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daniele Daniele muta i sogni in coscienza (198) 58-lume198-REGRESS lingua alchemico | foto umanstoria | audiolibro | film_bibla_giosia_legge-antiabomini.mp4 | film_bibla_daniele_e_nabucco.mp4 | film_bibla_regina_ester.mp4 |musica sdaime_livrinho_apocalisse_valdete.mp4
tibetani Orda Pezzata, drokpa apache e filippini (215) 35-lume215-FINIRE: lingua cinese | foto hmongcina | audiolibro | popoli_drokpa.mp4 | popoli_tuva-saman.mp4 | film_ming-persia-cina_wudang.mp4 |musica canto_nomadi_kalmukya.mp4
198:sogni58-lume198-REGRESSIONE: quando il sogno mostra ciò che trattiene l'uomo, dal diventare ciò che può essere; le forze per arretrare vincono su un movimento in avanti. Nel sogno appare una forza antica che vuole riportare il sognatore indietro: un toro nero avanza contro di lui. È la stessa energia che nei sogni di Daniele appare come il potere che non accetta limiti, il regno che vuole durare per sempre, l'orgoglio che impedisce alla coscienza di ascoltare. Ogni passo verso una nuova consapevolezza incontra una forza regressiva: il richiamo del passato, delle abitudini, delle false sicurezze. Ma il sogno non mostra il nemico per distruggere il sognatore: lo mostra perché possa riconoscerlo. La mano che emerge dalla tomba ricorda che anche i valori più grandi possono diventare ostacoli quando vengono conservati senza essere vissuti. Come Daniele davanti ai simboli dei re, il sognatore deve imparare a leggere ciò che appare morto e trasformarlo in vita. L'operaio che abbatte il muro rappresenta il coraggio di attraversare ciò che separa dalla verità. Le mascelle del cane imbavagliate insegnano che non tutto si domina con la forza: alcune paure si trasformano soltanto quando vengono comprese. Il sogno invita a non cercare sostituti della propria crescita: ciò che sembra nutrire può essere solo un surrogato, ciò che sembra proteggere può diventare una prigione. La regressione nasce quando l'energia viene trattenuta, repressa o dispersa in ciò che non conduce avanti. Daniele insegna l'arte opposta: ascoltare l'immagine, comprenderne il messaggio e trasformarla in coscienza. Chi parla semina, chi ascolta raccoglie.| riassunto: Daniele è un giovane profeta e sapiente, noto per il suo dono divino di interpretare sogni e visioni. Alla corte babilonese, riceve un'educazione speciale con i suoi tre amici Anania, Misaele e Azaria, e si distingue per la sua saggezza tanto che diventa un ministro sotto il re Ciro e ricevere il nome di Baltazàr dal re Nabucodonosor. Tra le sue storie più famose, Daniele salva Susanna da false accuse di adulterio e smaschera i giudici corrotti, dimostrando integrità e saggezza. Poi resiste all'idolatria babilonese, rifiutando di adorare l'idolo Bel e smascherando i falsi sacerdoti. Un altro episodio è la sua miracolosa salvezza nella fossa dei leoni, dove Dio lo protegge da un attacco mortale. La figura di Daniele ha un'importanza centrale anche nell'Islam, dove è profeta venerato. Si dice che morì a Susa e che il suo corpo fu traslato a Samarcanda, dove oggi si trova un mausoleo a lui dedicato. La sua vita e le sue profezie sono simbolo di resistenza spirituale, giustizia e fede, e intrecciano eventi storici come la conquista di Gerusalemme/Costantinopoli da parte di Nabucodonosor e la deportazione dei Giudei a Babilonia. Una figura di resistenza simile è quella dei tre amici di Daniele, Sadràch, Mesàch e Abdènego, che rifiutano di adorare l'immagine del re e vengono salvati da Dio, come raccontato nel Nabucco di Giuseppe Verdi, che ripercorre il tema della cattività babilonese: Nabucco e Baldassarre ricevono sogni interpretati da Daniele. Si citano gli angeli vigilanti, ribelli e imprigionati, e il loro ruolo nel diluvio e nella costruzione del Tempio. Daniele è descritto come guida e sentinella che veglia sul mondo interpretando sogni e visioni che predicono eventi futuri, grazie alla fede, a sottolineare l'importanza della giustizia divina, mentre re e satrapi complottano contro di lui. Daniele appare figura centrale nella visione profetica della storia, dove descrive le lotte tra vari regni, il conflitto tra i re del Nord e del Sud, visioni cosmiche di imperi e il regno eterno di Dio, come la statua di Nabucodonosor e l'albero di Baldassarre, simboli della caducità dei regni umani. Infine si narra di Matteo e del Xristos, tribolazioni e falsi profeti, il Cantico delle Creature, la liturgia universale, la creazione con separazione delle acque e formazione della terra, il Tempio come riflesso del cielo, sorvegliato da angeli.# |Daniele vuol dire, Dio è mio giudice, -ele di Elohim, Signore Adonai, ma è chiamato Baltazzàr, dal Nabucco zar, che rispetta la sua dieta, ama suo dono di sapienza, capace a interpretare i sogni, e leggere visioni, celeste dono oniromante, proviene dal Signore. Dio concesse a quattro giovani, capire ogni scrittura, in ogni ramo del sapere, il re li interroga stupito, dieci volte hanno sapienza, su maghi e astrologi di corte, Daniele resta a corte, fin primo anno di re Ciro. Nabucco convoca esperti, li chiama caldei, astrologhi e indovini, divinorum salva-sogni, poi ordina Asfenàz, capo dei mandarini, di condurgli giovanotti, stirpe reale sen difetti, per impiegarli a corte, dopo essere istruiti, in scrittura e lingua juris, aramaica burocratica, assegna loro una razione, giornaliera di vivande, educati per tre anni, poi entrano a servizio, come classe funzionari, ad amministrare impero. Daniele è Baltazzàr, Anania sarà Sadràch, Misaele è Mesàch, Azaria è Abdènego, sappiamo che la Bibbia, cambia nome a persone o cose, quan ne muta destino e proprietà, come Adamo che assegna un nome, a tutti gli esseri viventi, nel Tempo-di-sogno Abramo e Sara. Daniele in arabo Daniyal دانيال, citato