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voce: aborigeni


aborigenivie dei canti di Austronesia, avi del sud (56) 56- |cerchi nel delingua juhoansi | foto eurafrica | audio | popoli_abo-kakadu-uluru.mp4 |  | film_bodhidharma-damo-daruma.mp4 |musica 3-bushfire.mp3
fiumepsicaGulliver coscienza, lacrima di boscaiolo (186) 06-lume186 DIREZIOlingua popè | foto umanstoria | audio | anime_battiato_eremiti.mp4 |  | film_harlock-epi1.mp4 |musica ngonde2022.m4a
morioriTasmani e Maori, da Hawaii e Aotearoa (131) 31- Moriori in |eqlingua veddha | foto eurafrica | audio | popoli_moriori.mp4 | popoli_tasmaniani.mp4 | geocentrismo_magnetico.mp4 |musica 990_nac_tepee_songs.mp4
tabaccoTabacco e cenere cura denti e nicotismo (216) 64-lume216 |L'OMBRlingua quechuamami | foto erbefiori | audio | flora_tabacco_salento.mp4 |  |  |musica mongongo2022.m4a
wanniyaTissagami capo Vedda mangia Centella (122) 22- |Tissagami conlingua veddha | foto indionesia | audio | popoli_wanniya-srilanka.mp4 | flora_gotukola.mp4 | ../../../www.vedda.org/wanniyalaeto.htm |musica yo-princesa-soloina.mp3

(): 5 quid censiti


56:lume056- |cerchi nel deserto, tessitura del destino: in Africa e Sudamerica, riti di Candomblé, Zebola e Numtchai praticano trance e possessioni danzate per guarire o alleviare mali, con corpi scossi, spiriti che incorporano, suoni che aprono alla guarigione. Le parabole religiose narrano la stessa dinamica di prova e mutazione, ma al morso di un insetto sostituiscono un capro, un serpente o lo Spirito divino, che costringe alla crisi e apre alla grazia; nelle culture Pueblo è Spider Woman, levatrice cosmica: insegna a tessere e coltivare, e guida i popoli attraverso il sipapuni, varco di nascita nel mondo. Il Ragno, come tessitrice del cosmo, ma anche di inganni, crea le prove del destino con pazienza e precisione, e nella crisi invita a guardare dentro di sé, riconoscere paure, lasciare il dolore e accogliere coraggio: ogni filo è connessione, intreccio di sofferenza e forza, e chiunque può scegliere di usare le proprie capacità per il bene e la crescita congiunta. Oracolo: tessi senza fretta, il veleno è passaggio verso equilibrio e nuova vita. Il |tempo-ben-speso è un gran guadagno| Arunta d'Australia usano piume e danze totemiche per rievocare gli antenati del Tempo del Sogno (Jukurpa). Il Serpente Arcobaleno, risvegliandosi, crea fiumi, laghi, montagne e fertilità sulla terra. Dal suo passaggio nascono animali, uccelli variopinti e suoni che riempiono il mondo. I canti d’amore hanno valore sacro e imitano i rituali di corteggio degli uccelli. Donne e uomini celebrano miti, dipingono i corpi e mimano movimenti rituali. Simboli come le piume di emù e il canto confermano legami di clan e fecondità. Il Cjuringa, oggetto sacro, conserva itinerari e memorie incise su legno e pietra. Il suo suono richiama spiriti, pioggia e poteri creativi, come il didgeridoo. Perdere un Cjuringa significa perdere il cammino e la memoria del clan. Le vie di canti custodiscono le orme degli antenati, creando paesaggi e realtà. Le mappe di canto guidano i percorsi durante il walkabout e gli scambi tra tribù. Ogni aborigeno eredita un Sogno fondatore, legato al suo clan e al territorio. Il canto e la pittura mantengono vivo il legame con la terra e la sua energia. L’equilibrio si fonda sul restituire ciò che si prende da natura e spiriti. Clan, totem e riti consolidano parentele e legami con la biodiversità. Il nomadismo umano è l’eredità di questo mondo cantato e sognato.# |ARUNTA di Australia, han copricapo piume, accrescono gli Emù, imitando loro danze, se un clan Canguro, erige grande palo, in piume decorato, imita simulacro: tribu del Canguro, nasce dal suo totem, recita antenati, del tempo Jukurpa, loro imitano i balzi, del mitico canguro, le corrobori danze, alimentano il futuro. Terra parve piatta, ai tempi di inizio, Serpente Arcobaleno, dormiva in orifizio, al centro della terra, fu per lungo tempo, risveglia e sale su, quan matura intento; rompe la crosta, inizia a viaggiare, attraversa la Terra, vuota e senza luce, potente ha magia, e causa forte pioggia, solco del suo corpo, nei fiumi si foggia; così snodò + fiumi, laghi e cascate, viaggia e lascia latte, di mammelle calde, la Terra fertilizza, in selve rigogliose, crea deserti e valli, e le caten montuose; tornando nella terra, animali risvegliò, marsupiali e insetti, rettili ed uccelli, riempie ciel di suoni, e pappagal dipinti, uccelli danzatori, e i grandi Moa estinti. Canti amore dei Djarada, han magica valenza, |imitan-corteggio, di uccelli discendenza, nei canti liminali, aborigen-melanesiani, erotismo è religione, di clan australiani: quan donne aborigene, siedono assieme, cantano miti e fatti, uomo pure viene, dal Tempo del Sogno, fan recita e danza, dipingono i corpi, con ocra e costanza: indossan ornamenti, di semi del deserto, mimano serpenti, che fanno il moto lento, con natiche ondeggianti, e tutte seminude, mentre ergon palafitte, su tutta la palude. Lui le invia bel mazzo, di |penne-di-Emù, che mosse dal vento, invita fin nel bush, suo pube sotto gonna, di peli ricoperto, l'ho messa incinta io, felice e redento! 