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voce: amicizia


delfinobalena parla a Lilly, Marina ama delfini (60) ascolta vede e tace chi vuol vivere in pace  | foto fauna | audio | popoli_ama-divers.mp4 | fauna_delfino-peter.mp4 |  |musica 94_Iquitos01.mp3
trapassarearpa freme Pamela nel canto di trapasso (37) se di maggio rasserena, ogni spiga sarà piena. san Isidoro agricoltore  | foto filosofi | audio | potenze_teresa_visione-trapasso.mov | filosofi_lao-viaggio.mp4 | film_bab-aziz.mp4 |musica camerun_ma_ngombe.aac
viteuvavigna Cristo-Bacco di Epicuro e Khayam (100) se poti a Luna calante avrai uva abbondante latingreco | foto frutteto | audio | vino-artigianale_salterio_spagna.mp4 | frutteto_vigna_potature.mp4 | frutteto_vite_potare5regole.mp4 |musica musica_vino-serafino.mp4

(): 3 quid censiti


60:ascolta vede e tace chi vuol vivere in pace: Cetacei mammiferi, delfin focene balene, allattano piccoli, da ghiandole mammarie, animali a sangue caldo, amano sottacqua, risalgon respirare, han polmoni di aria: dorme DELFINO, chiude 1 occhio a volta, 120 minuti al giorno, tra 1 respir e altro, da 20 a 40 secondi, poi sveglia a respirare, in oceani mari fiumi, Amazon Plata e Gange; se i cetacei mare, risalgono i fiumi, tursiopi e beluga, indipendenti acqua, non bevono a mare, a eliminare il sale, urina dei delfini, molto simile a umane: loro reni come i nostri, tengono il sale, così acqua necessaria, ottengono da dieta, sono animali desertici, pur vivendo mare, con muscolo anulare, strizzan via il sale, o aprono la bocca, x gamberi setacciare, il plancton di oceani, Artico e Antartico, ricacciano acqua, dai fanoni denti-filtro, trattenendo plancton, entro tale filtro: chiudono bocca, ingoian cibo asciutto, ma bere acqua mare, li fa disidratare, assommano in natura, la sete con la fame, Tursiopi in cattività, separano 2 fase. Delfini odontoceti, Balene misticeti, il + grande delfino, Orca mangia pesci, a volte pure foche, vecchi delfin di rado, e resti di balene, uccise da uomo brado; cetaceo + grande, resiste senza cibo, tursiope 1 settimana, orca 6 settimane, balenottera azzurra, se sazia tiene grasso, resiste 6 mesi, poi muor disidratata. Cetacei terrestri, soggetti a malattie, infezioni parassiti, ascar batter virali, a contatto di umani, prendon raffreddore, influenza da contagio, di vicin persone; loro maggior parte, scendon profondità, ossigeno mantengon, da dimensione corpo, prima di immersione, fan rapidi respiri, riempiono polmoni, e scendono convinti, aria fuor di sangue, lontano da azoto, niente embolia, se respir da balenotto, delfino che accelera, modifica sua forma, si adatta a vorti acqua, attrito deforma; la pelle dei cetacei, emette in continuo, sottil velo olio, aerodinami lubrifico, quan balena immerge, olio vedi in mare, viscosa molto bassa, fa il mare scivolare. Cervello mammiferi, terrestri o marini, controlla meccanismi, corpo circolazio, metabolismo e calore, muscoli nutrimento, ogni brivido movimento. grasso di BALENA, cinquanta cm spesso, impedisce dispersione, di calore e cibo, acqua riequilibra, lor corporeo calore, 1 cetaceo arenato, morira di suo calore. YaMwei rinfrescato, nebulizzata ad acqua, da uomini Mayumba, costa del Gabon, spiaggia di cetacei, cuor lavora molto, allor gli fanno vasche, sensibili al tatto, pressioni delle acque. Cetaceo fuori acqua, dissipa calore, solo espirando aria, e acqua dai polmoni, calore se al cervello, troppo elevato è, muore fuori acqua, ha respiro affaticato: se inconti delfino, nel mare o fiume, riesci a toccarlo, stabilisci amicizia, se ha fiducia in te, confidenza cresce, pian piano ti permette, accarezzare pelle: se tocchi inavvertito, pinna dorsal coda, sensibile reagisce, con improvviso balzo, sensibile al dolore, pur ago causa scatto, finchè conficcato, control dolor tremando. Pinne delicate, scheletro aderente, facile ferisce, se sangue stagna, ha sensibili papille, su bordi di lingua, cetaceo mentre nuota, assapora acqua, segue le tracce, di sapori feci e urine, di altri cetacei, al fine rintracciarsi, e pesci annusare, banchi trovare, o cambi di sale, in acque dolci fiumi, o sostanze inquinanti, accrescono dati, info sensoriali, cetacei educati, da quelli + anziani. Cetacei antenati, Sirene gambe e pinne, stomaco e intestino, umana forma tiene, lor genitali interni, non esposti al mare, femmine con maschi, fine sesso gioco, delfino ha forma pene, piccolo delfino, la femmina fessura, accoglie suo bambino, delfino maschio pone, volontario pene, in vagina esterna, adegua laterale, assieme quella interna, a utero conduce, amore nella gabbia, tempo amor produce: giovani cetacei, fan gioco sessuale, senza nulla fare, in vasche van giocare, gravidanza dura, da 10 fin 16 mesi, cucciolo impara, capezzoli succhiare, 2 piccole fessure, su coda genitale, succhia latte grasso, sen zuccheri lattosio, e svezza in 2 anni; insegnano adulti, a controllare pesce, se guasto o velenoso, lo sputano fuori.