Buiti religione, è vision culto natura
viaggia ibo-piroga, a radice della cura
Abitan Babongo, foreste fiume Congo
miti sogni viaggi, la genesi del mondo
sommario quartine
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Buiti religione, è vision culto naturaVincent Ravalec: “In origine una persona malata che andava dal ganga, dopo un esame, poteva ricevere il suggerimento di venir iniziato al fine di trovare dentro se stesso le chiavi alle cause dei suoi disturbi. Noi possiamo ritornare alla foresta, è una delle chiavi, la tradizione Bwiti inizia qui. La terra diviene più importante per la tu iniziazione; la radice, il suono del mogongo, Ti portan a rinascere, la tua coscienza viene aperta per essere connessa a dimensioni più vaste. Tutto dipende dal tuo grado di determinazione e tu devi essere in pace con te stesso. Iboga può aprire le porte così che il lavoro che stai facendo su te stesso divenga più consistente, ma aspettati di pagare con i tuoi sforzi. Abbi fede nelle piante e nel tuo corpo, anche nel caso della malaria, scoprirai che iboga ha aperto delle zone potenziali nel tuo cervello, in grado di agire sul tuo corpo fisico. L’iniziazione corrisponde a un risveglio, un deja vù, poiché Iboga lavora sulla memoria ancestrale. Finchè sei un neonato o ancora un uovo, è abbastanza normale che tu abbia paura. Tu sei in Africa e tutto ciò che puoi fare è essere aperto. Più sei aperto e più le cose vengono in aiuto. Ngenza! noi siamo tutti uno, se tu hai ucciso qualcuno allora è te stesso che hai ucciso e ciò può colpirti come un boomerang. Più sei franco più permetti all’Iboga di lavorare. Verbalizzare le cose, è principio analogo a quello della psicoanalisi, ne più ne meno. Gli Ngenzai son tutti super-stregoni, sanno che l’incantesimo torna sempre indietro a chi lo ha emesso. Prova a capire perché uno è spaventato da qualcosa: Banzi è un essere dell’universo sulla via della conoscenza e Ngenza, è Buiti dell’apertura e della luce, conoscenza antica di migliaia di anni oggi a disposizione dei ricercatori. Qui ogni cosa ha significato e iboga non spreca tempo, se sei nel processo di essere iniziato, è perché iboga è d’accordo e avrà cura di te. Iboga è la dolcezza del tuo cuore, è tuo alleato e permetterà alla tua memoria, di essere multi-concettuale. Ciò che vedi, ha un significato oggi, ma forse ne avrà un altro domani, poiché la scuola continua. Iboga è un dottore-iniziatore con lavoro da fare; ripara le connessioni e ti da un rapporto leggibile delle riparazioni fatte. Così la tua malattia, qualunque possa essere, è una fonte di insegnamento. Se tu manchi d’un sistema mitologico di riferimento, Iboga estrapolerà qualcosa di equivalente dai sistemi presenti nella tua mente, così nasce un sincretismo, individuale o di gruppo. Iboga è una pianta maestro che conosce l’arte di prendersi cura di qualcuno, in stile Hollywoodiano: un po’ di cultura tibetana, amerindiana, greco-romana, Rasna, europea, fiabe, spidermen, tuoi trascorsi, sogni, desideri, ecc.., crea un nuovo film senza senso apparente ma prezioso. Tu avrai bisogno di tempo per digerire e integrare tutto nella tua coscienza. Ri-allineando le memorie, ri-scoprirai gli antenati nel tuo lignaggio personale, frutto di contaminazioni interetniche su cui non hai mai pensato. Così nel tuo vagabondaggio, tu incontri antenati e salti di gioia poiché scopri, che Tu sei Loro e loro son Te e perché loro sono i soli che rendono possibile questo viaggio vero, attraverso spazio-tempo. Le scene del passato di cui sei testimone, sono ciò che nell’esoterismo, chiamano gli Annales, un pezzo di storia del mondo registrata nella coscienza. Iboga muove nel presente totale, dove la mente acquista la capacità di esplorare aree della coscienza che una nebbia mentale previene dal raggiungere. Lei rimuove strati di nubi accumulati nel cervello dalla preistoria ad oggi. Se tu avrai l’umiltà di ascoltare, iboga avrà sempre qualcosa di nuovo da insegnarti. La tua personalità è parzialmente inclusa nella tua coscienza la quale, gestisce due voci: la sua voce, e una sua immagine riflessa al fondo della stanza. La personalità conosce tutto questo ma non ha nessuna relazione diretta con essa. Iboga si spinge fin laggiù, e saluta l’ospite. La coscienza può allora essere cooperativa e dire Ok, eccoti le chiavi, fai come a casa tua, ti stavo aspettando, starò qui e mi godrò lo spettacolo di riorganizzazione che farai. Spettacolo capace di meravigliarti, dove magari scopri il retrobottega pieno di cose curiose e bizzarre, forse qualcuna ti spaventa, qualcuna ti appare oscura, ma una volta spolverato, si rivela un tesoro. Realizzi che ci vuole un po’ di tutto per fare un mondo e un essere. Qualunque cosa appare, carezzala, è una parte della vita che tu hai avuto sin ora. Può accadere che il tuo intelletto non gradisca la visita, Iboga si intristisce per la reazione ma è in missione. Allora mostra il suo distintivo sceriffo e spiega l’affare all’intelletto: “mi spiace ma il 21° secolo sarà spirituale o non sarà affatto”. Sei nel mezzo di una riformattazione delle tue memorie che l’intelletto vorrebbe spegnere, se ciò accade, la tua coscienza torna al punto di prima o a un punto di compromesso. Essere iniziato, è prima di tutto una celebrazione con canti e danze, l’universo celebra l’arrivo di un nuovo figlio. Il tuo corpo ha bisogno di eliminare la spazzatura che Iboga ha tirato fuori dal suo lavoro di riordino, danzare ti purifica mentre le fiamme sono simbolo di molte cose sulla terra che illuminano e riscaldano miliardi di persone. Il Posto di Guardia è una chiesa dove la luce delle candele si unisce al cuore di ciascuno e batte all’unisono di quello collettivo. Ngenza è questo, lo stesso cuore per ciascuno: Uno per Tutti e Tutti per Uno, le sessioni notturne basano su tale presupposto, con lo scopo di appianare dispute e dare consultazioni alle persone malate. In Ngenza uno dei segreti è seguire il ritmo del Mogongo.. un guerriero della luce va al cuore delle cose, se c’è paura, lui la conquista! Tra un ngenzai e un uomo d’affari americano cambi l’ordine di importanza dato alle cose: per l’uomo d’affari sono importanti le cose materiali e rigettabili tutto il resto, mentre per un Nganga, stregone, sciamano, marakamè, è esattamente il contrario: gli spiriti dominan gli oggetti materiali e larga parte dell’esperienza ha luogo a livello della mente. Ogni cosa nell’universo ha spirito, e i Ganga, hanno compito di riparare un disordine nel clan, ecosistema o anima individuale. In genere sciamani e nganga sono poveri, pertanto chiederanno del denaro semplicemente o per le loro prestazioni. Son cose che accadon ovunque, solo valuta ciò che vai acquistando in Europa, in India o in una Foresta. Se una cosa ti sciocca, abbi pazienza, dopo il tempo delle prove arriva il tempo delle spiegazioni! In Africa chiunque è un vampiro, come in Brasile chiunque è un medium, ciò significa ch’essi vivono permanentemente con mondo mistico (astrale o nirvikalpa se vuoi). Se sotto l’influenza d’iboga tu vedi gli spiriti, è normale, in tal caso, forse tu hai bisogno di fare un passo indietro, prendere la rincorsa e fare un salto avanti, una porta sta per aprirsi, se noi comprendiamo questo, allora possiamo avvantaggiarcene per beneficio nostro e di altri. Dio ha pensato a tutto, per lenti apprendisti sulla via della Grande coscienza cosmica, iboga può essere la soluzione. Fare l’iniziazione non significa diventare buitista e finire seminudo nella foresta Gabonese, alcuni iniziati son diventati preti Cattolici, monaci Tibetani, Daimisti. Yoga non è incompatibile con Ngenza, è una via i conoscenza tra le altre. Ci sono molte vie per unirsi alle dinamiche del risveglio e ciò che stai facendo ora può essere una di quelle. Presa l’iboga, il cervello è in grado di funzionare in modo accelerato, domande/risposte allineano corpo e mente; pur se ti trovi in un temporale, resta calmo, padroneggia te stesso, usa lo Zen, accompagnerai l’iboga nel suo lavoro. Ciò che Iboga fa al tuo intelletto e che sembra caos, è un lavoro di riparazione e pulizia laddove, in una città, perennemente bombardato da segnali, tale processo è molto complesso poiché molte cose son continuamente mischiate. Fai domande e resta vigile e sveglio, così che tardi, quando gli elementi di una risposta emergono, non mancherai di ricevere il postino. La conoscenza guida al cuore. Iboga come qualunque altra via spirituale, intende rivelare la divinità che è dentro Te, per risvegliare le tue potenzialità, sebbene nell’eccitazione, l’intelletto può scambiarsi per Dio, ricorda che tu sei semplicemente una delle sue parti costituenti. Iboga risveglia la memoria cellulare e interroga il tuo DNA per portare luce su ogni cosa tu abbia in Te, strato dopo strato. Le emozioni che senti, possono venirti da situazioni esterne a te, nel tempo e nello spazio. A volte dentro di te senti sensi di colpa e per questo ti fai del male. Se la pianta ti mostra qualcosa, ti mostra una direzione, segui il suo consiglio. Chiedi mostrarti il passo da fare, aiutati e il cielo ti aiuta. Il corpo è molto importante. La natura ti aiuta molto in questa fase, metti i piedi a terra e respira, gli alberi ti sono amici e sapranno come parlare al tuo corpo, come calmarlo senza che tu lo sappia. Un trucco è fare sport, agricoltura, qi gong, al fine di far circolare l’energia che Iboga concentra nella testa. Sii paziente, tu sei prezioso, i banchi di memoria devono svuotarsi pulirsi man mano. Un giorno inizi a percepire la rete di connessioni che c’è tra te e gli altri in un meraviglioso fitto mosaico interpsichico. Le radici delle Equazioni psichiche da cui tu fuoriesci, si trovano nella coscienza collettiva e nella profusione di situazioni e ramificazioni. Iboga riordina tutto all’essenziale. Così tu trovi un nuovo modo di essere e sentire te stesso. Il tuo cuor si connette al silenzioso ritmo dell’universo. “Chi sono io? Lentamente ti muovi verso: “Io sono”, I Am Om. Ora so perchè sono sulla terra, le mie risposte sono appagate. Ciò che accade dopo iniziazione, è la scoperta dell’Altro e il desider di condividere poiché comprendi meglio la connessione tra tutte le cose e gli esseri. L’iniziazione può avere multiple forme e tessuti ed è la luce del ngenza stesso. Il nome iniziatico che tu ricevi, è molto importante, oltre a identificarti come essere umano sulla terra, ti connette a un lignaggio che parte e porta agli antenati. Ogni lignaggio biblico, nomade o clanico, stabilisce un corridoio fino al totem del tempo di sogno, da cui il nostro presente discende. Piedi a terra prima di guardar le stelle, tutti per uno uno per tutti!”
Mallendi: “Buiti Ngenza lavor sulle cause della dipendenza. a 12 anni ebbi la prima iniziazione con Ehumu, mio padre spirituale buitista. La seconda volta scelsi il buiti per conoscere le piante al fine di aiutare nella cura i pazienti di Ehumu, di villaggio in villaggio, duran le vacanze da scuola. Le cerimonie, qui e in Francia, han diverse vibrazioni ma le reazioni umane sono le stesse. Le malattie hanno nomi diversi, in Gabon le persone le percepiscono più psicosomatiche mentre in Francia più psicologiche e naturali. L’europeo è più incline a chiudersi in malattie etichettate, mentre il rurale tenta di lottare con la malattia arrivando a personificarle in feticci, o ad attribuirla ad un invidia, fattura, ecc. anche l’AIDS non sfugge a tale logica. All’inizio del trattamento devi performare qualche trucco che rompa la fattura e la persona si rilassi, fai il tuo trattamento magico e poi glielo spieghi. La persona malata vuol prima di tutto vedere il risultato per poter credere. Iboga lavora di più sulle malattie psicologiche come la depressione, ansietà, difficoltà digestive; dà un trattamento di psicoanalisi accelerato e concentrato in 3 giorni. Analisi dell’Io che porta la persona a confrontare stupidità e potenzialità sen giudizio di nessuno. Qualcosa emerge in te, e tu sei lo psicologo, tu fai la critica della tua ragion pura (Kant). Ritrovi così speranza e coraggio psicofisico per confrontare la vita. Molti realizzano l’esistenza di altri mondi, cioè la vita dello spirito. Io lavoro con la vita dello spirito con molte persone, specie in Europa, poiché là, la vera perdita e causa di molte malattie psichiche, è la dimenticanza che dentro il corpo c’è uno spirito. L’effetto più importante dopo l’iniziazione è che Tu sai chi Sei e perché sei sulla terra, il resto differisce per ciascuno. Iboga è una pianta che aiuta e salva da migliaia di anni. Chi è incline alla ricerca, beneficierà di essa. Speciale musica venne sviluppata per attivare le virtù della pianta nel corpo, così, ad esempio, se usi reggae essa agirà diversamente. L’iniziazione simbolizza la rinascita dell’essere innato interiore, i riti d’eboga, scendono a livello psicologico, favorendo la comprensione degli elementi della vita della persona che lo hanno guidato alle varie dipendenze e abuso di droghe. Mio obiettivo è costruire un villaggio-ospedale di medicina tradizionale in Gabon con un herbarium che cataloghi tutte le piante medicinali locali. L’Ospedale sarebbe aperto a tutti da ogni dove e sarebbe una scuola per apprendisti dal mondo, così da farla sopravvivere nel Villaggio Globale a beneficio degli umani, dell’ecosistema e della seconda parte dell’equazione di Mandeville”.
Tutte le branche del Bwiti hanno in comune la natura visionaria dove le iniziazioni bombardano il candidato con immagini. Per completare il percorso Bwiti e diventare un Nganga, uno deve aver visto e acquisito la capacità di fare diagnosi e divinazione durante la cerimonia dell’èdika. Tali cerimonie servono a chiamare gli spiriti degli antenati e così entrare nel mondo dei morti. Si tratta di imparare il come morire al fine di vivere meglio. Ci sono vari tipi di cerimonie, prima fra tutti la bwiti-a-bandzi dove i bwitisti nascono; poi ci sono cerimonie di entrata ed uscita per onorare la memoria di chi muore fisicamente, specie se è qualcuno della comunità, al fine di accompagnare la sua anima verso il mondo degli antenati e purificare il mondo dei vivi dal lutto di tale perdita. Molte scene richiamano la storia della scoperta della radice d’iboga. Le cerimonie sono più frequenti nella stagione secca specie nei primi due mesi in cui rinfresca il clima. I ripetitivi ritmi dei differenti tamburi e barre bakè, capaci di indurre la trance in altri contesti, qui invocano il tuono per il trasporto degli spiriti. Il suono del mogongo (arpa a bocca o arco a bocca fatto in legno con una corda di raffia tesa) collega gli spiriti dei vivi a quelli degli antenati.
Mallendi ci rivela, che leggere i problemi D’un altra persona, a risolverli e capirli È consultazione, ovver chiaroveggenza Responsabilità, verso chi ti compensa Bwiti è lunga scuola, filosofia di vita Mwiri la prosegue, in forest’ecosistema In Kono poi finisci, è laurea o dottorato Fondi alla foresta, ugual pigmeo rinato
Ngenzai esseri evoluti, trasportano dati In linguaggi sottile, com vibri di mogongo Informazion interattiva, geografia filosofia Matematica storia, con piante in sintonia
Emetton messaggi, tuo corpo sintonizza Ricevi e una mattina, realizzi inter Teatro! Sale il gioco sale, dei mil perché connessi Ogni cosa all’altra è, legata sen commenti
Iboga suggerisce, linguaggi equivalenti Rosso e bian caolino, sono Siva e Sakti Lavora sul Karma, Iboga antico sistema Intelligen che inizia, consigliarti interna
Bwiti è come scuola, svela gradualmente talvolta chiede prezzo, ad aprire porte chiuse Tu parli e fai domande, ricevi poi risposte Ognuno può parlare, aperte son le porte
Bwiti è coscienza, è collettiva fratellanza Nel culto dei comuni, antenati dell’istanza Università della foresta, società della cura Iniziato in gruppo, apprendi sua struttura
È tempo cerimonie, per risolvere i conflitti Richiaman canti situazioni, di vite e di afflitti La gente parla di, preoccupazioni disaccordi il ganga mediatore, riconcilia negli accordi
Unione ed armonia, del gruppo necessari A successo cerimonie, spir’insieme chiami Mbanza Corpo Guardia, è la casa del bwiti Posto d’incontro, e capanna in cui confidi
Rettangol chiuso retro, ai lati con corteccia Una scultura è posta, all’ingresso sen parete Scultur antenati, Dissumba e Nzambe Kana E genitali femminili, genitor di razza umana
Il tetto è foglie palma, bwenzè è sagrestia Piccola stanzetta, dove è impartito il bwiti In forma di visioni, da fiamme supportate secondo percezione, uomin donne separate
Nascita e trapasso, è cranio al candidato Simbolico è colpito, 3 volte dagli Tsogo Con martello in punto, bregma fontanella Da dove si diparte, spiri d’uomo vorticella
Separato dal villaggio, sta Nzimbe sottobosco Ripulito camerino, a preparar le cerimonie Ogni Bwiti è un percorso, pratico e spirituale Insegna miti primari, spir piante ed animale
Chiede anni a giungere, al top di conoscenza Ti insegna a suonare, a cantare e a danzare Padroneggiare costumi, maschere e sculture Padroneggiar l’Iboga, e le tue visioni pure
Suo scopo è arrivare, a visioni spontanee A mezzo concentrazio, ecologia da liminale Donna apprende amore, in tutte sue forme Uomo a sopravviver, in foresta dove dorme
In gerarchia Missoko, si nasce straniero Si diventa poi banzi, iniziato che ha visto Apprende ancor deve, imparare ogni cosa Divien poi makagha, che prepar cerimonia
Si diviene poi Nima, iniziator d’apprendisti Direttor delle sessioni, notturne cioè Ngozè Nima na kombwe, ha finito apprendistato È padre spirituale, consigliere più amato
fa leva su sadGuru, non mostra preferenze fra ciascun dei figli, ngenza tien coerenze Ora noi torniamo, a scoprir antica essenza Ngenza e iboga assieme, riportan a foresta
Ch’è libreria computer, farmacia di piante Benvenuti da elefanti, insetti e scimpanzé Pappagalli e fiumi, in un antenato mondo in simbiotico accordo, o agonistico scontro
Iboga induce vomito, e senso di ansietà Apprensione visioni, nel buio suggestioni Letargia fin 4 giorni, nelle dosi iniziazione Ugual chinino ed aspirina, tien letal azione
Iboga è uno strumento, non lo scopo in sé Materasso è canoa, per viaggi lungo fiume Piuma pappagallo, simboleggia intelligenza Parla di foresta, bentornato a casa Ngenza
Primo giorno una canoa, di foglie di banana Porta torcia di Okumè, viaggia ad occidente Prima fase radice, è di domande e risposte Seguon sogni visioni, della nascita e morte
Tuo nome da iniziato, senti chiaramente Lo senti e lo ripeti, o il ganga estrapolizza È nome di animale, pianta, oppure astro Bwiti è tutto ciò, che vedi su di un nastro
I segreti del mondo, si rivelan gradualmente man man insegnamento, cresce la tua mente Non c’è un esterno Dio, Bwiti tien concetto Di universal presente, nel collettivo petto
Duran la notte ha luogo, festival che attira Curiosi compaesani, stranieri alla cascina assiston teatro, spettacolo Corpo Guardia Mogongo ben risuona, in bocca fra le labbra
Nei canti gutturali, l’uovo fa nga.nga.nga linguaggi d’iniziati, guidan viaggi ad iniziandi terzo giorno è l’èdika, cerimonia conferma Capacità visionarie, lungimiranza più ferma
Èdika è attorno al pasto, rito arrosto pollo in foglie di banana, bollite e banan cotta il cui olio di cottura, medicin conserverà Edika pasto la radice, al riposo porterà
Dopo pasto èdika, Tu divieni un ganga Con mission partecipar, agli amici risvegliar Uov’aperto pollo arrosto, vamos a gustar Ganga rompe noci, getta gusci a oracolar
Il gruppo bene crede, se stesso rafforzato Dall’iniziazione, e ha un pantheon colorato Per tramite agli spiri, con nome or invocati In cima è l’antenato, creator di noi mortali
Nzambe Kana vien, chiamato in cerimonie Koumba e Dissumba, uomo e prima donna Accanto agli antenati, ci son geni e folletti Mare e corsi d’acqua, foreste ed elementi
Montagne cosmo intero, ovver radici Buiti Sole detto Kombe, la moglie Luna Ngonde Minanga e Ngadi sono, stelle e lampi figli Dissumba primo ramo, di bwitisti insigni L'iniziazione al Bwiti, è rito di passaggio Dall'adolescenza, all'adulta età del gruppo Per ben riprogrammare, nuov’ego identità Legate a condivise, norme in comunità L’iboga condiziona, pluralità esistenze Tempo non esiste, l'uomo è donde viene Incarna si reincarna, piroga in transazione Perdur parecchi giorni, radì masticazione
Usan i Mitsogho, la privazion del sonno[4] Duran parecchi giorni, e privazion di cibo Per acceder a più sogni, ludici e coscienti Si da comunicàr, compagni lor discenti
Assòrbendos’iboga, si giunge alla visione Più vomiti violenti, il ventre svuota intero L’andar nell'aldilà, richiede azion morire Corpo con gli anziani, e spiri può partire
Anziani sopra fuoco, arrostan semi zucca Esplodono con scrocchio, e spirito diparte Il cranio candidato, è colpito con martello Per lo spiri liberàr, via tunnel for ugello
Continua sonnolenza, tremor agitazione Più lacrime con risa, scende e sal calore Anestesia parziale, t’ascoltan batti cuore Controllano tuo corpo, e dosano rumore
Le scene sotto iboga, presso i Mitsoghò Attraversan quattro stadi, e si srotolanò Raggiungon contenuto, di immagini tribali Iniziand’interrogati, su tappe viaggi astrali Dal soffio che trasporta, or si sente avvolto Doppio di se stesso, a suono d'arpa ngomo Verso un gran villaggio, sen principio e fine E sente delle voci, che invitano a chiarire
Chi cerchi tu straniero? viaggiator risponde Buiti sto cercando, e le voci assumon corpi Ripetono domanda, e rispondono nel cuore Buiti che tu cerchi, siam noi dell’anteriore
Incoraggian tua ricerca, “il Buiti troverai Continua la ricerca, non scoraggiarti mai” La voce ora pronuncia, suo nome d’iniziato Nel dialogo antenati, lui sta immobilizzato
Arriva ora l'incontro, con entità più astrali Gli fan ugual domanda, esser straordinari Rivelano si trova, nel Bwi villaggio morti Ascoltano risposte, presentan nom e corpi
Il primo si presenta, sono Nzamba-Kana Il padre umanità, e prim’uomo sulla terra L’altra alla a sinistra, dicè io son Disumba Mater d’umanità, e prima donna oriunda
Villaggio della Morte, aumenta di scintille La palla fuoco sole, scende prende forma Kombe si presenta, e interroga il neo-fìta Sulle ragion del viaggio, poi gli si confìda
Son il re del mondo, suo essenziale punto Ngondi la mia donna, voi la chiamate luna Le stelle son Minanga, ovvero miei bambini Buiti è ciò che hai visto, qui coi sensi fini
