MANUALE D'USO DEI 360 LUMI PRINCIPI, METODO E PRATICA - 1-3: che cosa sono i Lumi e come porsi davanti a essi. - 4 : il metodo operativo centrale, cioe' la sequenza concreta di lavoro. - 5-10: sviluppo del metodo: associato/random, doppio metodo, risonanza/perturbazione, sogni, esempio, costellazioni. - 11-12: uso di piu' Lumi e sistemi di estrazione. - 13-18: applicazioni, ruolo del docente, principi metodologici e struttura. - 19-24: memoria del mondo, percorso pedagogico, verificabilita', diario, modalita' d'uso e sintesi finale. 1. CHE COSA SONO I 360 LUMI I 360 LUMI sono un linguaggio simbolico e relazionale. Non servono a fornire risposte definitive o stabilire automaticamente il significato di un sogno, di una persona o di un avvenimento. Un Lume introduce nella domanda un'immagine, una parola, una figura o una possibilita' inattesa. Il Lume ci aiuta a vedere cio' che non stavamo ancora vedendo. Il significato nasce nell'incontro fra esperienza, domanda, Lume, associazione, dialogo, nuova domanda, esperienza. 2. IL PRINCIPIO FONDAMENTALE Il metodo parte da una domanda e introduce deliberatamente qualcosa che la domanda non aveva previsto. Per questo il Lume puo' essere chiamato un dispositivo di perturbazione. La sua funzione e' modificare il campo della domanda. 3. NON SERVE SAPER INTERPRETARE Non serve essere esperti di simboli, serve imparare ad ascoltare cio' che accade quando una domanda incontra qualcosa che non aveva previsto. Davanti a un Lume si puo' dire: Che cosa ti fa venire in mente? Qual e' la prima cosa che hai pensato? Che cosa ti sorprende? C'e' qualcosa nella tua esperienza che assomiglia a questa immagine? La carta modifica la domanda iniziale? Ti fa vedere qualcosa che prima non vedevi? Ti fa venire una domanda nuova? Anche "non mi dice niente" e' una risposta valida. Il Lume non deve essere forzato. 4. LA DOMANDA COME PUNTO DI PARTENZA La domanda viene prima del Lume. Non e' necessario formulare una domanda perfetta: e' sufficiente che esprima qualcosa che la persona vuole comprendere, esplorare o guardare da un'altra prospettiva. Una buona domanda non chiede al Lume di dire che cosa e' vero, chiede piuttosto che cosa puo' diventare visibile incontrando un'immagine inattesa. La domanda puo' riguardare un'esperienza, un sogno, una relazione, una difficolta', una scelta, un desiderio o una situazione concreta. Durante il lavoro la domanda puo' cambiare: se il Lume apre una domanda migliore di quella iniziale, e' ottimo. Il passaggio da una domanda all'altra e' parte del metodo: non si cerca una risposta definitiva, ma una domanda capace di far avanzare l'osservazione. 5. IL METODO BASE Osserva l'esperienza, il sogno o il problema. Formula una domanda. Estrai un Lume. Osserva l'immagine e lascia emergere le associazioni. Metti in relazione il Lume con la domanda. Formula una domanda nuova, se emerge. Torna all'esperienza e osserva che cosa cambia. 6. DUE TIPI DI INCONTRO CON IL LUME LUME ASSOCIATO: Lume che viene spontaneamente alla mente prima dell'estrazione casuale. La persona conosce il repertorio dei 360 Lumi e, davanti a un sogno o a una domanda, sente che una determinata carta e' particolarmente pertinente. Questa carta non e' casuale e non va trattata come una risposta oracolare, e' un dato del processo associativo. Il Lume associato mostra cio' che la memoria della persona ha gia' riconosciuto come pertinente. LUME RANDOM: Lume ottenuto attraverso una procedura casuale. La persona non sceglie quale carta incontrare. Il random introduce nel processo qualcosa che non era stato scelto consapevolmente, lo chiamiamo Lume di perturbazione. 