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olivolioOlivo, albero che insegna la pazienza (18) 18-Poseidone e Atelingua latingreco | foto oliveto | audiolibro | olivocoltura-secolare_spagna.mov | olivo_frantoio-tazlida-marocco.mov | olivo-foglie-benefici_patrizia.mp4 |musica 12-SoleMio.mp3
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chininoCanfora e cinchona, su fegato malaria (88) 88-Romulo narra dilingua indocina | foto cibospezie | audiolibro | flora_cinchona_chinino_gintonic.mp4 | balsamo-tigre.mp4 | artemisiannua-cura-malaria.mp4 |musica 32_Batalha.mp3
wanniyaTissagami e la foresta dei Wanniya (122) 22-Seba, guidato dlingua veddha | foto indionesia | audiolibro | popoli_wanniya-srilanka.mp4 | flora_gotukola.mp4 | ../../../www.vedda.org/wanniyalaeto.htm |musica yo-princesa-soloina.mp3
cipressoAttraversare il fuoco (194) 54-lume194-SOFFRIRlingua popè | foto arboreto | audiolibro | flora_cipresso_fertile.mp4 | agopuntura-aurea.mp4 | agopuntura_meridiani.mp4 |musica arpavigg_mandolino_pastoralenatale.mp3
pioggiaLa soglia dell'immersione (253) 03.䷂-lume253-Diflingua italico | foto acquaetere | audiolibro | acqua-argilla-su-collo-ventre.mp4 | fibo_frattali_forme.mp4 | bottiglie-farming_pvc-pipe-cisterna.mov |musica arpasacer_amici.m4a
ornielloLa goccia esatta (359) 21-lume359-IL MONDlingua italico | foto arboreto | audiolibro | flora_frassino-manna_raccolta.mp4 | flora_frassino-manna.mp4 | frassino-manna_giulio-gelardi.mp4 |musica 15-Vivaldi.mp3

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18:lume018-Poseidone e Atena si contendevano il patrocinio della futura città. Zeus stabilì che avrebbe vinto chi avesse offerto il dono più utile agli uomini. Poseidone donò un cavallo guerriero, mentre Atena piantò il primo olivo: gli abitanti giudicarono l'olivo più prezioso perché dava cibo, olio luce legno e pace, così la città prese il nome di Atena. L'olivo sacro dell'Acropoli era detto immortale, poichè anche se incendiato durante l'invasione, il giorno dopo emise un nuovo germoglio, come il Ginko di Hiroshima. Il poema medievale ebraico, chiamato Testamento di Adamo, racconta che il ramo portato dalla colomba a Noè, provenisse dall'Albero della Vita dell'Eden, piantato sulla terra dopo il Diluvio, in vari punti, diede origine ai primi olivi, tra cui quelli di Atene, unendo così il giardino dell'Eden al mondo degli umani. Il mito dell'olivo di Atena, insegna che la vera ricchezza, è ciò che nutre, illumina e accompagna intere generazioni. Eracle decennio dopo raggiunse la terra di Iperborea, e riportò nel Mediterrano l'olivo, come dono per una civiltà rinata. Il Monte degli Ulivi, nella tradizione cristiana, è giardino di Getsemani (avi di Giza), un uliveto antico dove Gesù pregò la notte prima dell'arresto. L'oracolo di Dodona parlava, attraverso il fruscio delle foglie di una quercia sacra, presso cui crescevano olivi consacrati: i pellegrini offrivano olio, per ottenere protezione e risposte. Olivo di Romolo: i sacerdoti romani usavano rami d'olivo durante i riti di purificazione e di pace, mentre gli ambasciatori che chiedevano una tregua, portavano rami d'olivo come segno di inviolabilità, poichè gli alberi più vecchi custodivano gli spiriti degli avi, e abbatterne uno senza necessità, attirava sfortuna sulla vita e sul raccolto. Demetra in Sicilia consacrò olivi grano e orzo, così fu chiamata dea delle messi. La tradizione sarda narra di alcuni olivastri millenari, abitati dagli spiriti dei padri del villaggio, e dalle fate Janas: l'olio nuovo veniva benedetto e offerto anche ai poveri, come gesto di pace con i vivi e con i defunti. Nell'Impero romano-bizantino, l'olio d'oliva era un dono della Provvidenza, con cui alimentare le lampade delle chiese, e preparare il santo crisma con cui consacrare imperatori e vescovi. Per la spiritualità bizantina, e per la tradizione islamica, l'olivo è simbolo della sapienza divina, luce che non si spegne: il Quran (Corano) narra di una lampada, alimentata dall'olio di un olivo benedetto, né d'Oriente né d'Occidente, olio che brilla anche senza essere acceso.| |Olivo (Olea europaea) è albero millenario, simbolo di pace, saggezza e prosperità, diffuso da Siria e Creta fino al Mar Nero e al delta del Nilo. Fiorisce a maggio-giugno e richiede mesi freddi per fruttificare. La sua storia intreccia miti e tradizioni: Ercole lo porta da Iperborea, Virgilio lo celebra, olio unguento sacro, crisma e simbolo liturgico, usato per battesimi, cresime, sacerdoti e malati. La raccolta avviene a mano tra novembre e dicembre, stendendo le olive su teli e pettinandole dai rami, con pazienza e cura, per poi molarle e separare l'olio dal mosto e dall'acqua vegetativa. Olio crudo è nutriente, ricco di vitamine D ed E, lubrifica intestino, protegge fegato, cuore e ossa, abbassa glicemia e ipertensione, e può essere combinato a limone o tuorlo per benefici biliari. Le olive si conservano in salamoia, sottolio, sottosale, al forno o congelate, con aromi come aglio, alloro, timo, menta e buccia di agrumi. L'infusion delle foglie reca effetti depurativi, antinfiammatori e antimalarici. Olivo ama terreni mediamente sciolti, clima temperato, tollera freddo fino a –10°C e siccità, resiste a malattie se innestato su olivastro. Moraiolo, Canino, Leccino, Frantoio e Pendolino offrono frutti e oli differenti, bilanciando vigore, resistenza e sapore. Gli oliveti storici, curati da generazioni, uniscono lavoro comunitario e tradizione: dai cupellari fenici ai contadini arberesh calabresi, fino ai trappeti moderni, olivo resta simbolo di fertilità, nutrimento e memoria culturale.# Siria patria OLIVO, albero massiccio, fiorisce maggio-giugno, spontaneo millenario, da Creta di Saturno, fin Mar Nero elleno, Elaia Olea latini, sul delta del Nilo, unguento per defunti, vuole mesi inverno, per dare fiori e frutti. Ercole lo porta, dal paese Iperborea, poi Aristeo insegna, a spremer olio frutto, Virgilio lo decanta, poco lavoro e grande resa, è Genesi alleanza, nata dopo diluvio, ULIVO nasce dopo incendi, unge Cristo e i coribanti, Domenica di palme, porta pace e giustizia, saggezza prosperità. Alberi del Khan, si misero in cammino, nel darsi un nuovo Re, proposero Ulivo, questi lor rispose, non posso rinunciare, a produrre olio, al fin di comandare. Anfora di Vulci, mostra la raccolta, con pertiche sui rami, e coglitore a terra, un giovane tra i rami, pettina le olive, canta annunziazione, di arcangel Gabriele, a Maria da Concezione, col giglio di purezza, dopo diluvio sofferenza. Getsemani orto antico, di ulivi di antenati, che parlan lingua Geez, trasmisero frantoio, assieme ai candelabri, cioè alberi di ulivo, che recano felice, unioni coniguali. Unguento divien Crisma, in liturgie cristiane, battesimo e cresima, unzione a sacerdoti, a malati ed anziani, curati e coltivati, da Atena Menerva, nel nuovo patto aiuto, dopo diluvio mare, fatto da Poseidone, simbiosi terra-umani. Puoi mitigare amaro, di olive verdi acerbe, rispetto alle nere, più dolci e oleose, in bacile acqua fredda, senza ammaccature, cambia mattina e sera, due/tre settimane, se tagli aiuti acqua, poi lava aceto bianco, mangia oppur conserva, sotto Sale o al forno. Olive nere al FORNO, in teglia uniforme, 150 gradi 20 min, raggrinzite fuori, adatte aperitivo, pizza o bruschette. |Olive-SOTTOSALE, metti in un secchio, 20 giorni al buio, Sale è conservante, toglie liquidi e amarogno, tu liquido scola, infine lascia olive in acqua, con o senza aceto bianco, metti in vaso pulito, aggiunti vari aromi: aglio ed alloro, origano o peperoncino, buccia limone-arancio, prezzemolo o menta, dispensa ambiente fresco.Olive in |SALAMOIA: 1 kilogrammo olive, sode e saporite, per un anno intero, 80 gr sale a litro, serba nere e verdi, pria ammollo 20 giorni, acqua fredda a 4 gradi, cambia acqua ogni giorno, bolli in pentolino, olive nei vasetti, coperte in salamoia, con aglio ed alloro, fettine di limone, menta timo o rosmarino, a strati tra le olive, tutto in salamoia, barattolo ermetico, in luogo fresco buio, capovolgi ogni tanto, e rimetti il verso giusto. Dopo 10 giorni, assaggia se dolci, in caso contrario, chiudi e ancora serba.Olive |SOTTOLIO, raccogli in scolapasta, ricopri a sale grosso, lascia dieci giorni, pulite e condite, con alloro e aglio, origano o timo, serba in vaso olio. Olive |CONGELATE, mantengono sapore, senza ammaccature, asciuga metti nei sacchetti, di congelamento freezer. Quan serve tira via, in frigo qualche ora, sal temperatura, restando sode buone. |Atena statua olivo, nel tempio di Tago, con lampade e lucerne, delizia i palati, aiuta cuore e corpo, memoria intelligenza, immuno resistenza, e aiuta la pazienza. 60gr foglie infuse, 15 minuti acqua, 3 tazze ogni giorno, abbassa glicemia, rapido osservi, contrasto al diabete, calmi gengiviti, se mastichi foglie: bolli 80 grammi, 20 minuti acqua, 1 giorno riposa, scende malaria febbre, bevi a giornata. Olea usa a crudo, su pomodori e funghi, oppure frigge e cuoce, sopporta 180 gradi, e in periferia rimane. Condisce e conserva, lubrifica intestini, vince stitichezza, prezioso nei bambini, mielizza cervello, aiuta assorbimento, di lipo vitamine, mineralizza ossa, porta vitam D, e vitamina E, rallenta invecchiamento. Olio bicchierino, calma ipertensione, misto a limone, bevi a digiuno, contrae cistifellea, che sblocca la bile, 1 ora coricato, su lato destro corpo, previen tumori colon; se aggiungi tuorlo uova, un poco mentolo, i calcoli biliari, riduce senza dolo; fegato colite, cucchiaio ogni mattina, con parietar bollita, ragadi lenisce, riposa 10 giorni, strizza olio filtra. Decotto corteccia, emorroidi orticaria, per dolori muscolari, macera fiori gelsomino, 120gr in quarto di olio, per due settimane, massaggia ripetuto: mentre per Artrosi, macera fiori camomilla, 100 gr secchi, per tre settimane, in mezzo litro olio, poi filtra e massaggia, o friziona nuca fronte, in casi Emicrania. Balsamo Samaritano, succo olive immature, su colonna vertebrale, lenisce fatica, Olio + vino e chiara di uova, mescola sbattuti, ungi piaghe e ferite, o scottature solari: se con aglio pestato, sfiamma distorsione, con bardana varici, con canfora i reumatismi, massaggia le gambe, di sani e dolenti, muscoli e petti, ungi mani e piedi, emolliente su pelle, estrae spine varie, buon lubrificante, libera orecchie, da otite e cerume, se tiepido scaldi, due gocce versate, chiudi con cotone, |Olio-ferrato, di Marsi e Piceni, contro vipere morsi, foglie sui foruncoli. Toscanella Pian di Mola, su fiume Marta Larthe, recinto in cupellari, abitanti e forestieri, lo lasciano a eredi, come