| John Lilly e cetacei, studia il cervello, contenuto in cranio, momento inerzia vede, corpo strutturato, a impedire rotazioni, rapide e accelerate, tollera sen danno, fino critica soglia, se spezzano i vasi, animale va in coma: corpo grosso aiuta, cervello grande cranio, Orcinus Orca tiene, 3 pesi cervello umano, cosi 1 Elefante, ha cervello + di uomo, chiede grande testa, e un grande corpo; pacati movimenti, al fine di evitare, danni cerebrali, dal colpo tangenziale, se ruota bruscamente, la testa fa lesioni, i pugili han guantoni, a evitar uccisioni. Viscosità del mare, maggiore di aria, ammortizza cervelli, dimension maggiori, le forze accelerazio, frenate dal mare, cetacei hanno evoluto, in milioni anni, umani e cetacei, connession neurale. Balene e delfini, possono insegnare, attendono umani, parlare sottacqua, dove il suono muove, maggiore distanza, da 100 a 3000 hertz, và la lingua umana: balene ed elefanti, emettono infrasuoni, sotto 20 hertz, delfini e orche uguale, a comunicar con loro, dobbiamo progettar, trasduttor strumenti, frequenze bilateral. Delfino ultrasuono, maggiore frequenza, audio analogie, è loro intelligenza, se umano linguaggio, usa analogie visive, cetaceo vede ambiente, in forme auditive, immagini sonore, bene riconosce, rosoni amplificati, ha conformazione, emozioni sente, con stomaco e polmoni. Lilly alle Hawaii, ricerca un canale, tra uomo e delfino, elabora programma, con codice di suoni, possono imparare, controllar computer, velocità elevate, lui stomaco guarda, a saper se animale, è ansioso o turbato, da stomaco agitato, delfino trasmette, sonar risonanza, a umani si adatta, abbassa frequenze, emette suoni in aria, uman parole frasi, sue immagini sonore, colte da computer, traducono linguaggio, in foto strutture. Uomo parla vedendo, analizza dicendo, delfino ascolta, emette eco riflesso, su oggetti circostanti, e loro ambiente, sistema visivo, è sonar possente, a vedere in mare, buie profondità, di giorno e di notte, sanno individuar, lor nemici squali, cibo e socializzi. Cetacei in gabbia, rispettano umani, neppur se puniti, gli tolgono rispetto, uomini e donne, in spettacoli a contatto, nessuno è ferito, da nos avi creature, coscienti del gruppo, si esiliano a cure: delfini e balene, respiran volontarie, incoscienti bevon acqua, x aver coscienza, se qualcuno perde, camerata lo assiste, portato in superficie, respira sopravvive; mutuo risveglio, ognun tocca altro, pinna anal-genitale, causa contrazione, che spinge a riaffiorare, x respirare, delfini aman stare, vicini per amare. Gruppo che si ammala, sceglie spiaggiare, così chi li vede, capisce aiutare, delfini in lagune, in Florida a curare, da varie malattie, e fuggir pescecane, in acqua molto bassa, restan settimane, a guarire ferite. Balene orche marine, ci conoscono bene, conoscon nos guerre, sul mare e fondali, vedon sottomarini, bombe atomiche e H, rispettan omini, senza interferenze; saper si diffonde, tra loro è patrimonio, delfini sono pronti, a comunicar con uomo, imita nos voci, nostro ridere e rumori, se ti mette in vasca, osservano tuoi suoni.| Orca Orcinus Orca, acquario di san Diego, tratta uman con garbo, si lascia cavalcare, ai cuccioli insegna, rispettare umana specie, fiducia e coraggio, rapporto interspecie.| PAM delfino maschio, innamora Margherita, ricercatrice donna, che cura sua ferita, 1 colpo di fucile, avuto nel passato, rivede sotto effetto, acido lisergico, supera quel trauma, affetto della donna, insieme per + mesi, contatto scambio dona: ergot accrebbe, linguaggio non-verbale, telepatia di scambio, idee da ricordare, 1 accordo si trova, su lingua e argomento, Lilly elabora modello, 1 frasario diretto. Prima di ogni ego, vi è stato primordiale, spazio ancora aperto, di celle immaginale, Lilly crea vasca, isolante sensoriale, che testa su se stesso, prima di animali, confin natura e scienza, vede inesistente, dopo viaggio LSD, delfino Pam intende. Lilly alle Hawaii, lascia intervista, esperienza sessuale, con maschi delfini, hanno erezione, volontaria del pene, come respirazione, cosciente gli avviene, loro