1 spirito del bimbo, entrato dentro Lei, al clan del Barramundi, cantan son fieri, mettono ripari, fan ombra a donne viso, stanno sempre là, col pene subinciso; possedere 1 canto, 1 pezzo della mappa, fa loro viaggiare, sulle vie di akasha, maschere rituali, di Esseri ancestrali, cantano le orme, nativi austronesiani. |Jukurpa terra-sogno, dicon australiani, attende risveglio, a mezzo di rituali, uomo moderno, può fare corrobori, a ritrovare pace, di avi anteriori; creare risvegliare, mai smettono cantare, la terra cesserebbe, vivere è sognare, antenato Cjuringa, se traccia itinerari, incide in legno pietra, luoghi termitai: il rombo di legno, scolpito e dipinto, narra la storia, nascosta in cjuringa, attaccato alla corda, or vibra roteando, richiama la Termite, che scava il didgeridoo. Piste senza canto, non vengon a realtà, ronza termitaio, |Cjuringa a richiamar, anche didgerido, prodotto da termiti, fa vibrare corpo, con fremiti antichi: il mito di |Apone, mangiato da titani, dopo aver dipinto, di bianco viso e mani, ruotano il cjuringa, insistente ronzio, richiaman totem pioggia, rito creativo; perdere Cjuringa, oblia via di ritorno, tutti sulla Terra, possiedon pezzo mondo, conoscer ricordare, 1 pezzo del sentiero, permette camminare, al nomade guerriero. |Australia-vie-di-canti, orme di antenati, nascosti in superfici: se nel Tempo del Sogno, le creature totem, girano Australia, intonando cantilene, così quei nomi fanno, esistere le cose, valli con montagne, fiumi stelle e rose: mappe di tal canti, ad uomini van dare, segnano i cammini, e piste da tracciare, aborigeno scambia, mappe in |walkabout, allarga suo folklore, con altre tribù; ognuno tiene 1 Sogno, suo mito fondatore, ovvero primo avo, che lo cantò in ardore: la Terra prima esiste, ideata nella mente, se canti ricorrente, viene ad esistente, se meno prenderemo, meno restituiremo, per cibo o corrobori, pitture rifaremo; ogni aborigeno, figlio a un territorio, totemico suo clan, di nascita o adozione, caccia con raccolta, spontanea vegetazio, legame parentela, cresce in tale spazio: canti danze-riti, risveglian |Mana-fuoco, richiamano presenza, geni di quel luogo, se nel mondo vita, vi è biodiversità, di umano |nomadismo, noi siamo eredità. popoli_abo-kakadu-uluru.mp4audio
audio: Hakim Bey, poeta e filosofo visionario, intreccia anarchia, misticismo e critica sociale. Sostiene che il Neolitico nacque dal desiderio di surplus, ma l'economia moderna ha spostato il desiderio dalla produzione al consumo, mercificando perfino il tempo libero attraverso la pubblicità e l'inconscio colonizzato. L'implosione del surrealismo segna la guerra dei sogni: tradimento del desiderio e crollo delle vecchie strutture sociali. La risposta è un ritorno psichico alla caccia e raccolta, a un nomadismo interiore, alla gioia selvaggia che rompe regole e convenzioni. Il Satori non appartiene ai monaci, ma a chi osa infrangere norme per accedere a esperienze dirette. Caos e creatività si trasformano spontaneamente in ordine: il caos non è mai morto, è la fonte di gioco, arte e poiesis. La vera rivoluzione è quotidiana: l'irruzione del meraviglioso nell'ordinario. Le religioni libere, gli sciamani e i mistici sotterranei possono offrire alternative alla mercificazione della New Age e al fondamentalismo, entrambi figli della stessa insoddisfazione. Come i Dervisci erranti, occorre vagare senza meta, seguire segni e coincidenze, vivere la città come geografia sacra.# Bey esalta le utopie pirata: esperimenti effimeri di libertà (dalle repubbliche dei corsari a D'Annunzio a Fiume) che preferiscono il tumulto creativo al sonno della stabilità. Nietzsche insegna la maschera come gioco necessario del superuomo. La narrativa moderna, invece, riduce tutto a poliziotti, vittime e criminali, preparando a una società di controllo che reprime il desiderio e trasforma l'energia vitale in auto-repressione. Lo spirito libero, al contrario, lascia fluire l'eros e l'immaginazione, generando nuovi ordini spontanei. Siamo già 'monarchi della nostra pelle': la libertà è qui, da completare con l'amore reciproco e con atti di creazione. I bambini selvaggi, gli angeli del caos, incarnano questa energia primigenia: anarchici naturali che vivono nel gioco, nell'eros, nell'immaginazione. Il caos diventa forza cosmica e poetica: non annuncia catastrofe, ma apre spazi di meraviglia e metamorfosi, dove l'arte, la magia e l'amore scardinano la civiltà delle merci. Ogni gesto poetico, ogni sabotaggio estetico, ogni gioco collettivo diventa scintilla di libertà.