7. IL DOPPIO METODO Quando si lavora con un sogno, si puo' usare una doppia estrazione. La sequenza consigliata e': Sogno o esperienza. Associazioni spontanee. Domanda. Quale Lume mi viene spontaneamente in mente? Registrazione del Lume associato. Estrazione casuale del Lume random. Confronto. Nuova domanda. Eventuale esperimento nella vita. Il Lume associato va registrato prima del random, per evitare che l'estrazione casuale influenzi l'associazione spontanea. 8. RISONANZA E PERTURBAZIONE I due Lumi hanno statuti differenti. LUME ASSOCIATO reca Risonanza e domanda: Che cosa ha gia' riconosciuto la mia mente come pertinente? LUME RANDOM reca Perturbazione e domanda: Che cosa arriva senza che io l'abbia scelto? Il confronto permette di osservare: Che cosa vedono entrambi? Dove divergono? Che cosa introduce il random che non avevo visto? Che cosa il random conferma senza che io lo abbia cercato? Che cosa l'associazione spontanea aveva gia' riconosciuto? La relazione fra i due Lumi puo' essere formulata cosi': RISONANZA + PERTURBAZIONE = DISTINZIONE Il Lume associato mostra una direzione gia' attiva nella mente. Il Lume random introduce una possibilita' non scelta. Il loro incontro puo' produrre una distinzione che nessuno dei due avrebbe prodotto da solo. Se coincidono, si registra una convergenza. Se sono diversi, non si deve stabilire quale sia quello corretto. La differenza stessa diventa materiale di ricerca. Il Lume associato mostra che l'immagine, fra le molte possibili, e' stata riconosciuta spontaneamente dalla memoria come pertinente. Il Lume random non possiede automaticamente la risposta, non e' l'autorita'. La casualita' serve a interrompere temporaneamente il percorso gia' tracciato dalla coscienza. Il Lume puo' confermare, contraddire, complicare o rendere piu' precisa la domanda. 9. IL LAVORO SUI SOGNI Nel lavoro sui sogni bisogna distinguere tre elementi: SOGNO: materiale originario dell'esperienza onirica. LUME: secondo stimolo simbolico introdotto nel lavoro. INTERPRETAZIONE: ipotesi costruita attraverso il dialogo fra sogno, associazioni e Lumi. Il Lume non sostituisce il sogno, ne' lo spiega automaticamente, ma lo mette in relazione con un'altra immagine. Una procedura semplice: raccontare il sogno individuare le immagini piu' vive formulare una domanda registrare il Lume associato, se compare estrarre il Lume random mettere i due Lumi in dialogo formulare una nuova domanda tornare alla vita quotidiana 10. UN ESEMPIO Sogno: Una persona incontra una roulotte appartenuta a qualcuno che conduce una vita nomade e avventurosa. La persona inizialmente rifiuta l'incontro con altri girovaghi, poi recupera alcuni dei loro strumenti e innaffia la roulotte. Domanda: Quale qualita' dell'avventura degli altri posso integrare nella mia vita senza dover diventare qualcun altro? Lume associato: 287 - Abitare il confine liberando la casa. Lume random: 31 - Goji, misura e nutrimento. La distinzione che emerge puo' essere formulata cosi': Non devo prendere tutta l'avventura dell'altro. Devo trovare una forma mia di abitare il possibile. Il 287 puo' mettere in evidenza il tema dell'abitare, del confine, della protezione e dell'apertura. Il 31 puo' mettere in evidenza il tema della misura, della selezione e di cio' che vale la pena coltivare. 