cervello, + grande del nostro; a Tahiti allenatrice, basta fare fischio, delfino capovolge, e mostra suo pene, erezion 7 secondi, a comando lui tiene, mentre nuotavo, in mar con delfino, venne presso me, io tocco sua pancia, improvviso ha erezione, avvolge suo pene, intorno mio ginocchio, aggancio provvede, poi inizia ondeggiar, io sopra di lui, come a cavalcar, suo modo agganciar, bella esperienza, Pam pene eretto, + compiti esegue, di acrobazie, tutti cetacei, han volontarie erezioni, + liberi di umani, esplorano emozioni, lungimirante Lilly, auspica alleanza, tra cetacei in mare, e umani in terra landa. Isole Vergini, Margherita e delfino, ebbero rapporto, iniziale madre e bimbo, lui giovane Peter, fà corteggiatore, Margherita insegnante, con lui fà 1 amore: lei vive coi delfini, 3 mesi giorno notte, con Peter maschio, e Pam Sissy femme, progetto di NASA, lo guida John Lilly, prevede che insegni, inglese ai delfini; dopo di 3 mesi, Margherita e delfino, scatta buon feeling, piacer di compagnia, lui a lei si strofina, su piede o mano, lei lascia fare, inginocchia sen disagio, rapporto tranquillo, dolce e prezioso, Peter sapeva, lei sempre con lui, impara a dir parole, fra gioco e lavoro, in corteggio emotivo, 1 assalto amoroso: + sessioni amorose, pubbliche e lunghe, dal 3 al 10 luglio, Margaret scrive, Peter eccitato, + volte a settimana, mi cerca ogni momento, giocare lui ama; lo mando al piano sotto, da Sissy e Pam, sopisce suoi bisogni, io vado a meditar, se apprendo soddisfar, suoi bisogni sessual, rapporto uman-delfino, potrebbe rafforzar. Nascon fra i due, frequen sessuali giochi, Peter soddisfatto, trasforma sue lezioni, scuola gioco e sesso, Peter si umanizza, pen diventa eretto, cosciente lo addrizza; lei lo strofino, con la mano o piede, lui accetta e raggiunge, orgasmo rilassa, di solito facciamo, tre volte ricomincia, il pubblico assiste, coinvolta meraviglia. Peter mette amore, nel tocco a strusciar, ha gran felicità, e accetta di studiar, così ci innamoriamo, ma soldi van finire, NASA perde interesse, a studi sui delfini. Così i 3 delfini, traslocano a Miami, Peter si suicida, smettendo respirare, nel fondo di una vasca, Margaret fù triste, e dopo tempo lutto, fotografo lei sposa, che intero esperimento, scrive e relaziona; delfino fa sforzi, riprogramma emissioni, di suoni calibrati, a parlare con umani, computer veloci, ci aiutan coi cetacei, diamo lor diritti, individui legali: 1 carta dei diritti, di cetacei in mare, senza alcun confine, diritto a navigare, uomo e delfino, nel libro di john lilly, coscienze intelligenti, esplorarono confini. popoli_ama-divers.mp4fauna_delfino-peter.mp4audio

37:se di maggio rasserena, ogni spiga sarà piena. san Isidoro agricoltore: Pamela avan trapasso, rivela sensazioni, tra estasi e agonia, si sveglia nel sudore, chiede di rivedere, il film di Bab Aziz, il derviscio sufi che, sà superar paure, e la morte contemplare. Pamela può guarire, con Tago nello specchio, da vecchia educazione, ansia trauma morte, di prima sua figlia, che ebbe tale sorte. Mama su strada, lungo fiume appare, villaggio sullo sfondo, nulla poi appare, rinuncia gira a vuoto, verso una parete, fatta come gomma, color rossiccio tiene: parete si avvicina, somiglia uno sfintere, comincia pure aprirsi, nulla la trattiene, suo buco circolare, rosso striato nero, diametro quaranta, centimetri che apre, galleria scavata, percorso irregolare, par fatta da Lombrico, con lento lavorare. Al centro della grotta, vede dio Nzamè, ballare su terreno, cambiare pelle intero, diventa più figure, aborigene cristiane, Budda Siva e altre, scorrono a fiumane; immagini rossastre, fluttuano al soffitto, riflettono + teste, rossicce della grotta, pareti incise a segni, di lingue sconosciute, ma tutte ben distinte, ricordano le note, del canto di Tonsingen, e la tecnica di Emoto, in culture diverse; esse connettono al divino, usando le frequenze, di pensieri speciali, a influenzare energia, tonsingen son vocali, specifici e armonici, influenzano il corpo, anima e spirito persone. Pamela allor ricorda, lo zen cinese Chan, del tempio di Shaolin, nel film di Wuxian, qigong con movimenti, a percepire il flusso, connette mente-corpo, Chan disciplin mentale, migliora corpo e psiche, forza e flessibilità, compassione ed umiltà. Emoto usa parole, o pensier positivi o negativi, a influenzare struttura, cristallina dell'acqua, esponendo parole scritte, o pronunciate sull'acqua, muta forma e proprietà, memoria informazione, come in Bwiti guarigione, che cerca connessione, con spiriti via piante, in cerimonie trance, a raggiungere uno stato, di coscienza superiore. Pamela custodisce, Dante viaggio in Cina, e in Africa centrale, tra iboga cerimonie, a comprender proprio scopo, guarir traumi passati, ottener visione chiara, e crescita personale. Bwiti e viaggio Dante, esperien transpersonale, in due modalità, individuo e colletivo, visione di antenati, nel viaggio ultraterreno, discesa e ascesa in miti, di molti personaggi, dove anime penitenti, recano insegnamenti, morali e spirituali, storici e cultuali. Viaggi o visioni, in diverso contesto, Dante bwiti e shaolin, in rito comune od eremita, per scopi guarigione, o percorso di saggezza, purificazione e redenzione, attraverso mondi spirituali. Pamela al rito bwiti, rintraccia i sensi colpa, la morte della nonna, purga con radice, le forze sue rinnova, nonna vede in specchio, si apre porticina, sorriso vien contento: Nonna fu radiosa, Pamela in cuore piange, abbraccia un emozione, calore pure spande, sparisce tale scena, ora gli occhi asciuga, si apre un altra porta, di figlia deceduta: si sente perdonata, scompare la sua colpa, ha fatto lei la pace, il suo viso la conforta, ogni peso occulto sale, al fine vomitare, e curare quella scorta, poi vede sfilar visi, famiglia intera vede, volti ancora volti, epoche e ogni regno, dimmi bello specchio, questo pure quello, i figli e genitori, nonna e mio fratello. Mallendi va vicino, le chiede sue visioni, viste negli specchi, diagnosi interiori, radice dopo mesi, sente ancor pulisce, usa amici e sogni, e vita sua chiarisce. Ninnananna popolare, improvvisata in un rondò, ti solleva a fine vita, fa la morte meditare, la visione cambia modo, nel trapasso appare il sacro, spazio intimo in famiglia, tenerezza terminale. Pallium è mantello, avvolge scalda nel presepe, nella bara a fine vita, empatia di compagnia, accompagna nel decesso, endorfine a dialogare, le domande esistenziali, chi son io che cosa amo? Cosa lascio a questo mondo, abbandono mie certezze, e mi riposo nel tuo canto, per viaggiare in aldilà, con amore e gratitudine, perdono e commiato, ho concluso mio progetto, e nella musica lo affido, nel bilancio degli affetti, cerco pace serenità, fiducia ai miei parenti, a superar loro paura, della fine della vita, esempio mio li accompagni, senza peso son leggeri. Culla sacra al moribondo, nota e nota creano ponte, tra malato e familiari, terra cielo e sua coscienza, fan felici le emozioni. |PAMELA è testimone, di termine sua vita, figli amici e 1 gallo, descrive con poesia, disgregazioni corpo, proiezion mentali, e gruppo di supporto: domani morirò, tutto allor scompare, credo esser reale, osservo ogni fase, ego a sgretolare, la mente col corpo, erosion graduale; sposto attenzione, da esterno ad interno, pur con occhi chiusi, vedo luogo bello, ascolto arpa suono, isolata dai sensi, sento eco incanto. Quando mia mente, resta in armonia, a nulla si oppone, fa spazio e pulizia, accetta invasione, di nuove sensazioni, pure idea di morte, incoraggia visioni; mio Ego capriccioso, quando è presente, vuol discriminare, desidera o respinge, volubile decide, ogni mia sensazione, sgradita o non voluta: cuore trova tutto, quel che ego scansa, così curare ego, sarà da spettatore, osservarsi in specchio, scoprire identità, castello sabbia par. Essenza della mente, riesco a percepire, spazi sempre vuoti, lavagne da pulire, Mente come schermo, volta al firmamento, esperisce contrade, reali o inconsistenti, vegliano i cari, me che veglio dentro, pensieri sogni e suoni, in mentali bicchieri, mia Mente e Realtà, or sono stessa cosa, Ego sposa Spazio, e idee partorisce, di nascita e morte, sorge si desta, emette pensieri, forme ed oggetti, in lucida attenzione; quando torna ego, spinge mia mente, a credersi sicura, di esser permanente, compaiono forme, per la sua conferma, e mia illusion produce, ogni sofferenza, sonnambula sospinta. Bab Aziz ascolto in arpa, è un fremito cosciente, scorgo mie radici, io tempio fondamento, registro parole, nel Fiume del momento: ho visto i luminosi, pioneri divini, che aprono le porte, al tempo ricorrente, venivan su sentiero, Stella del mattino, portavano Aurora, blu alito divino; li ho visti lottare, destino di paura, portavano parola, la coppa gioia pura, mutavan sofferenze, in gioia verde luce, bambini occhi sole, han volto che riluce; mondo appare 1 sogno, nella sola mente, privo di realtà, ci appare ricorrente, amore fresca rosa, annaffi e resta viva, ma se la fai morire, a