profeta musulmano, in Hadith Legge di Sunna, che viene dopo del Corano, rusūl è messaggero Dio, mentre i profeti son detti nabī, e portan Wahi rivelazione, solo a mezzo di un libro: i rasūl son tutti nabī, non tutti i nabī son rasūl, Daniyal rusūl nabī, muore in pace in città Susa, suo libro dentro sua tomba, per ordine califfo Omar, mentre un altra leggenda, narra suo corpo traslato, da Timur khan a Samarcanda, che ne fece capitale, oggi Uzbekistan, mausoleo di Daniele, edificio a cinque cupole, con sarcofago 18 metri, presso fonte acqua taumaturga. Daniyal vecchio Idris, tiene scriba Enoc, che scrive rivelazioni, sui misteri della Storia, maomettani van narrare, che Daniyal ha predicato, nel regno Ciro esortando, popolo amare un solo Dio, e i precetti dello Islam, alla corte di Nabucco. Islam cita incontro, tra Daniele e Geremia, chiamato Aramaya Ibn Hilkiah, sul bordo della fossa, Nabucco mise due leoni in fossa, e Daniyal vi getta in essa, i leoni stanno buoni, Allah parla a Geremia, che dalla Sham, lo manda a fossa dei leoni, a dar cibo e vino a Danyal: sia lode ad Allah, che non mi ha dimenticato, compensa bene al bene, premia pazienza e sicurezza, dissipa il male e dà speranza, dopo ogni pericolo, come un chiaror di Luna. Chiesa Ortodossa celebra, Daniele 17 dicembre, insieme ad Anania, Azaria e Misaele, Chiesa Cattolica lo prega, il 21 di luglio, Daniel nome poi diffuso, da Britannia Olanda e Usa, Finlandia Rus e Serbia, dopo riforma protestante, fra quindici nomi maschili, più usati da sempre, russo Daniil slavo Danko, sardo Taniebi e Danilo, anglosassone Daniels, Dania Dannie e Dan, Daniello e Raffaello, nel volgare di Dante, cognome Danieli in Italia, specie nel Veneto, poi Daniele Comboni, primo vescovo subSahara, a metà di ottocento. |Daniele smaschera i Bel, nella storia di SUSANNA, che abitava in Babilonia, sposa Ioakim uomo ricco, bella fuori e bella dentro, figlia di Chelkia, educata a legge di Mosè. Susanna vuol dir Giglio, simbolo purezza, Ioakim tiene giardino, dove incontra i Giudei, fece sua fortuna, in Persia e Babilonia, è scritto in libri bibbia, di Tobia e di Ester, poi accusato ingiustamente, da due giudici anziani, eletti quell'anno, a risolver tutte liti, le due notabili guide, autorevoli e ascoltati, in comunità esiliate, frequentano casa Ioakìm, poi invaghiti di Susanna, la insidiano e ricattano, piegan la legge di Mosè, ai loro scopi appetiti. Susanna passeggiava, nel giardino del marito, i due anziani presi da passione, perser lume di ragione, studiano il momento, a sorprenderla da sola: un giorno fece caldo, Susanna con due ancelle, andò nel suo giardino, per avere un bagno, i due giudici accecati, la spiano di nascosto, Susanna chiede unguento, alle ancelle andate in casa, mentre prende il bagno, alla piscina Betseda, dentro al suo giardino, i due anziani escon nascondiglio, le chiedon di concedersi, ma in caso suo rifiuto, ti accusiamo di adulterio. Susanna può scegliere, tra due possibilità, se acconsente a loro voglie, viola nozze fedeltà, ma nel secondo caso rischia, condanna a morte adulterio, dopo un pubblico processo. Susanna coraggiosa, sceglie seconda strada, vuol conservare intatta, la propria fedeltà, Susanna piange e grida, innocente avanti a Dio, gli anziani aprono porte, e narrano menzogne, ai servi e ai testimoni, calunnie di adulterio, per pubblico giudizio, a causa suo rifiuto. Susanna ebbe processo, in casa suo marito, i due anziani fan condanna, a morte di Susanna, al popolo van dire, fate entrar Susanna, lei venne coi parenti, bella e delicata, col velo che fu tolto, a piacere dei due vecchi, che godono al vedere, fanciulla umiliata; se velo è protezione, inter processo è farsa, i due giudici calunnia, ai danni di Susanna, la donna piange e dice, Dio conosce il vero, sà che han detto il falso, io muoio da innocente, per loro iniquità, tramata contro me! Susanna è condannata, alla lapidazione, ma sua preghiera a Dio, suscita giustizia, di fronte a iniquità, Daniele giovanetto, si mise li a gridare, Io sono innocente, del sangue di lei! si voltan tutti a lui, chiedendo spiegazioni, Daniele in mezzo a loro, rimprovera stoltezza, indagate verità, e tornate al tribunale, costoro hanno deposto, il falso contro lei. Il futuro profeta, rivela sapienza, di infanzia purezza, sulla cieca menzogna, profusa dai due empi, così il Consiglio anziani, invita Daniel tra loro, se Dio ti dè saggezza, facci da maestro, Daniele allora disse, separateli l'un l'altro, ascoltate lor versioni, e io giudicherò. Daniele disse al primo, tu invecchiato nel male! i tuoi peccati commessi, qui vengono alla luce, davi sentenze ingiuste, opprimendo gli innocenti, e assolvendo i malvagi, dimmi sotto quale albero, tu hai visto costei, assieme all'amante. Sotto un Lentisco, Schinos in greco, vuol dir divide in due, è Pistacia pistáh, pistacchio di farina, che giunge a 4 metri, con chioma globosa. Daniele risponde, tua menzogna ricada, e spacchi in due tua testa, se questo Dio acconsente! fece venire l'altro, e gli grida le parole, bellezza vi ha sedotto, passion vi ha pervertito, che donne Israele e Giuda, a paura corrompete, al fin di unirsi a voi, dimmi sotto quale albero, li hai trovati insieme?" Sotto un Leccio vidi, albero intensa ombra, Daniele disse a lui, sentenza data al primo, menzogna tua ricada, sopra la tua testa, dove angelo di Dio, con spada la divide, potandola a metà; dir cananeo a un giudeo, è dirgli disonesto, corrotto nel frodare, Daniele ha confessione, da bocca dei due empi, a morte condannati, secondo Mosè legge, Susanna a lieto fine, vien riabilitata, Daniele nel trionfo, di tutta l'assemblea, benedisse Dio, che salva chi lo prega, inizia sua carriera. Deuteronomio dice, contro processi ingiusti, se un testimonio iniquo, accusa un