186:sogni06-lume186 DIREZIONE: è quando valutiamo qualcosa o qualche luogo più grande della vita stessa (un ponte attraversa un baratro). |Direzione non è mero scopo da realizzare, ogni scopo delude, sia esso di salire la scala sociale, crescere una famiglia contro le vicissitudini della vita o sostenere una grande causa. Il solo impegno che dia una scopo ultimo è seguire l'energia della fonte fino alla fine dei tuoi giorni, indipendentemente di dove ti conduca. Chiedi se hai uno scopo così valido al quale dedicare la tua vita. IMG8: Serpente può mordere la mano che lo sorregge (solo ciò che si scegli e è scelto, cerca l'origine di ciò che ti sfida). Il sognante apre la porta nel muro (superare ostacoli è il primo passo per trovare uno scopo, impara da tutto ciò che incontri). Valigia porta sul letto (vero prezzo del viaggio è rinunciare a ciò che non vuoi abbandonare; resistete, ma poi scegliere di dare). |Zingara dispiega le carte per lo gnomo (la fortuna non è nelle carte, ma nelle scelte di vita: scegli con sicurezza e non voltarti mai indietro). Salendo, il sognatore passa accanto a un altro che scende (se uno ha più direzioni nella vita, queste tendono ad annullarsi reciprocamente: per il momento scegli la direzione più centrale). Il Cane guida il suo padrone per la foresta (essere guidati significa far propria la direzione di un altro). Un Auto sale la montagna (continuare a muoversi non è una direzione, ma una distrazione: fermati abbastanza a lungo da decidere dove stai andando). Lampo sull'acqua (il viaggio riunisce ciò che ci succede e l'uso che facciamo di ciò che ci succede: agisci più per desiderio di auto-conoscenza che per desiderio in sè). |Capodanno ortodosso: per quanto sia nera la notte, arriva sempre l'alba.| Raseno racconta la leggenda del taglialegna che, alla foce del fiume al foce del Tibrin, cade dall'albero e la vita gli sfugge tra lacrime e abbracci al compagno di lavoro a cui raccomanda la famiglia. Le anime dei morti salgono su un vascello verso un purgatorio. Il Tevere diventa Acheronte, traghetta la coscienza tra mondi, ricordi e desideri di ritorno. Riti longobardi e Argonauti evocano raccolti e conquiste, l'acqua nutre i defunti, e un ponte tra vivi e morti lenisce maremoti interiori. Ogni mare narra distacchi, migrazioni, tra nostalgia e ricomposizione dei lutti. Raseno riparte dal Tirreno, si ritira nel canyon del Biedano, coltivando giardino e memoria del Terabuti. Racconta mondi lontani, civiltà sepolte, pigmei d'Africa, aborigeni d'Australia, riti di fertilità e socialità. Versa vino, ascolta vento e pioggia, sogna avventure con Gulliver, pirati stellari e giganti, che cercano piante sacre e misteri cosmici. La musica e le storie guidano emozioni, creano realtà, e il sogno diventa esperienza di vita. Ogni sognatore costruisce mondi, riveste maschere, recita ruoli tra gioia e tormento. Il bambino Dioniso guida risvegli, il mito rinnova la vita: chi segue il sogno ritrova scopo, creatività e potere interiore, un ponte tra sé e l’universo.# |Raseno altra storia, narra quella sera, |Ostium foce Tibri, lavor 2 taglialegna, uno perde equilibrio, dall'albero cade, batte testa e poi, è fra compagne bracce. Pochi minuti vita, lui affida lacrimando, la moglie coi figlioli, a carità compagno, il |taglialegna chiuse, occhi dell'amico, bagnandosi le dita, in sue lacrime del viso. Tocca involontario, palpebra sua propria, guarda intorno e l'erba, appar colore viola, il mare porporino, il Tevere annerito, in mezzo sta Vascello, 1 popolo sul rivo: folla di fantasmi, assiepa quel pontile, in lunga fila sale, su tal Velier gentile, Spiriti al timone, alle vele e alle gomene, la nave prende il largo, affida alle maree. Il taglialegna seppe, raggiunta tale folla, che anime dei morti, al porto fanno spola, ad imbarcarsi verso, un purgatorio mondo, Visione a lui concesse, lacrima-moribondo. |Tevere-Acheronte, chiamato fu Tibrin, mistici e viandanti, trasporta nel dormir, sino mar dei morti, il corpo fa da barca, traghetta la coscienza, onda sulla carta. |Longobardi riti, riplasman vecchi miti, di Marte con Vestali, su ponte dei Sublici, onorano |Argonauti, arrivati qui in piroghe, propiziano raccolti, e conquistare spose. Acqua compagna, nell'ultimo assaggio, richiama i defunti, li nutre x viaggio, un via-vai di umani, migranti sui mari, 1 ponte tra i mondi, e sede di annegati. |Nostalgia di vita, nostalgia ritorno, ogni Mare narra, dolor distacco fondo, il trauma di emigrante, obbliga staccarsi, lasciare le radici, divorar straziarsi: privati degli affetti, famiglie e paesi, consumano i lutti, al fin ricompattarsi, partire ugual morire, viaggi nell'ignoto, un ponte ritrovato, lenisce maremoto. Finito mio soggiorno, riparto da Grosseto, scendo sulla costa, del |Rasna mar Tirreno, nel canyon del |Biedano, sosterò in ritiro, al tempio terabuti, coltiverò giardino. Cantaci oh |Raseno, mondi lontanissimi, mistici viaggiatori, in terre inesplorate, con civiltà sepolte, deriva continenti, amore degli umani, nei miti correnti. Pigmei di Africa, siedono a terra, con rito sociale, fumano erba, |Aborigeni Australia, stendono a terra, con rito fertilità, lasciano sperma. Raseno mescitore, versaci tuo vino, facci riascoltar, storie oltre confino, |Gulliver vogliamo, e i canti di Battiato, un capitano in mare, più storie ci ha portato, seguimmo x istinto, scie delle comete, 1 pirata tutto nero, vive sotto stelle, muta in astronave, tutto suo veliero, 1 teschio x bandiera, vuole dire libertà, arrembaggio ad ego, lui cuore grande ha; fammi provare oh Capitano, 1 avventura dove io son eroe, che combatte accanto a te, fammi volare senza meta, tra i piani oltre ghiacci, in caverne dei giganti, per trovare sacre piante. Anima di sogno, è cosmica faccenda, eventi e significati, di musica son fatti, etere è sostanza, forma tutti quanti, con ritmo dei suoni, viaggia emozione, commuove realtà, crea situazione, indigeno si vive, custode di natura, mescia buon vino, ascolto vento e pioggia: a volte Thera piange, chiama alle sue storie, immaginarie lande, del tempio |Terabuti, 1 sogno reca forma, al mito fondatore, ghirlanda di Tago, vien da tale azione. Sai Baba di |Shirdi, respira nelle cose, canto sue canzoni, prolungo sue storie, rivivo quel sogno, a festa ricorrenza, orto mi sostiene, con personale scienza. Sognare funziona, come camminare, da piano parallelo, indirizza azion umane, accadon tutti sogni, entro Grande Sogno, del dio-bimbo che, estingue ogni bisogno: chi suo sogno perde, perde scopo e meta, semi miti e riti, rinnovan vita intera, Sogno e creazione, hanno stessi versi, vivono |Arunta, nei loro sogni immersi; interpretare sogni, oracolo preciso, sogni dal digiuno, danze oppur confino, tutti personaggi, crea il sognatore, ricavan sensazioni, cuore di creatore: ognuno sogna 1 mondo, dove divien Re, poter creativo che, tiene dentro Se, miliardi luminarie, dentro fuor ognuno, Io sono lato umano, recita qualcuno; svestito 1 dato ruolo, salgo nuovo stadio, altra maschera rivesto, come bimbo Tago, 1 ruolo di stagione, tra gioie e tormenti, son Dioniso bambino, al tempo dei risvegli; voler lasciare mondo, è uscire dal teatro, Attore ha molti nomi, bimbo in Africa rinato, in templi di foresta, vestito da felino, danza la sua festa. |Tago-drammaturgo, apre e chiude porta, recita suo ruolo, nel libro che ci detta. anime_battiato_eremiti.mp4 audio
I viaggi di Gulliver ?, romanzo di Jonathan Swift, narra i viaggi fantastici di Lemuel Gulliver, un medico di bordo che esplora mondi surreali. Nel primo viaggio approda a Lilliput, regno di uomini minuscoli ossessionati da guerre ridicole e burocrazia. Poi giunge a Brobdingnag, terra di giganti, dove l'uomo occidentale appare ridicolo e crudele. A Laputa, incontra scienziati scollegati dalla realtà, persi in astruse teorie. Infine, nel paese degli Houynan, cavalli razionali governano pacificamente, mentre gli uomini (gli Yahoo) sono creature selvagge. Gulliver torna cambiato e disilluso verso l'umanità. Swift critica la politica, la scienza cieca, l'orgoglio umano e la società autodefinitasi occidentale. Oracolo: la 'civilizzazione' spesso maschera ipocrisie, abusi e assurdità. Gulliver ti invita a riflettere su relativismo culturale, rispetto della natura e limiti della ragione. Alla fine, Gulliver troverà la sua guarigione in una crisi di identità, e un ribaltamento di visione: Chi è davvero il selvaggio?

