Agrobuti quid |Libertages | home |

-----------------

Martin di Atitlan e il mondo Tzutuzil | audio: libro_giaguaro-tzutujil_martin.m4a | video: 990_nac_wani_wachiyelo.mp4 | popoli_navajo-shi-na-sha.mp4 | film_uomochiamatocavallo_sundance.mp4 | brano: 990_nac_tepee_2canti.mp4 |
|foto wiramerica Martin, discepolo di Chiviliu, eredita la missione di guarire e custodire la sapienza dei Tzutujil, popolo maya del lago Atitlán. Dopo la morte del maestro e la guerra civile, fugge e poi ritorna, riportando miti, antenati e riti di equilibrio tra i mondi. Il suo insegnamento narra dell'albero del mondo, radicato nell'aldilà, che genera vita con il suono e chiede nutrimento attraverso sogno e canto. I giovani, iniziati nel buio della terra, imparano a dialogare con la morte e a scoprire l'eloquenza dello spirito. Ogni uomo ha un'anima indigena e ogni debito umano coinvolge la natura: il mondo visibile vive grazie al mondo invisibile. Cantare, raccontare, offrire, sono modi per nutrire gli spiriti, mantenere in equilibrio il flusso vitale tra vivi e avi. Nel villaggio, la vita quotidiana è rito: il lavoro, i racconti al fuoco, la musica e la cura dei malati custodiscono la memoria. Lo sciamano tocca il polso, così legge l'anima e dialoga con la Dea Ixchel, mentre le parole poetiche ridanno ordine e salute. Il linguaggio Tzutujil, privo del verbo 'essere', riflette un mondo in manutenzione continua, dove tutto si rinnova attraverso la relazione. Ignorare gli antenati genera fantasmi affamati, guerre, depressione. Solo chi nutre i morti con canto e devozione mantiene viva la terra. L'uomo nasce senza peccato ma con un debito verso gli spiriti: ricordarli, offrire loro parole, è il primo dovere del vivente.# A sera incontro Martin, apprendista di Chiviliu, saman TZUTUJIL, ci narra sua storia, tra Messico e Usa, Navajo e Mazatechi, rituali di cura; morto suo maestro, eredita pazienti, fino trenta mila, persone del villaggio, primo suo dovere, è accrescer giovinetti, con riti iniziazioni, a farne adulti veri. Visse a Santiago, Atitlan in |Guatemala, patria di una guerra, brutale poco umana, il governo dominante, messo su dai gringo, vieta tradizione, vuol consumismo spinto. Martin va fuggire, in pericolo sua vita, in lui Chiviliu vuol, tener sapienza antica, trascrive musicando, indigen tradizione, la porta camminando, di nazion nazione: appresi molti anni, correggere squilibri, rapporti di persone, con spiriti antenati, Chiviliu mi chiamò, 'preserva tradizione, viaggio tra confini, nell'ora del terrore; dopo guerra civile, torna a villaggio, riporta antenati, del tempo primo saggio, vado reinsegnando, lor miti assai profondi, foro al centro tempio, tunnel fra due mondi: questo luogo cavo, partorisce il mondo, 1 albero produce, frutti e vari fiori, fatti con un suono, che viene di là, noi li mangeremo, anno che verrà. Albero del mondo, ha radici in aldilà, noi non le vediamo, ma quelle dan vigore, il mondo che tu senti, bevi oppure mangi, sicuro può fallire, se l'altro tu sganci: da quel mondo noi veniam, e dopo esser cresciuti, poi dimentichiam, ricordi di quel mondo, ai bimbi eliminiam, a ritrovar la storia, vita poi spendiam. Giovani iniziandi, vanno giù nel buco, sino altro mondo, per albero animar, istinto della morte, portano a coscienza, imparano il dolore, acquistano eloquenza; lottare con la morte, lotta di eloquenza, tentare ingannarla, ucciderla non puoi, se tenti carpirle, affar + vantaggioso, su altre person ricade, costo + oneroso: non rifiutar offerta, lei è opportunista, di anime affamata, e di pensier umani, la tua immaginazione, falle ben trovare, Felice lei si ferma, un poco a dimorare, Ogni uman possiede, anima indigena, ogni debito creato, ha spirito natura, civili o tribali, consumiamo essenza, per fini imperituri, di sopravvivenza. Thera sempre chiede, continua distruzion, la cura o risposta, produce sua reazion, se noi a var ragioni, cibo non le diamo, sogno si prosciuga, piano noi moriamo; connettersi a luogo, quotidian passaggio, è spiritualità, continuo scopo assaggio, gli umani con i suoni, nutrono quel mondo, reame che in ritorno, aiuta nostro mondo. Spiriti e antenati, di mondi o di psiche, Ci cantano alla vita, siam loro sogno fine, avendoci cantati, portati a esistenza, se tu non li