rinascere confida; provo a ricomporre, mente da osservare, implica soffrire, frammenti sgretolare, devo abbandonare, corpo al suo destino, andarmene in esilio, dal mondo mio vicino; eppur speranza ego, ultima a morire, assieme disperazio, oltre ogni soffrire, voglio ancor cantare, erba profumi, la vita di un fiore, magia di una pietra: se tutto questo è sogno, allor risveglierò, se è stato veglia, sognar continuerò, prima odo un sonoro, rumore esteriore, improvviso a tratto, silenzio interiore. Istinto primordiale, 1 venticello fresco, mi prende mi culla, lenisce il tormento, musica del vento, gioia e deja vu, sento nel mio cuore, amor che sale sù, sboccia umilmente, capisco che non sono, sola nel mio mondo, ma son parte eterna. Vento dal finestrino, la morte mi mostrò, distesa sul gradino, silenzio solitario, emerse nella pace, Eros e Tanatos, riesco a coniugare. Pamela dipartita, nella stagione Inverno, volle accanto sè, veglia di famiglia, con ngombi terabuti, segue suo trapasso, figli e terabanzi, misto pianto e canto. Emilia al funerale, parlò delle risate, balsamo del cuore, vivente carnevale, canta che ti passa, esibirsi chiede riso, Tragedia in 1 teatro, libera intestino; festival di lutto, è grande medicina, adulti con bambini, da sera alla mattina, adulti pur feriti, giocando con i bimbi, assieme ad animali, ritrovano equilibri. Creativa gioia cresce, muta un afflizione, al suono di arco o arpa, ravviva cuore e mente, aiuta defecazione, ansia orina via, Raseno piange e ride, empatico riluce, calma turbolenze, iberna esaltazione, un onda nella pancia, espande devozione, viaggio tra paesi, ritmo di intuizione: Io attore apparente, viaggio nel mondo, mio centro gravità, sento in ogni luogo, sui bus nepalesi, vinsi mia sfida, soffrire è illusione, ipnotico affare, Schopenhauer dice, ma quan stato mentale, di Buddha o Wuxian, inizia a spaziare, la morte conclude, io accetto reale; povertà e dispiaceri, smetti temere, coscienti etichette, rimorsi e paure, morte è passaggio, in altre culture. Sarò Io con te, ovunque vorrai, dentro i tuoi figli, o i canti che farai, al buio silenzio, mio amore ti trova, Pamela al cuor parla, ultima sua strofa: perchè dentro di me c'è tanta gioia? perchè tutte le cose cantano? con un mio canto, voglio danzare, questa mia gioia, te voglio destare, le cose di amore, io voglio ascoltare, con un mio canto, io voglio plasmare; voglio sognare, mutare il dolore, arrivare oltre morte, cantare mio amore, solchi dorati, sono le strade, che mi conducono, vicino a Te, vorrei gridare, a tutti quanti, immensa gioia, che hai dato a me, In ogni volto, vedo 1 amico, tutta la gente, sorride a me, oggi ho capito, cos'è la vita, è un avventura, meravigliosa, antico bambino, cuore di Ananda, mantra disceso, su fauno nganga, Tago Ganesha, custode ora canta. potenze_teresa_visione-trapasso.movfilosofi_lao-viaggio.mp4audio
||BAB'Aziz era il principe, che contemplava la sua anima, film poetico e contemplativo, di anno 2005, di Nacer Khemir regista tunisino. Narra storia di Bab'Aziz, un anziano derviscio, che con sua nipote Ishtar, si mette in viaggio nel deserto, alla ricerca del Grande Incontro dei dervisci. Durante il loro viaggio incontrano personaggi, con cui condividono storie ed esperienze, che nutrono l'anima, e promuovono comprensione, e l'amore universali. Il grande evento si svolge ogni trent'anni, e riunisce maestri dervisci, e seguaci della via sufi da tutto il mondo, per condividere saggezza, e scoperte interiori, occasione unica per tutti, i partecipanti e gli aspiran dervisci, di incontrare e apprendere da anziani saggi, a connettersi con propria anima, a celebrare spiritualità, praticare tecniche di meditazione, contemplar suoni nel deserto. Elabora ogni gruppo, lingue musicali, in miti mondi culturali, il corpo si emoziona, è musical essenza, che vibra a una frequenza. Musa narra storie, e trasmette emozioni, aiuta a risolvere problemi, ansia dolore e dipendenze, sboccia talenti di persone, slega problemi senza senso, e riorganizza desideri, ascolto musica influisce, sulle onde cerebrali, e aiuta a superar barriere, di un paziente sordo che, riesce a percepire il ritmo, nuova forma comunicazione. |Ogni uomo semplice, tiene in cuore un sogno, con amore ed umiltà, riesce costruirlo, se con fede poi, sai vivere umilmente, + felice sarai, anche senza niente; se vorrai ogni giorno, con il tuo sudore, una pietra dopo l altra, in alto arriverai, nella vita semplice, troverai la strada, che calma donerà, al tuo cuore e anima.