131:lume131- Moriori in |equinozio d'autunno, 21 Settembre, la notte al dì contende, chi vuol veder le stelle spenga i lumi e osservi: ogni cosa che la natura scarta può diventare nutrimento e forza. Le piante, gli animali, il sole e l'acqua vi insegnano come vivere senza sprechi. Lavorate piano, rispettate i tempi della terra: un piccolo gesto oggi può far crescere abbondanza domani. Trattate il suolo come un amico: lasciategli rugiada, sole e nutrimento, lui vi ricambierà con frutti e colori. Come i Moriori seduti sulla spiaggia, ascoltatevi, parlate, scoprite e proteggete ciò che vi circonda. Leggete nei segni del vento, nelle piante, nei semi: ogni dettaglio ha valore. Le gilde (consociazioni) di piante, i piccoli stagni e i cespugli sono alleati, aiutano l'acqua e la vita a circolare. Guardatevi attorno, imparate dalla terra e dai suoi ritmi, e troverete energia, pace e saggezza.| Clan polinesiani migrano da Hawaii a Tonga e Aotearoa, patria della nuvola bianca. I Moriori abitano le isole Rekohu (Chatham), popolo pacifico che vive senza violenza, scolpisce dendroglifi e segue il mana, forza vitale trasmessa con cibo e saggezza. Sconfitti dai Maori Taranaki, vengono ridotti in schiavitù: dei duemila ne restano 101, la loro lingua si perde, ma restano incisioni e memorie. Missionari moravi testimoniano la loro cultura e oggi una Marae ricorda gli antenati. In Tasmania, i nativi nomadi vivono di pesca, raccolta e caccia, costruendo capanne di corteccia, ornamenti di conchiglie e tramandando miti nelle corrobori. Inglesi portano malattie e scatenano la Guerra Nera: primo genocidio, con donne rapite e sfruttate per la sopravvivenza dei coloni. Truganini, leader di resistenza, muore nel 1876; Fanny Cochrane riceve terra e pensione come risarcimento simbolico. La lingua si perde, ma la comunità Palawa crea il palawa kani, recuperando suoni da antichi miti. Le origini mostrano viaggi via isole-ponte da Papua e Indonesia, memoria incisa nei paesaggi e nelle narrazioni orali.# Seba ricorda, buon clan polinesiano, da isole Hawaii, fin Tonga e Aotearoa, durante espansioni, da isole Pacifico, 1 legame con Maori, gradual hanno reciso. |Aotearoa vuol dire, Paese nuvola bianca, battezzata da |MORIORI, e seguita dai |Maori, proseguono i primi, fino |isole-Rekohu, oggi dette Chatham, wharekauri in maori. Moriori clan, si estinse a Rekohu, sotto asce e pistole, di Taranaki maori, sconfitti e divorati, pacifici abitanti, Taranaki poi firman, trattato di |Waitangi: inglese monarchia, crea nuova |Zelanda, stemma del paese, è alber |felce-Pangi, assieme uccello |Kiwi, notturna creatura, amata dai bambini, vive |Stewart-isola. Popolo Moriori, viveva sen violenza, adatta a risorse, locali di emergenza, sviluppa sua cultura, arte Rakau chiamata, incide le cortecce, con lingua hokopapa: Ma vuol dire umani, mana è qi vitale, che guida moriori, esplorazion del mare, influenza e autorità, potere di saggezza, va essere trasmesso, con cibo ed insegna; persone luoghi piante, posson aver mana, incisioni dendroglifi, memoria Ma recava, muta loro guerra, in rituali negoziati, se troppi figli fanno, vengono castrati, a preservar risorse, loro ambiente duro, soccombono incontro, con predatore bruto, a bordo brigantino, maor-britanni piano, fatti schiavi Moriori, in luogo originario: su duemila moriori, sopravvivono 101, portati in schiavitù, su isole Zelanda, 20 anni di pesca, e coltivazion del lino, perdon loro lingua, ma resta dendroglifo; su isole Rekohu, arrivan missionari, german moravi maschi, riscoprono i fatti, oggi esiste una Marae, casa culto locale, che ricorda i nomi, dei caduti antenati. |TASMANIA-nativi, nomadi pescatori, fan zattere cortecce, che incidono con rocce, cinture e braccialetti, collane e cavigliere, di erbe e conchiglie, cultura ricca in miti, nere anime africane, morti cremati o esposti, in grotte o alberi cavi, cacciator raccoglitori, in orde familiari, tramandan discendenze, nelle corrobori, da loro traggon scuola, i permacultori. Capanne su costa, pesca raccolta macchia, cedono alla terra, scarti a lei nutrire, animali totem avi, ogni clan va stabilire; arrivano inglesi, e derubano la terra, 803 son decimati, da nuove malattie: Tasmania 830, battaglie con invasori, famosa è |Guerra-Nera, il primo |genocidio, dove donne tasmane, venivano rapite, per essere affittate, come conciatrici pelle, esperte a procacciare, uova di uccelli marini, pesce e carne foche, e capaci a gestire, malesseri ordinari, impacchi bruciature, e infusi officinali. Famosa tasmaniana, fu |donna-Truganini, una capa resistenza, deceduta 876, mentre a Fanny Cochrane, gli lasciarono terreno, 300 acri e una pensione, di 50 sterline, come compenso morale. Migliaia persone, discendenti sangue misto, di coloni e local donne, rapite o comprate, han dimenticato lingua, mentre comunità Palawa, crea lingua palawa kani, con vecchi scritti, e registrazioni miti: arrivano dal mare, usando isole-ponte, papuane indonesiane, bassa marea con barche, a + riprese vanno, loro sequenza suoni, riproduce storia miti, nel paesaggio inscritti. popoli_moriori.mp4popoli_tasmaniani.mp4audio