alimenti, prendono insistenza; veniamo sulla terra, al fine di sognare, ovvero ricordare, altro mondo alimentare, un paese paga prezzo, della sua esistenza, sogna ed alimenta, sua spiritual essenza. Seduto presso stagno, canto lor canzone, che torna come eco, a far da nutrizione, così 1 regal spedito, in ogni direzione, eco mi ritorna, e varia in vibrazione. Vivendo ad |Atitlan, 1 mio bambino persi, causa febbre tifo, pagai col mio dolore, nacque amicizia, con rito animista, mi trovo residente, ecco mia conquista: appartener 1 gruppo, primordiale idea, linguaggio è la colla, unisce e rivela, Eloquenza di miti, rinnova lor capanne, le case robuste, le fa chi è distante. |Tzutuhil sono uno, dei 21 gruppi Maya, con i Garifuna, stanziati in Guatemala, sul lago Atitlan, sorgeva Chuitinamit, lor capitale antica, nazione Tzutujil. |Maya e loro eredi, crean crisi rituale, a trovare unità, chiave generosità, il decadimen materia, porta gli abitanti, riunir una volta anno, rinnovan capanni: inizia giornata, al primo canto gallo, la donna alza prima, prepara colazione, cibi per il pranzo, e nutre gli animali, pulisce poi casa, marito macina grani; dopo colazione, famiglie nei campi, lasciano i bambini, coi nonni paterni, imparano bambini, a fare baby-sitter, ai loro fratellini, e aiutano a pulire; bimbe colgon acqua, e legna per fuoco, son prime casalinghe, prima di coetani, dopo lavor campi, famiglia torna a casa, prima del tramonto, coglie legna strada; assieme piante erbe, per la cena zuppa, in serata attività, a casa son x tutti, preparano la cena, assiston animali, controllan genitori, scorte per domani. Nonni al camino, raccontano storie, riguardo animismo, animali e più cose, narrano il passato, della propria gente, anziani Tzutujil, spiegan con novelle: le cose sono cosi, come sempre state, fuori sotto luna, uomini e ragazzi, osservano stelle, imparano a suonare, strumenti musicali, prima di cenare; tutti chiamati al pasto, tempo condiviso, notizie riso e uova, verdure zuppe salse, Pollo o selvaggina, o eventuali carni, 1 guaritore maya, viene fa una diagnosi: palpando il polso, interroga il malato, poi evoca Ixchel, local Dea di medicina, la mostra a suo paziente, e brucia Copal, beve e fuma tabacco, così a partecipar; nel mondo mito condiviso, umani san mutar, negli animali selva, di cui hanno Nagual, loro totem disegnato, li guida nella vita, in bassorilievi maya, Chilam son figurati, come preti giaguari: nel rito raccolta, di piante medicinal, erborista invoca spiri, custodi di pianta, chilam invece cura, sol cause spirituali, sventa inganni e malparole, e cura i malati. Tzutujil linguaggio, verbo essere non ha, mondo venne fatto, tu fa manutenzione, i giovani iniziandi, portano le pietre, parleranno i vecchi, su cosa e come far, nulla è permanente, 1 gruppo sol riman: se 1 persona morta, priva iniziazione, ignor luogo partenza, ovver destinazione, suo spirito ora vaga, fuori orientamento, si arrangia si dimena, cerca compimento; saman del paese, cattura tal fantasma, divide componenti, invia in altro mondo, assiem alla famiglia, informa un rituale, attiva relazione, o gestione regolare: alimenta con i riti, regali ricorrenti, storie di antenati, ricordi nei presenti, il morto è divenuto, parte al panorama, viver tuo dolore, alimenta vita umana. Tutte le invenzioni, furon già sognate, tratte dalla terra, ancor non ricambiate, son frutti e raccolti, di sogni precedenti, cantati dagli avi, in riti ricorrenti; in culture sane, abilità a inventare, si paga con i riti, a evitare indebitare, nascono gli umani, senza debito o peccato, debito abbiamo, con spirito di avo: se noi li ignoriamo, muoiono di fame, son forze di natura, non onnipotenti, lor dolore e fame, ed emozion potenti, nei giovani io vedo, qual debiti viventi; umana presunzione, o egoica violazione, scatena loro fame, in violenza divorante, odio e depressione, avanzano imperterre, lor cibo diveniamo, a mezzo delle guerre; solo vita e morte, vissute con passione, nutrono con senso, gli avi a profusione, fantasmi di chi uccidi, recan depressione, antenati senza onore, lascian confusione: se nulla dai loro, se pensi esser solo, combattere dovrai, in te influsso loro, alimenta loro vita, con lingue di parole, ornate di poesia, e devozion di cuore.
