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fioredoro simboli e processi che abitano in me (181) 01-lume181 |CENTRA lingua alchemico | foto hmongcina | audiolibro | device_sama-journey.mp4 | popoli_sama-chukchi.mp4 | jung_fioredoro-immagini.mp4 |musica 98_arco_yakuto.mp4
181:sogni01-lume181 |CENTRATURA: Nel caos della vita, trova il luogo dentro di te da cui tutto prende origine. Se ti senti perso o ansioso, sappi che è perché ti sei allontanato dal tuo vero centro. La tua sete interiore è una chiamata a tornare a questa fonte. Nel sogno, cerca simboli di equilibrio: acqua che scorre, fuoco che illumina, danze attorno a un punto fisso. Questi sono segni che il tuo spirito ti guida verso la stabilità e la pace. Non importa tanto cosa fai, ma come agisci. La consapevolezza nel cammino è più importante della meta. La carta ti ricorda che ogni esperienza, anche la più piccola, ha valore e ti aiuta a scoprire chi sei veramente. Preparati ad affrontare paure e cambiamenti: come una cometa, la trasformazione può arrivare all’improvviso, ma sei pronto. Lasciati purificare dalle emozioni difficili: masticale, attraversale, e ritrova la tua luce. Questa è la via della sapienza: tornare sempre a casa, al centro, per vivere con amore e chiarezza.# Il modello splende al centro del vortice, fulcro attorno al quale gli opposti si incontrano. Il centro o mandala, crea l'Universo e tutto ciò che lo circonda, equilibrando ogni cosa; è il fondamento dal quale il Tutto ha continuamente origine; anche se consideriamo noi stessi elemento centrale, il nostro vero centro è ciò che rende possibile la nostra esistenza; noi stabiliamo circoli di relazione e da essi onoriamo il centro, nostro luogo di origine. Tuo compito è porti come figlio dell'Universo, cercando sempre il punto di equilibrio da cui iniziare a vivere. IMG8: Altare con fiori e conchiglie (vagare senza scopo, in ansia e senza fine, assalgono coloro che non cercano un centro più grande di loro stessi). Fontana zampillante (quando siamo disponibili, la fonte scorre copiosa. Conosci la tua sete cercando ciò che può placarla). Danza attorno al simbolo della loro gioia (celebrate affidandovi a coloro che possono aiutarvi a ristabilire il vostro centro). Candela (evoca il centro per trovare la tua strada nella vita, scopri il valore in ogni esperienza che vivi oggi). Meditante (vero silenzio è la canzone che val la pensa di essere cantata, lascia che tutto passi finché troverai ciò che ti libererà da te stesso). Torsolo di Mela (è meno importante ciò che fai rispetto al modo in cui agisci, sii consapevole del modo in cui operi e meno dello scopo per cui agisci). Rosone (essenza dello spirito è usare le nostre vite per qualcosa più grande della vita stessa). Cometa arriva (esser pronti per qualunque cosa ci prepara a tutto, scopri in ogni giorno ciò che ti incute timore). |Eboga-emboba! chi vomita si purga, inizia masticando conclude attraversando| Jung distingue tra Sapere e Tecnologia: la prima è creativa, la seconda razionale e fruibile. Egli invita a trasformare fobie e manie in divinità con cui dialogare, trovando compromessi interni; linguaggio e mitopoiesi, di ogni lingua e cultura, crea forme di pensiero, tanto che, per i nostri avi, credere in dèi, eroi, spiriti e santi favoriva l'equilibrio psichico, evitando conflitti e isterie collettive; negare la dimensione divina porta a guerra, follia o suicidio collettivo; riscoprire le divinità offre possibilità di dialogo interiore e sociale, nella coppia, famiglia e comunità. Jung nel Libro Rosso descrive l’Anima come messaggera di Dio, maschile singolare e femminile plurale. Victor Hugo sottolinea che l'esterno riflette l'interiorità: amare l'anima più del corpo. Molti sperimentano la realtà divina o astrale attraverso emozioni intense, senza studio né testi scritti, scoprendo entità create dalla mente che richiedono nutrimento energetico; così, l’ego si riequilibra con il Sé.