Audio da libro_giardinoedule2: La permacultura nasce dall’osservazione dei sistemi indigeni tasmaniani, basata su arbusti, erbe e funghi in autosufficienza. Ogni scarto diventa concime, energia e nutrimento, riducendo consumi e rifiuti. Case e orti sono orientati al sole, raccolgono acqua piovana, trattengono nutrienti e prevenzione incendi o erosione. I food forest mediterranei uniscono foresta di querce, macchia e gariga, ospitando piante alimentari, aromatiche e ornamentali. Dopo incendi, il suolo favorisce piante calcaree o acide. Bulbi, tuberi e semi proteici prosperano, le piante sviluppano strategie di sopravvivenza: radici che accumulano acqua, foglie che condensano rugiada, simbiosi con funghi. L’acqua crea microclimi, mitigando calore e siccità; venti marini e irrigazione influenzano il pH e la salinità. Trappole di condensa, stagni e consociazioni (gilde) trattengono acqua e nutrienti. L’osservazione diretta del terreno, dei segnali delle piante e della fauna guida le scelte. Uccelli e insetti diffondono biodiversità. Leguminose, cicorie e tarassaco rigenerano il suolo. Ogni input (sole, acqua, materia organica) diventa energia riciclata, in equilibrio tra uomo e natura. Lavorare lentamente e con cura crea resilienza, microclimi e fertilità duratura.# |Permacultura nasce, da indigeni Tasmania, arbusti erbe funghi, in autosufficienza, Fukuoka Holzer amici, ritrova filo paglia, piccolo e lento, ecosistema |tasmaniani: scarto sia concime, bilancio di energia, sistema biodiverso, riduce suoi consumi, cura degli umani, appaga bisogni base, cibo casa e scuola, lavor soddisfacente, social rapporti senso, senza distruzione, come Epicuro insegna. Osserva e interagisci, con un paesaggio, processi naturali, ottimizza nello spazio, minima tecnologia, efficiente etere tempo, raccogli e conserva, energia cibo semente; assicurati raccolto, stomaco riempire, regola feedback, a evitar squilibri. Canali accompagnati, alberi sui bordi, evita erosione, da eccesso sali forti, Case presso fonti, orienta verso sole, inverno stufe a ghisa, estate fai verande, Case arido clima, chiedono Cisterna, di acqua piovana, o interra acque grige, curve livello strade, a delimitar bacini, barriere antincendi, e stagni preventivi. Valorizza risorse, senza input esterni, acqua fauna flora, riduci tuoi rifiuti, ogni scarto usa, in un sistema scambio; sistemi + grandi, fan rumor cadendo, i |modelli-matarek, facili mantieni, animale e vegetale, metti a interagire, uova e ceste pane, asset portfolio, valorizza confine, emergono altre piante, reagisci ai cambiamenti, in modo creativo, immagina il futuro, nei segni del tempo, con cure adeguate, zappa ogni anno, a migliorare orto, previeni erosione, con copertura verde, letame o sovescio, usa acqua informata, per poco irrigare. |Food-forest mediterranea, come ecosistema resiliente, in equilibrio tra acqua, piante, animali e uomo, si sviluppa a partire dalla foresta di querce (roverella, farnia, frassino) e sottobosco precoce, fino alla macchia con leccio, lentisco, mirto, corbezzolo, olivastro, ginepro, alloro. La gariga, più arida, ospita rosmarino, timo, salvia, ginestra, palma nana, rose selvatiche, rovi. Dopo incendi, i suoli tendono al calcare, favorendo aromatiche, o a diventare acidi con piante come ortica e romice. Qui prosperano cereali primitivi, bulbi e tuberi (asfodelo, lampascione), semi proteici (cicoria, radicchio, valerianella), aromi (aglio, origano, menta, lavanda, finocchio). Le piante adottano strategie di sopravvivenza: foglie pelose che condensano acqua, radici che accumulano liquidi, simbiosi con funghi (eringio e cardoncello). L'acqua, anche nella quarta fase EZ, crea energia e microclimi: rugiada notturna, traspirazione diurna, mitigazione del calore. I venti marini rendono i suoli alcalini e favoriscono piante alofite (salicornia, atriplex), ma l'eccessiva irrigazione aumenta salinità e desertificazione. A trattenere acqua e nutrimento si usano trappole di condensa, paludi, stagni, consociazioni (gilde), sistemi sotterranei di radici, fascine e frutti interrati. L'osservazione e la familiarità col luogo sono essenziali: il terreno è un organismo vivo, da esplorare con i sensi come fosse un corpo. La permacultura invita a lavorare lentamente, creando piccoli bacini e barriere che favoriscono microclimi e fertilità. Piante indicatrici (ginestra, lino, ortica) e animali (insetti, uccelli, mammiferi) rivelano lo stato del suolo e dell'aria. Gli input vitali, sole, acqua, materia organica, urine, compost, vanno trasformati in energia riciclata. Leguminose, cicorie e tarassaco rigenerano il suolo e attirano uccelli, i veri diffusori di biodiversità.