| quidf gemello 74 lume074b lume074-Il Giaguaro, nelle tradizioni mesoamericane, è colui che vede nel buio; la grotta è il luogo della discesa, della trasformazione e della gestazione. Dopo il tempo della paura, Martin tornò al lago Atitlán portando con sé una domanda: che cosa accade alle cose dimenticate? Sotto la terra, immaginò un albero invisibile, le cui radici nutrono il mondo che vediamo. I suoi frutti nascono dai sogni degli antenati e ogni generazione li raccoglie, ma deve restituire qualcosa in cambio: una parola, un canto, un gesto di cura. Forse anche dentro di noi esiste un luogo nascosto dove attendono memorie che non abbiamo ancora ascoltato. Quando dimentichiamo ciò che ci ha generato, qualcosa si impoverisce e cerca nutrimento nel conflitto; quando invece raccontiamo, ringraziamo e trasformiamo il dolore in memoria e poesia, ciò che sembrava perduto può tornare a vivere. Martin, nel custodire il mondo Tzutujil, ricorda che non siamo proprietari della vita, ma custodi di un dono ricevuto. Ogni pensiero, ogni invenzione, ogni respiro nasce da una lunga conversazione con chi è venuto prima. Oracolo del Giaguaro: non tagliare le radici per sentirti libero, ascolta il buio della terra, forse contiene una voce che aspetta soltanto di essere ricordata; il debito invisibile è la relazione con ciò che ci ha generato, mentre la parola ha il potere di ricucire ciò che si è spezzato: ciò che ricevi dal mondo deve essere restituito al mondo, attraverso cura, parola, rito e memoria.

| oracolo 74 lume074-Il Giaguaro, nelle tradizioni mesoamericane, è colui che vede nel buio; la grotta è il luogo della discesa, della trasformazione e della gestazione. Dopo il tempo della paura, Martin tornò al lago Atitlán portando con sé una domanda: che cosa accade alle cose dimenticate? Sotto la terra, immaginò un albero invisibile, le cui radici nutrono il mondo che vediamo. I suoi frutti nascono dai sogni degli antenati e ogni generazione li raccoglie, ma deve restituire qualcosa in cambio: una parola, un canto, un gesto di cura. Forse anche dentro di noi esiste un luogo nascosto dove attendono memorie che non abbiamo ancora ascoltato. Quando dimentichiamo ciò che ci ha generato, qualcosa si impoverisce e cerca nutrimento nel conflitto; quando invece raccontiamo, ringraziamo e trasformiamo il dolore in memoria e poesia, ciò che sembrava perduto può tornare a vivere. Martin, nel custodire il mondo Tzutujil, ricorda che non siamo proprietari della vita, ma custodi di un dono ricevuto. Ogni pensiero, ogni invenzione, ogni respiro nasce da una lunga conversazione con chi è venuto prima. Oracolo del Giaguaro: non tagliare le radici per sentirti libero, ascolta il buio della terra, forse contiene una voce che aspetta soltanto di essere ricordata; il debito invisibile è la relazione con ciò che ci ha generato, mentre la parola ha il potere di ricucire ciò che si è spezzato: ciò che ricevi dal mondo deve essere restituito al mondo, attraverso cura, parola, rito e memoria.

|semine: 2021-10-27 scheda
|raccolta: