inno al Nilakanta, Tandu Siva Nata
inno a Ganapati, deva e gaja mantra
inno alla cabocla, Theia Gauri Inanna
Canti alla Regina, Kali e Krisna tantra
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inno al Nilakanta, Tandu Siva Nata(al Re della danza di Chidambaram, ispirato al Natyashastra di Bharata. Simboli: il Toro è la bocca di Shiva, il Dharma è la sua Pietà. In verità, Shiva e Shakti, sono senza forma, le immagini sono create solo per l’aiuto dei devoti)
Narra il mito indù che giunto il Kaliyuga Oscura fu la terra, ovunque caos e fuga Gli dei infastiditi, pregarono dio Brahma Fai un quinto Veda, riaccendi la tua fama!
Brahma assai solerte, pratica uno yoga Gioca con la mente e in trance si ritrova Elabora elegante un teatro assai istruttivo Di gioia e di diletto, per vista e per udito Dai quattro Veda infin, estrae la sostanza Nasce il Natyaveda, frutto di costanza
Trae poesie parole, dal mitico Rigveda Sapori e sentimenti dall’Atharvaveda Musica dal Sama, infin drammaturgia Vien da Yajurveda con mimo e liturgia
Brahma affida l’opera, a guru Bharata Diffondila tra gli uomini fai una parata Shiva in tempo diede, un suggerimento Aggiungi la mia danza vedi che portento!
Scendono le Apsaras, le ninfe danzatrici Danzano con grazia sensuali ammaliatrici Danzano con gioia, con zen e senza scopo Per celebrare il corpo, partecipe del moto
Polemica i sapienti ben presto hann’avviato Dov’è finito il senso, qual’ è il significato? Bharata ai saggi dice: nritta non ha tema Non cerca nessun senso, è solo pura danza Specchia la bellezza del cosmo nella stanza
Il cosmo è il tuo corpo, l’un è dentro l’altro Il tuo respir portento, è la danzà del vento Il suono d’ogni mondo è voce del tuo canto La polver d’universo è manto del tuo corpo Mentre luna e stelle, ingioiellano l’incanto
Siva è Paramesvara, è l'anima vitale Potere primordiale, forza esistenziale È calma e moto assieme, pace e stabilità Dinamico e latente, in natur e umanità
Shiva è sorgente, di ogni movimento Centro del cosmo, in ogni momento Lo vedi danzare, in un arco di fiamme Nel teatro del cosmo a Chidambaramme Calpesta nana ignoranza, Apasmara purusa È nel cuore dell'uomo, e dà luce diffusa Porta gli orecchini, bracciali e campanelli Quattro mani un cobra, e luna nei capelli
Riempion fiume Gange, di divin fragranza Capelli inghirlandati, di fiori e foglie cassia Ondeggiano le chiome, in ogni direzione Volano selvagge, in ogni dimensione
Nataraja è dentro, e fuor dell'esistenza Chìtsabha è la sala, della sua coscienza A mezzo della danza sfalda cielo e terra Tutto ciò che lega, l’anima a ogni guerra
Al puro cuor devoto, che lo tiene in conto Estingue pur il karma, e disvela il mondo Shiva il Benevolo, è detto anche Rudra Dio della tempesta e d’ogni forza dura
É anche Bhairava, l’irato distruttore Sovran della morte e reincarnazione Egli selvaggio, danza assieme a Devi nei cuori in abbandono, e nei cimiteri
Tandava è danza, selvaggia di Shiva Donata a Tandu, taurin compagnìa L’amato devoto, trasmise a Bharata Corpo linguaggio, Anghara e Karana
Azione Sadyojata, è pura creazione Vamadora invece, è la conservazione Àghora riassorbe, poich’è la distruzione Quarto è Tatpurusha, l’oscuro destinare Ìsana è un graziare, svelare e liberare
Ad esse s’associa, un pantheon colore Brahma è creatore, Vishnù conservatore Rudra distruttore, Mahèsvara il destino Sàdasiva è grazia, ossia liberazione
Tamburo è Srishti, il potere di creare Paranada sai, è il risuono primordiale Da cui promana, ritmo e creazione Propagazione, e più cicli di stagione
Sthiti è un potere, di conservazione Rassicura al gesto, di benedizione Mano che incoraggia, assenza di paura Dita in alto e palmo, in abhaya mudra
Fuoco Samhara, poter che distrugge Fiamma possente, cui nessuno sfugge È gesto della mano che fà luna crescente È ardhachandra, un mudra ricorrente
Il potere Tirobhava, vela la grazia Un piede è serrato, e salda alla terra Poggiato è sull’ego, di nana ignoranza Ogni cosa che brama, samsara l’afferra Verità tien nascosta, così il tuo destino Incarni e s’adempi, lungo un cammino
Il potere Anugraha, rivela la grazia Accorda conoscenza, slega sudditanza Il gesto indicante, è un gajasta mudra Ùna mano china, che accorda e confuta Il polso è molle, le dita indican basso Al piede ch’è rialzato, libero dal sasso
Regge il tamburo, man destra inferiore Fa l’abhaya mudra man destra superiore Regge il sacro fuoco, la sinistra inferi or Fa il gajasta mudra, sinistra superi or
La gamba sollevata, è creatrice di danza Dona libertà, perfino entro una stanza! Ganesha dio-elefante, rimuove la paura Mima sua probòsce, col gajasta mudra
Dove va la mano, segue pur lo sguardo Dove va lo sguardo, segue pur pensiero Dove va il pensiero, segue il sentimento Dove questo arriva, è sapor riferimento
Scopo della danza, è la liberazione Dal mondo reale, della percezione Frutto d’ignoranza e identificazione d’un Io tutto solo, senza iniziazione
Shiva Nataraja, è danza universale Vela il cosmo intero, per crederlo reale Nutre l’illusione, di mondi in esistenza Danza e scopre il velo, dell’incosistenza
Tandava è la danza, un tremore intenso Fatta da un serpente, in cicli d'universo Nasce e manifesta, pelle sfalda in crosta Gestisce l’universo, sàmsara e matrioska
Il primo attrae il secondo, giro girotondo Anime che in tondo s’incarnano nel mondo A compiere destini, e a saldar gli affetti Rimemoran chi sono, sciolgono i difetti
Continuo Nataraja, danza dentro i cuori Svela che universo è dentro come fuori Danza e danzatore, sono uno soltanto È lo spettatore, assiso nel suo incanto
Oh Nilakanta, 3 occhi e mille braccia Corpo tuo è coperto, di cener e caolino Tu sei kala Rudra, che tutti i kalpa scava Bruci tutti mondi, nellà danza Tandava
Otto re serpente, ornano il tuo collo Coscienze di pianeti, stelle intero cosmo Cobra fan bracciali, assiem agli orecchini La nel muladhara, tintinnano i monili
Tu ridi fragoroso, supremo senza fine Potenza del tuo piede, vibr ogni confine Frantumi ogni timore, nel tridente colpo La pelle di elefante, vesti per tuo corpo
Kavach è armatura, proteo Sada Shiva Fugge pure morte, di front a suono tuono Benefica visione, la spada del tuo mantra Che liber da paure, pericoli e ignoranza
Tieni tu l’accetta, tamburo col tridente Signore della luna, tu cur testa dolente Cancella mie paure, e l’oceano inimicizie Proteggimi da tutte, le subole sporcizie
Libero seduto, in costan meditazione Mi Liber da lussuria, tristezza e avidità Senza desideri, malanni o attaccamenti Cessano l’azioni, dei var dubbi tormenti
Sorgente della moksa, eterno silenzioso Shambu alta montagna, dio dai mille volti Proteggimi nel mantra, dall’egoico affanno O mite gelsomino, conchiglia di cristallo
Shankara Benevolente, e pien di Grazia Insegnante universal, conoscitor che sazia Sei Agni dio del fuoco, Rudra il Distruttore Auspicio della grazia, del vero adoratore
Dio della Medicina, di umani e di animali Sei pure multiforme, Maestro in baccanali Sei detto Pashupati, Signor delle Creature Trimukha detto l’Uno dalle Tre-Facce pure
Tu Crei, sostieni e distruggi, oscuri e riveli Sei Ardhanarishvara, l’Androgino dei Cieli Maschio e femmina e neutro ad un tempo Shiva e Shakti, Sei coscienza e portento
Oh Mahayogi, Asceta Gran dell’Himalaya In mano la collana, bacche di rudraksha Assorto in meditazio, Sei pur l’austerità Col tuo tambur ripeti, mantra a volontà
Tu siedi sulla tigre e indossi dei serpenti Ornan Tuoi capelli, cornute Lun crescenti Unto Sei col bhasma, e pure col kumkum Ti è vicino Nandi, Tuo amico tor Tandum
Quando sei irato, Ti chiamano Bhairava Il Rudra degli antichi, il Rosso che ululava Colui che danza e gioca, giù nei crematori Mahakala Dio del fato, il tempo Tu dimori
A tutti vita e morte, conduci inauspicati Gli spiriti Tuoi amici son saggi o spiritati Indossi per collane, residui umani teschi E cenere sul corpo, cospargi ti rinfreschi
Oh Dispensatore, di grazie ai tuoi devoti Promuovi grande bene, a chi Ti si ricordi Accetti come offerte, fiori e frutta fresca l’igiene dei devoti, acqua e riso in secca
Signore della Danza, Nàtaraja in tondo! Quando tu ci danzi, lo fai a salvar il mondo Meravigliasi la terra, di non venir distrutta Quando batti i piedi, su ego che la sfrutta
Gli ostacoli distruggi con zoccolo caprino Per dare l’esperienza di Te oh mio divino! Il cielo e pur le stelle, in alto son colpiti Da ondosi tuoi capelli di canapa scolpiti.
Oh Shiva Nilakantha, Dio dalla gola-blu Per salvare il mondo, il velen bevesti Tu La Tua divina gola produsse tal destrezza La fine macchia blu accrebbe Tua bellezza
Vasuki era chiamato, il serpente velenoso Che l’universo intero, lambiva minaccioso Tua onni compassione, rivolta ad ogni razza Pure Dei e demon, salvò da tal minaccia
Eretto sulla Yoni, il Tuo Linga è venerato Scolpito in pietra legno di sandal profumato Ci parla dell’eterna, immutabil Tua coscienza Shakti Yoni è vulva, sfogo alla tua scienza
Tu emersi da gran Lingam narr’antico mito Nel giorno cui Vishnù a Brahma s’era unito Discutevan fra tutti, chi fosse il più grande Obliando che quercia, è figlia alle ghiande
In prova lor apparve, un Linga di gran luce Chi trova inizio e fine, di certo sarà il duce! Brahma in forma cigno, cercava da pell’alto Vishnu da cinghiale, scava grugna in basso
E ammisero alla fine, dopò una lun fatica Il grande rivelato, sei Tu mio amato Shiva! Tuo figlio è Ganapati l’amato dio-elefante Avuto l’hai dall’India, devota Gaia grande
[1] Tempio di Chidambaram, dedicato a Nataraja (Siva Danzante), centro propulsivo della cultura Tamil, eretto dai Chola dal 907 al 1310, le quattro gopurams del tempio ritraggono le 108 pose della danza Bharatnatyam ed evocano un senso di continuo movimento. La città, conosciuta come Thillai dal nome della foresta preesistente di arbusti Thillai (Excecaria agallecha), si sviluppò attorno al tempio . [2] svastica: 4 dimensioni della coscienza, il loro punto d’incontro raffigura la 5° dim. che si muove diagonalmente, ascendendo sopra ai movimenti orari e antiorari del chakra; il senso orario crea un opera d’arte, quello antiorario distrugge e degrada ciò che è decadente o ha assolto allo scopo
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Inno a Ganapati, deva e gaja mantra
Quan realizzi il sé, Ganesha tu vedrai Incarna l’elefante, che regge l’obelisco Inconscio lui protende, è rimemorazione Kundalini dormiente, cura in dedizione
Divina sicurezza, bimbo innato senso Ganesha mooladhara, radice d’universo Bastion della Minerva in quattro direzioni Fuor e dentro noi, control le tentazioni
Armonico equilibrio, sensibil innocenza Gioia nel creare, namo namah Ganesha Coscienza collettva, in assenza di paura Incarnazion del tao, amrita ver e pura
Figlio della shakti, sei l’umile saggenzza Guardiano sei Ganesha regale completezza Nel tufo e nell’argilla, tu sei il rigenerato Radice del vulcano, magma del creato
Sei quattro fili uniti, in forma di svastìka Che brillano radianti, nel realizzato in vita Son 4 lingue fuoco, color rosso arancione Fiammelle che silenti, son petali di fiore Fior centro è color blu, muta con l’umore Del bimbo dio Ganesha, che fa meditazione Accende cuor di sakti danzando pien di vita Se intoni tu il suo nome, Lei ti benedica
Blu nel realizzato, improvviso dà bagliori Tuon nubi di gioia, proboscide Ganesha Appar piccolo bimbo, fa dei movimenti Sincr’ondè gioia, dilegua tuoi tormenti
Incarna la sua sakti, ubbidiè arlecchino Danza là in suo chakra, filosofo bambino Al cuore del devoto, intona suo bel nom Sakti ben commossa, don qualunque amor
Muovendo in senso orario, fa creatività Muovendo in antiorario, è distruttività Osserva dove orienta, saprai necessità Accordo a tuoi bisogni, lui fa sua attività
Se indulgi, lui è a sinistra Se astieni, volge a destra Lavor equilibrar, fin al punto A S’eccedi uno dei lati, vedi volerà
Carbòn tetravalente, appar oggi Ganesha La coppa de suo cibo, tien mano sinistra Siede su ginocchia, di Sadasiva e Ganga Annapurna detta, e gusta dolci ganja
jai jai jai Ganapati deva Jai Jai Jai Jai Ganapati Deva Mata Parvati Pita Mahadeva Jai Jai Jai Jai Ganapati Deva Gajanana Gajanana Gajanana he Ganpati Deva
Gajavadana Gana Natha Gajavadana Dina Natha Siddhi Datha Shiva Tanaya Buddhi Pradayaka Gajanana Parvati Nandana Bhava Bhaya Bhanjana Yuga Yuga Vandita Jaya Sri Ganesha (om gam ganapatie namah!)
OM Tryambakam yajamahe Sugandhim pustivardhanam Urvaarukamiva bandhanat Mirtyormuksheeya maamritat
Noi adoriamo l’Uno dai-tre-occhi. Il fragrante che nutre tutti gli esseri, possa, lu, liberarci anche dalla morte nell'interesse dell'Immortalità come il frutto che è tagliato dalla servitù. Dio Shiva dà vita lunga, pace, prosperità, soddisfazione e Immortalità.
om bhadram karnebhir iti shântih || harih om Om! felicità venga dall'udire! pace! Signore! Om! namas te ganapataye | tvam eva pratyaksham tattvam asi | tvam eva kevalam kartâsi | tvam eva kevalam dhartâsi | tvam eva kevalam hartâsi | tvam sarvam khalv idambrahmâsi | tvam sâkshâd âtmâsi nityam |
Omaggio a te, Ganapati! Tu invero sei il principio manifesto. Tu soltanto invero sei il creatore. Tu soltanto invero sei il reggitore. Tu soltanto invero sei il distruttore. Tu tutto certamente questo Brahman sei. Tu visibilmente sei l'eterno Sé.
rtam vacmi | satyam vacmi | ava tvam mâm | ava vaktâram | ava shrotâram | ava dâtâram | ava dhâtâram| avânûcânam ava shishyam| ava pashcâttât | ava purastât | ava cottarâttât | ava dakshinâttât | ava cordhvâttât | avâ dharâttât | sarvato mâm pâhi pâhi samantât |
Annunzio legge sacra. Annunzio verità. Tu proteggimi. Proteggi chi proclama. Proteggi chi ascolta. Proteggi chi dà. Proteggi chi concede. Proteggi chi sa ripetere, proteggi il discepolo. Proteggi a occidente. Proteggi a oriente. E proteggi a nord. Proteggi a sud. E proteggi di sopra. Proteggi di sotto. Me ovunque difendi, difendi completamente.
tvam vân mayas tvam cinmayah | tvam ânandamayas tvam brahmamayah | tvam saccidânandâdvitîyo'si | tvam pratyaksham brahmâsi | tvam jñânamayo vijñânamayo'si | sarvam jagad idam tvatto jâyate | sarvam jagad idam tvattas tishthati | sarvam jagad idam tvayi layameshyati | sarvam jagad idam tvayi pratyeti
Tu fatto di parola, tu fatto di pensiero; tu fatto di felicità, tu fatto di Brahman; tu sei l'unico Saccidânanda; tu sei il Brahman manifesto; tu sei fatto di conoscenza, discernimento. Tutto questo mondo da te vien generato. Tutto questo mondo per te si mantiene. Tutto questo mondo in te troverà dissoluzione. Tutto questo mondo in te ritorna.
tvam bhûmir âpo'nalo'nilo nabha | tvam kâlatrayâtîtah | tvam dehatrayâtîtah |
Tu terra, acqua, fuoco, aria, etere. Tu, di là dalla triade dei guna; tu, di là dalla triade dei tempi; tu, di là dalla triade dei corpi,
tvam mulâdhârasthito'si nityam | tvam shaktitrayâtmakah | tvam yogino dhyâyanti nityam | tvam brahmâ, vishnus, rudras, indras | tvam agnis, vâyus sûryas, candramâs | tvam brahma bhûr bhuvah suvar om | ganâdim pûrvam uccârya varnâdim tad anantaram | anusvârah paratarah | ardhendulasitam ||
tu sei in permanenza dimorante nel mûlâdhâra. Su di te l’essenza della triade delle Shakti su di te gli yogî costantemente meditano. Tu Brahmâ, Vishnu, Rudra, Indra, Tu Fuoco, Vento, Sole, Luna, tu la santa formula Bhûr Bhuvas Suvar Om [Terra, Atmosfera, Cielo, Om]. Il principio dei Gana [G] il primo emesso, subito dopo, il principio de' suoni [A], sei l'anusvâra [m], energia del Supremo, sorta dalla mezzaluna.
târena ruddham | etat tava manusvarûpam | gakârah pûrvarûpam | akâro madhyamarûpam | anusvârash cântyarûpam | bindur uttararûpam | nâdah samdhânam | samhitâ samdhih | saishâ ganeshavidyâ | ganaka rshih nicrdgâyatrî chandah | shrîmahâganapatir devatâ | om* gam | (ganapataye namah) | ekadantâya vidmahe vakratundâya dhîmahi | tanno dantî pracodayât ||
Tenuta a freno col mantra salvifico, così la tua forma propria di uomo. La lettera G è la forma iniziale, la lettera A la forma intermedia e l'anusvâra la forma ultima. Il punto (bindu) è la forma superiore, la risonanza (nâda) l'unione. La congiunzione è il samdhi. Questa è la scienza di Ganesha. Abile poeta (rshi), del gâyatrî è il metro. Il glorioso Mahâganapati è la divinità. Om! Gam! All'Unidentato attentamente guardiamo, su Colui dalla curva proboscide meditiamo. Quello dalla zanna possa così ispirarci.
ekadantam caturhastam pâsham an| kushadhârinam | abhayam varadam hastair bibhrânam mûshakadhvajam ||
sull'Unidentato, dalle quattro braccia, su che porta il pungolo per elefanti su Colui che terrore non infonde, l'esauditore dei desideri, che con le mani sorregge, il cui veicolo è il topo;
raktam lambodaram shûrpakarnakam raktavâsasam raktagandhânuliptân | gam raktapushpaih supûjitam |
sull'amabile, dal ventre prominente, dalle orecchie simili a ventagli sventolanti, dalle vesti rosse e membra cosparse di profumo Colui che con fiori rossi è giustamente onorato;
bhaktânukampinam devam jagatkâranam acyutam âvirbhûtam ca srshtyâdau prakrteh purushât param evam dhyâyati yo nityam sa yogî yoginâm varah |
sul dio compassionevole verso i suoi devoti, cagion dell'universo, imperituro e manifestatosi nel principio della creazione, di là da prakrti e purusha; su di lui sempre medita lo yogî eccellente tra gli yogî.
namo ganapataye vrâtapataye || namaste'stu lambodarâyaikadantâya vighnavinâshine shivasutâya shrîvaradamûrtaye namo namah ||
omaggio a Ganapati, Signor dell'Assemblea omaggio a te, a Colui dal ventre prominente, Unidentato, Distruttore degli ostacoli, Figlio di Shiva, gloriosa manifestazione dell'esauditore di desideri. Omaggio! omaggio!
harih om tat sat || om bhadram karnebhir iti shântih |harih om
Signore! Om! Quello è la realtà! Om! Così felicità venga dall'udire! pace!
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inno alla cabocla, Theia Gauri Inanna(alla Cabocla eterna Menerva, a Yatra e Boa Esperança a Shirdi Sai Baba, Lalla poetessa, Osho e Yogananda) - inno a Inanna (Maa he maa) - hare Krishna - om nama Shivaya
Io negli esser sono, l’uni desiderio Prakriti matrice, dell’esser imperio Prìncipio del mondo, e germe di vite Accendo in unione, coscienze sopite
Donna di Potere, tu che hai visto tutto Morte conquistato, e i regni posseduto O Menerva della selva, mostraci la via dell’energia diretta, e-mana noi vicina
Apri ora le porte, agli spiriti antenati Guardiani del sapere, tribù spirituali Donna d’intuizione, della notte nera Rossa bianco sei, sangue e ossa vera
Le nascoste vie, apron gabbie morte Liberan paura, invocando nome tuo Dono degli dei, accetta umile offerta Mais con avocado, e caldo di coperta
Oh mia yoni-linga, creami l’universo Kama sia l’unione, fuori d’ogni tempo Qual’essere caboclo, fuso nell’istante Danzami Jurema, in Nataraj costante
Sei benzin Jurema del maschile fuoco Tu stimol la scintilla, di un divino gioco Fiamma la tua porta, linga pare brace Piacere la favilla, di ciel è offerta pace
Orgasmo s’estende, su cosmiche rotte 2 cose spaventavan, sesso e la morte Il primo fu peccato, il secondo fu tabù Oggi sono porte, che affaccian più sù
Pur raggiunta una, tutto ci scompare Spuma bellezza, emerge poi dal mare L’eterno è presente, vivo e cangiante Ti gusta e ti sente, curioso eccitante
Chi vive non teme, la morte paura Quel falso pensiero al tempo non dura La vita è una scelta, o pura intenzione Perfino la morte, è contemplazione!
Dio cerca l'uomo, a ritrovar se stesso Madre gener figlio, ad esser gravidata Bimbo s’addormenta, am’esser svegliato Sogna e gioca teatro, god’esser amato!
Questo divin sei tu, in tutti gli elementi Gatto che s’aggira, ovunque nelle selva Addestramen vitale, eco saman vortex Casa mezzo scopo, Dioniso oltre morte
Mare di gennaio, puro e inconsistente Di blu brillato al sole, fascin perfezione In semplice esistenza, riflette verità Vicende universali, riesce raccontar
Corpo che rivela, mente che v’è dietro È bello e naturale, sintonizzarsi ad esso Alle vibrazion marea, in andirivieni a riva Fin fondersi con essa, magia samà divina
Natura del momento, carpe diem di flusso Dopo ogni marea, ritorna ad esser quiete L’eterna legge ciclo, del tao di mutazione Imperfezione viaggia, verso perfezione
Oh Jurema grazie! che cresci nel sertao Tuo cuore pulsa in me, austro-kalaharo Regin suprema sei, del cielo e sottosuol Shiva pluri-innato, di tutti i shaneròn
Oh vortice d’eterno! Oh Shiva libertà! Sgorghi amor cantato, da navaho Samàn Ahanna yo we innaio, ahanna yo we innho Yiianna yo we neye, yo we inneiye innho
Li baal li tuka Inanna, dicono i Sumeri Sei Regin del Cielo, di tutti gli emisferi Dea dell’amore, di guerra e fertilità Ninnanan divina, semitica sei Ishtàr
Hai molti nomi, aspetti di tua gloria Nin-me-sar-ra sei, regina dei lavori Ninsianna invece è, il Venere pianeta Legato alla luna, e alla serpè terrena
Simbolo hai la stella, con le otto punte Proteggi i sacerdoti, e le sacre prostitute Ierodula Nuganna, sei Usunzìan la Vacca La Gauri del Cielo, vino e latte in sacca
Ali e pur serpenti, adornano tue spalle Angizia Dea serpente, uccello Kinnarè Sei ascia e caduceo, dalle doppie teste Che vita posson dare, oppure ritirare
Sono tuoi santuari, Uruk e Zabalam Babylon e Giza, Troia e quindi Ruma Dea della Sumeria, Regina di 3 mondi Figlia al cielo An, alla luna Ti confondi
Bab-i-Li significa, città porta di Dio In sepoltura egizia, è la vestè d’Ishtar Chè l’infer discende, svestita mano mano E l’invadon venti, di mondo sotteraneo
Tuo mitico eroe, T’aiuta a rivestirti Rinsavìta Ishtar, risali scal d’inferno Recuperi i gioielli, torna la tua luce Hai visto e ora sai, tutto in Te riluce
Regina di tutti, i poteri possibili Infallibile Dea, indossi lo splendore Sveli chiara luce, sul cielo sulla terra Adornata di bontà, santificata eletta
Tu giustamente sei, Alta Sacerdotessa Afferran le Tue mani, i sette poteri fissi Guardian delle fonti, cosmich’essenziali Tu alzi gli elementi, li leghi alle tue mani
I gruppi dei poteri, premi sul Tuo seno Come un drago sputi, il vizio sul nemico Gonfi inondazioni, e avveleni la sua terra Urli ai temporali, e ai vulcani sottoterra
Tu sei Inanna, suprema in cielo e terra Un accappatoio, nasconde gambo snello Bambino del Dio Luna, tu fai rigonfiare Un soffice germoglio, in tuo abito talare
Avanzi stretto piede, su pelosa schiena Di un toro della selva, pien di lapìs-lazuli Nel cielo della sera, esci a noi raggiante Sul mar di meraviglie bianco-scintillante
Sei Regin amata, di tutto ciò che Sono Sorgi come luce, risplendi nella volta Sei Donna radiante, An e Uras ti aman Tu sei le mammelle della corazza d’An
I poter Tu conferisci, dei tuoi sette Io Pure sei il guardiano, del più grande Sè Raccolto hai contenuto l'Io nella Tua mano Al seno Tu hai agganciato, l'Io dell’umano
Furioso fuò incessante, hai dato l’Io ad An Tu emetti le parole, che il fato fan giràr Cavalchi su una leone, da An autorizzata E lasci che il dolore, rafforzi lezion data
Dai poteri al temporale, folgori e tsunami Le persone silenziose, ritornan verso Te Alla casa dei lamenti, li fai pellegrinare I grandi riti poi, sol Tu puoi interpretare
Di tutto gli esseri, afferrasti il più terribile Profon lo rivoltasti, come un pesciolino Nel temporal che cresce, pure ci traghetti Con l'arpa melopea, ti canto dei sonetti
Regina i grandi Dei, com dei pipistrelli Starnazzi via da Te, su tumuli in rovine Loro non resiston, lo sguardo che devasta Non possono rialzar, l’occhio Tuo sovrasta
Chi calmerà or ora, il Tuo adirato cuore? La Tua anima Regina, è stata soddisfatta? La gioia è ritornata, e s’è l’ira dipanata Truppe d’ignoranza, son ora in ritirata
Oh Regina di regine, nata per il giusto Piena di saggezza, lungimiranza in tutto Permetti che io canti, la canzon di tutti Elenco io farò, del fato e dei suoi flutti
Io En-hedu-Ana, sacerdotessa-posseduta Vicin la luce giunsi, il calore mi bruciava Riporta il fato ad An, lo solverà per noi Le mie ferite Tu, qual birra mi condoni
Oh Inanna Tu, sei la MA-TE-RE TE-I-JA Sei la Mater theia, noi siam tuoi bambini Eleuthia Dea del parto, patròn di labirinto Mater di terra Creta, dal seno variopinto
Io son il bambino, della Madre del Mondo Io sono Tua figlia, O Madre più Antica Oh Mater Mundi, Oh Inanna c’insegni Morire e risorger di nuovo ci svegli.
(da: "Illusioni, avventure di un messia riluttante" di Richard Barch)
... il Maestro disse: "sul sentiero della felicità troveremo il sapore per il quale abbiamo scelto questa vita. Così io ho imparato oggi, e decido ora di percorrere il vostro stesso sentiero, come a voi piace. ... Accetta la tua morte con una certa serietà, in ogni caso. Chi ride andando a farsi giustiziare non è ben compreso in genere, dalle meno progredite forme di vita, e ti daranno del pazzo. ... Imparare significa scoprire quello che già sai. Fare significa dimostrare che lo sai. Insegnare è ricordare agli altri che sanno bene quanto te, siete tutti allievi, praticanti e maestri.
Il tuo solo dovere in ogni esistenza è d'essere fedele a te stesso. Essere fedele a chiunque altro o a qualsiasi altra cosa, non soltanto è impossibile ma è il segno di un falso messia. ... Le domande più semplici sono le più profonde: Dove sei nato? Dov'è la tua casa? Dove stai andando? Che cosa stai facendo? Tu insegni meglio ciò che più hai bisogno di imparare.
Sei sempre libero di cambiare idea e di scegliere un avvenire diverso o un diverso passato. Non esiste nulla che sia un problema senza un dono per te nelle mani. Tu cerchi problemi perché hai bisogno dei loro doni. Cavilla sui tuoi limiti e senza dubbio ti apparterranno.
Una nube non sa perché si muove in quella determinata direzione e a quella velocità. Sembra un impulso, questo è il luogo in cui andare adesso. Ma il cielo sa le ragioni e i disagi dietro tutte le nubi, anche tu lo saprai, quando ti eleverai così in alto da essere oltre gli orizzonti.
Il peccato originale consiste nel limitare l'essere; non lo commettere. Ogni persona, tutti gli eventi della tua vita sono li perché tu li hai attratti li. Quello che decidi di fare con essi dipende da te..
mohana krishna, mukunda krishna govinda krishna, krishna krishnaaa gopi krishna, gopala krishna govardhana, krishna krishnaaa Hare Krishna, Hare Krishna, Hare Rama, Hare Hare, Hare Kalki, Hare Kalki, Hare Rama, Hare Hare.
Oooom Nama Shivaya Om Nama Shivaya, Om Nama Shivaya Om Nama Shivaya, Om Nama Shivaya Shivaya Nama ham, Shivaya Nama om Shivaya Nama ham, Shivaya Nama om
Shambo Shankara, nama Shivaya Iga Shankara, nama Shivaya Om Nama Shivaya, Om Nama Shivaya Arunachala Shiva nama Shivaya
(Gayatri é Annapurna, la Shakti, la Kundalini, mantra perenne dell’India di Sai Baba, Madre che anima ogni cosa, é Hridaya, prana vitale e cuore dei Veda, è Saraswati, dea di linguaggio e insegnamento nel cuore. recita Gayatri più volte al giorno ovunque, in macchina, treno, aereo o strada)
Om Bhur Buvaha Suvaha suono primordiale dei tre mondi Thath Savithur Varenyam divino splendore incantatore Bhargo Devasya Dheemahi luce risplendente su cui meditiamo Dhiyo Yo Nah Prachodayat. Om Possa questa luce guidar nostra coscienza
O Madre Divina, suono primordiale Il nostro cuore é coperto di tenebre Ti preghiamo danzando e cantando Allontana da noi questa oscurità Ed accendi la Luce dentro di noi.
Om: primeval sound Bhur: physical world Bhuvah: mental world Suvah: spiritual world Thath: That; God; Paramatma Savithur: the Sun Varenyam: enchanting Bhargo: effulgence Devasya: supreme Lord Dheemahi: we meditate upon Dhiyo: the intellect,understanding Yo: May this light Nah: our Prachodayath: enlighten,guide,in spire
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canti alla Regina, Kali e Krisna tantraComprami (V.Valentino) bocca di Rosa (F. DeAndrè)
kundalini Juta Jata Me Ganga Dhari Trishula Dhari Dhamaru Bhajave Dhama Dhama Dhama Dhama Dhamaru Bhajè
(Apuleius Metamorphoses 11, 5) En adsum tuis commota, precibus, Ecco, io sono con Te, mosso dalle Tue preghiere rerum naturae parens, Io madre dell'universo elementorum omnium domina padron d’elementi saeculorum progenies initialis, il primo discendente del tempo summa numinum, la più alta di tutte le divinità regina (m)anium, la regina delle anime prima caeltium, il primo degli esseri del cielo deorum dearumque facies uniformis, la sola forma che fonde tutti gli dei e le dee quae caeli luminosa culmina Io, dalla cui volontà son altezze stellate del cielo maris salubria flamina, le brezze-salutari che emanano dal mare inferum deplorata silentia nutibus meis dispenso ed i silenzi terribili di quelli nel sotterraneo cuius numen unicum multiformis specie ritu vari La mia sola divinità è adorata dal mondo intero nomine multiiugo totus veneratur orbis. nelle varie forme, in riti differenti e nomi diversi
(canto alla Magna Mater del Divin Amor)
Rit. Viva viva, sempre viva, la Madonna del, Divino Amore, fa le grazie a tutte l’ore noi l’andiamo a visitar. Affetti e pensieri, dell’anima mia, lodate Maria, e chi la creò. Per farla sua Madre, pria d’esser fanciulla Fin dalla culla, iddio la mirò. Fra l’altre donzelle, più pura la chiama e il fallo d‘Adamo, con gioia lavò. Con canti e pensieri, Fu bella fu pura E il sole e la luna, La cinse ed ornò. Sei madre di un Dio, dall’Angel chiamata La prole eterna, nel grembo portò. Tutt’arsa d’amore, In terra frattanto di Spiritoo Santo, Ripiena n’andò. E tanto a lui piacque, che in fasce ristretto Per povero tetto, il Cielo lasciò. Da lungi ti adoro, albergo Divino Che è il verbo Bambino, in te s’incarnò. E un Dio sì possente, già fatto suo figlio, Qual rosa dal giglio, nascendo spuntò. Ignudo e tremante, su povero fieno Scaldandolo al seno, lo strinse e baciò. E in rozza capanna, di pii pastorelli Il latte e gli agnelli, Benigna accettò. Fuggendo in Egitto, gli inganni e la frode Dall’ira di Erode, illeso il serbò. Maestro e fanciullo, nel tempio smarrito Con gaudio infinito, alfin lo trovò. Per lei fra le nozze, Giulivo e contento L’ondoso elemento, in vino cangiò. Che fece, che disse, quand’egli languiva E in tanta agonia, nell’orto sudò! Di cruda colonna, provava i flagelli Sentiva i martelli, quand’ei s’inchiodò. Di barbare spine, Provava i martiri E sparse sospiri, e sangue ei versò. Invitta e dolente, ai piè della croce Coltello feroce, il cor le piagò. Schiodato dal legno, si lacero e morto Che fosse risorto, costante aspettò. Per propria virtude, salito egli al Padre Per esserci madre, nel mondo restò. Soave e benigna, e ornata di zelo La strada del cielo, al mondo insegnò. E fatta maestra, con voci di-vine D’esempi e dottrine, le Ekklesie illustrò. Tagendo ed orando, con fatti e parole Le illiberali scuole, su tutto confutò. E sazia del mondo, tornò al suo sposo In sonno amoroso, Amante spirò. Con morte beata, al figlio congiunta Dagli angeli assunta, al cielo volò. Maria degli afflitti, spezzò le catene Del parto le pene, Maria Sollevò. Ed ella da sempre, per tutti i suoi figli In mezzo ai perigli , Speranza restò. O Stella del mare, Rifugio del mondo Io taccio e t’ascolto, più voce non ho. Ogni uomo languente, a te fa ricorso Senz’esser soccorso, chi mai ti invocò? Lassù mare di stelle, Regina e Signora Una terren creatura, Tue lodi cantò. Che cinto e difeso, dal sacro tuo manto In premio del canto, il tormento scampò.
Bella, tu sei qual sol, Bianca, più della luna e le stelle più belle, non son belle al par di te.
Salve Regina, mater misericordiae Vita, dulcedo et spes nostra salve A te clamamus et suspiramus Eja ergo advocata nostra Mater divinae gratiae Mater purissima inviolata Mater del Divino Amor Gaia Mater ora pro nobis Mater della comunità federale Mater amabile e ammirabile Mater dell’abbondanza Mater di ogni creazione Mater del buon consiglio Mater di ogni salvatore
Virgo potens/ Virgo clemens Virgo veneranda / Venere eterna Visione dei profeti Porta del cielo e della terra Arca dell’allenza federale Tempio della pentecoste e della gloria Tempio della Flora e di ogni creazione Rosa mistica, Stella del mattino Città inespugnabile, Sede della sapienza Causa della nostra gioia, Fonte del coraggio Salute degli infermi, Rifugio dei disorientati Musa dell’arte, Salvezza del popolo umano I cieli e la terra sono pieni della tua gloria Osanna, Osanna, Osanna nell’alto dei cieli
(canto cattolico a Santa Maria)
Mentre trascorre la vita, solo tu non sei mai Santa Maria del Cammino Sempre sarà con te.
Rit. Vieni o Madre, in mezzo a noi, vieni, Maria quaggiù! Cammineremo insieme a te verso la libertà.
Quando qualcuno ti dice: “nulla mai cambierà” Lotta per un mondo nuovo Lotta per la verità. Rit.
Lungo la strada, la gente Chiusa in se stessa va Offri per primo la mano A chi è vicino a te. Rit.
Quando ti senti ormai stanco E sembra inutile andar, Tu vai tracciando un cammino Un’altro ti seguirà. Rit.
Oh Maha Lakshmi, amerin Madonna Graziaci abbondanza Con gli occhi tuoi di loto! Solo un tuo sorriso, dolce paradiso supporta il sognatore, in peregrinazione
realtà delle tre faccie riflessi nei tuoi occhi passà presen futuro creazion conservazione alfin dissoluzione perfetti in equilibrio al centro dellla stella dei due triangol fatta
nel volto e unione di Kali se tu vuoi, allor tu puoi Confrontar tue paure Dell’oltre esistenza.. Se tu conosci binaria chiave Lei verrà a te nella notte nera Rivela calda via rossa purificazione appassionata
Nella forgia del santo Ma Brucia e brucia amato yogi Di cenere coperto del preceden tuo Io Arrenditi completo nell’unione di Kali
All’alba di creazione Alla gran dissoluzione Sei Kali Ma radiante Radiante luce nera infinita compassione danzando in delizia sulla pira funeraria della vita temporale brandisci la tua spada della discrimin-azione Tu danzi dall’uno supportato Che giace scarlatto sotto tuoi piedi Rapito alla coscienza Cosmica
tra le stelle s’impigliano I tuoi capelli scompigliati Salgono e cadono eoni vanno e vengono mondi stai eterna all’entrata della cava rossa uter di vita cosciente del posto speciale di ogni essere tuo figlio.
(mistica cachemira del Kaula Tantra Pratyabhijñâ scuola del riconoscimento spontaneo) Ho sempre saputo che il mio corpo ed il Tuo Facevano una, una sol cosa. Tu sei me e io sono Te, Conoscer mi resta Fusione dei corpi Il Tuo ed il mio. Chi sei tu? Chi sono io? Brahma si è moltiplicato in desiderio, per stesso desiderio, da multiplo ora cerca ridiventare uno
TAT TWAM ASI! Tu sei quello) AUM HAMSA SOHAM AUM l’amor è legge) Amor in volontà TAT TWAM ASI HARI AUM TAT SAT AUM SHANTI NAMASTE TAT TWAM ASI · Comprami (^su)(Viola Valentino)
Se sei giu' perche' ti ha lasciato Se per lei sei un uomo sbagliato Se non sei mai stato un artista... O non sai cos'e' una conquista
Se per lei sei stato un amico Se non hai lo sguardo da fico Se non vuoi restare da solo Vieni qui e fatti un regalo. Rit. Comprami, Io sono in vendita E non mi credere irraggiungibile Ma un po' d'amore, un attimo, Un uomo semplice Una parola, un gesto, una poesia, Mi basta per venir via Felicità, una canzone pazza che cantare mi va Una musica che prende e che ballare mi fa Se non sai da un film a colori Portar via le frasi agli attori Se per te il sabato sera Non c'e' mai una donna sicura Se non hai sulla tua rubrica Una che sia piu' di un'amica Se non sai andare lontano Dove non ti porta la mano Rit.
(Fabrizio De Andrè)
La chiamavano Bocca di rosa metteva l'amore, metteva l'amore la chiamavano Bocca di rosa metteva l'amore sopra ogni cosa.
Appena scesa alla stazione del paesino di Sant'Ilario tutti s'accorsero con uno sguardo che non si trattava di un missionario. C'è chi l'amore lo fa per noia chi se lo sceglie per professione Bocca di rosa nè l'uno nè l'altro lei lo faceva per passione. Ma la passione spesso conduce a soddisfare le proprie voglie senza indagare se il concupito ha il cuore libero oppure ha moglie. E fu cosi che da un giorno all'altro Bocca di rosa si tirò addosso l'ira funesta delle cagnette a cui aveva sottratto l'osso. Ma le comari di un paesino non brillano certo in iniziativa le contromisure fino a quel punto si limitavano all'invettiva. Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio. Cosi una vecchia mai stata moglie senza mai figli, senza più voglie si prese la briga e di certo il gusto di dare a tutte il consiglio giusto. E rivolgendosi alle cornute le apostrofò con parole argute: "il furto d'amore sarà punito", disse, "dall'ordine costituito". E quelle andarono dal commissario e dissero, senza parafrasare: "quella schifosa ha già troppi clienti più di un consorzio alimentare". Ed arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi, con i pennacchi ed arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi e con le armi. Spesso gli sbirri e i Carabinieri al proprio dovere vengono meno ma non quando sono in alta uniforme e l'accompagnarono al primo treno. Alla stazione c'erano tutti dal commissario al sagrestano alla stazione c'erano tutti con gli occhi rossi e il cappello in mano. A salutare chi per un poco senza pretese, senza pretese a salutare chi per un poco portò l'amore nel paese. C'era un cartello giallo con una scritta nera diceva: "Addio Bocca di rosa con te se ne parte la primavera". Ma una notizia un po' originale non ha bisogno di alcun giornale come una freccia dall'alto scocca vola veloce di bocca in bocca. E alla stazione successiva molta più gente di quando partiva chi gli manda un bacio, chi getta un fiore chi si prenota per due ore. Persino il parroco che non disprezza tra un Miserere e un'estrema unzione il bene effimero della bellezza la vuole accanto in processione. E con la Vergine in prima fila e Bocca di rosa poco lontano si porta a spasso per il paese l'amore sacro e l'amor profano. |