216:sogni64-lume216 |L'OMBRA: Assassino represso, primitivo e impersonale (ciascuno muore per mano di qualcosa che sfugge al suo controllo; ciò che fa paura è il terrore di morire quando questo sia ancora evitabile; assassinare qualcuno significa sottrargli anni preziosi e impedirgli di seguire il processo di realizzazione: bada a non essere l'assassino del tuo potenziale migliore, usa ciò che più ti spaventa per scoprire ciò che fai per sconfiggere te stesso). Vittima sconfitta (il viso del rifiuto reclama di essere amato. Noi rifiutiamo solo noi stessi, nessuno può rifiutarci benché possa dirci di No; per evitare di perdere, perdiamo; per sfuggire la punizione ci puniamo; per impedirci di vincere sconfiggiamo noi stessi; per suscitare il rifiuto agiamo indegnamente. La chiave per cambiare è mostrare direttamente la nostra vulnerabilità, invece di far soffrire gli altri con le nostre tattiche accusatorie: tuo compito p manifestare le tue paure e i tuoi sentimenti facendo scelte concrete per cambiarli). Avversario che ti minaccia con grandi occhi e bocca piccola (siamo maggiormente avversati quando, fermi sulle nostre posizioni, rifiutiamo di aprirci; i nostri avversari vengono solo quando sono chiamati, possiamo non desiderarli, ma il nostro rifiuto è di una parte di noi stessi che condanniamo o evitiamo: usa il num per distruggere ciò che deve finire. Tuo compito è opporti a cuore perseguendo i tuoi scopi e i comportamenti da essi evocati). Sciocco astuto e istintivo (il suo viso distorto ti fa ridere o guardare altrove (siamo continuamente gabbati dalla nostra innocenza e incoscienza; abbiamo bisogno che i nostri raggiratori ridimensionino la nostra presunzione: smetti di identificarti con false chimere e falsi ideali, in modo da poter affrontare la realtà; ridi e aggiusta le cose per non piangere quan le cose vanno storte. Tuo compito è infrangere la tua abituale visione delle cose per guardarle sotto una luce diversa). |Parlare a tempo è arte di parlare, in bocca chiusa non entrano mosche.| Il Tabacco selvatico, Mapacho, cresce in luoghi abbandonati, ama il sole, fiorisce da giugno a ottobre e produce semi densi di nicotina. Tutte le parti della pianta contengono sostanze attive: foglie medicinali per dolori, spasmi o punture, macerati e infusi, e un potente narcotico stimolante e sedativo. Gli Aztechi, Yanomami e altri popoli nativi lo usano in rituali e cerimonie: aspirano il fumo per guarigione, meditazione o comunione spirituale. Il fumo e il mastico servono a lenire il corpo, stimolare la mente e favorire l’armonia sociale. Mapacho attraversa il mondo: Europa, India, Cina, Giappone e Americhe, portato da esploratori e ambasciatori, associato a devozione, pace e protezione. In alcune culture è simbolo di dono, alleanza e guarigione. L’uso prolungato comporta rischi: irritazioni, ansia, disturbi cardiaci, dipendenza. Ma a dosi limitate, rispettando la misura, è un balsamo per nervi e memoria. Pituri australiano funziona similmente: rituale, sociale, misurato.# TABACCO selvatico, Azteco |Mapacho, cresce luoghi abbandonati, annuale 1 metro e mezzo, ama pieno sole, fiorisce Giugno-Ottobre, abbondanti fiori gialli, poi capsule di semi. Semina da marzo, in serra poi vaso terra, tutte parti han nicotina, narcotico forte, foglie antispasmo, emetiche sedative, in poltiglia su punture, reumatici e dermatiti; nicotina è concentrata, ideale insetticida, macera le foglie, a bagno 10 giorni, 1kg pianta in 10L, se secche fà infuso, efficaci per un anno; polvere di foglie, per fiuto o masticazio, accumula sali, nutrienti per il suolo, Mapacho di Amazzonia, ingrediente di rituali, usato fermentato, sprigiona forte aroma. Tabacco + Cenere, provoca PH basico, nel cavo orale, va placca ritardare, nel fumo pur presenti, carboline MAO inibenti, accumulo permette, serotonina umana, o tripta sanpedro, mentre nicotina, stimola e deprime, attività nervosa, alternativamente. Pagè Yanomami, aspirano suo fumo, e usano infuso, per cura isteria, applicano foglia, su pancia paziente, ascoltano gorgogli. Yanomami avi, masticavan thara-thara, foglia che ubriaca, a tutti non andava, piange Hasoriwe, che mastica con doglia, commosso Tomiriwe, dona un altra foglia. Hasoriwe riceve, semi avvolti in foglia, li mise nella pigna, ascolta come usarli, pulisci del terreno, brucia local sterpi, sopra i semi soffia, canto tonsigen, coprili con terra, plantula trapianta, coprila con foglie, Sol cosi non brucia, aspetta gran fogliare, staccale dal nervo, sopra Iwari fuoco, appese fai seccare. TABACCO dura a lungo, quando voglia tieni, macera due foglie, in acqua con cenere, rotola tra gengive, mastica forze vive. Hasoriwe fece salti, tanto fu il piacere, andò nella foresta, divenne cuki-cuki, anche Tomiriwe, muta nella selva, e diventa Raganella. Yanomami oggi, coltivano Tabacco, invocan Tomiriwe, se vedon piove poco, finchè fecondi i semi, e possa tabaccare, raccolto abbondare. Semi Tabacco, un esploratore porta, ad ambasciatore Francia, Giovanni Nicot, lui vive a Lisbona, li semina intorno, il fumo cura mali, corti vecchio mondo; al fumo del tabacco, associano idee, di religione e devozione, tra popoli nativi, pianta rivela e vola, con navi di ambasciate. Cosimo de Medici, la coltiva a Firenze, con limoni e patate, la fuma nei convita, il fumo nicoziana, al cuore dà calore, in palazzi o capanne, sa lenir dolore; Tabako è pipa Haiti, |calumet dei Lakota, la pianta è Cohiba, Sairi nel Perù, in Messico è yetla. Raseno narra islami storia, un giorno |Maometto, va deserto inverno, incontrò vipera gelata, ebbe compassione, al suo vestito scalda, ma questa morde e salta. Maometto nel dolore, evita rancore, non vuole sua morte, veleni sugge fuori, sputa giù a terra, tabacco ne nasce, miracolo che