suo fratello, i giudici solerti, indaghino con cura, e se il testimonio è falso, farete a lui quel che, volea fare al fratello, così estirpate il male. Oh Susannah canta Stephen Foster, padre musica americana. ||Regno settentrionale, detto di Israele, subisce rovina, a causa diffusione culto Baal, eresia giudaizzante, che re Giosia riforma, bruciando idoli Baal. Gezabele moglie a un re, innalza templi a Baal, e fà sdegnare Elia, Gezabele cerca ucciderlo, Elia invoca fuoco, scendere dal cielo, sul Monte Carmelo, stermina tutti sacerdoti, di Gezabele e Baal. Gedeone giudice, demolì altari Baal, venne detto Ierub-Baal, giudizio dei Belli, Bel babilonese, è culto antico a Baal, tentazione costante, a sovrani servitori, idolatri pagani, di un passato di schiavi. Daniele a Babilonia, è sacerdote tribù Levi, il primo onorato, tra gli amici del re, avean babilonesi, un idolo Baal, a cui offrivano farina, pecore e vino, Baal vuol dir signore, tra Fenici e Cananei, doppia Crono e Saturno, sovrano imperator, accadde che israeliti, abbandonarono il Xristo, che liberò lor prigione, di sacrifici umani. Ciro San Giorgio, fondator dell'Impero, conosce tale usanza, di antiche tradizioni, così mette a prova, il saggio Daniele: perché non adori Bel? Daniele rispose: adoro il Dio vivente, che ha fatto cielo e terra, signore a ogni vivente, quell'idolo in terracotta, solo abominio di malvagi. Ciro si indignò, convocò i preti di Bel, ditemi chi mangia, tutto il cibo offerto, se Bel mangia tutto, morirà Daniele, perché ha insultato Bel. Daniele accetta sfida, e i settanta sacerdoti, con mogli e figli, vanno al tempio Bel, e dicono al re, disponi le vivande, poi chiudi la porta, e sigilla con tuo anello, se domani mattina, il cibo è ancora lì, moriremo noi, altrimenti muor Daniele, che ci ha calunniati. Loro avevan scavato, un passaggio sotterraneo, da cui abitualmente, sottraggono tutto, i settanta sacerdoti, sapendo di mentire, accettano sfida, sicuri del segreto; dopo andati via, Daniele chiese al re, ordina ai tuoi servi, di spargere cenere, sul pavimento tempio, a insaputa dei preti, poi chiusero la porta, con il sigillo re. I sacerdoti di notte, entrano al tempio, secondo lor consueto, con mogli e con figli, consumano tutto, intatti i sigilli; al mattino il re e Daniele, guardano i sigilli, aperta la porta, il re guarda esclama, Bel sei un vero dio! ma Daniele sorride, guarda il pavimento, esamina le orme, di donne uomini e ragazzi, il suo piano escogitato, trucco semplice efficace, smaschera i preti, e lor porte segrete, il re pieno d'ira, arresta i sacerdoti, con loro famiglie, condanna tutti a morte, per aver mentito, a Ciro gran khan, dei quattro angoli del mondo, consegna Bel a Daniele, che lo distrusse, Bel cessa di esistere, coi suoi sacerdoti, e suoi idoli feticci. Daniele poi è chiamato, da re Ciro incalzato, a lottare con un Drago venerato, sulla porta di Ishtar, ai piedi Marduk Enlil, Mushrussu animale, squamoso e cornuto, zampe aquila e leone, e pungiglion scorpione, col suo grasso sacro, eran unti i vecchi re, Mushrussu è Mashiach, che unge il Messia, re dinastia davidica. Daniel converte lo squamoso, riforma la sua legge, rifiuta venerarlo, in idolatria di stato, a san Giorgio poi promette, dominar mitico drago, custode dei regnanti, serpente coccodrillo, Daniele usa astuzia, perché ama il Dio vivente, se tu mi permetti, senza spada e bastone, ucciderò il drago. Daniele cuoce insieme, pece grasso e peli, ne prepara focacce, che getta in bocca al drago, questo inghiotte e scoppia, ecco ciò che adoravate, io sottometto senza armi: ora il super-coccodrillo, adorato in Babilonia, ha occlusione intestinale, che lo conduce a morte, il popolo infelice, perde investitore, che legittima i sovrani, e si rivolta contro Ciro, dicendo Ciro è ora yudeo, ha distrutto Bel e sacerdoti, poi ha ucciso il suo drago! consegnaci Daniele, altrimenti ti uccidiamo, assieme a tua famiglia, il re allor sotto minaccia, consegna lor Daniele, che lo gettano in fossa dei leoni, per aver combattuto, idolatria Royal, e chiuso i sacrifici umani. Ciro è accusato, aver rinnegato i vecchi culti, e Daniele nella fossa, resta per sei giorni, tra sette leoni, nutriti ogni giorno, con due umani e due pecore, ora affamati senza cibo, son spinti a sbranar Daniele. Il profeta Abacuc, che fa minestra di pane, la porta ai mietitori, ma un angelo gli disse, porta questo cibo, a Daniele in Babilonia, nella fossa dei leoni. Abacuc rispose al Signore, Babilonia non conosco, così l'angelo lo prese, per i capelli lo trasporta, con velocità del vento, fino a Babilonia, sull'orlo della fossa. Daniele prendi il cibo, che Dio ti ha mandato, Daniele esclama a Dio, non mi hai abbandonato! Daniele si alza e mangia, mentre angelo di Dio, riporta Abacuc, nel luogo di prima, Abacuc vuol dire, Colui che combatte, è nome assiro di un arbusto, Cassia angustifolia, combatte battaglia di Daniele, contro oracoli falsi e muti. Abacucco è uomo anziano, vecchio bacucco in italiano, fortuna del profeta, scolpito al Duomo di Firenze, da Donatello in marmo, sue spoglie conservate, in antica cattedrale, a Nocera Inferiore. San Paolo usa suo salmo, su fede e sulla grazia, il giusto vive per sua fede, Signore a te alzo il grido, su prepotenza dei tiranni, Abacuc è Geremia, che lo spirito del Signore, porta in luogo ignoto, sul monte o nella valle, Spirito Santo lo rapisce, Signore è la mia forza, su alture mi conduce, afferrato pei capelli, mi solleva e tel-trasporta, sul bordo dei leoni, a dar cibo a Daniele. Re và settimo giorno, a piangere Daniele, guarda giù alla fossa, Daniel seduto vede, esclama ad alta voce, Signore sei il più grande! fece uscire Daniele, e vi getta i suoi nemici, divorati dai leoni. Ciro professa fede, nel Dio di Israele. |Lingua