100:se poti a Luna calante avrai uva abbondante: Giardino di EPICURO, nasce presso tralci, Vino liber colpa, da strategia di ego, categorie etichette, e imposte sorti umane, ebriulare la ragione, oltre arte ipocrisia, è divina impresa, a scioglier falsità, malesseri svelati, di scarna sussistenza, di bimbi oppur anziani, barbon disoccupati. Dioniso in follia, muore e poi rinasce, compie ciclo tempo, del Colosseo di stragi, nato da espansione, di vizi e crudeltà, su popolo che geme, di fame e libertà, economia di schiavi, degrada sensazione, reca depressione, o svilisce nel rancore. Epicuro pedagogo, spegne roghi odio, col nettare di vino, e sua filosofia, quadrifarmaco cibo, uomo fa danzare, 1 comune sentimento, vive gioia invito, dilegua individuo. Epicuro in punto morte, và tinozza calda, chiese vino e bevve, poi agli amici disse, siate memori felici, spiro mio pensiero, quadruplice rimedio, io vi lascio e bevo: felice mangia e bevi, motto degli Ittiti, etrusci e turcomanni, mongoli con scizi, re Suppiluliuma, lo chiama Dio tempesta, iniza le sue danze, con Uva sulla testa, Dioniso Zagreo, che arriva da lontano, sconvolge città, con Vino fermentato, trapiantano slavi, su terre di coloni, vite olivi e frutti, a rallegrare cuori. Epicuro ricorda, che un dolore in corpo, al tempo vien legato, se acuto porta morte, se breve è passato, se leggero si allevia, tramite terapia, amicizia guarisce, radice di malattia: 1 morale imposta, è malattia + grave, son tutte malattie, malesser di morale, sorgenti di morale, dentro vai cercare, filosofo Kant, ci aiuta ricordare; sostanza vero cosmo, è illuminazione, pace del mio cuore, è liberazione, mi accompagna pure, nel morire-uscire, senza + paure, assenza del soffrire: imparo umorismo, morte non esiste, scopro riso eterno, libero mio triste, cosciente dio Eterno, vive dentro Me, un giorno morirò, in paradosso Zen; viaggio fuori tempo, via dal calendario, in indie navigando, fino al cuore umano, accompagnato io, dai canti senza tempo, al rito degli amici, scaldo cuore eterno: 4 paure vinci, spiriti e aldilà, paura della morte, paura del dolore, morte nulla è, se ci sono io, se sta lei non io, problema non si pone, meno si possiede, meno si teme, dolor fisico leggero, salva gioie interne, acuto passa presto, acutissimo è morte; mali anima prodotti, da opinioni storte, errori bene cura, saggia filosofia, pratica e teoria, felice reca via, sublima irrequietezza, assenza di paure, a mezzo della fede, e misura desideri. Raseno canta il |VINO, bacche medicina, scritto in ditirambo, Enki Dio saggezza, usa vino festa, per donne accoppiare, le scalda le scioglie, su Olimpo presso il mare, i Re con le Regine, per figli generare, in dinastie tartarie, banchetto è interazione, tra sudditi e sovrano, fonte regno umano. Quando buon Vino, entra in cultura, 1 via di commerci, stabilisce con cura, medicinale diviene, una merce preziosa, buon socializzante, che al culto si sposa. Beviamo diamo al vento, i torbidi pensier, Thera beve onda, che piove giù dal ciel, il Sole beve il mare, la Luna i raggi sole, felici noi beviamo, cantiamo e celebriamo. Beviam lieti beviam, insieme pur cantando, Turanna dea di Amore, letizia tien in mano, in grembo la dolcezza, lenisce amarezza, dilegua ogni tormento, ritorna la purezza. Vita fato incerto, io bere vò di certo, saper nulla importa, se fato tutto porta, quel che sarà di me, Dio Bacco conviene. Poeti etrussi e turchi, cantan stesso vino, allevia ogni dolore, quel liquido rubino, scaccia via veleni, è medico dei cuori, toglie inibizione, primo igiene dei dottori: se vino murratum, si dava ai condannati, ad annebbiar coscienza, di pene capitali, i vini medicinali, aggiungono al mosto, Pino e Melagrana, o spezie del posto. Vite rinacque, dal sangue dei