purga, contrasto tra 2 razze. Tabacco giunge a Giava, India e Malesia, Cina e Giappone, con navi e carovane, Siberia Africa Australe, ocean di nicoziane; ne mastican bambini, |Tciukci siberiani, lentamen la cicca, spazzolan i denti, lo fumano donne, con molta voluttà, nomadi fan fiuto, pipa della pace: entra portatore, in circolo accende, al sole la volge, e al capo la tende, con caminetto in mani, dopo + fumate, a ospite la porge, sugella patti e pace. Tabacco anti-scorbuto, dilaga tra le navi, equipaggi e soldati, la cercano in empori, novizio tiene nausea, freddo pallore, ai muscoli vertigi, diarrea e vomitone, piano si avvezza, a tale veleno, fin sopor ebbrezza; suo uso prolungato, produce dispepsia, grosso e rosso naso, con anoressìa, ogni nuova gioia, è pure nuovo vizio, sorgente di guai, se manca la misura. Tabacco nervoso, ansia o timidezza, terrore da visioni, fotofobia visiva, delirio alcuni casi, visioni animali, sepolte antiche fasi. Nicotismo continuato, irrita mucose, pur se fumatore, conforto ha nel dolore, e sente meno azione, di chi mai la fuma: orina con sudore, fenomen secondari, nati da un aumento, pression arteri vasi, tabacco a basse dosi, stimol nervo vago, contrazio muscolari, a stomaco e invaso; veleno nicotina, è cardiaco vascolare, come Belladonna, su cuore vasi sale, Nicotismo acuto, paralizza cuor respiro, palpitazion dispnea, angina croni abuso, produce alienazione, soffre evacuazione, respiro e glossite, dolor addominale, corizza e catarro, o asma bronchiale, pelle fa gialla, foruncoli eruzioni, su gambe anestesia, convulsi movimenti, vertigini elevate, angoscia maniacale; se limiti ti poni, sapiente consumo, balsamo ai nervi, moneta scambi curo. |PITURI solanacea, Duboisia hopwoodi, tabacco australiano, viene masticata, foglie polverizzate, mischiate ad acacia, è come nicoziana: sue foglie mescolate, con ceneri alcaline, di piante calcinate, fan bolo rituale, passato bocca in bocca, a gerarchia aborigena, a riposo vien posto, dietro lobo orecchio, pelle pure assorbe, vien modo salutarsi, due amici in incontro, prendon 2 boli, scambio è masticarli, pur poco tempo, poi riconsegnati. flora_tabacco_salento.mp4audio
||TABACCO selvatico, Azteco Mapacho, cresce luoghi abbandonati, annuale 1 metro e mezzo, ama pieno sole, fiorisce Giugno-Ottobre, abbondanti fiori gialli, poi capsule di semi. Seminato da marzo, in Puglia ed in Cina. Tabacco tutte parti, han nicotina forte, foglie antispasmo, emetiche sedative, in poltiglia su punture, reumatici e dermatiti; nicotina concentrata, ideale insetticida, macera le foglie, a bagno 10 giorni, 1kg pianta in 10L, se secche fà infuso, efficaci per un anno. Mapacho di Amazzonia, ingrediente di rituali, usato fermentato, sprigiona forte aroma, assieme alla |Cenere, provoca |PH-basico, nel cavo orale, va placca ritardare, tiene MAO inibenti, che favoriscon serotonina, mentre nicotina, stimola e deprime, attività nervosa, alternativamente.

122:lume122- |Tissagami consiglia: in agosto ascolta la rugiada del mattino, da essa si riconosce il giorno buono; ogni passo nel bosco è una preghiera: cammina lento, respira e osserva. Il vaso sacro è il corpo, il latte di cocco è il respiro, le foglie di betel sono pensieri che tingono la mente. Il canto dei Wanniya dice: non cercare lontano, la montagna è in te, Kande Yaka danza nella montagna del cuore: invocalo quando perdi la via. Le mani battono il ritmo a ricordare che vita e spirito si risvegliano insieme, così onori i tuoi avi: ciò che sei, loro lo hanno sognato prima. Valli Amma è patata dolce che unì foresta e uomo, terra e divinità. Gotukola è foglia di Centella d'acqua che insegna: il poco nutre e il troppo guasta, bevi solo quanto serve, cura ciò che ferisce, non forzare ciò che cresce. Ganesha mostra la via tra gli ostacoli, come l'Elefante col ragazzo imparano a fidarsi nel far lo stesso passo: chi conosce la selva conosce se stesso: chi offre con cuore sincero, riceve guida nel silenzio e quiete alla sera, così nasce la saggezza.| Seba, guidato da Nimal Sesto, visita i Vedda del villaggio di Dambana, antichi abitanti della foresta dello Sri Lanka, chiamati Wanniya. Popolo fiero e armonioso, vivono in equilibrio con la natura, cacciando, raccogliendo miele e coltivando zucche e granturco. Mantengono riti lontani come la danza del mortaio, in cui il capo Tissagami invoca Kande Yaka, spirito della montagna, offrendo latte di cocco e fiori in un vaso sacro detto Kiri-Koraha. La danza porta alla trance e al contatto con gli spiriti, in un gesto che unisce corpo e natura. I Wanniya venerano gli antenati e la dea Valli, sposa di Kande Yaka, simbolo di fertilità e armonia con la giungla. La loro società è egualitaria: le donne hanno eredità e rispetto, i matrimoni seguono antichi legami. Tra i doni della foresta, la Centella asiatica, detta Gotukola, pianta sacra di longevità, amata dagli elefanti e dai saggi, usata per curare ferite, migliorare memoria, calmare e dare vitalità, simbolo di unione di corpo, mente e ambiente; per i Wanniya, guarigione e spiritualità coincidono: vivere in armonia con gli elefanti di Ganesha e la natura stessa, è la loro più alta medicina.