11. UN LUME, DUE LUMI, UNA COSTELLAZIONE Un Lume puo' illuminare un punto. Due Lumi possono entrare in relazione. Piu' Lumi possono formare una costellazione. Una sequenza puo' diventare una piccola grammatica investigativa. Un secondo Lume puo' accompagnare il primo, contraddirlo, approfondirlo, aprire una possibilita' inattesa. Domanda: Che cosa appare nella relazione fra queste carte che prima non vedevo? 12. I METODI DI ESTRAZIONE METODO A - I QUATTRO DADI L'estrazione avviene con quattro lanci di dado (o due lanci se si hanno due dadi). Primo dado individua la sessantina: 1 (1-60), 2 (61-120), 3 (121-180), 4 (181-240), 5 (241-300), 6 (301-360). Secondo dado individua la decina dentro la sessantina: 1-10, 11-20, 21-30, 31-40, 41-50, 51-60. Terzo dado divide la decina: dispari = primi cinque Lumi; pari = ultimi cinque Lumi. Quarto dado individua il Lume; se compare il 6, il dado viene rilanciato. Il 6 e' un elemento MOBILE, indica che la domanda va riformulata meglio. Dopo un MOBILE si puo' ripetere l'estrazione e ottenere un secondo Lume. Se compare nuovamente il 6, la procedura continua e puo' formare una costellazione. Il terzo e il quarto dado possono essere sostituiti dal gioco della Mano. METODO B - LE CARTE VICENTINE I quattro semi corrispondono ai quattro Poli dei Lumi. Bastoni o fiori = ROSSO Spade o picche = VERDE Danari o quadri = GIALLO Coppe o cuori = BLU PRIMA CARTA Il seme stabilisce il Polo. Il valore stabilisce una delle nove decine: Asso = 1-10 2 = 11-20 3 = 21-30 4 = 31-40 5 = 41-50 6 = 51-60 7 = 61-70 Fante = 71-80 Cavallo = 81-90 Il Re ha funzione MOBILE: se compare nella prima estrazione, la domanda viene riformulata, si procede con una nuova estrazione. Il Re puo' generare una sequenza di Lumi accompagnatori. SECONDA CARTA La seconda carta individua la posizione nella decina: Asso = 1, 2 = 2, 3 = 3, 4 = 4, 5 = 5, 6 = 6, 7 = 7, Fante = 8, Cavallo = 9, Re = 10. Esempio: 3 di Danari + Asso di Spade produce la posizione 21 del Polo Giallo. 13. UNA SOLA REGOLA PER I LUMI IN SEQUENZA Quando vengono estratti piu' Lumi, osserva la relazione. Che cosa hanno in comune? Dove divergono? Si completano? Si contraddicono? Che cosa appare fra loro? Un Lume illumina un punto. Una costellazione mostra un cammino. La relazione genera risonanza. Il significato emerge nell'esperienza. 14. IL LUME NEL CIRCLE TIME Nel circle time il metodo puo' essere piu' semplice. Si parte da una domanda reale. Si estrae un Lume. Ogni partecipante dice la prima associazione. Si ascoltano le differenze. Si torna alla domanda iniziale. Si formula, se possibile, una domanda migliore. Il docente non deve stabilire che cosa significhi la carta. Puo' chiedere: Che cosa cambia nella nostra domanda quando introduciamo questa immagine? Il Lume non risolve necessariamente il problema. Serve a interrompere la ripetizione e a riaprire il pensiero. 15. IL DOCENTE COME CUSTODE DEL PROCESSO Il docente porta metodo, attenzione e capacita' di risposta. Il suo compito e' custodire il processo. Non imporre il significato. Non correggere immediatamente l'associazione. Non trasformare il simbolo in una verita'. Non usare la carta per decidere al posto della persona. Un buon metodo diventa progressivamente meno dipendente da chi lo ha introdotto. 