giganti, Noè la reinterrò, dopo gran diluvio, Sirio Cane amico, è stella che rivela, prossima vendemmia, di stagione intera. Noè piantava vigna, Satana gli offrì, suo aiuto consiglia, sgozza in sacrifico, una tua Pecorella, innaffia con sangue, zolla barbatella: chi berrà quel vino, avrà pensier mansueti, come i canarini; uccise poi 1 Leone, bagna attorno a fusto, cosi chi ancor berrà, lavorerà robusto, ma infine Satanasso, gli fà 1 burlonata, ripete col Maiale, la stessa sceneggiata, chi da quel momento, troppo berrà il vino, sfrenata intemperanza, avrà del porcellino. |Gilgamesh cercava, Lungo vie canzoni, sua immortalità, presso mare trova, Sicuri a fermentar, donna della vigna, tiene bimbo in grembo, mortem lui moriendo, in vitam resurgendo: seduto Gilgamesh, mentre beve Vino, si maschera si incarna, in Dioniso felino, gira in processioni, con musici danzanti, suona tamburi, corni e fiati ansanti. Gilgamesh arriva, sul delta fiume Nilo, Osiris mascherato, appare in quel convito, rinasce come Horus, aruspice Dio-Falco, trapianta la sua Vite, delta Egitto alto. In libro sapienziale, aruspice fa elenco, cose necessarie, alla vita di ogni tempo, riparo ferro e sale, acqua legno e cibo, latte e succo uva, miele olio vestito. Isis braccia alate, è Siduri sua compagna, specchio del viaggio, sale su montagna, sale fin la testa, separa Notte e Giorno, riunisce Nume caldo, in utero suo forno. Dea Iside poi cerca, svelar identità, fallo risveglia, con succo Lattucar, col Vino lo riscalda, torna a circolare, la linfa dei misteri, lo fà resuscitare. Nefti la sorella, riflette Dea tramonto, lei vuole aver bebè, ubriaca Osiri sposo, entra nel suo letto, e Anubi concepisce, ma Seth ingelosito, Osiride smembra. Osiride è Vite, giace addormentata, ucciso come Uva, da Settembre settimana, rinasce nel banchetto, alluvion di vino, sangue e succo uva, mutano nel rito. Iside si muta, in leonessa Dea felina, o nera Dea Bastèt, benevola gattina, porta vino in festa, e maschere di danze, diviene protettrice, delle umane istanze. Bast flauto suona, e melodie + vaste, adorata sulle barche, alla città Bubastis, gatti addomesticati, nutriti nei templi, controllan roditori, granai di magri tempi. Gatta con + seni, vien da clan di Nubia, seguendo il fiume Nilo, assieme Anubi guida, porta irrigazione, o inondazion selvagge, in viaggio iniziazione, confine di due acque: sovran sempre sarò, solo nel deserto, Corpo sarà ombra, respiro sarà vento, cavalcherò con ali, di polvere di dune, ovunque tenderò, oblio mi rende immune. |Raseno in punto morte, estingue paura, felice fa il salto, quan soffio si ferma, scompare identità, liberato in vino, come un Epicuro, od Omar Khayam, riunì ancor suoi amici, ultimo convito, a condivider sogno, Terabuti giardino: se ci siamo noi, non vi è la morte, se vi è la morte, non ci siamo noi, Morte è privazione, di sensazioni, oltre barriera, di vibrazioni; anima vento caldo, vir mana diffuso, in tutto tuo corpo, gli atomi separa, cessa sensazioni, scompone la persona, in rivoli ulteriori. Raseno ci ha lasciato, ultima esperienza, in piena coscienza, 1 gallo lo ha seguito, noi facciam convito, 1 gesto 1 parola, 1 bicchiere suo vino; bere tutti insieme, ci porta al tempo sogno, dove Lui è tornato, dissolto senza corpo, presso gli antenati, guida i nostri passi. Taras già prepara, veglia attorno al fuoco, mentre suono ngombi, narra la sua vita, veglia e reverie, leggo sue poesie: bevi oh pifferaio! dimentica il destino, sorseggia il vino, Tu sei quel sapore, nel corpo invasato, di attore forsennato. Tu non sei cristiano, ebreo o musulmano, di oriente occidente, ma solo coppa vino, io son venuto al mondo, per soffiare sabbia, come fece il vento, sol mi riconosco, al cuore beneamato, ubriaco ed esaltato, danzo Dio rinato: son