Dopo aver parlato, mutan il sole e luna Diventan un ragazzo, e una ragazza belli Mutan nuovamente, col tuono a dileguàr Torna calm ovunque, e gli altri a salutàr
Ora è un iniziato, con occhi ha visto Bwiti Attraverso altra realtà, cioè dell'altra vita Che s’apre solamente, a mort e iniziazione Mezzo luci e sogno, intravede condizione
Passato e futuro, dell’esser propri umano Che vive su due piani, mutevole ed eterno Dopo riti di passaggio, s’isolerà dal mondo Da ùn 3 settimane, neonato a tutto tondo
Il battesimo d’iboga, alle radici vita porta E al dialogo diretto, Je suis mistero forte Viaggi fin la terra, dei morti dimenticati Mediator divini, epoptèia di antenati
Gli spiriti defunti, Gesù o altra entità Un nom d’iniziazione, van a comunicàr Iniziando aggiungerà, or ai propri nomi Buiti affida a piante, il ruol di mediatori
L'iniziato ha visto, è un bandzi che or sà Come ogni Mitsoghò, è finita iniziazione Da or sarà la pianta, usata in parsimonia Per riscaldar il cuore, ed aiutar sua storia
A mo riferimento, a rinverdir progetto vita Pensier d’iniziazione, t’aiuta e sem t’invita Ciò ti aiuta a stare, ben saldo a tua visione Lì sta il tuo passaggio, o adulta iniziazione
Strumenti musicali, ricreano tempo sogno Mongongo la parola, crèa ed esce da bocca In bocca suonatore, risuona il cosmo nuovo L’obaka riproduce, lo scricchiolio dell’uovo
Vien or all'iniziando, gradual radice data Più d’ogni ngozè, e coscienza s’è alterata Duràn 3 dì 3 notti, sdraiato in sagrestia Resta nella trance, vicin padrin madrina
Il corpo steso terra, comunità sorveglia Lo spirito or si libra, e contatta più entità Lo illuminan mostrando, radici della vita In esse d’or in poi, suo cuore si confida
Tobe vien chiamata, l'iniziazion buitista O pope na pope, ovver sedersi a terra Astinenza sessuale, alcolica e da fumo Almeno 10 giorni, avan ritual consumo
Sin da prima sera, del rito iniziazione L’inter comunità, consuma normal dose Sempre e di continuo, sino a fine rito Tutti in empatia, viaggian lor amico Kombo sacerdoti, più svegli resteranno Radice pur a bimbi, lattanti un granellino Il Neofita è portato, al centro della sala I fedeli alle pareti seduti come in gala
Seguono domande, rivolte all'iniziando Le pubbliche riposte, riguardano i motivi Che lo sospingon fare, tale iniziazione A risposte sufficienti, parte rito azione Al mattin seguente, viene egli svestito Avvolto stoffa bianca, fascia per neonati Poi è accompagnato, dentro alla foresta Confessa la sua vita, agli spiriti di festa
Azion liberatrice, dei suoi sensi di colpa Serve a liberar, gli ostacol dalla mente Buona confessione, prelude buon visione Scatena maremoti, nasconder l’omissione Fa sosta l’iniziando, a ogn’albero antenà Quindi è presentato, agli spiriti coi canti Mezzogiorno inizia, assunzione dell'iboga Entro la capanna, siede e assume posa Sguardo è mantenuto, fisso sul terreno A far concentrazione, fuor da distrazione Può muovere la testa, ovver aprir la bocca Kombo con cucchiaio, radì d’eboga imbocca
Attorn a lui lavora, l’equipe con premura perizia la sua morte, e tutto il suo rinascer Ciascuno tiene ruolo, lui plancia di controllo Osservan sue pupille, e regolan suo forno Un cucchiaio dopo l'altro, fanno quantità Lui vomita ogni tanto, reflusso è separato Su foglie di banano, e attento esaminato Madrina pur l’assaggia, fà diagnosticato
Come si comporta, l'iboga nella pancia Ognun tien suoi tempi, d’organico lavoro L’aiutano le danze, e le musiche dell’arpa Avvolgono d’amore, come calda sciarpa
L’eboga anestetizza, bene il tuo palato È di sapor amaro, e vien detta fiel di Dio Duran lung’assunzione, corpo si raffredda A partir da estremità, cuore pur rallenta
Dopo cinquàn minuti, effetti sulla psiche Rafforzan sempre più, in stati più profondi Si sperimenta un viaggio, ai limiti dell’Io Appare l’altro stato, che nima testa fino 2 anziane donne, smuovono suo corpo Tende a irrigidirsi, gli fanno scioglimenti Articolazion del collo, di dita mani e polsi Al sole diurno poi, lo metton ad esporsi
Sensazion di freddo, pervade l'esperienza Vision a tutto campo, espande la coscienza Fenomeni speciali, e udito a gran distanza Lo prendon più visioni, di luminosa istanza
Osservi pur la scena, dall'alto lato o basso Pian allontanando, un risucchio puoi sentire Un vortice di luce, o un ascensor del vento Veloce ed istantaneo, fuor e nel contempo
La finè del viaggio, la segna suono ngombi L’arpa sacre che, assiem a suon mongongo Apre e chiude il corpo, per l’anima transire Han funzioni opposte, i sensi sanno aprire
Seguono al risveglio, riti ringraziamento Augur propiziatori, per nuovo adulto nato Questo è trascinato, da musica di ngombi E sempre ripercorre, tragitto d’orizzonti
Lo segue alla foresta, in battesimo rituale Passar frasche vagina, fusto in due tagliato Entro un corso d'acqua, ancora processioni Danze con il fuoco, e mascher possessioni
Or vengono suonati, i gran tamburi che Stimolano il corpo, è fatica e sofferenza Rigido perdura, in braccia e nelle gambe Per altre 20 ore, va goffo deambulante
A fin iniziazione, v’è un dialogo privato A kombo l’iniziando, vision ha raccontato Risponde alle domande, miran a scoprire S’egli ha ben veduto, bandzi è bene-dire
Pranzo e lungo sonno, riportano neonato Nell'esisten terrena, verso normal stato Gli effetti iniziazione, dureranno ancora Postumi nel corpo, una settimana buona
Iniziazion buitista, questione di coraggio È volontà di andare, rischiar per verità A costo di punture, d’insetti o di malaria Esser fiero bandzi, figlio a terra ed aria
Simbòl numero tre, nel Buiti è ricorrente 3 gli Dei dell'uovo, 3 notti essenzialmente I Nganga sono tre, come pur le Yombo Buiti in Camerùn, giunge in sottofondo
Ndama è rito palla, a fine del Meyaya Palla ch’è sospesa, al palo o sotto l'arpa Yombo poi la prende, al ganga la rimette Inizia la partita, ogni squadra si connette
Palla gira il bandja, da tutti vien seguita Richiama il beato gioco, dei santi realizzati Beati hanno la forma, di palla legger bolla Prim di reincarnarsi, forz’Evus che torna
Un brivido percorre, lungo loro schiena Ogni volta che, ri-assumeran la pianta Recitan assieme, preghier di comunione Ebòga alber di vita, or manifesta amore
Caccia via da noi, l'ombra d’ignoranza Con tua santa luce, rischiaraci la guida Verso vita eterna, tua grazia innata luce Diciamo gloria a Dio, Dzambi che riluce
Dzambi è nostra via, oh Ebòga salve Ringrazio te iboga, d’essermi venuta Il mio cuor fai forte, col fuocò celeste Sei la mia presenza, eterna vita e veste
Cordon ombelicale, simbo vita e morte Scende sul defunto, e interra la placenta Ovvero su suo doppio, cadavere su dorso su ventre nuovo nato, gioca nuovo sorso
Dipingere il viso, bianco a punti rossi Segna nuova vita, e insieme cerimonia Drammatica ripete, antica storia sacra Debutto della vita, morte e poi rinata
Danza di Muenguè, bene rappresenta Ricerca di una nuova, forma di esistenza L’anima del morto, danza nel suo viaggio Nell’aldilà e si ferma, nel buiti villaggio
Ogni volta che, qualcuno muore in terra Un altro nasce in cielo, stella pura bianca L’uomo con orpelli, torna e si reincarna Per essere Mogonzi, uomo sàn che balla
Canti come danze, confermano messaggi Da voce musicale, dell’arpa interpretati L’ombra d’antenati, è l’arco di Mungongo In pigmeo vuol dire, andar a cielo mondo
Trascendere la morte, l’uomo sa danzare Si cura pur apprende, bisogni d’appagare Nel gruppo si completa, e fa resurrezione Vibra in movimenti, divin di guarigione
Eterno Buiti arriva, in piroga a rivelare Bimbo sognatore, che ama pur danzare Stimola il pensiero, con note e sinfonie Cura e fa sognare, le cosmiche armonie
Traversar il tempo, la melodia istruisce Permette conciliare, Sé col proprio film Coscienza di esistenza, ritrovi casomai Quando e dove poi, volendo sceglierai
Metafisica africana, scarica ogni scoria Esprime nel teatro, mistero ri-creaziòn Rivela or chi tu sei, chi eri e chi sarai Natur di luce e gioco, scopri già lo sai
Eboga ti sgancia, alleggerisce la mente L’ordinar preoccupazio, o fardel ricorrente È terapia della trance, che divien collettiva L’abbraccio del gruppo, fa cura assai viva
Serve ad espiare, a vomitare gli errori Nei riti di passaggio, è purga purgatorio A mistic’ascensione da vento trasportato Verso l'aldilà, alla casa di un antenato
L’agente vegetale, presenta sua dottrina Esperire iniziazione, d’atto fede è l’officina Vèdere per credere, rituale gruppo spazio Non v’è convinzione, senza l’illuminazio
Decidi or ritornare, da buiti regno morti Cambiato si ti senti, hai senso della vita Quello che ritorna, non è chi era partito Or fabbrica sua vita, sul certo percepito
Danze notturne, con canti e tam-tam E la musica d’arpa, per passion rievocàr La nascita Efun, la morte è nel Mwengue Rinasci in Meyaya, terzo giorno t’attende
Or vive iniziando, divin Dante commedia Attraversa purgatorio, con vomiti diarrea L’attende paradiso, con var e var livelli Chiamali pur chakra, o vortici tornelli
Piacevole visione, in disincarnazione Che manifesta Nde, in Bwiti di Mitsogho[12] Il neofita si sente, avvol da soffio azione Arriva in un villaggio, riceve educazione
Appaiono Maria, Lucifero o Nyngone cambia personaggio, dialogo è lo stesso Nzamè primo uomo, diventa Adam Gesù Lucifero è il serpente, arco-in-cielo Evùs
Poi vien ricondotto, dal vento sulla terra Dovè rinasce bandzi, accolto con fierezza Salutano con gioia, l’anziani della scuola Ha visto gli antenati, e reca vita nuova
I Fang loro visioni, posson confermare In condizion rituali, viaggiando su piroghe Del Buiti oppure Byeri, al fin pur di curar Natur dell'afflizione, posson diagnosticar Ritual colliri affianca, ibama applicazione Versato a gocce su, pur occhi dei malati Brucior produce e, iniziando è obbligato A guardar nel sole, in visiò aumentato Guardan la verità, senza temer forza Iniziati immunizzati, e i malati in cura Vedon cerchi blu, e una porta circolare Nell’infinito spazio, più forme delineare
Un bianco assoluto, e un blu luminoso Gioia e perfezione, di suono cavernoso Luce fa brillante, vide un mondo astrale Sòl cui siamo parte, cresce e pure sale
Noi l’alimentiamo, con nos luci brillanti Danza sua energia, attorno agl'iniziandi Lampi luminosi, pensier come intuizioni Domande con risposte, fan apparizioni
Vedi tu sfilare, tuoi avvenimenti in vita Scopri il loro vero, senso chiaramente Ti parlano persone, antenati Dei e Dee Ti pongono domande, su tua vita in fièr
Uomin vestiti bianco, con cappelli rafia Una lancia in mano, osservan com in fila È tappa importanti, nel cammino di cura Incontro d’antenati, guarigion procura Diffusion del Buiti, collega a migrazioni Contatti fra più gruppi, e gambe di pigmei Usciti da foresta, schiavi a var padroni Danzan cerimonie, per ricordar colori
Africa è un pianto, gioco e speranza Moderno ancestrale, polvere e pace Giungla ed amore, disordine e sogno Mister delle forma, che danza il bisogno
Pigmei conoscitori, della forè del Congo Amici intermediari, tra vivi ed antenati Parlano iniziati, mostran mondi nuovi Insegnano segreti, a mezzo di visioni:
Il cuore mio fa in festa, vola cantando Sotto alber foresta, dimor nostra madre Alla rete mia ho preso, un piccolo uccello Assieme con esso, mio cuor è fringuello
Naviga radice, dell’Africa che spande Sulla barca Pietro, Savorgnan di Brazze [16] A ritorn in estuario, del suo fiume Congo Felice accompagnato, dal pigmeo Mongo
Dopo esplorazione, nelle foreste interne S’adotta un rituale, per riconetter terre Da pigmei a Tsogo, Fang Byéri riscrittura Al Camerun del Sud, portano in coltura
Poi tradizione orale, onore conferisce Ai primi iniziatori, leggèn di fondazione Allor accompagnò, Brazze alla missione Un pigmeo babongo, Mbumba fu suo nome Mbumba è nom feticcio, crani d’antenati Biang presso i Fang, biômba pei Mitsogho È porta sesso donna, ventre ver del bwiti Buco ch’è scolpito, nel palo tempio buiti
Il nuovo rito eboga, rigenera la forza È scuola di foresta, che riscopre i corpi Sincro buiti urbano, si fòn su omologie Visioni e danze gruppo, fanno sinergie
Lungo vie commerci, nascono cappelle Emerge identità, nel pubblico di massa[18] Curan pellegrini, nel corpo e nella mente Offrono al tuo Sè, un contesto ricorrente
S’interpretan disgrazie, qual stregoneria Più forme di alleanze, con capital genìa Le pubbli confessioni, risorse di magia In tradizionali riti, di antistregoneria Culto derivato, da eboga e possessione Che stimola visione, possessio guarigione È quello dell’Ombwiri, a prevalenza donne Che cura dei malati, d’eredità raccoglie
Ombwiri angel custodi, d’Africa tribale Spiriti antenati, che aiutan discendenti Appaiono nei sogni, visioni e iniziazioni Duran le malattie, o sociali transizioni
Visioni e possessioni, son complementari Agli spiriti offron forme, visuali e corporali Ogni person può esser, iniziata a vari riti Complementari che, son tanti modi fini
Vari mod’approccio, al mondo spirituale Con spiriti e geni, a curar e comunicare Ya mwei gene d’acqua, presso gli Tsogo Rima con scherzi, legger cuori in gioco
Tsogo hanno Ombudi, culto possessione Sud del Gabon, Elombo eguaglia azione Un dì raccoglie il Bwiti, e sua radic’Eboga Presso Fang s’espande, trance lo rinnova
Ricorre a geni in trance, guidato da donne Cioè cape villaggio, e guaritrici ab normen Diviene unisex, e compete col Dissumba adotta suoi strumenti, e ritual che spunta
Mbanza condivide, col Buiti or Ombwiri Elombo cambia nome, Ombwiri geni e spiri Grazie tal premessa, va incontro all’esigenze Di popol bisognoso, di cure ed assistenze Bwiti discese a terra, quando Dinzona Donna prim trasmigra, nell’albero Motombi Da cui vengon prodotti, strumenti musicali Mongongo prim fra tutti, arcò dei liminali
È Buiti religione, gran tempio universale Apre le sue porte, a chiunque vuol cantare Nasce alla foresta, confratè in federazione Ospitale il suo messaggio, di condivisione
Buiti è religione, rivelata continuamente A ogni iniziazione, rivela individualmente Conclusa l’esperienza, si parl a comunità Riferisci tue visioni, per chiarir verificàr
Apostrofato bandzi, s’ha visto allor sarà Individuo riallacciato, in seno a comunità La sua energia s’esprime, nel cerimoniale Or a gioco squadra, talèn può sfoderare
Il Buiti ti prepara, a viver ogni morte Come passeggiata, ne fa serena sorte Entra esce scena, su palco gaia terra Una divina vita, sopra e sottoterra Spirituale iniziazio, per Boga mediazio Gabon come Tibet, un centro sapienza Dal verbo ébweta, sta Bwiti in pigmeo Arrivar pervenire, all’antico sentiero
Conferma e riforma, è l’antica strada È sacra eccellenza, che riporta a casa Reinsegna le virtù, del viver quotidiano Sopravvivenza rito, di mondo sovrumano
Villaggio microcosmo, due file di capanne Chiude tempio Buiti, anch’esso di capanna In legno più spaziosa, con retro sagrestia Ove son strumenti, della bwiti liturgia
Attorno alla cappella, eboga è coltivata Con buche laterali, per quanto è utilizzata D’intera è sradicata, durante iniziazione Natal oppure Pasqua, annuale rotazione Arancion frutto seme, seminato sotterra 2 centimetri sotto, in 4 tre anni ti cresce Poi vien dissodata, con baston ferro taglio Sradicata divisa, con machete da spaglio
Pulizia di radice, se ne fan due mucchietti È la grossa la madre, l’altre sòn radichette A mezzo coltello, fan lavor di sbiancatura Grattan pò terra, e fan la sminuzzatura
La parte grattata, la raccoglie un vassoio Viene messa a seccare, all'ombra la voglio Radì bianche residue, puoi farle a pezzetti Bollire far decotto, e aggiunger radichetti La radice d'iboga, vien pur preparata Con succo di canna, latte o vino palma Vomiti e amarezza, tal preparato riduce Masticar è la prova, e purezza produce
Ogni comunità, ha membri bandzi e offici E radunan celebrare, la notte i loro riti Fang seguòn calèndar, cattoli parallelo 3 notti nella Pasqua, rinsaldan cuore nero Pavimento del tempio, è terra battuta Interrato è totèm, al cen presso uscita A laterali pareti, vi son panche in legno Al fondo troneggian, tamburi d’ingegno
Lato opposto uscita, trova sede altare Sonagli acqua ed incenso, lì a riposare Assiem accessori, ngomò con mongongo Candele è più basso, l’obaka anacondo Un metro da totem, v’è buco per terra Ospita un fuoco, o una lampada accesa Pur fuori del tempio, ha sede altro fuoco Al fianco o catasta, di legna suo gioco
Durante il ngozè, il tempio è un mandàla Preciso vivente, par un ponto o uno yantra Due porte di lato, lenzuol rosso uno bianco Fanno entràr antenati, per genere intanto
Il totem ombelico, senti chiam tuo cuore Su d’esso sono due fori, vulve d’esistenza in alto nasci al mondo, da quel di sottofondo in basso fai ritorno, in un sacro girotondo
Nganga fa passare, fascin di fuoco dentro[26] Da interno vers’esterno significa incarnazio Spirito può svolger, sua vita ora nel tempo Ritualizzato da, corteo ch’esce dal tempio
In cima al totem scorre, una ragnatel di fili Su cui transìtan ovvi, energie d’oltre confini La trama sotto tetto, d’addobbo foglie mais Cardo e decumano, pàr un paesìn giammai
Ngombi e Mongongo, sonagli e scopette Campanelle e fischietto, di osso d'uccello Sbarre-anaconda, tambur pelle e tronco Fanno un orchestra, finestra sul mondo
Suon dei sonagli, invita allontana entità Così le campane, mentre ngomo è soave È la piroga del cuore, che culla e trasporta Lungo fiumi di note, trasalendo ogni porta
Anima entra ed esce, dall’ordinario mondo Acced a quell’eterno, Tao-Buiti senza fondo Grazie alla regia, d’un kombo un suonatore Ganga yombo e kambo, e shiva danzatore
Onirogeni momenti, con l’arpa sottofondo Arte e incorporazio, rivelazion condivisione Tempio scuol dissumba, percorri circolare Là nel Bango-so, capàn quadrangolare
Riuscita cerimonia, dipende da perfetta Esecuzion dei riti, e coreografici dettagli Kombo detto nima, è jolly e pure nganga Garante cerimonia, se qualcuno manca
Bandji na nima, na kombo, bokayé! Richiamo nel villaggio, convoca riunione Che rievochi le istanze, della comunità Nascita esistenza, e morte dell'umàn
Veston donne suore, officianti cardinali Presso i gruppi Fang, son principali riti Ngozè riti iniziazio, che durano tre notti[27] Comunità che danza, trasmette vibro forti
Nganga è figlio Kombo, direttor di danze Incorpor’entità, in tempio e le sue stanze Danzano le yombo, campanelle sonagliere Frenetiche ritmando, ventre e pur sedere
Preghier ed orazione, assunzion della radice Stesur delle richieste, chiarisce le tue idee Con purghe acqua speziata, fè purificazio Dipinto col caolino, esposto a fumigazio
Traccian cerchi attorno, il palò centrale Per i punti cardinali, indentità trovàre Avran quattro aperture, per enzimi fini Maestri spirituali, maschili e femminili
Per regger la fatica, consuman la radice Polverizzata in fine, per grandi e piccolini Il rito iniziazione, è vissuto ogni qual volta Decide un individuo, di far comune svolta
Fa rito dentro tempio, la casa del divino Tutta da scoprire, in viaggio d’iniziando Fatto su piroga, sul leggendario fiume Altrove è detto stige, qui è il Nobosué
Verso ultraterreno, mondo d’antenati Bianchi con il viso, imbiancato di caolino Suonatori d'arpa, tambur sonagli e sbarre Orchestrano la scena, per la festa grande
Tempio forma d’uomo, tien trave centrale Che sostien il tetto, è colonna vertebrale Il cuore n’è l'altare, la sagrestia la testa Porte son orecchie, fallo è palo a festa
Toccar central pilastro, perno d'universo Tappe percorrendo, scritte dentro tempio 3 suonator d’obaka, bacchettan colpettini Suon ka-ka-ka-ka, son uovo scricchiolini
Tale è il primo giorno, fulgore del lampo Il tuono fa baccano, risuona nel martello È orgasmo dell’intera, cosmica avventura Caos originario, che s’ordina in scultura
Un colpo l’organizza, in-alto com in-basso Il sole con la luna, e femmina col maschio Notte con il giorno, e il freddo con il caldo Acqua con la terra, boscaglia con villaggio
Dio ha fatto il lavoro, e l'uomo lo disturba Entra morte in scena, e l’opera sua compie Prim ultimo suono, son vibrazion dissumba Tempo d’intermezzo, l’arpa trama e punta
Richiama colp’obaka, apertura della vulva[28] È parto di neonato, e chiusura della tomba L'istante dove l'uomo, sparisce nella terra Ngombi lo risorge, è la voce d’oltreterra
Baston di suonatore, è fallo ch’accarezza L'organ femminile, di piacer rabbrividire Obaka è spin dorsale, posata sui femòri Colpita dai gemelli, cioè bracci anteriori
Origine del mondo, fase in tre momenti La fine e l'al-di-là, nasce uomo e mondo Cresce a vita adulta, muore torna al Buiti Così le civiltà, che và e vengono fortuiti
Nascita e sviluppo, di Jesu Nzambia-Pongo Sua morte volontaria, ritorno al sen di Dio La nascita con morte, assieme a resurrezio Si legge nel rituale, accade là nel tempio
Offerte e libagioni, per acqua per il fuoco Pause concordate, riposo e chiacchierate Rider e scherzare, altr’eboga masticare Qualcuno s’addorme, corno và svegliare
Iboga aiuta il sonno, e fatica sopportare Gradi e ruol vi sono, in precisa gerarchia Nima è leader primo, yemba poi ci spiega I rituali le canzoni, e parabole che impiega
Ganga guida danze, kombo sta guardiano[29] Supervede attività, rituale dentro al tempio Yombo leader donna, dei rituali femminili Tintinnan loro corpi, al suono dei monili
Uomini con donne, son divisi sui due lati Come poli antagonisti, nel crear riconciliati Grazie ad antenati, bambin ancor non nati Color che a casa Nzame, sono già arrivati
S’uniscono ad umani, ancora nel dissumba[30] Per far union di cuori, aboliziòn di divisione Potere o regno Evùs, è revocato diramato Cosmo e attor riuniti, Buiti han realizzato
Riunita la creatura, al creatore originario Conciliati morte e vita, resurrezio d'universo Ekambo sta all'ingresso, guarda l’ozamboga[31] Asse mondo rovesciato, donna sottosopra
Una baionetta tiene, l'ekambo con la mano È la spada di Michele, che taglia l'universo Divide l'alto e il basso, destra con sinistra L'ordine rifonda, e poter del tuono smista
L'ekambo con la torcia, gira su se stesso Percorre tutto djimba, e lancia vers il cielo Riunisce in una fiamma, i morti coi viventi Convoca assemblea, in cosmiche correnti
In tempio linea diritta, va da seno a tomba L'asse trasversale, va da uomini alle donne Missengué Nzambia-Pongo, è seno di Gesù Intersezion tra gli assi, con torcia fissa sù
A estremi sono Yombo, e Nima-na-kombo Giudici e analisti, della nima o iniziazione Ognuno guarda al centro, verso la unità Là tutto riconcilia, e uomo perde falsità Sta metà del tempio, fuori nel dissumba Nzame None e Nìngon, incarnàn 3 Nganga Il central detto mimien, ovvero l'innocente È l’estraneo Nzame, il solo a evù potente Preparo con le palme, cordone ombelicale Nascita mia nuova, che al polso va fissare Di bian rosso caolino, sòn tutto spalmato Vivo adamo ed eva, o morte d’antenato Assaggio l'amarezza, masticando eboga Lotto contro il sonno, per abolir la notte Le forze dell'évus, combatto dentro me Crogiol di cuori uniti, desidero accadèr
Fretta a masticar, pianta amar di verità Amarezza di quaggiù, l’errori va a sanàr E nudo nell’acqua, in Gaia uter immergi Mangi eboga e muori, svegli poi riemergi Benganga ba kue, entrano i tre ganga[36] Nascita a rovescia, poi si spazza bandja Ganga preparansi, il kambo prende torcia Accende fuoco e gira, bandja senza sosta
Fa la scopazzatura, del pavimen rituale È benedizione, del grembo più ancestrale Con torcia poi colpisce, avanti porta yombo Poi la porta ganga, girando fuoco in tondo
Il suonatore d'arpa, la formula pronuncia Mobaka l'uovo esplode, colpito dalle forze[37] Entrano i tre ganga, dall'uovo promordial Attendono col kambo, campana scampanar
Cominciano la marcia, in luogo ormai pulito Da torcia e scopatura, ovver annaffiamento Giran torno al kambo, si fermano alle porte Della luna e sole, che l'arpa annuncia forte
Rigiran torno al fuoco, e fermano all'altare Arpa emette suono, una formula pronuncia Riguarda l'arpa stessa, cioè terzo personaggio Poi all’altare vanno, roteando nel passaggio
Ricordano i tre ganga, prete e chierichetti Entrata in cerimonia, e svolger della messa Son padre madre bimbo, inizian fumigazio Puliscono ogni cosa, con sigaro passaggio
Il tuono esplode l'uovo, Kambo agita torcia Mostra la sua luce, ai tre esser che son nati Kambo san Michele, gemel di evù placenta Che li avea racchiusi, come calda tenda
Durante ogni ngozé, rivivon gl’iniziati Ciclo di creazione, scoperta dell'eboga Da parte di Bandzioku, prim iniziata donna Sacr’arpa diventata, che suòn or ci torna
Bandzioku è scolpita, in ngombi melodioso Emette in voce suono, insegnamen defunti Circa l’uso eboga, a poterli or contattare Da grotta risonanza, lor usano chiamare
Durante le ngozé, si rivive iniziazione Notturne cerimonie, rifan navigazione Strumenti musicali, ricreano l’atmosfera Dei miti tempi d’or, in cui Dio si rivela
A inizio serata, è distribuita eucaristia Aggiunt a chiunque, ne desideri ancora Comunità aperte, rispettate ed amate In african stati, che le han rinomate Il culto antenati, permette agli Tsogho Scoprir Nzambe Kana supremo dio novo Bevanda Ebôghê, è dal verbo Boghaga Lingua ghetsogho, vuol dir traghettata
A bordo piroga, nel mondo a trasogno Antico fium Congo, Zen Buiti suppongo Elementi sonori, e il profumo d’Okoumé In vissuto personale, il Sé fan rivedèr
Nzambe kana un dì, rivela di cercare Un arbusto di foresta, êbôghê chiamato Chiese ai suoi fedeli, di far la cerimonia Al fine di trovarlo, a veder umana storia
Or Bwiti gli antenati, invoca come guida Durante la ricerca, dell’êbôghê in foresta Quindi ha sviluppato, var stil cerimoniali L’origine si perde, tra i rivoli ancestrali
Ripercorre iniziazione, ora Bwiti a banzi Marca la partenza, dell’anima del morto Verso l’antenati, e orienta buon cammino E si cur longevità, nel banzi puro e vivo
Ogni cerimonia, propon un suo cammino Di simboli composto, e ciascuno adatterà Consiste cerimonia, in cammini personali Fusione di visioni, e sensazio conviviali
Tsogho etnia bantù, di società segrete Raggruppa inclinazioni, attitudin personali[39] Il villaggio e la foresta, han regola diversa Primo ordin umano, inconscia è la foresta
Disordine apparente, defunti ed antenati Geni femminili, Ya Mwei dei corsi d’acqua Tutto appare sacro, è visione panteista L’uman di 3 entità, pare sia provvista
Il corpo è detto oto, lo spirito ghedidi Lo spirito tien ombra, ghedinadina detta Ghedidi dopo morte, è in culto familiare Invocato in ogni rito, riesce mascherare Uomo terra e mondo, degli antenati là Richiamano il Bokudu, o mito originario Tappe di creazione, dell’universo Tsogho Da ciel agli antenati, a terra umano luogo
Le mbandza sono pietre, di nascente sole poste avanti ai templi, incarnano Môtsoê Guida degli umani, dal cielo fino a terra Asse di discesa, che i due mondi serra
Strumenti musicali, arco arpa e sbarra Chiamali mogongo, ngombi e triàn bâkê del Dio del ciel Muanga, che fa la trinità A uman ed antenati, permettono parlàr
Mògongo maschio, ngombi femminile Danno vita a bâkê, l’amor loro bebè Egli è superiore, ai suoi due genitori Cresci con gli Tsogho, scoprin ulteriori
Simboli conoscenza, progressiva sale In psiche d’iniziando, chiocciola struttura È simile a pilastri, va sopra a fondamenta Giunge fino al tetto, e comunità pazienta
Somiglia ad un teatro, la Bwiti cerimonia Con riti musicali, e scenografie del tempio L’arpista è l’officiante, primario femminino Ciascun depositario, sarà del verbo fino
Arco ed arpa sono, solisti con orchestra L’insieme dei fedeli, è il cuor coreografia Maschere in accordo, entro comun spazio Tra spettatori pure, fan la rappresentazio
L’azion cerimoniale, si snoda in 3 sentieri Strada di villaggio, chiamata pure mbanza Spazio nella macchia, detto pure nzimbe E palizzata in tronchi, che confin e cinge
Tempio Buiti mbanja, è corpo di guardia Grande casa in legno, aperta su di un lato Rifugio e intimità, scuol d’ogni passaggio Assemblea cappella è, riunione di villaggio
Ricevon qui gli amici, e stranier visitatori Avanti tien sculture, e una trave di piroga Garage rettangolare, chiuso da pannelli Geometrici motivi, ne ornan capitelli
Lunghezza è 7 metri, 4 è la larghezza Resta assai scoperta, l’anteriore faccia Lascia veder poteau, suo palo femminile Fatto in tre losanghe, linga e yoni fine
Vi
son costumi in fibre, di rafia naturale Arpe con tamburi, oggetti in comunità Sono in sagrestia, onorati a dimoràr
Centro della mbanza, durante cerimonie Tutte le notti è posta, una grossa torcia Di resin d’okoumé, che incensa fort’odore Accende l’altre torce, per danz’esibizione
Nzimbe l’assemblea, inizia processione Arrivan gli inziati, vestiti di ornamenti Pagne fibra rafia, bande in foglia palma A coppia son legate, tutti agitàn sonaglia
Entrano nel tempio, con cor responsoriale Dopo un certo tempo, iniziano a cantare D’arpe accompagnati, gruppo fa omelia Istruzion di circostanze, per tener la via
Viaggi in altro mondo, tutto equipaggiato In destra man clochette, producon crepitio Il cast a centro mbanza, ai fedeli si rivolge Seduti alle pareti, nel cuor tutti coinvolge
Focalizzarsi sul rito, per dargli l’efficacia Il prezzo è la coesione, dell’intero gruppo Uniti in un sol cuore, ecclesia ciel sereno Così che misticanza, accada senza meno |
viaggia ibo-piroga, a radice della cura- lessico buiti, tsogo e babongo (a Giorgio Samorini, Stanislav Swiderski, Adrè Mary, Mallendi, Vincent Ravalec, Agnès Paicheler, Obaga Massogho, Pier Kouna Jean Claude Cheyssial, membre d'Ebando http://ibogabon.org)
La pianta Iboga, ponte divin coscienza Venerato cespuglio, di Babongo e tribù Arancioni baccelli, e radici in terra cara Eboka sta in legna, miracòlosa amara Palikur e Wayapi, indios della Guaiana Chiaman Yapukiliwa, spiri suoi cugini albiflora e angolata, Tabernamontana in Amazzonia iniziazio, sud Americana
un biotecnologo, manipola ambiente Per adeguarlo, al prodotto cui intende Ai microrganismi, lui fa vaccinazione Ch’è addestramento, o educazione
Le cellule quando, invase da un virus Interferon’ormone, emettono in surplus Per cellule vicine, comè segnal d’allarme Incombe l’invasore, destate vostre arme
Attacca virus polio, i nervi e gl’intestini Le cellul digerenti, posson riprodursi Le cellule nervose, steril vanno perse Paralisi consegue, nessuno più le tesse
Tecniche son varie, studia immunologia Virus o batteri, han diversa strategia Malattie infettive, diffuse più nel mondo Malaria lebbra e altre, restan senza fondo
I brividi di freddo, della malaria febbre Risposta son del corpo, a milion’invasori Microprotozoi, nel fegato e glob. rossi Scoppiano le celle, moltiplican se stessi Plasmodia loro nome, agiscon coordinati Attaccan tutti insieme, ogni due/tre giorni Infezione si traduce, in cicli a febbre acuta Seguiti dalla calma, tregua che poi sfuma
Chinino albero china, in infuso ci curava Più brividi di freddo, ed eccessi fè malaria Poi fu brevettato, e il suo tè dimenticato Uscito da commercio, danno è consumato Pur altri protozoi, in malattia del sonno Tripanosoma detti, maestri dell’inganno Sistema immunitario, sfuggono cambiando L’abito o l’insegna, sempre dileguando
Mycobacterium Lepre, pare sia la lebbra Contagio la leggenda, spesso ha ingigantito Dolore fa tacere, com’oppio e sua morfina Oppur come gli ormoni, detti d’endorfina
I Geni difettosi, si legano al contesto endemico vantaggio, fuor non fa più testo Di esempio è l’anemia, detta falciparia Resiste assai di più all’infezion malaria
Le multinazionali, non posson investire In vaccin o soluzioni, per causa più sottile Non v’è la convenienza, economico profitto Spender in ricerche per popol già sconfitto
Oggi, sviluppare medicine all’ibogaina non è un buon business per le industrie chemiofarmaco; ibogaina è molecola naturale non brevettabile, la sua applicazione anti-addictive, brevettata da Howard Lotsof, va verso il pubblico dominio. Una medicina che può lavorare con una sol dose, non soddisfa la prima parte dell’equazione di Mandeville (profitto : vizio = autonomia : virtù) poiché comparata alle dosi delle sintetic drugs (metadone, subutex), usate per mantenere lo stato di dipendenza, è perdente. Sostituir eroina da strada con medicine più additive (3850 morti per overdose da metadone solo nel 2004 in USA) è molto profittevole e richiede per continuare, la creazione di tabù su tutti i dibattiti e iniziative che mettan in discussione moralismo e legalismo legato al discorso sulle droghe. Il permesso di propaganda sul prodotto A, è monopolio di chi sfrutta la prima parte dell’Equazione Mandeville. La dipendenza da droghe è moderna schiavitù; riflette sociali, economiche, locali e razziali realtà quali fattori che determinano la vulnerabilità di un individuo.
La loro architettura, economica in azioni Vàluta in moneta, non vede altre missioni È inutile incolparli, son casta di mercanti Parte d’un processo, specifici enzimanti
Trovare soluzioni, non spetta certo a loro Ma a gruppi d’intelletti, che fan altro lavoro Forme alternative, di azione e di ricerca Consenso educazione, brav a fare scelta
Mallendi: “In Gabon c’è un grande problema di alcolismo, iniziando là, adattammo il trattamento Buiti, all’abuso di altre droghe. Negli ospedali psichiatrici ho visto pazienti la cui malattia veniva mantenuta piuttosto che curata. A loro venivano date medicine e null’altro. Noi terapeuti tradizionali, possiamo collaborare, lavorare ed aiutare la gente ad essere meno dipendente dai chemioderivati, ciò significa pure, portarli a conoscenza della filosofia economica e dell’equazione di Mandeville in particolare” Visione dell’insieme, è gran lungimiranza Investi in ciò che esiste, prendi padronanza Produci economia, in se stessa sufficiente Scambia tuoi bisogni, con ambient e gente
Apparve Lambarène, bas’estratto secco di 0,20 grammi, per una sol compressa Usata in depressione, astenia convalescenza Malattie infettive, e sforzo soma e scienza
Interessa l’alpinismo, vulcanologi sportivi Ciclismo oppure marcia, campestre militare Eccitante ti permette, trovare nuova forza Tre compresse al dì, ne sono la supposta
Esce dal mercato, nel novecèn-sessantasei Ibogaina vai in tabella, dopante ora tu sei Poco tossico via orale, vasto uso in terapia Fin 50 milligrammi, ancor antidepressiva
Da 300 sin un grammo, onirica è l'azione Suo tossico s’eguaglia, a chinin ed aspirina Solfato di atropina, fa sparir la sua atassìa Inibisce suoi effetti, suo antidoto par sia Ibogain inibitore, della MAO ha proprietà Defatican calmanti, vince tossi dipendenze Vigilanza prolungata, sono ad onde lente Usa tradizione, a purgàr vita incoerente Oppiacei cocaina, anfetamin alcol tabacco Sen dare dipendenza, li riduce nello scacco Lor stimolo impazzito, in rilascio dopamina Vien normalizzato, e regolato come prima Iboga ibogaina, spengon circolo vizioso Ingloban dissipando, traumatiche memorie Sale calcio intracelle, scende soglia tolleranza Più sensibil a droghe, psiche ora le scansa
Psico Legge curva U, ci rivela che dosaggi troppo forti intolleranti, dan effetti contrarianti Sgancian le droghe, normalizzan dopamina Iboga-Ibogaina, Ayahuasca ed harmalina
Tra cellule del corpo, ormoni messaggeri Avvisano di tutto, son cerebro forieri Protein piccoline, tra di esse è l’insulina Ormone che conserva, la dose zuccherina
L’adrenalina ormone, prodotta in surrenali Stimola ed accresce, ltensioni muscolari Chiede più energia, infine è consumata Ansia emerge che, estrem è incontrollata
Le scariche di Adrena, vengon stimolate Da stati di paura, e minaccie all’organismo sostanza a lei opposta, prodotta da cervello È l’endorfin ormon, che toglie ogn’arrovello
Se cresce l’endorfina, decresce l’ansietà La tensione muscolare, scende a rilassare È prodotta in stati sonno, oppure favorita da pratiche di yoga, relax o tantra vita
Dopo assorbimento, d'iboga o ibogaina Segue lunga fase, di un lucido sognare Avviene nel tuo ego, crescen ristrutturazio Comportamen di base, fan deprogrammazio
L’uomo vive veglia, sogno e son profondo In periodo senza sogni sforn’onde profonde Che dirigon l’orchestra, or chiamata sogni Al fin di rinnovàr, individuo e suoi bisogni Radice fa lavoro, introspezione riflessione Iniziato pare viaggia, attraverso la visione Verso nascita e morte, poi mondo degli spiri sovrimpon a realtà, personal vissuti primi
Lui conversa con soggetti, di sua personalità Son immagini auditive, come sogni fase REM Conversa con le parti, componenti Se stesso Riviv obliati eventi, memorizzati nel cassetto
Iboga produce, risveglio calmo prolungato Sostituisce il PGO, o direttor d'orchestra Visioni in terzo stage, van verso archeotipi E le storie di antenati, d’intero globo vivi
Iboga ben ricrea, condizion sonno fetale Che portan plasticità, al circuito neuronale Cervel ristabilisce, organizzazione frattale Un intensa attività, di sinapsi a collegare Privazion di sogno, è seguita da bisogno Crescente di sognàr, per viver continuàr Le oniriche visioni, son gran gratificanti Spaventano se fuor, d’ambien rassicuranti
Psicòterapi intensa, mostra la tua psiche E patologia di fondo, tua da comprendèr Elimin dipendenze, spontaneità riassorbi Vita sembra un film, errore vedi e solvi
Quaran minuti dopo, orecchio sèn ronzio Annunzia le visioni, di luce e vari luoghi Esperienze di passato, sgancian emozioni Rinsalda tuo cervello, i legami fra neuroni
I condizionamenti, vedi e puoi sganciare Vinci dipendenze, acquisite nel passato Tal fase intensità, lentamen scompare Dopo trenta ore, nel capogir segnale
Nausea ed atassia, insonnia vanno via Secondo dipendenza, nell’arco settimane Visioni e distorsioni, auditive per più ore Fà un pò di qigong, a cordinar migliore
Permetti un pisolino, specie dopo sforzo Mangia frutta e ortaggi, ed evita fritture Camera a vapore, o sauna con massaggi Aiuta equilibràr, corpo prima a stracci
Pierre-Kouna et J.C.Cheyssial: “Le Bwiti une des plus importantes stuctur sociale de représentation des sociétés gabonaises, de philosophie, d'enseignement, et de thérapie physique et moral. L'Iboga véhicule initiatique du Bwiti, également appelé Bois Sacré a des effets toniques à petites doses et mène à des visions initiatiques à plus forte dose. La pratique de l'Iboga remonte à la nuit des temps car l'arbuste magique prospérait déjà à l'ombre des arbres géants de la forêt équatoriale, les premiers à expérimenter son les Pygmées qui avaient observé des animaux (porc-épics, mandrilles) être en proie à une grande excitation après l'ingestion des racines du "Tabernanthe iboga". Sa pratique ritualisée passa de génération en génération des Pygmées aux Bantous venus vivre à leur contact au coeur de la forêt. Le but de l'initiation, est notamment de "faire remonter l'impétrant à l'origine des temps en revivant les souvenirs de miliers de générations qui l'ont précédée et qui sont enfouis dans sa mémoire individuelle, parcelle d'une mémoire collective immémoriale". Un autre but est curatif, de nombreux patients comptent sur le pouvoir du rite pour chasser tous types maladies psychosomatiques ou d'origine sorcière. «Tout est dans la nature et toute la nature est en moi. On est ensemble ! » Parole de pygmée Si un jour tu manges Iboga, tu mangeras l’écorce amère de la racine de cet arbuste qui pousse dans la forêt primale au Gabon; elle est utilisée par les pygmées dans leurs rituels de guérisons physiques et spirituelles depuis des milliers d’années, ce rituel: le bwiti, ou culte des ancêtres est d’ailleurs à l’origine de la thérapie occidentale appelée : constellation familiale ; cette plante est un précieux cadeau de la nature. L’écorce, c’est la partie de la plante qui est directement au contact de la terre, c’est la membrane qui cogère les échanges de la plante avec la terre; en mangeant cette écorce tu recontactes tes propres racines; en quelque sorte, tu réévalues et optimises tes programmes d’échange (entrées et sorties) avec l’extérieur. Tout ce vécu, se fait avec un sentiment intense d’hyperprésence, à aucun moment il n’est question de paradis artificiel. Iboga participe à la guérison des maux et blessures, des plus physiques au plus subtils. En prenant Iboga, tu peux, si tu le désires, régler fondamentalement les comportements addictifs générateurs de dépendances, peu importe l’addiction que tu as choisi de vivre, c’est la tienne. Quand tu manges Iboga, tous les esprits de la nature peuvent se parler en toi, s’harmoniser, une gigantesque constellation familiale d’esprits; ce sentiment de paix génère du discernement (intelligence est au service du coeur), du bonheur (le plus de vérité) et de l’autonomie (pourquoi aller consommer à l’extérieur ce qui existe en toi? Pourquoi créer cette dépendance in forme de consommation?). Le voyage vers la guérison n’est pas uniquement lié au fait de manger de l’iboga, mais aussi dans l’intention que tu y associes dans les conditions dans lesquelles tu le manges. miracle de ta guérison dépend de ton intention de guérison. Lorsque tu manges le bois, il travaille en toi là où il doit travailler, au rythme juste, peut être que tu n’auras aucune vision et seulement des sensations physiques consciemment, peut-être que tu feras voyage sur voyage! Comme dans Alice au pays des merveilles, en mangeant le Bois Sacré, tu vas aller au fond de ton placard, là où sont rangés tous tes secrets, accepter de quitter ton siège de spectateur-rêveur, ouvrir la porte secrète qui est au fond de ce placard, et Guérison, bonheur et autonomie.
Un festival Bwiti, la notte può iniziare Quan le prime stelle, rischiarano il buio Sotto luce luna, fuochi e torce Okumè Chiamano spiri, sacro teatro avvièn
Fino al mattino, decisioni in comune Cantare e suonare, pregare e danzare Cerimonie han sequenza, inizio poi clima Poi ritorno alla calma, vediamoli in fila
Il picco è il Mighonzi, cioè spiriti morti Ciascuno chiamato, da un dei suoi canti Intrattengon le danze, gli spiriti mentre Corron villaggio, più torce in seguente
Apparizion di antenati, è l’arte bwitista Al fin comunicare, e chiamar protezione Crescon musica e danze, or gradualmente A inizio solo il bakè, marca ritmo corrente
poi s’aggiungono tamburi, e la musica sale In ritmo intensità, fino al culmine mighonzi Con danza delle fiamme, mutano le scene Appaiono maschere, a turno oppur insieme
Musica or trasporta, gli spiriti all’incontro Suono corno caccia, è voce Nzambe Kana Invita gli antenati, a unirsi all’assemblea di bandzi qui presenti, su suolo Gaia Dea
Mogongo richiama, suono d’arpa antica linguaggi che iniziati, capiscon in continua pur melodie dell’arpa, Ngombi ad otto corde in forma di Dissumba, prima donna notte
Nessuna autorità, individual può sabotàr L’arpa la sua voce, impon sul chiacchieràr La musica è la via, per gran comunicazio Tra mondi vivi morti, fà la trascendazio
Siedono gli arpisti, cima al fondo tempio Arpa tra le cosce, con testa vers esterno A suoi lati son i due, suonatori del bâkê Batton con bastoni, creano il ritmo che
Viene accompagnato, dall’arco musicale Per recitar il rito, del mito Nzambe kana Due tamburi verticali, ai lati fondo tempio Stimolan le danze, dileguan ogni scempio
Sonagli con due uova, pien di grani secchi Sul manico infilati, accompagnano i discorsi Vi son pur dei biomba, cioè corni d’appello Chiamano antenati, e astanti al carosello
Avvantaggia le visioni, le estasi al-di-là Permette agli iniziati, senza intermediari Entrar comunicar, con personal appunto Appaiono Mighonzi, climax è raggiunto
Altri avvenimenti, il teatro rendon vivo Ciascuno è pur chiamato, entro rito fino Luogo della corsa, sino a limite foresta Picchetti fissi a terra, delimitan la festa
Danze delle fiamme, maschere su scena nuov’ordine visuale, poco a poco inscena Binalo sono dette, le danze acrobazia Che in notturno spazio, fan pirobazia
- lessico buiti, tsogo e babongo
ngudi: forza/num, ngoma: foresta Banzi: neofita iniziato alla confraternita Mbandza: costruzione rettangolare usata per l’incontro, è spazio sacro nelle cerimonie Bwiti nganza: tempio del Bwiti o del Mwiri Bokudu: storia mitica dei Tsogho: creazione cosmo, uomini, origine del Bwiti e fasi sviluppo Bwiti a banzi: cerimonia Bwiti per l’iniziazione Bwiti a biomba: cerimonia che commemora il primo iniziato che mangiò la radice e scoprì Bwiti Bwiti a mombé: prima della scoperta d’Iboga Bwiti a mopéto: cerimonia che traccia le tappe Mighonzi: antenati mitici a cui gli iniziati chiedon intercessione ed appaiono con maschere varie. Nzambe Kana: antenato creatore del Muanga Muanga: Antenato che manifesta differenti entità Ya Mwei: ninfa che vive nei corsi d’acqua Môtsoê: personnaggio Pigmeo, che guidò gli umani del mondo celeste al monde terrestre.
mbongo: pirogue, famiglia estesa/clan Mombe: sprito di un defunto che diventa antenato allorchè raggiunge il mondo alto mbumbi: cadavere, ndogologo: antenato nyambi: Dio, nyuni: sprito buono kakala: colonne vertebrale, mbadi: cuore Oto: corpo dell’essere umano, nzondo: cuore Ghedidi: sprito dell’essere umano Ghedinadina: ombre dell’essere umano Tsogo: prigione, nyogoko: soffrire a lungo nzombi: tenia/malattia, sala: varicella sela: veleno, selaka: metter veleno/ sarcasmo Tolo: migrazione, pongo: Libreville/benessere Tsinga: saggezza/tranquillità/femminilità dyonga: viaggio, kombo: capo, consigliere aboga: attraversare; gino: danza ginaka: danzatore, gwa: morte genda: straniero nzobe: danza iniziatica, anda: danza divinazione beko: danza di veglia notturna; mbamba/gombo: pista, strada; bedu: malato, setadimo: vertigine, Tsiga: epilessia, Tsigaka: ripetere all’infinito, beka: soffrire, diba: sordità, pogo: cecità, Tendi: strabismo, Vanzaka: aver diarrea, Veguma: respirare, dimo: ombra, dina: febbre, dongaka: guarire, Vemboga: bianchezza, bengaka/gwaka: morire, kunduga: resuscitare, lambaka: vivere a lungo Vemba: sprito cattivo, vembaka: vampiro guma: egoisme, gumaka: esser avaro ndogoko: perdere un bebè, nyamba: porta-bebè yulu: canto funebre, ombo: villaggio/canzone, ngila: tomba/cimitero, gonzi: marionetta, kole: scuola, Tsava: proverbi, ikaka: apprender ikedya: insegnare, menyaka: sapere, begaka: invocare, vovoko: parlare, kokaka: chiamare, vwala: lingua francese/Francia, dimboko: dimenticare, gobaka: suonar uno strumento nongoko: essere amici ngebe: infante ta/ba/nde: essere, tasi: pensare, baga: uomo, geto: donna, amba: acqua, gege: fratel minore, iya: madre, kadi: sorella, Tongaka: costruire, nzobo: casa, vogolo:caverna Povi: iniziato incaricato di leggere e recitare le leggende e preghiere cerimoniali. Intermediario Kombo: organizzatore e garante della cerimonia. Ñima: iniziati più anziani di rango partecipan le attività e controllano andamento cerimonie. Nganga: in pigmin e lingua bantu divin-guaritore Mogongo/ngongo: arco musicale antichissimo Ngombi: arpa antropomorfa a 8 corde Mekeme: piccolo tamburo, akamedinga: medio; ngom/ossoumba: grande; Bâkê: barra di ferro su 2 zoccoletti davanti il suonatore di ngombi. banda: corno musicale, bando: inizio, ndungu: tanburo, somba: piccolo tam-tam pemba: caolino, ngume Okoume: arbusto delle torce (Aucoumea klaineana), tswa: torcia/resina,
volo: Nicotiana tabacum, yamba: haschich bongo: fibra di raphia/prendere; oi: miele, lamo: vino, langa: ananas, kei: uovo boga: campo d'arachidi; bogaka: sognare silingongo: cotone, singa: erba Paspalum songo: Saccharum officinarum, ogo: fungo, Tsagele: Solanum nodiflorum, Tsango: legume mbuga: liane Passiflora foetida
goge: sentiero del serpente, nyama: animale nyogo/gogugana: serpente; Tobono: riconciliarsi lembanakoi: camaleonte; kengi: mosca tse-tse angala, boi: varietà serpente, mbambe: varano ngando: crocodile, ngubu: Hippopotamus amphibius nzao: elefante della foresta (Loxodonta afric) nzego: leopardo/pantera, pige: pangolino nzigo: scimpanze (Pan troglodytes), dyego/ngia: Gorilla gorilla, Tsege: mandrillo Tsinyenye: scorpione, Tsotsotsotso: farfalle
pene: nudità, nzene: vagina, doko: clitoride, diana: fare l'amore, pelana: accarezzarsi Tondo: amore, Tsumba: amante getaka: circoncisione, nganda: poligamia/gelosia tingaka: eccitarsi sessulmentem ate: salive umana, kenge: saliva d'animale, nzoka: pene, lome: sperma, longo: medicinale, soba: urina, sobaka: urinare, ya: intestino sombe: ano, Tobi: feci umane
[1] Mallendi ed Hugo, un francese iniziato al buiti nel 1980, fondano nel 1999 a Libreville, Ebando, associazione culturale che lavora con giovani abbandonati sen mestiere e istruzione. Questi iniziati al Buiti, hanno nuove abilità: collaborando con la Tradizioni orali dell’università Omar Bongo, costruiscono una Mbanza nell’omonimo campus e organizzano danze tradizionali e giornate culturali. [2] Dissumba è la madre della razza umana, antenato comune a tutti. il Buiti Dissumba è basato sulle cerimonie dei Pigmei, ed è soprattutto un culto di antenati, divenuto il primo Bwiti praticato dagli Tsogo. Si differenzia per l’uso dell’arpa ngombi scolpita nella forma di Dissumba. La sua musica richiama il sospiro del morto che sale dal mondo terreno a quello superiore e l’arte della caccia, dei geni nei corsi d’acqua. Il Dissumba animista è il più autentico e impressivo dei bwiti, l’iniziazione dura da 7gg a un mese ed è un rito di passaggio al mondo adulto in quanto ha luogo verso i 12 anni. Ha cerimonie spettacolari e suggestive. [3] ci sono similarità sorprendenti tra le iniziazioni al Bwiti, i riti di iniziazione franco-massonica e le Nde. Il risultato finale è lo stesso: la conoscenza del mistero dell'aldilà, che i muratori chiamano il sublime segreto. Il neofita, motivato e in salute mentale, affronta la morte iniziatica o reale. Il rito massonico è preceduta dalla "messa in pensione" del candidato dove qualcuno già iniziato, mentre lo fa passare per una porta stretta, lo assiste e gli comunica che l'iniziazione è una nuova nascita, al neofita si danno tre colpi sulla testa con un mazzuolo, in ricordo dell'assassinio di Hiram, l'architetto del tempio di Salomone, ad opera di tre compagni a cui aveva negato di rivelare il sublime segreto. La differenza tra muratori e buitisti è che quest’ultimi realizzano la certezza di questo segreto. [4] Buiti Missoko è figlio di Dissumba e si distingue da quello in quanto è principalmente un rito di cura, che attira persone. Come il Dissumba, emerge nel territorio Tsogo e Pinji, per poi diffondersi ovunque. Il Nganga oltre che direttore di cerimonie, è anche terapeuta che dà consultazioni, prescrive piante ed eventuali cerimonie collegate. A volte ospitalizza qualcuno nella sua casa specie se privo di mezzi. In cambio, questi agiscono come suoi assistenti e apprendono a portare la sua conoscenza. Missoko ha tre rami: Myobe (rito di cura basato sulle stelle), Ogondè (visionario e divinatorio, basato sulla luna) e Senghelia (basato sul sole) il più piccolo. [5] La prima visione consiste in immagini vaghe, incoerenti, disordinate, prive di significato. Nel secondo stadio vi sono apparizioni di animali minacciosi che si dividono, si fondono velocemente. Nel terzo stadio, la visione onirica progredisce verso l’archetipo mitico e il neofita diventa più calmo, segno di una visione piacevole e distensiva che dissipa i suoi dubbi. Gli etnologi distinguono i primi tre stadi come visioni del mondo sotterraneo di Freud e la quarta come Junghiana, cioè immagine collettiva e culturale della tribù [6] Le comunità dispongon di più templi situati nei villaggi natali dei gruppi familiari. Gli iniziandi contribuiscono con rifornimenti alimentari e oggetti offerti alla comunità che impiegherà nel rito di passaggio. In Gabon, molti francesi hanno fatto l’iniziazione a varie scuole Buiti, in particolare alla setta Dissumba, la più antica e diffusa [7] L'iniziando sceglie padrino e madrina fra i membri della comunità e questi lo presentano all'assemblea. il nima, capo religioso della comunità, sentenzia l'accettazine del nuovo membro ed esorta tutta la comunità allo sforzo collettivo richiesti al caso. Da quel momento l'iniziando è a loro disposizione: non gli è concesso muoversi di suo volontà e dovrà eseguire tutto cio che gli verrà ordinato di fare. [8] Durante l’iniziazione, nei casi di omicidio non confessato, si può giungere sino alla pazzia permanente o alla morte [9] l'iniziando siede su sgabello e assume posa con gli avambracci appoggiati sulle gambe, tenendo le mani a penzoloni, non potrà essere modificata per tutto il tempo dell'assunzione dell'iboga. Se ciò accade qualcuno lo riposiziona. [10] Testano sensibilità e temperatura di vari punti del suo corpo con ago e fiamma di candela poiché uno degli effetto dell’iboga è il lento raffreddamento del corpo nell’arco di 20 ore. Se il neofita o paziente non reagisce, l’assunzione della medicina termina, il corpo vien disteso a terra, su stuoia, e sorvegliato a vista durante il gran viaggio [11] riguardo alla quantità di iboga da offrire, i kombo e il nima si devono fermare nel giusto momento un pò prima della dose letale specifica per ciascun individuo. Vissuto dall’interno, l'inter processo appare logico seppur pericoloso: mediante l'assunzione della forte dose di iboga, l'iniziando viene portato vicino al suo punto di morte, in quella condizione, egli puo vedere e passare nell'altro mondo. [12] Quadro di Sabom delle manifestazioni NDE: 1. sentimento di essere morto, 2. pace e benessere, 3. azione disincarnante, 4. Visioni di oggetti e avvenimenti, 5. galleria o zona scura, 6. Valutazione del passato, 7. Entrata nella luce, 8. mondo trascendentale, 9. Incontro di altri esseri, 10.Ritorno [13] i Fang prima dell’eboga, nei riti iniziatici del Byeri, utilizzavano le foglie di Alan (Alchornea floribunda fam. Euforbiacee) per comunicar con gli antenati. Cristianizzati dai missionari, sviluppano un Buiti sincretico (Gabon, Camerun e Congo), che miscela il rito Tsogo originale, Bieri, Cristianesimo ed Elombo, culto terapeutico tradizionale [14] La pratica del collirio è diffusa nelle comunità Ombwiri di tipo terapeutico. Ibama è versato nell'occhio, mediante imbuto di foglia arrotolata di abomenzan, facendo contemporaneamente schioccare sotto la testa un'altra foglia abomenzan per aprire un nuovo pensiero e permettere l'entrata del suo nuovo spirito. Il bruciore indotto è molto forte e l'iniziato avrà gli occhi rossi per diversi giorni. [15] Padre Neu scriveva nel 1882: “agli iniziati, ogni parente desiderato può apparire, nel mezzo di una foresta o davanti una folla. Numerosi Europei del governo, vengono alle cerimonie incuriositi, per vedere coi loro occhi, persone defunte che hanno chiesto di vedere". [16]Savorgnan De Brazze, nasce a Castel Gandolfo 25.1.1852, spento in Senegal a 54 anni, naturalizzato francese esplorò il fiume Congo e fondò Brazzaville per conto della Francia [17] Come Virgilio rifondò Roma a mezzo del mito trascritto nell’Eneide, nel Buiti rappresentar un iniziando venuto dal sud, nella stessa barca del Bianco, rifonda l’essere bianco che appare e guida, stavolta, nelle visioni del mondo iboga. Dopo l’indipendenza, Léon Mba primo presidente della Repubblica del Gabon, iniziato al Buiti ed artefice della sua espansione, entrò nel pantheon Buitista dei Fang [18] In Gabon i templi buitisti sono lungo le strade della foresta [19] l’emergere dei culti antistregoneria è legata alla perdita di legittimità delle autorità autoctone, alla loro inadeguatezza a gestire le tensioni che li superano e all'offerta di servizi che propongono gruppi itineranti. La strategia ricorsiva, mette in causa i vecchi feticci o geni del luogo, per proporne di nuovi, figli della nuova marginalità e bisogni. [20] Le donne, assumono iboga in piccole quantità e giungono allo stadio dove sono guidati dai geni nella loro diagnosi e prescrizione dei terreni malandati, umani e agrari. Iniziando nel 1950, Ombwiri si diffuse più velocemente del Bwiti tra i Fang al punto che le comunità Bwiti, crearono delle branche Ombwiri al loro interno, si da adattarsi ai bisogni e richieste della popolazione: malattie, sterilità, disoccupazione, alcolismo, depressione. Dove c’è Bwiti Missoko, Ombwiri è meno presente poiché Missoko è già un culto di cura. [21] per il Buiti la morte è un passaggio a una nuova vita, essa continua, non cessa di esistere, solamente cambia [22] la pianta è efficace dal quarto anno, la radice principale è lasciata nel terreno a produr altre radici che soddisfano il fabbisogno del villaggio [23] si tratta della seconda passata poiché la prima serve più che altro per togliere la terra. L’esposizione al sole distrugge il principio attivo dell'ibogaina. Il decotto dei residui può bollire da 30 a 60 minuti [24] Vanno a Pasqua, Pentecoste, Ascensione, Natale, veglie funerali, e i fin settimana, per rafforzare i legami di gruppo. [25] Mongongo o arco musicale, rappresenta un legame tra i villaggi degli uomini, sulla terra, e il villaggio del padre nell'aldilà, è la strada della vita e della morte.L'arpa sacra (ngomo), rappresenta Eva, la femmina primordiale; il Balai (scopetta) è simbolo dei peli pubici femminili, mentre il grelot (sonagli a due sfere), ritualizza la potenza mascolina. [26] Le fascine-torce di cui si serve il nganga e kombo, sono un capolavoro di abilità pigmea, costituite da fasci di steli secchi di piante della foresta, annodate e fermate con nastri scorrevoli di foglia di banana. Questi si comportano come braccialetti ignifughi, poiché permettono la regolazione dell'estensione della fiamma su tutta la lunghezza della torcia. La proprietà ignifughe della foglia di banana, viene sviluppata da un trattamento sul fuoco; in pratica si riscalda per un pò, a contatto col fuoco, la parte inferiore della foglia, sino a formare una patina opaca impermeabile che proteggerà la foglia da ulteriori aggressioni del fuoco. [27] La messa o Ngozé, detta organizzazione in Gabon, el trabajo in Guinea Equatoriale, è l'insieme delle tre notti che formano la cerimonia di base: Efun (nascita e principio), Nkeng (morte o nocciolo), Meyaya (rinascita) [28] Obaka significa primo ed ultimo sospiro, bo-ka-yé, è la parola finale e iniziale di un discorso, è la foratura del cadavere dopo alcuni giorni di decomposizione. Rievoca l'ultimo rantolo del Cristo in agonia. L'arpa a otto corde maschili e femminili, è la parola resuscitata, il mormorio dell'amore di un essere defunto che gioca e crea armonie. [29] Nganga presso i mitsogho sono gli indovini-guaritori, mentre presso i Fang sono i ministri del culto, designati ad ogni cerimonia. Nella scuola Assumgha Ening diventa l'attore centrale della cerimonia con l'aiuto dei suoi due serventi. Questa funzione, rivelata tramite visione personale, esige purezza morale e resistenza fisica, incarna Nzamè. [30] Dissumba è la terra di quaggiù mentre il Buiti è il regno del Tao eterno e originario dove la morte non esiste. mbeng-ntame, in lingua fang, sta per salute e prosperità e fa eco alla triade cinese Fu-Lu-So [31] fessura vulvare praticata nel pilastro ombelicale dalla quale la tribù è stata partorita e dentro alla quale l'iniziato deve nascondersi, di nuovo, per rinascere [32] cioè perde la sua pelle, il suo colore, il suo status, il suo evus, per rivestire l'uniforme degli uomo veri (in latino vir) [33] Nzame è sacrificato dagli uomini, ma la sua morte ha aperto la strada della vita. Il kombo, nella veste di Dio padre, decide la morte del primogenito, il suo potere supremo viene anch’esso dall'evus, ma è necessario, dunque pericoloso; sebbene tiene il posto d'onore, è nascosto agli sguardi, fino al giorno in cui l'evus, venendo sradicato e nascosto nel nocciolo della terra, sarà visibile a tutti, assieme al Buiti. [34] I due colori rappresentano lo sperma e il sangue mestruale necessari alla generazione dell'uomo [35] Essere bandji (iniziato), vuol dire aver avuto quaggiù, per un istante, la visione divina grazie alla radice di eboga. [36] All’entrata di Efun (la nascita) ogni nganga porta oggetti rituali, quello di centro tiene la torcia di albero copal e una campanella, il nganga femminile Egnépé, tiene il sonaglio sokè e una candela, il nganga sul lato degli uomini tiene la bandiera ngwa, il piccolo scudo e la punta baionetta [37] Lo scoppio dell'uovo è pluridimensionale, è l’uscita del bambino dal ventre della madre è lo scoppio del cadavere nella tomba duran la fase Nkeng. Mobakaka è colpo d'obaka che sposta la coscienza in un altro ologramma temporale che sfugge all’azione dei beyam, gli stregoni che si infilano all’inizio nelle riunioni Buiti per portare agitazione. I partecipanti col Mobakaka s’alzano tutti insieme ad un livello d’esistenza equivalente a quello degli spiriti. Importante che i tre suonatori di obaka colpiscano allo stesso tempo, altrimenti è un cattivo segno per l'armonia e la pace della cerimonia [38] Buiti, superati con coraggio gli anni delle persecuzioni missionarie, è accettato da varie élite governative africane poiché parte di quei movimenti religiosi popolari custodi e garanti di valori tribali repubblicani di rinascita. [39] Ad esempio, lo scopo dell’associazione dei Nganga è la medicina, mentre, nell’ordine dei giudici Evovi è la giustizia [40] In ogni rito comunitario, i ghedidi divengono moghonzi, gli antenati che si manifestano durante il Bwiti, sotto forma di maschere antropomorfe, zoomorfe o vegetali. [41] Tabernanthe iboga, arbusto delle apocinacee dell'Africa equatoriale. La radice grattugiata ed infusa è inebriante, afrodisiaco, allontana il sonno e fa scoprire cose nascoste. Grazie alle sue capacità di inibire le tossicodipendenze da droghe pesanti, fu dichiarata patrimonio universale, nel 1999 alla Conferenza di New York e prodotto strategico nazionale da Omar Bongo, nel 2000. Iboga ha piante cugine: T.Manii, Voacanga africana (ibogaina nella corteccia), l’australiana Ervatamia orientalis (ibogaina nelle foglie), tabernamontana albiflora e angulata, il cui spirito tutelare Yapukiliwa, nei riti iniziatici di Wayapi e Palikur, apre la testa, fa sognare vedere tante cose. Gli indios grattano la corteccia, bevono e ne fanno il bagno. Infine, tracce d’ibogaina, si trovano nel comun falso gelsomino, trachelospermum Jasminoides. [42] Malaria, malattia recidiva, se causata dal Plasmodium falciparum è detta terzana maligna, resiste ai farmaci ed è mortale. Sintomo diretto è l’ingrossamento di fegato e milza al tatto, mentre l’abbassamento delle piastrine sono effetto indiretto, un loro rialzo percentuale e un indice indiretto della guarigione. Altri sintomi sono: variabili accessi intermittenti di febbre, vomito, brividi, mal di testa, dolori muscolari, para-influenzali, anemia e ittero. La malaria da falciparum non trattata in tempo, può determinare insufficienza renale, coma e morte.Un primo test del sangue individua la presenza dell’antigene (patogeno) che residua nel sangue, se è presente anche in minime tracce, il test è positivo quindi la terapia va continuata finché non scompare. Un secondo test individua la presenza di anticorpi, se ci sono il risultato del test è negativo [43] dr. Harry Lilly, medico inglese: “la professione del medico, oggi, sulle due sponde dell’Atlantico, è in balia delle case farmaceutiche, non esiste un farmaco sicuro e la dieta è sempre migliore dei farmaci”. Samorini: “Alle industrie dei brevetti, interessa come capitalizzare una risorsa naurale, magari già in uso da millenni, rinominandola e brevettandola per averne l’esclusiva commerciale o monopolio. Tale atto di forza, si accompagna sempre a massicci investimenti nell’advertising selettiva, che ha per scopo l’obsolescenza delle conoscenze legate all’uso tradizionale della risorsa presa di mira, al fine di creare un consenso e mercato, della sostanza brevettata (es.: tabacco, sale, vino, caffe, cacao e molte piante tradizionali, da tempo, già dissimulate”. [44] Vari stati americani (California, Arizona, Nevada, Alaska, Oregon, Hawaii, Washington, Maine) oggi, permettono l’uso medico della Hemp, per cancro e terapie del dolore, sebbene classificato come narcotico nella scheda1. [45] 1930 A.Sweitzer dalla sua clinica sul fiume Lambarene, in Gabon usa l’iboga; dalle sue esperienze nasce il Lambarene, farmaco con le seguenti indicazioni: “antifatica, stimolante neuromuscolare che promuove la combustione cellulare ed elimina la fatica, raccomandato in casi depressione, astenia, convalescenza, malattie infettive, sforzi fisici ed intellettuali anormali”. Fu ritirato dal commercio nel 1966 quando venne sintetizzata l’ibogaina e scoperto l’antidoto l’atropina. Dhair, nel 1971 stabilì tossicità acute e croniche dell'ibogaina: DL50 nel Topo 327 mg/kg intragastrica, 145 intraperitoneale. L'alcol (depressivo del SNC), fa sparire il tremito di animale annullando gli effetti dell'ibogaina. L’atropina, da 1/2 mg/kg, sopprime i tremiti e la maggior parte degli effetti d’ibogaina riaccelerando il battito cardiaco e la tension dello stato veglia [46] In psicoterapia è usata con successo nella lotta contro la dipendenza alle droghe, poiché blocca la stimolazione di dopamina indotta da morfina e cocaina. Dal 1980 in poi, in Europa e America, vengono trattati tossicodipendenti, con estratti d’iboga (Indra) o ibogaina, da persone ex-addicted, curate e rinate. Divenuti terapeuti esperti, aiutan altri a uscire dal tunnel della dipendenza: Howard Lotsof (scopritore delle proprietà antiaddictive dell’Iboga), Bob Sisko, Dan Liberman Gerard Sestier. Le dosi utilizzate, di 300 mg per via orale, scatenano appena le visioni, analizzate dallo psicoterapeuta che guida il paziente, nella seduta che non supera le 6 ore. Nel trattar tossicodipendenti, da 500 mg a 1g di chloridrato di ibogaina via orale, la seduta dura circa 36 ore, come nel rito d’iniziazione del Bwiti Fang dove la cerimonia, rispetto ai Mitsogho, è accelerata da un preparato galenico (espresso) aromatizzato con latte, miele o vino. Gli anziani del Bwiti hanno un antidoto che permette interrompere lo svolgimento delle visioni, se l'assorbimento dell'iboga fa temere per la vita del neofita; questo è osservato costantemente dalla madrina che regola le sue reazioni fisiologiche per evitar interferenze. [47] Ripetute assunzioni di droghe sintetiche, sovraccaricano il normale sistema neurotrasmettitore. Gradualmente le cellule rimpiccioliscono e la poca dopamina risulta meno efficace. Si ha stato depressivo a causa di un deficit nel riciclaggio dei neurotrasmettitori messaggeri come dopamina, bloccati nell’interspazio cellulare e altri messaggeri ne prendono il posto. Simil al processo di batteri aerobi della compostazione che, impossibiliti a circolare e lavorare, a causa delle droghe chimiche somministrate dall’esterno (fertilizzanti, pesticidi) lasciano il posto ai batteri anaerobi portatori di patologie. Il bisogno di aumentar dose del metadone aumenta alimentando il circolo vizioso. Essere dipendente, significa aver una vita sociale costruita attorno alle droghe. Allora è necessario, se uno vuole uscire da tali dipendenze, rompere i ponti con contesti e abitudini riuscendo a vincere gli attaccamenti. [48]Goutarel: “Sogniamo per dimenticare, la pulizia dei circuiti neuronali, avviene attraverso l’attivazione di meccanismi random: le onde PGO (onde lente e profonde e primo mezzo di codifica corticale che registra acquisizioni genetiche e ambientali necessarie al processo individuazione del cervello umano), eliminano da varie reti neuronali un informazione in eccesso collegata a comportamenti patologici. Certi neuroni, geneticamente programmati, possono essere deprogrammati e poi riprogrammati ripetutamente, in vista di una costante e rinnovata individuazione. Come il sogno, conseguente al post Delirium Tremens (allucinazioni caotiche) negli alcolisti in astinenza, pulisce le anomalie e riequilibra la comunicazione tra i 2 emisferi, così Iboga aiuta il reset del sistema nervoso e permette di trattare comportamenti post-traumatici e disturbi emotivi, radice dei comportamenti di dipendenza. Le persone iniziate, hanno una sensazione di riguadagnata armonia e l’impressione di una riorganizzazione del cervello e memoria. Il ruolo del sonno REM nel ri-programmare i neuroni è simile all’effetto prodotto dall’Iboga. L’effetto REM, è moltiplicato e potenziato dalla durata delle visioni lucide”. Michel Jouvet: “Gli NMDA, sono recettori dei messaggeri di glutammato, (principale neurotrasmettitore eccitatore del SNC), aspartato, calcio, glicine e aminoacidi; supportan la plasticità delle sinapsi necessari alla memoria e giocano un grande ruolo nel processo di dipendenza alle droghe. Vari neuro disordini, come Alzheimer o Parkinson, sono collegati alla disfunzione degli NMDA. Iboga, data cucchiaino dopo cucchiaino, dagli Nganga per adattare il dosaggio a ogni individuo in accordo alle sue reazioni, riduce i danni neurotossici e le disfunzioni NMDA, contrastando e interrompendo le dipendenza”. [49]Benoit Mandelbrot, nel 1983, pubblicò: The Fractal Organiztion of Nature, dove dimostra che i frattali sono immagini geometriche che a spirale ripetono all’infinito, come due specchi riflessi l’un nell’altro e, che in periodi di intensa attività, si passa attraverso uno stato critico di auto-organizzazione (stato plastico). Ogni piccola parte, isolata ed estratta, è simile all’intero in forma e tessitura: broccoli, nubi, dna. Il concetto frattale dei fenomeni rivela che le fluttuazioni di molti fenomeni, sono statisticamente organizzate in modo frattale: inondazioni del Nilo, traffico automobilistico, attività e connessione dei neuroni, terremoti, variazioni d’intensità del suono in tutte le melodie musicali, variazioni temporali alla base dei giudizi e presa di decisioni negli umani. [50] Mircea Eliade: Il mito descrive le irruzioni del sacro nel mondo, viverlo fa emergere dal tempo storico ed entrare in un tempo primordiale riproducibile. Kerenyi: divenire il personaggio che soffre la morte dell’eroe nel dramma rituale, fonda la fede della sopravvivenza dopo la morte. Otto: l’importanza del mito non è nell’informazione che contiene, ma nella sua teatrale rappresentazione durante la quale, gli dei ed antenati mitici, irrompono e manifestano se stessi attraverso noi, nella nostra personale esperienza del mondo, allora il potere del mito è rilasciato, risveglia la connessione tra i mondi e accade il sogno lucido o magico. Se l’interazion con l’immaginario è solo intrattenimento, il potere curativo degli spiriti oblia nell’inconscio [51] L’antropologo inglese Desmond Morris scrive: gli umani si sono trasformati da cacciatori a calciatori attraverso sport sempre meno sanguinari e via via stilizzati. Il calcio catartico, sostituisce a livello rituale, altri spettacoli più drammatici, non cambia però il significato di Caccia Rituale in cui l’arma è la palla e la preda è la porta. Gli striscioni razzisti, sono il loro emblema e totem. La Folla della curva è un gruppo clanico la cui appartenenza è comunicata da costumi, maschere e tatuaggi simbolici e che si esprime con cori, boati, coreografie spettacolari, droghe e irruenza. Ogni scuola calcistica e football club è organizzato come una piccola tribù completa di territorio tribale, anziani, stregoni ed eroi. Stadio diviene il palcoscenico dove soggetti, altrove emarginati, riescono a dar espressione alle loro frustrazioni, schiaffeggiar la società organizzata per le mancate promesse di successo; là riconquistano l’autostima, perduta nei confronti dei modelli irraggiungibili proposti da media e pubblicità. [52] L'uomo-tra-la-vita-e-la-morte, Massana è Teresa, donna condivisa col fratello Abele. Nzambia-Pongo è Adamo-Gesù. [53] Nzambia (Jesù) prima di venire nel seno di Maria (Egnépe), era vicino a Dio, assieme a suo fratello Ekurana (Michele) detto Nzambia-Vanga. Solo lui, come primo uomo, ha peccato e ora viene e mostra la via della redenzione e risveglio alla sua discendenza [54] Agnes Paicheler: “Nel ramo Ogondè del Bwiti Missoko, si narra che i gorilla, cinghiali, uccelli, elefanti e porcospini, mangiarono la radice d’iboga e l’insegnarono all’uomo, al fine di far visita al mondo dei comuni antenati. Mwiri è studio, sopravvivenza e gestione sostenibile delle risorse forestali e naturali. Gli iniziati al Mwiri, nel villaggio, sono responsabili per la pesca, caccia, raccolta e conoscono il giusto periodo per farlo”. [55] Tutti i rettili son suddivisi in due categorie, piccoli draghi come serpenti, rospi, tartarughe, salamandre, lucertole cornute, coccodrilli e grandi draghi, cioè rettili che hanno risvegliato la loro individualità e radice crono-biologica negli umani come i sauri giurassici. Secondo vari miti, Gandharva, Apsara, Naga e Nasini, sono geni maschi e femmine, esseri intelligenti con volto umano e lunga coda serpente, non disdegnano di amare gli umani e vivono sul fondo delle acque dove fanno splendide dimore e da lì osservano il mondo degli umani, a cui rivelano leggende di Atlantide, Mu e altri continenti sommersi [56] Originariamente i Naga abitavano la superficie terrestre, divenuti troppo numerosi, Brahma li fece discendere nelle regioni infere dove vivono in una grande città chiamata Bhogavati, città dei piaceri ricca di palazzi, grotte e pozzi naturali, i buchi sulle rocce o ai piedi degli alberi sono le porte al regno nascosto dei Naga. Taksaka è il mitico sovrano del regno sotterraneo o Patala Loka ed è celebrato in India con feste, danze e processioni di suonatori e incantatori di cobra tra la folla, il 12° giorno di maggio-giugno [57] Naga Vasuki aiutò gli dei a vincere la guerra, si prestò a fungere da fune, legando una delle proprie estremità alla montagna sacra Mandara che a sua volta funse da zangola per la frullatura dell’oceano e il possesso dell'amrita. Gli dèi, senza l'aiuto di Vasuki (comprensione del lato oscuro della psiche e della vita), non avrebbero trovato la spezia capace di far emergere la natura divina. Le nostre emozioni interiori sono l'oceano di latte che dev'essere frullato per far affiorare tesori e veleni [58] L'uomo è sintesi Yin-Yang, superamento del dualismo di quadrato e cerchio o Terra e Cielo, spazio e tempo, corpo e mente, materia-energia, quantità-qualità. Duran la vita le due polarità interagiscono scandendo tempi e ritmi della vita. Il cammin di vita d’ogni uomo è l’union di Cielo e Terra in lui. [59] Il Genio dal corpo di serpente, si esprime in Zhu Long e Zhu Yin, centro e movente di luce e calore dei luoghi santi del mistero e del sogno taoista. Capostipite della variegata e immortale stirpe dei draghi cinesi, dal passato remoto a oggi, ancor vive nel centro della tradizione e culto popolare cinese [60] divinità maschile che concede gli animali ai cacciatori [61] la donna camminò sul lampo che andava dalla terra alla Luna e sul cordone ombelicale o vena, che andava dentro il suo corpo e per mezzo del quale, resta sempre collegata alla Luna, specie nella gravidanza o gestazione. [62] Totem è parola algonchina e significa discendeza di fratellanza. Nel deserto, albero e roccia son due totem possibili per contattare gli antenati. I Wondjina o totem della pioggia, si tramutarono in pietre, rievocati ogni anno prima del monsone, provocano la pioggia con riti creativi che sfogano la fantasia in incisioni su cortecce, rocce, terreni, pali, ecc., arte che a Mumbay (India), rievoca Ganesha, per chiudere la stagione del monsone con devota fantasia [63] Spazio-tempo intercambiabili, una sequenza di suoni fa una storia che descrive un paesaggio e ogni paesaggio nasconde una storia. [64] Tavoletta di legno (cjuringa), talora dipinta, attaccata a una funicella e il cui rumore fa supporre la presenza del Sé primo. L’iniziando si ritira in boscaglia e lo fa vibrare, lo spirito del termitaio sotterraneo lo coglie e divora e poi lo risputa come uomo perfetto. Clemente Alessandrino rivela come Dioniso Zagreo fu divorato dai titani dopo essersi dipinto il viso di bianco caolino e aver roteato il rombo, come nei Misteri, affinché producesse il ronzio extradimensionale. Tale pratica residua presso i maori, boscimani, bororo del Brasile, melano –indonesiani, amerindi della costa pacifica e, in Sicilia, nel giocattolo del Lapone (grossa ape dall’insistente ronzio). [65] Didgeridoo, strumento del corpo e non della testa, suonato seduto in piedi o camminando, attraverso le vibrazioni permette il Sentire vero della musica nei sordi e artistici, e il senso della spazialità nei ciechi si da liberare pensieri, imago e sensazioni del corpo. [66] tabù incrociati, proibivano ai membri dei gruppi responsabili, il mantenimento rituale di una specie animale o vegetale, così ogni gruppo totemico pratica riti per il beneficio economico di altri gruppi favorendo la ridistribuzione delle risorse [67] Riti di magia simpatica, imitativa e omeopatica, si basano sul principio che il simile produce il simile. Evocar presenza di antenato, identifica col totem protettore, si chiede aiuto alla fratellanza transtorica, cui simbolo è il rombo, apone o cjuringa, creatore degli uomini. Numbakulla (dio-vagina degli Arunta) apparve in cielo attraverso un buco (stargate) da cui partorì le creature a mezzo del mana; luna cornuta creò discendenza con umani, mentre sole femmina rincasa la notte [68]l’ultimo rituale ebbe luogo nel 1979. Terribili disastri indussero a tener ricorrente cerimonia, per acquietare il potere di dei e demoni [69] Ungund (mondo, nelle ligue nord-europee), significa sogno, onirica realtà; siamo tutti fatti della stessa sostanza dei sogni e viviamo in un grande sonno, ci ricorda Krsna. Lui con il suo bacio, poteva risvegliare le Gopi, pastorelle adivasi. [70] il sogno è momento centrale della vita decisionale, sociale e individuale per: Rasna Irochesi, Hopi, Sioux, Aborigeni australiani, Dayak del Borneo, Senoi e Batek della Malaysia. Nella realtà-teatro, si scopre e accetta il destino autoimposto [71] Annata è il nome del serpente, significa infinito senza fine [72] Ogni aspetto della creazione, dagli atomi alle galassie, nasce da questa energia che ha moto roteante, spiraliforme e ondulatorio (vortex della radiazione elettromagnetica). Il moto o metamorfosi, dal nulla centrale espande lo spazio tempo nella complessità, all’acme rovescia il senso del moto, dalla complessità esterna ritorna al vuoto centrale. La spirale, nelle varie culture, assume forme e simbolismi diversi. [73] In lingua rasna maschera è porsen (da cui il latin persona) [74] plesso branchiale; nervo radiale e nervi del torace; nervo ulnare, sciatico, femorale, tibiale, peroniero e tutti i recettori interni per lo scambio d’informazioni tra corpo e ambiente [75] Lilith, come la sumera Lamasthu, la greca Lamia, l’indiana Baba Yaga o Kalì, è il lato terrificante della psiche femminile che può rapire in estasi cosmica oltre ogni attrazione terrena. [76] Lo xutan, nelle profezie dei Lacandoni discendenti maya, è l’evento di capolgimento drammatico e oscuro dei costumi umani, scatenato nella psiche collettiva della specie umana e del pianeta Gaia, dalla negazione e repressione di un canale d’espressione degli istinti primordiali umani e dal ripetersi di eventi cosmici di cambio d’assetto del pianeta, previsti dal loro calendario astronomico. Nei sigilli sumeri non c'è alcun senso di colpa nel godere dei frutti dell'albero, il segreto della vita è offerto senza riserve a qualunque mortale cerchi di attingervi con profondo rispetto e venerazione; ciò anche al fine di riuscire a pilotare la fragile nave dell’esistenza umana sulla terra lungo i mari tempestosi dei cicli cosmici [77] i Lapponi, nel corso di una cerimonia per il dio della vegetazione, pongono presso l'altare un albero con le radici verso il cielo e le fronde a terra, ciò che è in alto si riflette in senso inverso in ciò che è in basso come riflesso nell'acqua; per Platone, l'uomo è una pianta rovesciata, le radici si estendono verso il cielo e i rami verso la terra, così Dante Alighieri nel Purgatorio, descrive due alberi rovesciati vicino al vertice della montagna sotto il Paradiso terrestre, giunti colà, gli alberi appaiono raddrizzati nella loro posizione normale. L'albero in posizione normale indica l'ascensione, mentre rovesciato indica la discesa o incarnazione. [78] Gli enzimi son larghe proteine che accelerano le attività cellulari con velocità e selettività, leggono il Dna text, lo trascrivono in RNA, costruiscono la macchina che legge le istruzioni e costruiscono altri enzimi, fanno 1 errore ogni 10 miliardi di lettere. DNA language usa 4 basi (A, G, C, T) per trasmettere dati, informazioni o unità di significato. Quando combinate a tre a tre, come lettere di alfabeto, possono creare 64 (4x4x4) possibili parole che corrispondono ai 20 aminoacidi usati per fabbricare proteine più due parole di punteggiatura (start e stop), cioè 22 possibili significati comunicabili con 64 simboli, la ridondanza è tale per cui uno stesso aminoacido ha 3 sinonimi. Il genoma umano e quello del topo, contengono circa 3 miliardi di lettere Dna ed è lungo 125 miliardi di miglia. Tale sistema richiede la presenza di intelligenza per esistere, per cui, la comunicazione non è un fenomeno esclusivamente umano. [79] Ogni neurone ha miliardi di recettori, proteine specializzate nel riconoscere e intrappolare specifici neurotrasmettitori. Una molecola di nicotina è simile al neurotrasmettitore acetilcolina e si adatta come una chiave al suo recettore su un certo neurone. Tal recettore include un "lock" cioè un canale con un ponte che è normalmente chiuso. Quando una chiave è introdotta nel lock, il ponte del canale si apre, permettendo un flusso selettivo di atomi di calcio e sodio caricati +. Più tardi, parte una cascata di reazioni elettriche nella cellula, che finisce per eccitare il DNA contenuto nel nucleo, causandogli di attivare la trascrizione di diversi geni inclusi quelli corrispondenti alla nicotina. Il curandero Montes Shuma comparò gli spiriti alle onde radio, il DNA emette biofotoni con regolarità, per cui, agisce come un laser ultradebole che viene percepito dall’ayahasquero. [80] Il quarzo è il cuore degli strumenti che captano e misurano radiazioni ultradeboli, possiede atomi che vibran a frequenza stabile, sono ottimi recettori-emettitori di onde elettromagn. usato nelle radio, tv, pc, shamanesimo e alchimia [81] Twist è radice di two (due) e twin (gemello); gli sciamani Yaminahua, dell’amazzonia peruviana, durante le visioni apprendono i loro canti (icaros o koshuiti) direttamente dagli spiriti dei vari regni di Gaia al fine di comunicare con loro; imitano parole, spesso incomprensibili a chi non le conosce, come soprannomi, metafore astruse, ridondanti e ripetute. Un esempio: la notte diventa "tapiri rapidi", la foresta “noccioline coltivate", il pesce "peccaries", i giaguari sono "ceste" e le anaconda sono "amache" [82] Con dieta e digiuno si diviene vegetalista tradizionale; se consegue per anni, si divien conoscitori dei tre gradi della medicina vegetalista dell'Amazzonia: muraya, sumi e banco. La dieta tipo del curandero ayahuasquero, priva condimenti, sale, zucchero e dolci, grasso, limita quei cibi che possono causare pesantezza. Per un mese si mangia manioca, patate, pesce e piantaggini, riso senza sale e spezie due volte al dì, mistura di chacruna e tabacco da bere ogni quattro giorni e/o tè di yagè una volta a settimana. A volte include segregazione sessuale al fin di concentrare il corpo per l’apprendimento e non far ingelosire le piante maestro aventi spirito femminile che si manifestano tramite la libido del corpo. [83] Mariri è il magico flegma che lo shamano ha in corpo e regurgita a volontà per curare, o lavorare come arma difensiva. Se un curandero si sente sotto attacco di un brujo, per tramite di un virote, dardo attivo-passivo fatto coi frutti huiririma (astrocaryum jauari), huicungo (astrocarium vulgare) denti di piranha od ossa di animali), chiama il suo mariri e lo impiega come virote difensivo, cioè specchio, capace di stornare l’attacco al mittente. Mariri, come icaros, può venire dalle piante o ereditato da un maestro umano, che lo passa fisicamente da bocca a bocca, attraverso le mani [84] Icaro (cuor del potere curativo indio) dal Quechua ikaray: soffiare fumo per curare; i vegetalistas usano il verbo icarar, cioè cantare o soffiare un icaro su una persona, oggetto o circostanza al fin di dargli potere. huarmi icaros, incantevoli melodie apprese dietando con i profumi. Icaros, memorizzati da maestri, posson venire in sogno o durante un rituale, sono usati per diagnosi e cura di un male, fortuna nella caccia, l’amore, recupere un anima, controllare e potenziar visioni. Romulo leniva dolori e curava morsi di serpente con icaros [85] encantero è curandero specializzato nel lavoro con gli encantos, incantamenti con pietre di vario colore aventi proprietà di cura [86] si narra di casi di icaros rubati da rabbiosi curanderos che venivano ai rituali sotto travestimento [87] dal quechua aya (defunto) e runa (gente). Ogni curandero, riceve icaro e sapienza da altri maestri o direttamente da natura, tramite suoni e visioni spontanee o a mezzo di piante maestro. La melodía è captata ascoltando ciò che arriva, spesso in idioma sconosciuto, durante la cura, l’efficacia dipenderà dalla propria preparazione, mediante diete e purghe, stile di vita integrale e sapienza ancestrale. Un maestro trasmette e cede i suoi icaros, solo a tempo maturo [88] gli icaros, come algoritmi scritti in linguaggio musical-vibrazionale, raggiungono la mente che li ascolta (sotto l'effetto di medicine sacre la risonanza sarà più forte), la quale, li elabora e li passa al Dna delle proprie cellule che risponderanno, irradiando l'output sotto forma di biofotoni, S’avvia un processo di risonanza a catena che nel suo insieme, conforma e riforma la coscienza di quella individualità, la quale, così alimentata e arricchitia, espande [89] dopo il cataclisma climatico che portò alla desertificazione del Sahara, parte della popolazione che li viveva, prese la via del nord e del mare, altri presero la direzione a oriente verso l'egitto altri, come i Pigmei migrarono a sud, verso le grandi foreste, portando con sé il segreto della musica soave che i teonanactl avevano loro insegnato e ispirato per vivere sani e in armonia di intenti col sé e col cosmo. [90] i lavori di medicina disintossicante come bagni d’acqua e fiori, puricano il corpo e la mente, stimolandolo ad andare sotto controllo cosciente si che possa accettare intenti e speranze di cura e crescita [91] Trichocereus pachanoi, catsus a veloce crescita nel mondo [92] Pusanga è la magia rituale d’amore diffusa ed accettata nella regione ’amazzonica peruviana di Loreto. In amazzonia si dice che alcuni icaros, accompagnati da strumenti a corda, dian controllo sul Bufeo o delfino rosa di fiume, creature temute e di forte attrazione sessuale… gli umani, durante il coito con tali delfini mitici, sentono intenso piacere, si che talvolta, sono incapaci a disgiungersi.. Ci sono icaros per aumentare o diminuire l’intensità e il colore delle visioni, per cambiare il colore percepito e per dirigere i contenuti emotivi [93] SACHAMAMA: dal Quechua "spirito madre della giungla, è un grande serpente boa ancestrale. La vegetazione cresce sul suo corpo. Può divorare il cacciatore incosciente che accidentalmente inciampa sul suo corpo. YAKUMAMA: dal Quechua “spirito madre d’acqua”, grande anaconda che vive nel fondo di laghi e fiumi. controparte acquatica della Sachamama terrestre [94] tutti i fiumi portano al Rio delle Amazzoni , nuotare, remare e usar machete aiuta; così come un compagno cane sente tutto prima di te [95] tamburo fatto da un tronco, lungo 4 metri, intagliato agli estremi come coda e testa d’anaconda, è poggiato al terreno tramite due pietre piedistallo poste sotto a un terzo delle estremità del serpente-tamburo. Premendo un piede al centro del tronco, s’ingenera un ritmo oscillatorio verso il terreno trasmesso dal tamburo-anaconda [96] magia nociva e idiozia su commissione [97] Sebbene la loro forzata estinzione accelera quanto l'evoluzione tecnologica e la depressione dell’homo modernicus, molti popoli autonomi, cugini di antica data, hanno conservato la sottil arte di ri-stabilire pace e armonia tra il corpo e la mente, il singolo e il gruppo, il clan e la coscienza terrestre di Gaia e del cosmo pluri-verso. [98] continuum Incoscienza-Supercoscienza: estasi-samadhi; trance-zazen; movimento-relax; epilessia-pigrizia; delirium-debolezza
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Abitan Babongo, foreste fiume Congo(Bruce Perry, BBC Tribes documentary: Babongo Gabon http://www.bbc.co.uk/tribe/tribes/babongo/index.shtml)
La vita cambia velocemente per i Babongo e altri popoli della foresta, circa 12,000 uomini, conosciuti come pigmei e ancora trattati come cittadini di seconda classe dai loro vicini. La loro conoscenza ed expertise delle foreste è unica e il loro uso dell’Iboga, potente pianta maestro che soggiace al cuore della cultura Babongo, li rende famosi in tutto il Gabon, ex colonia francese sulla costa occidentale d’Africa, con l’80 % di foreste vergini. Per via del programma di stanziamento del governo, la maggior parte dei Babongo si è spostata dai loro tradizionali campi nella giungla, nei villaggi nati lungo le principali strade, sebben essi spendano del tempo nella foresta. Fuori della foresta, i babongo sono discriminati dalla società Gabonese e privati dell’accesso all’educazione, impiego e cure sanitarie. Resistono ancora pochi gruppi sparuti che vivono interamente nella foresta. La loro vita è calda, umida e l’aria è piena d’insetti. Malaria e febbre dengi sono endemiche. Abitano queste foreste animali come I Gorilla e gli elefanti delle foreste. I Campi sono composti da 6 a 10 capanne, che ospitano fino a 20 persone alla volta. Le capanne tradizionali son chiamate tudi, son fatte interamen di materiale raccolto in foresta e sono costruibili in mezza giornata. La struttura base poggia su pali rivestiti di larghe foglie impermeabili. Quando i Babongo vivono una vita nomade entro la foresta, usano queste capanne. Oggigiorno anche loro costruiscono capanne di fango, in uno stile adottato dai loro vicini bantu della tribù dei Mitsogo. La capanna degli uomini è il cuore del credo Babongo. La sua struttura richiama il corpo umano con le sue strutture, solo gli uomini iniziati possono accedere alla parte nascosta o spirituale. L’entrata è intenzionalmente bassa, così che quando tu entri, debba piegare la tua testa. I Babongo credono di esser stati il primo popolo della terra. Essi condividono la foresta con i Macoi, spiriti e figure ambivalenti, malevoli e benigne allo stesso tempo. Suonare il tamburo li richiama dalla foresta, ed essi debbono essere appagati ogni volta; esistono rituali per ogni azione, e infinite forme di cerimonie. Quando una persona muore, per esempio, i Babongo credono che il suo spirito tornerà al villaggio a causare fastidi. Il villaggio deve essere pulito tramite il suono del tamburo, danze e rituali. Le donne in capanna, lavano i corpi e li vestono e gli uomini li trasportano nella foresta per la cremazione. Le donne dipingono le facce con bianco caolino a simbolizzare la purificazione, e cantan e danzano per dar riposo allo spirito del morto. Dopo 3 dì e 3 notti di compianto animato, il funerale viene dichiarato concluso. I Babongo sono sempre stati cacciatore-raccoglitori. La caccia avveniva tutto l’anno, specie nella stagione delle pioggie, quando gli animali erano più in vista. Generalmente è l’uomo che caccia con differenti tattiche lungo tutto il Gabon. In Lastoursville e Lebamba, ad esempio, uomo e donna cacciano insieme con le reti così che piccola selvaggina viene catturata. Archi e freccie sono ancora usati per larghe prede, le punte delle frecce sono spalmate con veleno ricavato da semi raccolti nella foresta e polverizzati in fine pasta. Oggigiorno I Babongo cacciano anche con armi da fuoco, spesso affittate dai vicini Bantu in cambio di una porzione della carne di valore catturata nella foresta, inclusi gorilla ed elefanti. Le donne spesso coltivano manioca, patate e mais in piccoli orti puliti presi alla foresta, assieme ai bimbi poi, provvedono cibo che include erbe, radici e catturano armadilli usando il fumo per scacciarli dalle tane. Come molti cacciatori-raccolgitori tradizionali, essi dedican dalle 3 alle 4 ore di lavoro al giorno, per provvedere ai bisogni base. Il resto del tempo è speso a cantare, giocare coi bimbi, scherzare fra loro, passeggiare, raccontare storie fumare e dormire. I Babongo stanno lottando per mantenere la loro identità. Quando vivono nella foresta, le loro conoscenze di fauna e flora e abilità di caccia sono insuperabili. Le strade portano taglialegna, missionari , malattie ed economia contante. Fuori della foresta, rischiano di perdere le loro conoscenze e il loro stesso senso di storia, cultura e identità.
I Babongo sono circondati da popoli linguistici Bantu, molti dei quali li ritengono poco più che animali della selva. Generalmente indipendenti dall’autorità formale, senza carte e documenti, essi prendono le loro decisioni in base alle loro strutture tradizionali. Potrebbero avere gli stessi diritti civili di altri Gabonesi, ma hanno scarso rilievo nella politica del paese. Un indagine dell’UNICEF, ha trovato che alcune popolazioni nella parte nord-est del paese, sono spesso ridotte in schiavitù dei Bantu, con i bambini che diventano proprietà dei loro padroni. Il governo al momento non interviene. La relazione con i Bantu, tuttavia resta complessa. I Babongo hanno forte reputazione di stregoni e inspirano timore e soggezione, nei Bantu, per la loro conoscenza della foresta. Al cuore di questo status, sta la loro conoscenza dell’Iboga, pianta entoegena usata nei loro rituali di passaggio. Molti seguono il Bwiti, religione ani-panteista basata sul credo degli spiriti, iniziato nella foresta migliaia di anni or sono. Recentemente il Bwiti, sincretizzando in modi nuovi e innovativi con la Cristianità, è divenuta una delle religioni ufficiali del Gabon, esistono chiese, cappelle e templi Bwiti, cerimonie a iniziazioni in Libreville, la capitale, e il primo Presidente, Leon Mba, era un iniziato. L’Iboga è l’ostia sacra, presa nelle feste di massa e nelle festività che seguono il calendario cristiano. Ma nella foresta, l’originale forma del Buiti è ancora praticata, in tutta la sua potenza e bellezza. I Babongo coltivano l’arbusto tabernanthe iboga, per le loro cerimonie, e la riguardano come fonte di conoscenza spirituale. Molti Bwitisti moderni credono che l’Albero della Conoscenza, del giardino dell’Eden, proviene dalle amare radici dell’arbusto dell’Iboga. L’ingestione d’Iboga porta un senso di ansietà, apprensione e visione, effetti resi più forti dal buio, ambientazione e suggestioni vocali, cinestetiche e sensoriali. Rende temporaneam.te “malati”, potendo portare a uno stato di letargia che può durare pure 4/5 giorni e, a dose eccessive, senza controllo, alla morte. Quando gli sciamani Bwiti Babongo, mangiano Iboga, essi vedono, curano malattie e parlano coi defunti. I Babongo la usano inoltre come stimolante prima e duante la caccia e per le cerimonie d’iniziazione nei riti di passaggio dall’infanzia all’età adulta. Essi credono che la pianta liberi l’anima per un grande viaggio, per incontrare e parlare agli antenati e agli spiriti di animali e piante. All’inizio l’iniziato ingerisce polvere di radice d’Iboga, nell’arco di qualche ora, monitorato dal suo padrino Bwiti, e iniziano le visioni. L’Iboga gli permette di vedere nel suo vero io e rivisitare vividamente le sue azioni passate. Dopo 24 ore l’iniziato è portato al fiume dal gruppo. Gli uomini lo immergono tramite una piroga a forma di vulva sospesa sull’acqua, poi lo lavano con acqua, miscelata a foglie e fiori. Gli uomini strappano un arboscello di matombi dalla foresta, e lo trapiantano al tempio Bwiti, (esso rappresenta l’iniziato come un bimbo). Durante il giorno i fratelli maggiori continuano a nutrirlo con piccoli pezzi d’Iboga, e l’intero villaggio performa, danzando in vivaci costumi, in modo da stimolare ulteriori visioni o rivelazioni. Nell’ultima fase, l’iniziato è chiamato a condividere le sue visioni Bwiti. Danzatori del fuoco attraversano il villaggio per attirare e sedurre gli spiriti Macoi dal buio della foresta. L’iniziato deve raccontare agli “anziani” ciò che ha visto; questa è sacra conoscenza, accessibile solo a loro, e attraverso di essa, egli diviene un uomo. Nel frattempo I paesani mimano una foresta attorno all’albero matombi, a rappresentare i problemi che bisognerà confrontare nella vita adulta. Insieme, gli uomini staccano I rami, uno alla volta per simbolizzare la rimozione di tutti i suoi problemi. Oggi l’Iboga è di enorme interesse per la medicina occidentale, poiché uno dei suoi ingredienti attivi (ibogain), è usato con successo nel trattamento delle dipendenze da eroina, alcool e gente che ha subito traumi nell’infanzia, in quanto capace di sganciare da precedenti abitudini e stili disarmonici di vita.
Nel 2002, 26,000 kilometri quadrati di foresta pluviale Gabonese, sono stati trasformati in parco nazionale dal Presidente in un tentativo d’incoraggiare l’eco-torismo come alternativa al taglio degli alberi. Ciò potrebbe offrire qualche speranza e impiego ai Babongo comer guardiani e guide della foresta. Inoltre, rifornendo il mercato occidentale della pianta medicinale dell’’Iboga avrebbero una fattibile e autosufficiente attività economica. Resta da vedere come loro e altri popoli della foresta saranno influenzati dalla creazione del sistema dei parchi nazionali. Perdere la loro rivendicazione alla terra, significa perdere la loro anima, e con essa, il collegamento con passato e il futuro della intera umanità.
(a Obaka Massogho e al divin folletto di ogni latitudine) (alle scuole Buitiste Babongo, Mitsogo, Fang e Ombwiri)
l'arco pigmeo si tende e vibra e tuttavia niente esiste l'uomo non è ancora un pensiero fuggitivo di Nzamé e Nzamé non è ancora una delle tre piccole macchie nell'uovo la placenta non è seppellita ai piè d'albero perché nessun albero ancor esiste tuttavia, l'arco pigmeo si tende e vibra piange lunga melopea che modula il vento la corda ha già tre nodi
II - il vento Il vento soffia sempre più il lampo figlio del vento improvviso ha rotto l'uovo la placenta cola via i tre originari si scrollan e gridano i primi canti nel vento Nzamé grida e piange sua sorella Nyingone grida suo fratello Noné grida le grida seminano il vento del turbine pazzo della vita
III Le grida nel vento, la cetra, ancor è notte e l'acqua nere Dio crea il sole e la luna che segnano il tempo di vivere e il tempo di morire Dio voga sulla piroga la termite ha il lungo lavoro della terra Nzamé l'ha creata per questo compie lentamente la sua missione... un luogo dove posarsi infine All'uomo sarà la terra alla donna l'acqua ma la donna deve esser aperta
IV Evus che fai tu nella boscaglia come mai non ti hanno seppellito cordone-placenta, che senso hai ancor e se ti guardo dall'altro lato, non sei Ekurana? Evus che temi la luce, come mai non penetri la donna ch’é già buio e caldo e fame...
Mebeghe a principio, pose l’uovo-feto Nel caos originario, Nzame n’era uscito Solo lui piangeva, e Mebeghe gli ordinò Di smembrar il corpo, e mondo si formò
Esce poi dall'uovo, sua sorella Ninegone Con gli orifizi in corpo, ancora tutti chiusi Infine il pupo None, venne al suo natale Resta la placenta, e cordone ombelicale
Presero la forma, di 2 esseri in un solo Evus cui doppio è, Ekuran suo antagonista Tra i 2 gruppi sono noie, conflitti d’interessi Mebeghe ruoli assegna, chiari ed indefessi
Nzame è incaricato, produrr natur e uomo A sua imago poi risiede, uno dei quadranti Tra 2 punti cardinali, son None e Ninegone Evu alla boscaglia, nessun sconfin altrove
Nzame poi inizia, la produzion di umanità Ninegon gelosa, viaggia e va in boscaglia Alla palude arriva, e invita Evù a villaggio Apre le sue gambe, lui entra nel passaggio
Poi l'indomani Evùs, le dice di aver fame Mangia allor la capra, davanti sua capanna Finirono le capre, ma Evus ancora ha fame Chiede la sua figlia, che muore come pane
Nzame poi ritorna, dal suo lungo viaggio Non riconosce più, il suo natio villaggio Capisce che l'Evùs, è qui dalla boscaglia Solo lì la caccia, soddisfa la sua pancia
Nzame si ritira, deluso dal suo mondo Donna con l'Evù, fan leggi a tutto tondo Ninegone s’avvicina, a suo fratello None Desider un bambino, prim incesto vuole
Da quest unione poi, discendono i mortali Poiché soltanto Nzame, sa fare gl’immortali Evus a None insegna, ogni forgia di metalli Gli dà primo soffietto, mostra raffreddarli
Nonè può fabbricare, attrezzi a non finire Nell'acqua di marmitta, d’origin femminile Mebeghe vede tutto, è frutto trasgressione Del suo prim divieto, in terren ripartizione
Allora invia Ekurana, per attaccar l'Evùs Lo getta sulla terra, assiem a umani pur Gli uomini implicati, fan combattimento Vivono nel sogno, illusione del momento
Ninegone con Evus, poter mondò usurpò Viene condannata, portar la ter in testa Accadon tali eventi, prim presso gli Dei Poi su prima coppia, o umani loro alfieri
Adam ed Eva, o Mukengué e Mangongo Si lascian sedurre, da Evù a fare l'incesto Nasce Abonà-Litougo, Cain figlio maggiore[52] Che Massana sposa, e divide col minore
Geloso del fratello, l'uccide và in foresta Mangongo la mamà, gli da seme d’eboga Così potrà vedere, il fratello suo defunto E i propri genitori, dopo morti appunto
Legge dell'Evùs, è visione conoscenza A mezzo sacrificio, d’un proprio parente Cresce prim eboga, su prim Adamo morto reincarnasi Mukengué, or è Nzambia-Pongo
Gesù figlio d’Egnèpe, Maria che incarna Eva Muor sempre 2 volte, in Adamo poi Judea Prima d’incarnarsi, Jesù ed Ekuran frère[53] Bibbia con eboga, scelser chi appartiene
Jesù scelse per primo, prese bibbia e vino Scese presso i bianchi, accolto con inchino Volle andar dai Neri, ma i Bianchi ingelositi L’uccisero pertanto, e Michel l’ha redarguiti
Prese bors’Eboga, e scende insegnar buiti Un seme seminò, su tomba di Mukengué Fratello tanto amato, radice di Nzamè Questo io lo faccio, te voglio rivedèr
Caìn fu l'antenato, del popolo dei Neri Ebbe da sua madre, in eredità l’eboga Summa di più testi, di varie scuole buiti Patrimonio base, di popol Fang che guidi
Narrano pigmei, babon di fiume Congo Origin dell’arbusto, di Eboga medicongo Da dita di antenato, sepolte nella terra Nascon le radici, che memòr conserva
Presso di Mitsogo, abbiamo la Benzogo Donna che potè, parlar con suo marito Questi era defunto, potè grazie all'eboga Pagò con la sua vita, la conoscenza nuova
Nell'Africa centrale, Dio Padre tien due figli Maggior ha pelle nera, minor invece bianca Un dì Divin decide, insegnar ai figli il vero Trascrive su 2 libri, tuttò il sapere intero
A ognuno ne dà uno, l’esorta poi a studiàr I due figli pien di gioia, a casa van tornar Ma durante viaggio, scappa nero far popò Entra là in foresta, e poggia il libro un po’
Lo poggia inavvertito, su arbusto dell’Iboga Soddisfa il suo bisogno, intanto pure piove La pioggia cola via, l'inchiostro dal suo libro Finisce nella terra, e su arbusto iboga fibro
Il figlio nero vede, e pensa che disgrazia! Or ho perso tutto, ma ho fratellino bianco Sicur mi presterà, il suo libro per studiar Giunt alla sua casa, può tutto raccontar
Ma piccolo fratello, suo libro fermo nega Se perdi pure questo, cosa mai accadrà? Il figlio nero triste, fa visita a Dio Padre Racconta la vicenda, e rifuti di suo frate
Dio comprende tutto, dice che il fratello Da sé comprenderà, l’egoico trattamento Sappi o figlio nero, che vèr non può morir Cerca dov’è andato, inchiostr a scomparir
D’allora figlio bianco, nel Libro legge vero Il figlio nero mangia, l’arbusto del sentiero Radice dell’Iboga, su cui caddè l’inchiostro Parola di dio padre, che vive in ogni posto
Dibenga cacciatore, della tribù Missoko Vide un porcospino, raspare una radice Scaglia la sua lancia, su carne d’animale Estrae poi gli intestine, buon medicinale Sul fuoco li cucina, e mangia amara carne A letto se ne và, e si sente un poco strano Poi nota un auditorio, effetto uguale all’eco Distante allor va fuori, alla luna fa ripiego
Rivede scena caccia, l’arbusto visualizza Il giorno dopo torna, a capir la situazione incontra ora pigmei, disposti tutti attorno lo guidano graduale, a capire suo ritorno
gl’insegnano foresta, cosmo e gli elementi gli dan radice iboga, somministrata in dosi una volta divenuto, padron della sapienza Torna nel villaggio, trasmette conoscenza
Inizia presso Tsogo, un Bwiti senza Iboga Bwiti è pigmin ebweta, emergere arrivare Eboga è boghaga, primo mezzo per curare vuol dir prendersi cura, Tsogo và adottare
Dibenga primo uomo, è nganga Mapenga Colui che per primo, mangiò radice iboga Del popolo Missoko, or passiamo ai Fang Che hanno leggenda, propria da mostràr
Scomparve un pigmeo, la moglie lo cerca Si lascia guidare, da un suono strumentale Così trova sue ossa, ai piedi iboga arbusto Una voce l’invita, mangiar senza disgusto
Così lei può parlare, con lo spirito marito Gradual inter villaggio, segue stesso invito Il suon di madre arpa, echeggia dai fondali figlia di Mogongo, Mosuma ascende ai piani
Va verso la nazione, che guida nella morte E cade nel Mogobwe, cioè fiume vibrazione Amar radici ingoia, le pene e più fantasmi Ascolta i suon radici, arco arpa e sonagli
Seduta ella rimane, e inizia a fare sogni:“ Scendi nel Mogobwe, qual vermi intestinal Discendi alle cascate, sopra fino al fiume D’allora cominciò, il bwiti a noi comune”
Nulla forma l'uovo, dell'essere infinito L’uovo d'oro è, l’insieme dei più mondi Il Tao genera l'Uno, l'Un genera Due Due genera Tre, e questi i diecimila
Rapido è il sud, il nord è improvviso Entrambe a ciascuno, 7 orifizi regalan Per vedere ascoltare, mangiar respirar Il centro è indistinto, può solo ospitar
Ciel e Ter unione, come globo d’acque Generaron l’uovo, da cui nacquè Pan Gu Uomo primordiale, crebbe assai gigante E i propri genitori, separa con distanze
Pàn Gu resta in mezzo, fino che resiste Le sue membra poi, ruppero in più pezzi Sparsero cadendo, sul globo delle acque Nacquero le terre, su isole lui giacque
Uomo tripartito, fa germogliare il seme Di mezzo terra e cielo, senza casa e libri Succedon le stagioni, senza essere scritte In cento metamorfo, divino pur si scinde
Attuazion del mondo, ha prezzo sacrifcio Del primo testimone, eterno ed immutato Lui scivola in oblio, e dà vita alle creature Pur se sua radice, trascende le strutture
Equidistanza d’uomo, agisce come ponte Poggiato sulla Terra, e librantosi nel Cielo Pan fra 2 strutture, quadrata e arrotondata Trae forma e nutrimento, in ciclo rinnovata
Cielo d'uomo tende, a Ciel da cui proviene Terra d'uomo tende, alla Terra sottostante Vita è tension verso, l'alto come il basso Morte è fin tensione, uomo giunto sazio Guarda dentro te, comprendi circondario Scopri il manifesto, e ciò che sta nascosto Percorri lunga strada, umil amor costanza di Pan Gu sei scintilla, in immensa stanza
Il Drago Celeste, è destriero che giunge A sancir la riuscita, della vita dei saggi Nel mondo di ricerca, della via taoista Immortalità totale, l’anima conquista
Cavalcando Fei Long, il Drago Volante Formo il mio carro, di var pietre preziose Conduco gli otto draghi, lungo spire d’onde Alzo mio stendardo, tra nuvol vento fronde
Fuxi e Nugua coppia, Draghi dei taoisti Intreccian loro corpi, fratelli sposi amanti Vivono in simbiosi, con uomini e animali I primi imperatori, ascoltan lor segnali
Genio primitivo, ha coda di serpente La sul monte Zhong, androgin ricorrente Zhu Long fiammeggiante, Zhu Yin l'oscurità Sorgente d’ogni cosa natur che può mutàr Vive a nord Zhu Long, alla porta delle oche Chiuso dentro ai monti, dove sol nasconde Non beve non mangia, respira nel vento Serba yin-yang, luna e sol nel tempo
Quand apre l’occhi, giorno compar Quando li chiude, la notte riappar Viene l'inverno, quand’esso espira Viene l'estate, quand’esso inspira
Visioni di draghi, volanti in discesa Sulle onde di note, accolgono i saggi Imperatori e devoti, conducon a dorso Nei cieli al galoppo, in un giro ricorso
Tàaroa dio Creatore, abita conchiglia Sferica com uovo, che gira nello spazio Null esiste ancora, Tàroa con una scossa Esce da conchiglia, e fa la prima mossa
Poi trova oscurità, il silenzio e nulla più Allor da eternità, da forma alla creazione Creò con le conchiglie, cielo con la terra Scosse le sue piume, che la terr’afferra
Piume rosse gialle, forman foglie e fiori Drago attiva mondo, nei miti in Polinesia In lingua dell’inconscio, o sogno ispiratore Forman la coscienza, o umano collettore
La terra era Dea, in 5 involucri serpente Per gli antichi messicani, aveva 4 direzioni Un punto centrale, cui apparivan 4 sorelle Meditavan a Coatepec, la collin serpente
Dea Coatl-que raccolse, 5 piume bianche Prese pietr in giada, per adornar suoi seni Grazie a lor virtù, fu gravida in sapienza Nacque Quetzalcoatl, dio della saggezza
Vergine rimase, è moglie al dio del sole Divinità di luna, gran madre della morte Presiste ad ogni cosa, fluttuando nelle ere Gonna di serpenti, e ghirlan di cuori tiene
Teschi come Kali, e vestito in pelle umana Coatl-que è onorata, con fior di primavera È detta Tlaltecutli, brutto rospo della terra O chiamata Tonantzin, eterna Mà redenta
Origina pur mondo, da un eroe furfante Son fondator astuti, uman-coyote e corvo Cielo prende forma, in caverne sotterrane Da forgia delle forme, umane sovrumane
Gemelli della caccia, capostipiti di umani Risalgon fusto d’alber, portando gli animali locusta ragn e falco, la rondine e il coyote Liberano i pòpol, da giogo imposte ruote
Giunto in superficie, coyote liber stelle Il ragno tesse tela, disegna luna e tende Il falco batte le ali, dirige l’acque al mar Uman con pelle cervo, il sole van a far
Venere pianeta, la stella del mattino Amata qual kachina, invocata a dare cibo[60] Sorella a Donna Gialla, divinità Lunare Illumina la terra, e a notte fa cacciare
Donna Gialla Kochinako, la donna creò Non c'era ancor la luna, era tempo novità Il Sole convocò, pianeti e inter creazione con lampo nel vento, don’occhi di visione
In nuovo luogo l’occhio, la Luna divenne Su questo globo crea, la donna femminile Che ciclo gestazione, fa in nove lunazioni Cammina sulla terra, per via di sol azioni
Il Sole poi creò, il poter ragion di donna Fulmine impiegando, e vena pur di sangue Qual ponte fra la Luna, e terren suo corpo Lei cammin su d’esso, a collegar ricordo Inizia lei a vegliare, l’arrivo daino bianco E nel cielo d’aldilà, ogni spiri morti salgon Alcun diventan stelle, oppur costellazione A lei furono dati, i nove mesi di creazione
Al Tempo del Sogno, creature totemiche[62] Percorsero Australia, nominando cantando Dando un nome alle cose, le fecero esister Creature e le valli, fiumi e stelle coesister
Dieder canti agl’umani, una mappa virtuale Che durante cammino, segna piste da fare L’aborigeno scambia, le sue mappe sonore Con vicine tribù, a continuare il folklore
Ogn’uomo tiene sogno, di mito fondatore Antenato primordiale, che in sogno lo cantò Tramandan le mappe, mondi a noi contigui Australia piste sogno, è vie di canti antichi
Nacquero da sé, dall’argilla gli antenati Ogni episodio giace, trascritto nella terra Ogni canto e terra sono, identico sovrano Distanza fra 2 luoghi, leggi com un brano Piste senza canto, non vengono a realtà Sacra conoscenza, s’incide in legno o pietra Var luoghi e itinerari, dell’antenà Cjiuringa Traccian’iniziazio, che sciaman distingua Cjiuringa ronza ronza, chiama l’antenato Di spirito che vive, dentro un termitaio Uccide ogni iniziando, al fin resuscitarlo Dentro la capanna, risuona vorticando
Pur didgeridoo, è prodotto da termiti[65] Fa vibrar il corpo, in melodici andamenti Senz’alcun parola, descrive terren canto Suscitàn presenza, d’antenato intanto
Fan cordon sonoro, imitando api e tuono Fonetica e organismo, a mezzo della voce Boomerang volteggio, salto del canguro Vento e ululo dingo, uccello kookaburo
Perdere Cjiuringa, è oblio di via ritorno Nessun è senza terra, noi tutti ereditiamo Un verso di quel canto, e terra su cui passa Conoscer ricordare, la scorza dura scassa
Continua camminare, melodico andamento Suon descrive terra, in canto del momento Un bimbo sognatore, t’appare l’aborigen Combinazion di note, del rito didgeride
Sapere religioso, acquisito in una vita Partir da iniziazione, a pezzi è custodito Con riti cureranno, i legami tra individui Gruppi e territorio, e gli esseri dei miti Per gravi malattie, di origine straniera Sta l’uomo-medicina, in ciascùn famiglia Inver gestiscon donne, malesseri ordinari Impacchi e bruciature, e infusi officinali
Presenza della morte, in gruppo vien curata Agonia d’un membro, in rito accompagnata Due anime vi son, al momento del trapasso Guida didgeridu, viaggio sen sconquasso
Dinamica cultura, aborigena che scambia In ondate di rinnovo, su piste dell’Australia Serpente Yulunggul, è arcobal in Melanesia Brogla Dea di danza, giun dall’Indonesia
Terra apparve piatta, nei tempi dell’inizio Serpente arcobaleno, Madre che dormiva Nel centro della terra, là per lungo tempo Sveglia e sale sù, quan matura il tempo
Rompe poi la crosta, inizia col viaggiare Attraverso della terra, vuota e senza luce Potente è sua magia, causa forte pioggia Solco del suo corpo, torrente pure foggia
Così snodò più fiumi, laghi e più cascate Viaggia lascia latte, dalle sue mammelle La terra fertilizza, in foreste rigogliose Crea deserti e valli, con caten montuose
Tornando nella terra, animali risvegliò Rettili e marsupi, insetti e uccel colòr Riempie ciel di suoni, pappagal dipinti Uccelli danzatori, e corridor Moa estinti
Risveglia vita d’acqua, fiumi e pure mare Pesci nei torrenti, in stagni gracchian rane Tartarughe e anfibi, d’abissi e sottosuolo Da uter della terra, risveglia alfine l’uomo
Umàn da Mà Serpente, apprese vit’armoni A viver coi cugini, e a prender necessario Onorare e rispettare, la terra loro madre Creatur alberi rocce, tutto ha sogno padre
Appresero aiutarsi, l’uomo con la donna Amarsi ed imparare, l’un dall’altro ai figli Conoscer cura terra, passar in discendenza Serpente Madre infine, fà ritir quiescenza
Entra in pozza d’acqua, dove guarda pesci Sorveglia che la pesca, sia per necessario Chi ne prendesse più, per avida arroganza Mà serpen darebbe, punizio sin oltranza
Ogn’individuo pur, partien a un territorio Totemico suo clan, per nascita o adozione Caccia con raccolta, e spontanea vegetazio Legame parentela, cresce in tale spazio
Il fuoco in sottobosco, facilita la caccia Sèlezion le piante, e disegna ecosistemi Estingue alcune specie, altre ne propaga Aborigeni fan ciò, da tempi di antenata
Muovon sulla terra, con leggero passo Meno prenderanno, men le ritorneranno La terra prima esiste, ideata nella mente Si canta ricorrente, e viene all’esistente
Lingua di poesia, assieme all’essenziale Nei territor altrui, con scambio funzionale Per cibo o corrobori, fan viaggi stagionali Rifanno ad ogni evento, pitture corporali
Continua fratellanza, discende dal totèm In nuove generazio, entro un comun spazio Quan presenza totem, riconosciuta in luogo Canti danze e riti, risveglian mana fuoco
Shankara ci dice, riguardo al dio Krishnà Dio sceso sulla terra, per amor d’umanità Astuto blu guerriero, amante assai focoso Gode anche i piaceri, del kamasù gioioso
Ha ventimila amanti, gopi o pastorelle Sono sue compagne, di giochi dell’amore Che grazie suo riflesso, lo credono per sé Mentre lui si apparta, con Radharani olè
Krishna è l’uomo blu, del Mahabharata La logica in umani, più usata è la binaria Il gruppo degli attori, lavora tale dramma Ognun un personaggio, e l’epopea s’incarna
African e un bianco, sono Bhishma e Drona Nippo e un balinese, fanno Krishna e Shiva Non mangian la carne il giorno della prima Per limitare al corpo, ansia e adrenalina
Mahabharata scena, mostra una battaglia Due eserciti impazienti, uno fronte all’altro Fermi in mezzo ai 2, stà dubbioso Arjuna Dio Krishna fa cocchiero, di sua bardatura
È campo di battaglia, metafora d’un fiume Corpi assai smembrati, sòn sue rocce pure Le dita i pesciolini, il sangue n’è il torrente India è questo fiume, e scorre ricorrente
Mahabharata è, ricchezza del pensiero Tradizionale indù, è un Teatro universale Ognuno tien il suo, e non sa di ricamarlo Dovere tuo è scoprirlo, così da realizzarlo
Al di là della morale, Krishna mostr’azione Equilibra l'universo, ogni cosa tien a posto Sessualità binaria, l’impatto e la violenza Tutt’acquista senso, fuor binar coscienza
Il reale non è mai, ottimista o pessimista È semplice accadere, visto in Mahabharata Quest’epico poema, riflette oscur tensioni Dell’epoca moderna, tra le divèr nazioni
Estrema degradazio, delle creatur umane Senso del conflitto, puoi cogliere in catarsi Movimenti della storia, disastri sofferenze Pur se inevitabi, apròn varco alle coscienze
Ogni momento, un occasione nuovamente Può aprirsi nella vita, vissuta pienamente a capire può aiutarci, dar senso a Yuga età Come e perché viver, comùn filo umanità
Gli umani hanno raggiunto, l’epoca dell’Oro Epoca del sogno, il primo e il più alto Yuga Da cui discendon tutti, i quattro successivi Kali Yuga chiude, oscurando tutti i primi
Racconta tal poema, storia razza umana Creazion e distruzione, in cicli all’infinito Fame con violenza, e le realtà più assurde Forgian esperienze, a scene già consunte
India è brulicante, è cascata in piena vita Dimenasi assonnata, sopra un marciapiede Trova azion di senso, per il tuo aggregato Nulla puoi scartare, tutto va esplorato
Spettacol imminente, va in una foresta Arriva a una radura, li fai un tempiettino Catasti ciò che trovi, a mezzo tra le piante Formi montarozzo, hai fatto cosa grande
Appena terminato, una vecchìn signora Va alla tua catasta, in silenzio le si prona Sussurra si rialza, dietreggia poi scompare In India misteriosa, nuovo tempio appare
Pullula foresta, di più presenze umane Nascost’attorno a noi, mezzo del fogliame Un attore balza fuori, là dai suoi cespugli E gridan spettatori, è Shiva con i bugni!
Procedendo in cerchio, rapido ciascuno Dica una parola, esprima sua impressione Nomi ed aggettivi, sensazion sull’India Troverai parole, che una vita avvinghia
Ogni movimento, in India acquista senso Rivela tuo teatro, e reclama tuo consenso Pur l’epi Ramayana, racconta la battaglia in India come Bali, fino alla Thailandia
Vicende del poema, fàn danza e teatro Convulse possessioni, estasi ed orgasmi Più prove lancinanti, del supernaturale Sull’isola di Bali, ancor le puoi trovare
Le danze Balinesi, invitano la trance Là nell’Anah Lot, o tempio sopra al mar Veston bianco e nero, i danzator Keciàk Alzano le bracci, in coro fan Ciak Ciak!
Gamelan orchestra, offerte cibo e fiori Ai mondi generanti, e mondi degradanti Ringraziano agli dei, di vette dei vulcani Pur demoni subacquei, placano l’umani
Undici demòni, Rudra è il più potente Vengon trasformati, in spiriti aiutanti Rudra antico Siva, divien benevolente a Gun Agung vulcano, egli è residente
L’inter popolazione, dell’isola si attiva Nell’Eka Dasa Rudra, o rito vette e mare Offerte e processioni, trascesa degl’affanni Acme dello sforzo, avvien ogni cent’anni Krsna era scomparso, le gopi lo cercaron Pien d’amore intenso, tosto rimembraron Suoi divertimenti, suoi dialoghi con loro Abbracci suoi con baci, vagano nel coro
Tutta la foresta, risuona e lo lo ricerca Krsna è dappertutto, in ciel e sottoterra In piante ed animali, cuore degli umani Tutta l’esistenze, un gioco senz’eguali L'anima è fatta, della musica sostanza Risuona nella voce, oppure flauto e arpa Platone consigliava, con musica educare Anima poi corpo, in ginnastica danzare
Presso gli amerindii, Ojibwa del nord Creatore del mondo, sognandolo crea Ottien esser’umano, il dono di sognare Partecipa così, al divin atto del creare
Kitche Manitu, ovvero Grande Spirito In sogno vide cielo, con sole luna e stelle Su terra vide valli, montagne con i laghi Isole e pianure, foreste pioggie e prati
Qualcosa ripeteva, in ciclo di continuo Gran Spirito ascoltò, storie com in canti Sentì l’amore e l’odio, e il sibilo del vento Paura con coraggio, gioia e triste evento
Kitche Manitu, allor medita visione Vuole che suo sogno, giunga alla realtà Offre della vita, a ciò che avea intravisto Sentito comprovato, in sogno prima visto
Da nulla creò la pietra, acqua fuoco e vento Depone in ogni cosa, suo soffio della vita Al sole dà la forza, di luce e del calore Crescita alla terra, e forza guarigione
All'acqua la purezza, la forza rinnovarsi Musica dà al vento, e il respiro della vita Poi forma le montagne, valli e le pianure Deserti laghi e fiumi, ed isole in lagune
Tutto al proprio posto, bello da mirare Kitche Manitù, crea il mondo vegetale Uno spirito di vita, diede ad ogni pianta Di crescita e di cura, essenza che t’’incanta
Per dare un armonia, all'ordin della terra Colloca ciascuna, nel luogo più appropriato Crea poi gli animali ciascuno da una forza Assieme alla natura, nuotàr volare possa
Alla fine Manitu, l'èssere umano crea Gli dà dono più grande, l’arte di sognare Così come lui avea, creato mondo in sogno Così l’uman poteva, crear a suo bisogno
Alfine crea principi, di armonica Natura Così che i var viventi, seguisser loro vita Pure per Uitoto, il creatore Nai-mu-ena Mondo crea nel sogno, lì nel Venezuela
I Piaroa del sud, han Wahari creatore Quan qualcosa sogna, diventa pur realtà Se egli non sognasse, nulla esisterebbe Come Brahma sogno, tutto si connette
Ciò che sogni è, seconda tua esistenza Forgia pure gruppi, culto e coesistenza Forza motrice e, consiglio d’ogni azione Sognare è camminare, è rigenerazione Vivere è sognare, su un parallelo piano Realtà interdipendenti, là nel quotidiano Invisibi sogn’inconsci, indirizzano l’agire Narrano emozioni, di gioia o del soffrire
Vivon aborigen, nei loro sogn’immersi Pervade il quotidiano, e guida intera vita Ponte ininterrotto, tra gli albòr del tempo Danzano quei sogni, nel presèn contempo
Sogno ed inizio, creazione stessa cosa Presso gl’irochesi, è l'attività del giorno Un interpretare i sogni, oracolo preciso Salute e integrità, pàr supremo officio
I sogni provocati, indotti dal digiuno Isolamento o danza, estatica o rituale Assunzione d’erbe, buone pian maestro Imago della trance, sono l’arte ed estro
Sogno è passaggio, al regno sconfinato Vita d’ogni giorno, creazione della mente In esso tu contatti, teorie e progenitori Cose che tu vedi, han pluri dimensioni
La scienza moderna, nasce da più sogni Nils Bohr come studente, in lor trovò fotoni Spazio-luce Einstein, rincorre con la slitta La mitica realtà, veste in matèma tinta
Noi distinguiamo tra, realtà con fantasia Oggettivo soggettivo, scienza con poesia Per i popoli tribali, vi è un unica realtà Pratica efficiente, vibrante in varietà
L'indigeno si vive, custode di natura Per guarir pianeta, curiamoci noi stessi Per guarir noi stessi, curiamo nostra terra Gli uomini malati, son privi della terra
Avvengono i sogni, entro Grande Sogno Uomo che rispetta, estingue suo bisogno Chi suo sogno perde, perde scopo meta Semi e pure miti, rinnovan vita intera
Il seme risvegliato, vince il dur terreno Civiltà che muore, degrada a fare humus È tempo transizione, germoglio vuole luce Nuovo nutrimento, per sogno che riluce.
- Brahma e il mito del bimbo divino Durga Kali Shakti, depose l'uovo mondo Nel grembo della notte, Eros esce in tondo Col tempo acquista l’ali, o turbini di vento S’innalza messaggero, in orfico pontento
Nasce la coscienza, dell’essere di luce Segue poi a catena, la forme d’ogni cosa Emergon le creature, a mezzo differenze Strizzano l’amrita, sgocciolan coscienze
Risvegliasi il divino, latente nel girino Visnu addormentato, assiem a sposa Loto Distesi su serpente, abissàl con sette teste Dall'ombelico Visnu, sorge un fior in feste Dal corp’addormentato, eleva Brama luce Creator degl’universi, che in sognì produce Emergon e degradan, come fior sbocciando Da fondo dello stagno, muoiono sfiorando
Tale regola ripete, in ogni micro-macro Ogni vita nasce, sviluppa e muor in tondo Sòl dentro coscienza, che la materia crea Insieme fanno il ciclo, del gioco che rivela
Io son del processo, scintill’autocoscienza Spiral di kundalini, che ascende luminosa Dalla coscienza vuota, nasce intelligenza Dinamica ch’attiva spazio tempo scienza Senso del movimento, centrifugo creativo Mentre moto inverso, è centripeto involuto Chiamal primavera, germogli in ramo nudo Esternano le foglie, in fior spiral computo
Cicli luna e sole, stagioni vita e tempo Natura ondulatoria, deriva ogni sostanza Avvolta quindi svolta, nei miti del serpente La fisica dei quanti, descrive ciò coerente
Serpente di fuoco, è lo spirito del sogno Viaggia sulla terra, insegnando alle tribù Dove e come viver, è il rosso Barramundi Preserva ciclo vita, in laghi e mare mundi
Risveglio di coscienza del bambin divino Spontan drammaturgia, miti e personaggi Gioia e var dolori, risate e più intuizioni La lingua della serva, non riveli azioni
Movimenti involontari, flussi del falùn Graditi e non graditi, senti salire or su Sostituzion di cuore, bimbo con l’adulto Ad oper alchimisti, di mistero occulto
Cerimon devota, scalda amor latente Gruppo ti supporta, con gioia ricorrente Ngomo suona dolce, teatro lo provvede Il mito appare uno, visione te richiede
Le Piante di potere, son tutte collegate A mezzo di radici, là in Terra radicate Comune substrato, di forze essenze qi Presenti nel Perù, India Cina e quì
Lui che sogna, non sa di star sognando Scambia tale sogno, per quotidian vivendo Accade che si svegli, mond acquista senso Bolla d’ego sogno, svanisce nel consenso
Torni alla realtà, del focolar di sempre Brahma sogna tutto, durate la sua notte Poi mente collettiva, raggiunge saturazio Autocoscièn risveglia, uman diviene banzo
Epopte jivan mukta, buddha o dir si voglia Ridono del sogno, se voglion ne fan nuovo Gioco del blu puffo, Shiva, Krishna o Pan Tago oppur Lao Tsu, fan Muku a recitar
Scegli immaginario, e mettilo su scena Poi recita la danza, sacra oppur oscena Son tutti i personaggi, figli al sognatore Animati inanimati, lo sentono creatore
Ognuno sogna un mondo, dove divien re Potèr creativo che, ciascuno ha dentro se Potere nella testa, che chiaman il divino Cambia ruol e scene, drammaturgo fino
Incarna un persona, inizia a performare Spettator lui stesso, che vuole or reciitare Scende pur a stare, in sogno dentro sogno Cascata senza fine, macro e micro cosmo Coscienza frattalizza, ovver fa la discesa Ogni scintil divina, ha potere di sorpresa Dramma sogno gioco, tra virtuàli mondi O lasci il labirinto, o giochi e ti confondi
Voler lasciar il mondo, è uscire dal teatro Ascetico al’estremo, e pùr morte passaggio Muore personaggio, trasal la sua coscienza Oppur continua gioco, parl’eboga essenza
Abbraccia la tua vita, tutte le sue forme Accetta d’indossare, maschere che scegli Godi fino in fondo, la gioia del tuo ruolo Serve far cantar, uccello come il tuono
L’anima-bambino, se è pien di paura Ti vien sostituita, portata all’aria pura La porta verso l’alto, per evitar sozzura Un palloncin blurosa, a forma di medusa
Il Dioniso bambino, è tempo che risvegli Rintraccialo con riti, o giochi stratagemmi Compia la missione, di chiudere la porta Sigillar l’eccesso, di una ragione morta
Tuttò vestito in nero, occhi ben scoperti In Africa rinasce, tribal son suoi conventi Esplodono più fuochi, fuor della sua porta Governa ogni chiusura, è l’epoca di svolta
L’autosuggestione, è un programma DNA Realizza dei bisogni, d’un gruppo o identità Nei riti di passaggio, trasmette una cultura Mitologia d’un clan, per discendèn futura
Esperienza liminale, valori norme e ruoli Stampa stabilmente, in mente all’iniziando In gruppo condivide, bagagli inter costume Uno scopo per la vita, attinge com al fiume
Amar esser amati, è ragion già sufficiente Puffo insegn’amore, a chi non tiene niente Scopo sta nel gruppo, che crea significati Se qualcuno m’ama, continueranno i fiati
Ora vengo e busso, alla porta d’ogni cuor Se qualcuno m’apre, stranier diveng’amico Bimbo è drammaturgo, e buffo si comporta Conosce la commedia, apr e chiude porta
A volte scende in ruolo, lui ama recitare Passa inosservato, e non vuole disturbare Qualcuno prima o poi, lo vede e riconosce Scopre dai dettagli, che lui tutto conosce
Allor lui si presenta, la maschera si toglie Augure col bastone, insegna con le foglie Lascia le sue orme, ben salde sul terreno Così che iniziazione, continui senza meno
Legame fra 2 amanti, pupo si rispecchia Coccola se stesso, curàn ferita vecchia Sentimen materno, proietta sull’amante Infanzia di se stesso, ora diventa grande
Stacco dalla madre, strazia ver entrambi È il rito iniziazione, con canti e ditirambi Allarga la coscienza, sull’adulto mondo Segreti ora svelati, fan giro girotondo
Adulta tien un ruolo, in sen comunità N’entra a ne fa parte, e destin dividerà Buiti è formativo, è scuola adatta oggi Enzima identità, che nel gruppo sfoggi
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miti sogni e viaggi, la genesi del mondo(agli Adivasi, Camuni e ii popoli del pacifico e Tempo del Sogno, a Ovidio, Vincent Lebot e a chi prova sconforto nelle difficoltà. ogni racconto è un attrattore strano, crea comunità comunicanti in umiltà e rispetto e stabilisce un patto di alleanza con Gaia.
- Amore e Psiche (fiaba di Apuleio) - vijnana: coscienza condivisa - Taaroa di Polinesia e Australia
Lingua ancestrale, quadrimensionale Che parla alla mente, umana globale Spesso racconta, in quattro passaggi In ciascuno rivela, paralleli messaggi
Mito racconta, come fosse in un sogno Nel rito da forma, a qualunque bisogno Col tempo esso muta, svolta e ritorna A volte imbarazza, sebbene ci informa
Mito raccon nel corpo, e nella mente I moti e la vita, che c’è interiormente È la storia dei gruppi, dei loro fermenti Affari conflitti, e stravaganti commenti
Parla del clima, di enzimi e pianeti Dei processi in natura, loro sottesi. Infine è la trama, del mondo divino Gioco e teatro, dell’eterno bambino.
Il mito è una storia, trama di antenati[50] Fuori dal tempo, dove stanno trasognati Passato ai discendenti, per essere tessuto Sì che iniziazion, umàn tu abbia vissuto
Pratica di un culto prevede 2 momenti Muse canti e danze, ne son i condimenti Diagnosi è primo, che indaga indovina Dà interpretazione, di volontà divina
Poi vien terapia, cioè la propiziazione Ex-voto o libagioni, oppure l’espiazione Si inseguon due momenti, fino alla noia In spazio recinto, il tempo è cerimonia
Ritual collettivo, e libertà d’espressione Disciplinano gruppo e dan commozione L’intuizione e l’invaso, toccano tutto Travasano gioie e dolori nel gruppo I 2 gemelli del tempio, Manti e Mania Sono clinica e scuola, diagnosì e terapia Come in orchestra, il rito coordina bene Intercala i solisti, tra i rituali d’insieme
Individuo e gruppo, o strofe e ritornelli Mantica e Oracolo, invece sono gemelli Li trovi nel mondo, a dar conoscenza Aiuti e supporti, a umana coscienza. Amore e Psiche (fiaba di Apuleio) C'era una volta, in città mediterranea Un re ed una regina, ebbero tre figlie L’ultima era Psiche, e pure la più bella Venere gelosa, il Dio Amore t’interpella
Fa che s’innamori d’uom più vile in terra Mentre dall’olimpo, Giove guarda e sferra Dio Amore s’invaghisce, di tenera carezza Porta al suo palazzo, la giovane dolcezza
Psiche vien servita, amata ed onorata Come gran regina, da spiriti di fata È qui dov’ogni notte, ìl dio le procura Visite sublimi, d’indicibile natura
Psiche rispettare, deve patto intesa Mai dovrà vedere, il viso dell’amante Il rischio è la rottura, di beato incanto Men di giorno vuol, consolarsi intanto
Le sue due sorelle, al castello invita Insinuano sproloqui, gelose pien invidia Dicono suo amante, è unà mostruosità Resistere non sà, Psichè a curiosità
Quella notte allòr, presso dell’amante Accende lumicino, ed un pugnale brande Vista non distoglie, bello in fulgor forme Amor le si rivela, dolce amor che dorme
Vede suoi capelli, profumano d’ambrosia Legger ali di luce, guancin porpora rosa Psiche trae saetta, da una fàretra al dio Presto s’innamora, ahimè s’è punta il dito
Or una stilla d’olio, da lucèn di Psiche Su corpo bel d’Amore, cade sì lo sveglia Succede allora che, Amor fugge da Psiche Patto ha lei violato, l’incanto è alla fine
Psiche ora dispèra, và in cerca d'amore Venere ti incontra, gelosa con rancore Che quattro porge, di diffici impresa Nel regnò dei morti, alfine la discesa
Riceve da Persefon, vàsetto in consegna A Venere darà, e a non aprir s’impegna Cùriosità la vince, ancòr per una volta E da son mortale, còsi vien avvolta
Intervien Amore, non solo per salvarla L’ottiene come sposa, or è sua compagna Giove dà il consenso, e da tale unione Nasce bella figlia, Voluptàs suo nome
Divino è l’erotismo, poi vien curiosità Guarità dalla grazia, di Amor divinità Incarn Ara Voluptas, Vener capitolina Chè salva i caduti, per volontà divina
La favola racconta, destino dell'anìma Caduta ed incarnata, in crèatur umana Lei tracotante tenta, di penetrar mistero Che non è consentito, svelare per intero
Perdita n’è il prezzo, di condizion beata È l’umilian ricerca, sofferta ed affannata Si perde e si ritrova, Psichè destin dell’io Perfetto stato è, ricongiungersi al divino (La nostra anima è il nostro sogno dell’altro)
Saman del Sahara (pitt.rupestre del Tassili, Algeria, 8000 a.C.)
I rettili oggi studia, la herpetologia Interazion cosciente, con rettili ed anfibi per pratiche di cura, arte e umana scienza Quetzalcoatl fu drago, di Maya conoscienza
Son detti dracoformi, tutt’esser loro specie Come omini sapiens, son di umana specie I rettil dracoformi, influenzaron civiltà Rivelan clim ambiente, ora scienza sa
In rane messaggeri, parlan divinità Moda e architettura, i coccodrilli fan Rupestr’insegnamenti, dei serpen piumà Ricordan Queztlcoatl, ovver i Kulkulkan
Etnià dei gran dragoni, aiutò l’umanità In scambio di simbiosi, ad evolver civiltà[55] Quan allievo è pronto, maestro drag’appare Or il mondo è pronto, di nuovo a dialogare
Imperiali Draghi d’Asia, e serpen piumati Siamo i Naga vostri, ancès maestri amati Sottil movimento, sotto l’acque ci attende Antenati a noi comuni, pulsan la corrente Draghi di sapienza, e straordinar bellezza uman da cinta in su, e sotto ancor serpenti Assumon forma umana, o cobra a 7 teste Naga Vasuki è, signor d’indiane feste Chiude quinto sole, rinasce comprensione Dormiente si risveglia, la pietra vita prende Ah serpenti piumati, da sempre insegnanti Da eruzion dei vulcani, in superstiti canti
Fan molte colonie, tra oceani di fuoco India ed Egitto, afro americhe e Cina Polinesia e Sahara, umani e draconi Simbiosi felici, fratelli ed amori
Sensibil maestri, insegnan sapere Di milioni di ere, ai figli or seguenti Modellan la terra, in scuola di luce Speranza di vita, che vola e riluce
Abitanti del luogo, spesso confusi Sospettosi od ostili, dei nuovi venuti Per non spaventare, i locali supposti I maestri Quetzal, andaron nascosti
Diffuser medicina, e arti agricoltura Sviluppo di coscienza, negli uman amati Insegnan superare, animal propria natura Fondan scuole e templi, misteri di cultura
Trasmisero lezioni, incise in riti squadra saggezza che s’apprende, entro vari chakra compreso tutto il film, in intuito d’interiore avvien prova finale, nel gioco del pallone
Ogni squadra elegge, capitano in team Dirigerà il destino, d’orchestra degl’istinti la squadra vincitrice, si candida a maestro oppur decide usare, creativo nuovo estro
Squadra cooperazio, chi perde si riallena E ripete poi l’esame, a canalizzar suo io Veder comun radice, di gioco multiverso Al fin d’allinerasi, alle forze d’universo
Maestri itineranti, insegnano alle scuole Senz’attaccamento, han vocazion in cuore guerrieri od artigiani, scienziati contadini Giran le città, remote e oltre i confini
Sottil come serpenti, cantavano concetti In fiabe a varie storie, in esotici confetti Antiche forme vita, perpetuano il sapere In totem animali, e in piante di potere
Giunse epoca buia, e cala specchio fumo Che l’anima distoglie, d’ascolto d’interior E non tollera versioni, diverse di realtà Volo sul dragone, del cosmo è al calàr
oh Mama Sachamama, regina di foresta Serbi le vestigia, di forme degli ancestra Gran drago e sei custode, della spezia blu Che evolve la coscienza, delle tue creatur
Sogni di serpenti, in indios d’amazzonia Riportano creazioni, di mondi multiformi Scesi addormentati, riposan in paesaggi Pietre stelle e film, riti e var passaggi
Presenti nel passato, della Gaia storia Dopo meteoriti, evolvono in mammelle Richiamano l’infanzia, degli antichi stadi Tutti i feti umani, nell’utero son draghi
Drago di Pannonia, popol rappresenta Autoctoni del Tirolo, lasciati viver pace Nelle lor caverne, cacciato non venivan Villaggio di Bezau, racconta novellina
Un prospero fattore, di nome Jolerbuel Venne visitato, da un mendicante un dì Jolerbuel lo caccia, senza dargli nulla Mendico gli dice, che ciel prepara furia
Quando ciel fa scuro, scroscia la tempesta Cascata d’acqua cadde, inonda tutt’intorno Nel mezzo d’uragano, c’era il mendicante Che con corda rossa, guida drago grande
Impietrito Jolerbuel, resta lì a guardare Gli alberi in turbinio, venir presso di lui Tutta sua ricchezza, distrutta in 2 minuti Stranier guida poi drago, alto sui dirupi
pur Heidelburg città, aveva draghi amici curaron loro uova, trovate al fiume Neckar Curate nelle case, sotto protezion reale Draghi alimentavan, fuoco col soffiare
Pur molto eran amati, dai locali fabbri Acciaio molto fine, forgiavano gli scaltri Grazie al fiato caldo, dei rettili volanti Qualcun li cavalcava, in enfasi vibranti
Draghi femme sai, amano più l’acqua Aiutan pescatori, parlando loro lingua Molt’intelligenti, trasmiser conoscenze a uomin donne sagge, aprono coscienze
Sia grandi e nani dragi, capaci di volare Fan nidi su colline, di presso alla città Venivano ospitati, spesso nelle case Felice interazione, durò per lunga fase
Quand ad Heidelburg, giunse puro dogma Crebbe intolleranza, e simbiosi si spezzò Il mito fu invertito, i draghi condannati Vennero cacciati, uccisi o allontanati
Gli amici di una volta, caddero nel buio I draghi abbandonaron, tristi quella zona Molti in Heidelburg, attendono il ritorno Con feste ricorrenti, acqua ed altoforno
- vijnana: coscienza condivisa
I popoli antichi, del Tukmenistan Usavano droghe, che più non si sà Ephedra e vino, Canapa e Papavero Soma detto Haoma, rito zoroastriano
Bramini e dervisci, sciamani e pajè Per fini rituali, divinatori o di cure Bevono vino, succhi e sostanze Per praticare un arte importante
Del santo Haoma, parla l’Avesta Del sacro Soma, ne parlano i Veda Le prime son sacre, ai Parsi Mazdei Seconde son versi, di gesta Hindu Dei
L’offerta di Haoma, è offerta di Soma Nel sacrificio mazdeo, come bramino Pianta inebriante, terrestre e celeste In quattro nature, par essa si veste
Quattro facce riflette, d’uman universo Il primo è lo stato, ordinario di veglia L’onirico mondo, è secondo tuo stato Tessuto con forme, di quan sei svegliato
Consegue armonia, dei demoni interni Digerisce gli oscuri, suoi propri patemi Terzo è nel sonno, o mondo informale Che agisce e decide, per Te liberare
È quarto haoma, l’ultima esperienza detta di Fravashi, virtù di Zarathushtra Luce di Muhammad, presenza di Gesù Kundalini energia, pianeta nuovo blu
Colui che è sempre, in Haoma stato Nasce e poi rinasce, dio rinvigorisce Dalla sua fravashi nasce Zarathushtra Santo che quaggiù, parla e pure frusta
Quarto haoma detto, pure Pourushaspa Uno con la Grazia, fravashi cioè presenza È Soma di dio Siva, fin cristallo distillato L’aspetto di noi, che mai vien annientato
Coloro che han percorso, la via delle virtù Impediscono che strada, venga là distrutta Son l’ispirazione, e la grazia del veggente Abitazion divina nell’anima possente
Il Soma è lunare, la Sûryâ è solare Haoma è Soma, Ambrosía ed Amrita Araldo interiore, della trasformazione da secoli nascosto, in miti ed orazione
La lotta finale, del cosmo è interiore Della propria mente, è rigenerazione Origine essa stessa, di tutte quelle prove Che uomo attraversa, in dolor illusione
Mâyâ è la fonte, d’illusion fantasie Se mal governate, divengon veleni Energia kundalinî, se mal risvegliata Malattie può dare, in psicosomata
Se padroneggi, poter del serpente Chiamato verrai, come Kereshâspa Ercole che uccise, il serpente cornuto Dal veleno giallo, divorator compiuto
Il processo interiore, qui si conclude In Soma fravashi, incarnata in chiunque Il cammin ha percorso, di Zarathushtra I demoni oscuri, ha distrutto con frusta
L'arbre de la vite, è simile al tuo corpo Arbre in anagramma, è l’inglese brain Divien latino bru, ovvero il cere-brum Albero yin-yang, con due funzioni orsù
Sistema nervoso, cosciente incosciente Tiene in vita il corpo, con gli automatismi Elabora pur dati, che offre alla coscienza Che le goda e gusti, dono o ricompensa
Quest’albero è diviso, ìn dodeca parti I capelli recettori, sue radici filiformi Sensibili antennine, captan variazione Dei campi d’elettroni, in continuazione
Cervello d’intestino, e lo spinal midollo Cervelli nella testa, emisferi e cervelletto Fasci di più nervi, son tronco di tal’arbre Che sostenta corpo, e flusso dati entrante Albero parlante, per mezzo del serpente La Genesi ci dice, in scritta ebraico antico ALBero che ABLa, a mezzo di sue Labbra ALBer che sostiene, il SER-PEN che ABLa
Il serpente parla, con lingua BI-forcuta Libero pen-ser, anagramma di Ser-pen Pensier è informazione, dà Dna fuoriesce E genera linguaggio, in tao binario pesce
Diabolico può esser, se porge sol un lato Della vision di sé, o ambiente naturale Significa pensare, lavoro ad imparare A viver sulla terra, al fin di sublimare
Pensier in ebraico, detto Mashashava Significa Serpente, da ebraico Mashàsh Colui che vuol scoprire, ovvero decifrare Dentro sua radice, neuron fa funzionare
Scopo del pensiero, o del serpente antico A avere conoscenza a mezzo di linguaggio Alber sacro verbo, dice A-BRA KAD A-BRA Sistem Nervoso sano, guida uomo e capra
Nel Giardino d'Eden, fa crescer seminare Crea per uno scopo, frutto oppur traguardo Attravers attivazione, di testa concentrata Pianta sano intento, per vita rinnovata
Divin potere è, Kundalini che scalda Continua srotolarsi, rinascer dileguarsi Un serpente Dna, che parla avviluppato In cellule viventi, è un angel confinato
Adamo fà l’amor, con Lili prima donna Astuta la Lilith, chiese ali a dio Jehovah da Eden poi lei vola, a desert occidentale alle sabbie s’accoppiò, al fin ripopolare
Adam è castigato, da Jehova in castità Ogni notte allor Lilith, lo viene a visitàr Copulando lei su lui, partorisce Samuele Sintesi diamante, rebìs regin sumere Hermes caduceo, due vipere accoppiate Intrecciate fra di loro, attorn’albero bastone Fan dio di conoscenza, e mistica rinascita Cambia la sua pelle, misterica fragranza
Plutone dio misteri, consorte figlio a Gea Cambia la sua pelle, beato è chi lo vede Là in riti di Demetra, serpent’alber e luna Son acqua di vita, che fato uman confuta
La luna con le fasi, scandisce ritmo vita Signora di maree, di acque e di rugiada Serpente tra radici, degli alberi dimora Frequenta le paludi, e cinge rami flora
Rit’iniziazione, contemplano dea madre Regina dei misteri, che stacca da ogni fato Mortale figlio muore, riscopre in sé l’eterno Serpente che rinasce, in seno padr’eterno
Dogmatica cultura, tende a calpestare Gli istinti della psiche, può demonizzare Così come spontanee, credenze di natura Il veto ripercuote, su psiche inter cultura
Il senso del peccato, nasce da inversione Del mito del serpente, dell’albero e di luna Simbol di saggezza, e sessuale elevazione Spingono in inconscio, la cura redenzione
Vien crearsi tabù, che blocca evoluzione Di singol e di specie, e s’esalta sol un lato La psiche si ribella, e rovesciasi all’opposto Scatena lo xu-tan, e rigetto tal composto Dice Jung maestro, che confrontare drago Vuol dir lasciar andare, dogma più ostinato Illusione pregiudizio, e accettare dialogare Col propr’innato sé, iniziandol ascoltare
L’albero del cosmo, genera ogni storia L’uomo suo gemello, appare sottosopra Curvo su se stesso, appar quello cinese Coglie forze qi, concentra per l'ascese L’albero sai vive, tra la terra e il cielo È gemello di Pan Gu, flessibile nel vento Divien creator del cosmo, asse luminoso Colonna fuoco che, ascend a numinoso
Fumo sal al cielo, suo legno sa scaldare Piantato nel giardino, divien l’ombelicale Offre frutti e dati, in simbiosi col serpente 7 gradin samani, attendon pretendente
Albero è stazione, del sole arden roveto Lampada di Allah, che illumina i tre mondi Albero maithuna, accoglie Siva e Shakti Il filò dorato sale, fìn chakra più alti
Ramo dei misteri, è l'acacia iniziazioni Cosmo in miniatura, delle illuminazioni Recinto sacr’altare, è l’albero con pietra L’india lo decora, e lo zen vi si dispiega
Nel punto immobilè, Buddha si dispose Sotto albero Bodhi, e osserva il divenire Del gioco d’illusione, di vita e desiderio Resist alle paure, invocando refrigerio
Dita tocca terra, chiama Madre Gaia A farle testimone, contro men fantasmi Gaia or tuona forte, dichiara io sono qui I demoni lo lascian, e la luce lo rapì
S’alza la tempesta, giunge Muchalinda Potente re serpente, l’avvolge sette volte Spiega suo cappuccio ombrello fa d’incanto Ripara da zanzare, sol vento freddo e caldo
Trascorsi sette giorni, seppe Muchalinda Che temporal finito, le nuvol son disperse Ritira or le sue spire, dal corpo lluminato Veste forma umana, devoto s’è prostrato
L'albero del cosmo, Tièn sposa serpente ascolta sempre figlio, che chiede liberazio Dai vincoli di brame, vecchiaia e malattia Da morte e sua paura, l’evoluzione sia
L’alber dentro te, stabil lascia crescer Sviluppa graduale, svolge proprio essèr Elimina capricci, del vento di passaggio Simbolo del mondo, e tempore disagio
Serpenti intrecciati, vision di sciaman Dna dell'amazzonia, dei sud’american Samana conoscenza, viene da visioni Mitologia che informa, indios tradizioni
Corrisponde dnà, all’essenze animate Delle forme vita, con cui comunichiamo Gea natur ci parla, lei tiene intelligenza Vien Dna da cosmo, dice ora la scienza
Proteine ed enzimi, robot in miniatura Molecolar computer, in ribosom struttura Cellùle in fattorie, dna è un programma 4 basi impiega, comunicar la gamma Dicono sciamani, con spiriti parlare In corretto modo, metafor devi usare A livel molecolare, esiste la coscienza Spiriti e folletti, fan tua conoscenza
Identico in tutti, è il principio vitale Ad eliche doppie, o a chiocciola scale Gemell’intrecciati, nell’Erme caduceo Fonte informazioni, metafora d’Orfeo
Maninkari spiri, che inviano loro miti Come altre galassie, c’ aprono i confini In stati di coscienza, diversi dalla veglia Tabacco e vini yogi, lor natura imsegna
Colui che usa tabacco, in session di cura Sheripiari vien detto, curandero Ashanica dai Dna biofotoni, ottien diagnos visioni Analogico ponte, tra nicotina e neuroni La somma di tutte, l’emission di fotoni Elettromagnetico campo, fanno coscienza Dei messaggi fra celle, amplifica istanza La lente del quarzo, che fa risonanza I cristalli di quarzo, manifestan fotoni da DNA emessi, qual spiriti in luce 4 coppie di basi, in forme d’esagon Ai cristalli quarzo, fan eco richiamo
DNA stimolato, da DMT o nicotina Attiva emissione, di fotoni in visioni Tutta rete biosfera, è fonte d’imago dìsciplin chiede, sogno lucido indago
Cristallo di quarzo, con 6 segmenti Anaconda ancestrale, guida alla vita Kundali svegliata, a mezzo shak-shà Parla a coscienza, di shiva samàn
Ridonde linguaggio, usano samàn Con piantè maestro, si da lor parlàr Melodie d’icaròs, son canti curandero Parlano a spìriti, dell’inconscio intero
Metafore legate, da varia connessione Analogico andamento, in cantilen-azione Linguaggio contorcente, un poco sibillino Doppio avvolto in twist, ridondante filo Segni di natura, mantra oppur poesie Intesson curandero, per vincer ritrosìe Tsài yoshto yoshto, dicon del linguaggio Usan come lente, negl’icaros passaggio
Esaminan le cose, cauti attentamente Non troppo vicino, alle parol normali Vi girano a evitare, un diretto scontro Così posson vederle, chiar a tutto tondo
Son tutte relazioni, con spiriti prodotte Fatte in questo modo, multi-referente Ipnotici tranelli, spontanei ed indiretti Riflettono natura, socratica di oggetti
Vist in doppio modo, in lingua speculare Soddisfa 2 emisferi, e descrive in circolare Cerca illuminare, esperienze trascendenti Dietro cose e fatti, delle realtà apparenti
Unione d’opposti, incontro con l'ombra Attraversi pur l’asse, d’Io sono e del Sé Dell'io piccol ego, e del Sé eterna mente Che tutto comprende, in sé totalmente
Dioniso presenta, con maschera sul viso Dio d’estasi diverse, indotte da var piante Frequenze di coscienza, chiamale pur luce Venne da lontano, vini e danze riproduce
Teonanacátl Dio, incarna in figlio fungo Mirabile sapienza, e scende con la pioggia Creature positive, o meravigliò simbionti Aggirano ignoranza, senza far di sconti
Profondi sentimenti, dà compagne piante Esseri che in gruppo, aiutan l’orchestrante Inspirando s’è ispirati, espirando smascherati Inspira vanno giù, fa un peto e vanno fuori Il moribondo sente, ùscir l’anima da gola Vapor umìdo fumo, chiede l’acqu’ancora
Sogni pellegrinaggi, e semi d’intuizioni Passaggi lungo i treni, oppur meditazioni S’infrangono la notte, a riva di coscienza e in contemplazione, di correlata scienza
Ciò che penso dico, ciò che voglio faccio Rivela lor visione, in armonico passaggio Lì dentro del castello, francese di Liviérs Riuniron i buitisti, duemil-e-tre janviér
Al suon di melodia, nell’aria par vibravo Un piede sul trapezio, riposa in celestiale Comprendi essere vata, ossia natura d’aria Mi muovo in elemento, d’oralità più varia
Ovunque conferenze, su trionfi dell’amore Ma l’aria pur in gola, dall’umido s’asciuga Tramite il respiro, entràn escono entità Serve è necessario, l’acqua sorseggiàr
Scopri tuoi talenti, tramite i tuoi sogni Se banal è il vero, nessun allor l’ascolta Banalità è radice, è cuore dei processi Reali oppur virtuali, dividono nei sessi
È come un elefante, oppur la tartaruga Che mondo ti sorregge, coàgul e confuta Teatro di ologrammi, è scuola del domani Fa viver a ciascuno, maschere di umani
Teatro dov’esprime, se stesso chi lo vuol Sfoglia e quindi sceglie, tra mille repertòr Può fare spettatore, o attore s’abbisogna Esperisce la realtà, così come la sogna
Ognun maestro è, discente di se stesso Tiene gradimento, nell’interior commento Danza di taranta, oppure il Mahabharata Recitan le cose, al nudo o mascherata
Il teatro popolare, è catarsi e terapia Scuola e religione, e gran gioco d’ironia È l’intrattenimento, e mistero del fugace Laboratori scienze, guerra oppure pace
Apocalissi varie, su cosmico quadrante Clinica che cambia, in teatro dilettante S’entràr volessi pur, da professionista Quell’abito dovrei, svestire sulla pista
Fuori sei chi vuoi, dentro come tutti Ricercator di luce, non monopol di frutti Le regole rispetta, del conduttore ganga Inizi fare gruppo, quando l’io si stanca
Ogni arte va da sé, senza mai forzare Smaschera il tuo Io, si da dimostrare Son maschere contigue puri spettatori Tutti lavoriamo, a un teatro d’interiori
Hermanno hongo, e universi paralleli Incontro alla riserva, botanica di Iquitos Scuol di medicina, per malesseri pluviali Contrastan alberelli, le febbri di malari
Hongo fresco ama, il succo degli agrumi 3/4 hongo e aspetta, dop un or e mezza Assumi in cicli pure, 3 hongo per 3 cicli Fan nove nel totale, o dodeca sacrifici
Hongo le canzoni, insegna camminando Stratifica ogni cosa, incorpor in se stessa Ti cala in varie storie, di magica parvenza Miguel guida su fiume, la triplic’esistenza
L’arcangelo ha la casa, ti invita a visitar due ninos tien per figli, Gabriel e Raffael vive sua famiglia, sovrapposta a una real nella città d’Iquitos, tal riflesso puoi mirar
Michele qual Caronte, protegge pure bimbi Col faro guida e solca, sul caldo Rio Momon Specchio tra due mondi, ugual e rovesciati Sopra e sotto l’acqua, riscopri i significati
Poggian su esistente, i mondi paralleli Tu sei quello e più, preistoria con futur Impar a percepir, mister del drago verde Nel luogo dove vivi, Gaia pulsa sempre
Dopo sempli pasto, senza zuccher sale Olio oppure grassi, prepara pur la mesa È una tavola di forza, o riferimen rituale Un faro cerimonia, per scopo ricordare
Mesa intovagliata, e splendid’ornamenti Inca oppur shipibo, e più simbol collettivi Feticci e oggetti vari, ciascuno pur vi pon Frutti d’amazzonia, sincrè statuìn d’amor
Cranio di otorongo, e palo ad incensàr Candel attorn a ceppo, jacubi buon copal Siedon partecipanti, passeggiano d’intor Scambiano parole, con musa sottofon
Medicin di Sierra, è decotto huachuma O pedro tricocereus, coltello taglia a fette Il coltello tolga via, la parte bianca interna Cuoci in acqua e lime, entro una padella
Fai bollir tre circa, un liquidi n’è estratto Separa dal residuo, e assumi nel digiuno Huachuma d’esperienza, dura 8/10 ore Il picco è tra le tre, fino alle sei ore
Scen poco dolorosa, l’epilogo riattiva Indigestion sottile, e dolor forte di testa All’origine del patos, forse frutto freddo Cerco pur sollievo, e acqua calda bevo
Micro-passeggiate, tondo nella stanza Inizi oggi lezione, affrontando le vertigo L’occasion è un ponte, tronco su torrente Attraversar carponi, fu soluzion serpente
Vertigin eran forti, ma giunge forz’aiuto Pedro coi compagni, invitano all’impresa Sedersi man indietro, centime conquistati Piedi a passi stretti, man glutei sollevati
Impacciati tentativi, diverton i compagni La prova è superata, assieme alla paura Pensiero ricreativo, amplifica graduale Motivazione guida, e purificazion sale
Usa sciamanismo, l’essenza della terra Sciamano senza piante, non esisterebbe Maestro tè yagè, aumenta le onde alfa Pure quelle theta, coscienza si caraffa
Dicon gli Shipibo, che le piàn maestro Son muraya-cai, creatrici-di sciamani[82] Rivelan vero mondo, normal è l’illusorio In varie e più figure, fan lor’ostensorio
Acquisiscon principianti, aiutan spirituali Yachay ovver mariri, e imparan a icarare[83] Dieta e isolamento, se a lungo tu mantieni Lor proprietà le piante, rivelano or interi
Melodie d’icaròs, insegnate dalle piante Presentan lor potere, al curander ascolto Gl’insegnan ritmo cura, parole e melodia L’informano su scopo, e l’uso adatt’ossia Parole e senso, spesso incomprensibil Melodía è tessuto, di quando e com usar Alludon sue parole, alle piante ed animali Elementi di paesaggi, reali od ancestrali
Aria qi che cura, fischiata oppur cantata Serbata vien nei corpi, di vari curandero Usati per strappare, le energie pesanti Da corpo dei pazienti, effetti rilassanti
È memor dell’acqua, a serbar l’intento Più dura è la dieta, più icaro apprendon A chiamar spiri pietra, dieta d’encantos Con icaro del viento, li chiami frattanto Comunque li ricevi, capace a ricordarlo Tessuto vibratorio, sgorga dal tuo cuore Mancanza di rispetto, verso tuo maestro Apprender icar suoi, senza suo permesso Canticchia gl’icaròs, non superar sua voce Un giorno pure tu, accedi a spir di Piante Ricevi tuoi icaròs, che han potere per te Durante apprendistato, abbi fede in te
Ogni curandero, tiene il proprio idioma Carica suo flegma, di qi cantando icaròs Gli icar del tabacco, o del chiric sanango Fan chiare visioni, chiaman pure Shango
Son icaro ayaruna, cantata a chiamare[87] Spiriti antenati, subacquei o d’animale Per aiutar la cura, nell’uman reame È numero d’icaròs, a dar poter reale
Icaro doppia elica, serve a comunicar Con spiriti maestro, di piante e mineral Tutt’icar medicina, offrono riferimento Cura d’armonia, o pensiero riconesso A livello subconscio, agisce messaggero Pensier di guarigione, su ritmi suoni d’arpa La mente è coccolata, e cullata dalla festa Nell’eco di antenati, pigmei della foresta Medicin huachuma, per curandero andino Che cura suo paziente, collaboran con esso Processo guarigione, con fede e motivazio il Sipapuni d’hopi, apre al ciel passaggio Gli icaro son tanti, ognuno fa un lavoro San Pedro antiche chiavi, usan nelle ande[91] Di resine o profumi, pietre oppur sirene Appaiono cantando, erotiche corriere Icaros di aranita, un piccol ragno che Tesse tel d’amor, a mo corteggiamento Shirohuehua inver, canzon divertimento Animan paziente, di gioia e spir intento
Sott’acqua viaggiar, un’alga può insegnar Un icar principale, è l’essenza di sciamano Presso indios Cocama, miscela suo poter Struttura sua visione, Luna a intraveder
Acustici effetti, fan icar vegetalistas Parole qual disegni, dipingon qual poeti Buon vegetalista, orchestra storie in gare Nelle competizioni, sfoga trucchi e trame
Vero ayahuasquero, fa icaros bellezza Smaschera con essi, pure i ciarlatani Arma curativa, e veicol di sapienza Potere personal, o suà quintessenza
Icarar è caricare, un oggetto d’energia Si che protezione, può far nel ricevente Cantando sull’oggetto, si suffla fino fin Tabacco oppur yagè, fa l’icar medicin
Agiscono su centri, o ruote di energia Mediante vibrazione, sonora modulata Guida curandero, l’intuito sempre nuovo Fuor del razionale, rapporta natur uovo
Aiuta metabolizzàr, visioni nella psiche Rimuove differenze, ed ostacol percettivi Sequenza d’ogn’icàroa, blocchi li rimuove Icarado fum tabaco, num vitale smuove
Fata verde sale, qual fumo da bottiglia Guida nel cammino, mente ti scompiglia Fa cantar ballare, invocar l’anima pianta Sentir calor in corpo, kundalini che s’alza
“S” piccol serpente, colore rosso fuoco inizia l’ascensione, in modo transparente potere curativo, del corpo dell’inconscio forza della terra, che sal midollo floscio
la M ora la senti, salire là nel ventre concreta e materiale, instinto vita morte la luce divien verde, e un albero si apre coscienza del respiro, vedi ora vibrare
senti or A salire, dall’alber dei polmoni aprire alla coscienza, l’anima e i ricordi brecce d’emozioni, tristezza ed allegría la U diventa or O, nel cuor Amore sia
poi color violetto, sede d’intuizione suono della E, ora arriva nel frontale quindi senti un I, infinita immensità Interiore luminazio, discernimento sa
La selva pur t’intriga, come una donna È madre che accoglie, sfama e pulisce Ella pone disciplina, e le regole del gioco Conoscerle permette, sopravvìver toto
Suono della selva, piogge e temporali Orchestra sinfonia, di vari e più ranocchi Tappeto gigantesco, fogliam decomposizio In circolo rimette, vital transustansizio
È libro dove scrivi, in presenza di magie Lo gnomo prima firma, chiaror luce lunare Comprova tuo passaggio, lì dentro la selva Bellissimo paesaggio, che gioia ti conserva
Cuore d'amazzonia, è fiume Rio Amazòn L’intera vita informa, con disciplin e amor Anaconda che si snoda, selva Sachamama Di notte brilla viva, è argento Yacumama Ti perdi nella selva, segui un corso d'acqua Qualunque rio va ben, insegui sua corrente Porta a rio più grande, fino a Rio Amazòn A mare sai sboccherà, è floresta corazòn Alla maloca Boras, ver indios della selva Tamburo d’anaconda, baston sonagli sona Bastone percussione, è zappa con sonagli Gusci vuote noci, penzolan qual magli
Tamburo inizia batter, ritmo sul terreno[95] Affondi con rilasci, del piede che lo guida Rituali d’antenati, chiaman sachamama Anacond antica, dragon e madre Gaia
Baston-sonaglio, e tamburo-anaconda Servon per giocare, con la terra madre Stuzzican podere, e il corpo suo s’invita Risponder alla festa, presieder rito vita
Ricorda cavalcata, dei draghi protettori Della spezia Dune, battendo sul terreno S’inviano vibrazioni, su pelle d’anaconda Simulando i moti, sinuosi ch’ella affonda
Meraviglioso gioco, può risvegliare Gaia Semplice strumento, su corpo Pachamama A sintonizzarla bene, sulle nostre schiene Eco scosse dà, e corpo trance sovviene
Comunic alle menti, e corpi a lei prestati Infond amor di danze, falc attorn al fuoco È un aquila sivango, che vol su tutti i veli Cur e nutre gruppi, con pensier più veri
Gli amerin del nord, intonan canti sacri riuniti nel tepee, sonagli tambur d’acqua Ciascun inton a turno, canti a gran potere Inanna Wakantanka, per Gaia sostenere
Vibran loro voci, emoziòn condivisioni Riempiono la tenda, ritmo e fratellanza Lingua e significati, dei canti medicina Scuoton risonanti, Dnà coscienza fina
Son archetipi sonori, istintivi vocalizzi Trasmisson umane, di piante medicina Ripeton ri-scoperte, durante le sessioni L’emozion trascendi, nelle transazioni
Programmazion inconscio, crea fertilità Conciliazion interna, che guarigion farà Auspici di fortuna, com antica etruria Augur fulgorales, cur umana incuria
Psiche recepiti, messaggi in risonanza Attinge poi energia, a cosmica distanza A suo corrispettivo, Tage o drago Turm Inconscio collettivo, ctonio suon orsù
Contagio Dna, circola ora in stanza Più forme della vita, van in risonanza Generan risposte, adatte alle richieste E formulate avanti, allè rituali feste
Evitando brujeria[96], o autodistruzione Grazie aggiogamento, della motivazione A desider risveglio, coscienz’elevazione Più scopi positivi, messi in condivisione
Imago negative, intossicazion il corpo Rancor e depressione, sin fino a suicidio E ingeneran paure, fin profonda-mente Riscopri senso vita, natur felice-mente
Pigmei e Shipibo, nutron questo cibo Positivo verso, la vita e il suo destino Sebben invasi oggi, da economus homo Abil san trasmetter, stato grazia novo L'acqua dal cielo, entra in madre terra Dove forze grembo, l’attendon benedetta Agli spiriti ctoni, si dà nuova opportunità Nella sachamama, loro frutti manifestàr
Diavolo vuol dire, passare d’attraverso Divider dualizzare, o binar manifestare È potere della maya, creatrice d’illusione Coscienza con materia, è ritmo vibrazione
L'anima è sostanza, un ologramma musical Ognun possiede mantra, ch’apre l'universo Empatia è capacità, risuonar in emozione Con anima contigua, in natura vibrazione
Ritmo e suono, son colore e movimento Shiva danza Pan, india etruria e mondo Mimica salmodia, che il sacro manifesta Danza tua si dona, ai presenti della festa
Essa mima e racconta, in ritmo e melodia Mito oppure storia, con gioie e pen umane Poter binar frattali, in ascesa oppur discesa Oltre dualità, trascendere è sua impresa
Stato di-vino, ebbra luna Bosch o Bach Lei attiva l’emozioni, nel cuor d’ascoltatori In catarsi spettatori, che li rende pur attori È trascesa dualità, or son tutti spett-attori
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