16. DISTINGUERE SENZA SEPARARE Il lavoro simbolico richiede di distinguere senza trasformare la distinzione in una separazione rigida. Per esempio: desiderio non significa decisione paura non significa fatto intuizione non significa certezza simbolo non significa verita' associazione non significa prova possibilita' non significa obbligo Il simbolo puo' suggerire una possibilita' senza stabilire che cosa dobbiamo farne. 17. DAL GIOCO AL PENSIERO Le carte hanno la forma del gioco e possono diventare una soglia verso l'autoriflessione. Prima viene l'esperienza: pesca una carta. Che cosa ti fa pensare? Poi la riflessione: Perche' proprio questo? Infine la metacognizione: che cosa ho scoperto sul modo in cui penso? Si puo' partire dall'associazione concreta e lasciare che la teoria arrivi successivamente. 18. STRUTTURA E LIBERTA' I 360 LUMI hanno una struttura precisa: numerazione, Poli cromatici, sistemi di estrazione, immagini, testi, corrispondenze simboliche, sequenze. La struttura non determina il significato, ma rende possibile l'incontro. Il numero conduce a un Lume. Il colore orienta una qualita'. Il caso introduce una perturbazione. La memoria puo' riconoscere una risonanza. La relazione costruisce una costellazione. La domanda orienta lo sguardo. 19. MEMORIA DEL MONDO Ogni sapere nasce in un territorio, in una storia e in una comunita' concreta. I 360 LUMI comprendono immagini, figure, territori, piante, animali, sogni, tradizioni e sistemi simbolici differenti. I Lumi, nel testo QUIDP, incontrano la memoria del mondo, capace di generare risonanza: uno stesso Lume puo' attraversare piu' personaggi e territori creando un campo di possibilita'. La geografia dei 360 LUMI, dal 180 in poi, incontra le seguenti tradizioni simboliche: 66 Lumi incontrano nel QUIDP le Carte dei Sogni di Kaplan; 64 Lumi incontrano nel QUIDP gli esagrammi dell'I Ching; 28 Lumi incontrano nel QUIDP le Carte dell'Amore di Barbier; 22 Lumi incontrano nel QUIDP gli Arcani Maggiori. Mentre nel QUIDF quasi tutte le carte dei Lumi incontrano le dodici figure del poema Libertages: Emilia - Italia e mondo rurale mediterraneo: terra coltivata, orto, semi, erbe, alberi e saperi agricoli. Pamela - Italia e Mediterraneo: corpo, danza, crisi, catarsi e tradizioni della cura. Raseno - Europa e memoria del Mediterraneo: storia, confronto e memoria comparativa. Seba / Sebango - figura trasversale e intercontinentale: viaggio, attraversamento e collegamento fra territori. Giorgio Taras - mondo arabo, persiano, centroasiatico e rotte euroasiatiche: passaggio, nomadismo e scambio. Martin Wirarika - Centro e Nord America e tradizioni native mesoamericane e nordamericane: cosmologie, territorio e memoria indigena. Don Romulo - Ande, Amazzonia e Sud America ispanico: montagne, selva, fiumi, piante, animali e comunita'. Yolanda - Brasile e mondo afro-indigeno brasiliano: corpo, canto, danza, comunita' e foresta. Mallendi Evanga - Africa centrale ed equatoriale: foresta, radici, antenati e trasformazione rituale. Kinaciau / Kino - Africa australe e Kalahari: culture indigene, territorio e memoria del mondo San. Nimal Sesto - Sud-est asiatico, mondo austronesiano e culture oceaniche: mare, viaggio, scambio e circolazione dei saperi. Lisa - Asia orientale e tradizioni taoiste: soffio, corpo, movimento e armonia. 