stesso segreto: nelle danze sacre, nelle arti marziali, nello yoga, nel qigong e nel taiji. Alcuni chiamavano questa armonia guarigione, altri estasi, altri ancora un incontro con il sacro: non insegnare al corpo soltanto cosa fare disse la maestra. Crea le condizioni perché possa ricordare ciò che già sa. Così il giovane scoprì che il cuore-mente (xin心) può diventare quieto, la coscienza (shen神) luminosa e presente, e l'essere umano può accordarsi al grande respiro della vita, il Dao道. Da quel giorno non cercò più di dominare il proprio corpo, ma imparò ad ascoltarlo, perché il corpo custodisce una saggezza antica: una danza invisibile che attende soltanto il silenzio giusto per rivelarsi, come i tre tesori |Sanbao 三宝, ascolta ciò che il corpo già sa, e ricorda che sei immerso in una rete più grande di te (dicono Mesmer e Laozu).

342:tarot04.IV -lume342 |IMPERATORE: Assumi il controllo della tua vita e stabilisci delle regole. Realizzazione del capo, coraggio e giovialità, maturità e mascolinità, parte terrestre dell'uomo, padre, figlio; pragmatismo, stabilità e ordine. Empereur è quarta carta: uomo barbuto seduto in trono, di profilo con una mano, regge scettro imperiale, con altra mano scudo-araldo. Federico II o Batu khan, in carte FAUL tiene in mano, moneta d'oro e d'argento, poichè capo di Orda d'oro, in Europa lotta scisma, tra Impero e Papato, e concede a ogni città sana, il diritto batter moneta, con apertura di una zecca, a Firenze sia il Fiorino, a Viterbo il |viterbino. Chiede se abbiam capacità, di viver bene la materia, economia propria e altrui, senza invidie o eccesso lode, come avi nonni e padri, governavan loro vita, con loro pregi e difetti, trasmessi a noi e lor famiglia, e a riflettere ci invita, quando avremo noi il potere, capacità risponder situazione, sarem tiranni o buon regnanti? Potenza attiva entro materia, e intelligenza creativa, in alchimia è purificazio, forza di concretezza, energia maschile attiva, stabilizza situazioni, sotto auspici imperatore, influenza carte vicine, diritto rovescio si rivela, contesto gioco e posizione, arcano a media durata, reca consigli al consultate, in pratica efficacia, ha una carica decisa, chiede volontà e impegno, a prender giusta decisione, per basi solide progetti, di vita o di lavoro. A volte simboleggia, persona maschile paterna, in grado di fornire, guida e supporto materiale, un uomo prestigio mezza età, o unione solida e fedele, un iniziativa di lavoro, di successo o promozione; rovesciata tal potere, diventa schiavo di se stesso, tirannia inflitta o subita, il lato oscuro del potere, deliri onnipotenza, del consultante o ruolo in gioco, un potere senza amore, che manca l'obbiettivo. BOSCH: |l'autorità viene dall'uomo e non dalle vesti, ma l'uomo deve portarle affinchè gli veng riconosciuta. CINA 63: Dopo il Compimento, oCina 18: Emendamento delle Cose guaste. AFRO: |Olorun, dio del cielo e padre degli dei di Nigeria. |Ogum per Alice, ferro tecnologia, protettore dei guerrieri, associato a |SanGiorgio, Marte, secondo cielo. BOCCACCIO: potere di anzianità con ardori giovanili, senza vergogna si ama sempre. Chi fa quell che sà, più non gli è richiesto| Salvia officinale ha fusto quadrato, foglie opposte e profumo usato in cucina. I fiori blu-violetti sbocciano da primavera all’estate. Cresce in terreni leggeri, al sole o in boscaglie, anche in vaso con potature regolari. Si moltiplica per talea o propaggine. Le foglie sono ottime per carni, sughi, formaggi e per condire burro fuso o primi piatti. Fritte o in pastella sono gustose. Contiene canfora e ha proprietà antisettiche: combatte batteri, virus e funghi. Utile per bocca, gola, gengive e ferite. Infusi con ginepro e iperico aiutano contro reumatismi. Sciroppo con vino e zucchero è buono per la tosse. Riduce sudorazione, glicemia, calma faringiti e problemi al fegato. L'olio è potente ma da usare con cautela per la presenza di tujone. Alternare uso: 2 settimane sì, 10 giorni no. Evitare in gravidanza, allattamento, ipertensione o problemi renali. Contiene acido rosmarinico, che regola sudore e temperatura corporea. Aiuta in menopausa, stress e ansia. Stimola la digestione e tonifica l’intestino. La varietà sclarea ha foglie grandi e fiori profumati. Calma tosse, fatica e nausea. I semi aiutano a espellere corpi estranei dagli occhi. Le foglie secche deodorano ascelle e pube. San Diomede la usava per dolori e reumatismi. Un infuso caldo al mattino aiuta digestione, crampi, vampate e tensione nervosa. Foglie amare possono essere masticate per igiene orale.# SALVIA officinale, fusto quadrangolare, ramifica foglie opposte, aroma vivande, fiori blu-violetto, in spiga terminale, da primavera a estate, su viottoli e torrenti, sole o boscaglie, cresce in suoli leggeri, bene pure in vaso, potandola frequente, regola sua crescita, moltiplica propaggine, talea dopo fiore, foglie salvia buone, conservan molte cose: carni arrosti formaggi, minestre e sughi, trasforma burro fuso, a gustoso condimento, foglie fritte a pastella, o in pasta riso, orto con Savia, canfora ha conferito. Foglie fresche antisetti, su batteri funghi virus, infezioni bocca e gola, rimedio su ferite, sfiamma e cicatrizza, gengive ben rassoda, sfregandola sui denti. Ginepro-Salvia-Iperico, una presa foglie mix, secco sminuzzato, in tazza acqua bollente, a digiuno bevi caldo, contro i reumatismi, già sol acqua bollita, agisce purificando. Sciroppo per la tosse, zucchero velo e cime salvia, in mezzo litro vino, cuoce lentamente, finché liquido addensa, filtra e serba al buio. Salvia nelle zuppe, riduce sudorazione, abbassa glicemia, calma faringiti, ed epatica cirrosi, lenisce punture, rafforza guarigione, cicatrizza ferite piaghe. Suo olio concentrato, troppa canfora e tujone, inibisce neurone, chi ne diede agli animali, per lunghi periodi, improvvise convulsioni, alterna 2 settimane, 10 giorni astensione. Infuso tonico di nervi, aiuta la bile, diuresi come Rosmarino, evita la sera, pure in gravidanza, allattamento e ipertensione, o reni insufficienti, alterna 2 settimane, 10 giorni astensione. |Salvia officinalis, influenza sudorazione, con suo acido rosmarinico, è anticolinergica, inibisce acetilcolina, che stimol ghiande sudoripare, e se assunta regolare, regola corpo temperatura, e necessità a sudare. Salvia calma stress e ansia, che aumentano il sudore, poi agendo sugli ormoni, calma sintomi menopausa, come vampate di calore, mentre acido rosmarinico, agisce antiossidante, ferma spasmo istamina, su muscolo Psoas, 1 litro acqua 30 foglie, usa azione amara, su atonìa intestinale. |Sclarea foglie grandi, rossi fiorellini, bianchi rosa/blu, in spighe vischiose, edule muschio profuma, fatica disperde, calma vomito pertosse, buon detergente. Semi usa a eliminar, corpi estranei occhi, applica sotto palpebre, fanno lacrimare, si gonfiano poichè, ricchi mucillagine, 2 cucchiai foglie secche, son deodorante, lava x 3 giorni, pube ed ascelle. San Diomede usava salvia, su |malattie- di-ossa, artrite e reumatismi, 5 foglioline a tazza, un poco ammorbidire, foglia fresca o secca, fai bollire acqua, accompagna con preghiera, spegni copri e lascia, 5 o 10 minuti, filtra e bevi calda a digiuno, se hai |crampi o |vampate, cattiva digestione, tensione nervosa, artrite muscolare. Foglie amare tieni in tasca, da sfregare o |masticare, per infezioni bocca e gola, |gengive ed |alitosi, sue cime igiene denti. salvia_benefici-tisana.m4a
lume342-oracolo della Salvia – Imperatore che disciplina e purifica con saggezza, mette ordine dove c'è eccesso, stabilisce confini, chiarisce, asciuga, riequilibra: riduce sudorazione eccessiva, aiuta nelle vampate e sostiene l’equilibrio ormonale, soprattutto nelle fasi di cambiamento. Ha azione tonica e calmante insieme, alleviando malinconia, stress e stanchezza nervosa, restituendo lucidità e direzione. In infuso, sostiene fegato e digestione, riduce gonfiore, spasmi e coliche. Sul respiro agisce con autorità, scioglie catarro, calma tosse e infiammazioni, liberando il passaggio dell’aria e della parola, facilitando la respirazione. Antisettica naturale, è utile per bocca e gengive, pelle e ferite, favorendo la cicatrizzazione, va usata con misura, evitando eccessi e periodi prolungati. Foglie di Salvia+Fico, calma coliche e spasmo, e dolori mestruali, Salvia con miele e scorza limone, dopo i pasti, aiuta fegato e spasmi; in decotto con Lavanda, cura ferite piaghe. Bruciata o conservata, protegge gli spazi e allontana insetti e impurità sottili: legala a mazzetti con filo cotone, seccala su altare, brucia in incenso sopra carboncino, emana odor assenzio; sue foglie in armadio, repellono le tarme. Salvia calma le vampate in donne, febbri, pance, bocca, parto e piedi, mentre in aceto, elimina la forfora; |ipoglicemizzante, ai primi stadi diabete, riduce eccessi di catarro, in bronchi e sebo sulla pelle, balsamica |espettorante del respiro, aiuta |tubercolosi, nel sudore notturno, ne regola flusso, calma crisi asma, suo infuso toglie |singhiozzo, ma eccesso va evitare. Salvia infuso è |concime.



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