getsemani, pagan canone annuo, o ritorna comunale. Cupellari appezzamenti, yuda sardi etrusci, libera braccianti, che lascia ai figli, recintam cupellari, apicoltori e pastorelli, per avere olivi, legumi grani e uva, portati a Venezia, per essere imbarcati, smerciati dai fenici, che portano ulivo, in America Australia. Aprile anno 813, prefetto obbliga cupellari, a piantare 20 olivi, viti e alberi frutta, acri dei cupellari, ravvivano contrada. Arberesh di Calabria, 5mila abitanti, nel Parco Pollino, alzan case pietra, coltivano olivo, come bulgari pomacchi, scala esterne noti, e vicoli a intrico: gitonie donne slave, colgono le olive, con rosse bandane, con ceste su scale, qualcuna ha salterio, intonano canti, a Giorgio Castriota, eroe dei Balcani, e Bisanzio in rivolta, fuggiti su Appennini, ricordano storia. |ULIVO albero tempio, Catone ci ricorda, in suo libro almanacco, de Agri-cultura, in tufo dimorato, con pala e piccone, zappato e sovesciato, ogni decennio potato; quando alcune olive, iniziano a virare, lasciando il resto verdi, è momento di raccolta, a mano in giorno sole, distendi sulle stuoie, vaglia e pulisci, porta presto al torchio, a novembre-dicembre: pettino 1 a volta, a terra stendo teli, armati delle scale, Seba e Pamela, gran pazienza vera, olive cadon giù, le ore van veloci, passa 1 giornata, tra risa e discorsi, duole corpo a notte, senza addormentare, aiuta una tisana, fiori o passiflora, lenire e passeggiare, 1 settiman fatica, infine ecco raccolto, sui 30 kili media, ogni pianta olivo, al trappeto reco, per olio ricavare. Emilia ci spiega, che trasformar oliva, fu origine importante, trappeto in sottosuolo, calor reca costante, aiuta decantare, mosto separa in olio, e acqua vegetazio. Olio estrae oggi, molando in frangitura, tramite molazza, polpa si frantuma, assieme ai noccioli, a far da drenatori, poi gramolatura, rimescola ulteriori, rompe emulsione, olio misto acqua, Pressatura estrae, nella terza tappa, il torchio a vite preme, fiscoli con pasta, centrifuga separa, olio con acqua. Quan molazza è ferma, manca identita, trappeto a sè raccoglie, intera comunità. Emilia ama oliveto, inerbito e consociato, con asparagi e polli, che mangian mosca olivo, coltivan dopo vigna, orto e saliceto; se trascurato in anni, torni a coltivarlo, presto si rimette, riprende primo posto. OLIVO ama clima, medio temperato, sotto -10, si ammala raffreddato, in suoli a medio impasto, fugge umidità, se innesto su olivastro, resiste a siccità; potami dal legno, e ti arricchisco di olio, al fico ramo pende, a olivo ramo insorge, pota in inverno, avanti a primavera, vedo che innesto, su olivastro impera. Poto rami secchi, sterili intrecciati, lascio i porta frutto, che sole ha puntati, si abbassano i + vecchi, tendono rientrar, cosi perdono sole, e smettono fruttar. Emilia dona forma, a globo o palmetto, salice piangente, ma olivi secolari, liberi tiene, armonia della chioma. Olivo acqua di giugno, par rovini tutto, mentre olio e mosto, pioggia di agosto, oliva quan + pesa, tanto pare rende, terre assai sassose, ama come ambiente. Olivo innestato, su Olivastri Sardanu, reca poco olio, ma resiste al freddo, Olivone Viterbo, Crognolo e Maurino, Canino di Tuscia, Moraiolo e Pendolino.|Canino chioma ricca, e frutto piccino, resiste al distacco, e matura tardivo, adatta al terreno, leggero è Leccino, detto silvestrone, vigoroso antico: chioma espansa e rami, apice arcuati, inclina tutti rami, drupe nero–viola, freddo nebbia venti, tollera Leccino, regge carie rogna, occhio pavone fino. |Frantoio piccante, Pendolino piangente, chioma folta spande, polline per tutti, ha media resistenza, freddo e malattie, in media rende olio, delicate olive. Moraiolo morellino, tollera siccità, drupe tonde nere, resa a 20 arriva, olio amar piccante, fruttato gentile, come Frantoiano, frutto lungo verde, pur con lenticelle, ma troppo freddo teme, precoce nel frutto, matura scalarmente, olio sapido rende. |Ascolano piceno, medio vigoroso, olivo chioma densa, frutto grande ha, polpa tenera latte, ottimo su mensa, regge freddo centrale. Regno Napoli olea, Itrano e Fonnanello, Moschettini Sanlorenzo, Cajetana e di Spagna, Resciola e Urcelluto, selvaggio Gliannata, innestato a sardi forti, fatti con piantoni, oliveto da ceppaia, creata con succhioni, in calcare olivo sale, in argilla scolora. Oliva Majatica, buone olive mangiate, infornate a Ferrandina, fin dal 700, dentro forni a legna, drupe grandi cotte, han retrogusto dolce, e polpa generosa. Erittonio bimbo olivo, nato dalla Terra, Ercole lo porta, come san Cristoforo, su spalle da Iperborea, porta olio di Oliva, ogni mal si porta via, la verità si dice, è luce di olio viva, spalma sul pane, con aglio abbruscato, davanti al focolare. olivo-foglie_amaro-ipotensivo.m4a
lume018-Un giorno gli alberi cercavano un re. Invitarono l'Ulivo, il più antico del bosco, ma lui sorrise: Non posso lasciare il mio dono per comandare, preferisco offrire il mio olio, che porta luce, nutrimento e pace. Nato sulle rive del Mediterraneo, aveva visto passare popoli, viandanti e contadini, imparando che la vera forza cresce lentamente. Ogni primavera si copre di piccoli fiori e, con pazienza, prepara i frutti; a novembre le famiglie si ritrovano sotto la chioma, stendono i teli, pettinano i rami e raccolgono le olive tra canti e sorrisi. Raseno e gli amici del Terabuti raccolgono ancora le olive nel cesto, con gesto lento e rispettoso, accompagnando la raccolta con i proverbi degli antichi lunari: Per San Silvestro ogni oliva nel canestro; Oliva raccolta a mano, olio da sovrano; Chi coglie presto, poco olio ha nel cesto; chi aspetta troppo, il vento fa il resto. I contadini ricordano che l'olivo vuole cinque S: sole, sasso, silenzio, solitudine e siccità. Olivo sia potato da povero e concimato da ricco, perché chi pota l'olivo ne raccoglie l'oro; olivo e vite vogliono il padrone, cioè cura costante. Al frantoio le olive diventano olio prezioso, nutrimento e memoria; anche le foglie offrono il loro aiuto, come ogni parte dell'albero. L'olivo resiste al vento, alla siccità e al tempo, purché riceva rispetto e buona potatura. I vecchi ripetono: Olio nuovo e vino vecchio; l'olio buono nasce da mani pazienti. Pane e olio fanno il figlio gagliardo, con pane e olio si campa da re. L'ulivo cresce lento ma vive contento, poichè è il nonno longevo del podere: insegna la pazienza e ricompensa a lungo. Quanto più l'olivo è carico, tanto più si piega: la vera sapienza non si innalza sopra gli altri, ma si fa umile e generosa. Chi custodisce un oliveto conserva la memoria della propria terra. L'Ulivo insegna che la pazienza fa maturare i frutti migliori, e a Dante mostra che non basta proclamare la fede: contano cuore e intenzione. Non giudicare, perché la salvezza non segue la logica umana: ogni simbolo può diventare rito, scuola di risveglio e via verso la saggezza spontanea.

32:lume032-Mentuccia e Menta romana, entrambe dette Nepitella, son digestive espettoranti, antisettiche e dissetanti; calmano tosse, gas e crampi addominali, ma in alte dosi possono affaticare il fegato; sconsigliate in gravidanza. Amano cucina e tisane, macedonie e liquori, e in sinergia con Artemisia, Lonicera e Catariam potenziano digestione, riposo e depurazione. Artemisia stimola fegato e intestino, regola il ciclo mestruale, ha azione antimalarica, mentre Lonicera, nei fiori, disintossica e sfiamma. Nepeta cataria è Catnip, rilassante e sedativa, calma nervi e dermatiti e stimola i gatti, inducendo euforia, rotolamenti e leccate per circa 10 minuti. Menta-Nepeta profuma tra menta e timo, e in tisane digestive, con calma esprime virtù: ti fa conoscere i tuoi doni; se saprai darle valore, riporti in vita la ninfa che rinfresca ogni calore. Buona tisana!| Mentuccia (Calaminta nepeta, Nepitella), originaria di Nepi, ha fusti quadrangolari e stoloni striscianti; Plinio la usava contro morsi di serpenti e punture di scorpione, in impacchi, oli e polveri, mentre oggi è impiegata in cucina, liquori, ripieni e frittate. Possiede olio essenziale con mentone, pinene, pulegone e limonene, con azione digestiva, antispasmodica, febbrifuga, calma singhiozzo, dolori viscerali, insonnia, mestruali e bassa pressione; infusi di foglie curano flatulenza, nervosismo e mal di testa, ma dosi eccessive in gravidanza possono essere abortive. La Nepeta felina (Mao bohe) è la mentuccia dei gatti, con nepetalattone, che stimola comportamento psicoattivo e amorevole nei felini, senza dipendenza; foglie secche per cuscini o fumate hanno effetti blandi sugli umani e repellenti per insetti. La Turkestan-Mint (Lagochilus inebrians), arbusto delle steppe, usato in tè sedativi dai Tajiki, Uzbeki e tartari cinesi, addolcito con miele, calma nervi e ferma emorragie. I gatti reagiscono alla Nepeta in quattro fasi, con giochi, fusa e rotolamenti; anziani o obesi mostrano minore interesse. La Dactylis glomerata, avena per gatti, serve come foraggio, aiuta digestione, immunità, purga e rigurgito dei peli. Tutte queste piante combinano proprietà alimentari, medicinali e comportamentali, migliorando benessere di uomini e animali, con effetti stimolanti, calmanti o afrodisiaci secondo specie e dosi.# |MENTUCCIA Nepitella, Calaminta nepeta, viene da |Nepi, quadrangoli fusti, pelosi rami in alto, ramificati in fiori, rizoma strisciante, produce + stoloni. Plinio usa Mentuccia, nella Valnerina, con foglie reca impacchi, contro morso di serpenti, due grammi in litro vino, e punture scorpioni, unisce foglie in olio, assieme aceto e sale, poi fa scorta foglie secche, polverizzate e bruciate, contro ogni veleno, oppur le sparge a terra, mentuccia fuga gli scorpioni. Olio essenziale, per distillazione, 55 componenti, mentone e pinene, pulegone e limonene, e piperitenone. Mito di Ovidio, narra di Plutone, invaghito di una ninfa, Myntha profumata, Proserpina moglie, scoperta relazione, la muta in vegetale, Plutone allor decide, un gesto amore, le dona profumo, inebriante felino, freschezza della menta, in calore passione. Demetra per punire, arti erotiche di ninfa, rende senza frutto, tutte specie menta, Nepetella medioevo, erba medicinale, oggi trascurata, resta uso alimentare, foglie e sommità, ideale sui boleti, carne pesce e verdura, cardi e carciofi, olive in salamoia, zuppe e liquori, liquor di Calabritto, o ricotta in Irpinia, ripieno di ravioli, o frittata pasquale, detta la frocia. Nepetella mellifera, da giugno a ottobre, al sole o mezzombra, fol fiori essicca, a riparo da luce, lei corregge sapore, e odor medicine; tutte parti pianta, aroma canforato, digestivo e antispasmo, febbrifugo espettorante, calma singhiozzo, ronzii in orecchi; infusi di foglie, in caso flatulenza, stomaco debolezza, calma depressione, insonnia e mestruali, calma spasmi nervosi, dolori viscerali, su muscoli entero, cura mal-di-testa, bassa pressione: come la Ruta, se presa in gravidanza, in dosi eccessive, può causare aborto; agisce vermifuga, foglia cura ferite, 2 gocce antisettico, vie aeree sinusite, essenza fredda pelle, blanda anestesia, calma prurito persistente. |NEPETA 猫薄荷Mao bohe, mentuccia dei felini, perenne rurale, simile a melissa, differisce fior, rosa-bian-azzurro, profuma di mentol; aroma foglie-cuore, nepetalattone, neurostimolante, sedativo o eccitante, dipende dal gatto, eguaglia feromone, non dà dipendenza, psicoattivo amore: gatto annusa foglie, si struscia e fa fusa, pochi minuti, poi perde interesse, raramente mangia, su alcuni non agisce, fol secche vendute, cuscini per umani, blanda euforia, a umani topi insetti, li rende beati, o repelle insetti. Fumata foglie secche, cura singhiozzo, fiori maggio-agosto, pediluvi deodoranti, tisane calmanti, solve acido stomaco, come la menta, seda spasmo gas catarro, sonno concilia, masticar foglie, calma mal-denti, germogli su carni, o insalate pasti. |Turkestan-Mint, Lagochilus inebrians, arbusto di steppe, usato nel tè, inebria sedativa, tajiki ed uzbeki, e tartari di Cina, addolcito con miele, foglie in ottobre, tostano fragranza, seda nervi scossi, russa farmacia, calma dermatiti, e ferma emorragia. |GATTO e NEPETA, vivon 4 fasi, vengon attratti, lattone inebriante, Gatto annusa erba, lecca sue foglie, mastica e ferma, fissa cielo assente, dondola la testa, poi strofina guance, contro erba poi, tutto corpo langue: si rotola su erba, alcuno fa le fusa, colpisce con schiena, perde interesse, ma dopo 2 ore, ripete la sequenza, a gatti obesi/anziani, evita Nepeta; reazioni + intense, testa contorce, saliva convulsioni, sale accoppiamento, fusa e miagolii, colpi amore oggetti, cammina ondeggiando, danze corteggi. Mentuccia felini, aiuta Gatti Lince, amori a primavera, senza astinenza, gatto visita Nepeta, ogni giorno và, più sani e felici; qualcuno ha paura, soffia qualcosa, invisibili farfalle, con ogni cosa gioca; se domestico gatto, raro vede erba, perde capacità, di percepirne effetti. Avena per gatti, dei Negozi animali, che cura ferite, gastrointestinali, purga ossa piume, e rigurgito dei peli, è Dactylis glomerata, erba mazzolina, foraggio perenne, pannocchia fibra, ha sali minerali, aiuta immunità, sfiamma intestini, aiuta loro feci, caccia i boli peli. quid_mentuccia-freddori-cefalee.m4a
lume032-Si racconta che la ninfa Mintha amasse passeggiare tra prati e sorgenti. La sua bellezza attirò lo sguardo di Ade, ma la gelosia di Persefone trasformò la giovane in una piccola pianta umile, destinata a esser calpestata dagli uomini. Ade, non potendo restituirle la forma originaria, le donò un profumo intenso e inconfondibile. Così la ninfa divenne la menta: più la si sfiora più libera il suo aroma; più viene schiacciata, più diffonde la sua essenza. Da allora mentuccia insegna un segreto agli uomini: non sempre possiamo scegliere ciò che ci accade, ma possiamo scegliere cosa farne, alcuni dolori ci rendono amari, altri ci rendono saggi, dipende da come li custodiamo. Nelle campagne del sud Italia, si dice che menta e mentuccia nacquero dalle lacrime di una giovane donna, che attese il ritorno dell'amato; per questo il suo profumo, ricorda l'assenza e la speranza insieme. Quando ami, non trattenere ciò che senti, ma non diventarne prigioniero. Alcuni amori restano, altri passano come vento d'estate, tutti però lasciano un seme. Osserva i gatti davanti alla Nepeta: si avvicinano e ne godono il profumo, a volte fino all'estasi, poi riprendono il loro cammino. Così dovrebbe essere il cuore, capace di accogliere, lasciar andare e tornare sereno. Come una brocca d'acqua con Menta e Limone, che nelle giornate più calde può rinfrescare corpo e anima, così gratitudine e pazienza, rinfrescano l'anima, quando le emozioni diventano troppo intense. La pazienza è l'acqua, la cura è il sole, chi le unisce scopre che ogni amore, anche quando finisce, può diventare profumo. Mentuccia ancor sussurra al vento: non temere di amare, ciò che è vero non va perduto, ma si trasforma.

41:lume041-La Santolina, detta erba cipressina, è una pianta aromatica dai fiori gialli (dal greco xantos) e dal caratteristico profumo che repelle alcuni insetti; nella tradizione popolare è impiegata per preparazioni aromatiche e per usi esterni: foglie e fiori sono antiprurito, possono essere strofinati sulla pelle su punture di zanzara. Tisane di fiori essiccati aiutano il cuore, sedano crampi muscolari e dispepsia nervosa, ansia e colica epatic, mentre assieme a camomilla, sfiamma occhi stanchi con tamponi, anche usati sugli orecchioni, calma fastidi sulla pelle, ed entra nella ricetta dei clisteri e e dell'Acqua di San Giovanni per profumare la pelle; assieme ad Artemisia può aiutare un poco i sogni la notte dell'Ascensione. Se ne fai un oleolito, come Lavanda ed Elicriso, metti suoi capolini, in vasetto vetro, copri con olio girasole oppure olio di oliva, poi dopo 40 giorni, filtra e poni in bottiglia scura con etichetta; spalma sulla pelle a calmare pruriti di ogni genere. Il suo aroma intenso la rende compagna di altre piante profumate, come Lavanda, Salvia, Menta ed Elicriso. Santolina cresce bene in luoghi luminosi e asciutti, e la sua ecologia diventa parte del simbolo: non chiede un ambiente perfetto, ma prospera dove ha sole, spazio e poco ristagno. Barbanera dice: chi non ha coraggio abbia almen le gambe.| Santolina etrusca dai fiori gialli, a profumare biancheria e guardaroba, allontana tarme, pulci, funghi e parassiti. La polvere della parte aerea, assunta in dosi di 2-5 grammi, agisce come repellente per insetti e vermifugo intestinale. Contiene canfora, cineolo e acido rosmarinico, conferisce proprietà sedative, stimolanti ed euforizzanti. Suo olio essenziale, simile a quelli di eucalipto e alloro, è utile anche in cucina, su arrosti e carni: hanno azione antimicrobica, contrastano Candida e Klebsiella, e infusa con camomilla lenisce occhi stanchi e irritati: un assunzione quotidiana per una settimana amplifica i benefici. Ad alte dosi, gli estratti causano euforia ed ebbrezza, per la presenza di tujone e cineolo. Santolina va evitata in gravidanza, allattamento o allergia alle Composite. Se ingerita a digiuno, i suoi effetti compaiono dopo 20 minuti e durano fino a 4 ore. Fumata ha azione immediata, specie se mescolata a damiana, erba gatta, passiflora, luppolo o lavanda. Acqua di San Giovanni del 23-24 giugno (santolina + Iperico/erba-diSanGiovanni + salvia + rosmarino + artemisia + camomilla e altre): prepara macerando in acqua di fonte fiori ed erbe profumate raccolte al tramonto, la rugiada e la luna della notte ne potenziano il potere. Al mattino l'infuso si filtra e si usa per lavarsi il viso, donando fortuna, salute e protezione.# |SANTOLINA etrusca, santolina chamaecyparissus, canfora profumata, fiori tubo giallo, in estivi capolini, posta in guardaroba, assieme lavanda, serba biancheria, perenni ramettini, da pulci e tarme, funghi e parassiti. Polver parte aerea, da 2-5 grammi, insetti repelle, e vermi intestini, seda ed inebria, canfora e cineolo, come eucalipto e alloro: accompagna con arrosti, olio essenziale, vince infezioni, Candida alba, Klebsiella pneumonia; impiegata assieme camomilla, infuso rimedio eccellente, per occhi stanchi e irritati, assunta giornalmente, per una settimana, reca massimi benefici. Estratti di Santolina, a dosaggi molto alti, inducono in cavie, euforia ed ebrezza, a causa tujone e cineolo, stimolanti/inebrianti, canfora che seda/inebria, e acido rosmarinico, che è un GABAergico. Santolina ridurre, in gravidanza allattamento, o chi è allergico alle piante, della famiglia Ambrosia: se ingerita a vuoto, sale dopo 20 minuti, dura 4 ore, fumata è immediata, assieme a damiana, o erba gatta, ganja passiflora, luppolo lavanda. |ACQUA-SANGIOVANNI, affascina i bambini, infuso fior spontanei, preserva da malattie, attira fortuna, amore e felicità: 23-24 Giugno, magica rugiada, scende dagli Dei, soddisfa desideri, allor prepara acqua, sanGiovanni profumata, per attirar fortuna, allontanar malanni, chiedere salute, e realizzare sogni: macera su davanzale, meglio se acqua fonte, i petali di fiori, e foglie di aromi, poi al mattino, filtra e lava viso, il resto in vetro scuro, conserva per un anno, talismano amico, Iperico sia primo, erba sangiovanni, antidepressiva, con Timo Salvia Origano, Artemisia e Rosmarino, fol Noce e Camomilla, Rosa e Santolina, Elicriso e Balsamina. Molte erbe usate, per questo rituale, Iperico è la prima, erba San Giovanni, poi Corbezzolo e Sambuco, Rosmarino e Salvia, Menta ed Artemisia, Verbena o altro Bach, ognuna viene aggiunta, per un dato motivo, secondo zona Italia, varia la miscela, disponibili nel luogo, fai un sopralluogo, affidati ai tuoi sensi, raccogli fiori belli, profumati e officinali, che conosci di sicuro, aggiungi aroma di orto, cogli il 23 di giugno, nel posto in cui ti trovi: poni erbe a tramonto, dentro acqua bacinella, esposta a luce Luna, per tutta la notte, filtra a mattina, tale acqua profumata, usa a lavarti viso, e offrirla a familiari, per diffonder benefici, salute e prosperità, buona festa San Giovanni, e buon solstizio estate! 
lume041-La Santolina fiorisce dorata, umile e luminosa, tra pietre, vento e luoghi assolati. Un fiore piccolo, ma capace di restare a lungo nella memoria per il suo profumo. Una fiaba racconta di un viaggiatore che, durante un temporale, trovò rifugio in un antico tempio abbandonato. Di notte vide una giovane donna accendere lanterne rosse tra le colonne spezzate, accanto a cespi di Santolina. Mi chiamo Santolina, disse. Sono morta qui molti anni fa e nessuno ricorda più il mio nome. Il viaggiatore tornò ogni notte, le portava fiori e candele e le raccontava storie del mondo dei vivi. Poco a poco il fantasma divenne più umano, finché gli dèi gli concessero di tornare alla vita sotto forma di bambina. Anni dopo il viaggiatore la incontrò, non seppe riconoscerla dal volto, ma la riconobbe dalle poesie che ricordava. La Santolina insegna che la memoria non trattiene la vita: la accompagna nel cambiamento. Amore e perdita appartengono allo stesso flusso, e ciò che finisce può lasciare spazio a una nuova forma. Oracolo della Santolina: non combattere ogni fine, alcune cose chiedono di essere ricordate, altre di essere lasciate andare.

61:lume061-Tra digiuni e lunghi cammini, Seba raggiunge Dharamsala, tra cedri himalayani e templi di McLeod Ganj, dove il silenzio apre nuovi paesaggi interiori. Ad Amritsar il Tempio d'Oro dei Sikh offre pasti, ospitalità e fraternità senza distinzione. Attraversando il Rajasthan incontra Jaipur, Ajmer e Jodhpur, fino al miraggio di Jaisalmer, antica fortezza carovaniera del deserto del Thar. Sul dorso del dromedario apprende la pazienza della "nave del deserto": il passo lento, il vento, l'alba e il tramonto insegnano il ritmo cosmico più di molti libri. Fame, sete e freddo notturno dissolvono le illusioni della civiltà, riportando all'essenziale: acqua, cibo, riparo e presenza. Chapati, zuppa, tè e meloni del deserto diventano nutrimento e gratitudine. Nei villaggi aridi, Seba osserva piccoli orti che custodiscono ogni goccia d'acqua, richiamando i Latdekwi degli Zuni e degli Hopi. Popoli lontanissimi hanno trovato risposte simili: cialde, terrazze e canalizzazioni che trasformano la scarsità in abbondanza. Il deserto diviene così maestro universale: non invita a dominare la natura, ma ad accordarsi ai suoi ritmi. Dal Thar al Nuovo Messico emerge un'unica sapienza dell'acqua e della resilienza, mentre la meditazione conduce Seba dall'esteriorità all'amrita che sale dalla pancia, la dolce sorgente interiore che disseta più di ogni oasi. Pesche e meloni delizia dei ghiottoni.| Tra digiuni e fatiche Seba giunge a Dharamsala, città himalayana dove McLeod Ganj offre riposo, silenzi e templi immersi nei cedri. Un mese di meditazione lo porta poi ad Amritsar, cuore del Punjab, dove il Tempio d’Oro Sikh accoglie pellegrini con pasti e ospitalità. In treno raggiunge il Rajasthan, tra Jaipur e le donne ornate di monili, specchio di una tolleranza islamica che scalda il cuore; ad Ajmer trova la moschea sufi, mentre a Jodhpur incontra il vento guerriero dei Rathore. Il viaggio prosegue fino a Jaisalmer, miraggio nel deserto del Thar, con mura di arenaria e antica fortezza carovaniera: a dorso di dromedario Seba sperimenta la lentezza paziente del “nave del deserto”, guida silenziosa e maestro spirituale. Medita sul sole che nasce e tramonta, sui venti che cambiano direzione, sentendo il ritmo cosmico della natura. Il deserto si rivela istinto puro: dissolve illusioni della civiltà e riporta al bisogno essenziale di acqua, cibo e riparo. Chapati, zuppa e melone diventano sostegni vitali, insieme al tè caldo che conforta nelle notti fredde. Tra villaggi aridi scopre orti-giardino simili ai waffle degli Zuni e Hopi, che coltivano meloni per nutrire e dissetare. Il racconto intreccia l'esperienza indiana con l’eredità dei Pueblo del Nuovo Messico: dal 1873 al 1904 gli Zuni usarono giardini a cialda, poi abbandonati dopo la costruzione di una diga. Quando la diga si prosciugò, negli anni 2000, tornarono alla tradizione per affrontare siccità e venti aridi. I Latdekwi Zuni, con argilla e pacciame, conservano acqua in celle quadrate di un piede, bordate da piccoli dossi. Questi sistemi permettono la coltivazione di mais, fagioli, zucche e girasoli, integrando terrazzi e canalizzazioni d’acqua. Tecniche simili si ritrovano tra Hopi, Navajo, Tarahumara, e nelle Ande, Canarie ed Egitto: culture diverse unite dal sapere dell’acqua.# Tra digiuni e freddi, scioperi e gimcane, arrivo in Himachal, |Dharamsala city, cammino pure a piedi, tra valli himalayane, Dharamsala appare, luogo in cui svernare; la cittadina in alto, detta McLeo Ganji, conifere di cedro, esperienze riposanti, yogurt con miele, e templi tra colline, aiutano entro me, viaggi della psiche: tutta uman realtà, vulnerabile appare, in cima a montagna, che domina la valle, umani come 1 fiore, che radica nel suolo, il ciel sovrasta tutto, eterno silenzioso; dopo 1 mese buono, lascio questo luogo, giungo ad |Amritsar, dei Sikh è capoluogo, Punjab valle Indo, terre cinque fiumi, granaio agrario indiano, fabbrica di fumi; city par stracolma, insegne di negozi, ma tempio di oro Sikh, lavora aiuta molti, offre pasti a tutti, letto ed acqua calda, ad ospiti che vanno, li a trovar la calma. In treno e autobus, proseguo in Rajastan, dopo giorni e notti, fino al |deserto-Thar, più donne di Jaipur, son belle coi monili, oscillano a ogni passo, magnifici orecchini: anello della Sunna, incontro in un bazar, Islam tradizionale, apre a ogni cultura, sua tolleranza pura, riscalda mi emoziona, mi sento come a casa, vijnana in me risuona. Mia anima corre, alla moschea di Ajmer, casa e mausoleo, di 1 sufi amico vero, il vento di Jodhpur, mi porta dai Rathore, clan di guerrieri, deserto Thar mi vuole: se medito sul treno, diretto a |Jaiselmèr, miraggio senza tempo, la city nel deserto, su via carovaniera, mi accoglie e rinfresca, tra mura di arenaria, antica sua fortezza; deserto in Rajastan, fuoco vento steppe, in groppa a Dromedario, sento le brezze, vita goccia di acqua, miracolo che aspiro, appare come sogno, 1 miraggio che respiro: mio spirito si unisce, ai miti del deserto, vede ed intuisce, sua natur del vento, le brezze di Novembre, portano il pensiero, a meditar su orme, sentieri del mistero; mi assale nostalgia, del + divino piano, imito il mio soma, al suo profondo fiato, mio guru |DROMEDARIO, sa calmar mia mente, efficiente mi porta, su desolate steppe: sua lenta camminata, come uman campione, suo passo è 3 dei miei, nave del deserto, paziente silenzioso, adatto ai gran spazi, con calma cerca cibo, senza disperarsi; fame sete e nervi, su steppe desolate, faccio io col vento, meditazion mirate, cerco andar letargo, come il Dromedario, cammina sul pietrisco, aggira l'ostacolo; rinasce |Sole a est, come aria |bollicina, o bicchiere acqua, graduale si alza, descrive arco in cielo, testa sovrastante, svanisce a occidente, emisfero distante: presso mezzanotte, inizia alzarsi vento, viene da sotto, poi a mezzogiorno, migra vien sin qui, calore e sole sono, rapporti sequenziali, come lampo e tuono. |Deserto puro istinto, selvaggia insistenza, Lui tira fuor da me, una via sopravvivenza, crolla ogni utopia, di civiltà cristallo, fuori propaganda, dissolve come nube; emerge gran bisogno, di viver quotidiano, trovare acqua e cibo, crudo e cucinato, |zuppa+Chapati, su fuoco di sterpaglia, un posto x la notte, tra insetti e sabbia. Melone del deserto, mio fornisce acqua, |Tè-limone e sale, diventa più importante, osservo le mie mani, e cerco le risposte, respiro vento caldo, e freddi della notte. Nei villaggi del deserto, tra clima arido-steppa, appare un orto waffle, come fanno ZUNI-HOPI, con meloni del deserto, per nutrire e dissetare, e questo viaggio meditare. I giardini |waffle-Zuni, estesi in Nuovo Mexico, Statu Uniti i.873, usati fino al 904, quan diga sul fiume Zuni, oblia l'usanza amica, nel deserto semi-arido, alta quota Zuni Pueblo, mentre anno 2000, diga resta senz'acqua, a fronteggiare siccità, clima caldo secco ventoso, e ritorna eredita. Zuni sviluppano design, di giardino circondato, da un muro di argilla o canne, mentre ordito della cialda, poteva avere anche pacciame, di ghiaia o fieno, a trattenere l'acqua, nel terreno più a lungo, e ritardare evaporazio. Sebbene vivon presso fiume, Zuni lottavano col clima, caldo e secco del deserto, con loro pratica Latdekwi, trattiene quanta più acqua, in letti rettangolari, in quadrati 1x1 piedi, due o tre celle di larghezza, a consentire accesso piedi, celle interne scavate, leggermente meno profonde, del terreno circostante, e racchiuse a dossi argilla, con cui fanno vasellame, olle e anfore per acqua. Zuni usan terrazzamenti, a portare terren fertile, e deflusso di acqua, da altipiani del deserto, fin nei loro giardini. Zuni usano ladteki, a coltivare loro milpas, mais fagioli zucca e girasoli, come altre popolazioni, che riscoprono coltivazione, a terrazze simil waffle, in Egitto Canarie e Italia, Hopi e Navajo usan terrazze, come i Tarahumara Messico, mais fagioli e zucche, o patate maca e varie, sulle Ande Sud America, terrazze alimenti base, adatta aride montagne, a conservare acqua. sadguru_ghiandolapineale.m4a
lume061-In sogno raggiungo un piccolo accampamento Hopi, cinto da mura di fango nel deserto. Dopo uno scambio di conoscenze mi dicono che, avendo cuore affine, potrei unirmi a loro. Dovrei collegare un tubo a un perno infisso nel muro, sembra simile a un wampum, un pegno di appartenenza, ma non riesco ad agganciarlo: il collegamento resta incompiuto. Comprendo allora che non sono ancora invitato alle danze sacre, forse perché ogni autentica iniziazione richiede preparazione e responsabilità. Parlando con un danzatore, questi teme che le mura non resistano ai predoni della pseudociviltà. Mi nasce allora un'intuizione: invece di dirigere la forza rituale nel rafforzare i muri, perché non rafforzare direttamente corpo e spirito, rendendo la comunità più resiliente? Il sogno richiama il recente incontro con lo Zhineng Qigong e l'interesse per le tradizioni sapienziali. Gli Hopi e gli Zuni insegnano infatti che la vera difesa nasce dall'adattamento intelligente: i loro orti Latdekwi, divisi in piccole cialde argillose, raccolgono ogni goccia di pioggia, custodiscono l'umidità e permettono a ogni famiglia di sopravvivere nel deserto. Le mura non separano soltanto, ma conservano l'acqua; analogamente la pratica spirituale non dovrebbe irrigidire le difese dell'Io, bensì nutrire dall'interno una resilienza vivente, come i semi delle erbacce che prosperano anche tra l'asfalto. Oracolo del lume: come l'acqua viene convogliata dal paesaggio alle radici delle piante, negli orti Latdekwi, così il mana (o la forza rituale) delle danze può essere trasferito dalle mura al corpo-spirito. In entrambi i casi la soluzione non consiste nell'innalzare difese sempre maggiori, ma nel dirigere una risorsa preziosa là dove genera vita.

88:lume088-Romulo narra di un indigeno assetato, che bevendo presso una pozza vicino alla Cinchona, vide diminuire la febbre, così trasmise agli uomini il dono della pianta. Nelle foreste d'Amazzonia, gli alberi custodiscono antiche medicine: Cinchona rubiacea, o Albero della China, divenne famosa per la sua corteccia, capace di contrastare, le febbri intermittenti della malaria. |Samuel-Hahnemann studiò la corteccia di China, osservando che in una persona sana, poteva produrre sintomi simili alla malaria: nacque così il principio omeopatico 'similia similibus curantur', dove la similitudine guida la ricerca del rimedio: dalla corteccia furono poi estratti chinino e chinina, sostanze fondamentali, nella storia dei viaggi tropicali e della lotta contro la malaria. Romulo usava Eucalipto, o Artemisia annua dalla Cina, 20 gocce al mattino e sera, per cura e prevenzione, tisana usata in Madagascar, assieme a Salice antifebbre. |China radice in decotto, del galenico farmacista, in forma cloridrato chinino, o solfato di chinino (clorochina idrossiclorochina) cura febbri similari. Accanto alla China crescono altre piante alleate: il Niruri, chiamato chinino dei poveri o Chancapiedra, usato nelle tradizioni popolari per fegato e reni; l'Uncaria tomentosa, Unghia di Gatto degli Incas, impiegata dai curanderos per curare infiammazioni e sostenere equilibrio e vitalità; la Canfora dell'Asia, i cui vapori e oli calmano dolori, spasmi e affaticamento respiratorio; Artemisia annua dalla Cina. Ogni pianta insegna una lezione: la guarigione richiede ascolto, misura e rispetto dei ritmi naturali. Come dice il vecchio proverbio: 'meglio un prossimo vicino che un lontano cugino'; spesso il rimedio più prezioso cresce accanto a noi, se impariamo a riconoscerlo.| Albero di China e piante curative, la corteccia di Cinchona (Cinchona rubiacea) cura febbri intermittenti e malaria, ispirando Hahnemann nella nascita dell'omeopatia, dove la similitudine guida la cura e la diluizione armonizza corpo e memoria. Samuel sperimenta dosi per eliminare eccessi di calore e patogeni, temperando con gin e altre erbe. Niruri (Phyllanthus niruri) è chinino dei poveri, cresce nei tropici, trita calcoli renali, allevia diabete, dissenteria, ulcere e pruriti, pulisce sangue e protegge fegato; la linfa e polvere si applicano localmente o in decotti. Uncaria tomentosa, Unghia di Gatto, corteccia e decotti rinforzano immunità, riducono infiammazioni, artriti e infezioni virali, stimolano apoptosi su cellule tumorali. Canfora (Cinnamomum camphora), sempreverde di Indocina, vapori e olio calmano dolori, spasmi e raffreddori; in distillati balsamici unisce analgesia ed eccitazione dei sensi, proteggendo testa e polmoni.# |CINCHONA rubiacea, Albero di China, le febbri intermittenti, della malaria cura, SAMUEL Hahnemann con essa, guadagna fama, come rimedio alla malaria, apprese corteccia della China, da un indios che con febbre, vagava per la selva, del Perù e Bolivia, poi assetato bevve, acqua pozza di Cinchona, e vide passar febbre; così la sua ricetta, fu data alla signora, che da Cina e Spagna, divenne la Cinchona, poi Swepps imprenditore, aggiunge liquor Ginepro, al macerato radice China, che tempera l'amaro, ai soldati britannici, nei tropici del mondo, Acqua Tonica Gyn tonic, or poche tracce di chinino. Samuel fece esperimento, con Cinchona succirubra, corteccia sintomi produce, stesse fasi di malaria, mani e piedi stanchi, sonno ansia tremore, pulsa mal di testa, febbre simulazione, guance rosse e sete, cinchona legge similare, similia similibus, curantur in Lipsia, nasce Omeopatia, sua potenza diluita; malattia morbosa, elimina dal sangue, e memoria riattiva, diluendone tante, Samuel cerca dose, che anima spande, serba informazione, geometrica intenzione, lui chiede eliminare, eccessi di calore, freddo o patogeni, mix di prescrizione, chinina e cinconina, cautela di dosi, se prendi anticoagulanti, fan triste sinergia. |NIRURI Fillanta, amara euforbia annuale, poco ramificata, cura calcoli renal, e Fegato malattie, pianta intera radice, in polvere seccata: linfa fresca ci dice, applicata a parti lese, ai tropici cresce, chiamata keezhanali, chinino dei poveri, chancapiedra in Perù, niruri in India, paraparaimi Paraguay, sanpietro Filipina, in amazzonia peruviana, in umido propaga, via semi e radici; se ruba altre piante, infestante in discariche, lungo le strade, campi incolti e orti, trita-pietre detta, trita calcoli renali, e prostata aiuta, tien sapore amaro, febbrifugo di malaria, allevia diabete, azione ipo-glicemizzante, stuzzica appetito, e dissenteria combatte, anestetica intestino, prurito di fachiri, su cuoio capelluto, e zone genitali anali, cura ulcere e scabbia, si presta collirio, mix sfiamma occhi, linfa e olio di ricino; contrasta virus epatiti, croni ed acute, sa ridurre marker serici, di epatite-b, per 30 giorni fila, in portatori virus, sangue pulisce, 200 mg estratto pianta. |UNCARIA tomentosa, rubiace Unghia Gatto, alberello spiovente, è usata sua corteccia, Wilcacora per Incas, lo usan curandero, nei casi di artrite, su venere infezioni, su cancro polmonare, ferma replica virale, sfiamma radicali, apoptosi sa indurre, su celle tumorali, leucemie linfoma b, è immunostimolante, sedativa ipotensiva, sorelle sue piante, in decotta sua corteccia, per diabete artriti reumatoidi, collutorio gengive, allevia carie dentale. |CANFORA albero Indocina, è Cinnamom camphora, sempreverde lentamente, fin 35 metri, fusto eretto possente, chioma tonda densa, corteccia solcata, profonde fessure, foglie ovali rosse, solcate di verde. Aborigeni di Taiwan, ne tagliuzzano corteccia, da bollire a fuoco lento, ne aspirano vapori, a librar testa polmoni, fomenti saune terme, con olio canforato, su naso fan frizioni. Canfora lauro distillato, da legno triturato, revulsivo e analgesico, tigre-balsamo bianco, buon balsamo cinese, fatto con il cocco, cera apis e mentolo, canfora e cannella, seda dolori acuti, eccita fermi cuori, calma crisi nervi, spasmi e raffreddori. Olio canfora usato, a scacciare insetti, ingerito in quantità, è tossico per tutti, Cinnamom parthenos, simile al Sassafrasso, rischia estinzione, per safrolo estratto, usato in droga sintesi, empatogena |MDMA, detto Mhra Prew Phnom, lauracea drupe nere, amati fiori amore, cosparsi sulla tomba, lega vivi e morti, sui monti di |Cambogia. flora_china-corteccia.mp3
lume088-Gli umani impararono che acqua ferma, può nutrire o ferire, bisogna guidarla e pulirla, e lasciarla respirare. Romulo da giovane, colpito dalla febbre, sognò una donna di nebbia che gli disse: non combatter solo il male, ma ritrova equilibrio perduto. Nel sogno vide un albero medio, dalla corteccia amara, giunto dai monti del Perù, ora chiamto Cinchona, e trapiantato pure in China. L'albero China gli insegnò: ciò che è amaro è medicina, un rimedio porta disciplina, perché il corpo deve ricordare, la propria forza nascosta, a ritrovare l'armonia. La sua corteccia divenne, rimedio contro febbri intermittenti, mentre gli uomini imparavano, a trasformar paludi in terre fertili. Nei secoli successivi, le bonifiche modellarono, il volto di coste italiane, regno di zanzare e malattie, al posto di paludi sorsero campi, pinete e nuove città. La lezione della palude, rimase monito ai discendenti: ciò che sembra nemico, può diventare maestro. Come nel Qigong, il corpo è un paesaggio da armonizzare: acqua respiro ed energia, devono tornare a fluire. In culture africane e amazzoniche, la febbre è uno spirito del caldo, dell'acqua stagnante o della selva, una forza che entra nel corpo, quando l'equilibrio viene rotto. Romulo sorride e dice: non cercare solo di vincere, ma impara dalla malattia, ciò che è venuta a insegnarti, la pianta è memoria della Terra, la febbre è fuoco che chiede ascolto, mentre il respiro ascoltato, è il ponte tra dentro e fuori.

122:lume122-Seba, guidato da Nimal Sesto, giunge a Dambana nello Sri Lanka, presso i Wanniya, antichi abitanti della foresta chiamati anche Vedda. Vivono in rapporto profondo con la natura, attraverso caccia, raccolta, miele e coltivazioni, custodendo riti antichi legati agli antenati e agli spiriti della montagna. Il loro capo, Tissagami, celebra la danza del mortaio, rito dedicato a Kande Yaka, spirito della montagna, offrendo latte di cocco, fiori e foglie nel vaso Kiri-Koraha. La danza conduce alla comunione tra corpo, comunità e mondo invisibile. I Wanniya venerano anche Valli Amma, fanciulla che donò la Patata dolce (kumara), simbolo di fertilità e unione tra foresta e vita umana. Tra i doni della giungla, i Wanniya scoprono e donano al mondo la Gotukola, Centella asiatica, pianta della longevità conosciuta in Sri Lanka, India e Cina, dove è chiamata memoria dell'acqua. La sua foglia a forma di piccola ciotola d'acqua, viene associata alla memoria, alla vitalità e all'armonia tra corpo, mente e ambiente.| Seba, guidato da Nimal Sesto, visita i Vedda del villaggio di Dambana, antichi abitanti della foresta dello Sri Lanka, chiamati Wanniya. Popolo fiero e armonioso, vivono in equilibrio con la natura, cacciando, raccogliendo miele e coltivando zucche e granturco. Mantengono riti lontani come la danza del mortaio, in cui il capo Tissagami invoca Kande Yaka, spirito della montagna, offrendo latte di cocco e fiori in un vaso sacro detto Kiri-Koraha. La danza porta alla trance e al contatto con gli spiriti, in un gesto che unisce corpo e natura. I Wanniya venerano gli antenati e la dea Valli, sposa di Kande Yaka, simbolo di fertilità e armonia con la giungla. La loro società è egualitaria: le donne hanno eredità e rispetto, i matrimoni seguono antichi legami. Tra i doni della foresta, la Centella asiatica, detta Gotukola, pianta sacra di longevità, amata dagli elefanti e dai saggi, usata per curare ferite, migliorare memoria, calmare e dare vitalità, simbolo di unione di corpo, mente e ambiente; per i Wanniya, guarigione e spiritualità coincidono: vivere in armonia con gli elefanti di Ganesha e la natura stessa, è la loro più alta medicina.# |Nimal detto Sesto, ci porta visitare, Vedda di Sri Lanka, bimbi di natura, indigeni a Dambana, dentro la foresta, chiamano se stessi, |WANNIYA ela kanda, Kanda è la montagna, Ela è il canale, Gala è la rocca, che a loro appare; carnagion marrone, capel lunghi ondulati, naso largo pelle seta, forti snelli toraci, corpo sano eretto, occhi penetranti, fianchi sinuosi, sorriso e ritmo sciolti. da Kandy a Mayangana, distanti 6 miglia, scambi miele e tabacco, amici ai Wanniya, cacciator con arco: clan di Tissagami, ora ci presenta, mangiano loro, conigli e tartarughe, lucertole cinghiali, carni più diffuse, arrostite o affumicate, in miele conservate. Sesto ci invita, a festa della caccia, si invoca Kande yaka, a danza del mortaio, vaso accoglierà, latte noce Cocco, assieme a 8 frecce, deposte sul posto, Vedda batton mani, sui corpi virili, Sesto tiene ritmo, tamburo sente cresce, tutti miman vaso, afferrano frecce, appoggiano su teste, asce sulle spalle, cantano chiassosi, con vaso equilibrante, iniziano a eccitarsi, già nel primo giro, salmodian desideri, con spirito scurrile. |Tissagami afferra cocco, saldo nelle mani, lo tiene sulla testa, balla 1 giro tondo, prende la sua ascia, cocco sul mortaio, a dare buono auspicio, ben divide in paio. Acqua di cocco colma, |vaso-Kiri-Koraha, Tissahami con un ramo, raschia noce cocco, latte và schizzato, su esso e spettatori, cade pur in vaso, assieme foglie e fiori; ora tutti assieme, fanno danza in tondo, intrecciano le mani, mimano quel vaso, giungono ad acme, stato semi-trance, ascia con monili, da loro mogli avran; trattiene Tissagami, collane e bracciali, mormora scuotendo, il corpo con gioielli, reca le sue offerte, in dono a |Valli-Mala, moglie |Kande-Yaka, centella pianta sacra. Tissagami immerge, la mano dentro al vaso, permette gocciolar, latte giù dal braccio, continua la sua danza, ed agita sue mani, tamburo ancora suona, passi e battimani; latte sul braccio, mima dio-elefante, chiede a Kande Yaka, animal sacrificare, resto di riunione, vede i cacciatori, danzare e recitare, incantesimi e rumori; termina ciascuno, cade a spalla di altro, Uruwarige Tissagami, lo spirito ha placato, il vaso fa girare, qual trottola su asse, poi spiriti e presenti, ritornan loro case. Wanniya leggenda, narra capo |Katargama, trova una bimba figlia, in campo di patate, interno di foresta, la chiama Valli Amma, patata dolce festa; cresce piccina, attaccata su terreno, con foglie ventaglio, come lobi cervello, trasmette ottimismo, chiarezza costante, fino a vecchiaia, serena ed appagante; Dio della Montagna, scende a incontrarla, Valli a dodici anni, innamora Kande Yaka, dopo + avventure, sposa giungla intera, Ganesha è Kande yaka, cuore ecosistema. Pesce vien pescato, con esche avvelenate, cotto in latte Cocco, assieme alle patate, uccidono per cibo, avi propiziando, dividono fra tutti, cibo ricavato; eccedenza viene posta, in albero incavato, chiuso con creta, serve in tempo magro, patate a Gennaio, tutto anno cacciagione, Giugno e Luglio miele, frutta di stagione; coltivano oggi-di, zucche con granturco, foresta in loro cuore, resiste dopotutto, Wanniya famosi, per gran sincerità, senso del dovere, a famiglia e loro clan, loro lingua presta, parole al singalese, assieme tradizione, e flora della selva; oggi in Sri Lanka, soffron situazione, perdon loro stile, di vita nella giungla, caccia con raccolta, caverne e case pietra, resistono capanne, e loro religione: culto di antenati, invocati a caccia, e agro ricavati, maschi in perizoma, donne tingon stoffa, da ombelico in giù, fino alle ginocchia; se vanno in città, vestono 1 |Sarong, le donna un mezzo sari. Molti Vedda oggi, buddisti marginali, si sposano da loro, semplici rituali, legano la sposa, con più liane corde, a vita dello sposo, ripeton mito sorte: donna in parità, riceve eredità, la vedova si sposa, fratello di marito, consolazion appoggi, divorzi sono rari, conoscon medicine, antichi ritrovati; olio di Pitone, sa curar ferite, fratture profon tagli, riesce a guarire, niente funerali, i morti sotterrati, senza cerimoniali. scoprono Wanniya, |Gotukola-Centella, pianta poi usata, in rituale kirikoraha, vaso di argilla, ripieno a latte cocco, arecanut tabacco, con foglie di betel. CENTELLA asiatica, hydrocotyle apiacea, pianta longevità, cinese 积雪草Ji-xue-cao, osservano elefanti, imitano costume, scoprono la pianta, sui sentieri radure. Veddha centella, detta ciotola acqua, gli elefanti longevi, ne mangiano tanta, prolunga loro vita, Ganesha diventando, in India ed in Cina, la amano tanto. GOTUKOLA foglie reni, acqua raccoglie, a stimolare il sangue, bastano 2 foglie, aiuta il digestivo, nervoso e respiro, decongestiona il muco, dei seni frontali; analgesica antispasmo, antisettica pelle, cicatrizza ferite, e ripara capillari, elasticizza nodi venosi, a pompare sangue, dal basso verso alto, morbidezza grande; contro ulcere varici, dermatosi cellulite, è antidepressiva, in Lanka e sud India, la usano + clan, a migliorare psiche, coscienza ecosistema, memoria antifatiche; |aiuta-apprendimento, |adattogena di stress, specie |succofresco, che |calma-elefanti, li rende + felici, longevi sulle piste, li seguono wanniya, in selve di Lanka, affrontano perigli, x Centella veddanta; ai tropici la trovi, fiori bianco-rosa, belle infiorescenze, sbocciano da Giugno, a fine di Settembre, radici e foglie usate, curan raffreddori, piaghe della pelle, febbri veneree; la lebbra ritarda, evita gangrena, dopo amputazione, calma convulsioni, di uomo ed elefante. Gotukola in India, aiuta intelligenze, memoria e abilità, di bimbi con carenze, razione giornaliera, succo fresco foglie, aiuta apprendimenti, fin senili soglie: Brahmi in India, Fo-di-tien in Cina, aiuta corpo longevo, e calma la fatica. 
lume122-Un vecchio contadino, prima di seminare posava il seme sulla lingua, diceva di presentarsi. La saliva era il primo saluto, il gesto con cui l'uomo si faceva riconoscere dalla vita che stava per affidare alla terra. Oggi la biologia racconta che il seme è molto attento: percepisce umidità, temperatura, luce, sostanze chimiche e i minuscoli abitanti del suolo. La saliva, ricca di molecole e microrganismi, può diventare il primo incontro con quel mondo invisibile, anche se la scienza non può ancora dire quale traccia lasci davvero. I nostri avi sapevano che ogni nascita comincia con un incontro, così cercavano una relazione; nella foresta di Dambana, Tissagami, il capo dei Veddhas/Wanniya dell'isola di Sri Lanka, raccoglie una piccola foglia verde, la Gotukola (Centella asiatica), la posa sulla mano e dice: Guarda la sua forma, è una ciotola d'acqua, non trattiene la pioggia, la accoglie. Gli anziani attorno a lui, raccontano che furono gli elefanti a rivelarne il segreto, quando il cammino è lungo e la foresta sembra senza sentieri, essi cercano questa pianta per nutrirsene con calma, e ritrovare forza e orientamento nella foresta. Gotukola li aiuta a ricordare, per questo la pianta è divenuta simbolo di lucidità, longevità e armonia tra mente, corpo e natura, e nacque la credenza che la Gotukola custodisse la memoria degli elefanti, quella profonda, che sempre ricorda il sentiero verso casa. |Tissagami sorride: l'elefante è saggio perché riconosce la strada che appartiene al suo cuore, e così fanno anche i semi accolti nella mano a coppa del contadino, forse anche noi siamo semi, cresciamo bene quando ricordiamo la direzione, senza fretta. La foglia Centella, accogliendo ogni goccia di rugiada nella sua foglia a coppa, insegna la misura: il poco nutre, il troppo appesantisce; e come gli elefanti seguono la foresta, e trovano la loro medicina, così anche l'essere umano ritrova sé stesso quando ascolta il ritmo che vive nei suoi passi, nel respiro e nella capacità di ritrovare sempre la via dell'acqua. Un palmo di mano chiuso a coppa, compie il gesto d'amore di offrire acqua al bisognoso, se stessi o gli altri, presenza sincera che ci ricorda la montagna degli elefanti, detta Kande Yaka in lingua Wanniya, luogo reale e interiore, dove ritrovi equilibrio e orientamento. Onorare gli antenati Wanniya è riconoscere che: la mano a coppa offre acqua, la foglia offre rugiada, la bocca offre saliva, la terra offre nutrimento, l'elefante offre memoria e gli antenati offrono sogni. Chi conosce la selva conosce il proprio cuore.

194:sogni54-lume194-SOFFRIRE. Il sognante è legato a un albero, come nella Danza del Sole. La sofferenza non nasce soltanto dal dolore, ma dalla resistenza alla forza vitale che chiede di trasformarci. Le immagini del sogno mostrano questo stesso movimento da prospettive diverse: il sole che divampa senza chiedere permesso, il terremoto che costringe a ritrovare un nuovo equilibrio, le lacrime che sciolgono ciò che era trattenuto, il bendaggio che invita a guardare gli effetti invece delle colpe, il vomito che libera ciò che non può più restare, il pagliaccio che sgonfia il dramma dell'Io, i foruncoli che chiedono cura invece di vergogna, il bosco in fiamme, dove gli animali sopravvivono perché sanno quando lasciare ciò che possiedono. Anche il mito di Ciparisso racconta questa trasformazione: dopo aver ucciso involontariamente il cervo che amava, il giovane chiede di poter piangere per sempre;, gli dèi lo trasformano in Cipresso, che da allora accompagna il lutto senza identificarsi con la morte. Così il Bastone Dieci dei Tarocchi, ricorda che nessuno può portare il peso di tutto: attraversare il fuoco significa lasciare cadere ciò che non appartiene più al nostro cammino. Il Cipresso ritorna alla sua natura concreta: piantato presso case, strade e campi, come frangivento e barriera verde, protegge il terreno dall'erosione e, nelle varietà più resistenti, rallenta la propagazione degli incendi. Dalle foglie si ricava un olio essenziale usato a sostenere il respiro, la circolazione e il tono dei tessuti. La Thuja, sua pianta vicina, continua questo gesto di custodia presso giardini e confini, ricordando che la protezione più profonda nasce dalla continuità più che dalla forza. Così la memoria smette di trattenere il passato e diventa una forma di fedeltà alla vita.| |CIPRESSO con fogge, piramidale orizzontale, la femmina antifuoco, adatta a siccità, ama vite e alloro, e genera mio suolo. |Motombi antitarlo, per mobili e panche, poi piroga e barche, corteccia poco spessa, radici fittonanti, oppure in mezzo ai sassi, foglia resina sigilla, preserva acqua innata, fior femmina impollina, in febbraio-maggio, verdi immature, a 2 anni gialle scude, attira mana al suolo, Cristo li ha diffusi. Cipresso femmina + veloce, per boschi antifuoco, idrofoba evoluta, ricopre rami e foglie, al minimo riduce, perdita di acqua, in templi e cimiteri, protegge e dona calma, resiste 7 volte, scrolla foglie morte, dissipa il calore, sua resina degassa, incendi rallentando, dove arido si avanza. Cina Europa e Cile, o California e Pampas, distillano le foglie, per olio di profumi, canfora anti-asma, cura spasmi tosse, sfiamma la vescica, muscoli e pertosse, estrogeni regala, a equilibrar ovaie, enuresi notturna, emorroidi e capillar, adatto a inalazioni, e pelle frizionar. |THUJA orientalist pyramidalis aurea, simile al gold crest, su angolo recinto, presso il ginepro, cresce fin 2 metri, si pota se dirada, a dare forma grata, attira forze mana. flora_cipresso-miti-usi_pardini.mp3
lume194-Raseno dopo un incendio nelle campagne circostanti, decise di piantare un filare di cipressi orizontalis a protezione del Terabuti, come frangivento, ma soprattutto in funzione antincendio, grazie alla minore infiammabilità rispetto ad altre conifere. Il Cipresso cresce lentamente senza occupare tutto lo spazio. Sale verso il cielo custodendo una sola direzione. Il vento lo attraversa senza spezzarlo, la siccità gli insegna a non disperdere l'acqua; il tempo lo rende più saldo. La varietà orizzontale viene oggi piantata per rallentare il cammino degli incendi: ne interrompe la corsa, offrendo alla vita il tempo di respirare. Il legno di Cipresso è ricco di resine che resistono a funghi e insetti, così venne scelto per travi, porte, cassapanche, pali delle vigne, arnie e piccole imbarcazioni. Questo Lume appare quando qualcosa brucia nella tua vita e nasce il desiderio di fuggire o di irrigidirti. Il Cipresso suggerisce una terza via: custodire una direzione senza opporsi al cambiamento. Attraversare il fuoco non significa uscirne intatti, ma lasciare che ciò che è superfluo si consumi, perché ciò che è essenziale possa restare. Nella tradizione del Bwiti, il Cipresso è uno degli alberi che mettono in comunicazione i confini del mondo: le radici custodiscono la memoria, il tronco sostiene il cammino dei viventi, la cima apre un sentiero agli spiriti: diventa un axis mundi, un albero che mantiene in dialogo i diversi piani del mondo. La carta del Cipresso chiede: Quale parte di me sta cercando di resistere a una trasformazione ormai iniziata? Che cosa desidero proteggere davvero, mentre il resto cambia? Quale direzione rimane fedele, anche dentro il fuoco?