slava antica, mene tekel peres, alfabeto quadrato, Aramaico imperiale, lingua di cancelleria, poi alfabeto fenicio, slavo ecclesiastico usato, nel Regno di Giuda, madre a greco e latino. I tre termini sono, tre unità di peso, dei metalli preziosi, Mina Siclo e mezza Mina, tre monete in tre minacce 1 mina dà 50 sicli, circa 800 grammi, Ezechiele in esilio, usa mina a 60 sicli. Matteo cita i 30 pezzi Giuda, dove un talento è tremil sicli, cioè 35 kili. Samuele cita armatur bronzo, del gigante Golia, pesa 5000 sicli, della città di Tiro, in epoca di Cristos, era salario giornaliero, un siclo argento a bracciante, oggi ripreso in Palestina, detto siclo-sheqel, valuta di Israele, in inglese divien pound, libbra e sterlina, in Italia e lira, da libbra bilancia. Daniele rabbino, interpreta i tre verbi: Dio computa il tuo regno, e gli ha posto fine; Tekel tu sei stato, pesato su bilance, e sei trovato mancante; Peres è tuo regno, diviso e dato ai Medi. Verbo mnh è misurare, YHWH padre della storia, ha misurato la durata, del regno Baldassarre, ha deciso che per esso, è momento della fine, verbo tkl va pesare, il destino del re. Temi dea della giustizia, ha in mano una bilancia, davanti ai tribunali, in tutte le provincie, Anubi sacerdote, pesa il cuore dei defunti, se più pesante di una piuma, manda anima in Inferno. Baldassarre uomo e re, idealmente pesato, condannato a fariseo, pars è verbo dividere, scindere suo Impero, consegnato a Medi e Persiani. Daniele porporato, ebbe collana d'oro, dichiarato terzo ministro, durante il regno Dario, come governatore, di una di province, invidia va salire, tra i satrapi governatori. Erodoto riporta, di venti satrapie, province dell'impero, Elam Arbil Armenia, Assiria e Babilonia, Battriana e Karmana, Gandara e Cilicia, Hindukush e India, Cappadocia e Media, Egitto e Partia e Siria, Ciproe Lidia e Ionia. ||Daniele descrive Storia, lunghe lotte e alleanze, tra dinastie e sovrani, tra re del Mezzogiorno, e re del Settentrione, cioè Rus ed Ottomania, amici e poi nemici, nel gioco Gran Tartaria. Tolomeo è capitano, del re del Mezzogiorno, ma litiga col re, si espande fuori Egitto, sua figlia Berenice, va sposa al re del Nord, ovvero Antioco II, che ripudia Laodicea, a sposare Berenice, ovvero Anna Bolena. Laodicea uccide marito, con moglie e figlioletto, spianando ascesa al trono, a suo figlio Seleuco, è periodo di torbidi, Seleuco chiede troppe tasse, generando antipatie, fuori e dentro corte, ma un uomo a cavallo, Lucio Scipione comandante, Uomo Vestito di Lino, assieme ai servitori, scaccia il funzionario, fuori dal Tempio, sovrano assassinato, da un suo parente stretto, che usurpa quel trono, è diviene Antioco IV, con frode ed inganno, persegue i Giudei, consolida il potere, con appoggio di alcuni, ebraici banchieri, favorevoli a ellenismo, mentre il sommo sacerdote, Onia III è assassinato. Antioco ruba e fa delitti, abominazioni di ogni tipo, descritti in Maccabei, trionfa per un tempo, poi riparte scontro, con re di Mezzogiorno, con cui fa matrimoni. Antioco entrò in Egitto, con esercito imponente, con carri ed elefanti, cavalleria e gran flotta, battaglia a Tolomeo, travolto questi fugge, molti caddero a morte, espugnarono fortezze, Antioco saccheggia tutto, incluso il Tempio santo, compiendo molte stragi, torna con ricchezze, odiando Santa Alleanza, cioè comunità Giudei, rimasti a Salomon fedeli. Antioco detto grande, fa Siria dominante, Tolomeo lo combatte, in guerra sanguinosa, dal 204 al 210, dice Libro di Daniele, re settentrione unisce, grande esercito avanza, Daniele chiama Israeliti, quelli in stretto Dardanelli, e Antioco capo dei pagani, venduti a fare il male. Tolomeo perde dominio, di tutta la Giudea, epocali conseguenze, ripara in west Europa, Re del settentrione, costruisce terrapieni, con le città-fortezza, e con sue truppe scelte, stabilisce sua dinastia, in città Yorosolima, patria amata da Daniele, dove scorre latte e miele. Signor disse a Daniele: ho osservato la miseria, del mio popolo in Egitto, ho udito grido sofferenze, son sceso a liberarlo, da mano di oppressore. Tolomeo sposa Cleopatra, figlia Antioco III, ma pace non arriva, allor sovrano volge, alle isole vicine, Mediterraneo coste, abitate da popoli, rimasti pagani, ciascuna ha propria lingua, famiglie e nazioni. Isaia profetizza, conversione dei pagani, alla fede dei cristiani, sia isole che terra, Salmo 71 dice, re di Tarsi reca offerte, a re di Arabi e Saba, tributi ad oriente, glorificate il Signore, nelle isole del mare, nome Dio d'Israele, annienta idoli malvagi, e apre cuor Gentili. Antioco fà conquiste, un impresa faticosa, fin troppo dispendiosa, poi marcia su Alessandria, ma incontra i Romani, che gli intiman lasciare, le terre conquistate, sul Delta del Nilo, Antioco si ritira, ma sfoga su Giudea, e seduce i fuoriusciti, da santa Alleanza, avviata da Mosè. Giudei danno vita, due partiti in giudaismo, di fronte a persecuzione, ordita da Antioco, i collaborazionisti, sacrificano a idoli, mentre i Maccabei son pronti a lotta armata; i fratelli Maccabei, condannati a morte, insegnano giustizia, della stelle eterna, supplisce discendenza, Daniele dà speranza, scritta e sigillata, dopo tribolazioni, sorge un nuovo patto, cioè il secondo tempio. I dottori della Legge, ammaestrano la gente, che la persecuzione, è solo un espiazione, alcuni scrivono il Libro, altri affrontano il martirio, a difender convinzioni, decapitati o al rogo, o confisca dei beni, schiavitù o esilio. Antioco Epifane, disprezza suoi avi, mentre un comandante, capo armata orientale, rintuzza scorrerie, da parte di egiziani, per prendere di nuovo, l'antica provincia, nata ad Alessandria. Antioco fa campagna, a riconquistare tutto, da Iran al mar Caspio, Partia Ponto e Media, infine a