20. IL PERCORSO PEDAGOGICO Il metodo puo' essere appreso progressivamente. PRIMO LIVELLO Il docente propone. Il gruppo osserva. Si impara ad associare. SECONDO LIVELLO Il partecipante porta una domanda. Si estrae un Lume. Si discute insieme. TERZO LIVELLO La persona porta un sogno o un'esperienza. Registra le associazioni. Estrae un Lume random. QUARTO LIVELLO La persona distingue cio' che ha associato spontaneamente, cio' che e' arrivato casualmente, cio' che emerge dal confronto. QUINTO LIVELLO La persona usa autonomamente il metodo. L'obiettivo e' formare persone capaci di continuare a pensare quando non hanno piu' bisogno di qualcuno o qualcosa che interpreti per loro. 21. IL METODO DEVE ESSERE VERIFICABILE NELL'ESPERIENZA E' utile registrare quando una carta non produce associazioni, quando appare irrilevante, quando contraddice l'ipotesi iniziale, quando persone diverse reagiscono in modi diversi, quando il doppio metodo non produce alcuna distinzione, quando un'associazione sembra costruita soltanto a posteriori, quando una domanda nuova permane nel tempo, quando un'esperienza successiva modifica la prima lettura. La domanda di ricerca diventa: Che cosa accade quando una persona incontra un'immagine simbolica inattesa? E, nel metodo doppio: Che cosa accade quando una risonanza spontanea incontra una perturbazione casuale? Il diario dei casi permette di osservare queste esperienze nel tempo. 22. IL DIARIO DEI CASI Per ogni esperienza significativa si possono registrare sette elementi: Esperienza o sogno. Domanda. Lume associato, se compare. Lume random. Convergenze e divergenze. Nuova distinzione o nuova domanda. Eventuale verifica nella vita. Dopo molti casi si potra' osservare se il confronto fra associazione spontanea e casualita' produce informazioni o domande che non sarebbero emerse usando un solo procedimento. Il commentario futuro dovrebbe nascere dai casi, non precederli. 23. TRE MODI SEMPLICI DI USARE I 360 LUMI 10 MINUTI - UNA PERTURBAZIONE Domanda. Un Lume random. Una associazione. Una domanda nuova. 20 MINUTI - UN CICLO Domanda. Lume random. Associazioni. Confronto. Nuova domanda. Ritorno all'esperienza. 45 MINUTI - UN LABORATORIO Esperienza o sogno. Domanda. Lume associato, se compare. Lume random. Associazioni individuali. Confronto. Distinzione. Nuova domanda. Eventuale secondo ciclo. Verifica finale. 24. IL METODO IN PILLOLE Il manuale insegna il minimo necessario per cominciare. Non serve essere bravi a interpretare, serve imparare ad ascoltare cio' che accade quando una domanda incontra qualcosa che non aveva previsto. I casi mostreranno che cosa succede davvero quando lo si fa'. Le carte fanno nascere le domande: il secondo Lume puo' essere un accompagnatore casuale, un Lume associato, o un elemento di una costellazione. Il diario conserva le tracce: prima si registra cio' che la mente ha gia' visto, poi si introduce cio' che non ha scelto. Il commentario raccoglie cio' che, nel tempo, dimostra di meritare di essere ricordato. SOGNO O ESPERIENZA DOMANDA LUME ASSOCIATO, se compare spontaneamente LUME RANDOM CONFRONTO NUOVA DISTINZIONE NUOVA DOMANDA ESPERIENZA NOTA FINALE I 360 LUMI chiedono di sperimentare cosa accade quando una domanda incontra qualcosa che non aveva previsto. LUME ASSOCIATO = RISONANZA LUME RANDOM = PERTURBAZIONE RISONANZA + PERTURBAZIONE = DISTINZIONE DISTINZIONE + ESPERIENZA = RICERCA Il sogno porta l'esperienza. La domanda mette a fuoco. Il Lume associato mostra una risonanza gia' presente. Il Lume random introduce una