253:ijing03.䷂-lume253-Difficoltà-Iniziale (屯zhūn): dalla tempesta nasce ordine. In principio nubi e tuono si uniscono in fermento creativo, il germoglio, poi esplode e si intrecciano tutte le sfumature dell'esperienza in una tela, recando ordine al caos creativo. Serve determinazione e sostegno per crescere. Gli eventi naturali (lampi, vento, luna, pioggia) riflettono sfide e opportunità. Così il nobile intreccia ordito e trama, la costanza dona frutti, la sorgente crea il successo; non cercare qui la tua direzione, sfrutta invece il momento per creare nuove alleanze. Come una pianta sviluppa radici in ogni direzione, la vita interiore si proietta nel mondo e incontra una resistenza. La spinta creativa di cielo e terra si uniscono e crescono, colme di vita e desiderio di realizzare: non è ancora momento di definire limiti alle tue possibilità, rafforza la tua determinazione e cerca un sostegno per espandere la tua coscienza e influenza. Cosa sta iniziando? Dove puoi trovare l'aiuto che ti serve? Barbanera dice: Cielo che luce acqua produce; nuvole verdi e scurette son tempeste e saette; se lampeggia e poco tuona, acqua a secchi il ciel ti dona; la Luna con l'anello non porta il tempo bello; gioia e sciagura sempre non dura; piccola pioggia fa cessare gran vento, ma gran bonaccia, tempesta minaccia.| Seba osserva il cielo e le nuvole: dai cirri di ghiaccio ai nembostrati e cumulonembi che portano tempeste e fulmini. Ogni forma di nube annuncia mutamenti atmosferici, temporali, piogge, aria elettrizzata che rigenera natura e uomini. Il mito di Eolo e dei suoi 12 venti descrive forze che guidano naviganti e popoli. Ogni vento ha carattere e durata: Tramontana, Grecale, Scirocco, Libeccio, Ponente, Maestrale. Segni animali e popolari annunciano cambiamenti climatici. Febbraio è mese di febbri e purificazione: malanni invernali preludono a nuova vita. Luna, stelle e costellazioni (Orione, Lucerna) danno presagi su pioggia e carestie.# Seba osserva cielo, sereno poi con nubi, CIRRI aghi di ghiaccio, fili di cotone, evapora sen pioggia, dopo qualche ora, lattiginoso cielo, strato grigio porta. Cirrostrato vede, a 8 mila metri, nube che ispessisce, abbassa di quota, muta in goccioline, grigio scura sole, altostrato infine: pioggia graduale, nubi ad abbassarsi, scure ispessirsi, 1 nembostrato appare, denso cupo carica, pioggia oppure neve, 400 metri alto, cinque chilometri spesso: reca acquazzoni, fa buchi e schiarisce. Dopo mezza giornata, cielo ancor evolve, ecco cirrocumuli, un cielo a pecorelle, annuncia forte pioggia, temperatura scende, poi nubi maestose, verdi |CUMULONEMBI, sono temporale, nubi giganti violenti, con elettrica massa, ioni negativi in basso, positivi in alto, bombardano Terra, 2 poli equilibrando, con raffiche vento, grandine volendo. Passata tempesta, due ore sta sereno, nubi frammenta, compaion primi cirri, con spalle al vento, vedi cirri spostarsi, a sinistra poichè, temporale va cessarsi. Nei giorni soleggiati, e ore + calde, vedo nubi bianche, raccolte umidità, indican sereno, bimbi ad ammirar, cielo cumul-nembi, ioni a caricar: dopo temporale, vai ti senti meglio, aria ionizzata, la terra ripulita, giorni di tempesta, tanta elettricità, ma stagna corrente, durante siccità. Pioggia bagna suolo, fa circolazioni, neve ancora meglio, conduce lungo gioco, Pianta poi compie, bioelettrico ruolo, elettrolisi ossigeno, che nutre sottosuolo. |ROSA-dei-VENTI, di Eolo re del tempo, 12 clan pelagi, di naviganti giganti, sposati a titanesse, vivono felici, su isole mediterraneo. Tinia chiuse 12 venti, in giara posta in grotta, nel mare Tirreno, Eolo li sorveglia, nei nuraghe sardi, di Lipari, e oltre. Ammaestra i venti mare, con suoi 12 figli, aiuta umani intenti, naufraghi e dispersi, guida a loro casa, un dì la giara rompe, escon 12 soffi, a turno o a litigar. Aquilone o |Tramontana, chiamato Borea, soffia dal nord, freddo vento septem_trione, Tramontana nasce e pasce, circa 3 giorni, o a multipli di 3. Borea suscita tempeste, pure terremoti, fischia le conchiglie, rapisce fanciulle, Bora ci riporta, sereno quan lampeggia, mentre porta pioggia, quan tuona e saetta. Grecale la segue, vento di nord/est, che porta freddo secco, burano siberiano, purifica ogni cosa, e in ciel sa rivelare, presenza del presepe, mito da spiegare: se brillano 2 stelle, Austro e Borea, 2 Asini veglian, presepe mangiatoia, Noto detto austro, se sfavil nasconde Bora, ma se Borea spira, è Noto che riposa, assieme con Borea, lui nomina quadranti. Vento e tempesta, e perigli ai naviganti, Austro e Borea, due stelle rilucenti, vedi chi ora brilla, pronostica eventi. Grecale da nord-est, Cecia porta grandolone, Neve e burrasche, umido nembo freddante, Greco e Levante, acqua dietro e davante; vento di Levante, Apeliote chiamato, porta pioggia dolce, che mena sereno, marito a Dea fiori, ebbe frutto figlia, assieme miele spighe. Emilia bisbiglia: se non piove Levante, è gran brigante, Levante levantina, un di o una quindicina, Levante leva e move, tre o sei o nove, se non si rimette, è diciotto o ventinove. se Apeliote spir da est, porta pioggia a messi, seguito da Scirone, Scirocco dal deserto, Sahara di sudest, piogge calde e sabbia, segue Noto caldo. |Scirocco nasce secco, poi umido raccoglie, il mare traversando, le nubi dietro porta, Austro ancora Noto, ovvero Vento Sud, del caldo mezzogiorno, porta nubi e più; ora segue Lips, Libico Libeccio, soffia da sud-west, segue Zefiro Marocco, apre fior a primavera, talvolta è tempestoso, scoperchia ogni cosa. Lampi a improvviso, a tempesta son avviso, lampeggia e poco tuona? secchi il cielo dona, lampeggia a ponente, lampeggia per niente, lampeggia da levante, Libeccio arrivante. Cielo si oscurò, un vento cominciò, terra trema sotto, e acqua ingrossò, si abbatte uragano, ingoia molte forme, dentro sta la calma, Eolo conforme. Libeccio Garbino, portacqua violentino, scopre i pagliai, quindi poi ci piscia, dopo grande vento, vien sua pioggia fissa. Ponente atlante vento, or spir da ovest, se vento Ponentino, da mare va spirando, è Zefiro Favino, il caldo via spazzando, Zefiro che torna, bel tempo rimena, ridono i prati, e cielo rasserena. Cielo rosso al mare, va contadin arare, nubi rosse a sole, prepara legna pastore, Cielo di lana, piove oggi o in settimana, a cielo improvviso, non fare buon viso. Cielo a pecorelle, acqua a catinelle, Cielo rosso di sera, bel tempo spera, se respiro pesante, gross'acqua farà, se aria è rossa, o piscia o soffierà. Se Aria a fette, son lampi e saette, se gran bonaccia, tempesta minaccia, la Bora scura dura, poco dopo muore, di tre, 5 o nove, dura quando se move. Bel tempo sarà, se Sole alza chiaro, e se nubi in Aurora, vanno nell'ovest, Pioggia nell'aria, è caso aspettare, mordon Moscerini, e Zanzare con Tafane. Se tuona su albero, senza le foglie, allor pochi frutti, stagione raccoglie, canta Usignolo, alle notti di Aprile, segna bel tempo, stabile a offrire. Gallo fuori-orario, clima va cambiando, a pioggia vicina, Galline fanno il bagno, se tardano al pollaio, indice di pioggia, se gracida la Rana, indica che scroscia. Insetti e serpenti, pur sentono acqua, Topi stridi squittii, portano bel tempo, salti ballerini, se corrono sia pioggia, topini entrano case, freddo dietro porta. Se vedi greggi sparsi, pur prossimi a ovile, e avidi gustan, elettrica pastura, Pecore irrequiete, per pioggia futura; pure Vaccherella, vicino al Therabuti, aspetta la pioggia, per ionici tributi, narici allarga in alto, così le giova, gode a respirar, aria elettro nuova. Vacche di Estate, brucano i prati, non toccano ciuffi, di verdi rinomati, anche se affamate, evitan quell'erbe cresciute su letame, d'anno precedente. Tinia si rallegra, di mirar sua figlia, cosi ogni animale, d'amare si consiglia, se segue Maestrale, assieme al Ponentino, 1 gelido d'inverno, asciutto sereno vivo: a mattina è Tramontana, a sera è Maestrale, se Maestrale fresco, Bora arriva presto, esso gonfia-sgonfia, annuovola rasserena, ma con Tramontana, non dura una settimana; se Vento di sera, buon tempo si spera, 1 Vento di mattina, pioggia s'avvicina, mai s'ebbe vento, senza un acqua dopo, non cade pioggia, se vento io invoco. Maestrale o maestro, spir da Nord-west, freddo secco vento, cielo rasserena, chiamato Scirone, distrugge l'Estate, specie nel Tirreno, saette ha scoccate. Iniziano giganti, mutamenti stagione, intorno gli equinozi, venti accelerati, se vai verso Marzo, vento va soffiare, se vai verso Aprile, il vento va finire; se prima sta vento, e poi segue brina, Acqua giù in terra, starà domattina, Cielo grigio a mattino, segna bel tempo, quan canta il Merlo, sei fuori Inverno. |FEBBRAIO mese FEBBRI, se alletta le famiglie, influenza vien e và, aglio e zuppe calde, a casa a riposar, umani flora e fauna, contrastano i catarri, con erbe mucolite, battaglia ricorrente, di purga collettiva, prepara nuovo ciclo: polmone a volte perde, fiato come piante, tisi o polmoniti, gelo sulle piante, sciogliere catarri, su dormienti gemme, invita nuova vita. Febbraio tabarro, Raseno in barba bianca, qualora non piove, la neve non manca, se è sole solicello, è solo mezzo Inverno, sempre si equilibra, tempo brutto e bello. Febbraio mese febbri, aglio e zuppe calde, battaglia ricorrente, prepara nuovo ciclo, gelo sulle piante, sfida vincer morte, sciogliere catarri, dante in purgatorio, la vitanova invita. Neve presagisci, se sibila la legna, o se 1 lucente alone, tiene la Lucerna, Funghi su lucerne, pioggia si avvicina, fiamma che volteggia, vento da cantina: se è verde Natale, sarà bianca Pasqua, Natale al balcone, Pasqua al tizzone, Natale con pioggia, fa Pasqua asciutta, fa debito il Cielo, se manca la frutta. Mare molto scuro, sicuro pioggia mette, Nubi verdi e scure, è tempesta e saette, LUNA mangia nubi, per divenire piena, quan tutto ha mangiato, Cielo rasserena. Luna rossa dopo Pasqua, porta carestia, Luna con anello, non porta tempo bello, luna pallida fa pioggia, rossa fa vento, corni suoi smussati, indican la pioggia, eretti e minacciosi, vento dietro porta; sua stella lucerna, se manca son piogge, presto pioverà, acqua al suolo porge, a Luna settembrina, 7 se ne inchina, a equinozio Autunno, è fata blu turchina: da lei inzia certo, declino insolazione, annata del raccolto, rivela a precisione, levar calar di Luna, cambio di fortuna, assieme con i quarti, muta la cultura. Orione nimbosus, pluviosus acquosus, sorge in Autunno, e porta sue piogge, tramonta ad Aprile, pure con pioggie, di buona stagione, anticipa fogge. Quando nubi vedi, andare al mare, prendi pure zappa, e vai a zappare, quando nubi vedi, andare al monte, prendi gli arnesi, raggiungi la corte. Aria immobile silente, annuncia |TERREMOTO, surreale paesaggio, sensazione sogno, lampi da terra, e insolita nebbia, mal di testa a settimane, svanisce quan terremoto appare. Panda ed Elefanti, corrono in collina, mal di testa nasce, dai cambi di clima, cane mastica corteccia, Salice aspirina, prima del terremoto, fa cura istintiva. Terra continua scambia, elettro energia, con aiuto di punte, di montagne o foglie, campo erba + punti, soddisfa gli scambi, compensa strati alti, assieme strati bassi: bio orgone naturale, immenso e potente, ognuno su Terra, è sotto sua influenza, tutto ecosistema, necessita suo contatto, aver piena salute, connessione al campo; se fulmine cade, reca molta elettricità, non trova passaggio, antenne a punte là, Risonanza Schumann, da lampi alimentata, parafulmini poni, a convogliar tal mana: 50 lampi ogni secondo, infuriano pianeta, colpiscono la Terra, e creano risonanza, specie in estate, pomeriggio fin 18, temperatura + calda, dice professor Otto, caldo-umida muove, in alto e forma nubi, scuri cumulnembi, con base appiattita, da carica negativa, e alto apice rigonfio, con carica positiva, potenziale confronto. Base respinge negative, attira positive, se nube passa sopra, accumula + positive, dentro e superficie, a oggetti conduttori, sotto nube stessa, specie tra i ripetitori; se allontani da Terra, cresce potenziale, 200 volt ogni metro, ogni cosa a livellare, + in alto viviamo, elettrosensibil polmoni, sconnessi da terra, carenza elettroni: fisici scelsero Terra, a riferimento zero, partir da superficie, misura ogni voltaggio, la messa-a-terra serve, scarica e incanala, ogni accumulo carica, elettro indesiderata; se nave o camion, han massa metallica, sostituisce massa terra, preziose le punte, nello scambio correnti, tra cielo e terra, tien equilibrio, tuoi piedi nudi in erba. 
