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fiumepsica Gulliver coscienza, lacrima di boscaiolo (186) 06-lume186 DIREZIO lingua popè | foto umanstoria | audio | anime_battiato_eremiti.mp4 | | film_harlock-epi1.mp4 |musica ngonde2022.m4a
186:sogni06-lume186 DIREZIONE: è quando valutiamo qualcosa o qualche luogo più grande della vita stessa (un ponte attraversa un baratro). |Direzione non è mero scopo da realizzare, ogni scopo delude, sia esso di salire la scala sociale, crescere una famiglia contro le vicissitudini della vita o sostenere una grande causa. Il solo impegno che dia una scopo ultimo è seguire l'energia della fonte fino alla fine dei tuoi giorni, indipendentemente di dove ti conduca. Chiedi se hai uno scopo così valido al quale dedicare la tua vita. IMG8: Serpente può mordere la mano che lo sorregge (solo ciò che si scegli e è scelto, cerca l'origine di ciò che ti sfida). Il sognante apre la porta nel muro (superare ostacoli è il primo passo per trovare uno scopo, impara da tutto ciò che incontri). Valigia porta sul letto (vero prezzo del viaggio è rinunciare a ciò che non vuoi abbandonare; resistete, ma poi scegliere di dare). |Zingara dispiega le carte per lo gnomo (la fortuna non è nelle carte, ma nelle scelte di vita: scegli con sicurezza e non voltarti mai indietro). Salendo, il sognatore passa accanto a un altro che scende (se uno ha più direzioni nella vita, queste tendono ad annullarsi reciprocamente: per il momento scegli la direzione più centrale). Il Cane guida il suo padrone per la foresta (essere guidati significa far propria la direzione di un altro). Un Auto sale la montagna (continuare a muoversi non è una direzione, ma una distrazione: fermati abbastanza a lungo da decidere dove stai andando). Lampo sull'acqua (il viaggio riunisce ciò che ci succede e l'uso che facciamo di ciò che ci succede: agisci più per desiderio di auto-conoscenza che per desiderio in sè). |Capodanno ortodosso: per quanto sia nera la notte, arriva sempre l'alba.| Raseno racconta la leggenda del taglialegna che, alla foce del fiume al foce del Tibrin, cade dall'albero e la vita gli sfugge tra lacrime e abbracci al compagno di lavoro a cui raccomanda la famiglia. Le anime dei morti salgono su un vascello verso un purgatorio. Il Tevere diventa Acheronte, traghetta la coscienza tra mondi, ricordi e desideri di ritorno. Riti longobardi e Argonauti evocano raccolti e conquiste, l'acqua nutre i defunti, e un ponte tra vivi e morti lenisce maremoti interiori. Ogni mare narra distacchi, migrazioni, tra nostalgia e ricomposizione dei lutti. Raseno riparte dal Tirreno, si ritira nel canyon del Biedano, coltivando giardino e memoria del Terabuti. Racconta mondi lontani, civiltà sepolte, pigmei d'Africa, aborigeni d'Australia, riti di fertilità e socialità. Versa vino, ascolta vento e pioggia, sogna avventure con Gulliver, pirati stellari e giganti, che cercano piante sacre e misteri cosmici. La musica e le storie guidano emozioni, creano realtà, e il sogno diventa esperienza di vita. Ogni sognatore costruisce mondi, riveste maschere, recita ruoli tra gioia e tormento. Il bambino Dioniso guida risvegli, il mito rinnova la vita: chi segue il sogno ritrova scopo, creatività e potere interiore, un ponte tra sé e l’universo.# |Raseno altra storia, narra quella sera, |Ostium foce Tibri, lavor 2 taglialegna, uno perde equilibrio, dall'albero cade, batte testa e poi, è fra compagne bracce. Pochi minuti vita, lui affida lacrimando, la moglie coi figlioli, a carità compagno, il |taglialegna chiuse, occhi dell'amico, bagnandosi le dita, in sue lacrime del viso. Tocca involontario, palpebra sua propria, guarda intorno e l'erba, appar colore viola, il mare porporino, il Tevere annerito, in mezzo sta Vascello, 1 popolo sul rivo: folla di fantasmi, assiepa quel pontile, in lunga fila sale, su tal Velier gentile, Spiriti al timone, alle vele e alle gomene, la nave prende il largo, affida alle maree. Il taglialegna seppe, raggiunta tale folla, che anime dei morti, al porto fanno spola, ad imbarcarsi verso, un purgatorio mondo, Visione a lui concesse, lacrima-moribondo. |Tevere-Acheronte, chiamato fu Tibrin, mistici e viandanti, trasporta nel dormir, sino mar dei morti, il corpo fa da barca, traghetta la coscienza, onda sulla carta. |Longobardi riti, riplasman vecchi