Vino di balchè, ebbra Luna in Bosco, che desta 1 cuore fosco, se resto spettatore, catarsi mi succede, poi recito 1 attore. Son io distaccato, in grazia di coppa, ogni azion che feci, fu esente da colpa, è stupido ordinare, a chi no sa obbedir, peggio poi sarebbe, se Dio va incollerir. Raseno amò Khayam, suo vino Rubiyyat, nei versi di ebbro vino, natur sa rivelar, se ogni cosa materiale, nel nulla finisce, stai a cuore lieto, tutto infin perisce. E vennero Profeti, a gruppi di cento, ragionano di luce, mondo a loro attento, ma uno a uno poi, chiudono gli occhi, dileguano in ricordi: io ho attraversato, fino a sette porte, sù dalla radice, a conoscere la sorte, molti nodi scioglier, seppi per la via, quel di umana sorte, mai trovai la via. Tutto tu vedi, ma ciò che vedi è nulla! ti parlano tutti, ciò che ascolti è nulla, i mondi percorri, ciò che impari è nulla, mediti e pensi, e pure questo è nulla! perchè tanta foga, a indagare avvenire, stai allegro e bevi, questo mondo è da prima, nessuno è rimasto, andarono e andremo, altri pur andranno; salutando i corpi, anima tua e la mia, gettano nei forni, la terra tua e la mia, Noi siamo i burattini, il Ciel burattinaio, gioca il breve gioco, al nulla ricadiamo; entrammo lieti al mondo, tristi ripartimmo, e dammo vita al Vento, nulla riverimmo, porgi il bicchiere, che ogni mondo è fiaba, porgilo in fretta, la vita passa e sfiata. Essere e non essere, salvezza e destino, cielo e inferno poi, son parolaio fino, in tutto il mio studiare, vidi il confino, restava in verità, profondo solo il vino: quando Eterno, mi impastò a sua guisa, mia sorte intera, aveva già decisa, il bene o male, lo feci a suo servizio, perchè dunque, un giorno del giudizio? se io mi ribello, dove è onnipotenza? se io pecco o svio, dove è la prescienza? se tutto il cielo, si deve a obbedienza, dove è che val Signore, la tua clemenza? ognuno Ti cerca, non sa che Ti possiede, come sale in mare, ci sei e non Ti vede, Ti chiama e Tu sei, là nel suo chiamare, Daime Eboga Vino, già nel mio cantare; in moschea e madrasa, chiesa e sinagoga, temon fuoco e inferno, e cercan paradiso, il seme a tali idee, vedo mai germoglia, in teste di chi beve, 1 Vino senza noia; fuori da ebbrezza, esiste il condannare, pazzo è chi spera, tal mondo migliorare, usanza di amore, ignora convenzioni, Amore detta legge, azzera nome e onore. Un vasaio un giorno, maltrattava un vaso, il vaso allor gli parla, voltandosi ribello, oh smemorato mio, qual furor ti ha invaso? non sai che io vissi, e ti fui fratello? se Tu non bevi, con orgoglio e impostura, non biasimar colui, che tien ubriacatura, portami vino, perchè presto amico mio, con cenere nostra, faranno orci da vino; fugge il tempo, attimo cui scrivo, è passato già, trinca e parla allegro, chiedi di fortuna? è bel sogno fuggitivo! La giovinezza? è acqua di un torrente, accorda arpa amico, noi siam polvere, porgi la coppa, noi siam vento, silenzio e svuota, sei anima Vino, impara la pazienza, coltiva tuo sorriso. Poiesi devozione, incanta tuo cuore, trae sua passione, dal Sole interiore, ad Anima si volge, donna interiore; la forza del mana, che si agita dentro, fuoriesce e travasa, in comun sentimento, con miti e racconti, modella identità, coltiva memoria, di ogni civiltà. vino-artigianale_salterio_spagna.mp4frutteto_vigna_potature.mp4audio
||Epicuro uomo sano, sapiente prende Vino, igiene e medicina, rallenta suo declinom basta a rallegrare, il desco quotidiano, lo aiuta dopo un giorno, di lavoro umano: con moderazione, offre acum chiarore, assieme fichi e fiori, cura depressione, se ho bevuto troppo, produce stordimento, sconfinano emozioni, oltre ogni commento, pertanto ecco misura, che aiuta partitura, del vino fatto di uva.


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