lume253-Seba sogna terme e pioggia: l'acqua calda lo invita all'immersione, al piacere e alla vicinanza; quella fredda sembra invece chiedere distanza e regolazione. Sul bordo della vasca Seba non entra subito: osserva, verifica, ascolta il proprio corpo. Il suo orecchio ricorda schiaffi e baci dell'infanzia; è una porta attraverso cui il mondo entra senza essere cercato: voce, tono, presenza, contatto. Il corpo registra così la differenza, fra una vicinanza che nutre e una vicinanza che invade. Quando il contatto diventa eccessivo, Seba si ritira; quando riconosce sicurezza, può tornare a respirare e lasciarsi avvicinare. Attorno alla vasca compaiono persone in giacca scura, immerse in un'esperienza collettiva che non gli appartiene. Seba comprende che non ogni immersione è vera partecipazione: talvolta seguire il gruppo significa entrare in un ruolo automatico e allontanarsi dalla propria esperienza. Il sogno non gli chiede di scegliere fra controllo e abbandono. Gli insegna piuttosto un'immersione graduale: entrare nell'acqua ascoltando temperatura, respiro, tensione e desiderio di restare o uscire. Il filtro che un tempo serviva a proteggersi, può diventare un'antenna, una capacità mobile di discernimento. L'acqua diventa così una lingua del corpo: non obbliga a entrare, ma permette di scoprire quanto ci si può immergere senza perdersi. Oracolo: puoi avvicinarti abbastanza da vivere l'esperienza senza doverti difendere prima ancora che accada?

359:tarot21-lume359-IL MONDO. Trova il punto in cui gli opposti smettono di combattersi e diventano una stessa forma. Il Mondo non è perfezione immobile, ma compimento: il cerchio nel quale ogni direzione trova posto. Quando la vita smette di essere divisa tra ciò che deve essere trattenuto e ciò che deve essere lasciato andare, anche una piccola goccia può diventare dolcezza: se la lama arriva appena all'alburno, compare una goccia limpida, se si insiste la linfa si disperde, se ci si ferma prima, nulla affiora: la manna nasce solo nel punto esatto in cui forza e delicatezza diventano la stessa cosa. L'Orniello della manna (Fraxinus ornus) insegna che esiste una misura precisa tra proteggere e aprire, trattenere e lasciar scorrere: la manna nasce quando la mano riconosce quella soglia e sa fermarsi. Corpo e spirito, materia e respiro, ferita e nutrimento possono allora comunicare. Barbanera dice: spirito e corpo procedono assieme, non cercare lontano ciò che hai vicino.| Orniello della Manna (fraxinus ornus), anche conosciuto come frassino minore, è un albero o arbusto che cresce spontaneamente in Europa meridionale, in terreni secchi e soleggiati, come quelli delle valli piemontesi e delle colline siciliane. Ha una chioma a forma di cupola e da una corteccia grigia liscia, fiorisce a maggio con spighe bianco-gialle: la sua linfa, chiamata manna, è storicamente estratta dalla corteccia incisa e usata come lassativo e purgante, oltre ad essere impiegata per combattere la febbre. La manna solidifica all'aria in cannoli e ha proprietà dolcificanti. Betulla (Betula pendula), originaria delle zone fredde, è un albero che si distingue per la sua corteccia bianca e liscia. Le sue foglie e la resina sono utilizzate in medicina popolare per curare ferite, eczemi e punture d'insetti. La resina, che può essere bollita e applicata su ferite, è anche utilizzata per preparare birra minerale con proprietà diuretiche e drenanti. I rami della betulla vengono usati per la purificazione del corpo e per il trattamento di malanni. Le due piante sono apprezzate per le loro capacità di purificare l'organismo, stimolare la circolazione e migliorare la salute della pelle.# |Orniello-della-MANNA, frassino minore, |Fraxinus-ornus, albero o arbusto, vive sud Europa, chioma cupola schiacciata, corteccia grigia liscia, foglia caduca chiara, fiorisce maggio aromi, spighe bianco gialle, e frutti samare; ama terre secche, sopporta mare e city, cura aridi pendii, Appennino fin Sicilia, spontaneo in Piemonte, in valli soleggiate, a ripar dai venti nord, nei boschi Monferrato, compete con Querce, Cerri e Roverelle. Orinello colonia, già da 30 anni, presso il Castagno, aperto ed arioso, ama arido roccioso, calcareo o argilloso, presente nei Laureti, tra macchie, e colli Faggi. Duosicilia coltivava, x produzione manna, incisi rami-fusti, con la mannaia, linfa zuccherina, estrae incisa corteccia, stalattiti ancora amare, a contatto con aria, solidifica in cannoli, dolcifica e schiarisce. Lassative e purgante, manna sciolta in latte, toccasana zuccherino, detto Mannosio, |Mannitolo in alcool, zuccheri e sali, febbri pure sfiamma. Orniello differenzia, da Frassino maggiore, per portamento bonsai, foglie + tonde chiare, tronco più contorto, o dritto affusolato, a primavera produce, profumate fioriture; con Salice delimita terre, fa sostegno a fili vite, adatto per viali, legno mobili e tannini, sotto esso crescon funghi, sebbene non simbionti, se associato a Querce, Leccio Rovere o Cerro, Porcino e Ovolo buono, Amanita Cesarea, presenti in bosco Orniello, porcini primavera. |BETULLA berjoza russa, a cui legano avi, utili alla vita, Freya Luce ai germani, Brida celta amica soma, fungo simbiosi, tronco bianca luna, corteccia liscia noti; rami a fustigare, corpo nudo nel banja, x sangue circolare, e pelle riparare, sue galle-ferite, fa resina gialla, che cura ferite, e colora viso dama; rami e fuoco pecka, son piccole torce, brucia senza fumo, a polmone drena scorie, illumina il mondo, suo latte cur malanni, tien pulito corpo, cogli incisi tagli: acqua fermentata, diuretica drenante, attinta a cannuccia, birra minerale, resina essuda, pestata e bollita, cura ulcere ferite, pece di betulla; su eczemi e punture, insetti repelle, a Maggio reca fiori, e foglie x tisane, di resina coperte, appiccicosa canforata, sfiamma bocca e derma, foglie a macerare, in vino bianco medicinale. TAROT XXI_|Le-MONDE: Riconosci il tuo percorso e celebra il tuo successo; realizzazione su tutti i piani, quintessenza, altre persone ci offrono aiuto, delegare organizzare, visione delle quattro direzioni o accampamenti, viaggio, soluzione quadratura cerchio, trovare il proprio posto nel mondo: una donna seminuda al centro di una corona, regge due bastoncini nelle mani, circondata da una mandorla di foglie di quercia, mentre ai quattro lati della carta compaiono i simboli degli Evangelisti e dell'apocalisse: Angelo (Matteo) Aquila (Giovanni), Toro (Luca), Leone (Marco). La carta compendia due figure geometriche, cerchio e quadrato, simbolo di Cielo e Terra, e simboleggia la sintesi ultima, la raggiunta quaternità alchemica, il successo, l'azione magnetica del cosmo: solo chi possiede tutte le virtù diviene mondo, cioè puro e universale. Il mondo poichè è completezza e integrazione degli opposti, potenzia i significati di tutte le altre carte a essa collegate, a dritto o rovescio, paradosso del divino (Sè o fonte) nel corpo degli umani, invitando magari a chiuder cicli di vita o aprirne di nuovi, vivere in modo emotivamente costruttivo ciò che gli eventi pongono o sottraggono. |FAUL: una delle città dei Papi, riflesso della città celeste interiore che muove tutti, come nelle storie cinquecentesche di Annio da Viterbo, dove le lettere della parola Faul, scolpite sui quadranti di un globo custodito dal leone alchemico di Nicea, sarebbero l'acronimo dei quattro castelli di slava memoria, Fanum Voltumne, tempio e bosco sacro della confederazione etrusca, Arbano, Vetulonia e Longula, quartieri poi uniti che diedero origine allo stemma/mandala della prima città tirrenica dei papi. BOSCH: se siamo in grado di accettare ogni cosa di noi, nell'ombra come nella luce, allora siamo completi. AFRO: Oduduwa, prese al fratello Obatala il compito di finire la creazione di Olorun, Nigeria. |Oxalá, Gesù Cristo in empireo 
lume359-Seba cercava da anni il modo di ottenere la manna; incideva, provava, insisteva, ma l'albero non gli dava nulla. Un giorno un vecchio siciliano gli disse: forse non devi fare di più, ma devi fare un poco di meno. seba fece un piccolo gesto, preciso, poi si fermò. Attese; dopo poco apparve una goccia limpida, non era grande, ma conteneva tutto ciò che serviva. Da quel giorno imparò che esistono ferite che liberano e ferite che distruggono, aperture che nutrono e aperture che svuotano. L'Orniello insegna: se ferisci troppo l'albero sanguina, se non osi abbastanza non nasce nulla. La manna compare solo in quella soglia sottile dove forza e delicatezza diventano la stessa cosa. La saggezza non consiste nel non toccare mai la soglia, ma nel riconoscere il punto esatto in cui fermarsi. Quando troviamo la misura giusta, ciò che sembrava una ferita diventa nutrimento, il tempo, come l'aria calda dell'estate, compie il resto: la linfa si fa dolcezza, l'arcobaleno riporta il sereno.



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