# |Nimal detto Sesto, ci porta visitare, Vedda di Sri Lanka, bimbi di natura, indigeni a Dambana, dentro la foresta, chiamano se stessi, |WANNIYA ela kanda, Kanda è la montagna, Ela è il canale, Gala è la rocca, che a loro appare; carnagion marrone, capel lunghi ondulati, naso largo pelle seta, forti snelli toraci, corpo sano eretto, occhi penetranti, fianchi sinuosi, sorriso e ritmo sciolti. da Kandy a Mayangana, distanti 6 miglia, scambi miele e tabacco, amici ai Wanniya, cacciator con arco: clan di Tissagami, ora ci presenta, mangiano loro, conigli e tartarughe, lucertole cinghiali, carni più diffuse, arrostite o affumicate, in miele conservate. Sesto ci invita, a festa della caccia, si invoca Kande yaka, a danza del mortaio, vaso accoglierà, latte noce Cocco, assieme a 8 frecce, deposte sul posto, Vedda batton mani, sui corpi virili, Sesto tiene ritmo, tamburo sente cresce, tutti miman vaso, afferrano frecce, appoggiano su teste, asce sulle spalle, cantano chiassosi, con vaso equilibrante, iniziano a eccitarsi, già nel primo giro, salmodian desideri, con spirito scurrile. |Tissagami afferra cocco, saldo nelle mani, lo tiene sulla testa, balla 1 giro tondo, prende la sua ascia, cocco sul mortaio, a dare buono auspicio, ben divide in paio. Acqua di cocco colma, |vaso-Kiri-Koraha, Tissahami con un ramo, raschia noce cocco, latte và schizzato, su esso e spettatori, cade pur in vaso, assieme foglie e fiori; ora tutti assieme, fanno danza in tondo, intrecciano le mani, mimano quel vaso, giungono ad acme, stato semi-trance, ascia con monili, da loro mogli avran; trattiene Tissagami, collane e bracciali, mormora scuotendo, il corpo con gioielli, reca le sue offerte, in dono a |Valli-Mala, moglie |Kande-Yaka, centella pianta sacra. Tissagami immerge, la mano dentro al vaso, permette gocciolar, latte giù dal braccio, continua la sua danza, ed agita sue mani, tamburo ancora suona, passi e battimani; latte sul braccio, mima dio-elefante, chiede a Kande Yaka, animal sacrificare, resto di riunione, vede i cacciatori, danzare e recitare, incantesimi e rumori; termina ciascuno, cade a spalla di altro, Uruwarige Tissagami, lo spirito ha placato, il vaso fa girare, qual trottola su asse, poi spiriti e presenti, ritornan loro case. Wanniya leggenda, narra capo |Katargama, trova una bimba figlia, in campo di patate, interno di foresta, la chiama Valli Amma, patata dolce festa; cresce piccina, attaccata su terreno, con foglie ventaglio, come lobi cervello, trasmette ottimismo, chiarezza costante, fino a vecchiaia, serena ed appagante; Dio della Montagna, scende a incontrarla, Valli a dodici anni, innamora Kande Yaka, dopo + avventure, sposa giungla intera, Ganesha è Kande yaka, cuore ecosistema. Pesce vien pescato, con esche avvelenate, cotto in latte Cocco, assieme alle patate, uccidono per cibo, avi propiziando, dividono fra tutti, cibo ricavato; eccedenza viene posta, in albero incavato, chiuso con creta, serve in tempo magro, patate a Gennaio, tutto anno cacciagione, Giugno e Luglio miele, frutta di stagione; coltivano oggi-di, zucche con granturco, foresta in loro cuore, resiste dopotutto, Wanniya famosi, per gran sincerità, senso del dovere, a famiglia e loro clan, loro lingua presta, parole al singalese, assieme tradizione, e flora della selva; oggi in Sri Lanka, soffron situazione, perdon loro stile, di vita nella giungla, caccia con raccolta, caverne e case pietra, resistono capanne, e loro religione: culto di antenati, invocati a caccia, e agro ricavati, maschi in perizoma, donne tingon stoffa, da ombelico in giù, fino alle ginocchia; se vanno in città, vestono 1 |Sarong, le donna un mezzo sari. Molti Vedda oggi, buddisti marginali, si sposano da loro, semplici rituali, legano la sposa, con più liane corde, a vita dello sposo, ripeton mito sorte: donna in parità, riceve eredità, la vedova si sposa, fratello di marito, consolazion appoggi, divorzi sono rari, conoscon medicine, antichi ritrovati; olio di Pitone, sa curar ferite, fratture profon tagli, riesce a guarire, niente funerali, i morti sotterrati, senza cerimoniali. scoprono Wanniya, |Gotukola-Centella, pianta poi usata, in rituale kirikoraha, vaso di argilla, ripieno a latte cocco, arecanut tabacco, con foglie di betel. CENTELLA asiatica, hydrocotyle apiacea, pianta longevità, cinese 积雪草Ji-xue-cao, osservano elefanti, imitano costume, scoprono la pianta, sui sentieri radure. Veddha centella, detta ciotola acqua, gli elefanti longevi, ne mangiano tanta, prolunga loro vita, Ganesha diventando, in India ed in Cina, la amano tanto. GOTUKOLA foglie reni, acqua raccoglie, a stimolare il sangue, bastano 2 foglie, aiuta il digestivo, nervoso e respiro, decongestiona il muco, dei seni frontali; analgesica antispasmo, antisettica pelle, cicatrizza ferite, e ripara capillari, elasticizza nodi venosi, a pompare sangue, dal basso verso alto, morbidezza grande; contro ulcere varici, dermatosi cellulite, è antidepressiva, in Lanka e sud India, la usano + clan, a migliorare psiche, coscienza ecosistema, memoria antifatiche; |aiuta-apprendimento, |adattogena di stress, specie |succofresco, che |calma-elefanti, li rende + felici, longevi sulle piste, li seguono wanniya, in selve di Lanka, affrontano perigli, x Centella veddanta; ai tropici la trovi, fiori bianco-rosa, belle infiorescenze, sbocciano da Giugno, a fine di Settembre, radici e foglie usate, curan raffreddori, piaghe della pelle, febbri veneree; la lebbra ritarda, evita gangrena, dopo amputazione, calma convulsioni, di uomo ed elefante. Gotukola in India, aiuta intelligenze, memoria e abilità, di bimbi con carenze, razione giornaliera, succo fresco foglie, aiuta apprendimenti, fin senili soglie: Brahmi in India, Fo-di-tien in Cina, aiuta corpo longevo, e calma la fatica. popoli_wanniya-srilanka.mp4flora_gotukola.mp4audio
|veddha: scoprono Wanniya, Gotu kola Centella, pianta usata da Wanniya, x rituale kirikoraha, vaso di argilla, ripieno a latte cocco, arecanut tabacco, con foglie di betel, che dà rosso calco. |Mahamini-Ma-deiya, fratelli di selva, goa puccha kamu denna, go akuma badawel tika mang kanggnam, bimen yannata bolpinibepini, meema pitin yamu denna, IT montagna dona, mangiano iguana, bevono acqua di piante; capoclan defunto onorato in recita mwengwe, bimbi di natura conoscono iguana.



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