Babilonia, allontana i Seleuci, e avvia smembramento, di Grande Tartaria, è tempo della fine, il conquistatore muore, in quanto non è un Dio. Re del mezzogiorno, si scontra al Settentrione, turbine con carri, e cavalieri e navi, invase il territorio, e molti scapperanno, le casse vuote e in crisi, han bisogno di denaro, depreda ricchi templi, mentre mezzo stato, è dei Maccabei ribelli. Tolomeo entrò in Antiochia, e cinse due corone, combatte in ogni dove, morì tre giorni dopo, Demetrio è il nuovo re. Gionata maccabeo, descrive lotte dinastiche, battaglia di Antiochia, una manovra a tenaglia, contro il regno Siria, condotta da alleanza, di Tolomei e Farsi, Yoros già contesa, conosce giorni bui, segna fine a entrambi i Re, l'egizio e quel siriano. Daniele, narra eschatos, cioè Storia in ricorrenza, cronisti in due partiti, e Gran Principe Michele, re del Settentrione, riafferma legge Cristo, contro un Anticristo, cioè papa franco in Roma, e il re del Mezzogiorno, Califfo dell'Islam, alleato di Michele, combatte la eresia, in Europa protestante. Matteo ci riporta, le visioni del Xristos, quan vedrete abominio, della desolazione, abitare in luogo santo, pregate per capire, quelli in Giudea, fuggano ai monti, vi sarà tribolazione, ma a causa degli eletti, quei giorni abbreviati, nel Giorno del Giudizio, e molti dormienti, si risveglieranno, mentre altri avran vergogna, della loro infamia, a falsificar la storia, se i saggi splenderanno, come il firmamento, i profeti di sventure, in ogni epoca accaniti, spandon fiumi inchiostro. Gesù continua a dire, non cedere al panico, fatti trovare preparato, e tra i rumori di guerre, guarda senza allarme, tutto questo accade, ma non sarà la fine, seppur falsi profeti, che annuncian parusia, e inganneranno molti, spacciandosi per Dio, dilaga iniquità, ma chi preserverà, salvato infin sarà. Libro di Giuditta, narra Giuditta la giudea, che sconfigge orda potente, sotto Nabucco zar, che regnava sugli Assiri, rase al suolo Agia Sophia, fu nemico dei fuggiaschi, e dei riti baccanali. Ioiakìm re di Giuda, anno terzo del suo regno, Nabucco re di Babilonia, marciò su Yorosolima, la cinse di assedio, settimo giorno in quinto mese, il capo della guardia, brucia Tempio e reggia, e case dei notabili, Ioiakìm nelle sue mani, assieme a gran bottino, porta tutto a Sennaar city. Nabucodonosor assedia, marzo 597, e Gioacchino morì, undici anni di regno, lascia trono a suo figlio, ma lo zar deporta gente, nella città di Shin'ar, nome greco dei Settanta, dove Nimrod nipote a Cam, fece il suo regno, e vi edifica Babele. Nabucco libera i Giudei, e riconosce il loro Dio, reca mantello di Sennaar, a Davide Carlo Magno, khan dei Gebusei, che controlla Gerusalemme, Salem vecchio nome, che dopo sua conquista, yudei cambiano nome. |Giuseppe Verdi musicò Nabucco, trama in quattro atti, alla Scala marzo 842, ispirata a cattività, del popolo di Giuda, e pretesa imperatore, di esser venerato, come divinità, Nabucco a culmine potenza, governa 43 anni, sconfisse esercito egiziano, alla Battaglia di Karkemish, sottraendo ai Faraoni, il predominio terrasanta, cuore di Ottomania; dopo la battaglia, muor suo padre Nabupolassar, Nabucco zar ritorna, prende corona a Babilonia, nei primi dieci anni, fà spietate campagne, raccogliendo bottino, che usò coi tributi, di popoli sottomessi, a finanziare architetture, di poderose città. Nabucco in scena ottava, è chiamato stolto ed empio, da Gran Sacerdote di Bel, e da Zaccaria sommo ai Yudei, poichè Nabucco pretende, che sua figlia Fenena, convertita ad ebraismo, e innamorata di Ismaele, adori la sua statua, ma è fulminato e reso pazzo, dal dio vivente YHWH. Nabucco zar col suo editto, impone a sudditi adorare, se stesso come dio, ma tra i Yudei fedeli a Xristo, pur se molti obbediscono, per salvarsi la vita, tre coraggiosi tenaci, rifiutano eseguire, ecco allora i delatori, pronti a spiare al re, mala razza che attraversa, tutta la Storia Sacra, fino dai primordi. I tre amici di Daniele, Sadràch Mesàch e Abdènego, obiettori di coscienza, sono il popolo Yuda, costretto a scegliere tra morte, o fedeltà ad una legge, un esempio da imitare, come i martiri di sempre, risposero al re: sappi che il nostro Dio, può liberarci da fornace, e in ogni caso mai avrai, nostra totale obbedienza, abbiamo divieto di adorare, statua d'oro che hai eretto. Nabucco, acceso d'ira, e con aspetto minaccioso, ordinò nella fornace, aumentar fuoco sette volte, comandò legare i tre, gettarli in fuoco acceso, con mantelli e calzari, turbanti e loro abiti, come martiri cristiani, i sette fratelli Maccabei, passeggiano tra fiamme, lodando Iddio Gesù, Azaria in mezzo al fuoco, prega il cantico continuo, benedetto Signore Dio, degno di lode è tuo nome, glorioso a noi per sempre, Tu sei giusto in ciò che hai fatto, le tue opere son vere, giusti i tuoi giudizi, che su di noi e su Yoros, hai fatto ricadere, con verità e giustizia, hai purgato nos peccati, abbiamo agito da iniqui, allontanandoci da te, ci hai dato al peggior re, empio iniquo e malvagio. Lode e onore a te Signore, confessiamo nos peccati, finisce il Regno Giuda, con distruzione Tempio, abbiam fiducia in Te, abbandonando ribellioni, che abbiamo fatto nel passato, e provocarono tua ira, certi del tuo potere, superiore ad ogni re, attendiamo il tuo perdono, ci pentiamo di stoltezza, tua clemenza è grandezza, misericordia benevolenza, salvaci o Signore, reca gloria nel tuo nome, a quanti sono in confusione, e fanno il male a slavi buoni, sian coperti di vergogna, con tutta lor potenza, sia infranta loro forza, a saper che sei il Signore, Dio glorioso in tutta terra! Così angelo Signore, scese dentro la fornace, soffia un vento di rugiada, allontana fuoco fiamme, di bitume umido naphta, parola greca per