# Ogni lingua d'origine, crea forme di pensiero, Jung allora differenzia, Sapere e Tecnologia, la seconda è raziocinio, cioè sola fruizione, sapere è mossa creativa, che sposa la coscienza. Jung rivela che, è necessario mutare, la mania in un dio, rinominare le fobie, attività psichiche autonome, in divinità con cui dialogare, e trovare compromessi. |Jung rivela che agli antichi, è più efficiente ed efficace, creder negli dei, eroi santi ed aiutanti, con loro propria autonomia, lor psiche libido energia, poichè se ciò è negato, proiettato fuor di noi, nel vicino altro diverso, ne deriva sol conflitto, guerra isteria collettiva, follia suicida di un popolo: riscoprire divinità, del Xristos è avere chance, di dialogo diplomatico, a raggiungere un accordo, dentro e attorno a noi, coppia famiglia comunità, società umana ecosistema. |Manicomio è aver tolto, il timore di Dio, sviluppar solo il cervello, razionale su Creazione, che invece appare duale, binaria conoscenza, ami l'altro amando te, come ancora dice Dante; quel che si vuol di puete! Jung ripete in libro rosso: |Anima è Dio, sua messaggera mercuriale, anima singolare maschile, e plurale femminile, |Victor-Hugo aggiunge, esterno è un riflesso, di tua interiorità, amate anime più dei corpi, Ave Maria gratia plena. Molti giungono a questo, per varie vie traverse, o penetrando la realtà, o indagando esperienze di altri, e personaggi sconosciuti, che non hanno scritto nulla, e senza studio o ricerca, sono stati testimoni, di entità energia astrale, forme create dalla mente, con la energia di emozione, paura o gioia beatificante, queste si fan credere, divine o diaboliche, ma chiedon tutte é due, nutrimento di energia, in chi ripone fede in loro, e l'ego riequilibra al Sè. libro_viaggio-fioredoro_laozijung.m4a
lume181-|Jung ci ricorda illusione, di creder quanto conosciamo, teoria scientifica è limitata, poichè spiega solo alcuni fatti, manca di eterna verità, e il venir meno religione, porta insignificanza, povertà psico-spirituale. Tutto esiste in fìeri, un mondo di |Akasha che zampilla, nel Reale e nel Sogno, battigia di informazioni, sotto forma di immago, archetipi sensoriali, Forme e segni originari, che la voce può narrare, tra saggezza e follia, conscio ed inconscio, tra materia e metafisica, il mistero nostra psiche, è mistero vita e morte. Quando paura prende forma, nel corpo annida un ossessione, mania che chiede esser nominata, ogni fobia è un dio che preme, per essere riconosciuto, una libido travestita, che ferisce e chiede parola, allora l'eros si sposta, dal sintomo al dialogo, la psiche smette combatter, e inizia a negoziare, con la forza che l'abita. Conviver con dèi, sapevano gli antichi, con spiriti e immagini, a stabilire il campo umano, come una casa ben costruita, dove ogni presenza ha il suo posto, ma se tal ordine è negato, la pression riversa fuori, nei conflitti e guerre, dissociazioni profonde, che il mito ci ricorda. Mito è linguaggio, che ogni cultura genera, per pensare se stessa, con l'Anima messaggera, ambigua una e molteplice, maschile femminile e mista, porta immagini di akasha, per essere integrate, a partecipar le forme, senza ridurle a spiegazione. Oggi evita la scelta, finché il respir trova il suo centro, nel vortice del Blu, il Sé chiede il movimento, tra scienza e visione, si avvicina sen dichiararsi, ora oscilla e lascia il qi, circolar dentro e fuori, come un riflesso continuo, tra trauma ed entità, diventa un ritmo che compensa, ciò che chiami reale, rispetto al polo immaginato, nel quadripolo quotidiano.