perturbazione. Il confronto produce una distinzione. La nuova domanda apre il passo successivo. La vita verifica cio' che e' emerso. Il significato non e' contenuto nella carta. Emerge nella relazione. --------- ALLEGATO STORIA NASCOSTA NEI 360 TITOLI L'intero corpus dei 360 titoli sembra costruire un percorso iniziatico attraverso natura, corpo, ferita, relazione, trasformazione e ritorno. LE QUATTRO PAROLE/NUCLEI PIU' FORTI: VITA - TERRA - FORZA - ASCOLTO 1 VITA, il centro semantico piu' evidente, il grande soggetto implicito dell'intero elenco. Spirale e vita, accordi della vita, la vita lavora sotto terra, nutri la vita, diventi vita, il fremito spontaneo della vita, la vita cambia forma, la vita cresce nelle fratture. 2. LASCIARE: parola che da' un'impronta stilistica alla seconda meta' dell'elenco. Lasciare entrare, Lasciare che l'esperienza insegni, Lasciare che l'acqua ritorni, Lasciare che la vita cambi forma, Lasciare scorrere, Lasciare le radici nel buio, Lasciare ammezzire la dolcezza, Lascia maturare; il protagonista progressivamente smette di "fare" e impara a lasciare accadere. All'inizio ci sono molti gesti attivi: nutrire, assorbire, curare, trasformare, attraversare. Poi aumenta il lasciare: lasciare maturare, lasciare entrare, scorrere, cambiare. 3. ASCOLTARE / ASCOLTO: un'altra parola-chiave fortissima: Il corpo sa', ascoltalo, Intuizione, ascolto e scelta, Imparare a leggere i segni, Ascoltare la terra, Ascoltare oltre cio' che vediamo, Ascoltare cio' che resta nascosto, Ascoltare il corpo, Ascoltare cio' che tace. Il percorso sembra passare da: vedere -> percepire -> ascoltare -> sentire -> sapere. E' quasi un'educazione progressiva della percezione. 4. FORZA, quarta grande parola insieme a un gruppo vicino di concetti: resistenza, energia, fuoco, potere, vigore. Forza e gioia nelle piccole cose, La forza delle cose semplici, La forza che resiste, La forza delle diversita', La forza del frutto, Accordare... la forza, Custodire... la forza, Guidare le forze, La misura, Usare la forza con misura. La forza non viene quasi mai presentata come dominio, progressivamente diventa qualcosa da ascoltare, accordare, contenere, misurare. 5. TERRA, quinta parola che ritorna continuamente attraverso radice, seme, campo, suolo, bosco, frutto, fiore, orto, raccolto, humus, tesoro nascosto della terra, terra e cielo, il ritmo della terra, ascoltare la terra, trasformare la terra in nutrimento, il terreno che prepara la nascita, la terra ti sorprenda, radici nel cammino, cio' che nutre sotto terra. LASCIARE e' il verbo che descrive il modo in cui quel percorso si compie. - 50 - Il corpo sa', ascoltalo - 142 - Il tocco silenzioso che rivaluta il corpo - 211 - Il corpo che entra nel rito - 260 - Ascolta il ritmo del corpo, a piedi nudi - 272 - Ascolta il corpo e lascia il superfluo - 275 - Ascoltare il corpo e custodire la forza - 15 - Ferita che restituisce la vista - 51 - La ferita puo' diventare ascolto - 210 - La ferita che matura - 271 - Ricrescere dalla ferita in bellezza FERITA -> ASCOLTO -> MATURAZIONE -> RICRESCITA. - 148 - Il fuoco trasforma e unisce - 153 - Cambiare misura cambia il mondo - 199 - La scelta che cambia forma - 249 - Crescita e cambiamento di forme - 257 - Trasformare l'eros in cura - 295 - La forma cambia, l'essenza rimane - 338 - Cambiar forma senza perdere il filo MATURAZIONE, molto concentrata soprattutto nella parte finale: - 17 - Il tempo rende dolce - 179 - Il tempo del fiore e il tempo del seme - 210 - La ferita che matura - 308 - Lasciare che l'amaro maturi Siva, Ganesha, Angizia, Yemanja', Santo Daime, Bwiti, Hopi, - 315 - Lasciare maturare il desiderio - 316 - Custodire cio' che matura - 319 - Lasciare maturare la scelta - 337 - Lasciare ammezzire la dolcezza I primi titoli sono prevalentemente: "X fa Y". Per esempio: - Castagne nutrono corpo e mente - Alloro, febbre e purificazione - Pino e pinoli, umilta' e resilienza - Lavanda dei sogni, calma la cervicale - Argilla assorbe veleni e dona minerali Poi arrivano titoli piu' antropologici e mitologici: - Maria Sabina, Dante, Demetra, Siva, Ganesha, Angizia, Yemanja', Santo Daime, Bwiti, Hopi, Yanomami ecc. E progressivamente il titolo diventa imperativo o meditativo: Ascoltare, Lasciare, Custodire, Ritrovare, Attraversare, Trasformare, Imparare, Accogliere, Diventare. FILO NARRATIVO I. ENTRARE NEL MONDO NATURALE Pianta -> animale -> alimento -> terra -> acqua -> fuoco. Il mondo viene inizialmente conosciuto attraverso le sue forme concrete: Castagna, alloro, pino, lavanda, argilla, sale, abete, cardo, orzo, felce, fiori, grano, bieta, fagiolo. E' una conoscenza per contatto. II. IL CORPO DIVENTA LA SOGLIA respiro -> piedi -> febbre -> ferita -> dolore -> sogno -> nervi -> cuore -> fegato -> sangue -> sessualita'. Il corpo non e' piu' semplicemente qualcosa da curare, diventa un luogo di conoscenza. Svolta fondamentale dell'intero corpus. III. LA CONOSCENZA DIVENTA RITO sogno, trance, sciamanesimo, piante sacre, miti, antenati, divinita', oracoli, viaggio, morte e rinascita. Maria Sabina, Bwiti, Santo Daime, Siva, Demetra, Dante, Eraclito, Laozi, ecc. Il mondo naturale viene reinterpretato come linguaggio simbolico. "Questa pianta insegna qualcosa sul modo di vivere." IV. LA TRASFORMAZIONE Dopo la soglia rituale arriva una lunga zona centrale: fuoco -> morte -> abisso -> buio -> frattura -> ferita -> cambiamento -> adattamento -> rinascita. - Mutare forma, adattarsi senza perdersi - Il fuoco trasforma e unisce - Attraversa cio' che deve finire - Quando il confine diventa ponte - Scendere e risalire nella spirale - Quando il peso diventa scala - Abitare il labirinto dell'ascolto - La luce che orienta il cammino E' praticamente una discesa iniziatica. V. DALLA TRASFORMAZIONE AL DISCERNIMENTO Successivamente il tema cambia ancora: da Come trasformarsi a Come vivere dopo essersi trasformati. Misura, scelta, limite, accordo, equilibrio, relazione, comunita', responsabilita', reciprocita'. - La misura tra veleno e cura - La misura per continuare - La misura di ogni veleno - Usare la forza con misura - Distinguere senza separare - La parola che solo tu puoi dire - Quando le differenze fanno comunita' Gli ultimi 50 titoli fanno una cosa molto bella: tornare alla terra. Dopo tutto il viaggio cosmologico, mitologico, rituale e psicologico, si torna a: orto, terra, humus, frutti, ciliegie, pesche, fragole, mirtilli, fico, carota, rosmarino, salvia, timo, basilico, mandorlo, noce, pistacchio, pero, ginestra. Come se il percorso fosse: NATURA -> CORPO -> FERITA -> SOGNO -> RITO -> MITO -> MORTE -> TRASFORMAZIONE -> DISCERNIMENTO -> RELAZIONE -> TERRA ------------------ logica tipografica: titolo del capitolo, testo compatto, una riga solo quando serve a separare realmente un blocco/paragrafo, e nessuna riga decorativa sotto il titolo.