petrolio, latino nefti cioè Nettuno, persiano e arabo naft: Neemia rimanda al re, i discendenti sacerdoti, che nascosero il fuoco, del petrolio sotto il sole, brucia rapido qual stoppa, e nessuno spegne pozzo, pece ardente di Isaia, che divien polvere zolfo, nel giardino ventilato, all'interno di fornace; canto esplode nuovamente, da bocche dei tre Yudi, inni al Cantico Creature, scritti in salmi Scritture, per lettori di ogni tempo, fin le lodi san Francesco, e nel responso della Messa, lunga litania al Signore, in 39 benedizioni, intero cosmo vien citato, fino agli uomini più bassi, invitati a render gloria, all'Altissimo con canti, all'unisono una voce. Benedetto Dio dei padri, lode e gloria nel Tuo nome, nel Tuo Tempio santo e degno, di esser trono del tuo regno, siedi in mezzo ai cherubini, tuoi custodi lì a pregare, e il tuo sguardo penetrante, oltre secoli ed abissi, benedetto è il firmamento, che riflette la Tua gloria, come Arca di Alleanza, pose a oriente Eden giardino, con la spada folgorante, a custodire Albero vita. Tempio in scala riproduce, Tempio Celeste sorvegliato, da angeli alla guardia, nel coro universale, dimora che Egli ha scelto, sulla Terra suo Santuario, Iddio domina sul cosmo, di abissi oscuri caos, al cielo luce firma, e la terra che sta in mezzo, ai due estremi confini, di settentrione e meridionale, tra la cupola trasparente, che separa acque inferiori, dalle acque superiori, oceano stelle dal terrestre, prima realtà a esser creata, dopo la luce di empireo; nella Genesi Dio fece, il firmamento a separare, le acque dalle acque, quelle in alto chiamò cielo, quelle in basso chiamò terra, e fu sera e fu mattina, secondo giorno Eptamerone. Iddio separa acque inferiori, mari laghi fiumi abissi, da quelle azzurre superiori, aprendo in mezzo spazio vuoto, che il terzo giorno è Terra asciutta. |Nabucodònosor fece un sogno, secondo anno del regno, suo animo agitato, chiama maghi e incantatori, astrologi caldei, a spiegar significato. Re disse ai caldei, ecco mia decisione, ditemi il sogno, e la sua spiegazione, riceverete onori e doni, ma se sogno resta oscuro, sarete fatti a pezzi, assieme a vostre case, niente risposte voglio, che siano astute e false. Risposero i caldei: nessuno al mondo riesce, a soddisfar richiesta, poichè pur indovino, non sa scoprire un sogno, solo gli dei potranno. Il Re acceso di furore, ordinò sian messi a morte, tutti i saggi a Babilonia, pur Daniele e compagni, ricercati per la pena. Daniele con prudenza, parlò ad Ariòch capo di guardie, che doveva esser il boia, di introdurlo presso il re, a chiedere del tempo, così che posso dar responso, dopo aver pregato in sogno. Daniele parla coi compagni, chiesero a Dio di tal mistero, per risparmiar la vita gente. Daniele ebbe svelato, il mistero in un suo sogno, benedisse Dio del cielo, che alterna le stagioni, depone e innalza i re, dà sapienza ai saggi, svela cose occulte, presso di lui è luce. Dio dei miei padri, Gloria e lode a te, mi hai concesso sapienza, sulla richiesta del re. Ariòch lo conduce al re, per chiarirà quel sogno. Re Nabucco disse, tu sei Baltazzàr, puoi rivelarmi il sogno, e darne spiegazione? Daniele avanti al re, narra allora il sogno, riguarda fin dei giorni: ecco una statua enorme, si erge avanti a te, con testa di oro puro, petto e braccia argento, ventre e cosce in bronzo, gambe in ferro e i piedi, ferro miste a creta; mentre la guardavi, una pietra si staccò, non per mano d'uomo, dal monte scese giù, andò a batter contro statua, i suoi piedi frantumò, seguirono anche il ferro, bronzo argento e oro, poi divenner pula, su aie della estate, li porta il vento via, senza lasciar traccia, mentre il masso crebbe, divenne una montagna, che riempì la regione. Ho terminato il sogno, ecco la spiegazione, tu sei re dei re, a te Dio ha concesso il regno, potenza forza e gloria, dominio sui figli d'uomo, su animali ed uccelli, tu li domini tutti, poichè sei la testa oro. Dopo di te sorgerà, un altro regno inferiore, poi un terzo di bronzo, che domina la terra, poi un quarto regno, sarà duro come il ferro, che tutto frantuma, ma come tu hai visto, i piedi e dita statua, argilla e ferro miste, cioè il regno sarà diviso, pur se amalgamato, una parte sarà forte, l'altra sarà fragile, uniti solamente, per via di matrimoni, ma mai diventeranno, una cosa sola unita. Al tempo di quei re, Dio cielo farà nato, un regno mai distrutto, che durerà per sempre, stritolerà e annienterà, tutti gli altri regni, e mai sarà trasmesso, ad altra linea sangue. Nabucodònosor allora, piegò la faccia a terra, prostrò avanti a Daniele, ordinò gli incensi e disse: il vostro Dio governa tutto, è Signore dei re, rivelatore dei misteri, ha permesso a te svelare, ecco a te regali, governatore tu sarai, di tutta Babilonia, in capo a tutti i saggi. Daniele chiese al re, di ammettere a corte, anche i tre amici. |Nabucco ebbe un secondo sogno, su Albero Cosmico, fece un decretoa convocare, tutti i saggi a interpetare, vennero astrologi e maghi, caldei e indovini, ma nessuno seppe dare, la giusta spiegazione, infine và Daniele, chiamato Baltazar, nome che vuol dire, in lui è spirito dei santi, il Re gli narra il sogno, ovvero le visioni, stavolta non richiede, portar sogno a coscienza, Daniele oniromante, è come suo antenato, Giuseppe figlio di Giacobbe, interprete di sogni, del Faraone primo, è arca che ospitava, lo spirito dei santi, cioè spirito di Dio, eletto suo ministro, che ordina a ogni uomo, e solo per il trono, sarò più alto a te. Daniele scrive nome, Nabucco Baldassarre, in Vangelo Armeno infanzia, doppia il Re magio, regnante in Babilonia, proviene da Oriente, nel vangelo di Matteo, con Gaspare e Melchiorre, regina madre luce. |Daniele capitolo quinto, narra ultima notte, del regno Baldassarre, nella festa religiosa, dopo aver bevuto, comanda i vasi d'oro, che Nabucco suo padre, avea preso dal tempio, per bere dentro essi, con mogli e concubine; portati i vasi d'oro, vi bevvero il vino, lodando oro argento, bronzo ferro e pietra, apparvero le dita, di una mano d'uomo, scr librobibbia_daniele_1h-53m.mp3
lume198-Daniele alla corte di Babilonia, porta il dono oniromante: ascolta i sogni del sovrano, e trasforma immagini in coscienza. Re Nabucodonosor aveva, maghi, astrologi e indovini, vien di formule e spiegazioni, ma falliscono a interpretare, il sogno avuto dal regale. Daniele invece entra in silenzio, prega e ascolta il simbolo, senza forzare nulla. Il sogno della grande statua dai piedi fragili, diventa una rivelazione, sulla precarietà dei regni umani: oro, argento, bronzo, ferro e argilla, poteri che sembrano eterni, ma hanno base instabile. Il sogno insegna che ciò che appare grande all'esterno, può essere fragile dentro. Nabucodonosor sogna l'albero cosmico, che raggiunge il cielo e nutre tutte le creature. Daniele comprende che quell'albero, è l'immagine dell'anima del re: quando il potere dimentica il limite, l'uomo perde il proprio centro, e deve ritrovare la propria umanità. Daniele legge anche i sogni nascosti nella realtà quotidiana, quando Susanna viene accusata ingiustamente, dai due giudici corrotti, Daniele smaschera la falsità, nascosta sotto apparenza autorevole. Come quando legge i sogni, separa il vero dal falso, interroga i testimoni separatamente, e scopre la contraddizione; Susanna viene salvata perché qualcuno, ha saputo ascoltare tra le righe. Daniele, studiato anche da Jung, mostra che il vero oniromante, è anche interprete della realtà: sa vedere ciò che gli altri rimuovono. Nabucodonosor deve regredire, dalla superbia del re assoluto alla condizione umana. Baldassarre deve scoprire che, il potere senza misura viene pesato e giudicato. Susanna rappresenta il rischio di una società che regredisce, quando la legge viene piegata al desiderio. Il sogno viene a mostrare il punto in cui la coscienza deve cambiare.
215:sogni35-lume215-FINIRE: la fine è un cambiamento irreversibile; accettare ciò che termina permette di non consumare energia nel tentativo di mantenere in vita ciò che non può più essere. La vita dei morti continua nel modo in cui ne custodiamo l'essenza, ma il nostro compito rimane vivere nel presente. Nel Lume di Seba questo movimento appare nella vita nomade: quando il luogo cambia, non tutto viene perduto; ciò che serve viene raccolto e portato verso una nuova destinazione. Le immagini della Carta dei Sogni mostrano la stessa legge in forme diverse: le onde e il terremoto ricordano che alcune perdite non possono essere evitate; l'autopsia invita a trasformare ciò che è finito in conoscenza per la vita che continua; le porte sbarrate mostrano che una chiusura può obbligare a cercare un'altra via; l'inchiostro rovesciato trasforma l'errore in una nuova possibilità; la partenza interrompe un legame quando è giunto il suo momento; la croce ricorda che ogni perdita deve trovare un significato nella vita di chi rimane; gli avvoltoi mostrano che la natura stessa conosce il momento in cui qualcosa deve essere restituito alla terra, smetti di desiderare che qualcuno resti in vita, vivi tu stesso e a modo tuo la loro essenza. Anche il freddo dei Giorni della Merla (Gennaio 29-30-31) porta questa memoria: i giorni più freddi dell'anno non sono una deviazione dalla vita, ma una sua fase. Finire non significa cancellare: significa riconoscere che una forma ha compiuto il proprio tempo. Barbanera ricorda: dicembre dà freddo al corpo, ma gioia al cuore.| I Drokpa di Tartaria parlano lingua Khamba, sono nomadi di altopiani tibetani, un tempo bellicosi e invasori a cavallo. Naxi sono pastori e nomadi in Cina, parte delle 56 minoranze Mínzu; Pumi, Mosuo e Hani sono società matrilineare che ebbero storici regni indipendenti (Zhao), biblioteca di Lijiang e cultura religiosa nei manoscritti e affreschi. Popolazioni tibetane e Khamba abitano regioni montuose e inospitali, in feudi indipendenti sotto capi clan. Dongba e Lama custodiscono conoscenze religiose, armonia uomo-natura, rituali e monasteri, con affreschi di vita sociale, caccia e cerimonie sciamaniche. Yeshe Tsogyel, co-fondatrice del lamaismo, sfida il maschilismo dei clan, diffonde scuole tantriche, medicina e pratiche Dao, curando territori, animali e vegetali. Tradizioni femminili rituali esistono anche altrove (Babaylan filippine), con medium comunitari e androginia di fede. Memorie cicliche e rituali di possessione rivelano ricordi ancestrali delle popolazioni tartare. Lozen, guerriera e donna-medicina, guida il popolo Apache negli USA, fondando clan e praticando veggenza e sopravvivenza. I Tuvani vivono in villaggi federati nella Siberia meridionale, allevano mandrie e pescano; abitazioni in feltro e corteccia di betulla, celebrano feste con birra arak, latte fermentato, canto gutturale e musica. Religioni comuni sono lo sciamanismo siberiano e lamaismo tibetano; riti funerari di 7 giorni e danza rituale Ru-tanga con strumenti tradizionali. Sciamani Tuvani emergono per vocazione, eredità o malattia; mediano tra mondo celeste e terreno, guidati da spiriti protettori. Arte, la scrittura e i rituali preservano memoria storica, identità e legami con natura e antenati.# |DROKPA di Tartaria, nomade clan tibetano, parla lingua Khamba, nomadi altopiano, parlan lingua Kham, in passato bellicosi, invasori a cavallo, come nomadi Qinghai, tutti matrilineari, Pumi Mosuo Hani, migraron zone miti, lungo Sichuan valli. |Naxi羌 pastori, nomadi in Cina, ideogramma 人 uomo 羊 pecora, tra 56 etno gruppi, Repubblica Cinese, Mínzu 民族 minoranze, su territori interni: avviano Naxi Bai, regni indipendenti, chiamati pure Zhao, dai mongoli guidati, biblioteca di Lijiang, serba manoscritti, cultura religione, memoria nei dipinti, che decenni dopo arriva, in Yunnan nordovest, 5 milioni tibetani, 2 milioni son Khamba. Alti e robusti, temerari come Apache, stessa foggia di capelli, 2 trecce laterali, inospitale regione, altitudine clima, scoraggia stranieri, mappe senza vita: terraspra dimenticata, Kham ospita fiere, orde tatar tibetane, di Re Songtsen Gampo, esercito filo-mongolo, a turcomanni alleato, estese Kham e Amdo, domini Lupo Bianco. Asia centrale, e terre della Cina, Re Ralpachen, converte al buddismo, poi Impero Tibetano, inizia disintegrarsi, come tutta Tartaria, nascono nuovi stati. Tibet e Cina, fan patti coesistenza, sebbene in tutto il Kham, sorsero feudi, fieri indipendenti, eccetto ai capi clan, uniti in regno Ling, dal mitico Re Gesar. Gran Khan stabilì, prefettura a LiJiang, rappresenta suo potere, dentro lo Yunnan, la carica prefetto, resa ereditaria, fino epoca Ming, lingua dongba dei |khamba. |Biblioteca-di-Lijiang, affreschi e manoscritti, pittorici testi, in caverne DongBà, in villaggi montani, YanYuan e Sichuàn, Tibet e Burma, arriva Naxi enciclopedia, che tratta cultura, di Tartaria antica; religioni Bon Dongba, comune mitologia, natura e uomo sono, fratel madri diverse, dottori-saman Dongba, poi Lama sacerdoti, pregano armonia, tra uomini e natura, creano libro riti, e presso Shangshung, avviano monasteri, su montagna Drago, lignaggi tibetani, affreschi di scene, di vita sociale, caccia e difesa, e sigilli sciamani. Yeshe Tsogyel donna, co-fonda lamaismo, sopporta opposizione, di clan maschilismo, Wu-templi distrutti, sui monti si rifugia, grazie a visioni, e potere di cura, in India si lega, a tantriche donne, sfida i bramini, e avvia nuove scuole, con altri sacerdoti, e cinesi erboriste, levatrici e chirurghe, eredi Dao correnti, massaggi e agopuntura, ravvivan territori, animali e vegetali, con spiriti garanti, di identità più grandi, nutrono coscienza, assieme sussistenza, al nomade che viaggia, entro la esistenza. Alcune migran mare, Babaylan filippine, guidan cerimonie, pure emarginate, tra preti missionari, escluse son di fatto, da ruolo e potere, traveston loro fede, medium comunitario, androginia di fede. Memorie di un passato, ciclico represso, esce alla ribalta, in ogni isterismo, terapia è la stessa, adorcismo o esorcismo, nel rito possessione, affiorano ricordi, di avi di tartarie: così Lozen guerriera, donna-medicina, guida sua gente, in fuga sopravvivenza, giunta in terre Usa, tra eserciti gimcane, veggente di confine, fonda clan di Apache, in deserti Rio Bravo, carisma e potere. |TUVANI insediamenti, son clan imparentati, e mandrie collettive, in villaggi federati, Repubblica di Tuva, nel sud della Siberia, confina con |Buriazia, e con la Mongolia: visser |yurte feltro, di nomadi di Asia, esagonale e cono, in |corteccia-di-Betulla, come tepee nativi, dei cacciator di renne, oggi son pastori, che pescan pure pesce, presso fiumi e laghi. Feste dei Tuvani, bevon birra arak, e latte fermentato, simile a Kefir, hanno epica cultura, e canto gutturale, cantan su melodia, e accompagno musicale. Tuva religione, sciamanismo siberiano, presente in campagne, e lamaismo tibetano, penetrato a Tuva, a metà settecento, sculture funerali, rito a giorno settimo: lor anima rimane, a dimora del defunto, per 7 giorni poi, vola al regno morti, 1 candela rituale, accesa da famiglia, dura 6 settimane, illumina sua pista, mentre in lamaismo, sale in scena danza, tandava Ru-tanga, al suono di kanling, femori umani, trombette di appello, per spiriti di avi. Tuvano sciamano, per vocazione o eredità, oppure nasce dopo, una lunga malattia, media tra maestri, di alto e basso mondo, posson essere tali, sia uomini che donne, dopo aver sognato, protettore spirito, o la celeste Ayami, dopo muchamor rito. libro_chuangtzu_33parabole.m4a
lume215-Seba guarda un film cinese, Mingjiao, dove sette scuole custodiscono memorie diverse e il passato ritorna attraverso racconti, lignaggi e alleanze. Al centro appare l'Orda Pezzata, i Ming dell'Orda d'Oro giunti nel Chitai dalla Persia di Tartaria, e il conflitto fra una memoria imperiale condivisa e il desiderio di autonomia. Zhang Wuji riceve il mandato di ristabilire un legame fra mondi separati, ma scopre che ogni popolo può riconoscere i propri antenati senza per questo rinunciare alla propria strada. La Grande Muraglia diventa allora più di un confine: segna il momento in cui una continuità si interrompe e una nuova forma politica prende vita. Più a occidente e sulle alte terre tibetane, i Drokpa custodiscono invece una vita nomade adattata al vento, al freddo, alle mandrie e all'assenza di un centro fisso. Le yurte si spostano, i clan migrano, il paesaggio cambia e ciò che deve continuare non è il luogo, ma il modo di attraversarlo. Il lama e lo sciamano ascoltano il rapporto fra cielo, terra, animali e comunità, cercando un equilibrio che non dipende dalla permanenza. Anche le culture nomadi di altri continenti, dagli Apache alle popolazioni delle Filippine, mostrano in forme diverse che, vivere significa talvolta lasciare una forma perché la vita possa continuare altrove. Questo Lume appare quando qualcosa nella tua vita sta terminando o deve cambiare forma. Forse non ti viene chiesto di conservare ciò che è stato, ma di portarne con te l'essenza. Che cosa è ormai finito, anche se una parte di te continua a trattenerlo? Che cosa del passato merita di essere custodito, e che cosa invece può essere lasciato andare? Quale nuova strada potrebbe aprirsi proprio perché una precedente si è conclusa? Messaggio del Lume: non confondere la fedeltà con il restare fermi; porta con te ciò che è vivo e lascia che ciò che è finito torni al paesaggio.