miti, di Marte con Vestali, su ponte dei Sublici, onorano |Argonauti, arrivati qui in piroghe, propiziano raccolti, e conquistare spose. Acqua compagna, nell'ultimo assaggio, richiama i defunti, li nutre x viaggio, un via-vai di umani, migranti sui mari, 1 ponte tra i mondi, e sede di annegati. |Nostalgia di vita, nostalgia ritorno, ogni Mare narra, dolor distacco fondo, il trauma di emigrante, obbliga staccarsi, lasciare le radici, divorar straziarsi: privati degli affetti, famiglie e paesi, consumano i lutti, al fin ricompattarsi, partire ugual morire, viaggi nell'ignoto, un ponte ritrovato, lenisce maremoto. Finito mio soggiorno, riparto da Grosseto, scendo sulla costa, del |Rasna mar Tirreno, nel canyon del |Biedano, sosterò in ritiro, al tempio terabuti, coltiverò giardino. Cantaci oh |Raseno, mondi lontanissimi, mistici viaggiatori, in terre inesplorate, con civiltà sepolte, deriva continenti, amore degli umani, nei miti correnti. Pigmei di Africa, siedono a terra, con rito sociale, fumano erba, |Aborigeni Australia, stendono a terra, con rito fertilità, lasciano sperma. Raseno mescitore, versaci tuo vino, facci riascoltar, storie oltre confino, |Gulliver vogliamo, e i canti di Battiato, un capitano in mare, più storie ci ha portato, seguimmo x istinto, scie delle comete, 1 pirata tutto nero, vive sotto stelle, muta in astronave, tutto suo veliero, 1 teschio x bandiera, vuole dire libertà, arrembaggio ad ego, lui cuore grande ha; fammi provare oh Capitano, 1 avventura dove io son eroe, che combatte accanto a te, fammi volare senza meta, tra i piani oltre ghiacci, in caverne dei giganti, per trovare sacre piante. Anima di sogno, è cosmica faccenda, eventi e significati, di musica son fatti, etere è sostanza, forma tutti quanti, con ritmo dei suoni, viaggia emozione, commuove realtà, crea situazione, indigeno si vive, custode di natura, mescia buon vino, ascolto vento e pioggia: a volte Thera piange, chiama alle sue storie, immaginarie lande, del tempio |Terabuti, 1 sogno reca forma, al mito fondatore, ghirlanda di Tago, vien da tale azione. Sai Baba di |Shirdi, respira nelle cose, canto sue canzoni, prolungo sue storie, rivivo quel sogno, a festa ricorrenza, orto mi sostiene, con personale scienza. Sognare funziona, come camminare, da piano parallelo, indirizza azion umane, accadon tutti sogni, entro Grande Sogno, del dio-bimbo che, estingue ogni bisogno: chi suo sogno perde, perde scopo e meta, semi miti e riti, rinnovan vita intera, Sogno e creazione, hanno stessi versi, vivono |Arunta, nei loro sogni immersi; interpretare sogni, oracolo preciso, sogni dal digiuno, danze oppur confino, tutti personaggi, crea il sognatore, ricavan sensazioni, cuore di creatore: ognuno sogna 1 mondo, dove divien Re, poter creativo che, tiene dentro Se, miliardi luminarie, dentro fuor ognuno, Io sono lato umano, recita qualcuno; svestito 1 dato ruolo, salgo nuovo stadio, altra maschera rivesto, come bimbo Tago, 1 ruolo di stagione, tra gioie e tormenti, son Dioniso bambino, al tempo dei risvegli; voler lasciare mondo, è uscire dal teatro, Attore ha molti nomi, bimbo in Africa rinato, in templi di foresta, vestito da felino, danza la sua festa. |Tago-drammaturgo, apre e chiude porta, recita suo ruolo, nel libro che ci detta. anime_battiato_eremiti.mp4 audio
I viaggi di Gulliver ?, romanzo di Jonathan Swift, narra i viaggi fantastici di Lemuel Gulliver, un medico di bordo che esplora mondi surreali. Nel primo viaggio approda a Lilliput, regno di uomini minuscoli ossessionati da guerre ridicole e burocrazia. Poi giunge a Brobdingnag, terra di giganti, dove l'uomo occidentale appare ridicolo e crudele. A Laputa, incontra scienziati scollegati dalla realtà, persi in astruse teorie. Infine, nel paese degli Houynan, cavalli razionali governano pacificamente, mentre gli uomini (gli Yahoo) sono creature selvagge. Gulliver torna cambiato e disilluso verso l'umanità. Swift critica la politica, la scienza cieca, l'orgoglio umano e la società autodefinitasi occidentale. Oracolo: la 'civilizzazione' spesso maschera ipocrisie, abusi e assurdità. Gulliver ti invita a riflettere su relativismo culturale, rispetto della natura e limiti della ragione. Alla fine, Gulliver troverà la sua guarigione in una crisi di identità, e un ribaltamento di visione: Chi è davvero il selvaggio?